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Questione
72
Il sacramento della
confermazione
Passiamo ora a trattare del sacramento della
confermazione.
Sull'argomento si pongono dodici quesiti: 1. Se la
confermazione sia
un sacramento; 2. La sua materia; 3. Se la validità del sacramento
esiga che il crisma sia stato consacrato prima dal vescovo;
4. La forma della confermazione; 5. Se la confermazione imprima il carattere;
6. Se questo presupponga il carattere del battesimo; 7. Se la confermazione conferisca la grazia; 8. A chi spetti ricevere questo sacramento;
9. In quale parte del corpo si riceva; 10. Se il cresimando
debba essere assistito da qualcuno; 11. Se questo sacramento
debba essere amministrato solo dai vescovi; 12. Il rito della confermazione.
ARTICOLO
1
Se la confermazione sia un sacramento
SEMBRA che la confermazione non sia un
sacramento. Infatti:
1. I sacramenti hanno efficacia per istituzione divina, come si
è detto sopra. Ma non si legge che la confermazione sia stata istituita
da Cristo. Dunque non è un sacramento.
2. I sacramenti della nuova legge furono prefigurati nell'antica
legge, come dice l'Apostolo: "Tutti con Mosè furono battezzati
dalla nube e dal mare, tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale
e bevvero la stessa bevanda spirituale". Ma la confermazione non fu
prefigurata nell'Antico Testamento. Non è dunque un sacramento.
3. I sacramenti sono ordinati alla salvezza degli uomini. Ma la
salvezza è possibile senza la confermazione; poiché i bambini battezzati
che muoiono senza la confermazione si salvano. Dunque la confermazione
non è un sacramento.
4. Ogni sacramento della Chiesa rende conformi a Cristo, che è l'autore
dei sacramenti. Ma per mezzo della confermazione l'uomo non può essere
conformato a Cristo, perché non si legge che questi sia stato cresimato.
IN CONTRARIO: Il Papa S. Melchiade così risponde ai Vescovi
della Spagna: "Riguardo alle cose su cui ci avete chiesto che v'informassimo,
cioè quale sacramento sia più grande, se l'imposizione
delle mani dei vescovi, o il battesimo, sappiate che ambedue sono
grandi sacramenti".
RISPONDO: I sacramenti della nuova legge sono diretti a speciali
effetti di grazia, e quindi dove occorre un effetto speciale della
grazia, ivi è stabilito uno speciale sacramento. Ora, poiché le cose
sensibili e materiali sono l'immagine delle cose spirituali e intelligibili,
possiamo da ciò che accade nella vita materiale capire le
speciali necessità occorrenti nella vita spirituale. È pertanto manifesto
che nella vita corporale costituisce una particolare perfezione
il raggiungimento dell'età perfetta e la capacità di compiere
azioni umane perfette; tanto che anche l'Apostolo dice: "Quando
divenni uomo, abbandonai quello che era proprio dell'infanzia".
Per questo, oltre il moto di generazione per cui uno riceve la vita
corporea, c'è anche il moto di crescita che conduce all'età perfetta.
Perciò allo stesso modo si riceve la vita spirituale mediante il
battesimo che è rigenerazione spirituale. Nella confermazione invece si
ottiene per così dire l'età perfetta della vita spirituale. Di qui
le parole del Papa S. Melchiade: "Lo Spirito Santo, che sulle acque
del battesimo scende con intento di salvezza, nel fonte dona
la pienezza dell'innocenza, nella confermazione concede l'aumento della
grazia. Nel battesimo veniamo rigenerati alla vita, dopo il battesimo
veniamo irrobustiti". È perciò evidente che la confermazione è
uno speciale sacramento.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Sulla istituzione di questo
sacramento ci sono tre opinioni. Alcuni dicono che questo
sacramento non è stato istituito né da Cristo né dagli Apostoli, ma in
seguito da qualche Concilio. Altri invece dicono che è stato istituito dagli Apostoli. - Ma questo è impossibile, perché istituire
un nuovo sacramento spetta al potere di eccellenza che compete
solo a Cristo.
Dobbiamo dunque dire che Cristo
istituì questo sacramento non
di fatto, ma promettendolo, quando disse: "Se io non me ne vado,
il Paraclito non verrà a voi; se invece me ne vado, ve lo manderò".
E ciò appunto perché in questo sacramento si dà la pienezza
dello Spirito Santo, che non era da concedersi prima della
resurrezione e ascensione di Gesù; come osserva appunto S. Giovanni: "Non
era stato ancora dato lo Spirito Santo, perché Gesù
non era stato ancora glorificato".
2. La confermazione, essendo il sacramento della pienezza della grazia,
non poteva avere un suo corrispondente nell'Antico Testamento:
perché, come dice S. Paolo, "la legge non portò nulla a compimento".
3. Tutti i sacramenti sono in qualche modo necessari alla salvezza,
come si è detto sopra; ma ce ne sono alcuni senza dei quali
essa è impossibile, ce ne sono altri invece che concorrono alla sua
perfezione. E in questo modo la confermazione è di necessità per la
salvezza, sebbene ci si possa salvare senza di essa, purché però
non si ometta per disprezzo del sacramento.
4. Quanti ricevono la confermazione, che è il sacramento della pienezza
della grazia, si conformano a Cristo in quanto egli fin dal primo
istante della sua concezione fu "pieno di grazia e di verità", come
dice il Vangelo. Tale pienezza si rivelò nel battesimo, quando "lo
Spirito Santo discese visibilmente su di lui". Infatti S. Luca
afferma, che "Gesù ritornò dal Giordano pieno di Spirito Santo".
Non conveniva poi alla dignità di Cristo, che è l'autore dei sacramenti,
ricevere la pienezza della grazia da un sacramento.
ARTICOLO
2
Se il crisma sia la materia conveniente di questo sacramento
SEMBRA che il crisma non sia la materia conveniente di questo
sacramento. Infatti:
1. Questo sacramento, come si è detto, fu istituito da Cristo
quando promise ai suoi discepoli lo Spirito Santo. Ma egli mandò
loro lo Spirito Santo senza l'unzione del crisma. Gli stessi Apostoli conferivano questo sacramento con la sola imposizione della mano,
senza crisma. Si legge infatti: "Imponevano gli Apostoli le mani
sui battezzati e ricevevano lo Spirito Santo". Il crisma dunque
non è la materia di questo sacramento, poiché la materia è indispensabile
al sacramento.
2. La confermazione perfeziona in certo qual modo il sacramento del
battesimo, come si è detto sopra, e quindi deve commisurarsi ad
esso come la perfezione al perfezionabile. Ma nel battesimo fa
da materia un elemento semplice, ossia l'acqua. Non è dunque
materia conveniente di questo sacramento il crisma, che è confezionato
con olio e balsamo.
