Il Santo Rosario
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Questione 36

Manifestazione di Cristo alla sua nascita

Passiamo ora a considerare la manifestazione di Cristo alla sua nascita.
Sull'argomento si pongono otto quesiti: 1. Se la nascita di Cristo dovesse essere manifesta a tutti; 2. Se fosse necessaria la sua manifestazione ad alcuni; 3. A chi doveva essere manifestata; 4. Se Cristo dovesse manifestarsi direttamente o per mezzo di altri; 5. Con quali altri mezzi doveva farsi conoscere; 6. Ordine di queste manifestazioni; 7. La stella che servì a manifestare la sua nascita; 8. L'adorazione dei Magi, i quali conobbero la nascita di Cristo mediante la stella.

ARTICOLO 1

Se la nascita di Cristo dovesse essere a tutti manifesta

SEMBRA che la nascita di Cristo dovesse essere manifesta a tutti. Infatti:
1. L'adempimento deve corrispondere alla promessa. Ora, circa la promessa della venuta di Cristo c'è il salmo che dice: "Dio verrà in maniera manifesta". Ma egli venne appunto nascendo nella carne. Dunque la sua nascita doveva essere manifesta a tutto il mondo.

2. S. Paolo insegna che "Cristo venne in questo mondo per salvare i peccatori". Ma questo, com'egli dice, avviene solo in quanto è loro manifestata la grazia di Cristo: "È apparsa la grazia di Dio nostro Salvatore a tutti gli uomini, e ci ha insegnato a rinnegare l'empietà e le umane cupidigie, e a vivere in questo mondo con temperanza, con giustizia e pietà". Perciò la nascita di Cristo doveva essere a tutti manifesta.

3. In Dio predomina su tutto la disposizione a perdonare, poiché sta scritto: "Le sue misericordie (si stendono) su tutte le sue opere". Ma nella seconda venuta, quando "giudicherà con giustizia", egli sarà a tutti visibile, secondo le parole evangeliche: "Come il lampo esce dall'oriente e guizza fino all'occidente, così sarà la venuta del Figlio dell'Uomo". A maggior ragione quindi, doveva essere manifesta la sua prima venuta, in cui nacque secondo la carne.

IN CONTRARIO: In Isaia si legge: "Tu sei un Dio nascosto, Santo d'Israele, Salvatore". E ancora: "Il suo volto è quasi nascosto e disprezzato".

RISPONDO: La nascita di Cristo non doveva essere manifestata indistintamente a tutti. Primo, perché ciò avrebbe impedito la redenzione degli uomini, che fu attuata con la croce; S. Paolo infatti dice: "Se l'avessero conosciuto, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria".
Secondo perché ciò avrebbe sminuito il merito della fede, per mezzo della quale (Cristo) era venuto a giustificare gli uomini, secondo l'espressione paolina: "La giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo". Se infatti quando Cristo nacque indizi palesi avessero rivelato a tutti la sua nascita, non vi sarebbe stato più bisogno della fede, la quale è "convincimento di cose che non si vedono".

Terzo, perché in tal modo sarebbe sorto il dubbio sull'umanità reale di Cristo. Per questo S. Agostino afferma: "Se da fanciullo non fosse diventato adolescente, se non avesse preso né cibo né sonno, non si sarebbe forse confermato l'errore, cosicché nessuno avrebbe creduto che egli avesse preso realmente la natura umana? Operando tutto prodigiosamente, non avrebbe distrutto ciò che aveva compiuto misericordiosamente?".

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Secondo la Glossa, quel passo si riferisce alla venuta di Cristo per il giudizio finale.
2. Tutti gli uomini per la loro salvezza dovevano essere istruiti sulla grazia di Dio Salvatore, non al momento della sua nascita, ma dopo, nell'età matura, dopo "aver compiuto la salvezza in mezzo alla terra". Ecco perché, dopo la passione e la resurrezione, disse ai suoi discepoli: "Andate, insegnate a tutte le genti".
3. Per un giudizio è necessario conoscere l'autorità del giudice: di qui la necessità della manifestazione per la venuta di Cristo al giudizio. Ma la prima venuta mirava alla salvezza di tutti, che si attua mediante la fede, la quale ha per oggetto cose che non si vedono. Ecco perché la prima venuta doveva rimanere nascosta.

ARTICOLO 2

Se la nascita di Cristo dovesse essere manifestata ad alcuni

SEMBRA che la nascita di Cristo non dovesse essere manifestata a nessuno. Infatti:
1. Era opportuno, come abbiamo visto, per la salvezza degli uomini, che la prima venuta di Cristo rimanesse nascosta. Ora, Cristo era venuto per salvare tutti, secondo la parola di S. Paolo: "Egli è il Salvatore di tutti gli uomini, soprattutto dei fedeli". Quindi la nascita di Cristo non doveva essere manifestata a nessuno.
2. Prima che avvenisse, la futura nascita di Cristo era stata manifestata alla Beata Vergine e a S. Giuseppe. Perciò non era necessario che, una volta avvenuta, venisse manifestata ad altri.
3. Nessun uomo saggio manifesta ciò che può produrre confusione e danno per gli altri. Ma, appena resa nota la nascita di Cristo, successe della confusione, come dice S. Matteo, ché, "sentendo il re Erode" della nascita di Cristo, "si turbò, e con lui tutta Gerusalemme". Il che fu anche di danno agli altri; infatti, in seguito a questo Erode, "fece uccidere tutti i bambini di Betlemme e dei dintorni dai due anni in giù". Perciò non sembra che sia stato conveniente far conoscere ad alcuni la nascita di Cristo.

