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Primo
Mistero Gaudioso. L'Annunciazione dell'Angelo a Maria Vergine.
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L'angelo
Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea,
chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un
uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine
si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: "Ti saluto,
o piena di grazia, il Signore
è con te... Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù". Maria disse:
"Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me
quello che hai detto".
(Lc 1,26-28.31.38)
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Secondo
Mistero Gaudioso. La Visita di Maria Vergine a Santa Elisabetta. |
Maria si mise in viaggio verso la montagna e
raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella
casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le
sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito
Santo ed esclamò a gran voce: "Benedetta
tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo!".
(Lc 1,39-42)
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Terzo
Mistero Gaudioso. La Nascita di Gesù. |
Diede alla
luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose
in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro
nell'albergo.
(Lc 2,7)
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Quarto
Mistero Gaudioso. La Presentazione di Gesù al Tempio. |
Quando
venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge
di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per
offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del
Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al
Signore. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua
madre: "...E anche a te una spada trafiggerà
l'anima".
(Lc 2,22-23.34-35)
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Quinto
Mistero Gaudioso. Il Ritrovamento di Gesù nel Tempio. |
Dopo tre
giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori,
mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che
l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le
sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli
disse: "Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre
e io, angosciati, ti cercavamo". Ed egli rispose:
"Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi
delle cose del Padre mio?".
(Lc 2,46-49)
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