|
Questione
69
Gli effetti del battesimo
Veniamo ora a considerare gli effetti del battesimo.
In proposito esamineremo dieci argomenti: 1. Se il battesimo
cancelli tutti i peccati; 2. Se il battesimo liberi l'uomo da ogni
pena; 3. Se il battesimo tolga le penalità di questa vita; 4. Se
col battesimo siano conferite all'uomo le grazie e le virtù; 5. Gli
effetti delle virtù conferite dal battesimo; 6. Se anche i bambini
ricevano nel battesimo le grazie e le virtù; 7. Se il battesimo apra
ai battezzati la porta del regno celeste; 8. Se il battesimo abbia
lo stesso effetto in tutti i battezzati; 9. Se la finzione impedisca
l'effetto del battesimo; 10. Se, rimossa la finzione, il battesimo
ottenga il suo effetto.
ARTICOLO
1
Se il battesimo cancelli tutti i peccati
SEMBRA che il battesimo non cancelli tutti i peccati. Infatti:
1. Il battesimo è una rigenerazione spirituale che corrisponde
alla generazione carnale. Ma con la generazione carnale l'uomo
contrae solo il peccato di origine. Dunque col battesimo non si
cancella che il peccato originale.
2. Per la remissione dei peccati basta la penitenza. Ora, negli
adulti la penitenza si richiede prima del battesimo, come si rileva
dalle parole di S. Pietro: "Pentitevi e si lasci battezzare ciascuno
di voi". Perciò il battesimo non serve affatto per la remissione
dei peccati attuali.
3. Malattie diverse richiedono medicine diverse; perché, come
dice S. Girolamo, "non guarisce gli occhi ciò che fa bene ai calcagni".
Ma il peccato originale che viene tolto dal battesimo, è
diverso per il genere dal peccato attuale. Quindi non tutti i peccati
vengono rimessi dal battesimo.
IN CONTRARIO: Si legge in Ezechiele:
"Verserò su voi acqua
pura, e sarete mondati da tutte le vostre sozzure".
RISPONDO: L'Apostolo dice che
"quanti siamo stati battezzati
nel Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte" e poi
aggiunge: "Così anche voi fate conto di essere morti al peccato
e di vivere a Dio in Cristo Gesù Signore nostro". Da ciò risulta
che l'uomo per il battesimo muore al vecchiume del peccato e
incomincia a vivere nella novità della grazia. Ma ogni peccato
fa parte del vecchiume di prima. Perciò il battesimo cancella qualsiasi peccato.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Il peccato di Adamo, come
dice l'Apostolo, non può quanto il dono di Cristo che si riceve
nel battesimo, "poiché il giudizio da uno solo si risolve in condanna (di molti);
mentre invece il dono della grazia si risolve in giustificazione
dopo molti delitti". Ecco perché S. Agostino conclude,
che "per la generazione della carne si contrae soltanto il peccato
originale: per la generazione invece dello spirito non si rimette
solo il peccato originale, ma persino ogni peccato volontario".
2. Di nessun peccato si può dare il perdono, se non per virtù
della passione di Cristo; poiché, come dice l'Apostolo, "senza
effusione di sangue non c'è remissione". Di conseguenza il pentimento
della volontà umana non basterebbe alla remissione della
colpa, senza la fede nella passione di Cristo e senza il proposito
di attingervi, o ricevendo il battesimo, o sottomettendosi alle
chiavi della Chiesa. Perciò, quando un adulto si accosta pentito
al battesimo, ottiene, sì, la remissione di tutti i suoi peccati per
il proposito del battesimo, ma più perfettamente ancora nell'atto che lo riceve.
3. Quella ragione vale per le medicine particolari. Il battesimo
invece opera in virtù della passione di Cristo, la quale è la medicina
universale di tutti i peccati; cosicché il battesimo cancella tutti i peccati.
ARTICOLO
2
Se il battesimo liberi l'uomo da ogni pena dovuta al peccato
SEMBRA che il battesimo
non liberi l'uomo da ogni pena dovuta al
peccato. Infatti:
1.
"Le cose che sono da Dio sono ordinate", dice S. Paolo. Ma,
la colpa, come osserva S. Agostino, non è ordinata che alla pena.
Dunque il battesimo non può togliere il debito della pena dei
peccati commessi.
2. L'effetto del battesimo ha qualche somiglianza con il sacramento
stesso; poiché i sacramenti della nuova legge causano,
secondo le spiegazioni date, ciò che significano. Ora, l'abluzione
battesimale ha una somiglianza con l'abluzione della macchia, non
l'ha invece affatto con l'estinzione del debito della pena. Perciò
il battesimo non toglie il debito della pena.
3. Tolto il debito della pena, uno non merita più la pena, e così
sarebbe ingiusto punirlo. Se dunque nel battesimo sparisse il
debito della pena, sarebbe ingiusto dopo il battesimo impiccare
un brigante colpevole di omicidio. E così il battesimo toglierebbe
il vigore della giustizia umana: il che è inammissibile. Dunque
il battesimo non toglie il debito della pena.