IN CONTRARIO: A nessuno avrebbe giovato la nascita di Cristo, se fosse rimasta nascosta a tutti. Ma era necessario che essa giovasse a qualcuno; altrimenti Cristo sarebbe nato inutilmente. Sembra perciò che fosse necessario manifestarla a qualcuno.

RISPONDO: Come dice S. Paolo, "quanto Dio fa, lo fa in modo ordinato". Ora, è proprio della divina sapienza trasmettere i suoi doni e i suoi segreti non a tutti alla stessa maniera, ma direttamente ad alcuni, e per mezzo di questi agli altri. Ecco perché del mistero della resurrezione si dice che "Dio ha fatto sì che Cristo risorto si rendesse visibile, non a tutto il popolo, ma ai testimoni preordinati da Dio". Lo stesso doveva succedere per la sua nascita, che cioè fosse palese non a tutti, ma soltanto ad alcuni, per mezzo dei quali potesse arrivare agli altri.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Come sarebbe stata compromessa la salvezza umana dalla manifestazione a tutti gli uomini della nascita di Dio, così lo sarebbe stata dal nascondimento totale. Poiché nell'uno come nell'altro caso viene esclusa la fede: sia per la manifestazione a tutti, che per la mancanza di conoscenza da parte di qualcuno, di cui si possa accettare la testimonianza; "la fede" infatti, secondo S. Paolo, "viene dall'ascoltare".
2. Maria e Giuseppe dovevano necessariamente essere istruiti sulla futura nascita di Cristo, perché dovevano rispettare il bimbo concepito nel seno materno e assisterlo dopo la nascita. Ora, la loro testimonianza sulla grandezza di Cristo, trattandosi di un familiare, sarebbe stata sospetta. Dunque era necessario partecipare la cosa ad estranei, la cui testimonianza fosse immune da ogni sospetto.
3. Il turbamento che seguì la notizia della nascita di Cristo si addiceva a codesta nascita. Primo, perché ciò serviva a manifestare la dignità celeste di Cristo. Di qui le parole di S. Gregorio: "Alla nascita del Re del cielo, un re della terra si turba; perché la potenza terrena vacilla quando si svela la maestà celeste". - Secondo, perché ciò prefigurava la potenza di Cristo giudice. "Che farà mai il suo tribunale di giudice", scrive S. Agostino, "se la sua culla di bimbo terrorizzava la superbia dei re?". - Terzo, perché ciò prefigurava la distruzione del regno del diavolo. Poiché, come afferma il Papa S. Leone, "non solo fu turbato Erode in se stesso, ma il demonio in Erode. Questi infatti vedeva (nel fanciullo) un uomo, il demonio invece ci vedeva Dio. Ambedue temevano in lui il successore del proprio regno: il diavolo di quello celeste, Erode di quello terreno". Vano timore questo, perché Cristo non era venuto nel mondo per avere un regno terreno. Di qui l'apostrofe di S. Leone a Erode: "La tua reggia non può ospitare Cristo, né il padrone del mondo si contenta dei confini del tuo dominio".
Che poi i giudei si turbassero, mentre dovevano piuttosto goderne, secondo S. Giovanni Crisostomo, si spiega dal fatto che "i malvagi non potevano essere contenti della nascita del giusto"; oppure dal fatto che assecondavano Erode, del quale avevano paura. "Il popolo" infatti "asseconda più del giusto coloro dei quali teme la crudeltà".
L'uccisione poi dei fanciulli da parte di Erode non fu loro di danno, ma di giovamento. Dice infatti S. Agostino: "Lungi da noi il pensare che Cristo, il quale era venuto a liberare gli uomini, non abbia fatto nulla per ricompensare coloro che sarebbero stati uccisi per causa sua, egli che, inchiodato sulla croce, pregò per i suoi crociflssori".

ARTICOLO 3

Se coloro ai quali fu rivelata la nascita di Cristo siano stati scelti bene

SEMBRA che coloro ai quali fu rivelata la nascita di Cristo non siano stati scelti bene. Infatti:
1. Il Signore comandò ai discepoli: "Non andate fra i gentili"; perché egli volle manifestarsi prima ai giudei che ai gentili. Quindi molto meno conveniva che la nascita di Cristo venisse manifestata subito ai gentili, i quali "vennero dall'oriente", come narra S. Matteo.

