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Questione
66
Il sacramento del battesimo
Passiamo ora a esaminare specificatamente i singoli sacramenti.
Primo, il battesimo; secondo, la cresima; terzo, l'Eucarestia;
quarto, la penitenza; quinto, l'estrema unzione; sesto, l'ordine;
settimo, il matrimonio.
Riguardo al primo s'impongono due ricerche: una sul battesimo
in se stesso, l'altra sulla preparazione al battesimo.
Circa il battesimo in se stesso si devono esaminare quattro cose:
primo, i dati costitutivi del battesimo; secondo, il ministro di
questo sacramento; terzo, coloro che lo ricevono; quarto, gli effetti
di questo sacramento.
Sul primo tema esamineremo dodici argomenti: 1. Che cosa sia
il battesimo, se consista nell'abluzione; 2. L'istituzione di questo
sacramento; 3. Se l'acqua ne sia la materia propria; 4. Se occorra
l'acqua pura; 5. Se forma conveniente di questo sacramento sia
la seguente: "Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello
Spirito Santo"; 6. Se si possa battezzare nel nome di Cristo; 7. Se nel battesimo
l'immersione sia indispensabile; 8. Se occorra
una triplice immersione; 9. Se il battesimo possa ripetersi; 10. Il rito
del battesimo; 11. I vari tipi di battesimo; 12. Il loro confronto.
ARTICOLO
1
Se il battesimo consista nell'abluzione
SEMBRA che il battesimo non s'identifichi con l'abluzione. Infatti:
1. L'abluzione
del corpo passa, mentre il battesimo permane.
Dunque il battesimo non si identifica con l'abluzione: esso piuttosto,
come si esprime il Damasceno, è "rigenerazione e suggello
e tutela e illuminazione".
2. Ugo da S. Vittore afferma che
"il battesimo è l'acqua santificata
dalla parola di Dio per lavare i peccati". Ma l'acqua non
è l'abluzione, perché l'abluzione è uno degli usi dell'acqua.
3. S. Agostino ha scritto:
"Si aggiunge la parola all'elemento
e si ha il sacramento". Ma qui l'elemento è l'acqua stessa. Dunque
il battesimo è l'acqua, non già l'abluzione.
IN CONTRARIO: Nell'Ecclesiastico si legge:
"A chi si battezza (o si lava)
per aver toccato un morto e poi nuovamente lo tocca,
che giova l'abluzione?". Quindi il battesimo s'identifica con
l'abluzione o lavacro.
RISPONDO: Nel battesimo dobbiamo distinguere tre cose: il
segno sacramentale o sacramentum tantum; la res et sacramentum;
e la (grazia) res tantum. Il sacramentum tantum, è l'elemento
visibile ed esterno, simbolo dell'effetto interiore: ciò infatti costituisce
la nozione di sacramento. Ora, (nel sacramento del battesimo) l'elemento
offerto esteriormente ai sensi è l'acqua stessa e il
suo uso, cioè l'abluzione. Alcuni perciò pensano che l'acqua
stessa costituisca il sacramento, come sembrano dire le parole di
Ugo da S. Vittore. Egli infatti nella definizione del sacramento
parla di "elemento materiale"; e in quella del battesimo parla
di "acqua".
Ma questo non è vero. Infatti i sacramenti della nuova legge
causano una santificazione; e quindi essi risiedono dove la santificazione
si compie. Ora, non è l'acqua che viene santificata; ma
in essa viene a trovarsi piuttosto una virtù strumentale, non permanente,
bensì fatta per raggiungere l'uomo, che è il vero soggetto
della santificazione. Perciò il sacramento non consiste nell'acqua
stessa, ma nell'applicazione dell'acqua all'uomo, ossia nell'abluzione.
Ecco perché Pietro Lombardo afferma che, il battesimo
è l'esterna abluzione del corpo, fatta con la formula verbale prescritta.
La res et sacramentum non è che il carattere battesimale: che
è la cosa significata dall'abluzione esterna e segno sacramentale
della giustificazione interiore. Quest'ultima è la res tantum di questo
sacramento: vale a dire è la cosa significata, senza ulteriori significati.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Nel battesimo permane, sia
ciò che è res et sacramentum, ossia il carattere, che quanto ne costituisce
la res tantum, ossia l'interiore santificazione: con la differenza
però che, mentre il carattere permane indelebilmente, come
abbiamo già notato, la santificazione può anche perdersi. Il Damasceno
dunque ha definito il battesimo, non rispetto al rito esterno
che è sacramentum tantum, ma rispetto all'elemento interiore.
Ha usato infatti due parole che si riferiscono al carattere: "suggello" e
"tutela",
perché di suo il carattere, per quanto dipende
da esso, custodisce l'anima nel bene. Gli altri due termini si riferiscono
all'ultimo effetto del sacramento, ossia alla "rigenerazione",
perché l'uomo per il battesimo incomincia la nuova vita di giustizia;
e alla "illuminazione", che riguarda in particolare la fede,
con la quale l'uomo consegue la vita soprannaturale, secondo le
parole della Scrittura: "Il giusto vivrà per la sua fede"; e il battesimo è
una professione di fede. Per questo viene denominato "sacramento della fede".
A sua volta Dionigi ha definito il battesimo rispetto agli altri
sacramenti come "l'inizio dei santissimi ordinamenti della sacra
liturgia, formativo delle disposizioni dell'anima nostra per la loro
migliore recezione". E rispetto alla gloria celeste, fine comune dei
sacramenti, lo ha definito dicendo, che "ci apre la strada per salire
verso la pace celeste". E ancora, rispetto all'inizio della vita spirituale
lo chiama "dono della nostra santa e divinissima rigenerazione".
2. L'opinione di Ugo da S. Vittore non è da seguirsi su questo
punto. Ma può essere anche giusto dire che il battesimo è l'acqua,
perché l'acqua ne è il principio materiale. Si avrebbe così una
definizione (non secondo la natura dell'oggetto,) ma secondo la
causa (materiale).
3. Unendo la parola all'elemento si fa il sacramento, ma non
nell'elemento stesso, bensì nell'uomo, a cui si applica l'elemento
con l'abluzione. Ciò è espresso anche dalla forma che accompagna
l'elemento: "Io ti battezzo...".
ARTICOLO
2
Se il battesimo sia stato istituito dopo la passione di Cristo
SEMBRA che il battesimo sia stato istituito dopo la passione di
Cristo. Infatti:
1. La causa precede l'effetto. Ma la passione di Cristo opera
come causa nei sacramenti della nuova legge. Perciò la passione
di Cristo precede l'istituzione dei sacramenti della nuova legge.
E particolarmente l'istituzione del battesimo, dicendo l'Apostolo: "Quanti
siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati
nella sua morte".
2. I sacramenti della nuova legge hanno efficacia dal comando
di Cristo. Ma questi diede ai suoi discepoli la missione di battezzare
dopo la sua passione e resurrezione, con le parole: "Andate e
istruite tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre...".
Dunque il battesimo fu istituito dopo la passione di Cristo.
3. Il battesimo, come abbiamo notato sopra, è sacramento necessario;
perciò dal momento della sua istituzione gli uomini erano
obbligati a farsi battezzare. Ma prima della passione di Cristo
gli uomini non erano tenuti al battesimo; perché era sempre in
vigore la circoncisione, alla quale il battesimo è succeduto. Dunque
il battesimo non fu istituito prima della passione di Cristo.
IN CONTRARIO: S. Agostino scrive che
"dal momento in cui
Cristo s'immerse nell'acqua, l'acqua prese a lavare i peccati di tutti". Ma il battesimo di Cristo avvenne prima della sua passione.
Dunque il battesimo fu istituito prima di essa.
RISPONDO: Come abbiamo detto sopra, i sacramenti devono
alla loro istituzione divina il potere di conferire la grazia. Perciò
allora un sacramento viene istituito quando ottiene la virtù di
produrre il suo effetto. Ora, il battesimo ottenne tale virtù quando
fu battezzato Cristo. Quindi allora esso fu veramente istituito
come sacramento.
