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Questione
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Le parti della penitenza in generale
Passiamo ora a considerare le parti della penitenza.
Primo, in
generale; secondo, in particolare, le singole parti.
Sul primo
tema esamineremo quattro cose: 1. Se la penitenza
abbia delle parti; 2. Il loro numero; 3. Quali esse siano; 4. La
divisione della penitenza in parti soggettive.
ARTICOLO
1
Se alla penitenza si debbano assegnare delle parti
SEMBRA che alla penitenza non si debbano assegnare delle parti. Infatti:
1. I
sacramenti sono dei riti nei quali "la virtù di Dio opera
misteriosamente la salvezza". Ma la virtù di Dio è una e semplice.
Quindi alla penitenza, che è un sacramento, non si devono assegnare delle parti.
2. La penitenza è virtù e sacramento. Ma in quanto essa è una
virtù non può avere delle parti: infatti la virtù è un abito, che
è una qualità semplice dell'anima. Lo stesso si dica della penitenza
in quanto sacramento: poiché al battesimo e agli altri sacramenti
non vengono assegnate delle parti. Perciò alla penitenza in
nessun modo vanno assegnate delle parti.
3. Materia della penitenza è il peccato, come sopra abbiamo
detto. Ora, nel peccato non si distinguono delle parti. Quindi
non vanno distinte neppure nella penitenza.
IN CONTRARIO: Le parti sono gli elementi che concorrono a
integrare la perfezione di una cosa. Ora, la perfezione della penitenza
viene integrata da più elementi, cioè dalla contrizione, dalla
confessione e dalla soddisfazione. Dunque la penitenza ha delle
parti.
RISPONDO: Le parti di una cosa sono gli elementi in cui materialmente
un tutto si divide: poiché le parti stanno al tutto come
la materia alla forma; infatti Aristotele considera le parti nel
genere della causa materiale, e il tutto nel genere della causa formale.
Perciò dovunque si riscontra dal lato della materia una
certa pluralità, là è possibile riscontrare delle parti. Ora, come
abbiamo visto sopra, nel sacramento della penitenza gli atti umani
costituiscono come la materia. Perciò, siccome alla perfezione
della penitenza si richiedono diversi atti umani, cioè la contrizione,
la confessione e la soddisfazione, come vedremo nell'articolo seguente, è
chiaro che il sacramento della penitenza ha delle parti.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. I sacramenti sono tutti dotati
di semplicità rispetto alla virtù divina che opera in essi. Ma la
virtù di Dio, a motivo della sua grandezza, può agire per mezzo
di uno strumento unico o molteplice: e in base a questa molteplicità
in un dato sacramento si possono riscontrare delle parti.
2. Le parti non vengono assegnate alla penitenza virtù: poiché
gli atti umani, che nella penitenza sono molteplici, non sono parti
rispetto all'abito delle virtù, bensì effetti di essa. Perciò le parti
vengono assegnate alla penitenza in quanto sacramento, nella
quale gli atti umani hanno funzione di materia. Negli altri sacramenti
invece la materia non è costituita dagli atti umani, bensì
da cose esterne: o semplici e uniche, come l'acqua e l'olio; oppure
composte, come il crisma. Ecco perché, negli altri sacramenti
non si parla di parti.
3. I peccati sono materia remota della penitenza: in quanto
sono materia od oggetto degli atti umani, i quali sono materia
propria della penitenza sacramento.
ARTICOLO
2
Se sia esatto assegnare, come parti della penitenza, la contrizione, la
confessione e la soddisfazione
("Le
parti del sacramento della Penitenza sono: la
contrizione, la confessione e la soddisfazione del
penitente, e l'assoluzione del sacerdote"
(Catechismo Maggiore di San Pio X, 681)).
SEMBRA che non sia esatto assegnare, come parti della penitenza,
la contrizione, la confessione e la soddisfazione. Infatti:
1. La contrizione si produce nel cuore: e quindi rientra nella
penitenza interiore. La confessione invece si ha nella bocca e la
soddisfazione nell'opera: cosicché queste due ultime appartengono
alla penitenza esteriore. Ora, la penitenza interiore non è un
sacramento, lo è invece la sola penitenza esteriore che ricade nel
dominio dei sensi. Perciò non sono ben assegnate le parti suddette
al sacramento della penitenza.
2. Nei sacramenti della nuova legge viene conferita la grazia,
come sopra abbiamo visto. Ma nella soddisfazione non viene
conferita nessuna grazia. Dunque la soddisfazione non è parte di
questo sacramento.
3. I frutti non si identificano con le parti di una cosa. Ma la
soddisfazione è frutto della penitenza, secondo l'esortazione evangelica:
"Fate
degni frutti di penitenza". Essa quindi non è parte della penitenza.
4. La penitenza è ordinata contro il peccato. Ma il peccato può
esser consumato anche solo nel cuore mediante il consenso, come
abbiamo visto nella Seconda Parte. Dunque anche la penitenza.
Perciò non devono considerarsi parti di essa la confessione della
bocca e la soddisfazione delle opere.
