Il Santo Rosario
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Questione 27

La santificazione della Beata Vergine

Dopo quello che abbiamo detto dell'unione tra Dio e l'uomo e delle conseguenze dell'unione, ci resta da parlare di ciò che il Figlio di Dio incarnato ha fatto e ha patito nella natura umana da lui assunta. Divideremo queste considerazioni in quattro punti. Primo, vedremo quanto si riferisce all'entrata di lui nel mondo; secondo, lo svolgersi della sua vita qui in terra; terzo, la sua dipartita da questo mondo; quarto, la sua esaltazione dopo la vita presente.
Sul primo punto dobbiamo esaminare quattro cose: primo, il concepimento di Cristo; secondo, la sua nascita; terzo, la sua circoncisione; quarto, il suo battesimo. Per quanto riguarda il suo concepimento dobbiamo prendere in esame: primo, la madre che lo ha concepito; secondo, il modo del suo concepimento; terzo, la perfezione della prole concepita.
Riguardo alla madre esamineremo quattro questioni: primo, la sua santificazione; secondo, la sua verginità; terzo, il suo matrimonio; quarto, la sua annunciazione o preparazione al concepimento.
Sulla prima questione si pongono sei quesiti: 1. Se la Beata Vergine Madre di Dio sia stata santificata prima di venire alla luce; 2. Se sia stata santificata prima dell'animazione; 3. Se tale santificazione le abbia tolto completamente il fomite del peccato; 4. Se per tale santificazione ha ricevuto l'impeccabilità; 5. Se per tale santificazione essa abbia ricevuto la pienezza di grazia; 6. Se tale santificazione sia stata un suo privilegio esclusivo.

ARTICOLO 1

Se la Beata Vergine sia stata santificata prima di venire alla luce

(La Madonna è stata concepita senza peccato originale:

"A onore della santa e indivisibile Trinità, a decoro e ornamento della vergine Madre di Dio, a esaltazione della fede cattolica, e a incremento della religione cristiana, con l'autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei beati apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dichiariamo, pronunziamo e definiamo: la dottrina,

che sostiene che la beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo, salvatore del genere umano, è stata preservata immune da ogni macchia di peccato originale,

è stata rivelata da Dio e perciò si deve credere fermamente e inviolabilmente da tutti i fedeli."

(Pio IX, Ineffabilis Deus, 8 dicembre 1854)).

SEMBRA che la Beata Vergine non sia stata santificata prima di venire alla luce. Infatti:
1. Scrive l'Apostolo: "Non è prima lo spirituale, bensì l'animale: lo spirituale viene dopo". Ma la grazia santificante fa nascere spiritualmente l'uomo come figlio di Dio, secondo l'espressione evangelica: "Essi sono nati da Dio". Invece la nascita fisica è la nascita alla vita animale. Dunque la Beata Vergine non fu santificata prima di nascere.
2. S. Agostino scrive: "La santificazione, che ci rende tempio di Dio, è solo dei rinati". Ma nessuno rinasce se non dopo esser nato. Dunque la Beata Vergine non fu santificata prima di nascere.
3. Chiunque venga santificato dalla grazia, viene mondato dal peccato originale e attuale. Se dunque la Beata Vergine è stata santificata prima di nascere, fin da allora dev'essere stata mondata dal peccato originale. Ora, solo il peccato originale poteva impedirle l'ingresso nel regno celeste. Perciò se fosse morta allora, sarebbe entrata in cielo. Eppure questo non era possibile prima della morte di Cristo, come ha scritto l'Apostolo: "Abbiamo la sicurezza di entrare nel Santo per mezzo del sangue di lui". Dunque la Beata Vergine non fu santificata prima di nascere.
4. Il peccato originale si contrae per generazione, come il peccato attuale per un atto personale. Ma dal peccato attuale non si può essere mondati nello stesso momento in cui si commette. Dunque la Beata Vergine neppure poteva essere mondata dal peccato originale nel momento stesso della sua generazione, prima di uscire dal seno materno.

IN CONTRARIO: La Chiesa celebra la Natività della Beata Vergine. Ma nella Chiesa non si celebrano le feste, se non di santi. Dunque la Beata Vergine già dalla nascita era santa. Fu perciò santificata nel seno materno.

