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Questione
58
L'insediamento di Cristo alla destra del Padre
Passiamo qui a considerare l'insediamento di Cristo alla destra
del Padre.
Sull'argomento si pongono quattro quesiti: 1. Se Cristo
stia seduto alla destra del Padre; 2. Se ciò gli spetti per la sua natura
divina; 3. Se gli spetti per la natura umana; 4. Se ciò spetti a
Cristo in maniera esclusiva.
ARTICOLO
1
Se si addica a Cristo assidersi alla destra di Dio Padre
SEMBRA che a Cristo non si addica
assidersi alla destra di Dio
Padre. Infatti:
1. Destra e sinistra sono determinazioni di posizioni corporali.
Ora, a Dio non appartiene niente di corporeo: poiché "Dio è spirito", come
afferma il Vangelo. È chiaro quindi che Cristo non
siede alla destra del Padre.
2. Se uno si siede alla destra di un altro, quest'ultimo rimane
alla sua sinistra. Perciò se Cristo siede alla destra del Padre, ne
segue che il Padre siede alla sinistra del Figlio. Il che è inammissibile.
3. Sedere e stare (in piedi) sono atti tra loro incompatibili. Ora,
S. Stefano ha affermato: "Ecco io vedo aperti i cieli, e il Figlio
dell'Uomo stare in piedi a destra della potenza di Dio". Quindi
Cristo non siede alla destra del Padre.
IN CONTRARIO: Nel Vangelo si legge:
"Il Signore Gesù, dopo
aver parlato con essi, ascese al cielo e siede alla destra di Dio".
RISPONDO: Col termine e con l'atto di sedersi possiamo intendere
due cose: il riposo o quiete, come nel comando di Cristo: "Sedete
qui in città"; e il potere regio o giudiziario, come in quel detto
dei Proverbi: "Il re che siede sul seggio del tribunale dissipa col
suo sguardo ogni iniquità". Ebbene, in entrambi i sensi a Cristo
spetta di assidersi alla destra del Padre. Nel primo caso, per il
fatto che rimane eternamente incorruttibile nella beatitudine del
Padre, la quale è chiamata la sua destra, secondo l'espressione
dei Salmi: "Le tue delizie (o Dio) sono alla tua destra sino alla
fine". Di qui le parole di S. Agostino nella spiegazione di quelle
parole del Simbolo, "Siede alla destra del Padre": "Sedersi va
qui inteso nel senso di dimorare; cioè come si usa dire di una persona
qualsiasi: sedette, o risiedette in quel luogo per tre anni.
Credete dunque che Cristo dimora alla destra di Dio Padre: egli
infatti è felice, e il nome della sua felicità è la destra del Padre".
Nel secondo senso si dice che Cristo siede alla destra del Padre
in quanto regna con lui, e da lui riceve il potere di giudicare: e
cioè come chi siede alla destra del re ne partecipa le funzioni di
re e di giudice. "Per la destra", scrive ancora S. Agostino, "intendete
il potere che l'uomo assunto (dal Verbo) ha ricevuto da Dio,
per venire a giudicare, dopo esser venuto per esser giudicato".
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Rispondiamo col
Damasceno,
che "noi non intendiamo parlare di una destra in senso locale.
Chi infatti è incircoscrittibile come potrebbe avere localmente una
destra? Poiché destra e sinistra riguardano esseri circoscritti. Ma
noi chiamiamo destra del Padre la gloria e l'onore della sua divinità".
2. L'argomento sarebbe valido, se sedere a
destra s'intendesse
in senso materiale. Di qui le parole di S. Agostino: "Se si prendesse
in senso materiale che Cristo siede alla destra del Padre,
questi rimarrebbe a sinistra. Ma lassù", cioè nella beatitudine
eterna, "tutti sono a destra, perché là non esiste infelicità alcuna".
3. Come dice S. Gregorio,
"stare seduto è proprio del giudice:
invece stare in piedi è di chi combatte e soccorre. Perciò S. Stefano
trovandosi nel combattimento, vide Cristo nell'atto di soccorritore.
S. Marco invece dopo l'ascensione ce lo descrive seduto:
poiché dopo la gloria di quell'ascensione ricomparirà alla fine del
mondo come giudice".