2. La rivelazione della verità divina va fatta soprattutto agli amici di Dio: "L'annunzia al suo amico", per dirla con la Scrittura. Ma pare che i magi fossero nemici di Dio, perché si legge nel Levitico: "Non recatevi dai maghi; né consultate gli indovini". Non era dunque giusto rivelare la nascita di Cristo ai Magi.
3. Cristo era venuto nel mondo per liberarlo tutto dal potere del diavolo: "Da levante a ponente", si legge in Malachia, "il mio nome è grande fra tutte le genti". Dunque doveva manifestarsi a qualcuno, non solo dell'Oriente, ma anche dell'Occidente.
4. Tutti i sacramenti della legge antica erano simbolo di Cristo. Ma essi venivano amministrati dai sacerdoti ebrei. Dunque anche la nascita di Cristo doveva essere rivelata, più che ai pastori nella campagna, ai sacerdoti nel tempio.
5. Cristo nacque bambino da una madre vergine. Era perciò più conveniente che si rivelasse ai giovani e alle vergini, piuttosto che a vecchi e coniugati o vedove, come Simeone ed Anna.

IN CONTRARIO: Nel Vangelo si legge: "Io conosco quelli che ho scelto". Ora ciò che è fatto dalla sapienza di Dio è fatto bene. Perciò coloro ai quali fu rivelata la nascita di Cristo furono scelti bene.

RISPONDO: La salvezza che Cristo doveva portare riguardava tutti gli uomini; perché, come dice S. Paolo, "per Cristo non esiste più maschio e femmina, gentile e giudeo, schiavo e libero", e nessun'altra differenza del genere. Ora, affinché ciò fosse prefigurato fin dalla nascita di Cristo, egli si diede a conoscere a uomini di ogni condizione. Infatti, come nota S. Agostino, "i pastori erano Israeliti, i Magi pagani. I primi vicini, i secondi lontani. Tutti convennero come alla pietra angolare". Un'altra differenza esisteva tra di loro: i Magi erano sapienti e potenti, i pastori semplici e di basso rango. Si diede a conoscere ai giusti come Simeone ed Anna, e ai peccatori, cioè ai Magi; inoltre si manifestò agli uomini ed alle donne: ad Anna, p. es., perché fosse evidente che nessuna condizione umana era esclusa dalla salvezza portata da Cristo.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. La manifestazione della nascita di Cristo fu un saggio della piena manifestazione futura. Perciò come nella seconda manifestazione la grazia di Cristo fu annunziata da Cristo stesso e dai suoi Apostoli prima ai giudei e poi ai gentili; così al (presepe di) Cristo prima giunsero i pastori vicini, che erano le primizie dei giudei, e poi i magi di lontano, che, come nota S. Agostino, erano "le primizie dei gentili".
2. "Come nella rozzezza dei pastori", spiega S. Agostino, "emerse l'ignoranza, così nei sacrilegi dei magi emerse l'empietà. Ma colui che era la pietra angolare attira a sé gli uni e gli altri; perché egli era venuto "a scegliere le stoltezze per confondere i sapienti", e "non a chiamare i giusti ma i peccatori", affinché nessun grande si insuperbisse, né alcun debole disperasse".

Alcuni tuttavia affermano che questi Magi non erano fattucchieri malvagi, ma sapienti astrologi, i quali dai Persiani e dai Caldei sono chiamati Magi.

3. Secondo il Crisostomo "i Magi vennero dall'Oriente, perché l'inizio della fede comincia dalla parte da cui nasce il sole; essendo la fede la luce delle anime". - Oppure "perché coloro che giungono a Cristo, vengono da lui e per mezzo di lui", così denominato dalla Scrittura: "Ecco un uomo, il cui nome è Oriente".
Si dice che vennero dall'Oriente, nel significato letterale, perché secondo alcuni provenivano dalle più remote regioni orientali: oppure secondo altri provenivano dalle regioni vicine alla Giudea, ma situate ad oriente di questa regione.
È da credere tuttavia che in altre parti del mondo ci siano stati segni della nascita di Cristo: a Roma, p. es., si vide scorrere olio, e in Spagna apparvero tre soli che a poco a poco si fusero in uno.
4. Scrive il Crisostomo che l'angelo per annunziare la nascita di Cristo non andò a Gerusalemme, non cercò gli scribi e i farisei; perché essi erano corrotti e rosi dall'invidia. I pastori invece erano sinceri e praticavano la vita dei Patriarchi e di Mosè.
Essi inoltre rappresentano i dottori della Chiesa, ai quali vengono rivelati i misteri di Cristo tenuti celati ai Giudei.
5. Afferma S. Ambrogio: "La nascita del Signore doveva ricevere la testimonianza non solo dei pastori, ma anche dei vecchi e dei giusti"; anche perché la loro testimonianza di persone giuste aveva maggior credito.

ARTICOLO 4

Se Cristo doveva manifestare la sua nascita da se stesso

SEMBRA che Cristo avrebbe dovuto manifestare la sua nascita da se stesso. Infatti:
1. "La causa che agisce da se stessa è sempre superiore a quella che agisce per mezzo di altri", come dice Aristotele. Ma Cristo ha manifestato la sua nascita per mezzo di altri: p. es., ai pastori per mezzo degli angeli ed ai Magi per mezzo della stella. A maggior ragione avrebbe dovuto manifestare la sua nascita da se stesso.
2. Nell'Ecclesiastico si legge: "Sapienza nascosta e tesoro occulto, a che servono l'una e l'altro?". Ma Cristo ebbe in maniera perfetta il tesoro della sapienza e della grazia fin dall'inizio del suo concepimento. Se quindi non avesse manifestato tale pienezza con le parole e con le opere, la sapienza e la grazia gli sarebbero state date inutilmente. Il che non è ammissibile, perché "Dio e la natura non fanno niente di inutile", come nota Aristotele.
3. Nel libro De Infantia Salvatoris si legge che Cristo fece molti miracoli durante la sua fanciullezza. E così sembra che abbia manifestato la sua nascita da se stesso.

