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Questione
4
L'unione da parte della natura assunta
Veniamo ora a parlare dell'unione da parte della natura assunta.
La trattazione abbraccia due cose: primo, ciò che dal Verbo di
Dio è stato assunto; secondo, ciò che è stato co-assunto, ossia le
perfezioni e i difetti.
Ciò che il Figlio di Dio assunse è la natura umana e le sue parti.
Perciò bisogna considerare tre cose: primo, la stessa natura
umana; secondo, le parti di essa; terzo, l'ordine d'assunzione.
Sul primo argomento si pongono sei quesiti: 1. Se la natura
umana fosse assumibile dal Figlio di Dio più di ogni altra natura;
2. Se (il Figlio di Dio) abbia assunto una persona; 3. Se abbia
assunto un uomo; 4. Se fosse per lui più conveniente assumere
la natura umana senza individuazione; 5. Se fosse per lui più
conveniente assumere tutti gli individui della natura umana;
6. Se fosse per lui conveniente assumere una natura umana individuale
generata dalla stirpe di Adamo.
ARTICOLO
1
Se la natura umana fosse assumibile dal Figlio di Dio
più d'ogni altra natura
SEMBRA che la natura umana non fosse assumibile dal Figlio
di Dio più d'ogni altra natura. Infatti:
1. Dice S. Agostino che
"nei miracoli la spiegazione è tutta
nell'onnipotenza di Dio". Ma nell'attuare l'incarnazione, che è
il più grande miracolo, la potenza di Dio non si limita a una sola
natura, essendo infinita. Dunque la natura umana non è assumibile
da parte di Dio più d'ogni altra natura.
2. Si è detto sopra che la somiglianza è una ragione di convenienza
nell'incarnazione della persona divina. Ma come nella
natura razionale c'è la somiglianza d'immagine, così nella natura
irrazionale c'è la somiglianza di vestigio. Dunque la creatura
irrazionale era assumibile quanto la natura umana.
3. Nella natura angelica si trova un'immagine di Dio più evidente
che nella natura umana, come dice S. Gregorio commentando
le parole di Ezechiele: "Tu, modello di perfezione". Inoltre
nell'angelo c'è il peccato come nell'uomo, secondo l'attestazione
di Giobbe: "Negli angeli suoi trova mancanze". Dunque la
natura angelica era assumibile quanto la natura umana.
4. Essendo Dio perfettissimo, tanto più una cosa gli assomiglia,
quanto più è perfetta. Ma l'universo intero è più perfetto delle
sue parti, tra le quali c'è la natura umana. Dunque l'universo
intero è più assumibile della natura umana.
IN CONTRARIO: I Proverbi mettono sulla bocca alla Sapienza
increata le parole: "Ho fatto mia delizia essere con i figli degli uomini". Esiste dunque una certa convenienza per l'unione del
Figlio di Dio con la natura umana.
RISPONDO: Assumibile vuol dire adatto a
essere assunto dalla
persona divina. Tale attitudine non va intesa come potenza
passiva naturale, non potendo estendersi quest'ultima a ciò che
supera, come l'unione personale della creatura con Dio, l'ordine
della natura. Non rimane dunque che intendere l'assumibilità
nel senso di una certa convenienza alla suddetta unione. Ora,
questa convenienza va considerata secondo due caratteristiche
della natura umana: cioè in base alla sua dignità e alla sua necessità.
In base alla dignità la convenienza sta nel fatto che la
natura umana, in quanto razionale e intellettuale, è naturalmente
capace di raggiungere in qualche modo il Verbo stesso con
la sua operazione, cioè mediante la conoscenza e l'amore. In base
poi alla neccssità, la convenienza sta nel bisogno che l'uomo aveva
di riparazione, essendo soggetto al peccato originale. Ora, queste
due ragioni di convenienza valgono solo per la natura umana:
infatti alla creatura irrazionale manca il motivo della dignità,
alla natura angelica invece manca il motivo della necessità. Ne
risulta quindi che soltanto la natura umana è assumibile.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Le creature vengono qualificate
in base alle cause proprie (e non in base alle cause prime e
universali): una malattia, p. es., si dice incurabile non rispetto
a Dio, ma rispetto alle risorse proprie del malato. Così dunque
una natura si dice non assumibile, non per sottrarre qualcosa
alla potenza divina, ma per rilevare la non attitudine naturale di
una data creatura a essere assunta.