ARTICOLO
2
Se sedere alla destra del Padre spetti a Cristo in quanto Dio
SEMBRA che sedere alla destra del Padre non spetti a Cristo in
quanto Dio. Infatti:
1. In quanto Dio, Cristo è la destra del Padre. Ma essere la
destra di una persona non sembra che possa identificarsi con colui
che siede alla sua destra. Dunque Cristo in quanto Dio non siede
alla destra del Padre.
2. Nel Vangelo si legge, che
"il Signore Gesù fu assunto in cielo,
e siede alla destra di Dio". Ora, Cristo non fu assunto in cielo
come Dio. Perciò neppure siede alla destra di Dio in quanto tale.
3. Cristo in quanto Dio è uguale
al Padre e allo Spirito Santo.
Perciò se in quanto Dio egli sedesse alla destra del Padre, anche
lo Spirito Santo dovrebbe sedere alla destra del Padre e del Figlio,
e il Padre stesso alla destra del Figlio. Il che è inaudito.
IN CONTRARIO: Il Damasceno insegna:
"Noi chiamiamo destra
del Padre la gloria e l'onore della divinità, in cui il Figlio di Dio
esiste prima dei secoli come Dio e consustanziale al Padre".
RISPONDO: Dalle cose già dette risulta che il termine destra
può significare tre cose: primo, stando al Damasceno, può indicare "la gloria della
divinità"; secondo, stando a S. Agostino, "la beatitudine
del Padre"; terzo, stando a un'altra spiegazione del medesimo, "il potere
di giudice". Sedersi invece può indicare, come
abbiamo detto, o la dimora o la dignità di re e di giudice. Perciò "sedere alla destra del
Padre" non significa altro che avere con
il Padre la gloria della divinità, la beatitudine e il potere di giudicare,
e ciò in maniera immutabile e regale. Ora, tutto questo
spetta al Figlio in quanto Dio. È chiaro quindi che Cristo siede
alla destra del Padre per la sua divinità: però la preposizione ad
(alla), che ha valore transitivo, qui implica solo la distinzione delle
persone e l'ordine di origine, non già una gradazione di natura
o di dignità, che nelle persone divine non esiste affatto, come abbiamo
visto nella Prima Parte.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Il Figlio è chiamato destra
del Padre per appropriazione, allo stesso modo che è detto virtù
del Padre. Ma la destra del Padre, nei tre significati descritti
sopra, è un attributo comune alle tre persone divine.
2. Cristo in quanto uomo è stato assunto all'onore divino, indicato
dall'insediamento suddetto. Tuttavia l'onore divino spetta a Cristo
in quanto è Dio, non per una investitura, ma per la sua
origine eterna.
3. In nessun modo si può affermare ehe il Padre siede alla destra
del Figlio o dello Spirito Santo: perché il Figlio e lo Spirito Santo
traggono la loro origine dal Padre, e non viceversa. Si può dire
invece in senso proprio che lo Spirito Santo siede, nel senso indicato,
alla destra del Padre o del Figlio: sebbene ciò per una certa
appropriazione si attribuisca al Figlio, cui viene appropriata l'uguaglianza,
come afferma S. Agostino: "Nel Padre si ha l'unità, nel
Figlio l'uguaglianza, nello Spirito Santo la connessione dell'unità
e dell'uguaglianza".
ARTICOLO
3
Se sedere alla destra del Padre si addica a Cristo in quanto uomo
SEMBRA che sedere alla destra del Padre non si addica a Cristo
in quanto uomo. Infatti:
1. Come nota il Damasceno,
"noi chiamiamo destra del Padre
la gloria e l'onore della divinità". Ma l'onore e la gloria della
divinità non si addicono a Cristo in quanto uomo. È chiaro quindi
che Cristo non siede alla destra del Padre in quanto uomo.
2. Sedere alla destra di chi regna esclude la dipendenza: perché
chi siede alla destra del re in qualche modo regna assieme a lui.
Cristo invece in quanto uomo è "soggetto al Padre", come dice
S. Paolo. Dunque in quanto uomo Cristo non è alla destra del
Padre.
3. Commentando l'affermazione paolina,
"Il quale è alla destra
del Padre", la Glossa aggiunge: "cioè uguale al Padre nell'onore
per cui Dio è Padre; oppure nel godimento dei più grandi beni
di Dio". E commentando l'altra espressione, "Siede alla destra
di Dio nell'alto dei cieli", aggiunge: "siede nell'uguaglianza col
Padre, sopra tutte le cose per luogo e per dignità". Ma essere
uguale a Dio non può appartenere a Cristo in quanto uomo; ché
sotto tale aspetto egli stesso affermava: "Il Padre è più grande
di me". Quindi sedere alla destra del Padre non si addice a Cristo
in quanto uomo.