IN CONTRARIO: A commento di quelle parole di S. Paolo,
"i doni
e la vocazione di Dio sono senza pentimento", S. Ambrogio scrive: "La grazia di Dio nel battesimo condona tutto gratuitamente".
RISPONDO: Mediante il battesimo, come abbiamo visto, si è
incorporati alla passione e alla morte di Cristo, secondo le parole
di S. Paolo: "Se siamo morti con Cristo, abbiamo fede che anche
vivremo con lui". Da questo risulta che a ciascun battezzato
viene comunicata la passione di Cristo, come se egli stesso avesse
sofferto e fosse morto. Ora, la passione di Cristo, come si è detto,
è una soddisfazione piena per tutti i peccati di tutti gli uomini.
Quindi chi si battezza viene liberato dal debito della pena che
gli spetta per i suoi peccati, come se lui stesso avesse pienamente soddisfatto per tutti i suoi peccati.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Nei peccati del battezzato l'ordine
alla pena non manca; poiché a lui viene attribuita la pena
della passione di Cristo, in quanto egli è diventato membro di
lui, e quindi gli vale quella pena come se egli stesso l'avesse subita.
2. L'acqua non lava soltanto, ma anche rinfresca. E così con
il suo refrigerio rappresenta la liberazione dal debito della pena,
come con la sua abluzione rappresenta la purificazione dalla colpa.
3. Nell'infliggere le pene la giustizia umana tiene conto non
solo della pena che il reo merita nei riguardi di Dio, ma anche
dei debiti contratti verso gli uomini che dal suo peccato sono stati
lesi e scandalizzati. E quindi un omicida, sebbene con il battesimo
venga liberato dal debito della pena dinanzi a Dio, rimane tuttavia
obbligato rispetto agli uomini, che è giusto edificare con il castigo
quando sono stati scandalizzati dalla colpa. Però in simili casi
il principe potrebbe pienamente condonare la pena.
ARTICOLO
3
Se il battesimo debba
eliminare le penalità della vita presente
SEMBRA che il battesimo non debba eliminare le penalità della
vita presente. Infatti:
1. Il dono di Cristo, come insegna S. Paolo, è superiore al peccato
di Adamo. Ma col peccato di Adamo "entrò la morte nel mondo", come osserva lo stesso Apostolo, e al suo seguito tutte
le altre penalità della vita presente. Dunque a fortiori per il dono
di Cristo che si riceve nel battesimo, l'uomo dev'esser liberato dalle
sofferenze di questa vita.
2. Il battesimo toglie sia la colpa originale, sia la colpa attuale,
come si è detto sopra. Anzi esso cancella la colpa attuale, in modo
da liberare da ogni debito di pena annesso alla colpa attuale. Dunque
libera anche dalle sofferenze della vita presente, che sono
pena del peccato originale.
3. Tolta la causa, si toglie anche l'effetto. Ma la causa delle
attuali penalità è il peccato originale che viene eliminato dal battesimo.
Perciò queste penalità non devono rimanere.
IN CONTRARIO: A commento di quel testo paolino,
"È distrutto
il corpo del peccato", la Glossa afferma: "Per il battesimo avviene
che l'uomo vecchio sia crocifisso e il corpo del peccato distrutto;
non perché nella vita mortale la concupiscenza, dilagata e innata
in lui, resti improvvisamente assorbita e sparisca, ma perché non
gli può nuocere dopo la morte, pur avendola portata in sé fin
dalla sua nascita". Per la stessa ragione dunque non vengono
tolte nel battesimo nemmeno le altre penalità.
RISPONDO: Il battesimo ha la virtù di togliere le penalità della
vita presente: tuttavia invece di toglierle nella vita presente, in
forza di esso saranno tolte ai santi il giorno della resurrezione,
quando, a detta dell'Apostolo "questo corpo corruttibile si rivestirà
d'incorruttibilità". Ed è giusto che sia così. Primo, perché
col battesimo l'uomo viene incorporato a Cristo e diventa suo membro,
come si è detto sopra. E quindi è conveniente che nelle
membra incorporate si compia quello che si è compiuto nel capo.
Ora, Cristo fin dal principio del suo concepimento fu pieno di
grazia e di verità, ebbe però un corpo passibile, che attraverso la
passione e la morte fu risuscitato alla vita gloriosa. Allo stesso
modo il cristiano riceve nel battesimo la grazia per la sua anima,
ma conserva un corpo passibile con il quale possa soffrire per
Cristo; questo però in seguito sarà risuscitato a una vita impassibile.
Ecco perché l'Apostolo scriveva ai Romani: "Colui che
risuscita Gesù Cristo dai morti, farà rivivere anche i vostri corpi
mortali per mezzo del suo Spirito che risiede in voi". E poco
dopo aggiungeva: "Eredi di Dio, coeredi di Cristo, se tuttavia
soffriamo con lui per essere con lui anche glorificati".