2. Nella natura umana si riscontra una somiglianza d'immagine
per il fatto che è capace di Dio, cioè perché è in grado di raggiungerlo
con le operazioni della conoscenza e dell'amore. La
somiglianza di vestigio invece consiste solo in un'impronta lasciata
da Dio nella creatura, senza che la creatura irrazionale, in cui non
c'è tale somiglianza con Dio, lo possa raggiungere con la sua
operazione. Ora, ciò che è incapace del meno, non ha attitudine
al più: un corpo, p. es., che non può ricevere l'anima sensitiva,
tanto meno può ricevere quella intellettiva. Ma l'unione con
Dio nell'essere personale è molto più grande e perfetta dell'unione
mediante la propria operazione. Perciò la creatura irrazionale,
incapace di un'unione operativa con Dio, non ha attitudine a
unirsi con lui nell'essere personale.
3. Alcuni dicono che l'angelo non era assumibile, perché, non
essendo generabile né corruttibile, era dotato di personalità perfetta
fin dal primo istante della sua creazione. Non era quindi
assumibile per l'unione con la persona divina, senza distruzione
della sua personalità: cosa che è contraria, sia alla incorruttibilità
della natura angelica, che alla bontà dell'assumente, alieno dal
violare le perfezioni della creatura assunta. - Ma non sembra
che questo argomento escluda del tutto l'assumibilità della natura
angelica. Dio infatti può creare una nuova natura angelica e
insieme unirla a sé in unità di persona, senza dover distruggere
nulla di preesistente. Ma come si è detto, manca la convenienza
da parte della necessità, perché, sebbene la natura angelica sia
soggetta al peccato, tuttavia il suo peccato non è rimediabile,
come si è spiegato nella Prima Parte.
4. La perfezione dell'universo non è come quella di una singola
persona o di un supposito; ma è la perfezione di un tutto
che ha soltanto unità di ordine o di composizione. E moltissime
tra le parti che lo compongono non sono assumibili, come si è
detto. Resta dunque che solo la natura umana è assumibile.
ARTICOLO
2
Se il Figlio di Dio abbia assunto la persona (umana)
SEMBRA che
il Figlio di Dio abbia assunto la persona. Infatti:
1. Il Damasceno ha scritto che il Figlio di Dio
"assunse la
natura umana in atomo", cioè in individuo. Ma un "individuo
di natura razionale" è persona, come risulta da Boezio. Dunque
il Figlio di Dio assunse una persona.
2. Il Damasceno scrive che il Figlio di Dio
"assunse quanto
aveva inserito nella nostra natura". Ma egli aveva inserito in
noi la personalità. Dunque il Figlio di Dio assunse una persona.
3. Una cosa non può consumarsi, se non esiste. Ma Innocenzo III dice
che "la persona di Dio ha consumato la persona dell'uomo". Dunque la persona umana dapprima fu assunta.
IN CONTRARIO: S. Agostino
(S. Fulgenzio) afferma,
che Dio assunse la natura dell'uomo, non la persona.
RISPONDO: Essere assunto equivale a "essere assunto a un termine". Quindi ciò che si assume, precede l'assunzione, come
il soggetto che si muove localmente, precede il movimento stesso.