L'obbligo tuttavia di farsi battezzare fu imposto agli uomini
dopo la passione e la resurrezione. Sia perché nella passione di
Cristo ebbero termine i sacramenti figurativi, ai quali succedeva
il battesimo con gli altri sacramenti della nuova legge. - Sia perché
col battesimo l'uomo viene configurato alla passione e alla
resurrezione di Cristo, in quanto muore al peccato e inaugura una
nuova vita di giustizia. Perciò era necessario che Cristo morisse
e risorgesse prima che agli uomini fosse imposto l'obbligo di configurarsi
alla sua morte e alla sua risurrezione.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Anche prima della passione
di Cristo il battesimo prendeva efficacia dalla passione di lui in
quanto la prefigurava: in modo diverso però dai sacramenti dell'antica legge.
Questi infatti erano soltanto figure; il battesimo
invece riceveva da Cristo medesimo la virtù di giustificare, quella
virtù che rendeva salvifica la stessa passione.
2. Non era bene che Cristo, venuto a eliminare le figure avverandole
in se stesso, costringesse gli uomini con altri simboli. Ecco
perché prima della sua passione egli non impose sotto precetto
il suo battesimo già istituito, ma volle abituare gli uomini a riceverlo,
e specialmente il popolo giudaico, per il quale tutti gli avvenimenti
avevano valore di simboli, come osserva S. Agostino.
Invece dopo la sua passione e resurrezione impose sotto precetto
la necessità del battesimo non solo per i Giudei, ma anche per i
Gentili, ordinando: "Andate e istruite tutte le genti".
3. I sacramenti non sono obbligatori, se non quando vengono
imposti sotto precetto. Questo però non avvenne prima della
passione, come abbiamo detto. Le parole infatti che il Signore rivolse
a Nicodemo prima della passione: "Se uno non rinasce dall'acqua
e dallo Spirito Santo, non può entrare nel regno di Dio", sembrano
riferirsi più al futuro che al presente.
ARTICOLO
3
Se l'acqua sia la materia propria del battesimo
SEMBRA che l'acqua non sia la materia propria del battesimo. Infatti:
1. Il battesimo,
secondo Dionigi e il Damasceno, ha virtù illuminativa.
Ma illuminare è compito soprattutto del fuoco. Quindi
il battesimo deve farsi più con il fuoco che con l'acqua, tenendo
conto specialmente che Giovanni Battista preannunziando il battesimo
di Cristo ha affermato: "Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo
e con il fuoco".
2. Nel battesimo si vuol significare l'abluzione dei peccati. Ma
oltre l'acqua molte sono le cose che servono a lavare: p. es., il
vino, l'olio e simili. Dunque il battesimo si può amministrare
anche con queste cose. Perciò l'acqua non è materia propria del battesimo.
3.
I sacramenti della Chiesa sgorgarono dal costato di Cristo
pendente dalla croce, come sopra abbiamo detto. Di là però sgorgò
non soltanto acqua, ma anche sangue. Quindi sembra che si possa
battezzare anche con il sangue. Questo anzi si addice meglio all'effetto
del battesimo, poiché sta scritto: "Ci lavò dai nostri peccati
con il suo sangue".
4. Come dicono S. Agostino e S. Beda,
"Cristo con il contatto
della sua carne purissima conferì alle acque virtù rigenerativa e
purificatrice". Ma non tutte le acque sono in comunicazione con
quelle del Giordano che il Cristo toccò con il suo corpo. Quindi
il battesimo non si può fare con qualsiasi acqua. E così l'acqua
come tale non è materia propria del battesimo.
5. Se l'acqua fosse per se stessa materia propria del battesimo,
non occorrerebbe fare alcun rito circa l'acqua da usarsi per esso.
Ma nel battesimo solenne l'acqua da adoperarsi viene esorcizzata
e benedetta. Dunque l'acqua da sola non è la materia propria del battesimo.
IN CONTRARIO: Il Signore afferma:
"Se uno non rinasce dall'acqua
e dallo Spirito Santo, non può entrare nel regno di Dio".
RISPONDO: Per istituzione divina l'acqua è la materia propria
del battesimo. E ciò opportunamente. Primo, per la funzione
stessa che il battesimo esercita, consistente nella rigenerazione alla
vita soprannaturale: compito quanto mai consono all'acqua. Infatti
i semi dai quali si sviluppano tutti i viventi, cioè le piante
e gli animali, sono umidi e composti d'acqua. Per questo alcuni
filosofi considerarono l'acqua come il principio di tutte le cose.
Secondo, per gli effetti del battesimo, ai quali ben si adattano
le proprietà dell'acqua. Essa infatti lava con la sua umidità: indicando
e causando così l'abluzione dei peccati. Per la sua
freschezza poi mitiga l'eccesso di calore: indicando così la mitigazione
del fomite della concupiscenza. Per la sua trasparenza
inoltre è permeabile alla luce: e ben si adatta al battesimo in
quanto questo "è il sacramento della fede".
Terzo, perché serve a esprimere i misteri di Cristo con i quali
siamo stati giustificati. Di qui, a commento di quel testo evangelico, "Se uno
non rinasce...": le parole del Crisostomo: "Sommergendo noi
la testa nell'acqua, quasi fosse un sepolcro, viene
sepolto e nascosto l'uomo vecchio per far riemergere il nuovo".
Quarto, perché a causa della sua universalità e abbondanza, è
materia adatta alla necessità di questo sacramento, potendosi
trovare facilmente dovunque.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Illuminare si addice al fuoco
in senso attivo. Ora, chi viene battezzato non diventa illuminante,
ma illuminato dalla fede che "nasce dall'ascoltare", come dice
S. Paolo. Perciò al battesimo si addice l'acqua più del fuoco.
Nelle parole
poi: "Vi battezzerà con lo Spirito Santo e con il fuoco", si può con S. Girolamo intendere per fuoco lo Spirito
Santo, il quale apparve sui discepoli in lingue di fuoco. - Oppure
con il Crisostomo si può intendere per fuoco la tribolazione, perché
essa purifica dai peccati e attenua la concupiscenza. - Oppure si
può dire con S. Ilario che "ai battezzati con lo Spirito Santo resta
poi da essere purificati dal fuoco del giudizio".
2. Il vino e l'olio non si usano a scopo di abluzione così comunemente
come l'acqua. E nemmeno lavano con la stessa perfezione,
perché lasciano sul corpo delle tracce, almeno per l'odore,
il che non avviene con l'acqua. E neppure si trovano con la medesima
universalità e abbondanza dell'acqua.
3. Dal costato di Cristo uscì l'acqua per lavare, e il sangue per
redimere. Perciò il sangue stava a indicare il sacramento dell'Eucarestia
e l'acqua quello del battesimo. Anche questo però deve
la sua virtù al sangue di Cristo.
4. La virtù di Cristo ha raggiunto tutte le acque non per contatto
materiale, ma per la somiglianza specifica. Così infatti si
esprime S. Agostino: "La benedizione partita dal battesimo del
Salvatore invase come fiume spirituale le vie di tutti i gorghi, le
vene di tutte le fonti".
5. La benedizione che si fa dell'acqua non è necessaria al battesimo,
ma giova a una certa solennità, che risveglia la devozione
dei fedeli e reprime l'astuzia del demonio, perché non impedisca
gli effetti del battesimo.
ARTICOLO
4
Se per il battesimo si richieda l'acqua semplice
SEMBRA che per il battesimo non si richieda l'acqua semplice. Infatti:
1. L'acqua
che è a nostra disposizione non è pura: ciò si riscontra
specialmente per l'acqua del mare con la quale si mescola tanta
terra, come Aristotele dimostra. Tuttavia con tale acqua si può
battezzare. Dunque non occorre acqua semplice e pura per il battesimo.