3. L'olio si usa in questo sacramento come materia per ungere.
Ma con qualsiasi olio si può fare l'unzione: p. es., con l'olio di
noci e di altre cose. Dunque per questo sacramento non si deve
adoperare olio d'oliva.
4. Quale materia del battesimo si usa l'acqua, come si è detto
sopra, perché si trova facilmente dovunque. Ma l'olio d'oliva non
si trova dappertutto, e molto meno il balsamo. Dunque il crisma
confezionato con tali elementi non è la materia conveniente di
questo sacramento.
IN CONTRARIO: S. Gregorio comanda:
"I presbiteri non presumano
di segnare sulla fronte col crisma i bambini battezzati".
Dunque il crisma è la materia di questo sacramento.
RISPONDO: Il crisma è la materia conveniente di questo sacramento.
In esso, come si è detto, viene data la pienezza dello Spirito
Santo per ottenere il vigore spirituale, che è proprio dell'età
perfetta. L'uomo inoltre, quando giunge all'età perfetta, comincia
a entrare in rapporto con gli altri nelle sue attività, mentre prima
viveva individualmente per se stesso. Ebbene, la grazia dello
Spirito Santo viene indicata dall'olio; cosicché Cristo si dice "unto
olio di letizia", per la pienezza che ebbe dello Spirito Santo. Quindi
l'olio è adatto come materia di questo sacramento. Ci si mescola
poi il balsamo a indicare la fragranza dell'odore che si comunica
agli altri; conforme alle parole dell'Apostolo: "Noi siamo
la fragranza di Cristo...". E sebbene molte altre cose siano odorose,
si adopera tuttavia il balsamo, perché è più profumato e
perché conferisce anche l'incorruttibilità, come dice l'Ecclesiastico: "Quasi balsamo purissimo è il mio
odore".
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Per il potere di eccellenza che
ha sui sacramenti: Cristo conferì agli Apostoli l'effetto di questo
sacramento, ossia la pienezza dello Spirito Santo, senza il sacramento,
perché essi "ebbero le primizie dello Spirito Santo", come
dice S. Paolo.
Nondimeno qualche cosa di simile alla materia di questo sacramento,
fu dato agli Apostoli sensibilmente nel conferimento dello
Spirito Santo. Che infatti lo Spirito Santo sia disceso sensibilmente
su di loro in forma di fuoco ha lo stesso significato dell'olio
con la sola differenza che il fuoco ha virtù attiva e l'olio passiva,
in quanto è materia e fomento del fuoco. E questo era ben a proposito;
poiché la grazia doveva giungere agli altri per mezzo degli
Apostoli. - Sugli Apostoli lo Spirito Santo discese anche in forma
di lingue. Questo ha il medesimo significato del balsamo, con la
sola differenza che la lingua comunica con gli altri mediante la
parola; il balsamo invece mediante la sua fragranza, a indicare
che gli Apostoli venivano ripieni di Spirito Santo come dottori
della fede, mentre gli altri credenti come autori delle azioni che
edificano i fedeli.
Alla stessa maniera anche quando gli Apostoli imponevano le
mani, e quando predicavano, discendeva la pienezza dello Spirito
Santo sui fedeli con segni visibili, come da principio era discesa
sugli Apostoli; per cui racconta S. Pietro: "Avevo appena cominciato a parlare, che lo Spirito Santo discese su loro come da
principio su noi". Non era perciò necessaria la materia sensibile
del sacramento, quando Dio stesso offriva segni sensibili in modo
miracoloso.
Tuttavia gli Apostoli usavano comunemente il crisma nell'amministrazione
del sacramento, quando tali fenomeni sensibili non
si producevano. Dice infatti Dionigi: "C'è un rito perfettivo che
le nostre guide", cioè gli Apostoli, "chiamano mistero del crisma".
2. Il battesimo si dà per conferire semplicemente la vita soprannaturale;
perciò spetta a questo sacramento una materia semplice.
Ma il sacramento della confermazione si dà per conferire la pienezza
dello Spirito Santo, la cui operazione è multiforme, come
dice la Sapienza: "Vi è in essa uno Spirito Santo, unico, molteplice";
e S. Paolo aggiunge: "Vi sono differenze di carismi, ma
lo Spirito è uno solo". Perciò è giusto che la materia di questo
sacramento sia composta.
3. Le proprietà dell'olio che sono il simbolo dello Spirito Santo, si
trovano nell'olio d'oliva più che in qualunque altro olio. L'olivo stesso
sempre verde significa la forza e la misericordia dello Spirito Santo.
Inoltre l'olio d'oliva è l'olio propriamente detto ed è il più usato
dove si può avere. Ogni altro olio si chiama olio per somiglianza
con questo e non è di uso comune, se non come surrogato presso
coloro che sono sprovvisti di olio d'oliva. È per questo che si
adopera solo l'olio d'oliva nella confermazione e in altri sacramenti.
4. Il battesimo è un sacramento di necessità assoluta e quindi
la sua materia deve trovarsi dovunque. La materia invece del
sacramento della confermazione, il quale non è altrettanto necessario,
basta che si possa facilmente portare in tutti i luoghi della terra.
ARTICOLO
3
Se alla validità di questo sacramento occorra che il crisma, come
sua materia, sia prima consacrato dal vescovo
("Can.
880 - § 1. Il sacramento della confermazione viene
conferito mediante l'unzione del crisma sulla fronte,
unzione che si fa con l'imposizione della mano e con le
parole prescritte nei libri liturgici approvati.
§ 2. Il
crisma da usarsi nel sacramento della confermazione,
deve essere consacrato dal Vescovo, anche se il
sacramento viene amministrato dal presbitero."
Codice
di Diritto Canonico).
SEMBRA che alla validità di questo sacramento non occorra che
il crisma, sua materia, sia stato prima consacrato dal vescovo. Infatti:
1. Il battesimo, dove si ottiene la piena remissione dei peccati,
non è meno efficace del sacramento della confermazione. Ma, sebbene
si dia una benedizione all'acqua battesimale prima del battesimo,
essa non è tuttavia indispensabile, perché in caso di urgenza si
può omettere. Non è quindi indispensabile per il sacramento della
confermazione che il crisma sia stato prima consacrato dal vescovo.
2. Una stessa cosa non si deve consacrare due volte. Ma la
materia di un sacramento si consacra nello stesso momento in cui
esso si conferisce con la sua forma; tanto che S. Agostino dice: "Si aggiunge la parola all'elemento e si ha il
sacramento". Il
crisma dunque non deve consacrarsi prima che venga conferito
questo sacramento.
3. Ogni consacrazione che si fa nei sacramenti è ordinata al
conferimento della grazia. Ma la materia sensibile confezionata
con l'olio e il balsamo non può ricevere la grazia. Quindi non ha
bisogno di nessuna consacrazione.
