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Questione
6
Ordine tra le parti nell'assunzione della natura umana
Dobbiamo ora esaminare l'ordine tra le parti nell'assunzione
della natura umana.
In proposito si pongono sei quesiti: 1. Se il Figlio di Dio abbia
assunto il corpo mediante l'anima; 2. Se abbia assunto l'anima
mediante lo spirito, o mente; 3. Se l'anima di Cristo sia stata
assunta dal Verbo prima della carne; 4. Se la carne sia stata
assunta dal Verbo prima d'essere unita all'anima; 5. Se la natura
umana sia stata assunta per mezzo delle sue parti; 6. Se sia stata
assunta mediante la grazia.
ARTICOLO
1
Se il Figlio di Dio abbia assunto il corpo mediante l'anima
SEMBRA che il Figlio di Dio non abbia assunto il corpo mediante
l'anima. Infatti:
1. È più perfetto il modo in cui il Figlio di Dio si unisce alla
natura umana e alle sue parti di quello per cui è presente nelle
altre creature. Ma nelle creature si trova in modo immediato
per essenza, presenza e potenza. Dunque a maggior ragione
il Figlio di Dio è unito alla sua carne immediatamente e non mediante
l'anima.
2. Anima e corpo furono uniti al Verbo di Dio in unità d'ipostasi
o di persona. Ma il corpo appartiene alla persona o ipostasi umana
in maniera immediata alla pari dell'anima. Anzi il corpo che è
materia sembra avere con l'ipostasi umana un rapporto più immediato
che l'anima, la quale è forma: infatti il principio d'individuazione,
incluso nel concetto d'ipostasi, è la materia. Dunque
il Figlio di Dio non ha assunto la carne mediante l'anima.
3. Due cose si separano, quando viene tolto il mezzo che le
univa: rimossa, p. es., una superficie, sparirebbe da un corpo
il colore che mediante la superficie gli aderisce. Ma l'unione del
Verbo con il suo corpo perdura, come vedremo, anche dopo la
separazione dell'anima dovuta alla morte. Dunque il Verbo non
si unisce al corpo mediante l'anima.
IN CONTRARIO: S. Agostino afferma:
"La potenza infinita di Dio unì a sé l'anima razionale, e per mezzo di essa il corpo umano e
l'uomo tutto intero, per redimerlo".
RISPONDO: Ciò che è intermedio sta tra un principio e un termine.
Perciò come il principio e il termine, così anche ciò che è
intermedio implica un ordine. Ma l'ordine può essere di due
specie: di tempo e di natura. Ora, secondo l'ordine di tempo non
c'è nel mistero dell'incarnazione niente di intermedio; perché, come
si vedrà in seguito, il Verbo di Dio unì a sé tutta la natura umana
simultaneamente.
L'ordine poi di natura può essere considerato sotto due aspetti:
primo, rispetto al grado di nobiltà: così, p. es., diciamo che gli
angeli sono intermedi tra l'uomo e Dio; secondo, rispetto alla
causalità: e così tra la prima causa e l'ultimo effetto poniamo la
causa intermedia. Questo secondo tipo di ordine deriva sempre
in qualche modo dal primo. Dice infatti Dionigi che Dio per
mezzo delle sostanze a lui più vicine opera su quelle più lontane.
Rispetto dunque al grado di nobiltà l'anima si trova tra Dio
e il corpo. E in tal senso possiamo dire che il Figlio di Dio ha
unito a sé il corpo mediante l'anima. - Inoltre secondo l'ordine
di causalità l'anima stessa è in qualche modo causa dell'unione
del Figlio di Dio con la carne. Il corpo infatti non sarebbe assumibile
al di fuori del rapporto che lo unisce con l'anima razionale,
facendone un corpo umano: poiché, come abbiamo visto, spetta
alla natura umana di essere più assumibile delle altre.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Tra le creature e Dio si
possono riscontrare due tipi di ordine. Il primo consiste nella
dipendenza causale delle creature da Dio quale principio del loro
essere. E in base a questo, per l'infinità della sua virtù nel
produrre e nel conservare le creature, Dio raggiunge senza
intermediari qualsiasi cosa. In tal modo quindi Dio si trova
immediatamente in tutte le cose per essenza, potenza e presenza.