2. Nella celebrazione solenne del battesimo all'acqua si mescola
il crisma. Ma questo basta perché l'acqua non sia più né semplice
né pura. Dunque non si richiede nel battesimo acqua pura, o semplice.
3. L'acqua, che scaturì dal costato di Cristo pendente dalla croce,
era simbolo del battesimo, come abbiamo detto. Ma quella
non era acqua pura, perché in un corpo misto, qual era il corpo
di Cristo, gli elementi non si trovavano allo stato puro. Dunque
non si richiede acqua pura, o semplice per il battesimo.
4. Il ranno non è acqua pura, perché ha proprietà contrarie a
quelle dell'acqua cioè scalda e dissecca. Tuttavia con il ranno
sembra che si possa battezzare, non meno che con le acque termali,
che attraversano vene sulfuree, come il ranno filtra attraverso la
cenere. Dunque per battezzare non occorre acqua semplice.
5. L'acqua di rose si ha per distillazione delle rose, come le
acque chimiche si ottengono per sublimazione da alcuni corpi. Ma
con queste acque sembra che si possa battezzare, non meno che
con le acque piovane, che si generano per condensazione dei vapori.
Non essendo quindi pure e semplici queste acque, non si richiede
per il battesimo acqua pura e semplice.
IN CONTRARIO: La materia propria del battesimo è l'acqua,
come abbiamo detto. Ma l'acqua non è specificamente tale che
quando è acqua semplice. Dunque l'acqua pura e semplice è la
materia necessaria del battesimo.
RISPONDO: L'acqua può perdere la sua purezza e semplicità
in due modi: primo, per mescolanza di altri corpi; secondo, per
alterazione. Entrambe queste cose possono avvenire in due maniere: per opera
dell'uomo e per opera della natura. L'opera
dell'uomo può meno della natura, perché questa dà la forma sostanziale,
che l'arte invece non può dare: poiché tutte le forme
artificiali sono accidentali: a meno che non si applichi l'agente
alla propria materia, il fuoco, p. es., al combustibile. Per questa
via alcuni riescono a produrre per putrefazione certi animali.
Perciò nessuna trasmutazione prodotta nell'acqua artificialmente,
sia per commistione che per alterazione, può cambiarne la
specie. Quindi si può sempre con essa amministrare il battesimo:
a meno che l'acqua non si mescoli a un'altra materia in così esigua
quantità che il composto sia più il resto che acqua: il fango, p. es.,
è più terra che acqua e il vino annacquato è più vino che acqua.
La trasmutazione invece di ordine naturale a volte cambia la
specie dell'acqua, e ciò avviene quando l'acqua diventa per natura
elemento sostanziale di un composto: l'acqua, p. es., cambiata nel
succo dell'uva è vino, e quindi non ha più la specie dell'acqua.
A volte poi la trasformazione naturale dell'acqua si compie senza
sacrificarne la specie; e ciò sia per alterazione, come l'acqua che
si scalda al sole; sia per mescolanza, come l'acqua di un fiume
intorbidata dalla fanghiglia. In conclusione dobbiamo dire con
qualunque acqua, comunque alterata, purché ne rimanga salva la
specie, si può battezzare. Se invece la specie dell'acqua sparisce,
non si può battezzare.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. L'alterazione, che avviene
nell'acqua del mare e nelle altre acque che sono a nostra disposizione,
non è tanto grande da mutarne la specie. Ecco perché con
simili acque si può conferire il battesimo.
2. La mescolanza del crisma non altera la specie dell'acqua.
Come non l'altera la bollitura della carne, o di altre sostanze: a
meno che i corpi lessati nell'acqua non si sciolgano in tanta abbondanza
che il liquido ne contenga più di quanto non contenga di
acqua; il che risulta dalla sua densità. Tuttavia se da questo liquido
denso è possibile ricavare dell'acqua fluida, con essa si può
amministrare il battesimo, come con l'acqua ricavata dal fango,
sebbene con il fango non si possa battezzare.
3. L'acqua, che uscì dal costato di Cristo pendente sulla croce,
non era flegma, come alcuni hanno sostenuto. Con tale umore
infatti non si potrebbe battezzare, come non si può con il sangue
di un animale, col vino, o col succo di qualsiasi pianta. Era invece
acqua pura scaturita per miracolo dal corpo già morto insieme al
sangue, per dimostrare, contro l'errore dei Manichei, la realtà del
corpo del Signore: l'acqua cioè, essendo uno dei quattro elementi,
dimostrava che il corpo del Cristo era veramente composto dei
quattro elementi; mentre il sangue dimostrava che era composto
dei quattro umori.
4. Il battesimo si può amministrare col ranno e con le acque
sulfuree, perché tali acque non diventano artificialmente o naturalmente
parte di corpi composti, ma subiscono soltanto una certa
alterazione attraverso altri corpi.
5. L'acqua di rose è liquore di rose distillato. Quindi con essa
non si può dare il battesimo. Per la stessa ragione non si può
neppure con le acque chimiche e col vino. Né c'è possibilità di
confronto con le acque piovane, che vengono prodotte per la
maggior parte dalla condensazione dei vapori sollevatisi dalle
acque e nelle quali pochissimo si trova dei liquidi dei corpi misti.
Del resto questi liquidi per tale processo naturale, più forte di ogni
manipolazione artificiale, si risolvono in vera acqua, cosa che
l'opera dell'uomo non potrebbe ottenere. L'acqua piovana quindi
non conserva nessun elemento specifico del corpo misto: ciò che
non si può affermare dell'acqua di rose o delle acque chimiche.
ARTICOLO
5
Se la forma conveniente del battesimo sia questa:
"Io ti battezzo nel
nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo"
SEMBRA che la formula:
"Io ti battezzo nel nome del Padre e
del Figlio e dello Spirito Santo", non sia la forma conveniente
del battesimo. Infatti:
1. L'azione deve attribuirsi più all'agente principale
che al ministro. Ora, nei sacramenti il ministro agisce in qualità di strumento,
come è stato già spiegato; e l'agente principale nel battesimo è Cristo,
conforme alle parole evangeliche: "Colui sul quale
vedrai scendere e fermarsi lo Spirito, è lui che battezza". Perciò
non è giusto che il ministro dica: "Io ti battezzo"; tanto più poi
che dicendo, "battezzo", è già incluso l'"io" che così risulta superfluo.
2. Non occorre che uno dica l'azione nell'atto stesso che la sta
facendo; come chi insegna non è necessario che dica: "Io vi insegno".
Ora, il Signore diede insieme il comando di battezzare e quello
di insegnare con le parole: "Andate e istruite tutte le genti...".
Dunque non occorre che la forma del battesimo menzioni l'atto di battezzare.
3. Chi riceve il battesimo spesso non capisce le parole: nel
caso, p. es., dei sordi e dei bambini. Allora è inutile rivolgere a
lui il discorso, come avverte l'Ecclesiastico: "Quando non ti si
ascolta, non ti diffondere in parole". Quindi non è opportuno
dire: "Io ti battezzo", rivolgendo il discorso al battezzando.
4. Capita che a farsi battezzare e a battezzare siano in molti:
gli Apostoli, p. es., battezzarono nella stessa giornata tremila e
in un'altra cinquemila persone, come riferisce il libro degli Atti.
Perciò la forma del battesimo non deve farsi al singolare: "Io ti
battezzo", ma si può dire: "Noi vi battezziamo".
5. Il battesimo deve la sua virtù alla passione di Cristo. Ora,
è dalla forma che viene santificato il battesimo. Dunque nella
forma battesimale è necessario ricordare la passione di Cristo.
6. Il nome indica la proprietà di ciascuna cosa. Ma le proprietà
personali delle Persone divine sono tre, come abbiamo detto nella
Prima Parte. Perciò non si deve dire: "Nel nome del Padre, del
Figlio e dello Spirito Santo", ma: "Nei nomi...".