IN CONTRARIO: Il Papa S. Innocenzo I dice:
"Ai presbiteri,
quando battezzano, è concesso di ungere i battezzati con il crisma
che sia stato consacrato dal vescovo; non però segnare la loro
fronte con il medesimo olio, essendo ciò riservato ai vescovi, quando
danno il Paraclito": cosa che avviene in questo sacramento.
Dunque occorre che la materia di questo sacramento sia prima
consacrata dal vescovo.
RISPONDO: Tutta la virtù santificante dei sacramenti deriva da
Cristo, come si è detto sopra. Ora, dobbiamo considerare che
Cristo ha fatto uso di alcuni sacramenti costituiti di materia sensibile,
cioè del battesimo e dell'Eucarestia. Quindi dall'uso stesso
di Cristo le materie di questi sacramenti ebbero l'attitudine a costituire
questi sacramenti. Cosicché il Crisostomo osserva che "mai le acque del battesimo potrebbero purificare i peccati dei
credenti, se non fossero state santificate dal contatto del corpo
del Signore". Similmente il Signore stesso "prendendo il pane lo
benedisse e così anche il calice", come si legge nei Vangeli. Di
modo che non è necessario a questi sacramenti che la loro materia
venga prima benedetta, bastando la benedizione di Cristo. Se si
fa qualche benedizione, essa riguarda la solennità del sacramento,
non la sua validità.
Di unzioni visibili invece il Cristo non fece uso, per non pregiudicare
l'unzione invisibile con la quale "fu unto a preferenza degli altri". Ecco perché tanto il crisma, quanto l'olio santo e quello
degli infermi, si benedicono prima di usarli per il sacramento.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. È così risolta anche la prima
difficoltà.
2. Le due consacrazioni del crisma non hanno lo stesso valore.
Come infatti lo strumento acquista la virtù strumentale in due
volte, cioè quando riceve la natura di strumento e quando viene
adoperato dall'agente principale a produrre l'effetto, così anche
la materia di un sacramento ha bisogno di una doppia consacrazione:
con la prima di esse diviene materia propria di un sacramento;
con la seconda viene applicata all'effetto.
3. La materia sensibile può ricevere la grazia non come soggetto,
ma come suo strumento, conforme a quanto si è detto sopra. E per
questo fine la materia del sacramento viene consacrata, o da Cristo stesso,
o dal vescovo, che rappresenta nella Chiesa la persona del Cristo.
ARTICOLO
4
Se sia conveniente la forma di questo sacramento:
"Ti segno con
il segno della croce..."
(La
forma del sacramento della confermazione è la seguente:
"Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è
dato in dono".
"...
con la nostra suprema autorità apostolica decretiamo e
stabiliamo che in avvenire sia osservato nella Chiesa
latina quanto segue:
Il
sacramento della confermazione si conferisce mediante
l'unzione del crisma sulla fronte, che si fa con
l'imposizione della mano, e mediante le parole: "Ricevi il sigillo del dono dello Spirito
Santo"".
Costituzione
apost. Divinae consortium naturae, 15 agosto 1971).
SEMBRA che non sia conveniente la forma di questo sacramento:
"Ti segno con il segno della croce e ti confermo con il crisma della
salvezza nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen". Infatti:
1. L'uso dei sacramenti deriva da Cristo e dagli Apostoli.
Ma né Cristo istituí tale forma, né si legge che gli Apostoli se ne siano
serviti. Tale forma dunque non è quella che si conviene per questo sacramento.
2. Come il sacramento è lo stesso per tutti, così anche la sua
forma dev'essere la stessa, perché alla propria forma ogni cosa
deve la sua unità, come anche il suo essere. Ma non tutti usano
questa forma; alcuni infatti dicono: "Ti confermo con il crisma
della santificazione". La nostra dunque non è la forma conveniente
della confermazione.
3. Abbiamo detto sopra che questo sacramento deve conformarsi
al battesimo come la perfezione alla cosa perfettibile. Ma nella
forma del battesimo non si accenna al contrassegno del carattere
né alla croce di Cristo, sebbene nel battesimo l'uomo muoia assieme al Cristo,
come dice S. Paolo; né si accenna all'effetto della
salvezza, sebbene il battesimo sia necessario per la salvezza. Inoltre
nella forma del battesimo si parla di un atto soltanto e si esprime
la persona del battezzante, dicendo: "Io ti battezzo"; del
tutto diversa è invece la forma suddetta. Perciò tale formula non è
conveniente come forma di questo sacramento.
IN CONTRARIO: Basta l'autorità della Chiesa, la quale adopera
comunemente questa forma.
RISPONDO: La forma predetta è conveniente per questo sacramento.
Come infatti la forma di una cosa naturale ne costituisce
la specie, così la forma del sacramento deve contenere quanto
riguarda la specie del sacramento. Ora, come risulta dall'esposizione
già fatta, in questo sacramento viene dato lo Spirito Santo
per il vigore nel combattimento spirituale. Perciò nella confermazione
sono necessarie le tre cose accennate dalla forma suddetta.
La prima è la causa che conferisce la pienezza della forza spirituale,
ed è la santa Trinità. Essa si indica dicendo: "Nel nome
del Padre...". - La seconda è lo stesso vigore spirituale che viene
conferito all'uomo per la sua salvezza mediante il simbolismo
della materia visibile. A ciò si allude dicendo: "Ti confermo con
il crisma della salvezza". - La terza cosa è il contrassegno che
viene dato al combattente, come anche per le battaglie materiali
i soldati vengono contrassegnati con i distintivi dei loro comandanti.
E rispetto a questo si dice: "Ti contrassegno con il segno
della croce", cioè con il segno "con il quale trionfò il nostro Re",
come si esprime S. Paolo.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Per il ministero degli Apostoli,
come si è detto sopra, a volte veniva dato l'effetto di questo
sacramento, ossia la pienezza dello Spirito Santo, con alcuni miracoli
visibili fatti da Dio, il quale può conferire l'effetto di un
sacramento senza il sacramento. E in quei casi non era necessaria
né la materia né la forma di questo sacramento.
A volte invece gli Apostoli davano questo sacramento come
ministri dei sacramenti. Allora usavano sia la materia che la forma
prescritte da Cristo. Evidentemente molte cose che gli Apostoli
osservavano nel conferire i sacramenti non sono state tramandate
dalle Scritture, destinate indifferentemente a tutti. Dionigi infatti
afferma: "Non è possibile agli interpreti della Scrittura tirare
fuori dall'arcano sotto gli occhi di tutti le invocazioni efficaci",
cioè le parole con le quali si compiono i sacramenti, "né la loro
misteriosa efficienza divina, o gli effetti con essi compiuti da Dio;
queste cose ci vengono insegnate senza pubblicità", cioè occultamente,
"dalla nostra sacra tradizione". Del resto S. Paolo stesso,
parlando della celebrazione dell'Eucarestia, scrive: "Tutte le
altre cose le regolerò alla mia venuta".