IN CONTRARIO: Sembra che le parti della penitenza debbano
essere più numerose. Infatti tra le parti dell'uomo non c'è soltanto
il corpo, quale materia, ma c'è anche l'anima, quale sua
forma. Ora, le tre cose suddette quali atti del penitente hanno
funzione di materia; però l'assoluzione del sacerdote ha funzione
di forma. Dunque l'assoluzione del sacerdote va considerata come
quarta parte della penitenza.
RISPONDO: Ci sono due tipi di parti, come spiega Aristotele: parti essenziali
e parti quantitative. Le parti essenziali in natura
sono la forma e la materia; in logica sono il genere e la differenza.
E in tal senso qualsiasi sacramento si divide nelle sue parti essenziali
che sono la materia e la forma: ecco perché sopra abbiamo
detto che i sacramenti sono costituiti "di cose e di parole". - Ma
poiché la quantità è connessa con la materia, le parti quantitative
sono parti della materia. Ed è da questo lato che al sacramento
della penitenza, come sopra abbiamo precisato, vengono assegnate
in modo speciale delle parti in rapporto agli atti del penitente, i
quali formano la materia di questo sacramento.
Sopra però abbiamo notato che il risarcimento di un'offesa vien
fatto nella penitenza in modo diverso che nella giustizia vendicativa.
In quest'ultima infatti il risarcimento è fatto secondo l'arbitrio
di un giudice, e non secondo la volontà dell'offensore o dell'offeso:
invece nella penitenza il risarcimento dell'offesa vien fatto
secondo la volontà di chi ha peccato e secondo l'arbitrio di Dio,
contro il quale si pecca; poiché qui non si cerca la sola reintegrazione della
giusta uguaglianza, come nella giustizia vendicativa,
ma piuttosto la riconciliazione dell'amicizia, assicurata dal fatto
che l'offensore risarcisce secondo la volontà dell'offeso. Perciò da
parte del penitente si richiede: primo, la volontà di risarcire, il
che si ha con la contrizione; secondo, la sottomissione all'arbitrio
del sacerdote il quale fa le veci di Dio, il che avviene nella confessione; terzo,
il risarcimento secondo l'arbitrio del ministro di
Dio, il che si ha nella soddisfazione. Ecco perché contrizione,
confessione e soddisfazione vengono considerate parti della penitenza.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. La contrizione essenzialmente
risiede nel cuore, e appartiene alla penitenza interiore; ma virtualmente
appartiene alla penitenza esteriore, in quanto implica il
proposito di confessarsi e di soddisfare.
2. La soddisfazione conferisce la grazia in quanto è concepita
come proposito, e l'aumenta in quanto è posta in esecuzione:
analogamente a quel che avviene nel battesimo degli adulti, come
sopra abbiamo visto.
3. La soddisfazione è parte della penitenza sacramento, ed è
frutto della penitenza virtù.
4. I requisiti del bene, il quale
"procede da una causa integra"
sono più numerosi dei requisiti del male, il quale "deriva da singoli
difetti", come si esprime Dionigi. Quindi sebbene il peccato
si compia già nel solo consenso del cuore, per la perfezione della
penitenza si richiede e la contrizione del cuore, e la confessione
della bocca, e la soddisfazione delle opere.
5. La soluzione dell'argomento in contrario risulta da quanto
abbiamo detto (nel rispondo).
ARTICOLO
3
Se i tre atti predetti siano le parti integranti della penitenza
SEMBRA che i tre atti predetti non siano le parti integranti della
penitenza. Infatti:
1. La penitenza è ordinata contro il peccato. Ma nel peccato
la distinzione tra peccato di pensiero, di parola e d'opera è divisione
in parti soggettive e non in parti integranti: poiché il peccato
si predica di ciascuna di esse. Dunque anche nella penitenza
la contrizione del cuore, la confessione della bocca e la soddisfazione
delle opere non sono parti integranti.
2. Nessuna parte integrante contiene in sé le altre parti dell'identica
divisione. Ora, la contrizione contiene in sé come proposito
la confessione e la soddisfazione. Quindi non si tratta di parti
integranti.
3. Le parti integranti concorrono insieme ed ugualmente a costituire
il tutto, come i segmenti in una linea. Ma nel caso nostro
questo non avviene. Dunque i tre atti suddetti non sono parti
integranti della penitenza.
IN CONTRARIO: Integranti si dicono quelle parti che concorrono
alla perfezione del tutto nella sua integrità. Ma le cose predette
concorrono così a integrare la perfezione della penitenza. Quindi
sono parti integranti di essa.
RISPONDO: Alcuni hanno affermato che queste tre cose sono
parti soggettive della penitenza. - Ma ciò è impossibile. Perché
in ogni singola parte soggettiva si riscontra il valore del tutto
e simultaneamente ed ugualmente: tutto il valore di animale, p. es.,
si salva in qualsiasi specie di animale che suddivide codesto genere.
Ma questo nel caso nostro non si riscontra.
Perciò altri hanno detto che si tratta di parti potenziali. Ma
anche questo è impossibile. Perché nelle singole parti potenziali
il tutto è presente secondo tutta la sua essenza: cioè come l'essenza
dell'anima è presente in ciascuna delle sue potenze. Ma questo
non fa al caso nostro.