Ora, nella natura umana assunta la persona non precede l'assunzione,
ma ne è il termine, come si è detto sopra. Se infatti preesistesse,
o dovrebbe essere distrutta, e allora sarebbe inutile la
sua assunzione. Oppure dovrebbe rimanere dopo l'unione, e si
avrebbero così due persone, l'assumente e l'assunta: il che è
un'eresia, come si è visto sopra. Dunque resta che il Figlio di
Dio in nessun modo assunse la persona umana.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Si dice che il Figlio di Dio
assunse la natura umana "in atomo", nel senso che l'assunse "in
un individuo, che è lo stesso supposito increato, ossia la persona
del Figlio di Dio". Non ne segue dunque che sia stata assunta
una persona.
2. Alla natura assunta manca la propria personalità, non perché
le manchi qualcosa che spetta alla perfezione della natura umana;
ma perché le è stato aggiunto qualcosa che trascende la natura
umana, ossia l'unione con la persona divina.
3. Nel passo citato
"consunzione" non significa distruzione
di ciò che esisteva prima, ma impedimento di ciò che altrimenti
avrebbe potuto essere. Se infatti la natura umana non fosse stata
assunta dalla persona divina, la natura umana avrebbe avuto la
propria personalità. Pertanto si dice, sebbene impropriamente,
che la persona "ha consumato la persona", perché la persona
divina con la sua unione ha impedito che la natura umana avesse
la propria personalità.
ARTICOLO
3
Se la persona divina abbia assunto un uomo
SEMBRA che la persona divina abbia assunto un uomo. Infatti:
1. Nei Salmi
si legge: "Beato colui che hai eletto e assunto",
e la Glossa l'applica a Cristo. Anche S. Agostino dice che "il
Figlio di Dio assunse un uomo e in lui patì le sofferenze umane".
2. Il termine uomo significa la natura umana. Ma il Figlio
di Dio assunse una natura umana. Dunque assunse un uomo.
3. Il Figlio di Dio è uomo. Ma egli non è l'uomo che non ha
assunto, altrimenti sarebbe indifferentemente Pietro o qualsiasi
altro uomo. Egli dunque è l'uomo che ha assunto.
IN CONTRARIO: Il Concilio di Efeso riferisce queste parole di
S. Felice, papa e martire, "Crediamo nel Signore nostro Gesù
Cristo, nato dalla Vergine Maria: egli è l'eterno Figlio di Dio
e il Verbo, non un uomo assunto da Dio come soggetto distinto.
Poiché il Figlio di Dio non assunse un uomo, perché fosse un soggetto
distinto da lui".
RISPONDO: Come si è detto sopra, ciò che si assume, non è termine
ma presupposto dell'assunzione. Abbiamo però spiegato che
l'individuo, a cui viene assunta la natura umana, non è altro che
la persona divina quale termine dell'assunzione. Ora, il sostantivo
uomo significa una natura umana in quanto le compete d'esistere
in un supposito, perché come il sostantivo Dio, scrive il Damasceno,
significa "colui che ha la natura divina", così il sostantivo uomo
significa "colui che ha la natura umana". Perciò non è esatto
dire che "il Figlio di Dio assunse un uomo", se si ritiene, com'è
in realtà, che in Cristo c'è un supposito e una persona soltanto.
Invece secondo coloro che ammettono in Cristo due ipostasi
o due suppositi sarebbe giusto ed esatto dire che il Figlio di Dio
assunse un uomo. Per questo la prima opinione riferita nella
sesta distinzione del Terzo Libro delle Sentenze afferma che è stato
assunto un uomo. Ma è un'opinione errata, come si è dimostrato sopra.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Tali modi di dire non
vanno
intesi come se fossero propri, ma vanno spiegati in senso ortodosso
ogni volta che li usano i santi Dottori: l'espressione, p. es., "uomo
assunto", si giustifica col fatto che dell'uomo è stata assunta la
natura; e col fatto che l'assunzione ha dato al Figlio di Dio di
essere uomo.
2. Il termine uomo significa una natura umana in concreto,
esistente cioè in un supposito. Perciò come non possiamo dire
che è stato assunto un supposito, così non possiamo dire che sia
stato assunto un uomo.
3. Il Figlio di Dio non è l'uomo assunto da lui; ma l'uomo di
cui assunse la natura.