RISPONDO: Sulla santificazione della Beata Vergine nel seno materno nulla viene detto dalla Scrittura canonica, che non parla neppure della sua nascita. Ma, come fa S. Agostino argomentando con ragione che essa deve essere stata assunta in cielo col corpo, sebbene taccia su questo la Scrittura, così con ragione possiamo pensare che sia stata santificata nel seno materno. Infatti è ragionevole credere che al di sopra di tutti gli altri abbia ricevuto maggiori privilegi di grazia colei che ha generato "l'Unigenito del Padre, pieno di grazia e di verità", così da essere salutata dall'angelo: "Ave, piena di grazia". Ora, risulta che ad alcuni altri è stato concesso il privilegio della santificazione nel seno materno: a Geremia, p. es., al quale fu detto: "Prima che tu uscissi dal seno materno ti ho santificato"; e a S. Giovanni Battista di cui sta scritto: "Sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre". È dunque ragionevole credere che la Beata Vergine sia stata santificata nel seno materno prima di nascere.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Anche nella Beata Vergine fu prima ciò che è animale e poi ciò che è spirituale, perché prima fu concepita nella carne e poi santificata nello spirito.
2. S. Agostino parla secondo la legge comune, per cui soltanto dopo la nascita si ricevono i sacramenti della rigenerazione. Ma Dio non ha ristretto la sua potenza alla legge dei sacramenti, così da non poter conferire la sua grazia ad alcuni per privilegio speciale prima della loro nascita.
3. La Beata Vergine fu mondata dal peccato originale nel seno materno per quanto riguarda la macchia personale, non fu però liberata dalla pena che colpiva l'umanità intera, di non entrare in Paradiso se non in virtù del sacrificio di Cristo, come si dice anche dei santi Patriarchi che vissero prima di Cristo.
4. Il peccato originale si contrae per generazione, perché questa comunica la natura umana, alla quale tale peccato propriamente appartiene. Ora, la trasmissione della natura umana si compie al momento in cui la prole concepita riceve l'anima. Quindi dopo l'animazione nulla impedisce che la prole concepita venga santificata: essa infatti da quel momento non rimane nel seno materno per ricevere la natura umana, ma per raggiungere una certa perfezione.

ARTICOLO 2

Se la Beata Vergine sia stata santificata prima dell'animazione

(Vedi la nota all'inizio dell'articolo 1)

SEMBRA che la Beata Vergine sia stata santificata prima dell'animazione. Infatti:
1. Come si è detto, alla Vergine Madre di Dio è stata concessa più grazia che a qualsiasi altro santo. Ma risulta che a qualche santo è stata concessa la santificazione prima dell'animazione. Infatti si legge di Geremia: "Prima di formarti nel grembo, ti ho conosciuto"; ora l'anima non viene infusa prima della formazione del corpo. Altrettanto di S. Giovanni Battista pensa S. Ambrogio: "Non aveva ancora lo spirito di vita e già aveva lo spirito di grazia". Molto più dunque poteva essere santificata prima dell'animazione la Beata Vergine.
2. Era conveniente, come si esprime S. Anselmo "che la Vergine splendesse di tanta purezza quanta al di sotto di Dio non si può pensare più grande", secondo l'espressione dei Cantici: "Tutta bella tu sei, amica mia, e macchia non c'è in te". Ma più grande sarebbe stata la purezza della Beata Vergine, se non fosse mai stata contagiata dal peccato originale. Dunque le fu concesso di essere santificata, prima che la sua carne ricevesse l'anima.
3. Come si è detto, non si celebrano feste se non per i santi. Ma alcuni celebrano la festa della Concezione della Beata Vergine. Dunque essa fu santificata già nel suo concepimento. E quindi fu santificata prima dell'animazione.
4. L'Apostolo scrive: "Se la radice è santa, anche i rami". Ma la radice dei figli sono i loro genitori. Poteva dunque la Beata Vergine essere santificata anche nei suoi genitori, prima dell'animazione.