IN CONTRARIO: Il Papa S. Leone afferma che i Magi trovarono il bambino Gesù "in niente diverso dalla generalità dei bambini". Ma gli altri bambini non si rivelano da sé. Dunque non era conveniente che Cristo manifestasse da sé la propria nascita.

RISPONDO: La nascita di Cristo era ordinata alla salvezza degli uomini, che si attua mediante la fede. Ora, la vera fede riconosce la divinità e l'umanità di Cristo. Era perciò necessario che la nascita di Cristo si manifestasse in maniera tale, da non pregiudicare la fede nella sua umanità. E questo avvenne per il fatto che Cristo mostrò in se stesso i segni dell'umana infermità, e insieme il potere della propria divinità per mezzo delle creature di Dio. Ecco perché Cristo fece conoscere la sua nascita non direttamente da se stesso, ma per mezzo di alcune creature.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. In ordine genetico e di moto è necessario arrivare alla perfezione cominciando dalle cose imperfette. Ecco perché Cristo si diede a conoscere prima per mezzo delle creature, e in seguito, in maniera perfetta, da se stesso.
2. Benché la sapienza nascosta sia inutile, tuttavia è da savi darsi a conoscere non in qualunque momento, ma a tempo opportuno, come dice l'Ecclesiastico: "C'è chi tace perché non sa che ribattere; e c'è chi tace perché sa quand'è il tempo". Così non fu inutile la sapienza di Cristo, perché egli si diede a conoscere al momento giusto. E il fatto stesso che a suo tempo sia rimasto nascosto, è indizio di sapienza.
3. Quel libro è un apocrifo. E il Crisostomo scrive, Cristo prima di cambiare l'acqua in vino non fece alcun miracolo, conforme a quanto dice S. Giovanni: "Fu questo il primo miracolo operato da Gesù". "Se egli infatti avesse compiuto miracoli da bambino, gli israeliti non avrebbero avuto bisogno che un altro l'avesse fatto loro conoscere; e invece S. Giovanni Battista ha detto: "Perché egli si manifestasse ad Israele io sono venuto a battezzare con acqua". Giustamente perciò Cristo non cominciò a far miracoli da bambino. Infatti avrebbero considerato l'incarnazione un travestimento fantastico; oppure, divorati dall'invidia, l'avrebbero crocifisso prima del tempo".

ARTICOLO 5

Se a manifestare la nascita di Cristo dovessero essere gli angeli e una stella

SEMBRA che a manifestare la nascita di Cristo non dovessero essere degli angeli. Infatti:
1. Gli angeli sono sostanze spirituali, secondo le parole dei Salmi: "Dio ha fatto spirito i suoi angeli". Ora, la nascita di Cristo fu secondo la carne, non secondo la sua sostanza spirituale. Quindi non doveva essere rivelata per mezzo degli angeli.
2. I giusti sono più affini agli angeli che a ogni altro essere, poiché sta scritto: "L'angelo del Signore si accampa attorno ai timorati di lui e li salva". Ma ai giusti, cioè a Simeone ed Anna, la nascita di Cristo, non fu rivelata dagli angeli. Quindi non doveva esserlo neppure ai pastori.
3. Né doveva essere rivelata ai Magi per mezzo della stella. Ciò infatti poteva essere occasione di errore per costoro, i quali credevano che gli astri influissero sulla nascita degli uomini. Ora le occasioni di peccato vanno eliminate. Quindi non era conveniente che la nascita di Cristo fosse rivelata per mezzo di una stella.
4. Perché un segno possa significare qualche cosa, deve esser certo. Ma la stella non era un segno certo della nascita di Cristo. Perciò con essa quest'ultima non fu manifestata in modo conveniente.

IN CONTRARIO: La Scrittura dice che "le opere di Dio sono perfette". Ma tale manifestazione fu opera divina. Dunque fu attuata con segni convenienti.