Il secondo consiste nel ritorno di tutte le cose a Dio come a
loro (ultimo) fine. Su questa via invece troviamo tra le creature
e Dio degli intermediari; poiché le creature inferiori ritornano a
Dio per mezzo delle creature superiori, come afferma Dionigi. Ebbene,
l'assunzione della natura umana da parte del Verbo di Dio,
che è termine dell'assunzione, rientra in quest'ordine. Perciò egli
poteva unirsi al corpo mediante l'anima.
2. Se l'ipostasi del Verbo di Dio risultasse direttamente dalla
natura umana, il corpo sarebbe più affine all'ipostasi stessa,
essendo costituito dalla materia, la quale è principio d'individuazione;
mentre l'anima, che è forma specifica, è più affine alla natura umana.
Ma poiché nel caso nostro l'ipostasi è preesistente
e superiore alla natura umana, le parti di quest'ultima sono tanto
più vicine all'ipostasi divina quanto più sono elevate. E quindi
l'anima è più del corpo vicina al Verbo.
3. Niente impedisce che una cosa intervenga nella produzione
di un effetto come disposizione congrua, senza che, venendo essa
a mancare, sparisca anche l'effetto; perché, sebbene quest'ultimo
ne dipenda nel divenire, non ne dipende nell'essere. Così, l'amicizia,
nata per opera di un intermediario, può durare anche senza
di lui; e se una donna viene sposata per la sua bellezza, che la
rende più ricercata per il matrimonio, il vincolo coniugale continua,
anche quando la bellezza vien meno. Allo stesso modo si
spiega come dopo la separazione dell'anima l'unione del Verbo
di Dio con il corpo possa persistere.
ARTICOLO
2
Se il Figlio di Dio abbia assunto l'anima
mediante lo spirito
SEMBRA che il Figlio di Dio non abbia assunto l'anima mediante
lo spirito. Infatti:
1. Una cosa non può mai essere intermedia tra se stessa e un'altra
cosa. Ma lo spirito, o mente non si distingue in realtà dall'anima
stessa, come si è detto nella Prima Parte. Dunque il Figlio di
Dio non assunse l'anima mediante lo spirito, o la mente.
2. È più assumibile ciò che ha avuto funzione di mezzo nell'assunzione.
Ma lo spirito, o mente non è più assumibile dell'anima,
come risulta dal fatto che gli spiriti angelici non sono
assumibili, come si è detto sopra. Dunque il Figlio di Dio non
assunse l'anima mediante lo spirito.
3. Ciò che è posteriore, viene assunto mediante ciò che precede.
Ma l'anima indica l'essenza, la quale in ordine di natura precede
la mente, che è una sua potenza. Dunque il Figlio di Dio non
assunse l'anima mediante lo spirito, o mente.
IN CONTRARIO: S. Agostino dice che
"la Verità invisibile e immutabile
prese l'anima mediante lo spirito, e il corpo mediante l'anima".
RISPONDO: Il Figlio di Dio assunse il corpo mediante l'anima
per rispettare come abbiamo detto, sia un ordine di nobiltà, che
un ordine di attitudine. Ma questi motivi valgono anche per
l'intelletto, o spirito, in confronto alle altre parti dell'anima.
Infatti quanto ad attitudine, o convenienza l'anima non è assumibile
se non perché è capace di Dio, essendo fatta a sua immagine; il
che è proprio della mente, che si denomina spirito, conforme alla
frase di S. Paolo: "Rinnovatevi nello spirito della vostra mente".
Così pure l'intelletto è di tutte le altre parti dell'anima la più
elevata, la più degna e la più simile a Dio. Perciò, come dice il
Damasceno, "il Verbo di Dio si unì alla carne per mezzo dell'intelletto,
poiché l'intelletto è la parte più pura dell'anima; anzi
anche Dio è intelletto".
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Se l'intelletto non si distingue
dall'anima per l'essenza, si distingue però dalle altre parti
dell'anima come potenza. E sotto questo aspetto ha funzione di mezzo.