Secondo, ciò è conveniente a scopo di spirituale esercizio, cioè
affinché l'uomo combattendo contro la concupiscenza e le altre
penalità, ottenga la corona della vittoria. In proposito la Glossa,
a commento di quel passo paolino, "perché sia distrutto il corpo
del peccato", scrive: "Se dopo il battesimo l'uomo continua a
vivere in questa terra, ha da combattere e da vincere con l'aiuto
di Dio la sua concupiscenza". Tale combattimento fu così
prefigurato nel libro dei Giudici: "Sono queste le nazioni che il Signore
lasciò sopravvivere per porre a prova con esse Israele, affinché
gli Ebrei imparassero a combattere con i loro nemici e si abituassero
alla guerra".
Terzo, ciò era conveniente perché gli uomini non andassero al
battesimo per l'immunità dal dolore nella vita presente, invece
che per la gloria della vita eterna. Di qui le parole dell'Apostolo: "Se solo
per questa vita noi abbiamo riposto in Cristo le nostre
speranze, noi siamo i più miserabili di tutti gli uomini".
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Così commenta la Glossa le
parole di S. Paolo, "Non siamo più schiavi del peccato": "Come
chi fa prigioniero un suo nemico ferocissimo, non lo uccide subito,
ma lo lascia vivere un po' di tempo nella vergogna e nel dolore;
così Cristo ha messo prima i ceppi alle nostre penalità, per poi distruggerle".
2. Come spiega la Glossa nel luogo sopracitato,
"duplice è la
pena dei peccati: infernale e temporale. La pena infernale il
Cristo l'ha distrutta in modo che i battezzati e i veri penitenti
non la soffrono affatto. La pena temporale invece non l'ha eliminata
del tutto: rimangono infatti la fame, la sete e la morte. Ma
ne ha abbattuto il regno e il dominio", cosicché l'uomo non ne
abbia paura: "da ultimo poi la sterminerà del tutto".
3. Come abbiamo visto nella Seconda Parte, il peccato originale
ha seguito questo decorso: prima la persona contagiò la natura,
in seguito la natura contagiò la persona. Cristo invece, invertendo
l'ordine, ripara prima quello che è della persona e in seguito riparerà
in tutti simultaneamente quello che è della natura. La colpa
quindi del peccato originale e la pena della privazione della visione
divina, che riguardano la persona, le elimina subito dall'uomo per
mezzo del battesimo. Le penalità invece della vita presente, come
la morte, la fame, la sete e altri mali consimili, riguardano la
natura che le causa in forza dei suoi principi, essendo priva della
giustizia originale. Perciò questi difetti non saranno eliminati, se
non nella restaurazione finale della natura mediante la risurrezione gloriosa.
ARTICOLO
4
Se dal battesimo siano conferite all'uomo la grazia e le virtù
SEMBRA che dal battesimo non siano conferite all'uomo la grazia e le virtù. Infatti:
1. I sacramenti della nuova legge, come si è detto sopra,
"producono
ciò che significano". Ma l'abluzione del battesimo indica
la purificazione dell'anima dalla colpa e non l'infusione nell'anima
della grazia e delle virtù. Quindi dal battesimo non vengono conferite
all'uomo la grazia e le virtù.
2. Ciò che uno possiede già, non ha bisogno di riceverlo. Ma
alcuni si accostano al battesimo già in possesso della grazia e delle
virtù, come negli Atti si legge: "Vi era in Cesarea un tale di nome
Cornelio, centurione della coorte Italica, religioso e timorato di Dio", che nondimeno venne poi battezzato da S. Pietro. Nel battesimo
dunque non si conferiscono la grazia e le virtù.
3. La virtù è un abito, e questo ha come sua natura di essere
una qualità difficilmente mutabile, per cui uno agisce con facilità
e con diletto. Ma dopo il battesimo rimane negli uomini l'inclinazione
al male, e questa è cosa che toglie la virtù e fa sentire
all'uomo la difficoltà di compiere il bene, che è l'atto della virtù.
Con il battesimo dunque l'uomo non consegue la grazia e le virtù.
IN CONTRARIO: L'Apostolo dice che Dio
"ci ha salvato mediante
il lavacro della rigenerazione", cioè mediante il battesimo, "e della
rinnovazione dello Spirito Santo, che diffuse copiosamente su noi", cioè a remissione dei peccati e ad abbondanza di virtù,
come spiega la Glossa. Nel battesimo dunque si dona la grazia
dello Spirito Santo e l'abbondanza delle virtù.
RISPONDO:
"Il battesimo", come dice S. Agostino, "ha il compito
d'incorporare i battezzati a Cristo come sue membra". Ma
da Cristo in qualità di capo scende in tutte le membra pienezza
di grazia e di virtù, secondo l'espressione di S. Giovanni: "Dalla
sua pienezza tutti abbiamo ricevuto". È perciò evidente che col
battesimo si ottengono la grazia e le virtù.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. L'acqua del battesimo, come
per la sua abluzione significa la purificazione della colpa e per il
suo refrigerio la liberazione dalla pena, così per la sua naturale
chiarezza significa lo splendore della grazia e delle virtù.