RISPONDO: Come la dimostrazione sillogistica avviene mediante ciò che è più evidente per colui a cui si vuol dimostrare qualcosa, così la manifestazione mediante qualche segno va fatta con ciò che è familiare a colui cui è ordinata. È evidente però che per gli uomini giusti è familiare e abituale essere istruiti dall'istinto interiore dello Spirito Santo, cioè dallo spirito di profezia, senza intervento di segni sensibili. Altri invece, dediti alle cose materiali, vengono condotti alle realtà intellettuali mediante le cose sensibili. Ora, i Giudei solevano ricevere le comunicazioni divine mediante gli angeli, per mezzo dei quali avevano ricevuto anche le leggi, come sta scritto: "Riceverete la legge per ministero degli angeli". Mentre i gentili, e specialmente gli astrologi, solevano osservare il corso degli astri. Ecco perché ai giusti, cioè ad Anna e a Simeone, la nascita di Cristo fu rivelata per istinto interiore dello Spirito Santo, come afferma S. Luca: "Dallo Spirito Santo gli era stato rivelato che non avrebbe incontrato la morte prima che avesse visto il Cristo del Signore". Invece ai pastori e ai Magi, come a persone dedite alle cose materiali, la nascita di Cristo fu manifestata mediante apparizioni visibili. E siccome si trattava di una nascita non puramente terrena, ma in qualche modo celeste, sia agli uni che agli altri fu rivelata con segni celesti. Come infatti scrive S. Agostino, "gli angeli popolano il cielo, gli astri lo adornano; e quindi gli uni e gli altri narrano la gloria di Dio".
È giusto poi che, come ai Giudei, presso i quali le apparizioni degli angeli sono frequenti, la nascita di Cristo fosse rivelata per mezzo di angeli; ai Magi invece, abituati a considerare i corpi celesti, fosse fatta per mezzo di una stella. Perché, come spiega il Crisostomo "Dio adattandosi ad essi li volle chiamare con mezzi loro familiari". - C'è poi un'altra ragione portata da S. Gregorio: "Ai Giudei, come a esseri che si servono della ragione, doveva parlare una creatura razionale. I gentili invece, che non sapevano servirsi della ragione per conoscere Dio, sono condotti a lui non da una voce, ma da segni. E come per annunziare alle genti il Signore già dotato di loquela, furono incaricati predicatori che parlavano; così per annunziare il Signore ancora infante furono usati muti elementi". S. Agostino porta un terzo motivo: "Ad Abramo era stata promessa una innumerevole discendenza, non carnale, ma frutto della fecondità della fede. Per questo essa fu paragonata alla moltitudine delle stelle, allo scopo di infondere la speranza di una discendenza celeste". Perciò i gentili, "indicati nelle stelle, dal sorgere di un nuovo astro vengono stimolati" ad andare a Cristo, per mezzo del quale diventano progenie di Abramo.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Ha bisogno di essere rivelato ciò che di suo è occulto, e non ciò che è già manifesto. Ora la carne del neonato era visibile, mentre la sua divinità era occulta. Perciò quella nascita fu rivelata per mezzo degli angeli, ministri di Dio. E l'angelo apparve circondato di luce, per mostrare che il neonato era "lo splendore della gloria del Padre".
2. I giusti non avevano bisogno d'una apparizione visibile degli angeli, ma, essendo perfetti, era loro sufficiente l'istinto interiore dello Spirito Santo.
3. La stella che rivelò la nascita di Cristo eliminò ogni occasione di errore. Come infatti afferma S. Agostino, "nessun astrologo mise le sorti umane sotto l'influsso degli astri in modo tale da affermare che una stella, alla nascita di un uomo, avesse abbandonato il suo corso, per andare verso quell'uomo appena nato"; come invece è avvenuto della stella che ha indicato la nascita di Cristo. Quindi in questo modo non viene confermato l'errore di chi "crede di stabilire un nesso tra il corso degli astri e la sorte di chi nasce; costoro infatti non credono che il corso degli astri possa mutare per la nascita di un uomo".
Inoltre, secondo il Crisostomo, "all'astronomia non spetta conoscere dalle stelle coloro che nascono, ma predire il futuro in base al tempo della loro nascita. Ora, i Magi non conobbero il momento della nascita in modo da prenderlo come punto di partenza per conoscere il futuro dal movimento delle stelle; ma avvenne piuttosto il contrario".
4. Secondo quanto racconta il Crisostomo, in certi scritti apocrifi si legge che un popolo dell'estremo oriente, vicino all'oceano, possiede uno scritto attribuito a Seth, nel quale si parla di questa stella e dei doni da offrirsi. Tale popolo in attenta attesa di questa stella, aveva istituito dodici esploratori, i quali in tempi determinati salivano devotamente sulla montagna. Di lassù essi in seguito videro la stella avente come la forma di un bambino e con sopra il segno di una croce.
Si può anche dire, secondo il libro De Quaestionibus Novi et Veteris Testamenti, che "quei Magi seguirono la tradizione di Balaam", il quale aveva detto: "Nascerà da Giacobbe una stella". "Perciò vedendo una stella fuori del corso normale del mondo, riconobbero in essa quella che Balaam aveva profetato come segno del Re dei Giudei".
S. Agostino dice inoltre che, "i Magi ricevettero dagli angeli una qualche rivelazione" che la stella indicava la nascita di Cristo. Ed è probabile che ricevessero questo avviso "dagli angeli buoni; dal momento che cercavano la propria salvezza in Cristo, che essi andavano ad adorare".
Oppure si può dire con S. Leone Papa, che "oltre a quella apparizione la quale colpì la vista corporea, un raggio più fulgido di verità penetrò i loro cuori dello splendore della fede".