2. Allo spirito angelico manca la conveniente assumibilità, non
per difetto di nobiltà, ma per l'irreparabilità della sua colpa. Ciò
non si può dire dello spirito umano, come risulta da quanto è stato
esposto nella Prima Parte.
3. L'anima, per la quale l'intelletto fa da mezzo rispetto al
Verbo di Dio, non indica l'essenza dell'anima che è comune a tutte
le potenze; ma le potenze inferiori, che sono comuni a qualunque
anima.
ARTICOLO
3
Se l'anima di Cristo sia stata assunta dal Verbo prima della carne
SEMBRA che l'anima di Cristo sia stata assunta dal Verbo prima
della carne. Infatti:
1. Il Figlio di Dio assunse il corpo per mezzo dell'anima, come
si è detto. Ma ciò che è intermedio, precede il termine. Dunque
il Figlio di Dio assunse l'anima prima del corpo.
2. L'anima di Cristo è più nobile degli angeli, stando al Salmo:
"Adoratelo,
voi tutti angeli suoi". Ma gli angeli furono creati
da principio, come si è detto nella Prima Parte. Dunque anche
l'anima di Cristo. Essa però non era stata creata prima d'essere
assunta, perché, come afferma il Damasceno, "né l'anima né il
corpo di Cristo ebbero mai altra ipostasi che quella del Verbo".
Sembra dunque doveroso asserire che l'anima fu assunta prima
della carne, la quale fu concepita poi nel seno verginale.
3. Il Vangelo dice di Cristo:
"Lo abbiamo visto pieno di
grazia e di verità", e poi: "dalla sua pienezza abbiamo ricevuto
tutti", cioè tutti i fedeli d'ogni tempo, come spiega il Crisostomo.
Ma ciò non sarebbe vero, se Cristo non avesse avuto la pienezza
della grazia e della verità, prima di tutti i santi esistiti fin
dall'origine del mondo, perché la causa non viene dopo l'effetto. Ma
poiché la pienezza della grazia e della verità nell'anima di Cristo
ci fu per l'unione con il Verbo, secondo le parole evangeliche: "Abbiamo
visto la sua gloria di Unigenito del Padre, pieno di
grazia e di verità", ne consegue che l'anima di Cristo fu assunta
dal Verbo di Dio fin dal principio del mondo.
IN CONTRARIO: Scrive il Damasceno:
"Non è vero, come erroneamente
dicono alcuni, che prima dell'incarnazione nel seno della
Vergine l'anima intellettiva fu unita al Dio Verbo e che da quel
momento fu chiamata Cristo".
RISPONDO: Origene riteneva che tutte le anime fossero state
create fin da principio e tra queste anche l'anima di Cristo. Ma
ciò è inammissibile, se si sottintende che sia stata creata allora
senza essere subito unita al Verbo, perché in tal caso quell'anima
avrebbe dovuto avere per un certo tempo una propria sussistenza
indipendentemente dal Verbo. E così, quando fu assunta dal Verbo,
o non sarebbe avvenuta l'unione secondo la sussistenza, o la preesistente
sussistenza dell'anima sarebbe stata soppressa.
Altrettanto impossibile è dire che quell'anima fu unita al Verbo
fin da principio e poi nel seno della Vergine fu infusa nella carne. Perché,
in tal caso la sua anima non sarebbe della stessa natura
delle nostre, che vengono create nel medesimo istante in cui sono
infuse nei corpi. In merito il Papa S. Leone dice, che "la carne (di Cristo)
non era di natura diversa dalla nostra né l'anima ebbe
per lui altro principio che per gli altri uomini".
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Come si è detto sopra, l'anima
di Cristo ha fatto da intermediaria nell'unione tra la carne e il
Verbo in ordine di natura. Ma ciò non esige che lo sia stata anche
in ordine di tempo.