7. La persona del Padre può essere indicata non solo col nome
di Padre, ma anche con quelli di Innascibile e di Genitore; il Figlio
anche con quelli di Verbo, di Immagine e di Genito; lo Spirito
Santo si può indicare anche con i nomi di Dono, di Amore e di
Procedente. Sembra quindi che si possa validamente amministrare
il battesimo anche servendosi di codesti nomi.
IN CONTRARIO: Il Signore comanda:
"Andate e istruite tutte le genti,
battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo".
RISPONDO: Il battesimo viene consacrato dalla sua forma,
secondo le parole di S. Paolo: "Purificando la Chiesa con il lavacro
dell'acqua mediante la parola di vita". E S. Agostino afferma: "Il battesimo è
santificato dalle parole evangeliche". Perciò occorre
che nella forma del battesimo si esprima la causa di esso.
Ma il battesimo ha due cause: una principale da cui riceve la sua
virtù, ed è la santa Trinità; l'altra strumentale, ossia il ministro
che compie il rito esterno del sacramento. Di conseguenza nella
forma del battesimo è necessario ricordare ambedue le cause. Al
ministro si riferiscono le parole: "Io ti battezzo"; alla causa principale
le altre: "Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". Perciò
la formula: "Io ti battezzo nel nome del Padre
e del Figlio e dello Spirito Santo" ne è la forma conveniente.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. L'azione viene attribuita allo
strumento come al principio prossimo, all'agente principale invece
come principio in virtù del quale lo strumento agisce. Perciò è
giusto che nella forma del battesimo venga indicato il ministro
come facente l'atto di battezzare con le parole: "Io ti battezzo",
e il Signore stesso attribuisce questo atto ai ministri col dire: "battezzandole";
la causa principale venga indicata come il principio
in virtù del quale il sacramento viene amministrato, con le
parole: "Nel nome del Padre, e del Figlio e dello Spirito Santo".
Cristo infatti non battezza senza il Padre e lo Spirito Santo.
I Greci invece non attribuiscono l'atto del battesimo ai ministri,
per evitare l'errore di quei primi cristiani che riferivano l'efficacia
del battesimo ai battezzatori dicendo: "Io sono di Paolo e io di
Cefa". Perciò dicono: "Sia battezzato il tal servo di Cristo nel
nome del Padre...". E compiono validamente il sacramento, perché
esprimono l'azione che fa il ministro con l'invocazione della Trinità.
L'"io" poi
che si aggiunge nella nostra formula non riguarda
la sostanza della forma, ma serve a meglio esprimere l'intenzione (del ministro).
2. L'abluzione di una persona con l'acqua può avere molti scopi;
perciò è necessario che le parole della forma esprimano lo scopo
per cui si fa. A ciò non possono bastare le parole: "nel nome del
Padre, del Figlio e dello Spirito Santo", perché tutte le cose dobbiamo
farle in tale nome, come insegna S. Paolo. Quindi se non
si esprime l'atto di battezzare, o nella nostra forma o nella forma
dei Greci, non si compie il sacramento, come ammonisce Alessandro III: "Se uno
immerge un bambino nell'acqua per tre volte
nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, senza dire: "Io ti battezzo
nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen", il bambino
non è battezzato".
3. Le parole che si pronunziano nella forma dei sacramenti,
non si pronunziano soltanto a scopo indicativo, ma anche a scopo
causativo, avendo esse efficacia da quel Verbo, "per cui tutte le
cose sono state fatte". Quindi è opportuno rivolgerle non solo
alle persone incapaci di capire, ma anche alle creature inanimate;
come quando si dice: "Esorcizzo te, creatura del sale".
4. Più ministri non possono battezzare insieme una stessa persona;
perché le azioni vengono a moltiplicarsi secondo la molteplicità
degli agenti, quando ciascuno di essi deve compiere l'atto
integralmente. Ecco perché capitando insieme due persone, una
muta e incapace di proferire le parole, l'altra senza mani e inabile
a versare l'acqua, non potrebbero battezzare collaborando insieme,
una dicendo le parole e l'altra versando l'acqua.
Invece, se la necessità lo esige, più persone possono insieme
essere battezzate: perché ciascuna di esse non può ricevere che
un solo battesimo. Ma allora sarà necessario dire: "Io vi battezzo".
E non c'è un cambiamento di forma, perché voi equivale a
te e te. - Noi invece non significa io e io, ma io e tu, e la forma
rimarrebbe mutata, come se si dicesse: "Io mi battezzo". Nessuno
infatti può battezzare se stesso. Cosicché Cristo stesso volle
essere battezzato da Giovanni; come si legge nei Canoni.
5. La passione di Cristo, sebbene sia la causa principale rispetto
al ministro, è tuttavia causa strumentale rispetto alla Santa Trinità.
Ecco perché si ricorda la Trinità piuttosto che la passione di Cristo.
6. Sebbene siano tre i nomi personali delle tre Persone, uno
solo tuttavia è il loro nome essenziale. Ora, la virtù divina che
opera nel battesimo è un attributo essenziale. Perciò si dice: "nel nome", e non:
"nei nomi".
7. Come nel battesimo si usa l'acqua, perché per lavare l'uso
di essa è più frequente, così per indicare le tre Persone nella forma
del battesimo vanno usati quei nomi che in una data lingua sono
più abituali per significarle. Con altri nomi il sacramento non sarebbe valido.
ARTICOLO
6
Se si possa battezzare nel nome di Cristo
SEMBRA che si possa battezzare nel nome di Cristo. Infatti:
1. Come
"una è la fede",
così "uno è il battesimo", stando
alle parole di S. Paolo. Ma negli Atti si legge che "nel nome di
Gesù Cristo venivano battezzati uomini e donne". Dunque anche
oggi si può dare il battesimo nel nome di Cristo.
(Il
battesimo nel nome di Gesù di cui si parla negli Atti
degli Apostoli è il battesimo cristiano, dato nel nome
del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo).
2. S. Ambrogio ha scritto:
"Se nomini Cristo, indichi e il Padre
da cui è stato consacrato, e lo stesso Figlio che è stato consacrato,
e lo Spirito Santo con il quale è stato consacrato". Ma nel nome
della Trinità il battesimo si può amministrare. Dunque si può
anche nel nome di Cristo.
3. Il Papa S. Niccolò I, rispondendo ai quesiti dei Bulgari dice:
"Coloro che
sono stati battezzati nel nome della santa Trinità
o soltanto nel nome di Cristo, come si legge negli Atti degli Apostoli,
poiché è la stessa cosa, a dirla con S. Ambrogio, non devono essere
ribattezzati". Invece dovrebbero essere ribattezzati, se con questa
forma non ricevessero il sacramento del battesimo. Dunque il
battesimo può essere conferito nel nome di Cristo con questa forma: "Io ti
battezzo nel nome di Cristo".
IN CONTRARIO: Il Papa Pelagio scrive al vescovo
Gaudenzio:
"Quelli che,
avendo dimorato nei luoghi vicini alla tua dilezione,
dichiarano di essere stati battezzati solo nel nome del Signore,
li battezzerai nel nome della santa Trinità, senz'ombra di dubbio,
quando vengono alla fede cattolica". - Anche Didimo scrive: "Può darsi
benissimo che ci sia qualche pazzo che tenti di battezzare,
tacendo uno dei nomi predetti", cioè delle tre Persone, "ma
battezzerà invano".
RISPONDO: I sacramenti, come è stato detto sopra, hanno efficacia
dall'istituzione di Cristo. Quindi se si omette qualcuna delle
cose che Cristo ha stabilito rispetto a un dato sacramento, esso
manca di efficacia, salvo il caso di speciale dispensa da parte di
lui che non ha vincolato ai sacramenti il proprio potere. Ora,
Cristo stabilì che il sacramento del battesimo si desse con l'invocazione
della Trinità. Di conseguenza tutto ciò che manca all'esatta
invocazione della Trinità, toglie l'integrità del battesimo.