ARTICOLO 6

Se la nascita di Cristo sia stata manifestata in modo ordinato

SEMBRA che la nascita di Cristo non sia stata manifestata in modo ordinato. Infatti:
1. La nascita di Cristo doveva essere rivelata prima di tutto a coloro che erano più vicini a lui, e che più lo desideravano, conforme al detto della Sapienza: "Previene coloro che la bramano, e si mostra loro per prima". Ma i giusti erano i più vicini a Cristo per la fede e ardentemente desideravano la sua venuta, come è detto di Simeone che "era uomo giusto e timorato, e aspettava la redenzione d'Israele". Dunque la nascita di Cristo doveva essere rivelata prima a Simeone che ai Pastori e ai Magi.

2. I Magi furono "le primizie dei pagani" che dovevano credere in Cristo. Ma alla fede prima "dovrà venire tutta la massa dei gentili", e in seguito "si salverà tutto Israele", come dice S. Paolo. Quindi la nascita di Cristo doveva essere rivelata prima ai Magi che ai Pastori.
3. Il Vangelo dice che "Erode fece uccidere tutti i bambini, che erano in Betlemme e in tutto il suo territorio dai due anni in giù, secondo il tempo che aveva indagato dai Magi". Da ciò sembra risultare che i Magi arrivarono due anni dopo la nascita di Cristo. Perciò non era giusto che la nascita di Cristo fosse manifestata ai gentili con tanto ritardo.

IN CONTRARIO: In Daniele si legge: "Egli muta i tempi e le stagioni". E così nella manifestazione della nascita di Cristo fu rispettato il giusto ordine cronologico.

RISPONDO: La nascita di Cristo prima di tutti fu rivelata ai Pastori, lo stesso giorno della nascita. Come infatti dice S. Luca, "in quella stessa contrada c'erano dei pastori che vegliavano di notte a guardia del loro gregge. E, appena gli angeli furono da essi partiti verso il cielo, presero a dire tra loro: Andiamo fino a Betlemme. E s'avviarono in fretta". - Poi da Cristo arrivarono i Magi, tredici giorni dopo la nascita, giorno in cui si celebra la festa dell'Epifania. Se infatti fossero venuti dopo un anno o due, non l'avrebbero trovato a Betlemme. È scritto infatti che, "quando ebbero compiuto ogni cosa secondo la legge del Signore", offrendo il bambino Gesù nel Tempio, "ritornarono in Galilea, nella loro città", cioè a "Nazaret". - In terzo luogo fu manifestata ai giusti nel Tempio, quaranta giorni dopo la nascita, come dice S. Luca.
Questa è la ragione di tale ordine: i pastori prefigurano gli Apostoli e gli altri giudei credenti, ai quali prima di tutti fu comunicata la fede in Cristo; tra i quali non furono "né molti potenti né molti nobili", come dice S. Paolo. In un secondo tempo la fede di Cristo giunse alla massa dei gentili, prefigurati nei Magi. E in fine alla totalità dei giudei, raffigurata nei giusti. E per questo Cristo fu rivelato ai giudei proprio nel loro Tempio.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Come dice l'Apostolo, "Israele, che inseguiva una legge di giustizia, non riuscì ad ottenerla"; ma i gentili, i quali "non cercavano la giustizia", in generale prevennero i giudei nella giustizia della fede. Come figura di questo, Simeone "il quale attendeva la consolazione d'Israele", conobbe per ultimo il Cristo nato; mentre lo precedettero in ciò i Magi ed i Pastori, che non aspettavano con tanta ansietà la nascita di Cristo.
2. Benché la massa dei gentili abbia abbracciato la fede prima della massa dei giudei, tuttavia le primizie dei giudei nella fede prevennero quelle dei gentili. Ecco perché la nascita di Cristo fu rivelata prima ai Pastori che ai Magi.
3. Circa l'apparizione della stella ai Magi ci sono due opinioni. Il Crisostomo e S. Agostino ritengono che la stella sia apparsa ai Magi due anni prima della nascita di Cristo; e fin da allora essi dopo aver riflettuto si prepararono a partire, e movendo dalle più remote regioni dell'Oriente, giunsero presso il Cristo tredici giorni dopo la sua nascita. Ecco perché Erode, dopo la partenza dei Magi, vedendosi da essi deluso, fece uccidere i bambini dai due anni in giù, pensando che Cristo forse era nato quando la stella era apparsa ai Magi, secondo quanto aveva da loro udito.

Altri invece affermano che la stella sarebbe apparsa al momento della nascita di Cristo, e i Magi, partendo subito, avrebbero compiuto un lunghissimo viaggio in soli tredici giorni, sia perché condotti da un potere divino, sia per la velocità dei dromedari. Questo, supposto che siano venuti dall'estremo Oriente. Qualcuno tuttavia sostiene che venissero da una contrada vicina, donde era originario Balaam, della cui dottrina erano seguaci. E si dice che vennero dall'Oriente, perché quella regione sta a oriente della Giudea. - Secondo quest'ipotesi, Erode uccise i bambini, non subito dopo la partenza dei Magi, ma dopo due anni. E questo, o perché, come si dice, in questo tempo andò a Roma per difendersi da certe accuse; o perché, sconvolto dal terrore di certi pericoli, per il momento desistette dal proposito di uccidere il fanciullo. Oppure poté pensare che i Magi, "ingannati dalla falsa visione della stella, non avendo trovato ciò che avevano creduto noto, si fossero vergognati di tornare da lui", come dice S. Agostino. Ed uccise non solo quelli di due anni, ma anche quelli di età inferiore perché, dice ancora S. Agostino, "temeva che il bambino, al quale prestavano servizio le stelle, trasformasse il proprio aspetto al di sopra o al di sotto della propria età".