2. L'anima di Cristo, come dice il Papa S. Leone,
"eccelle non
per diversità di specie, ma per sublimità di virtù". È infatti
della stessa specie delle nostre anime, ma trascende anche gli
angeli per "pienezza di grazia e di verità". Ora, il modo dell'incarnazione è
conforme al carattere generico della natura dell'anima che,
essendo forma di un corpo, dev'essere creata precisamente
quando viene infusa e unita al corpo. Ciò non accade
agli angeli, perché sono sostanze prive d'ogni corporeità.
3. Dalla pienezza di Cristo ricevono tutti gli uomini secondo
la fede che hanno in lui: dice infatti S. Paolo che "la giustizia
di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo si offre a quanti credono
in lui". Ora, come noi crediamo in Cristo incarnato, così gli
antichi credevano in lui nascituro, "avendo il medesimo spirito di fede", osserva l'Apostolo. La fede in Cristo riceve poi la virtù
di giustificare dalla gratuita volontà di Dio, secondo le parole di
S. Paolo: "Per chi non fa le opere (della Legge), ma crede in colui
che giustifica il peccatore, la fede diventa giustificante secondo
il decreto della grazia di Dio". Di conseguenza poiché questo
decreto è eterno, niente impedisce che per mezzo della fede in Gesù Cristo venissero giustificati alcuni, prima che l'anima di
lui fosse piena di grazia e di verità.
ARTICOLO 4
Se il corpo di Cristo sia stato assunto dal Verbo prima di essere unito
all'anima
SEMBRA che il corpo di Cristo sia stato assunto dal Verbo prima
d'essere unito all'anima. Infatti:
1. Raccomanda S. Agostino
(Fulgenzio):
"Ritieni fermissimamente
senza ombra di dubbio che la carne di Cristo non
fu concepita nel seno della Vergine separata dalla divinità prima
di essere assunta dal Verbo". Ma il corpo di Cristo sembra che
sia stato concepito prima di essere unito all'anima razionale, perché
la disposizione della materia precede, in via di generazione, la
forma specifica. Dunque il corpo di Cristo fu assunto prima
d'essere unito all'anima.
2. Come l'anima è parte della natura umana, così anche il corpo.
Ma l'anima umana non ebbe in Cristo un principio di esistenza
diverso che negli altri uomini, come risulta dal testo sopra citato
del Papa S. Leone. Dunque neppure il corpo di Cristo cominciò
in modo diverso dal nostro. In noi però la carne viene concepita
prima dell'esistenza dell'anima razionale. Perciò fu così anche per
Cristo. E allora la sua carne fu assunta dal Verbo prima dell'unione
con l'anima.
3. Come si legge in Aristotele,
"la causa prima agisce sull'effetto
più della causa seconda e prima di essa si congiunge all'effetto".
Ma l'anima di Cristo sta al Verbo come la causa seconda
sta alla causa prima. Dunque il Verbo si è unito al corpo prima dell'anima.
IN CONTRARIO: Il Damasceno scrive:
"Nel medesimo istante
il Verbo di Dio si fece carne, la carne ebbe un'anima, l'anima fu
razionale e intellettuale". Perciò l'unione del Verbo con il corpo
non prevenne l'unione di questo con l'anima.
RISPONDO: Il corpo umano è assumibile dal Verbo per il rapporto
in cui sta con l'anima razionale, che è la sua forma. Ma tale
rapporto non l'ha prima di ricevere l'anima razionale, perché,
appena la materia viene disposta a una forma, riceve subito quella
forma: infatti in un medesimo istante arriva a compimento la
trasformazione preparatoria e viene introdotta la forma sostanziale.
Quindi, il corpo non doveva essere assunto prima di essere
corpo umano, e lo divenne al momento dell'infusione dell'anima
razionale. Come dunque l'anima non fu assunta prima del corpo,
essendo innaturale per l'anima esistere prima dell'unione con esso,
così il corpo non doveva essere assunto prima dell'anima, non
essendo corpo umano prima di avere l'anima razionale.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Il corpo umano riceve l'esistenza
per mezzo dell'anima. E quindi prima dell'infusione dell'anima
non è corpo umano, ma può essere disposizione al corpo
umano. Tuttavia nella concezione di Cristo lo Spirito Santo, che
è un agente di potenza infinita, conferì in un medesimo istante
alla materia sia la disposizione che la perfezione.