2. La santità è causa della salvezza. Dire quindi
"crisma della salvezza", è lo stesso che dire
"crisma della santificazione".
3. Il battesimo è la rigenerazione alla vita spirituale, per cui
l'uomo vive per se stesso. Perciò non si pone nella forma del
battesimo, se non l'unico atto che si riferisce alla santificazione
personale dell'uomo. Invece il sacramento della confermazione
non è destinato a santificare soltanto l'uomo in se stesso, ma anche
ad affrontare la lotta esterna. Per questo non solo si menziona
la santificazione interna con le parole: "Ti confermo con il crisma
della salvezza", ma si contrassegna l'uomo anche esteriormente
con il segno della croce per il combattimento spirituale esterno,
dicendo: "Ti contrassegno con il segno della croce".
Inoltre il verbo battezzare, che indica l'abluzione, può riferirsi
sia alla materia che è l'acqua abluente, sia all'effetto della salvezza.
Non è così per il verbo confermare, e quindi era necessario
esplicitare tutto.
Infine, è stato detto sopra che il pronome
Io non è necessario
nella forma battesimale, perché è sottinteso dal verbo in prima
persona. Ma si mette per esprimere l'intenzione. Ciò non è ugualmente
necessario nella confermazione, non venendo essa conferita se non
da un ministro superiore, come si dirà in seguito.
ARTICOLO
5
Se il sacramento della confermazione imprima il carattere
SEMBRA che il sacramento della confermazione non imprima il carattere. Infatti:
1. Il
carattere importa un segno distintivo. Ma non è il sacramento
della confermazione a distinguere il cristiano dall'infedele, perché
ciò avviene con il battesimo, né lo distingue dagli altri fedeli,
perché questo sacramento è destinato al combattimento spirituale
che s'impone a tutti i fedeli. In questo sacramento dunque non
viene impresso nessun carattere.
2. Come si è detto sopra, il carattere è un potere o potenza spirituale.
Ma la potenza è, o attiva, o passiva. Ora, la potenza
attiva la conferisce tra i sacramenti il sacramento dell'ordine,
mentre la potenza passiva o recettiva il sacramento del battesimo.
Perciò il sacramento della confermazione non imprime nessun carattere.
3. La circoncisione, che era un segno corporale, non imprimeva
alcun carattere spirituale. Ora, nel sacramento della confermazione si
dà un segno corporale, segnando l'uomo con il crisma in forma
di croce sulla fronte. Quindi in questo sacramento non viene
impresso nessun carattere spirituale.
IN CONTRARIO: Tutti i sacramenti che non si ripetono imprimono
il carattere. Ma la confermazione non si ripete;
dice infatti S. Gregorio: "Va proibita la ripetizione della confermazione
per chi sia stato confermato dal vescovo". Dunque la confermazione
imprime il carattere.
RISPONDO: Come è stato detto sopra, il carattere è un potere
spirituale destinato a delle funzioni sacre. Ma abbiamo anche
detto che, come il battesimo è una rigenerazione spirituale alla
vita cristiana, così la confermazione è una crescita spirituale che
porta l'uomo alla perfetta età dello spirito. Ora, dall'analogia con
la vita fisica è chiaro che le funzioni di un uomo appena nato
sono diverse da quelle dell'età perfetta. Di conseguenza con il
sacramento della confermazione si conferisce all'uomo il potere
spirituale per dei compiti sacri, diversi da quelli a cui lo abilitava
il potere conferitogli dal battesimo. Infatti nel battesimo uno
riceve il potere di compiere gli atti che riguardano la propria
salvezza, in quanto vive in se stesso; nella confermazione invece
riceve il potere di svolgere attività attinenti al combattimento
spirituale contro i nemici della fede. È quanto risulta dall'esempio
degli Apostoli, i quali prima di ricevere la pienezza dello Spirito
Santo se ne stavano "nel cenacolo perseveranti nella preghiera";
dopo invece, usciti fuori, non temevano di professare la loro fede
pubblicamente perfino dinanzi ai nemici di essa. Perciò è evidente
che il sacramento della confermazione imprime il carattere.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Il combattimento spirituale
contro i nemici invisibili impegna tutti. Ma combattere contro
i nemici visibili, ossia contro i persecutori della fede, rendendo testimonianza
al nome cristiano, è proprio dei cresimati, che ormai
hanno spiritualmente raggiunto l'età virile, in conformità alle parole
di S. Giovanni: "Scrivo a voi, giovani, perché siete forti e
la parola di Dio sta in voi e avete vinto il maligno". Perciò il
carattere della confermazione è un segno che distingue non i fedeli
dagli infedeli, ma i provetti nello spirito da coloro che sono "come
bambini nati da poco".
2. Tutti i sacramenti sono delle professioni di fede. Quindi
come il battezzato riceve il potere di professare la fede accostandosi
agli altri sacramenti, così il cresimato riceve il potere di professare
verbalmente in pubblico la fede cristiana quasi per un
incarico ufficiale.
3. I sacramenti dell'antica legge sono chiamati da S. Paolo
"giustizia della carne", perché interiormente non avevano alcun
effetto. Per questo la circoncisione imprimeva un segno solo nel
corpo, non già nell'anima. La confermazione invece assieme al segno
corporale imprime anche un carattere spirituale, perché è un
sacramento della nuova legge.
ARTICOLO
6
Se il carattere della confermazione presupponga necessariamente
il carattere del battesimo
SEMBRA che il carattere della confermazione non presupponga necessariamente
il carattere battesimale. Infatti:
1. Il sacramento della confermazione
ha per fine la pubblica professione
della fede cristiana. Ma molti anche prima del battesimo
hanno professato pubblicamente la fede cristiana, dando il sangue
per essa. Dunque il carattere della confermazione non presuppone quello del battesimo.
2. Degli Apostoli non si legge che siano stati battezzati; anzi
osserva Giovanni che "a battezzare non era il Cristo stesso, ma
i suoi discepoli". Dopo invece furono certo confermati con la
discesa dello Spirito Santo. Quindi in modo analogo anche altri
potrebbero essere cresimati prima del battesimo.
3. Negli Atti si legge:
"Pietro non aveva ancora finito di parlare
che si vide lo Spirito Santo discendere sopra quanti ascoltavano
il suo discorso", e dopo soltanto Pietro "li fece battezzare".
Perciò anche altri potrebbero essere cresimati prima di essere battezzati.
IN CONTRARIO: Rabano (Mauro) scrive:
"Alla fine dal sommo
sacerdote con l'imposizione delle mani si dà il Paraclito al battezzato,
perché sia corroborato dallo Spirito Santo a parlare".