2. Prima del battesimo si può conseguire, come si è detto, la
remissione dei peccati solo in quanto si ha il desiderio esplicito
o implicito di esso, e nondimeno, quando si riceve di fatto il battesimo,
il condono di tutta la pena diventa più completo. Così
prima del battesimo Cornelio e altri in simili condizioni hanno
conseguito la grazia e le virtù per mezzo della fede cristiana e
del desiderio implicito o esplicito del battesimo; nel battesimo
però essi hanno ottenuto maggiore quantità di grazia e di virtù.
Per questo sulle parole dei Salmi "Presso refrigeranti acque mi nutre", la Glossa scrive:
"Con l'aumento della virtù e delle buone
opere mi nutre nel battesimo".
3. La difficoltà del bene e l'inclinazione al male si trovano nei
battezzati non per l'assenza dell'abito delle virtù, ma per la concupiscenza
che non viene eliminata nel battesimo. Tuttavia come
la concupiscenza viene diminuita dal battesimo, in modo che non
domini, così anche la difficoltà nel bene e l'inclinazione al male
vengono diminuite in modo che l'uomo non ne sia vinto.
ARTICOLO
5
Se sia esatto considerare effetti del battesimo certi atti di virtù,
quali l'incorporazione a Cristo, l'illuminazione e la fecondità
SEMBRA che sia sbagliato considerare effetti del battesimo l'incorporazione
a Cristo, l'illuminazione e la fecondità. Infatti:
1. A un adulto il battesimo non si dà, se non crede, secondo
le parole evangeliche: "Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo".
Ma con la fede si è incorporati a Cristo, che secondo S. Paolo "abita
nei nostri cuori mediante la fede". Nessuno quindi viene battezzato,
se già non è incorporato a Cristo. Dunque l'incorporazione
a Cristo non è effetto del battesimo.
2. L'illuminazione si fa con l'insegnamento, come si rileva da
quelle parole di S. Paolo: "A me, minimo di tutti i santi, fu data
questa grazia: d'illuminare tutti...". Ora, l'insegnamento della
catechesi precede il battesimo. Non è dunque effetto del battesimo.
3. La fecondità si attribuisce a chi genera attivamente. Nel
battesimo invece si riceve passivamente la rigenerazione spirituale.
Quindi la fecondità non è effetto del battesimo.
IN CONTRARIO: S. Agostino afferma che il battesimo
"vale a
incorporare i battezzati a Cristo". Dionigi inoltre attribuisce al
battesimo "l'illuminazione". E spiegando le parole del Salmo: "Presso
acque refrigeranti mi nutre", la Glossa afferma che "l'anima
dei peccatori isterilita dall'aridità, viene resa feconda dal battesimo".
RISPONDO: Nel battesimo l'uomo viene rigenerato alla vita
spirituale che è propria dei credenti in Cristo, come indicano le
parole dell'Apostolo: "Se vivo nella carne, vivo per la fede nel
Figlio di Dio". Ma la vita non è propria se non delle membra
unite al capo, da cui ricevono senso e movimento. Quindi necessariamente
con il battesimo l'uomo viene incorporato a Cristo
quale suo membro. - Ora, come dal capo naturale deriva alle
membra sensibilità e movimento, così dal capo spirituale che è
Cristo deriva alle sue membra il senso spirituale che consiste nella
conoscenza della verità, e il movimento spirituale prodotto dall'impulso
della grazia. Di qui le parole di S. Giovanni: "Lo abbiamo
visto pieno di grazia e di verità e dalla sua pienezza tutti
abbiamo ricevuto". Quindi ne segue che i battezzati vengono illuminati
da Cristo con la conoscenza della verità e fecondati da lui
con la fecondità delle buone opere mediante l'infusione della grazia.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Gli adulti che già prima del
battesimo credono in Cristo, sono incorporati a lui spiritualmente.
Ma poi quando vengono battezzati, s'incorporano a lui quasi corporalmente,
ossia per mezzo del sacramento visibile, mentre senza
il desiderio di esso non sarebbero stati incorporati nemmeno spiritualmente.
2. L'insegnante illumina esteriormente compiendo l'ufficio di
catechizzare, ma Dio illumina interiormente i battezzati disponendo
i loro cuori all'accoglimento della dottrina della verità,
come dice S. Giovanni: "È scritto nei profeti: Saranno tutti
ammaestrati da Dio".
3. Effetto del battesimo è la fecondità per cui uno produce
opere buone, non già la fecondità per cui uno genera altri a Cristo,
nel senso inteso dall'Apostolo quando dice: "Per mezzo del Vangelo
io vi ho generato a Cristo Gesù".