IN CONTRARIO: Le cose dell'antico Testamento sono figure del nuovo, secondo le parole di S. Paolo: "Tutte queste cose accaddero loro come in figura". Ora, la santificazione del tabernacolo, a cui si applicano le parole bibliche: "L'Altissimo ha santificato il suo tabernacolo", sembra che rappresenti la santificazione della Madre di Dio, che la Scrittura chiama tabernacolo di Dio: "Nel sole ha posto il suo tabernacolo". Ma del tabernacolo si legge nel testo sacro: "Dopo che tutto fu ultimato, la nube coprì il tabernacolo di testimonianza e la gloria del Signore lo riempì". Dunque la Beata Vergine non fu santificata se non dopo che tutto il suo essere, corpo e anima, fu portato a compimento.

RISPONDO: La santità della Beata Vergine non si può pensare anteriore alla sua animazione per due motivi. Primo, perché la santificazione di cui parliamo, è la purificazione dal peccato originale, essendo la santità "mondezza totale", come si esprime Dionigi. Ma la colpa si può mondare soltanto con la grazia e soggetto della grazia è solo la creatura razionale. Perciò prima dell'infusione dell'anima razionale la Beata Vergine non fu santificata.
Secondo, perché non potendo la colpa trovarsi che in una creatura razionale, prima dell'infusione dell'anima la prole concepita non è suscettibile di colpa. Quindi, comunque fosse stata santificata la Beata Vergine prima dell'animazione, non avrebbe mai contratto la macchia della colpa originale e allora non avrebbe avuto bisogno della redenzione e della salvezza che viene da Cristo, di cui il Vangelo dice: "Egli salverà il suo popolo dai suoi peccati". Ma non è ammissibile che Cristo, secondo le parole di S. Paolo, non sia "il salvatore di tutti". Dunque non rimane che porre la santificazione della Beata Vergine dopo la sua animazione.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Dio afferma di "aver conosciuto" Geremia prima che venisse formato nel seno materno, perché lo conobbe con la sua predestinazione; ma dice di "averlo santificato" non prima della sua formazione, bensì "prima che uscisse dal seno materno".
Nell'espressione poi di S. Ambrogio, secondo la quale S. Giovanni Battista non avendo ancora lo spirito di vita avrebbe già avuto lo spirito di grazia, lo "spirito di vita" non è l'anima vivificante, ma l'aria esterna che si respira. - Oppure si può intendere che non aveva ancora lo spirito di vita, cioè l'anima, rispetto alle sue operazioni manifeste e complete.
2. Se l'anima della Beata Vergine non fosse stata mai contagiata dal peccato originale, Cristo perderebbe la dignità di essere Salvatore universale di tutti. Perciò la purezza della Beata Vergine fu la più grande, ma al di sotto di quella di Cristo, che, in qualità di Salvatore universale, non aveva bisogno d'essere salvato. Cristo infatti non contrasse in nessun modo il peccato originale, ma fu santo nella sua stessa concezione, secondo le parole evangeliche: "Il santo che nascerà da te, sarà chiamato Figlio di Dio". Al contrario la Beata Vergine contrasse il peccato originale, ma ne fu mondata prima di uscire dal seno materno. A ciò si possono applicare le parole di Giobbe, in cui si dice che la notte del peccato originale "aspetterà la luce", cioè Cristo, "e non vedrà neppure il sorgere dell'aurora", cioè la nascita della Beata Vergine, (poiché, come dice la Sapienza, "nulla di macchiato penetrò in lei"), che al suo nascere era già libera dal peccato originale.
3. La Chiesa Romana, sebbene non celebri la Concezione della Beata Vergine, tollera tuttavia la consuetudine di alcune chiese di celebrare tale festa. Perciò tale celebrazione non è da riprovarsi completamente. Tuttavia la celebrazione di questa festa non autorizza a pensare che la Vergine sia stata santa nel suo concepimento. Ma ignorandosi il momento della sua santificazione, questa si celebra nel giorno del suo concepimento.
4. C'è una duplice santificazione. Una di tutta la natura umana, mediante la liberazione da ogni male di colpa e di pena. E ciò avverrà nella risurrezione finale. - L'altra è la santificazione personale. Questa non si trasmette alla prole per generazione carnale, perché non riguarda il corpo, ma l'anima. Quindi, sebbene i genitori della Beata Vergine ne fossero stati mondati, non di meno la Beata Vergine contrasse il peccato originale, essendo stata concepita per concupiscenza carnale e per l'unione tra un uomo e una donna; poiché, come dice S. Agostino, "la carne che nasce dal commercio carnale, è tutta carne di peccato".