RISPONDO: Il carattere della confermazione presuppone necessariamente
il carattere battesimale, cosicché se uno venisse cresimato
senza essere stato battezzato, non riceverebbe niente, ma dovrebbe
essere cresimato di nuovo dopo aver ricevuto il battesimo. La
ragione è questa: che la confermazione, come sopra abbiamo visto, sta
al battesimo come la crescita sta alla generazione. Ora, è chiaro
che nessuno può passare all'età perfetta, senza prima nascere.
Allo stesso modo nessuno che prima non sia stato battezzato, può
ricevere il sacramento della confermazione.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. La potenza divina non è vincolata
ai sacramenti. Ecco perché può essere conferito all'uomo
il vigore spirituale per testimoniare pubblicamente la fede cristiana,
senza il sacramento della confermazione; come si può ottenere
la remissione dei peccati, senza il battesimo. Ma come nessuno
ottiene l'effetto del battesimo senza il voto del battesimo, così
nessuno ottiene l'effetto della confermazione, senza desiderarla. E questo
desiderio può essere anche antecedente al battesimo.
2.
Dalle parole del Signore, nota S. Agostino, "Chi si è lavato,
ha bisogno di lavarsi solo i piedi", "veniamo a capire che Pietro
e gli altri discepoli di Cristo erano stati battezzati, o con il battesimo
di Giovanni, come pensano alcuni, o con il battesimo di
Cristo, come è più credibile. Poiché questi non ricusò egli stesso
l'ufficio di battezzare, prima di affidare ai suoi servi l'ufficio di
battezzare gli altri".
3. Quegli uditori di S. Pietro ricevettero miracolosamente l'effetto,
ma non il sacramento della confermazione. Ora, abbiamo già
spiegato che l'effetto della confermazione può anche essere conferito
prima del battesimo, non così il sacramento. Infatti come l'effetto
della confermazione che è il vigore spirituale presuppone l'effetto
del battesimo che è la giustificazione, così il sacramento della
confermazione presuppone il sacramento del battesimo.
ARTICOLO
7
Se il sacramento della confermazione conferisca la grazia santificante
SEMBRA che questo sacramento non conferisca la grazia santificante. Infatti:
1. La
grazia è diretta contro la colpa. Ma questo sacramento,
come si è detto, non si dà se non ai battezzati, che sono già
stati mondati dalla colpa. Quindi questo sacramento non conferisce
la grazia santificante.
2. Della grazia santificante hanno bisogno specialmente i peccatori,
perché essa soltanto li può giustificare. Se dunque con
questo sacramento si conferisse la grazia santificante, sarebbe da
darsi agli uomini che si trovano in peccato. Ciò che invece è falso.
3. Non esistono specie diverse di grazia santificante, essendo
essa destinata a un unico effetto. Ma due forme della medesima
specie non sono compossibili nel medesimo soggetto. Poiché dunque
la grazia santificante è conferita dal battesimo, essa non viene
conferita dal sacramento della confermazione, concesso soltanto ai battezzati.
IN CONTRARIO: Il Papa S. Melchiade scrive:
"Lo Spirito Santo
nel fonte battesimale dona la pienezza dell'innocenza, nella confermazione
l'aumento della grazia".
RISPONDO: In questo sacramento, come si è detto, si dà ai
battezzati lo Spirito Santo per rinvigorirli: come fu dato agli
Apostoli nel giorno della Pentecoste, e come lo davano ai battezzati
gli Apostoli stessi con l'imposizione delle mani. Ora, nella
Prima Parte noi abbiamo spiegato che la missione, o conferimento
dello Spirito Santo non avviene se non insieme alla grazia santificante.
È chiaro quindi che in questo sacramento viene conferita
la grazia santificante.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. È proprio della grazia santificante
la remissione dei peccati; ma essa ha pure altri effetti,
perché è la causa sufficiente a far passare l'uomo attraverso tutti
i gradi fino alla vita eterna. A S. Paolo fu detto in proposito: "Ti
basta la mia grazia". Ed egli dice di se stesso: "Per grazia di
Dio sono quello che sono". In conclusione la grazia santificante
non si dà solo per la remissione della colpa, ma anche per l'aumento
e la stabilità della giustizia. E sotto quest'ultimo aspetto
essa viene conferita dalla confermazione.
2. Come
appare dal nome stesso,
la confermazione si dà per confermare ciò che trova già esistente. Quindi non
dev'essere data a coloro che non hanno la grazia. Perciò come
non si conferisce ai non battezzati, così non si deve conferire agli
adulti peccatori, se non quando siano stati ricondotti dalla penitenza
allo stato di grazia. È la norma del Concilio di Orleans: "Si accostino
alla confermazione digiuni, si ammoniscano di fare
prima la confessione, perché nella mondezza siano in grado di
ricevere il dono dello Spirito Santo". E in questo caso la confermazione
perfeziona l'effetto e della penitenza e del battesimo; perché con
la grazia conferita da questo sacramento il penitente ottiene una
maggiore remissione dei suoi peccati. - E se si accostasse alla
confermazione un adulto in stato di peccato, ma senza averne coscienza
o anche senza esserne perfettamente contrito, per la grazia conferitagli
da questo sacramento egli conseguirebbe la remissione dei suoi peccati.
3. Come si è detto, la grazia sacramentale aggiunge alla grazia
santificante genericamente intesa qualche cosa che è capace di
produrre l'effetto specifico a cui il sacramento è destinato. Di
conseguenza, se la grazia conferita da questo sacramento si considera
rispetto a ciò che è generico, allora la confermazione non dona una
grazia diversa da quella del battesimo, ma aumenta la grazia già
esistente. Se invece si considera rispetto all'elemento specifico che
viene aggiunto, allora essa non è della stessa specie della grazia battesimale.
ARTICOLO
8
Se questo sacramento si debba conferire a tutti
(Can.
889 - § 1. È capace di ricevere la
confermazione ogni battezzato e il solo battezzato, che
non l'ha ancora ricevuta.
§
2. Fuori del pericolo di morte per ricevere lecitamente
la confermazione si richiede, se il fedele ha l'uso di
ragione, che sia adeguatamente preparato, ben disposto e
sia in grado di rinnovare le promesse battesimali.
Can.
891 - Il sacramento della confermazione venga conferito
ai fedeli all'incirca all'età della discrezione, a meno
che la Conferenza Episcopale non abbia determinata
un'altra età o non vi sia pericolo di morte o, a
giudizio del ministro, non suggerisca diversamente una
grave causa.
Can.
883 - Per il diritto stesso hanno facoltà di
amministrare la confermazione:
3º
in riferimento a coloro che si trovano in pericolo di
morte, il parroco, anzi ogni presbitero.
Codice
di Diritto Canonico).
SEMBRA che questo sacramento non sia da conferirsi a tutti. Infatti:
1. Si dà
questo sacramento per conferire una certa eccellenza,
come si è detto. Ma l'eccellenza non è di tutti. Dunque questo
sacramento non si deve dare a tutti.