ARTICOLO
6
Se i bambini nel battesimo ricevano la grazia e le virtù
SEMBRA che i bambini nel battesimo non ricevano la grazia e le virtù. Infatti:
1. La grazia e le virtù non si hanno senza la fede e la carità.
Ma "la fede si fonda sulla volontà dei credenti", dice S. Agostino.
Così pure la carità si fonda sulla volontà degli amanti, mentre
i fanciulli non hanno l'uso della volontà e quindi neppure la fede
e la carità. I fanciulli, dunque, nel battesimo non ricevono la grazia e le virtù.
2. A commento delle parole:
"Farà cose maggiori di queste",
S. Agostino dice che la trasformazione dell'uomo da empio a giusto
la compie Cristo "nell'uomo, ma non senza l'uomo". Ora, il bambino,
non avendo l'uso del libero arbitrio, non coopera con Cristo
alla propria giustificazione; anzi qualche volta resiste con tutte
le sue forze. Non viene quindi giustificato mediante la grazia e le virtù.
3. Si legge in S. Paolo:
"A chi non fa le opere (della legge),
ma crede in colui che giustifica l'empio, è attribuita a giustizia la
fede secondo il proposito della grazia di Dio". Ma il bambino
non è uno che "crede in colui che giustifica l'empio". Non riceve
dunque né la grazia santificante né le virtù.
4. Ciò che si compie con intenzione profana, non ha effetto
spirituale. Ma a volte i bambini vengono portati al battesimo
con intenzione profana, cioè allo scopo che guariscano corporalmente.
Non ricevono dunque l'effetto spirituale della grazia e delle virtù.
IN CONTRARIO: S. Agostino scrive:
"I bambini rinascendo
muoiono al peccato da essi contratto nascendo, e per questo si
riferisce anche a loro ciò che dice S. Paolo: Siamo stati sepolti
con lui mediante il battesimo nella morte. Affinché, come fu risuscitato
Cristo dai morti per la gloria del Padre, così anche noi
camminiamo in novità di vita". Ma la novità di vita si ha per
mezzo della grazia e delle virtù. I bambini dunque nel battesimo
ottengono la grazia e le virtù.
RISPONDO: Alcuni antichi hanno affermato che ai bambini nel
battesimo non vengono concesse la grazia e le virtù, ma viene
impresso il carattere di Cristo, in forza del quale, quando arrivano
poi all'età matura, ottengono la grazia e le virtù.
Ma questo è falso per due ragioni. Primo, perché i bambini,
come gli stessi adulti, nel battesimo divengono membra di Cristo.
Quindi necessariamente ricevono dal capo l'influsso della grazia
e della virtù. - Secondo, perché, se la cosa fosse vera, i bambini
che muoiono dopo il battesimo, non giungerebbero alla vita eterna,
dicendo S. Paolo che "è grazia di Dio la vita eterna". E così
non sarebbe valso per loro a salvezza l'essere stati battezzati.
Causa dell'errore fu che costoro non seppero distinguere tra
abito e atto. E allora, vedendo i bambini essere inabili agli atti
della virtù, credettero che dopo il battesimo essi non avessero
affatto la virtù. Ma questa incapacità di agire non è nei fanciulli
per l'assenza degli abiti, bensì per un impedimento corporale.
Così anche chi dorme, sebbene abbia l'abito delle virtù, tuttavia
è impedito negli atti per via del sonno.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. La fede e la carità si basano
sulla volontà degli uomini con questa differenza, che gli abiti di
esse e delle altre virtù esigono la potenza della volontà, presente
nei bambini, mentre gli atti delle virtù esigono gli atti della volontà
che mancano nei bambini. In questo senso S. Agostino dice
che "il fanciullo, sebbene non abbia quella fede che consiste nella
volontà dei credenti, tuttavia è già fatto fedele dal sacramento
della fede", il quale causa in lui appunto l'abito della fede.
2.
"Nessuno rinasce dall'acqua e dallo Spirito Santo senza
volerlo",
dice S. Agostino. E ciò non deve intendersi dei bambini,
ma degli adulti. Così va riferito agli adulti il principio che l'uomo "senza la propria
cooperazione" non viene giustificato da Cristo.
Che poi i bambini nel battesimo si mostrino riluttanti con tutte
le loro forze "non è per loro una colpa, perché ignorano quello
che fanno al punto da non sembrare neppure che lo facciano",
come dice S. Agostino.
3.
"Ai fanciulli la madre Chiesa presta i piedi degli altri per
camminare, il cuore degli altri per credere, la lingua degli altri
per professare la fede", dice S. Agostino. E così i fanciulli credono,
non per atto proprio, ma per la fede della Chiesa che viene loro
applicata. In forza di questa fede sono loro conferite la grazia e le virtù.