ARTICOLO 4
Se il Figlio di Dio avesse dovuto assumere la natura
umana priva d'individuazione
SEMBRA che il Figlio di Dio dovesse assumere la natura umana
priva d'individuazione. Infatti:
1. L'assunzione della natura umana avvenne per l'universale
salvezza di tutti gli uomini, tanto che S. Paolo chiama Cristo "Salvatore
di tutti gli uomini, massimamente dei fedeli". Ma una
natura com'è negli individui, perde la sua universalità. Dunque
il Figlio di Dio doveva assumere la natura umana astratta da
ogni individuo.
2. A Dio dobbiamo attribuire sempre ciò che è più nobile. Ma
in ogni genere di cose ciò che sussiste per sé è perfettissimo.
Dunque il Figlio di Dio doveva assumere l'uomo per sé, che secondo
i Platonici è la natura umana separata dagli individui. Questa
dunque doveva assumere il Figlio di Dio.
3. Si è detto che la natura umana non fu assunta dal Figlio
di Dio come la significa in concreto il termine uomo. Ma è evidente
che tale parola significa la natura umana nella sua individualità.
Dunque il Figlio di Dio assunse la natura umana in
quanto separata dagli individui.
IN CONTRARIO: Il Damasceno scrive che
"il Verbo di Dio incarnato
non assunse la natura considerata nella pura contemplazione.
Questo infatti non è incarnazione, ma illusione e parvenza d'incarnazione". Ora, la natura umana in quanto separata o
astratta dai singolari "è oggetto di contemplazione, perché non
esiste in se stessa", come si esprime lo stesso Santo. Dunque il
Figlio di Dio non assunse la natura umana separata dai singolari.
RISPONDO: La natura dell'uomo o di qualunque altra realtà
sensibile, al di fuori dell'essere che ha nei singolari, si può pensare
in due modi: primo, quasi sussistente per se stessa senza materia,
come sostenevano i Platonici; secondo, come esistente nell'intelletto,
o umano, o divino.
Ora, come dimostra il Filosofo, (la natura umana) non può sussistere
per se stessa, perché alla natura specifica delle cose sensibili
appartiene per definizione la materia sensibile: la carne e le
ossa, p. es., rientrano nella definizione dell'uomo. Perciò è impossibile
che la natura umana sussista senza materia sensibile.
Tuttavia anche se la natura umana sussistesse in tal modo,
non avrebbe potuto essere assunta dal Verbo di Dio. Primo,
perché l'assunzione termina alla persona. Ora, che una natura
universale si individualizzi in una persona è contro la sua
universalità. - Secondo, perché a una natura universale non si possono
attribuire se non operazioni comuni e universali, con le quali
l'uomo né merita né demerita; mentre l'assunzione del Verbo è
stata fatta affinché il Figlio di Dio meritasse per noi nella natura
assunta. - Terzo, perché una natura così sussistente non è sensibile,
ma intelligibile. Invece il Figlio di Dio assunse la natura
umana per presentarsi con essa in maniera visibile agli uomini,
secondo le parole di Baruc: "Allora apparve visibile sulla terra
e si trattenne con gli uomini".
Similmente la natura umana non poteva essere assunta dal
Figlio di Dio nel modo in cui esiste nell'intelletto divino. Perché
così non sarebbe altro che la natura divina: e in tal modo la natura
umana sarebbe stata unita al Figlio di Dio da tutta l'eternità.
È ugualmente impossibile dire che il Figlio di Dio abbia assunto
la natura umana così com'è nell'intelletto umano. Perché
ciò ridurrebbe l'assunzione della natura umana al solo pensiero
dell'assunzione. E sarebbe un pensiero falso, se non gli corrispondesse
un'assunzione reale. Né altro sarebbe che "un'incarnazione apparente", come dice il Damasceno.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Il Figlio di Dio incarnato
è salvatore universale, non secondo l'universalità generica o specifica
che si attribuisce a una natura separata dagli individui,
ma secondo l'universalità causale, in quanto il Figlio di Dio
incarnato è la causa universale della salvezza di tutti gli uomini.