2. Con questo sacramento uno cresce passando spiritualmente
all'età perfetta. Ma l'età perfetta non si concilia con quella della
puerizia. Dunque almeno ai bambini è da negarsi.
3. Come dice il Papa S. Melchiade,
"dopo il battesimo veniamo
confermati per il combattimento". Ma combattere non si addice
alle donne per la debolezza del loro sesso. Dunque alle donne
non si deve dare questo sacramento.
4. Il Papa S. Melchiade osserva che
"sebbene a quanti muoiono
subito bastino i benefici della rigenerazione, tuttavia a quelli che
sopravvivono occorrono i benefici della confermazione. La confermazione
arma ed equipaggia coloro che sono serbati all'agone e
alle lotte di questo mondo. Chi al contrario dopo il battesimo
giunge immacolato alla morte con l'acquisita innocenza, viene
confermato dalla morte, in quanto non potrà più peccare". Dunque
a coloro che muoiono subito dopo il battesimo non si deve
conferire questo sacramento. Quindi non va amministrato a tutti.
IN CONTRARIO: Negli Atti si legge che lo Spirito Santo
"riempì
tutta la casa", la quale significava la Chiesa, e più sotto si legge:
"Tutti
furono pieni di Spirito Santo". Ma questo sacramento
si dà per conseguire tale pienezza. Dunque esso si deve dare a
tutti coloro che appartengono alla Chiesa.
RISPONDO: Con questo sacramento l'uomo raggiunge spiritualmente
l'età perfetta. Ora, che ogni nato alla vita corporale giunga
all'età perfetta è nell'intento della natura, sebbene a volte ciò sia
impedito dalla corruttibilità del corpo che cede alla morte. Molto
più però è nell'intenzione di Dio condurre tutte le cose alla loro
perfezione, non agendo la natura se non a imitazione di Dio;
cosicché dice il Deuteronomio che "le opere di Dio sono perfette".
Ma l'anima a cui competono la nascita e la perfezione della vita
spirituale, è immortale. Perciò come può ottenere la nascita spirituale
nel tempo della vecchiaia, così può nel tempo della giovinezza,
o della puerizia, ottenere l'età perfetta; perché le età della
vita fisica non condizionano l'anima. Dunque questo sacramento
si deve dare a tutti.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Questo sacramento si dà per
conferire non una superiorità di un uomo sull'altro, come il sacramento
dell'ordine; ma rispetto a se stessi, poiché da uomini maturi
abbiamo una certa superiorità rispetto a quando eravamo bambini.
2. L'età fisica non condiziona l'anima, come si è detto. Quindi
anche nell'età della puerizia l'uomo può ottenere la perfezione
dell'età spirituale, di cui la Sapienza dice: "La vecchiaia veneranda
non è quella che dura a lungo, né si misura dal numero
degli anni". È per questo che molti nell'età della fanciullezza,
avendo ricevuta la forza dello Spirito Santo, hanno combattuto
generosamente per Cristo fino al sangue.
3. La risposta è quella del Crisostomo che dice:
"Nelle gare
mondane occorrono requisiti di età, di condizione, di sesso, e per
conseguenza ne è vietata la partecipazione agli schiavi, alle donne,
ai vecchi e ai fanciulli. Nelle gare celesti invece lo stadio è aperto
a tutte le persone, le età, i sessi, senza distinzione". E altrove
dice: "Dinanzi a Dio milita anche il sesso femminile e molte donne
hanno sostenuto il combattimento spirituale con animo virile.
Alcune infatti uguagliarono gli uomini nell'interiore virtù umana
durante le lotte del martirio; alcune furono anche più forti degli uomini". Quindi questo sacramento va dato anche alle donne.
4. Come si è detto, l'anima, cui appartiene l'età spirituale, è
immortale. Perciò anche ai morituri si deve dare questo sacramento,
perché nella risurrezione compaiano perfetti, come si legge
in S. Paolo: "Finché non giungiamo allo stato di uomo perfetto,
secondo la misura della statura di Cristo". Per tale motivo Ugo
di S. Vittore dice: "Sarebbe davvero pericoloso se capitasse a uno
di partire da questa vita senza la confermazione", non perché si
dannerebbe, escluso il caso del disprezzo, ma perché ne soffrirebbe
danno nella sua perfezione. Pertanto anche i bambini che muoiono
cresimati ottengono maggiore gloria, come ottengono qui maggiore
grazia. - Il testo citato va inteso nel senso che ai morituri questo
sacramento non è necessario relativamente ai pericoli del combattimento terreno.
ARTICOLO
9
Se questo sacramento si debba dare sulla fronte
SEMBRA che questo sacramento non sia da conferirsi sulla fronte. Infatti:
1. Questo
sacramento, come abbiamo visto, perfeziona il battesimo.
Ma il sacramento del battesimo si conferisce all'uomo in
tutto il corpo. Dunque questo sacramento non si deve conferire
solo sulla fronte.
2. Questo sacramento si dà per rinvigorire spiritualmente, come
si è detto sopra. Ma il vigore spirituale risiede specialmente nel
cuore. Dunque questo sacramento si deve conferire piuttosto sul
cuore che sulla fronte.
3. Questo sacramento si dà all'uomo perché egli professi con
libertà la fede cristiana. Ma "la professione che porta alla salvezza",
come dice S. Paolo, "si fa con la bocca". Perciò questo
sacramento si deve conferire piuttosto sulla bocca che sulla fronte.
IN CONTRARIO: Rabano (Mauro) scrive che:
"Il battezzato viene
segnato con il crisma sulla sommità della testa dal sacerdote, ma
sulla fronte dal pontefice".
RISPONDO: In questo sacramento, come si è detto, l'uomo riceve
lo Spirito Santo come vigore per il combattimento spirituale, allo
scopo di testimoniare coraggiosamente la fede cristiana anche in
mezzo ai suoi nemici. È giusto quindi che venga segnato con il
crisma in forma di croce sulla fronte per due ragioni. Primo,
perché viene contrassegnato con il segno della croce come un
soldato con il segno del suo comandante, e questo contrassegno
dev'essere evidente e visibile. Ora, di tutte le parti del corpo
è appunto la fronte la più visibile, perché non si copre quasi mai.
Perciò il cresimando viene unto con il crisma sulla fronte, affinché
mostri manifestamente di essere cristiano, come dopo aver ricevuto
lo Spirito Santo lo mostrarono gli Apostoli, che prima stavano
nascosti nel cenacolo.