4. I secondi fini di coloro che portano i bambini al battesimo
non nuocciono ad essi, come neppure la colpa di uno nuoce a un
altro che non vi acconsente. Perciò scrive S. Agostino a Bonifacio: "Non
ti turbi il fatto che alcuni non portano i bambini a ricevere
il battesimo con la fede che siano rigenerati per la grazia spirituale
alla vita eterna, ma perché pensano che con questo mezzo essi
mantengano o acquistino la salute del corpo. Essi evidentemente
non vengono privati della rigenerazione, per il fatto che gli altri
non li presentano con questa intenzione".
ARTICOLO
7
Se il battesimo abbia come effetto di aprire la porta del regno dei cieli
SEMBRA che il battesimo non abbia come effetto di aprire la
porta del regno dei cieli. Infatti:
1. Ciò che è già aperto non ha bisogno di essere aperto. Ma la
porta del regno dei cieli è stata aperta dalla passione di Cristo,
per cui nell'Apocalisse è detto: "Dopo questo vidi una grande
porta aperta nel cielo". Non è dunque effetto del battesimo l'apertura
delle porte celesti.
2. Il battesimo ha il suo effetto in ogni tempo da quando fu
istituito. Ma alcuni furono battezzati col battesimo di Cristo prima
della sua passione, come racconta S. Giovanni; e a costoro, se
fossero morti allora, non sarebbe stato possibile entrare nel regno
dei cieli, dove nessuno entrò prima di Cristo, secondo la profezia
di Michea: "Si slancerà aprendo il passo innanzi ad essi". Non
è dunque effetto del battesimo l'apertura della porta del regno celeste.
3. I battezzati sono ancora soggetti alla morte e alle altre penalità
della vita presente, come si è detto sopra. Ma a nessuno è
aperto l'adito al regno celeste finché è soggetto a pena, come risulta
per quelli che sono nel purgatorio. Non è dunque effetto del battesimo
l'apertura della porta del regno celeste.
IN CONTRARIO: Sulle parole di S. Luca,
"Si aprì il cielo" la
Glossa dice: "Qui si mostra la virtù del battesimo: appena uno
esce dal battesimo, gli si apre la porta del regno celeste".
RISPONDO: Aprire la porta del regno celeste è rimuovere l'impedimento
che non permette di entrare in esso. Questo impedimento è
costituito dalla colpa e dalla pena. Ma sopra abbiamo
dimostrato che il battesimo cancella ogni colpa e ogni debito di
pena. Dunque è effetto del battesimo aprire la porta del regno dei cieli.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Il battesimo in tanto apre
al battezzato la porta del regno celeste, in quanto lo incorpora
alla passione di Cristo, applicando all'uomo la virtù di esso.
2. Nel tempo in cui la passione di Cristo non era una realtà
di fatto, ma esisteva solo nella fede dei credenti, il battesimo
adeguandosi a questa apriva la porta del cielo non realmente, ma
nella speranza. I battezzati infatti dal momento della morte aspettavano
con speranza certa l'ingresso nel regno celeste.
3. Il battezzato non è soggetto alla morte e alle penalità della
vita presente per debito personale, ma per stato di natura. E
questo conseguentemente non gli impedisce di entrare nel regno
celeste appena l'anima si separa dal corpo con la morte, dopo
aver pagato ormai il tributo che doveva alla natura.
ARTICOLO
8
Se il battesimo abbia in tutti lo stesso effetto
SEMBRA che il battesimo non abbia in tutti lo stesso effetto. Infatti:
1. L'effetto
del battesimo è la cancellazione della colpa. Ma il
battesimo in alcuni toglie più peccati che in altri: infatti nei
fanciulli cancella solo il peccato originale, negli adulti invece
anche i peccati attuali, dove più e dove meno. Dunque il battesimo
non ha in tutti lo stesso effetto.
2. Il battesimo conferisce all'uomo la grazia e le virtù. Ma
alcuni dopo il battesimo dimostrano di avere maggiore grazia e
perfezione di virtù che altri battezzati. Il battesimo quindi non
ha in tutti lo stesso effetto.
3. La natura viene perfezionata dalla grazia, come la materia
dalla forma. Ma la forma è ricevuta nella materia secondo capacità di questa.
Essendoci dunque in alcuni battezzati, anche bambini,
maggiore capacità naturale che in altri, i primi dovranno
ricevere più grazia degli altri.
4. Alcuni ottengono nel battesimo non solo la salute spirituale,
ma anche quella corporale, come sappiamo di Costantino che nel
battesimo fu mondato dalla lebbra. Ma non tutti gli ammalati
ottengono nel battesimo la salute fisica. Perciò il battesimo non
ha uguale effetto in tutti.
IN CONTRARIO:
"Una è la fede, uno il battesimo", dice S. Paolo.
Ma l'identica causa produce l'identico effetto. Il battesimo dunque
ha uguale effetto in tutti.