Né si dica che nel nome di una Persona è sottintesa l'altra, come
nel nome del Padre è sottinteso il Figlio; o che uno nominando
una sola Persona possa avere la vera fede in tutte e tre. Perché
il sacramento, come richiede la materia sensibile, così richiede
anche la sua forma sensibile. Perciò non basta il (vero) concetto
o la fede della Trinità per l'integrità del sacramento, se la Trinità
non viene espressa con parole sensibili. Per questo anche nel battesimo
di Cristo, donde ebbe origine la santità del nostro battesimo,
fu presente la Trinità sotto forme sensibili: il Padre nella
voce, il Figlio nella natura umana, lo Spirito Santo nella colomba.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Per speciale
disposizione di
Cristo gli Apostoli nella Chiesa primitiva battezzavano nel nome
di Cristo; affinché quel nome che era odioso ai Giudei e ai Gentili,
acquistasse onore dal fatto che alla sua invocazione si dava nel
battesimo lo Spirito Santo.
2. S. Ambrogio dà la ragione per cui nella Chiesa primitiva poté
concedersi convenientemente tale dispensa, cioè perché nel nome
di Cristo s'intende tutta la Trinità; e così si salvava almeno per
l'integrità concettuale la forma insegnata da Cristo nel Vangelo.
3. Il Papa S. Niccolò conferma la sua dichiarazione con i due
testi sopra riferiti. Quindi la sua risposta è chiarita dalle prime due soluzioni.
ARTICOLO
7
Se per il battesimo sia indispensabile l'immersione nell'acqua
SEMBRA che per il battesimo l'immersione nell'acqua sia indispensabile.
Infatti:
1.
"Una sola è la fede, uno solo è il battesimo", dichiara S. Paolo.
Ma il comune modo di battezzare è per molti l'immersione.
Dunque non ci può essere battesimo senza immersione.
2. L'Apostolo afferma:
"Quanti siamo stati battezzati in Cristo
Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte: siamo stati infatti
sepolti con lui nella morte per mezzo del battesimo". Ma questo
avviene per l'immersione, cosicché a commento delle parole, "Se
uno non rinasce dall'acqua e dallo Spirito Santo...", il Crisostomo
scrive: "Sommergendo noi la testa nell'acqua, quasi fosse
un sepolcro, viene sepolto e sommerso l'uomo vecchio e ne riemerge
il nuovo". L'immersione dunque è indispensabile al battesimo.
3. Se il battesimo si potesse fare senza l'immersione di tutto
il corpo, basterebbe versare l'acqua su una qualsiasi parte del
corpo indifferentemente. Ma questo sembra impossibile, perché il
peccato originale, contro cui principalmente si dà il battesimo,
non è in una sola parte del corpo. Si richiede dunque per il battesimo
l'immersione e non è sufficiente la sola aspersione.
IN CONTRARIO: S. Paolo scrive:
"Accostiamoci con cuore sincero,
in pienezza di fede, con il cuore purificato da ogni rimorso e
con il corpo lavato in acqua pura".
RISPONDO: L'acqua si usa nel battesimo per lavare il corpo ed
esprimere l'interiore lavacro dai peccati. Ora, il lavaggio con l'acqua
si può fare non solo con l'immersione, ma anche con l'aspersione,
o infusione. Quindi, sebbene sia più sicuro battezzare per
immersione, essendo questo l'uso più comune, può nondimeno farsi
il battesimo anche per aspersione o per infusione, secondo le parole
di Ezechiele: "Verserò su di voi acqua pura". Così si legge che
abbia battezzato S. Lorenzo. Ciò specialmente in caso di necessità.
O perché c'è un gran numero di battezzandi, come negli
episodi riferiti dagli Atti, in cui si convertirono in un giorno tremila
persone, in un altro cinquemila. Talora la cosa può rendersi necessaria
per la scarsità dell'acqua, o per la debolezza del ministro
incapace di sostenere il battezzando; o per la debolezza di quest'ultimo,
qualora rischiasse la morte per l'immersione. Perciò
l'immersione non è indispensabile al battesimo.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Le accidentalità non mutano
la sostanza di una cosa. Ora, per il battesimo si richiede sostanzialmente
l'abluzione del corpo mediante l'acqua; per cui il battesimo
si chiama pure lavacro, come si rileva dalle parole di S. Paolo: "Purificando
la Chiesa con il lavacro dell'acqua mediante
la parola di vita". Che poi l'abluzione si faccia in un modo o in
un altro è cosa accidentale. Perciò tali differenze non compromettono
l'unità del battesimo.
2. Nell'immersione si esprime meglio l'immagine della sepoltura
di Cristo, e quindi tale modo di battezzare è più comune e più lodevole.
Ma negli altri modi di battezzare si ha la stessa immagine
anche se in modo meno evidente; perché, in qualunque maniera
si faccia l'abluzione, il corpo umano o una sua parte rimane con
essa sotto l'acqua, come il corpo di Cristo rimase sotto terra.
3. La parte principale del corpo, specialmente rispetto alle
membra esterne, è il capo, dove hanno sede tutti i sensi interni
ed esterni. Perciò, se non si può versare l'acqua su tutto il corpo
per scarsità d'acqua o per qualche altra ragione, bisogna versarla
sul capo, dove si manifesta il principio della vita naturale.
E, sebbene il peccato originale si trasmetta per mezzo delle
membra che servono alla generazione, non si deve versare l'acqua
su quelle membra a preferenza che sul capo, perché il battesimo
non impedisce la trasmissione del peccato originale nella prole con
l'atto della generazione, ma libera l'anima dalla macchia e dal
reato del peccato incorso. Di conseguenza deve lavarsi specialmente
quella parte del corpo in cui si manifestano le funzioni dell'anima.
Nell'antica legge invece il rimedio contro il peccato originale
veniva praticato sul membro della generazione, perché colui che
avrebbe avuto il compito di togliere il peccato originale doveva nascere,
dal seme di Abramo, e la fede in lui era rappresentata dalla
circoncisione, come dice S. Paolo.
ARTICOLO
8
Se nel battesimo sia indispensabile una triplice immersione
SEMBRA che nel battesimo sia indispensabile una triplice immersione. Infatti:
1. S.
Agostino dice: "Ben foste immersi tre volte, perché riceveste
il battesimo nel nome della santa Trinità. Ben foste immersi
tre volte, perché riceveste il battesimo nel nome di Gesù Cristo
che risorse dai morti il terzo giorno. Evidentemente quell'immersione
ripetuta tre volte, esprime l'immagine della sepoltura del
Signore per cui nel battesimo siete stati consepolti insieme a Cristo".
Ma l'una e l'altra cosa è necessaria al battesimo: cioè e che
si esprima la trinità delle Persone e che si rappresenti la sepoltura
di Cristo. Dunque la triplice immersione è indispensabile al battesimo.
2. I sacramenti hanno efficacia dalla volontà di Cristo. Ma la triplice
immersione viene dalla volontà di Cristo; scrive infatti il Papa
Pelagio II al Vescovo Gaudenzio: "Un precetto evangelico ci ordina,
per volontà dello stesso Signore Dio e Salvatore nostro Gesù
Cristo, di dare a tutti il battesimo nel nome della Trinità e con
una triplice immersione". Perciò, come battezzare nel nome della
Trinità è indispensabile al battesimo, così anche battezzare con la
triplice immersione.
3. Se la triplice immersione non è indispensabile al battesimo,
con la prima immersione il sacramento è già ricevuto. Se poi si
aggiunge una seconda e una terza immersione, viene battezzato
una seconda e una terza volta, il che non è ammissibile. Perciò
nel battesimo una sola immersione non basta, ma se ne richiedono tre.