2. Non esiste nella realtà l'uomo per sé, separato dai singolari,
come supponevano i Platonici. - Platone però, sostengono alcuni, intendeva
dire che l'uomo separato esiste solo nell'intelletto
divino. Ma l'uomo preso in tal senso non era necessario che fosse
assunto dal Verbo, avendolo egli presso di sé dall'eternità.
3. Sebbene la natura umana non sia stata assunta nella concretezza
d'un supposito preesistente all'assunzione, tuttavia fu
assunta in condizioni d'individualità, perché fu assunta a sussistere
in una persona.
ARTICOLO
5
Se il Figlio di Dio avesse dovuto assumere tutti gli individui
della natura umana
SEMBRA che
il Figlio di Dio avrebbe dovuto assumere la natura
umana in tutti i suoi individui. Infatti:
1. La natura umana è stata assunta direttamente e per se
stessa. Ma ciò che spetta a una natura per se stessa, spetta a
tutti gli individui che in essa sussistono. Era dunque conveniente
che la natura umana fosse assunta dal Verbo di Dio in tutti i suoi
suppositi.
2. L'incarnazione divina è derivata dalla divina carità, come
attesta il Vangelo: "Dio ha tanto amato il mondo da sacrificare
il suo Figlio unigenito". Ma la carità porta a comunicarsi agli
amici quanto è possibile. Ora, al Figlio di Dio, secondo le spiegazioni
date, era possibile assumere più nature umane; e quindi
tutte, per la ragione medesima. Era dunque conveniente che il
Figlio di Dio assumesse la natura umana in tutti i suoi suppositi.
3. Un abile artigiano porta a compimento il suo lavoro per la
via più breve. Ma l'assumere tutti gli uomini alla filiazione naturale
sarebbe stata una via più breve che "condurre molti alla
filiazione adottiva", come dice S. Paolo, per mezzo di un solo
Figlio naturale. Dunque la natura umana doveva essere assunta
dal Figlio di Dio in tutti i suoi suppositi.
IN CONTRARIO: Il Damasceno afferma che il Figlio di Dio
"non
assunse la natura umana nella sua specie né in tutte le sue ipostasi".
RISPONDO: Non era conveniente che la natura umana fosse
assunta dal Verbo in tutti i suoi suppositi. Primo, perché ciò
avrebbe impedito nella natura umana la molteplicità dei suppositi,
che le è connaturale. Non esistendo infatti nella natura assunta
altro supposito all'infuori della persona assumente, come
si è detto sopra, se fosse stato assunto ogni individuo della natura
umana, ne seguirebbe l'esistenza d'un solo supposito umano: la
persona assumente.
Secondo, perché ciò diminuirebbe la dignità del Figlio di Dio
incarnato, il quale è "primogenito tra molti fratelli" secondo la
natura umana, oltre ad essere "generato prima d'ogni creatura"
secondo la natura divina. Nel caso, infatti, gli uomini avrebbero
tutti la stessa dignità.
Terzo, perché era conveniente che a un solo supposito divino
incarnato corrispondesse l'assunzione di una sola natura umana,
così da avere unità in ambedue le parti.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Si dice che essere assunta
spetta alla natura umana per se stessa, nel senso che non le spetta
in ragione della persona, diversamente da come spetta assumere
alla natura divina. Non già nel senso che l'assunzione dipenda
dai principi essenziali della natura umana, o le convenga come
una sua proprietà naturale: perché allora converrebbe a tutti
i suoi suppositi.
2. L'amore di Dio verso gli uomini si manifesta non solo nell'assunzione
stessa della natura umana, ma principalmente in
ciò che ha patito nella natura umana per gli altri uomini, secondo
le parole di S. Paolo: "Dio dà prova del suo amore verso di
noi proprio in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo
è morto per noi". Ciò non sarebbe avvenuto, se avesse assunto
la natura umana in tutti gli uomini.