2. La forma conferisce la specificazione in atto, la materia invece
ha di per sé con la specificazione un rapporto potenziale.
Perciò sarebbe innaturale per la forma preesistere alla specie che
si costituisce in forza dell'unione della forma con la materia, mentre
non è innaturale per la materia preesistere alla specie. Conseguentemente
la dissomiglianza tra Cristo e noi nell'origine, in
quanto cioè, a differenza del corpo di Cristo, il nostro viene concepito
prima che animato e viene concepito per seme virile, non
riguarda il costitutivo della natura, ma ciò che lo precede. Invece
una differenza relativa all'origine dell'anima implicherebbe
una differenza di natura.
3. Se consideriamo il Verbo di Dio nel suo comune modo di
essere in tutte le creature per essenza, potenza e presenza, egli è
unito al corpo prima che all'anima, non in priorità di tempo ma
di natura. Infatti il corpo prima di essere animato dall'anima,
è un ente derivato dal Verbo. Se invece consideriamo l'unione
ipostatica, allora il corpo è unito all'anima prima che al Verbo,
perché il corpo diventa unibile ipostaticamente al Verbo mediante
la sua unione con l'anima, specialmente se pensiamo che la persona
non esiste che in una natura razionale.
ARTICOLO
5
Se il Figlio di Dio abbia assunto l'intera natura umana
per mezzo delle parti
SEMBRA che il Figlio di Dio abbia assunto l'intera natura umana
per mezzo delle parti. Infatti:
1. S. Agostino dice che
"la Verità invisibile e immutabile prese
l'anima mediante lo spirito, il corpo mediante l'anima e così assunse
tutto l'uomo". Ma spirito, anima e corpo sono le parti
dell'uomo intero. Dunque assunse tutto l'uomo per mezzo delle parti.
2 Il Figlio di Dio assunse il corpo mediante l'anima, perché
l'anima assomiglia a Dio più del corpo. Ma le parti della natura
umana, essendo più semplici, rassomigliano più dell'intero uomo
a colui che è semplicissimo. Dunque egli assunse il tutto per
mezzo delle parti.
3. Il tutto risulta dall'unione delle parti. Ma l'unione va concepita
come termine dell'assunzione, le parti invece come presupposto.
Dunque (il Verbo) assunse il tutto mediante le parti.
IN CONTRARIO: Dice il Damasceno:
"In Gesù Cristo Signore
non vediamo le parti delle parti, ma solo quelle che si uniscono
direttamente, cioè la divinità e l'umanità". Ora, l'umanità è
un tutto che ha per parti l'anima e il corpo. Dunque il Figlio di
Dio assunse le parti mediante il tutto.
RISPONDO: Quando nell'incarnazione una cosa si considera
mezzo d'unione, non si fa questione di tempo, perché l'assunzione
del tutto e delle singole parti avvenne simultaneamente. Si è
già detto infatti che l'anima e il corpo s'unirono contemporaneamente
al Verbo per costituire in lui la natura umana. È in causa
invece l'ordine di natura. Così mediante ciò che per natura precede
viene assunto ciò che segue.
Ma la precedenza di natura può essere intesa in due modi: primo,
da parte dell'agente; secondo, da parte della materia: queste
due cause infatti preesistono all'effetto. Da parte dell'agente
precede in senso assoluto ciò che è prima nell'intenzione, mentre
in senso relativo precede ciò che dà l'avvio alla sua operazione:
e questo perché l'intenzione previene l'operazione. Da parte
invece della materia la precedenza spetta a ciò che ha una priorità
nella trasformazione della materia.
Ebbene, nell'incarnazione l'ordine che più s'impone è quello
dell'agente, perché, come dice S. Agostino, "in fatti di tal genere
la ragione di tutto è la potenza della causa agente". Ora, è evidente
che nell'intenzione dell'agente il completo viene prima dell'incompleto,
e quindi il tutto prima delle parti. Perciò dobbiamo
concludere che il Verbo di Dio assunse le parti della natura umana
mediante il tutto. Come infatti assunse il corpo per il suo rapporto
con l'anima razionale, così assunse anima e corpo per il
loro rapporto con la natura umana.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Le parole citate significano
solo che il Verbo, assumendo le parti della natura umana, assunse
tutta la natura umana. In tal senso l'assunzione delle
parti ha una precedenza nel nostro modo di concepire le cose,
non già in ordine di tempo. Ma l'assunzione della natura ha
una precedenza nell'ordine d'intenzione: e questa precedenza è
assoluta, come si è detto.