IN CONTRARIO: S. Gregorio scrive al vescovo S. Leandro:
"Non
si può disapprovare in nessun modo l'uso di battezzare immergendo
l'infante sia tre volte, che una sola, perché nelle tre immersioni
si può indicare la trinità delle Persone, e nell'unica immersione
l'unità della divinità".
RISPONDO: Al battesimo si richiede essenzialmente, com'è stato
detto sopra, l'abluzione con l'acqua, che è indispensabile per il
sacramento; il modo invece dell'abluzione è una cosa secondaria.
Quindi, come risulta dal citato testo di S. Gregorio, per sé è lecito
l'uno e l'altro modo, cioè immergere una o tre volte, perché con
l'unica immersione si indica l'unità della morte di Cristo e l'unità
della divinità; mentre con la trina immersione s'indica il triduo
della sepoltura di Cristo e la trinità delle Persone.
Ma per contingenze diverse, secondo le disposizioni disciplinari
della Chiesa, a volte è stato imposto il primo modo, a volte l'altro.
Così, poiché agli inizi della Chiesa nascente alcuni pensavano erroneamente
della Trinità, ritenendo che Cristo fosse un semplice
uomo e non dovesse essere chiamato Figlio di Dio e non fosse
Dio se non moralmente per i suoi meriti, acquisiti specialmente
nella morte, non battezzavano nel nome della Trinità, ma nel
ricordo della morte di Cristo e con una sola immersione. Ciò fu
riprovato dalla Chiesa primitiva. Si legge infatti nei Canoni Apostolici: "Se qualche
presbitero o vescovo non usa la trina immersione
per l'unico sacramento, ma l'immerge una sola volta nel battesimo, il quale secondo alcuni sarebbe dato in ricordo della
morte del Signore, venga deposto; poiché il Signore non ci disse: "Battezzate
nella mia morte", ma: "Nel nome del Padre, del
Figlio e dello Spirito Santo"".
In seguito però venne fuori l'errore di alcuni scismatici ed eretici
che ribattezzavano i battezzati, come S. Agostino riferisce dei
Donatisti. Quindi in odio al loro errore fu stabilito nel Concilio
di Toledo che si facesse una sola immersione: "Per evitare lo
scandalo dello scisma o la prassi degli eretici, usiamo nel battesimo
un'unica immersione".
Venuto poi a cessare tale motivo, comunemente nel battesimo
si osserva la triplice immersione. Perciò peccherebbe gravemente
chi battezzasse in altro modo, non rispettando il rito della Chiesa.
Tuttavia il battesimo sarebbe valido.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. La Trinità è nel battesimo
come l'agente principale. Ma l'agente si manifesta nell'effetto
attraverso la forma, non attraverso la materia. Quindi l'indicazione
della Trinità avviene nel battesimo con le parole della forma.
E non è necessario significare la Trinità nell'uso della materia, ma
si fa per maggiore evidenza.
Similmente anche la morte di Cristo è rappresentata a sufficienza
da un'unica immersione. Il triduo poi della sua sepoltura non è
di necessità per la nostra salvezza, perché egli sarebbe bastato a
operare la nostra redenzione anche se fosse morto e sepolto per
un giorno solo; ma quel triduo ha la funzione di manifestare la
realtà della sua morte, com'è stato detto altrove.
Perciò la trina immersione non è indispensabile per il sacramento,
né in rapporto alla Trinità, né in rapporto alla passione di Cristo.
2. Il Papa Pelagio intende dire che la triplice immersione fu
prescritta da Cristo per analogia in forza della formula trinitaria,
cioè in quanto Cristo comandò che si battezzasse nel nome del
Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Ma altra è la funzione
della forma, altra quella dell'uso della materia, come si è detto.
3. Nel battesimo, come
abbiamo visto, si richiede l'intenzione.
Quindi per l'intenzione del ministro della Chiesa, che con la triplice
immersione intende dare un solo battesimo, il battesimo è unico.
Ecco perché S. Girolamo afferma che, "sebbene si battezzi
con tre immersioni per il mistero della Trinità, unico tuttavia si
reputa il battesimo".
Se il ministro invece intendesse con ogni immersione conferire
un battesimo e ripetesse a ciascuna immersione le parole della forma,
personalmente commetterebbe peccato, perché battezzerebbe
più volte la stessa persona.
ARTICOLO
9
Se il battesimo si possa ripetere
SEMBRA che il battesimo si possa ripetere. Infatti:
1. Il battesimo è stato
istituito per l'abluzione dei peccati. Ma
i peccati si ripetono. Tanto più dunque deve ripetersi il battesimo,
poiché la misericordia di Cristo è superiore alla colpa dell'uomo.
2. S. Giovanni Battista fu elogiato da Cristo al di sopra di tutti
con le parole: "Tra i nati di donna non sorse mai alcuno più
grande di Giovanni Battista". Ma i battezzati da Giovanni venivano
ribattezzati, come negli Atti si legge che abbia fatto S. Paolo.
Tanto più dunque devono essere ribattezzati coloro che hanno
ricevuto il battesimo da ministri eretici o peccatori.
3. Nel Concilio Niceno è stabilito:
"Coloro che dai Paolinisti
e Catafrigi passano alla Chiesa cattolica, devono essere assolutamente
ribattezzati". Lo stesso sembra che valga per gli altri eretici.
Dunque i battezzati dagli eretici devono essere ribattezzati.
4. Il battesimo è necessario alla salvezza. Ma di alcuni a volte
si dubita che siano stati battezzati. Perciò devono essere ribattezzati.
5. L'Eucarestia è un sacramento più perfetto del battesimo,
come si è detto sopra. Ma il sacramento dell'Eucarestia si può
ripetere. Molto più dunque si potrà ripetere il battesimo.
IN CONTRARIO: S. Paolo scrive:
"Una è la fede, uno il battesimo".
RISPONDO: Il battesimo non si può ripetere. Primo, perché è
una rigenerazione spirituale, in quanto il battezzato muore alla
vita di prima e comincia a condurre una vita nuova. Per questo
si legge nel Vangelo: "Se uno non rinasce dall'acqua e dallo Spirito Santo,
non può entrare nel regno di Dio". Ma ognuno non
ha che una sola generazione. E quindi non si può ripetere il battesimo,
come nemmeno la generazione fisica. In proposito, sul testo
evangelico, "Può forse un uomo rientrare nel seno di sua madre
e rinascere?", S. Agostino commenta: "Tu devi intendere la nascita
dello spirito, come Nicodemo intese la nascita della carne.
Come non si può tornare nell'utero, così non si può ripetere il battesimo".
Secondo, perché
"veniamo battezzati nella morte di Cristo",
per la quale moriamo al peccato e risorgiamo a nuova vita. Ma
Cristo "è morto una volta sola". Quindi neppure il battesimo si
deve ripetere. Per questo di alcuni, che volevano essere ribattezzati,
S. Paolo afferma che "crocifiggono di nuovo a proprio vantaggio
il Figlio di Dio"; e la Glossa commenta: "L'unica morte
di Cristo ha consacrato un unico battesimo".
Terzo, perché il battesimo imprime il carattere, che è indelebile
e viene accompagnato da una specie di consacrazione. Sicché,
come non si ripetono nella Chiesa le altre consacrazioni, così neppure
il battesimo. Di qui il paragone di S. Agostino: "Il carattere
militare non si ripete"; "Il sacramento di Cristo non è meno stabile
di tale segno corporeo, poiché vediamo che non perdono il
battesimo neppure gli apostati, ai quali, tornando pentiti, non
viene rinnovato".
Quarto, perché il battesimo viene conferito principalmente contro
il peccato originale. Quindi, come non si ripete il peccato
originale, così neppure si ripete il battesimo, secondo l'insegnamento
di S. Paolo: "Come per il peccato di un solo uomo è venuta
su tutti gli uomini la condanna, così anche per il merito di
un solo viene su tutti gli uomini la giustificazione che dà la vita".