3. La brevità che è cara a un saggio artefice, esige che non
usi molti mezzi dove ne basta uno solo. Era dunque convenientissimo
che per mezzo d'un solo uomo fossero salvati tutti gli altri.
ARTICOLO
6
Se fosse conveniente per il Figlio di Dio assumere una natura
umana dalla stirpe di Adamo
SEMBRA che non fosse conveniente per il Figlio di Dio assumere
una natura umana dalla stirpe di Adamo. Infatti:
1. Dice l'Apostolo:
"Ci voleva per noi un pontefice, escluso
dal numero dei peccatori". Ma questi sarebbe stato meglio separato
dai peccatori, se non avesse assunto la natura umana dalla
stirpe di Adamo peccatore. Dunque non doveva prendere una
natura umana dalla stirpe di Adamo.
2. In ogni ordine di cose il principio è più nobile delle sue derivazioni.
Se dunque voleva prendere una natura umana, la doveva
piuttosto assumere in Adamo stesso.
3. I pagani erano più peccatori dei Giudei, come dice la Glossa
su quelle parole di S. Paolo: "Noi siamo Giudei di nascita, non
peccatori provenienti dai gentili". Se dunque (il Figlio di Dio)
voleva assumere la natura umana dai peccatori, la doveva prendere
piuttosto dai gentili che dalla stirpe di Abramo che era giusto.
IN CONTRARIO: Il Vangelo fa risalire a Adamo la genealogia
del Signore.
RISPONDO: Come osserva S. Agostino,
"Dio poteva farsi uomo
senza prendere l'umanità dalla stirpe di quell'Adamo che aveva
ridotto in schiavitù con la sua colpa il genere umano. Ma preferì
assumere dalla stessa stirpe che era stata sconfitta l'uomo con
il quale avrebbe sconfitto il nemico del genere umano". E ciò
per tre ragioni. Primo, perché è giusto che soddisfi chi ha peccato.
Perciò dalla natura che Adamo aveva corrotto doveva
essere assunto quanto avrebbe servito alla completa riparazione
di tutta la natura.
Secondo, perché ridonda pure a maggior onore dell'uomo che
il vincitore del diavolo nasca da quella stirpe che era stata vinta
dal diavolo.
Terzo, perché ciò mette in maggior rilievo la stessa potenza di
Dio: questi infatti da una natura corrotta e inferma assunse lo
strumento che fu elevato a così grande virtù e dignità.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Il Cristo doveva essere separato
dai peccatori quanto alla colpa che era venuto a distruggere,
non quanto alla natura che era venuto a salvare: in questa "doveva
essere in tutto simile ai fratelli", come dice lo stesso
Apostolo. E in ciò pure risulta più mirabile la sua innocenza,
avendo sortito tanta purezza una natura presa da una massa
soggetta al peccato.
2. Colui che era venuto a togliere i peccati doveva essere separato
dai peccatori, secondo le spiegazioni date, quanto alla colpa,
alla quale soggiacque Adamo e "dalla quale lo trasse" il Cristo,
come dice il Libro della Sapienza. Ora, conveniva che non avesse
bisogno di purificazione, chi era venuto a purificare tutti gli altri;
poiché in ogni genere di moto il primo motore è immobile in
quel genere di movimento: il primo alterante, p. es., è inalterabile.
Non era dunque conveniente che (il Figlio di Dio) assumesse
la natura umana in Adamo stesso.
3. Poiché Cristo doveva essere assolutamente separato dai peccatori
quanto alla colpa, raggiungendo il vertice dell'innocenza,
era opportuno che dal primo peccatore si arrivasse a lui attraverso
una serie di giusti nei quali splendessero alcuni segni della
santità futura. Per questo inoltre Dio istituì nel popolo da cui
Cristo sarebbe nato dei segni di santità, che incominciarono in
Abramo, il quale per primo ricevette la promessa di Cristo e la circoncisione
come segno del patto da ratificarsi (in seguito), secondo il racconto della Genesi.
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