IN CONTRARIO: S. Agostino insegna:
"Per destra dovete intendere
il potere che l'uomo assunto (dal Verbo) ha ricevuto da Dio,
per venire a giudicare, dopo esser venuto per esser giudicato".
RISPONDO: L'espressione destra del Padre, secondo le spiegazioni
date, può indicare o la gloria della divinità di Cristo, o la sua
beatitudine eterna, oppure il potere di giudice e di re. Però la
preposizione ad (alla) indica una certa approssimazione alla destra,
che sta a indicare una conformità accompagnata da una certa
distinzione, come abbiamo già notato sopra. E questo può avvenire
in tre modi. Primo, mediante conformità di natura e distinzione
di persona. Ed è così che Cristo, in quanto Figlio di Dio,
siede alla destra del Padre, perché ha l'identica natura col Padre.
E in tal senso gli stessi attributi spettano essenzialmente al Figlio
come al Padre. Ciò significa essere nell'uguaglianza del Padre.
Secondo, mediante la grazia dell'unione ipostatica: la quale al
contrario implica distinzione di natura e unità di persona. E in
tal senso Cristo in quanto uomo è Figlio di Dio, e quindi siede
alla destra del Padre: però allora l'espressione in quanto non indica
la condizione della natura, ma l'unità del supposito, come più sopra
abbiamo spiegato.
Terzo, l'approssimazione può intendersi mediante la grazia abituale,
che in Cristo è più abbondante che in tutte le altre creature,
cosicché la stessa natura umana è in lui più beata che nelle altre
creature, e sopra ogni altra creatura riveste un potere regale e
giudiziario.
Perciò se l'espressione in quanto vuol designare la condizione
della natura, allora Cristo siede "alla destra del Padre", ossia
"nell'uguaglianza del Padre", in quanto Dio. In quanto uomo
invece egli siede "alla destra del Padre", solo perché "gode dei
beni paterni più di ogni altra creatura", ossia "di una maggiore
beatitudine", e "riveste la potestà
giudiziaria". - Se invece
l'espressione in quanto sta a designare l'unità di rapporto, allora
anche in quanto uomo egli siede alla destra del Padre "secondo
una uguaglianza d'onore": poiché noi veneriamo con lo stesso
onore, secondo le spiegazioni date, sia il Figlio di Dio che la natura
da lui assunta.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. L'umanità di Cristo, considerata
secondo la condizione della natura assunta, non può avere
la gloria o l'onore della divinità: questo però gli spetta a motivo
della persona cui è unita ipostaticamente. Ecco perché il Damasceno
aggiunge: "Nella quale", cioè nella gloria della divinità, "il Figlio di Dio esistente da prima dei secoli come Dio e
consustanziale
al Padre, è assiso nella gloria e la sua carne è conglorificata con lui.
Viene infatti adorata con la sua carne un'unica ipostasi
da tutte le creature, mediante un'unica adorazione".
2. Cristo in quanto uomo è soggetto al Padre, se con l'espressione
in quanto si vuole indicare la condizione della natura. E in
tal senso, cioè in quanto uomo, non gli spetta sedere alla destra
del Padre nell'uguaglianza. Però gli spetta di sedere alla destra
del Padre, se designiamo così l'eccellenza della beatitudine e la
potestà giudiziaria su tutte le creature.
3. Essere nell'uguaglianza del Padre non può appartenere alla
natura umana di Cristo, ma solo alla persona divina che l'ha assunta.
Essere invece nel godimento dei più grandi beni di Dio,
in quanto ciò implica una superiorità sulle altre creature, appartiene
anche alla natura assunta.
ARTICOLO 4
Se sedere alla destra del Padre sia esclusivamente di Cristo
SEMBRA che sedere alla destra del Padre non sia esclusivamente
di Cristo. Infatti:
1. L'Apostolo insegna che Dio
"ci ha resuscitati e ci ha fatti
sedere in cielo con Cristo Gesù". Ora, resuscitare non è soltanto
di Cristo. Dunque per lo stesso motivo neppure "sedere in cielo
alla destra di Dio".