Secondo, perché si è impediti nella libera professione del nome
cristiano da due cose: dalla paura e dalla vergogna. Ma il segno
di entrambi questi sentimenti si manifesta soprattutto sulla fronte
per la vicinanza della sede dell'immaginazione e per il fatto che
i sentimenti salgono direttamente dal cuore alla fronte; cosicché "chi ha vergogna, arrossisce; e chi ha paura impallidisce", dice
Aristotele. Ecco perché il cresimando viene segnato con il crisma
sulla fronte, perché non ricusi di testimoniare il nome cristiano
né per paura né per vergogna.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Con il battesimo veniamo rigenerati
alla vita spirituale che è di tutto l'uomo. Nella confermazione
invece veniamo rinvigoriti per il combattimento, il segno
del quale va portato sulla fronte, cioè in una posizione evidente.
2. La causa della fortezza è nel cuore, ma il segno si mostra
sulla fronte; tanto che in Ezechiele si legge: "Ti ho dato una
fronte più resistente delle loro fronti". Quindi il sacramento
dell'Eucarestia che rafforza l'uomo in se stesso, mira al cuore,
secondo l'espressione del Salmo: "Il pane sostenti il cuore dell'uomo".
Ma il sacramento della confermazione è richiesto come
segno di fortezza nei rapporti con gli altri. Conseguentemente si
dà in fronte.
3. La confermazione si dà per un'aperta professione di fede, non
per una qualunque professione di fede, perché a questa basta
anche il battesimo. Quindi non deve darsi sulla bocca, ma sulla
fronte, dove appaiono i sentimenti che impediscono di professare apertamente la fede.
ARTICOLO
10
Se il cresimando debba essere assistito da altri
SEMBRA che il cresimando nel rito della confermazione non debba
essere assistito da altri. Infatti:
1. Questo sacramento non si dà solo ai bambini, ma anche agli
adulti. Gli adulti però possono sostenersi da soli. Sarebbe dunque
ridicolo che venissero sostenuti da altri.
2. Chi fa già parte della Chiesa, ha libero accesso al principe
della Chiesa che è il vescovo. Ma questo sacramento, come si è
detto, non si dà che al battezzato, il quale è già membro della
Chiesa. Non dev'essere dunque presentato al vescovo da un altro
a ricevere questo sacramento.
3. Questo sacramento si dà per il vigore spirituale. Ma questo
si trova più negli uomini che nelle donne, come fanno pensare
quelle parole dei Proverbi: "Una donna forte chi la troverà?".
Dunque la donna almeno non può assistere un uomo nella confermazione (come madrina).
IN CONTRARIO: Il Papa Innocenzo dice:
"Se uno dei coniugi
avrà levato dal sacro fonte o avrà tenuto alla confermazione il figlio o
la figlia di un altro...". Dunque come è prescritto che qualcuno
rilevi dal sacro fonte il battezzato, così è prescritto che uno sia
assistito da altri nel ricevere il sacramento della confermazione.
RISPONDO: Come si è detto, questo sacramento si conferisce
perché l'uomo sia forte nel combattimento spirituale. Ora, come
uno nato da poco ha bisogno di un istruttore nelle cose che riguardano
la condotta della vita, secondo l'osservazione di S. Paolo: "Abbiamo avuto per istruttori i nostri padri carnali e li abbiamo
rispettati"; così coloro che vengono arruolati a combattere hanno
bisogno di maestri da cui essere istruiti sulla tattica del combattimento: è per
questo che nelle guerre materiali s'incaricano duci
e centurioni a comandare gli altri. Allo stesso modo chi riceve
questo sacramento, dev'essere assistito da un altro, che lo istruisca,
per così dire sul modo di combattere.
Un'altra ragione è che con questo sacramento si conferisce
all'uomo la maturità spirituale, come si è detto, e quindi il cresimando
va assistito come ancora spiritualmente debole e immaturo.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Il cresimando, anche se fisicamente adulto,
non lo è ancora spiritualmente.
2. Il battezzato, sebbene sia divenuto membro della Chiesa,
non è però ancora iscritto nella milizia cristiana. Quindi viene
presentato al vescovo duce dell'esercito da un altro già iscritto
nella milizia cristiana. Infatti chi non è ancora cresimato non
può assistere un altro alla confermazione.
3.
"In Gesù Cristo non c'è né maschio né femmina", dice S.
Paolo. Perciò non conta che ad assistere il cresimando ci sia un
uomo o una donna.
ARTICOLO
11
Se solo il vescovo possa conferire questo sacramento
(Can.
882 - Ministro ordinario della confermazione è il
Vescovo; conferisce validamente questo sacramento anche
il presbitero provvisto di questa facoltà in forza del
diritto universale o per speciale concessione della
competente autorità.
Can.
883 - Per il diritto stesso hanno facoltà di
amministrare la confermazione:
1º
entro i confini della propria circoscrizione, coloro che
sono equiparati dal diritto al Vescovo diocesano;
2º
relativamente alla persona di cui si tratta, il
presbitero, che, in forza dell'ufficio o del mandato del
Vescovo diocesano, battezza uno fuori dell'infanzia o
ammette uno già battezzato nella piena comunione della
Chiesa cattolica;
3º
in riferimento a coloro che si trovano in pericolo di
morte, il parroco, anzi ogni presbitero.
Codice
di Diritto Canonico).
SEMBRA che
non solo il vescovo possa conferire questo sacramento.
Infatti:
1. S. Gregorio dice scrivendo al vescovo Gennaro:
"Ci è giunta
la voce che alcuni si sono scandalizzati perché abbiamo proibito
ai presbiteri di ungere con il crisma i battezzati. Noi lo abbiamo
fatto secondo l'uso antico della nostra Chiesa, ma se qualcuno
dovesse proprio rattristarsi per questo, concediamo che dove mancano
i vescovi possano anche i presbiteri ungere con il crisma
sulla fronte i battezzati". Ora, quello che è indispensabile nei
sacramenti non si può cambiare per evitare uno scandalo. Dunque
non è necessario alla validità di questo sacramento che esso
sia conferito dal vescovo.
2. Il sacramento del battesimo ha maggiore efficacia del sacramento
della confermazione, perché nel battesimo si dà piena remissione
dei peccati e quanto alla colpa e quanto alla pena; il che non
avviene in questo sacramento. Ma un semplice sacerdote può
per ufficio dare il sacramento del battesimo e in caso di necessità
anche uno non ordinato può battezzare. Non è dunque necessario
a questo sacramento di essere conferito da un vescovo.
3. La sommità del capo, dove secondo i medici risiede la ragione
(cioè quella particolare, che si dice facoltà cogitativa), è più nobile
della fronte, dove risiede l'immaginativa. Ma un semplice sacerdote
può ungere con il crisma sulla sommità del capo i battezzati.
Molto più dunque li può segnare con il crisma sulla fronte come
vuole il sacramento della confermazione.
IN CONTRARIO: Il Papa S. Eusebio scrive:
"Si deve tenere
nella massima venerazione il sacramento dell'imposizione delle
mani, il quale può essere fatto solo dai sommi sacerdoti. Né al
tempo degli Apostoli da altri all'infuori degli Apostoli stessi si
legge o si sa che sia stato fatto, né da altri all'infuori di coloro
che tengono il posto degli Apostoli mai può e dev'esser fatto.
