Il Santo Rosario
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Questione 90

Le parti della penitenza in generale

Passiamo ora a considerare le parti della penitenza. Primo, in generale; secondo, in particolare, le singole parti.
Sul primo tema esamineremo quattro cose: 1. Se la penitenza abbia delle parti; 2. Il loro numero; 3. Quali esse siano; 4. La divisione della penitenza in parti soggettive.

ARTICOLO 1

Se alla penitenza si debbano assegnare delle parti

SEMBRA che alla penitenza non si debbano assegnare delle parti. Infatti:
1. I sacramenti sono dei riti nei quali "la virtù di Dio opera misteriosamente la salvezza". Ma la virtù di Dio è una e semplice. Quindi alla penitenza, che è un sacramento, non si devono assegnare delle parti.
2. La penitenza è virtù e sacramento. Ma in quanto essa è una virtù non può avere delle parti: infatti la virtù è un abito, che è una qualità semplice dell'anima. Lo stesso si dica della penitenza in quanto sacramento: poiché al battesimo e agli altri sacramenti non vengono assegnate delle parti. Perciò alla penitenza in nessun modo vanno assegnate delle parti.
3. Materia della penitenza è il peccato, come sopra abbiamo detto. Ora, nel peccato non si distinguono delle parti. Quindi non vanno distinte neppure nella penitenza.

IN CONTRARIO: Le parti sono gli elementi che concorrono a integrare la perfezione di una cosa. Ora, la perfezione della penitenza viene integrata da più elementi, cioè dalla contrizione, dalla confessione e dalla soddisfazione. Dunque la penitenza ha delle parti.

RISPONDO: Le parti di una cosa sono gli elementi in cui materialmente un tutto si divide: poiché le parti stanno al tutto come la materia alla forma; infatti Aristotele considera le parti nel genere della causa materiale, e il tutto nel genere della causa formale. Perciò dovunque si riscontra dal lato della materia una certa pluralità, là è possibile riscontrare delle parti. Ora, come abbiamo visto sopra, nel sacramento della penitenza gli atti umani costituiscono come la materia. Perciò, siccome alla perfezione della penitenza si richiedono diversi atti umani, cioè la contrizione, la confessione e la soddisfazione, come vedremo nell'articolo seguente, è chiaro che il sacramento della penitenza ha delle parti.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. I sacramenti sono tutti dotati di semplicità rispetto alla virtù divina che opera in essi. Ma la virtù di Dio, a motivo della sua grandezza, può agire per mezzo di uno strumento unico o molteplice: e in base a questa molteplicità in un dato sacramento si possono riscontrare delle parti.
2. Le parti non vengono assegnate alla penitenza virtù: poiché gli atti umani, che nella penitenza sono molteplici, non sono parti rispetto all'abito delle virtù, bensì effetti di essa. Perciò le parti vengono assegnate alla penitenza in quanto sacramento, nella quale gli atti umani hanno funzione di materia. Negli altri sacramenti invece la materia non è costituita dagli atti umani, bensì da cose esterne: o semplici e uniche, come l'acqua e l'olio; oppure composte, come il crisma. Ecco perché, negli altri sacramenti non si parla di parti.
3. I peccati sono materia remota della penitenza: in quanto sono materia od oggetto degli atti umani, i quali sono materia propria della penitenza sacramento.

ARTICOLO 2

Se sia esatto assegnare, come parti della penitenza, la contrizione, la confessione e la soddisfazione

("Le parti del sacramento della Penitenza sono: la contrizione, la confessione e la soddisfazione del penitente, e l'assoluzione del sacerdote" (Catechismo Maggiore di San Pio X, 681)).

SEMBRA che non sia esatto assegnare, come parti della penitenza, la contrizione, la confessione e la soddisfazione. Infatti:
1. La contrizione si produce nel cuore: e quindi rientra nella penitenza interiore. La confessione invece si ha nella bocca e la soddisfazione nell'opera: cosicché queste due ultime appartengono alla penitenza esteriore. Ora, la penitenza interiore non è un sacramento, lo è invece la sola penitenza esteriore che ricade nel dominio dei sensi. Perciò non sono ben assegnate le parti suddette al sacramento della penitenza.
2. Nei sacramenti della nuova legge viene conferita la grazia, come sopra abbiamo visto. Ma nella soddisfazione non viene conferita nessuna grazia. Dunque la soddisfazione non è parte di questo sacramento.
3. I frutti non si identificano con le parti di una cosa. Ma la soddisfazione è frutto della penitenza, secondo l'esortazione evangelica: "Fate degni frutti di penitenza". Essa quindi non è parte della penitenza.
4. La penitenza è ordinata contro il peccato. Ma il peccato può esser consumato anche solo nel cuore mediante il consenso, come abbiamo visto nella Seconda Parte. Dunque anche la penitenza. Perciò non devono considerarsi parti di essa la confessione della bocca e la soddisfazione delle opere.