2. Come nota S. Agostino,
"per Cristo sedere alla destra del
Padre equivale a dimorare nella sua beatitudine". Ma questo
viene concesso a molti altri. Quindi sedere alla destra del Padre
non è proprio di Cristo.
3. Cristo stesso ha affermato:
"A chi avrà vinto darò un posto
con me sul mio trono; come io ho vinto e mi sono assiso con mio
Padre sul suo trono". Ora, Cristo siede alla destra del Padre per
il fatto che siede sul suo trono. Perciò anche gli altri che vincono siederanno alla destra del Padre.
4. Il Signore ebbe a dire:
"Assidersi alla mia destra o alla mia
sinistra non appartiene a me di concederlo a voi, ma a quelli cui
il Padre mio l'avrà destinato". Ora, queste parole sarebbero
state dette invano, se ciò non fosse stato disposto per nessuno.
Dunque sedere alla destra di Dio non appartiene esclusivamente
a Cristo.
IN CONTRARIO: S. Paolo si domanda:
"A quale degli angeli Dio
ha mai detto: Siedi alla mia destra?", cioè secondo la Glossa, "nei miei beni più
grandi", ovvero "nell'uguaglianza della
divinità?".
Come per dire: "A nessuno". Ora, gli angeli sono superiori
alle altre creature. Molto meno quindi può attribuirsi a qualsiasi altro,
all'infuori di Cristo, assidersi alla destra del Padre.
RISPONDO: Stando alle spiegazioni precedenti, si dice che Cristo
siede alla destra del Padre in quanto secondo la natura divina
possiede l'uguaglianza col Padre, e secondo la natura umana gode
il possesso dei beni divini in modo superiore a tutte le altre creature.
Ora, entrambe queste cose spettano a Cristo soltanto. Dunque
a nessun altro, angelo o uomo che sia, si addice di sedere alla
destra del Padre all'infuori di Cristo.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Essendo Cristo il nostro capo,
ciò che è stato conferito a lui, è stato in lui conferito anche a noi.
Perciò essendo egli già stato resuscitato, l'Apostolo afferma che
Dio in qualche modo "ci ha conresuscitati" con lui, pur non essendo
noi ancora resuscitati, ma solo destinati alla resurrezione, secondo
quelle altre sue parole: "Colui che ha resuscitato Cristo dai
morti, ridonerà la vita anche ai nostri corpi mortali". E secondo
questo modo di parlare l'Apostolo aggiunge che "ci ha fatti sedere
in cielo": cioè per il fatto stesso che siede nel cielo il nostro capo,
che è Cristo.
2. Poiché per destra s'intende la beatitudine divina,
"sedere alla destra" non significa semplicemente essere nella beatitudine, ma
possederla con una specie di dominio e di potere, e quasi come
propria e naturale. Il che può attribuirsi a Cristo soltanto, e a
nessun'altra creatura. - Si può dire però che tutti i santi i quali
sono nella beatitudine sono "posti alla destra di Dio". Infatti
nel Vangelo si legge che Cristo "metterà le pecore alla sua destra".
3. Il trono indica il potere di giudicare, che Cristo riceve dal
Padre. E per questo si dice che egli "siede nel trono del Padre".
Gli altri santi invece ricevono tale potere da Cristo. E quindi si
dice che essi "siedono nel trono di Cristo", cioè secondo le parole
del Vangelo: "Siederete anche voi su dodici troni per giudicare
le dodici tribù d'Israele".
4. Come dice il Crisostomo,
"quel posto", cioè la sede alla destra
(del Padre) "è inaccessibile a tutti: non solo agli uomini, ma
persino agli angeli. Infatti S. Paolo l'attribuisce come prerogativa
all'Unigenito, scrivendo: "A quale degli angeli fu mai detto:
Siediti alla mia destra?"". Perciò il Signore "non rispose ai due
discepoli considerandoli come persone chiamate a sedersi con lui,
ma in tono condiscendente alla supplica di chi l'interpellava. Essi
infatti chiedevano una cosa soltanto, di essergli vicini più di tutti
gli altri".
Però si può anche rispondere che i figli di Zebedeo avevano
chiesto al Signore una preminenza sugli altri nel partecipare il suo
potere giudiziario. Infatti essi non chiesero di sedere a destra o
a sinistra del Padre, ma a destra o a sinistra del Figlio.
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