ARTICOLO 3

Se la Beata Vergine sia stata mondata dall'infezione del fomite

SEMBRA che la Beata Vergine non sia stata mondata dall'infezione del fomite. Infatti:
1. Come sono pena del peccato originale la morte e gli altri malanni, così è pena del peccato originale il fomite che consiste nella ribellione delle facoltà inferiori contro la ragione. Ma la Beata Vergine fu soggetta a questi mali. Dunque neppure fu liberata totalmente dal fomite.
2. "La virtù trionfa nella debolezza" ha scritto S. Paolo, parlando della debolezza del fomite, che gli faceva sentire "lo stimolo della carne". Ma nulla di quanto spetta alla perfezione della virtù si può negare alla Beata Vergine. Dunque non le doveva esser tolto completamente il fomite.
3. S. Giovanni Damasceno afferma che nella Beata Vergine "venne lo Spirito Santo a purificarla", prima che concepisse il Figlio di Dio. Ciò non si può intendere se non della purificazione dal fomite: perché essa, come dice S. Agostino, non aveva peccati attuali. Dunque la santificazione nel seno materno non l'aveva liberata dal fomite.

IN CONTRARIO: Il testo sacro dice: "Sei tutta bella, amica mia, e non c'è macchia in te". Ma il fomite è macchia, almeno per la carne. Dunque nella Beata Vergine non c'era il fomite.

RISPONDO: Su questo punto ci sono diverse opinioni. Infatti alcuni hanno sostenuto che nella santificazione ricevuta dalla Beata Vergine nel seno materno le fu tolto completamente il fomite. - Altri invece dicono che il fomite le rimase come difficoltà a compiere il bene, ma le fu tolto come proclività al male. - Altri dicono che le fu tolto il fomite come difetto personale che sospinge al male e rende difficile il bene, le rimase però come difetto della natura, cioè come causa di trasmissione del peccato originale alla prole. - Altri infine pensano che nella prima santificazione sostanzialmente rimase in lei il fomite, però inoperante; e che le venne tolto completamente quando essa concepì il Figlio di Dio.
Ora, per capire la cosa si deve considerare che il fomite altro non è che concupiscenza abituale, disordinata, dell'appetito sensibile: poiché la concupiscenza attuale è un moto peccaminoso. Ora, la concupiscenza dei sensi è disordinata in quanto contrasta con la ragione: o inclinando al male, o suscitando difficoltà nel bene. Perciò anche il fomite consiste nell'inclinare al male e nel rendere difficile il bene. Per cui ammettere che nella Beata Vergine sia rimasto un fomite che però non la inclinava al male, significa ammettere due cose contrastanti.
Uguale contraddizione c'è nell'ammettere che il fomite sia rimasto come difetto della natura e non come difetto della persona. Perché, come spiega S. Agostino, è la libidine che trasmette alla prole il peccato originale. Ma la libidine comporta il disordine della concupiscenza, che non sta totalmente soggetta alla ragione. Estinto dunque del tutto il fomite come difetto della persona, non potrebbe sussistere più come difetto della natura.
Perciò dobbiamo ammettere che il fomite nella prima santificazione, o fu totalmente eliminato, o fu reso inoperante. Si potrebbe spiegare la sottrazione totale del fomite, dicendo che alla Beata Vergine fu concessa, per la pienezza della sua grazia, tanta armonia tra le facoltà della sua anima, che quelle inferiori non operassero mai senza l'arbitrio della ragione: come abbiamo detto che avveniva in Cristo, certamente esente dal fomite del peccato, oppure in Adamo prima che peccasse quale effetto della giustizia originale; e allora la grazia della santificazione avrebbe raggiunto nella Vergine il livello della giustizia originale. Questa interpretazione, sebbene sembri tornare a onore della Vergine Madre, toglie qualche cosa alla grandezza di Cristo, la cui virtù è indispensabile a tutti per essere liberati dalla schiavitù primitiva. È vero che prima dell'incarnazione di Cristo alcuni per la fede in lui sono stati liberati nello spirito da quella schiavitù, ma nel corpo la liberazione non si ebbe se non dopo l'incarnazione, alla quale erano riservate le primizie di quella immunità. Come dunque prima dell'immortalità del corpo di Cristo nessuno ebbe l'immortalità corporale, così non sarebbe stato opportuno che la carne della sua Vergine madre o di chiunque altro, prima di quella di Cristo, immune da qualsiasi peccato, fosse immune dal fomite, che è la "legge della carne, o delle membra". Quindi è meglio ritenere che al momento della santificazione nel seno materno, il fomite nella sua essenza non fu tolto alla Vergine, ma fu reso inoperante, non per un atto della sua ragione, come avviene nei santi adulti, perché essa non ebbe nel seno materno l'uso del libero arbitrio, essendo questo uno speciale privilegio di Cristo, ma dalla pienezza di grazia che le fu concessa nella sua santificazione e più ancora dalla divina provvidenza, la quale teneva lontano dalla sua sensibilità ogni moto disordinato. In seguito però, nel concepimento della carne di Cristo, in cui doveva per prima splendere l'immunità dal peccato, è da credere che la piena estinzione del fomite sia ridondata dalla prole nella madre.
E questo viene espresso figuratamente dalle parole di Ezechiele: "La gloria del Dio d'Israele giungeva attraverso la via orientale", cioè attraverso la Beata Vergine, "e la terra", cioè la carne di lei, "risplendeva della sua gloria", cioè della gloria di Cristo.