ARTICOLO 7

Se la stella apparsa ai Magi fosse una stella del cielo

SEMBRA che quella apparsa ai Magi fosse una stella del cielo. Infatti:
1. S. Agostino ha scritto: "Dio mentre succhia le mammelle e sopporta di essere avvolto con poveri panni, improvvisamente una nuova stella rifulge nel cielo". Quindi fu una stella del cielo quella che apparve ai Magi.
2. Dice ancora S. Agostino: "Gli angeli indicano Cristo ai Pastori, la stella ai Magi. Agli uni e agli altri parla la lingua del cielo, perché aveva cessato di parlare la lingua dei profeti". Ma gli angeli apparsi ai Pastori erano veri angeli del cielo.
3. Le stelle che non sono in cielo, ma nell'aria, si chiamano stelle comete; le quali però non appaiono per la nascita dei re, ma sono piuttosto presagi della loro morte. Ora, la stella in questione indicava la nascita di un Re; infatti i Magi dissero: "Dov'è il neonato Re dei giudei? Poiché abbiamo visto la sua stella in Oriente". Sembra dunque che fosse una stella del cielo.

IN CONTRARIO: Scrive S. Agostino: "Non era una di quelle stelle che all'inizio della creazione seguono il loro corso secondo la legge del Creatore: ma col nuovo parto della Vergine, apparve un nuovo astro".

RISPONDO: Che quella stella, secondo l'autorità del Crisostomo, non fosse un astro del firmamento, è chiaro per diversi motivi. Primo, perché nessun'altra stella ha seguito la stessa direzione. Questa infatti andava da nord a sud: è questa infatti la posizione della Giudea nei confronti della Persia, da cui provenivano i Magi.
Secondo, ciò è evidente dal tempo dell'apparizione. Poiché non appariva soltanto di notte, ma anche in pieno giorno. Il che non succede né alle stelle, e neppure alla luna.
Terzo, perché a momenti appariva, a momenti spariva. Quando infatti i Magi entrarono a Gerusalemme la stella sparì; e riapparve quando essi si allontanarono da Erode.
Quarto, perché non aveva un movimento continuo: ma si muoveva quando i Magi dovevano camminare; proprio come avveniva della colonna di nubi nel deserto.
Quinto, perché indicò il parto della Vergine, non stando in alto, ma scendendo in basso. Infatti nel Vangelo si legge che "la stella, vista da essi in oriente, li precedeva, finché, giunta sul luogo dove era il fanciullo, si fermò". Da ciò risulta che le parole dei Magi, "Vedemmo la sua stella in oriente", non vanno intese nel senso che dall'oriente avessero visto la stella che si trovava in Giudea; ma che la videro in oriente, e li accompagnò fino in Giudea (benché questo sia messo in dubbio). - Del resto non avrebbe potuto indicare bene la casa, se non fosse stata vicina alla terra. E, come dice lo stesso autore, questo comportamento non sembra quello proprio di una stella, ma "di un potere razionale". Per cui "sembra che questa stella sia stata una forza invisibile apparsa sotto forma di stella".
Per questo alcuni affermano che lo Spirito Santo come nel battesimo del Signore scese sotto forma di colomba, così apparve ai Magi sotto le apparenze di una stella. - Altri invece sostengono che l'angelo, apparso ai Pastori in forma umana, sia apparso ai Magi in forma di stella. - È più probabile che si trattasse di una stella creata allora, non in cielo, ma nell'aria vicina alla terra, e che si muoveva secondo il volere di Dio. Ecco perché S. Leone Papa dice: "In una regione dell'oriente apparve a tre Magi una stella di nuovo splendore, più splendente e più bella di tutte le altre, che attraeva a sé lo sguardo e l'animo di chi la guardava; affinché si comprendesse subito che questo fenomeno insolito non mancava di significato".

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Talvolta nella Sacra Scrittura l'aria è chiamata cielo, come nell'espressione: "Gli uccelli del cielo e i pesci del mare".
2. Gli angeli del cielo scendono tra noi per il loro ufficio, essendo "inviati per compiere il ministero". Le stelle del cielo invece non mutano il loro corso. Quindi il paragone non regge.
3. La stella come non seguì il moto delle altre stelle, così non seguì neppure quello delle comete, le quali né appaiono di giorno, né mutano il loro corso usuale. - Tuttavia non era escluso il significato ordinario delle comete. Perché, come si legge in Daniele, il regno celeste di Cristo "stritolerà e annienterà tutti gli altri regni della terra, mentre esso durerà in eterno".

ARTICOLO 8

Se fosse conveniente che i Magi venissero ad adorare e venerare Cristo

SEMBRA che non fosse conveniente che i Magi venissero ad adorare e venerare Cristo. Infatti:
1. A ogni re è dovuto l'ossequio dei propri sudditi. Ora, i Magi non appartenevano al regno dei Giudei. Perciò quando, per mezzo della stella, conobbero la nascita del "Re dei Giudei", non sarebbero dovuti venire ad adorarlo.