Dunque rimane che i tre atti predetti sono parti integranti della
penitenza: e per questo si richiede che il tutto si riscontri non
nelle singole parti, né secondo tutta la sua virtù, né secondo tutta
la sua essenza, ma in tutte cumulativamente prese.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Il peccato, avendo natura di
male, può compiersi, come abbiamo notato sopra, anche solo con
una delle sue fasi. Ecco perché il peccato che si compie con il
cuore soltanto è una specie di peccato. Altra specie è il peccato
che si compie con il cuore e con la bocca. Terza specie è il peccato
che si compie col cuore e con l'opera. Ma per il peccato in queste
ultime forme sono come parti integranti il fatto di esser compiuto
con il cuore, e quello di esserlo con la bocca e con l'opera. Ecco
perché nella penitenza, che si compie sempre mediante queste tre
cose, queste sono parti integranti.
2. Una parte integrante può contenere il tutto, sebbene non
attualmente o essenzialmente: le fondamenta, p. es., contengono
virtualmente tutto l'edificio. Ed è così che la contrizione contiene
virtualmente tutta la penitenza.
3. Le parti integranti hanno tutte un certo ordine tra loro. Ma
alcune hanno un ordine solo di posizione: sia che stiano ordinate
le une dopo le altre, come nel caso di un esercito; sia che si tocchino
come le parti di un mucchio; sia che si trovino collegate
come le parti di una casa; sia che abbiano una continuità tra loro
come i segmenti di una linea. Alcune però hanno tra loro anche
un ordine dinamico: come avviene tra le parti di un animale, la
prima delle quali è il cuore, mentre le altre dipendono reciprocamente
secondo un ordine d'influsso dinamico. In terzo luogo esse
possono essere ordinate cronologicamente: cioè come le parti del
tempo e del moto. Ebbene, le parti della penitenza, non essendo
che atti, hanno tra loro un ordine dinamico e cronologico; ma
va escluso un ordine di dislocazione, perché non sono localizzabili.
ARTICOLO 4
Se la penitenza sia ben divisa in penitenza prima del battesimo, penitenza
dei peccati mortali e penitenza dei peccati veniali
SEMBRA che la penitenza non sia ben divisa in penitenza prima
del battesimo, penitenza dei peccati mortali e penitenza dei peccati
veniali. Infatti:
1. La penitenza, come sopra abbiamo visto, è
"la seconda tavola
dopo il naufragio": il battesimo invece è la prima. Perciò quanto
precede il battesimo non deve porsi tra le specie della penitenza.
2. Ciò che può distruggere il più, può distruggere anche il meno.
Ora, il peccato mortale è più grave di quello veniale. Quindi la
penitenza dei mortali s'identifica con quella dei veniali. Perciò
non si devono distinguere in proposito due specie di penitenza.
3. Come si pecca venialmente e mortalmente dopo il battesimo,
così si pecca allo stesso modo prima del battesimo. Se quindi si
distingue la penitenza dei peccati veniali da quella dei peccati
mortali dopo il battesimo, la stessa distinzione per lo stesso motivo
va fatta prima del battesimo. Dunque non è giusto distinguere
queste due specie di penitenza.
IN CONTRARIO: S. Agostino enumera queste tre specie di penitenza.
RISPONDO: Questa divisione riguarda la penitenza virtù. Si
deve però notare che ogni virtù agisce secondo le esigenze del
tempo e secondo le debite altre circostanze. Cosicché la virtù
della penitenza attualmente pone il suo atto secondo le esigenze
della nuova legge. Ora, la penitenza ha il compito di detestare
i peccati passati col proposito di cambiar vita in meglio, il che
costituisce come il fine della penitenza. E poiché le azioni morali
ricevono la specie dal fine, come abbiamo visto nella Seconda Parte,
ne segue che le diverse specie della penitenza si desumono dalle
diverse mutazioni intese dal penitente. Ebbene il penitente può
aver di mira tre mutazioni. La prima si ha mediante la rigenerazione
a una nuova vita. E questa è connessa alla penitenza che
precede il battesimo. - La seconda si ha nell'emenda della vita
passata già corrotta. E questa è intesa dalla penitenza dei peccati
mortali dopo il battesimo. - La terza mutazione si ha con lo
sforzo di tendere a una vita più perfetta. E questo appartiene
alla penitenza dei peccati veniali, che vengono rimessi, come abbiamo
notato sopra, mediante un fervente atto di carità.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. La penitenza prima del battesimo
non è un sacramento, ma è un atto virtuoso che dispone
al sacramento del battesimo.
2. La penitenza che cancella i peccati mortali, cancella anche
quelli veniali: ma non viceversa. Perciò queste due specie di
penitenza si distinguono come ciò che è perfetto si distingue da
ciò che è imperfetto.
3. Prima del battesimo non possono esserci dei peccati veniali
senza qualche peccato mortale. E poiché il peccato veniale non
può essere rimesso, come sopra abbiamo visto, senza la remissione
dei mortali, prima del battesimo non è il caso di distinguere la
penitenza dei mortali da quella dei peccati veniali.
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