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Il battesimo opera in virtù
della passione di Cristo, come si è detto sopra. Perciò i peccati
che lo seguono, come non annullano l'efficacia della passione di
Cristo, così non annullano neppure il battesimo da esserne necessaria
la ripetizione; ma al sopraggiungere del pentimento, sparisce
il peccato che impediva l'effetto del battesimo.
2. Commentando le parole,
"Ma io non lo conoscevo", S. Agostino
risponde: "Ecco, chi ha ricevuto il battesimo da Giovanni,
viene ribattezzato; chi da un omicida, non viene ribattezzato;
perché Giovanni ha dato il proprio battesimo, l'omicida ha dato
il battesimo di Cristo, sacramento così santo che non si macchia
neppure quando l'amministra un omicida".
3. I Paolinisti e i Catafrigi non battezzavano nel nome della
Trinità. Perciò S. Gregorio scrive: "Questi eretici, che non battezzano
nel nome della Trinità, ossia i Bonosiani e i Catafrigi", i quali
la pensavano come i Paolinisti, "che non credono alla divinità di Cristo",
reputandolo un semplice uomo, e "quelli", cioè
i Catafrigi, "perché ritengono stoltamente che lo Spirito Santo sia
un semplice uomo", ossia "Montano. Tutti costoro, quando si
convertono alla santa Chiesa, ricevono il battesimo, perché non
era battesimo quello che vivendo nell'errore avevano ricevuto,
senza l'invocazione del nome della santa Trinità". Al contrario,
come è detto nelle Regole Ecclesiastiche, "i battezzati da quegli
eretici che conferiscono il battesimo con la professione della santa
Trinità, se passano alla fede cattolica, siano accolti come battezzati".
4. La risposta è in una Decretale di Alessandro III:
"Coloro
di cui si dubita che siano stati battezzati, vengano ammessi al battesimo
con questa formula: "Se sei battezzato, io non ti ribattezzo;
ma se non lo sei, io ti battezzo...". Poiché non si ripete
quello che non consta come già fatto".
5. Entrambi i sacramenti, cioè il battesimo e l'Eucarestia, rappresentano
la morte e la passione del Signore, ma in modo diverso.
Nel battesimo infatti si commemora la morte di Cristo, in quanto
l'uomo muore con il Cristo per essere rigenerato a una nuova vita.
Nel sacramento dell'Eucarestia si commemora la morte di Cristo,
in quanto Cristo stesso che ha sofferto viene imbandito a noi come
banchetto pasquale, secondo l'espressione di S. Paolo: "Come nostra
Pasqua si è immolato il Cristo: Banchettiamo dunque". Ora poiché
l'uomo nasce una volta sola, ma si ciba ripetutamente, il
battesimo si dà una sola volta, l'Eucarestia invece più volte.
ARTICOLO
10
Se sia conveniente il rito usato dalla Chiesa nel battezzare
SEMBRA che non sia conveniente il rito usato dalla Chiesa nel battezzare. Infatti:
1. Come
dice il Crisostomo, "in nessun modo potrebbero le
acque del battesimo lavare i peccati dei credenti, se non fossero
state santificate dal contatto del corpo del Signore". Ma ciò avvenne
nel battesimo di Cristo, ricordato nella festa dell'Epifania.
Dunque il battesimo solenne dovrebbe amministrarsi piuttosto
nella festa dell'Epifania che nelle vigilie di Pasqua e di Pentecoste.
2. Per un medesimo sacramento non si devono usare diverse
materie. Ora, il battesimo si amministra con l'acqua. Dunque il
battezzando non deve essere unto due volte con l'olio santo prima
sul petto e poi tra le scapole, e una terza volta con il crisma sulla
sommità del capo.
3.
"In Gesù Cristo non c'è né maschio né femmina, né barbaro
né Scita"; e quindi neppure altre simili differenze. Molto
meno perciò può aver peso nella fede cristiana la diversità delle
vesti. Quindi non c'è ragione di dare ai battezzati la veste candida.
4. Il battesimo si può conferire senza queste cerimonie. Perciò
le cose ricordate sopra sono superflue e non sono state opportunamente
istituite dalla Chiesa nel rito del battesimo.
IN CONTRARIO: La Chiesa è governata dallo Spirito Santo, il
quale nulla compie di disordinato.
RISPONDO: Nel sacramento del battesimo alcuni riti sono indispensabili,
e altri servono alla solennità del sacramento. Indispensabile è la forma
che indica la causa principale del sacramento, il
ministro, che ne è la causa strumentale, e l'uso della materia, ossia
l'abluzione con l'acqua che indica l'effetto principale del sacramento.
Invece tutte le altre cose, che la Chiesa osserva nel rito del battesimo,
concorrono piuttosto a una certa solennità del sacramento.
Queste cerimonie si usano nel sacramento per tre ragioni. Primo,
per eccitare la devozione dei fedeli e il loro rispetto verso il
sacramento. Perché, se si facesse la sola abluzione d'acqua, senza
solennità, alcuni facilmente la stimerebbero una comune abluzione.
Secondo, per l'istruzione dei fedeli. I semplici infatti, che non
hanno cultura, bisogna istruirli per mezzo di segni sensibili, come
pitture e cose simili. E così attraverso le cerimonie dei sacramenti,
o vengono istruiti, o vengono sollecitati a informarsi sulle cose
che tali simboli sensibili stanno a rappresentare. Perciò, siccome
del battesimo occorre sapere alcune altre cose che sono al di fuori
del suo effetto principale, era conveniente che esse fossero indicate
da alcuni riti esterni.
Terzo, perché mediante le orazioni, le benedizioni e altri riti,
s'impedisce al demonio di ostacolare l'effetto del sacramento.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Il battesimo di Cristo commemorato
nell'Epifania è quello di Giovanni, come si è detto sopra,
mentre ai fedeli non viene conferito questo battesimo, bensì il
battesimo di Cristo. Ora, questo deriva la sua efficacia dalla passione
del Signore a testimonianza di S. Paolo: "Quanti siamo stati
battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte",
e la deriva dallo Spirito Santo secondo le parole evangeliche: "Se
uno non rinasce dall'acqua e dallo Spirito Santo...". Perciò il
battesimo solenne si somministra nella Chiesa sia nella vigilia di
Pasqua, quando si commemora la sepoltura del Signore e la sua
resurrezione, e proprio per questo anche il Signore diede ai discepoli
il precetto di battezzare dopo la resurrezione; sia nella vigilia
di Pentecoste, quando comincia la celebrazione della solennità
dello Spirito Santo; e per questo si legge che nello stesso giorno
di Pentecoste, in cui avevano ricevuto lo Spirito Santo, gli Apostoli
battezzarono tremila uomini.
2. L'acqua si usa nel battesimo come elemento essenziale del
sacramento, mentre l'olio e il crisma si usano per una certa solennità.
Infatti il battezzando viene anzitutto unto con l'olio santo
sul petto e tra le scapole "quale atleta di Dio", secondo l'espressione
di S. Ambrogio, alla maniera degli atleti. Oppure, come
dice Innocenzo III in una Decretale: "Il battezzando viene unto
sul petto, affinché riceva il dono dello Spirito Santo, respinga
l'errore e l'ignoranza, abbia la vera fede, poiché il giusto vive di
fede; viene poi unto tra le scapole, affinché rivesta la grazia dello
Spirito Santo, si spogli di ogni negligenza e torpore e si applichi
alle buone opere, di modo che per il sacramento della fede abbia
mondezza di pensieri nel petto e sulle spalle fortezza per ogni fatica".
Dopo il battesimo poi, secondo le parole di Rabano (Mauro),
"viene subito segnato dal sacerdote sul capo con il sacro crisma,
accompagnato da un'orazione, affinché divenga partecipe del regno
di Cristo e da Cristo possa chiamarsi cristiano". - Oppure, secondo
le parole di S. Ambrogio, si effonde l'unguento sul capo, perché "nel capo ha il sapiente la sua saggezza, per essere pronto a
rendere conto della fede a chiunque glielo domandi".