IN CONTRARIO: Sembra che le parti della penitenza debbano essere più numerose. Infatti tra le parti dell'uomo non c'è soltanto il corpo, quale materia, ma c'è anche l'anima, quale sua forma. Ora, le tre cose suddette quali atti del penitente hanno funzione di materia; però l'assoluzione del sacerdote ha funzione di forma. Dunque l'assoluzione del sacerdote va considerata come quarta parte della penitenza.

RISPONDO: Ci sono due tipi di parti, come spiega Aristotele: parti essenziali e parti quantitative. Le parti essenziali in natura sono la forma e la materia; in logica sono il genere e la differenza. E in tal senso qualsiasi sacramento si divide nelle sue parti essenziali che sono la materia e la forma: ecco perché sopra abbiamo detto che i sacramenti sono costituiti "di cose e di parole". - Ma poiché la quantità è connessa con la materia, le parti quantitative sono parti della materia. Ed è da questo lato che al sacramento della penitenza, come sopra abbiamo precisato, vengono assegnate in modo speciale delle parti in rapporto agli atti del penitente, i quali formano la materia di questo sacramento.
Sopra però abbiamo notato che il risarcimento di un'offesa vien fatto nella penitenza in modo diverso che nella giustizia vendicativa. In quest'ultima infatti il risarcimento è fatto secondo l'arbitrio di un giudice, e non secondo la volontà dell'offensore o dell'offeso: invece nella penitenza il risarcimento dell'offesa vien fatto secondo la volontà di chi ha peccato e secondo l'arbitrio di Dio, contro il quale si pecca; poiché qui non si cerca la sola reintegrazione della giusta uguaglianza, come nella giustizia vendicativa, ma piuttosto la riconciliazione dell'amicizia, assicurata dal fatto che l'offensore risarcisce secondo la volontà dell'offeso. Perciò da parte del penitente si richiede: primo, la volontà di risarcire, il che si ha con la contrizione; secondo, la sottomissione all'arbitrio del sacerdote il quale fa le veci di Dio, il che avviene nella confessione; terzo, il risarcimento secondo l'arbitrio del ministro di Dio, il che si ha nella soddisfazione. Ecco perché contrizione, confessione e soddisfazione vengono considerate parti della penitenza.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. La contrizione essenzialmente risiede nel cuore, e appartiene alla penitenza interiore; ma virtualmente appartiene alla penitenza esteriore, in quanto implica il proposito di confessarsi e di soddisfare.
2. La soddisfazione conferisce la grazia in quanto è concepita come proposito, e l'aumenta in quanto è posta in esecuzione: analogamente a quel che avviene nel battesimo degli adulti, come sopra abbiamo visto.
3. La soddisfazione è parte della penitenza sacramento, ed è frutto della penitenza virtù.
4. I requisiti del bene, il quale "procede da una causa integra" sono più numerosi dei requisiti del male, il quale "deriva da singoli difetti", come si esprime Dionigi. Quindi sebbene il peccato si compia già nel solo consenso del cuore, per la perfezione della penitenza si richiede e la contrizione del cuore, e la confessione della bocca, e la soddisfazione delle opere.
5. La soluzione dell'argomento in contrario risulta da quanto abbiamo detto (nel rispondo).

ARTICOLO 3

Se i tre atti predetti siano le parti integranti della penitenza

SEMBRA che i tre atti predetti non siano le parti integranti della penitenza. Infatti:
1. La penitenza è ordinata contro il peccato. Ma nel peccato la distinzione tra peccato di pensiero, di parola e d'opera è divisione in parti soggettive e non in parti integranti: poiché il peccato si predica di ciascuna di esse. Dunque anche nella penitenza la contrizione del cuore, la confessione della bocca e la soddisfazione delle opere non sono parti integranti.
2. Nessuna parte integrante contiene in sé le altre parti dell'identica divisione. Ora, la contrizione contiene in sé come proposito la confessione e la soddisfazione. Quindi non si tratta di parti integranti.
3. Le parti integranti concorrono insieme ed ugualmente a costituire il tutto, come i segmenti in una linea. Ma nel caso nostro questo non avviene. Dunque i tre atti suddetti non sono parti integranti della penitenza.

IN CONTRARIO: Integranti si dicono quelle parti che concorrono alla perfezione del tutto nella sua integrità. Ma le cose predette concorrono così a integrare la perfezione della penitenza. Quindi sono parti integranti di essa.