RISPONDO: Due sono gli effetti del battesimo: uno essenziale,
l'altro accessorio. Effetto essenziale del battesimo è ciò per cui
il battesimo è stato istituito, ossia la rigenerazione degli uomini
alla vita spirituale. Di conseguenza poiché tutti i bambini hanno
le medesime disposizioni rispetto al battesimo, venendo battezzati
non per la fede propria, ma per la fede della Chiesa, tutti ricevono
lo stesso effetto nel battesimo. Gli adulti invece, accedendo
al battesimo per la fede propria, non sono ugualmente disposti
rispetto al sacramento: alcuni ci si accostano con maggiore
devozione di altri. Quindi ricevono la grazia del rinnovamento chi più
e chi meno, come al medesimo fuoco si scalda di più chi più si
avvicina, sebbene il fuoco di per sé irradi ugualmente su tutti il suo calore.
Effetto secondario del battesimo è quello al quale il battesimo
non è diretto, ma che viene prodotto nel battesimo dalla virtù
divina miracolosamente. In tal senso la Glossa a commento delle
parole di S. Paolo: "Non serviamo più al peccato" afferma: "che
la legge del peccato presente nelle nostre membra si estingua del
tutto, non è concesso nel battesimo, se non eccezionalmente per
singolare miracolo del Creatore". Ebbene, tali effetti non vengono
ricevuti nella stessa misura da tutti i battezzati, anche se si accostano
con la medesima devozione: ma vengono concessi a discrezione
della provvidenza divina.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. La più piccola grazia battesimale
basta a distruggere tutti i peccati. Perciò non dipende
dalla maggiore efficacia del battesimo che in alcuni rimetta più
peccati e meno in altri, ma dalla condizione del soggetto, perché
in ciascuno rimette tutto quello che trova da rimettere.
2. Che nei battezzati la grazia si manifesti più o meno grande
può capitare per due ragioni. Primo, perché uno riceve nel battesimo
più grazia di un altro per la maggiore sua devozione, come
si è detto. Secondo, perché, sebbene ricevano la stessa grazia,
non se ne servono alla stessa maniera: ma l'uno mette più diligenza
e progredisce nella grazia, l'altro per negligenza non corrisponde
alla grazia di Dio.
3. La diversa capacità naturale non proviene negli uomini dalla
diversità dell'anima che nel battesimo si rinnova, avendo tutti
gli uomini la medesima forma nell'identica specie: ma dalla diversa
disposizione dei corpi. Altrimenti invece avviene negli angeli che
sono (tutti) di specie diversa. Agli angeli perciò i doni della grazia
vengono dati secondo la diversa capacità naturale: non così agli uomini.
4. La salute fisica non è effetto essenziale del battesimo, ma
un'operazione miracolosa della provvidenza divina.
ARTICOLO
9
Se la finzione impedisca l'effetto del battesimo
(Quando chi si battezza è adulto quali disposizioni deve avere?
L'adulto che
si battezza, deve oltre la fede avere il dolore almeno imperfetto dei peccati
mortali, che avesse commessi.
Se un adulto si battezzasse in peccato mortale
senza questo dolore che cosa riceverebbe?
Se un adulto si battezzasse in peccato
mortale senza questo dolore riceverebbe il carattere del Battesimo, ma non la
remissione dei peccati, né la grazia santificante. E questi effetti
rimarrebbero sospesi, finché non fosse tolto l'impedimento col dolore perfetto
dei peccati o col sacramento della Penitenza.
Catechismo
Maggiore di S. Pio X, 564-565).
SEMBRA che la finzione non impedisca l'effetto del battesimo. Infatti:
1. S. Paolo scrive:
"Quanti vi siete battezzati in Cristo, vi siete
rivestiti di Cristo". Ma tutti coloro che ricevono il battesimo
cristiano, vengono battezzati in Cristo. Tutti dunque si rivestono
di Cristo. E ciò significa ricevere l'effetto del battesimo. Quindi
la finzione non impedisce l'effetto del battesimo.
2. Nel battesimo agisce la virtù di Dio che può piegare al bene
la volontà dell'uomo. Ma l'effetto di una causa agente non può
essere impedito da ciò che la causa stessa può eliminare. La
finzione dunque non può impedire l'effetto del battesimo.
3. Effetto del battesimo è la grazia, a cui si oppone il peccato.
Ma ci sono molti altri peccati più gravi della finzione, dei quali
non si dice che impediscano l'effetto del battesimo. Quindi non
l'impedisce neppure la finzione.
IN CONTRARIO:
"Lo Spirito Santo fugge dall'ipocrita", dice il
libro della Sapienza. Ma l'effetto del battesimo viene dallo Spirito
Santo. Perciò la finzione impedisce l'effetto del battesimo.
RISPONDO:
"Dio non costringe l'uomo alla santità", osserva il
Damasceno. Affinché quindi uno sia santificato dal battesimo, si
richiede che la sua volontà voglia il battesimo e i suoi effetti. Ora,
uno si dice finto quando appunto la sua volontà è contraria, o al
battesimo, o ai suoi effetti. Infatti, secondo S. Agostino si può
essere finti in quattro modi: primo, perché uno manca di fede,
mentre il battesimo è "il sacramento della fede"; secondo, perché
disprezza il sacramento stesso; terzo, per il fatto che riceve il
sacramento, senza osservare il rito della Chiesa; quarto, perché
lo riceve senza devozione. È chiaro quindi che la finzione impedisce
l'effetto del battesimo.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1.