Poiché se altrimenti si presumesse di fare, si ritenga invalido e
vano, né mai sarà computato tra i sacramenti della Chiesa". È dunque
necessario per la validità di questo sacramento, chiamato "sacramento dell'imposizione delle
mani", che venga amministrato
dal vescovo.
RISPONDO: In ogni opera la perfezione suprema è riservata
all'arte o virtù più alta: così la preparazione della materia è di
competenza degli artigiani subalterni; sopra di loro sta chi dà la
forma; più in alto di tutti quegli cui spetta l'uso della cosa,
essendo esso il fine di ogni prodotto. Una lettera, p. es., viene
scritta da un segretario, ma viene sottoscritta dal padrone. Ora,
i fedeli cristiani sono come un'opera divina, secondo l'espressione
di S. Paolo: "Voi siete l'edificio di Dio"; sono anche come "una
lettera scritta dallo Spirito di Dio", secondo un'altra espressione dell'Apostolo.
Ora, il sacramento della confermazione è come il coronamento
del battesimo; nel senso che nel battesimo uno viene formato
come un edificio spirituale e viene scritto come una lettera
spirituale; ma nel sacramento della confermazione questo edificio spirituale
viene consacrato a essere tempio dello Spirito Santo e questa
lettera viene sigillata con il segno della croce. Perciò il conferimento
della confermazione è riservato ai vescovi che hanno il supremo
potere nella Chiesa: e anche nella Chiesa primitiva, come raccontano gli Atti,
la pienezza dello Spirito Santo veniva data con l'imposizione
delle mani degli Apostoli, dei quali i vescovi fanno le
veci. In proposito prescrive il Papa S. Urbano I: "Tutti i fedeli
devono ricevere lo Spirito Santo dopo il battesimo per l'imposizione
della mano dei vescovi, per essere riscontrati pienamente cristiani".
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Il Papa nella Chiesa ha i pieni
poteri, per cui può concedere i diritti degli ordini superiori agli
inferiori: così ad alcuni sacerdoti ha concesso di conferire gli
ordini minori, che sono di diritto dei vescovi. Per tale pienezza
di poteri concesse il Papa S. Gregorio che dei semplici sacerdoti
conferissero la confermazione, finché non cessasse lo scandalo.
2. Il battesimo è più efficace di questo sacramento quanto alla
rimozione del male, essendo una rigenerazione spirituale, cioè un
passaggio dal non essere all'essere. Ma la confermazione è più efficace
per l'avanzamento nel bene, essendo una crescita spirituale, ossia
il passaggio da uno stato imperfetto a quello perfetto. Per questo
essa è riservata a un ministro superiore.
3. Come dice Rabano (Mauro),
"il battezzato viene segnato con
il crisma sulla sommità del capo dal sacerdote e sulla fronte dal
pontefice, per indicare con la prima unzione la discesa su lui dello
Spirito Santo che lo consacra quale abitazione di Dio, con la
seconda per indicare che la settiforme grazia dello Spirito Santo
viene nell'uomo con tutta la pienezza della santità, della scienza
e della virtù". Perciò questa unzione viene riservata ai vescovi
non per la superiore dignità della parte contrassegnata, ma per la
superiorità degli effetti.
ARTICOLO
12
Se il rito di questo sacramento sia conveniente
SEMBRA che il rito di questo sacramento non sia conveniente.
Infatti:
1. Il sacramento del battesimo è più necessario della confermazione,
come si è detto. Ma al battesimo si assegnano determinati tempi,
cioè la Pasqua e la Pentecoste. Dunque anche per questo sacramento
si deve stabilire un dato tempo.
2. Come questo sacramento esige la devozione di chi lo dà e
di chi lo riceve, così lo esige anche il sacramento del battesimo.
Ma per il sacramento del battesimo non è prescritto che venga
ricevuto e conferito a digiuno. È dunque inopportuno, come comanda
il Concilio di Orleans, che i cresimandi "si presentino digiuni
alla confermazione"; e che "i vescovi a digiuno soltanto diano
con l'imposizione della mano lo Spirito Santo" come vuole il Concilio di Meaux.
3. Il crisma è un simbolo della pienezza dello Spirito Santo,
come si è detto sopra. Ma la pienezza dello Spirito Santo fu data
ai fedeli di Cristo nel giorno della Pentecoste come si legge negli
Atti. Il crisma dunque dovrebbe essere fatto e benedetto nella
festa della Pentecoste piuttosto che il Giovedì Santo.
IN CONTRARIO: Basta l'uso della Chiesa, che è governata dallo
Spirito Santo.
RISPONDO: Il Signore ai suoi fedeli ha fatto questa promessa:
"Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, là sono io in mezzo
a loro". È quindi da ritenersi per fermo che gli ordinamenti della
Chiesa siano diretti dalla sapienza di Cristo. E per questo dobbiamo
essere certi che i riti osservati dalla Chiesa nella confermazione
e negli altri sacramenti sono convenienti.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Il Papa S. Melchiade dice che
"questi due sacramenti", cioè il battesimo e la confermazione,
"sono così uniti che mai, fuori del pericolo di morte, possano
separarsi e conferirsi debitamente se non insieme". Di conseguenza
gli stessi tempi sono assegnati al battesimo solenne e alla confermazione.
Ma poiché la confermazione viene data soltanto dai vescovi, che
non sono sempre presenti dove i sacerdoti battezzano, è stato
necessario nella prassi comune che il sacramento della confermazione
fosse rimandato anche ad altri tempi.
2. Da quella prescrizione
"sono eccettuati gli infermi e coloro
che si trovano in pericolo di morte", come si legge nelle costituzioni
del Concilio di Meaux. Quindi per il gran numero dei fedeli
e a causa d'imminenti pericoli è concesso che la confermazione, conferibile
solo dai vescovi, si dia o si riceva anche senza essere digiuni, non
bastando un solo vescovo, specialmente in una grande diocesi, a
confermare tanta gente, se gli si mettessero limitazioni di tempo.
Quando però si può osservare senza incomodo, è più conveniente
che si riceva e si dia a digiuno.
3. Come si rileva dal Concilio di Papa Martino,
"in ogni tempo
era permesso fare il crisma". Ma celebrandosi il battesimo
solenne, nel quale si fa uso del crisma, la vigilia di Pasqua, fu
convenientemente stabilito che due giorni prima il vescovo benedicesse il crisma,
affinché potesse essere portato in tutta la diocesi. - Quel giorno
però è molto adatto alla benedizione di qualsiasi
materia sacramentale, perché in esso venne istituito il sacramento
dell'Eucarestia, che in qualche modo, come si è detto sopra, è il
fine di tutti gli altri sacramenti.
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