RISPONDO: Alcuni hanno affermato che queste tre cose sono parti soggettive della penitenza. - Ma ciò è impossibile. Perché in ogni singola parte soggettiva si riscontra il valore del tutto e simultaneamente ed ugualmente: tutto il valore di animale, p. es., si salva in qualsiasi specie di animale che suddivide codesto genere. Ma questo nel caso nostro non si riscontra.
Perciò altri hanno detto che si tratta di parti potenziali. Ma anche questo è impossibile. Perché nelle singole parti potenziali il tutto è presente secondo tutta la sua essenza: cioè come l'essenza dell'anima è presente in ciascuna delle sue potenze. Ma questo non fa al caso nostro.
Dunque rimane che i tre atti predetti sono parti integranti della penitenza: e per questo si richiede che il tutto si riscontri non nelle singole parti, né secondo tutta la sua virtù, né secondo tutta la sua essenza, ma in tutte cumulativamente prese.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Il peccato, avendo natura di male, può compiersi, come abbiamo notato sopra, anche solo con una delle sue fasi. Ecco perché il peccato che si compie con il cuore soltanto è una specie di peccato. Altra specie è il peccato che si compie con il cuore e con la bocca. Terza specie è il peccato che si compie col cuore e con l'opera. Ma per il peccato in queste ultime forme sono come parti integranti il fatto di esser compiuto con il cuore, e quello di esserlo con la bocca e con l'opera. Ecco perché nella penitenza, che si compie sempre mediante queste tre cose, queste sono parti integranti.
2. Una parte integrante può contenere il tutto, sebbene non attualmente o essenzialmente: le fondamenta, p. es., contengono virtualmente tutto l'edificio. Ed è così che la contrizione contiene virtualmente tutta la penitenza.
3. Le parti integranti hanno tutte un certo ordine tra loro. Ma alcune hanno un ordine solo di posizione: sia che stiano ordinate le une dopo le altre, come nel caso di un esercito; sia che si tocchino come le parti di un mucchio; sia che si trovino collegate come le parti di una casa; sia che abbiano una continuità tra loro come i segmenti di una linea. Alcune però hanno tra loro anche un ordine dinamico: come avviene tra le parti di un animale, la prima delle quali è il cuore, mentre le altre dipendono reciprocamente secondo un ordine d'influsso dinamico. In terzo luogo esse possono essere ordinate cronologicamente: cioè come le parti del tempo e del moto. Ebbene, le parti della penitenza, non essendo che atti, hanno tra loro un ordine dinamico e cronologico; ma va escluso un ordine di dislocazione, perché non sono localizzabili.

ARTICOLO 4

Se la penitenza sia ben divisa in penitenza prima del battesimo, penitenza dei peccati mortali e penitenza dei peccati veniali

SEMBRA che la penitenza non sia ben divisa in penitenza prima del battesimo, penitenza dei peccati mortali e penitenza dei peccati veniali. Infatti:
1. La penitenza, come sopra abbiamo visto, è "la seconda tavola dopo il naufragio": il battesimo invece è la prima. Perciò quanto precede il battesimo non deve porsi tra le specie della penitenza.
2. Ciò che può distruggere il più, può distruggere anche il meno. Ora, il peccato mortale è più grave di quello veniale. Quindi la penitenza dei mortali s'identifica con quella dei veniali. Perciò non si devono distinguere in proposito due specie di penitenza.
3. Come si pecca venialmente e mortalmente dopo il battesimo, così si pecca allo stesso modo prima del battesimo. Se quindi si distingue la penitenza dei peccati veniali da quella dei peccati mortali dopo il battesimo, la stessa distinzione per lo stesso motivo va fatta prima del battesimo. Dunque non è giusto distinguere queste due specie di penitenza.

IN CONTRARIO: S. Agostino enumera queste tre specie di penitenza.

RISPONDO: Questa divisione riguarda la penitenza virtù. Si deve però notare che ogni virtù agisce secondo le esigenze del tempo e secondo le debite altre circostanze. Cosicché la virtù della penitenza attualmente pone il suo atto secondo le esigenze della nuova legge. Ora, la penitenza ha il compito di detestare i peccati passati col proposito di cambiar vita in meglio, il che costituisce come il fine della penitenza. E poiché le azioni morali ricevono la specie dal fine, come abbiamo visto nella Seconda Parte, ne segue che le diverse specie della penitenza si desumono dalle diverse mutazioni intese dal penitente. Ebbene il penitente può aver di mira tre mutazioni. La prima si ha mediante la rigenerazione a una nuova vita. E questa è connessa alla penitenza che precede il battesimo. - La seconda si ha nell'emenda della vita passata già corrotta. E questa è intesa dalla penitenza dei peccati mortali dopo il battesimo. - La terza mutazione si ha con lo sforzo di tendere a una vita più perfetta. E questo appartiene alla penitenza dei peccati veniali, che vengono rimessi, come abbiamo notato sopra, mediante un fervente atto di carità.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. La penitenza prima del battesimo non è un sacramento, ma è un atto virtuoso che dispone al sacramento del battesimo.
2. La penitenza che cancella i peccati mortali, cancella anche quelli veniali: ma non viceversa. Perciò queste due specie di penitenza si distinguono come ciò che è perfetto si distingue da ciò che è imperfetto.
3. Prima del battesimo non possono esserci dei peccati veniali senza qualche peccato mortale. E poiché il peccato veniale non può essere rimesso, come sopra abbiamo visto, senza la remissione dei mortali, prima del battesimo non è il caso di distinguere la penitenza dei mortali da quella dei peccati veniali.