3. La veste candida si dà al battezzato, non perché non gli sia
permesso d'usare altre vesti, ma in segno della gloriosa resurrezione
alla quale gli uomini vengono rigenerati dal battesimo e in
segno della purità di vita che devono mantenere dopo di esso,
secondo la raccomandazione di S. Paolo: "Camminiamo in novità
di vita".
4. I riti che si riferiscono alla solennità del sacramento, sebbene
non siano indispensabili, non sono tuttavia superflui, perché concorrono
al decoro del sacramento, come si è spiegato.
ARTICOLO
11
Se sia giusto parlare di tre battesimi, cioè d'acqua, di
sangue e di spirito
SEMBRA che non sia giusto parlare di tre battesimi, cioè d'acqua,
di sangue e di spirito, ossia di Spirito Santo. Infatti:
1. L'Apostolo
insegna che "una è la fede, uno il battesimo".
Ma la fede non può essere che unica. Dunque non devono esserci
tre battesimi.
2. Il battesimo è un sacramento, come risulta dalle cose già
dette. Ma soltanto il battesimo d'acqua è sacramento. Non devono
dunque ammettersi gli altri due battesimi.
3. Il Damasceno propone molte altre specie di battesimi. Dunque
non si deve parlare di tre battesimi soltanto.
IN CONTRARIO: La Glossa notando l'espressione di S. Paolo,
"la dottrina
dei battesimi", spiega: "Usa il plurale, perché c'è
il battesimo di acqua, di penitenza e di sangue".
RISPONDO: Il battesimo d'acqua, come abbiamo visto sopra,
deriva la sua efficacia dalla passione di Cristo, alla quale da esso
veniamo configurati; inoltre, come da causa prima, la deriva dallo
Spirito Santo. Però, se l'effetto dipende dalla causa prima, questa
trascende l'effetto e non dipende da esso. Quindi al di fuori del
battesimo d'acqua uno può ottenere l'effetto del sacramento dalla
passione di Cristo in quanto viene a lui configurato soffrendo per
il Cristo. Di qui le parole dell'Apocalisse: "Questi sono coloro
che vengono dalla grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti
e le hanno imbiancate nel sangue dell'Agnello".
Ugualmente uno può ottenere per virtù dello Spirito Santo l'effetto
del battesimo, non solo senza il battesimo d'acqua, ma anche
senza il battesimo di sangue: in quanto il suo cuore viene mosso
dallo Spirito Santo a credere in Dio, ad amarlo e a pentirsi dei
suoi peccati. E questo si chiama appunto anche "battesimo di penitenza". Di esso così parla Isaia:
"Quando il Signore avrà
lavato le brutture delle figlie di Sion, e avrà cancellato il sangue
di Gerusalemme dal mezzo di essa, in spirito di giustizia e di
ardore".
Evidentemente ciascuno di questi ultimi due si chiama battesimo
in quanto supplisce il battesimo. Di qui le parole di S. Agostino: "Che
il martirio qualche volta faccia le veci del battesimo
lo argomenta validamente S. Cipriano da quel ladro non battezzato
a cui fu detto: "Oggi sarai con me in Paradiso". E io,
pensandoci bene, trovo che non solo la passione per il nome del
Cristo può supplire ciò che mancava da parte del battesimo, ma
anche la fede e la conversione del cuore, se eventualmente in strettezze
di tempo non si può ricorrere alla celebrazione del sacramento
del battesimo".
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Gli altri due battesimi sono
compresi nel battesimo di acqua, che ha efficacia e dalla passione
di Cristo e dallo Spirito Santo. Essi perciò non compromettono
l'unità del battesimo.
2. Come si è detto, il sacramento ha natura di segno. Ora, gli
altri due battesimi concordano con il battesimo di acqua, non in
quanto segni, ma quanto all'effetto del battesimo. Essi quindi non
sono sacramenti.
3. Il Damasceno parla di cose che sono figure del battesimo,
ossia del "diluvio", che fu segno del nostro battesimo quanto alla
salvezza dei fedeli nella Chiesa, come "allora poche vite scamparono
dall'acqua sull'arca" come ricorda S. Pietro. - Parla anche
del "passaggio del Mar Rosso", che significava il nostro battesimo
quanto alla liberazione dalla schiavitù del peccato, per cui l'Apostolo
dice che "tutti furono battezzati nella nube e nel mare". - Tratta
anche di "diverse abluzioni che si facevano nell'antica legge",
prefiguranti il nostro battesimo quanto alla purificazione dei
peccati. - E finalmente del "battesimo di Giovanni", che fu preparatorio
al nostro battesimo.
ARTICOLO
12
Se il battesimo di sangue sia il principale dei tre battesimi
SEMBRA che il battesimo di sangue non sia il principale dei tre
battesimi. Infatti:
1. Il battesimo di acqua imprime il carattere. Non così
il battesimo di sangue. Quindi il battesimo di sangue non è superiore
al battesimo di acqua.
2. Il battesimo di sangue non vale senza il battesimo di spirito,
che si ha in virtù della carità; dice infatti S. Paolo: "Se dessi
il mio corpo al fuoco e non avessi la carità, non ne avrei nessun giovamento". Al contrario il battesimo di spirito vale anche senza
il battesimo di sangue: perché non si salvano soltanto i martiri.
Dunque il battesimo di sangue non è il più importante.
3. Come il battesimo di acqua deriva la sua efficacia dalla passione di Cristo,
alla quale corrisponde secondo l'articolo precedente
il battesimo di sangue, così la passione di Cristo deriva la sua efficacia
dallo Spirito Santo; poiché S. Paolo afferma: "Il sangue di
Cristo, che per noi mediante lo Spirito offrì se stesso immacolato
a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte". Dunque
il battesimo di spirito è superiore al battesimo di sangue.
Questo quindi non è il principale.
IN
CONTRARIO: S. Agostino nel confrontare i vari battesimi
scrive: "Il battezzato confessa la fede dinanzi al sacerdote; il
martire dinanzi al persecutore. Il primo dopo la sua confessione
(di fede) viene asperso con l'acqua; il secondo col sangue. Il primo
riceve lo Spirito Santo per l'imposizione della mano del pontefice,
il secondo diviene tempio dello Spirito Santo".
RISPONDO: L'effusione del proprio sangue per Cristo e l'interiore
operazione dello Spirito Santo si chiamano battesimi, come si è
detto sopra, in quanto producono l'effetto del battesimo di acqua.
Ora, il battesimo di acqua deve la sua efficacia alla passione di
Cristo e allo Spirito Santo, come si è detto. E queste due cause
operano in ciascuno dei tre battesimi, ma nella maniera più eccellente
nel battesimo di sangue. Infatti la passione di Cristo opera
nel battesimo di acqua mediante una sua rappresentazione figurativa;
nel battesimo di spirito o di penitenza mediante un insieme
di sentimenti; nel battesimo invece di sangue mediante l'imitazione concreta.
Similmente anche la virtù dello Spirito Santo nel
battesimo di acqua opera in modo latente; nel battesimo di penitenza
tramite la commozione del cuore; ma nel battesimo di sangue
mediante la più fervida espressione dell'amore e dell'attaccamento,
secondo le parole del Signore: "Nessuno ha maggiore
carità di colui che dà la vita per i suoi amici".
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Il carattere è res et sacramentum. Ora, noi
non diciamo che il battesimo di sangue sia superiore
come sacramento, ma solo per gli effetti del sacramento.
2. L'effusione del sangue non è battesimo, se è senza carità.
Da ciò risulta che il battesimo di sangue include il battesimo di
spirito e non viceversa. E ciò dimostra che è superiore.
3. Come abbiamo già spiegato, il battesimo di sangue è superiore
non solo per i suoi legami (più stretti) con la passione di Cristo,
ma anche rispetto all'influsso dello Spirito Santo.
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