(Il fomite non è stato tolto al momento del concepimento di Cristo, ma non c'era nella Beata Vergine fin dalla sua immacolata concezione).

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. La morte e gli altri malanni di suo non inclinano al peccato. Anche Cristo perciò, sebbene li abbia assunti, non assunse il fomite. Così pure nella Beata Vergine, perché somigliava al Figlio, "dalla cui pienezza riceveva la grazia", il fomite prima fu legato e poi tolto, mentre non fu liberata dalla morte né dagli altri malanni.
2. La debolezza della carne, che fa parte del fomite, offre ai santi l'occasione di perfezionare la propria virtù, ma non è la causa indispensabile della perfezione. Perciò, nella Beata Vergine basta ammettere la perfezione della virtù e la pienezza della grazia: ma non è necessario che a lei capitassero tutte le occasioni della perfezione.
3. Lo Spirito Santo ha operato nella Beata Vergine due purificazioni. La prima in preparazione al concepimento di Cristo: e questa non fu una purificazione dalla colpa o dal fomite, ma raccolse e concentrò il suo spirito sottraendolo alle distrazioni. In tal senso si parla di purificazione anche per gli angeli, nei quali non ci sono impurità, come dice Dionigi. La seconda purificazione fu operata in lei dallo Spirito Santo mediante il concepimento di Cristo. E allora essa fu liberata totalmente dal fomite.

ARTICOLO 4

Se dalla santificazione nel seno materno la Beata Vergine sia stata preservata da ogni peccato attuale

SEMBRA che la Beata Vergine dalla sua santificazione nel seno materno non sia stata preservata da ogni peccato attuale. Infatti:
1. Dopo la prima santificazione rimase nella Vergine, come si è detto, il fomite del peccato. Ma il moto del fomite, anche se previene la ragione, è un peccato veniale, sia pur "leggerissimo", come afferma S. Agostino. Dunque nella Beata Vergine ci fu qualche peccato veniale.
2. A commento delle parole evangeliche: "E anche a te una spada trapasserà l'anima", S. Agostino scrive che la Beata Vergine "nella morte del Signore dubitò, sopraffatta dallo stupore". Ma dubitare in materia di fede è peccato. Dunque la Beata Vergine non fu immune da ogni peccato.
3. S. Giovanni Crisostomo così commenta le parole evangeliche, "Ecco tua madre e i tuoi fratelli sono fuori e desiderano parlarti", "Evidentemente lo facevano solo per vanagloria". E sulle altre parole, "Non hanno più vino", osserva: "Voleva farsi bella ai loro occhi e mettersi in vista per mezzo del Figlio: forse era spinta da qualche sentimento umano, come i fratelli di lui, quando gli dicevano: "Mostrati al mondo"". - E poco dopo aggiunge: "Non aveva ancora di lui l'opinione giusta". Ma tutto questo è peccato. Dunque la Beata Vergine non fu preservata. immune da ogni peccato.