2. È da stolti annunziare la nascita di un altro re, vivente ancora il re legittimo. Ma nel regno di Giuda regnava Erode. Quindi i Magi si comportarono da stolti annunziando la nascita di un re.
3. Un'indicazione celeste è più sicura di quelle umane. Ora, i Magi erano venuti dall'Oriente in Giudea condotti da un'indicazione celeste. Perciò agirono stoltamente quando, dopo aver seguito la stella, chiesero il giudizio umano, col domandare: "Dov'è il neonato Re dei giudei?".
4. L'offerta dei doni e l'atto di adorazione sono dovuti soltanto ai re che regnano attualmente. Ora, i Magi non trovarono Cristo rivestito della dignità regia. Dunque non era opportuno che gli offrissero i doni e lo riverissero come re.

IN CONTRARIO: In Isaia si legge: "I popoli cammineranno alla tua luce, e i re allo splendore della tua nascita". Ma chi è condotto dalla luce divina, non può sbagliare. Dunque i Magi non si sbagliarono nel prestare ossequio a Cristo.

RISPONDO: Come abbiamo già detto, i Magi sono "le primizie dei gentili" che avrebbero creduto, e in essi apparve come in un presagio la fede e la devozione dei popoli che di lontano sarebbero venuti a Cristo. Perciò, come la fede e la devozione delle genti per influsso dello Spirito Santo è priva di errore, così è da credere che i Magi, mossi dallo Spirito Santo, abbiano reso omaggio a Cristo con saggezza.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Come dice S. Agostino, "molti re dei giudei erano nati e morti, e nessuno di essi i Magi erano venuti ad adorare". "Quindi questi stranieri, venuti di lontano e completamente estranei a quel regno, non credevano di dover rendere tanto onore al re dei giudei come a uno dei tanti che c'erano stati. Ma conobbero che il neonato era tale da non poter essi dubitare, adorandolo, di ottenere la salvezza che è secondo Dio".
2. Quell'annunzio dei Magi stava a simboleggiare la futura costanza dei gentili nel confessare Cristo fino alla morte. Ecco perché il Crisostomo dice che, "pensando al re futuro, non temevano il re presente. Non avevano ancora visto Cristo, ed erano già pronti a dar la vita per lui".
3. S. Agostino afferma: "la stella, che aveva accompagnato i Magi al luogo dove con la madre vergine stava il Dio fanciullo, li avrebbe potuti guidare anche a Betlemme, dove Cristo era nato. Tuttavia si nascose finché i Giudei non testimoniarono anch'essi della città dove Cristo doveva nascere". E questo perché, come afferma S. Leone Papa, "ricevuta conferma da una duplice testimonianza, cercassero con fede più viva ciò che il fulgore della stella e l'autorità dei profeti manifestavano". - Così essi, nota S. Agostino, "annunziano" la nascita di Cristo, "e domandano" del luogo, "credono e cercano, quasi a simboleggiare coloro che camminano nella fede e desiderano la visione". - I Giudei poi, mostrando loro il luogo della nascita di Cristo, "sono diventati come i costruttori dell'arca di Noè, i quali diedero agli altri un mezzo di salvezza, ed essi perirono nel diluvio. I Magi che cercavano udirono e se ne andarono; i maestri risposero e non si mossero, diventati come le pietre miliari, che indicano agli altri la via, ma esse non si muovono". - Fu inoltre per disposizione divina che i Magi, persa di vista la stella, con criterio umano si recassero a Gerusalemme e chiedessero, nella stessa città regia, del neonato Re, affinché la nascita di Cristo fosse annunziata pubblicamente a Gerusalemme, secondo la parola di Isaia: "Da Sion uscirà la legge e la parola del Signore da Gerusalemme"; inoltre "perché dallo zelo dei Magi venuti di lontano fosse condannata l'indolenza dei Giudei che erano vicini".
4. Il Crisostomo scrive: "Se i Magi fossero venuti in cerca di un re terreno, sarebbero rimasti delusi, avendo intrapreso un così lungo e penoso viaggio per niente". Quindi non l'avrebbero né adorato né gli avrebbero offerto i doni. "Ma siccome cercavano un re celeste, benché non abbiano trovato in lui niente della maestà regale, contenti della sola testimonianza della stella, lo adorarono": videro infatti un uomo, e lo riconobbero Dio. E gli offrirono i doni appropriati alla dignità di Cristo: "l'oro, come a un grande re; l'incenso che si usa nei sacrifici offerti a Dio, per riconoscerlo Dio; la mirra con cui s'imbalsamano i corpi dei defunti, per indicare colui che sarebbe morto per la salvezza di tutti". Inoltre, per continuare con S. Gregorio, tali cose "c'insegnano a offrire al neonato Re l'oro, rifulgendo al suo cospetto del lume della sapienza, di cui (l'oro) è simbolo"; l'incenso, "simbolo della preghiera devota, innalzando a lui l'aroma delle nostre orazioni"; la mirra, "simbolo della mortificazione della carne, mortificando mediante l'astinenza i vizi della carne".