"Essere battezzati in Cristo"
può intendersi in due modi. Primo, nel senso di "in conformità
con Cristo". E in tal senso quanti sono battezzati in Cristo, conformandosi
a lui con la fede e la carità, si rivestono di Cristo
mediante la grazia. - Secondo, alcuni si dicono battezzati in Cristo
in quanto ricevono il sacramento di Cristo. E in questo senso
tutti si rivestono di Cristo mediante la configurazione a lui con
il carattere, non già con la grazia.
2. Quando Dio muta la volontà dell'uomo dal male al bene,
allora la finzione sparisce. Ma Dio non agisce sempre così. Né il
sacramento ha lo scopo di togliere la finzione in chi è mal disposto,
bensì quello di giustificare chi è ben disposto.
3. Finto si chiama qualcuno per il fatto che mostra di volere
ciò che non vuole. Ora, chiunque si accosta al battesimo, per ciò
stesso mostra di avere la fede cristiana, di stimare il sacramento,
di volersi conformare alla Chiesa e ritrarsi dal peccato. Quindi
qualunque sia il peccato al quale uno voglia rimanere legato,
accostandosi in tali condizioni al battesimo, costui è un finto, si
accosta cioè senza la devozione richiesta. Questo va inteso però
del peccato mortale che si oppone alla grazia, non del peccato
veniale. Perciò qui il termine finzione comprende in un certo
senso qualsiasi peccato.
ARTICOLO
10
Se, cessando la finzione, il battesimo produca il suo effetto
SEMBRA che, cessando la finzione, il battesimo non produca il
suo effetto. Infatti:
1. Un'opera morta, ossia senza carità, non può mai diventare
viva. Ma chi non convertito riceve il battesimo, riceve il sacramento
senza la carità. Mai dunque il sacramento potrà essere
ravvivato così da conferire la grazia.
2. La finzione è più forte del battesimo, se ne impedisce l'effetto.
Ma il più forte non viene eliminato dal più debole. Quindi il peccato
di finzione non può essere tolto dal battesimo da essa impedito.
E così il battesimo non produce il suo effetto, che è la remissione di tutti i peccati.
3. Accade che uno si accosti fintamente al battesimo e dopo
il battesimo commetta molti peccati. Ora, questi peccati non
vengono cancellati dal battesimo, perché il battesimo toglie i
peccati passati, non quelli successivi. Tale battesimo dunque non
produrrà mai il suo effetto, che è la remissione di tutti i peccati.
IN CONTRARIO: S. Agostino afferma:
"Allora incomincia a valere
per la salvezza il battesimo, quando con verace pentimento cessa
quella finzione che, mantenendo il cuore nella malizia o nel sacrilegio,
non permetteva l'abluzione dei peccati".
RISPONDO: Il battesimo è una rigenerazione spirituale, come
si è detto sopra. Ma una cosa, quando viene generata, riceve
insieme alla forma anche l'effetto della forma, se non c'è un impedimento;
rimovendo il quale, la forma della cosa generata produce
il suo effetto: così un corpo grave, appena è generato, si muove
verso il basso, se non c'è un ostacolo; rimosso il quale, il corpo
grave incomincia a cadere. Ugualmente quando uno viene battezzato,
riceve il carattere come forma e ne ottiene l'effetto proprio
che è la grazia remissiva di tutti i peccati. Questo effetto però
a volte è impedito dalla finzione. Quindi eliminando quest'ultima
con il pentimento, il battesimo produce subito il suo effetto.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Il sacramento del battesimo
è opera di Dio e non dell'uomo. Quindi non è morto in chi, essendo
indisposto, lo riceve senza la carità.
2. La finzione non viene tolta dal battesimo, ma dal pentimento
successivo. Tolta però la finzione, il battesimo cancella qualsiasi
colpa e debito di pena per tutti i peccati precedenti e simultanei
al battesimo. Perciò dice S. Agostino: "Si estingue il passato e
tutto ciò che è presente, anche nell'ora stessa e un istante prima
del battesimo e nello stesso battesimo. Subito dopo invece incomincia
il conto delle colpe". Così all'effetto del battesimo concorrono
il battesimo e la penitenza, ma il battesimo come causa principale,
la penitenza come causa secondaria, cioè rimuove l'impedimento.
3. Effetto del battesimo non è di togliere i peccati futuri, ma
i presenti e i passati. Quindi, tolta l'indisposizione, i peccati commessi
dopo il battesimo vengono rimessi, ma in forza della penitenza,
non del battesimo. Conseguentemente non viene rimesso tutto
il loro debito di pena, come per i peccati precedenti al battesimo.
|