IN CONTRARIO: S. Agostino scrive: "Per l'onore di Cristo, non voglio far questioni di sorta sulla santa Vergine Maria, quando si tratta di peccati. Sappiamo infatti che a lei, per aver meritato di concepire e di partorire colui che fu senza peccato, fu conferita la grazia in misura maggiore per trionfare del peccato in modo assoluto".

RISPONDO: Quelli che Dio sceglie a un compito speciale, li prepara e li dispone in modo che siano idonei ai loro doveri, secondo l'affermazione di S. Paolo: "Ci ha resi idonei ad essere ministri del nuovo Testamento". Ma la Beata Vergine fu eletta ad essere la madre di Dio. Nessun dubbio, quindi, che Dio con la sua grazia l'abbia fatta idonea a ciò, secondo le parole dell'angelo: "Tu hai trovato grazia presso Dio: ecco, tu concepirai, ecc.". Ora, non sarebbe stata degna madre di Dio, se avesse talvolta peccato. Sia perché l'onore dei genitori ridonda sui figli, come dice la Scrittura: "Onore dei figli è il loro padre"; e all'opposto quindi la colpa della madre sarebbe ricaduta sul Figlio. - Sia perché aveva un'affinità singolare con Cristo, che da lei prese il corpo. Ora, S. Paolo afferma: "Quale accordo tra Cristo e Belial?". - Sia perché in lei ha abitato in modo del tutto singolare, non solo nell'anima ma anche nel corpo, il Figlio di Dio, che è "la Sapienza di Dio", di cui sta scritto: "La Sapienza non entra in un'anima cattiva né abita in corpo soggetto al peccato".
Dobbiamo perciò affermare in senso assoluto che la Beata Vergine non ha commesso nessun peccato attuale né mortale né veniale, così da avverare le parole dei Cantici: "Sei tutta bella, amica mia, e macchia non c'è in te, ecc.".

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Nella Beata Vergine dopo la santificazione nel seno materno rimase il fomite, ma inoperante, così da non prorompere in nessun moto disordinato, che prevenisse la ragione. E sebbene a questo mirasse già la sua grazia, questa non sarebbe bastata: altrimenti la grazia santificante avrebbe eliminato dalla sua sensibilità ogni movimento antecedente alla ragione e allora essa contro quanto si è detto sopra, non avrebbe avuto il fomite. Perciò dobbiamo affermare che la paralisi completa del fomite era opera in lei della divina provvidenza, la quale non gli permetteva nessun moto disordinato.
2. La profezia di Simeone da Origene e da altri Dottori viene riferita al dolore, che la Beata Vergine ha sofferto nella passione di Cristo.
S. Ambrogio dice che la spada significa "la conoscenza di Maria, non ignara del mistero celeste. Viva, infatti, forte, e più tagliente d'una spada a doppio taglio è la parola di Dio".
Per alcuni però la spada sarebbe il dubbio. Non però il dubbio dell'incredulità, ma quello della meraviglia e della ricerca. Dice infatti S. Basilio, che "la Beata Vergine ai piedi della croce non perdeva nulla di vista, e, ripensando alla testimonianza di Gabriele, all'ineffabile messaggio della concezione divina, alla straordinaria manifestazione dei miracoli, era ondeggiante": da una parte lo vedeva soffrite cose indegne, dall'altra considerava le sue meraviglie.
3. Nelle parole citate S. Giovanni Crisostomo è andato fuori strada. A meno che non s'intenda che il sentimento di vanagloria ripreso dal Signore non era in lei, ma nell'opinione che se ne potevano fare gli altri.