2. Dio è insieme semplice e perfettissimo. Perciò il tutto assomiglia
a Dio più delle parti, in quanto è più perfetto.
3. Termine dell'assunzione non è l'unità di natura, che risulta
dal congiungimento delle parti, ma l'unione ipostatica.
ARTICOLO
6
Se il Figlio di Dio abbia assunto la natura umana mediante la grazia
SEMBRA che il Figlio di Dio abbia assunto la natura umana
mediante la grazia. Infatti:
1. La grazia ci unisce a Dio. Ma la massima unione della natura
umana con Dio avvenne in Cristo. Dunque l'unione ipostatica
avvenne per mezzo della grazia.
2. Come il corpo vive in virtù dell'anima che è la sua perfezione,
così l'anima in virtù della grazia. Ma la natura umana
diventa assumibile in forza dell'anima. Dunque il Figlio di Dio
assunse l'anima mediante la grazia.
3. S. Agostino dice che il Verbo s'incarnò come la nostra parola
s'incarna nella voce. Ma la nostra parola s'unisce alla voce mediante
lo spirito. Dunque il Verbo di Dio si unisce alla carne mediante
lo Spirito Santo e quindi mediante la grazia, che si appropria allo
Spirito Santo, secondo il testo di S. Paolo: "Le grazie sono diverse,
ma lo Spirito è uno".
IN CONTRARIO: La grazia è un accidente dell'anima, come è
stato esposto nella Seconda Parte. Ma l'unione del Verbo con la
natura umana avvenne secondo la sussistenza e non secondo un
accidente, come risulta dal già detto. Dunque la natura umana
non fu assunta mediante la grazia.
RISPONDO: In Cristo si devono distinguere due grazie: quella
dell'unione e quella abituale. Ora, né l'una né l'altra possono
considerarsi come mezzi nell'assunzione della natura umana.
Infatti la grazia dell'unione è lo stesso essere personale concesso
gratuitamente alla natura umana da Dio nella persona del Verbo,
che è il termine dell'assunzione. La grazia abituale invece, data
per la santità propria di quell'uomo, è un effetto conseguente
all'unione, secondo la testimonianza di S. Giovanni: "Abbiamo
visto la sua gloria di Unigenito del Padre, pieno di grazia e di verità": ciò significa che quell'uomo ha la pienezza della grazia
e della verità, proprio perché in forza dell'unione è l'Unigenito
del Padre.
Se invece con il nome di grazia s'intende solo la volontà di Dio
in quanto fa o dona qualche cosa gratuitamente, allora l'unione
avvenne mediante la grazia, ma non come mezzo, bensì come
causa efficiente.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. L'unione nostra con Dio si
attua mediante l'operazione, cioè in quanto lo conosciamo e lo
amiamo. E a tale unione è necessaria la grazia abituale, perché è
dall'abito che l'operazione nasce perfetta. L'unione invece della
natura umana con il Verbo di Dio si attua secondo l'essere personale,
che non dipende da alcun abito, ma immediatamente dalla
stessa natura.
2. L'anima è la perfezione sostanziale del corpo, la grazia invece è
una perfezione accidentale dell'anima. Perciò la grazia
non può abilitare l'anima all'unione ipostatica che non è accidentale,
come l'anima abilita (a tale unione) il corpo.
3. Lo spirito nell'unire la nostra parola alla voce non funge da
mezzo formale, ma da mezzo movente: infatti dalla parola pensata
interiormente procede il suono, che forma la voce. E similmente
dal Verbo eterno procede lo Spirito Santo, che ha formato
il corpo di Cristo, come vedremo. Ma da questo non segue che
la grazia dello Spirito Santo sia il mezzo formale di detta unione.
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