ARTICOLO 5

Se la Beata Vergine dalla santificazione nel seno materno abbia ricevuto la pienezza della grazia

SEMBRA che la Beata Vergine dalla santificazione nel seno materno non abbia ricevuto la pienezza di grazia ossia la perfezione. Infatti:
1. La pienezza di grazia è privilegio di Cristo, secondo il testo evangelico: "Lo abbiamo visto come Unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità". Ma i privilegi di Cristo non sono attribuibili ad altri. Dunque la Beata Vergine non ottenne nella santificazione la pienezza della grazia.
2. A ciò che è pieno e perfetto non resta da aggiungere nulla, come dice Aristotele perché "è perfetto ciò a cui non manca niente". Ma la Beata Vergine ha ricevuto in seguito grazie ulteriori: cioè quando concepì Cristo; poiché sta scritto: "Lo Spirito Santo verrà sopra di te"; e quando fu assunta in cielo. Dunque non ebbe nella sua prima santificazione la pienezza della grazia.
3. "Dio non fa nulla d'inutile", come dice Aristotele. Ma la Beata Vergine avrebbe avuto inutilmente certe grazie, che non ha mai esercitato: infatti non consta che abbia insegnato, esercitando il dono della sapienza, o che abbia compiuto miracoli, esercitando una grazia gratis data. Dunque non ebbe la pienezza della grazia.

IN CONTRARIO: L'angelo le disse: "Ave, o piena di grazia". E S. Girolamo nota: "Veramente piena di grazia, perché agli altri la grazia viene suddivisa. In Maria si riversa tutta insieme nella sua pienezza".

RISPONDO: Quanto più si è vicini ad una causa tanto più se ne risentono gli effetti, come scrive Dionigi notando che gli angeli, perché più prossimi a Dio, partecipano delle perfezioni divine più degli uomini. Ora, Cristo è il principio della grazia: per la sua divinità ne è la causa principale, e per la sua umanità ne è la causa strumentale, secondo le parole evangeliche: "Grazia e verità sono opera di Gesù Cristo". Ma la Beata Vergine era vicinissima a Cristo secondo la natura umana, che egli ha preso da lei. Essa quindi dovette ricevere da Cristo una pienezza di grazia superiore a quella di tutti gli altri.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Dio dona a ciascuno la sua grazia secondo il compito a cui lo sceglie. E poiché Cristo, in quanto uomo, fu predestinato ed eletto ad essere "Figlio di Dio nella potenza della santificazione", ebbe come privilegio personale tanta pienezza di grazia da farla poi ridondare su tutti, perché "dalla sua pienezza noi tutti riceviamo". Invece la Beata Vergine Maria ottenne tale pienezza di grazia da essere vicinissima all'autore della grazia, perché doveva accogliere in sé colui che è pieno di ogni grazia; e, partorendolo, doveva in qualche modo dare la grazia a tutti.
2. Nell'ordine naturale si trova al primo posto la perfezione dispositiva, quella, p. es., della materia rispetto alla forma. Al secondo posto viene la perfezione superiore della forma: così il calore proveniente dal fuoco è più forte di quello che ha disposto la legna a prendere fuoco. Al terzo posto poi c'è la perfezione del fine raggiunto, come quando il fuoco, salito al suo luogo naturale esplica tutte le sue qualità.
Similmente nella Beata Vergine c'è stata una triplice perfezione di grazia. Prima quella dispositiva, che l'ha resa idonea ad essere madre di Cristo, e questa fu la perfezione prodotta dalla sua santificazione. La seconda perfezione di grazia fu prodotta dalla presenza in lei del Figlio di Dio incarnato nel suo seno. La terza perfezione è quella finale che ha nella gloria.
Che la seconda perfezione sia superiore alla prima e la terza alla seconda risulta innanzi tutto dalla progressiva liberazione dal male. Infatti prima, nella sua santificazione essa fu liberata dal peccato originale; secondo, nel concepimento del Figlio di Dio fu totalmente liberata dal fomite; terzo, nella sua glorificazione fu liberata da ogni umana miseria. - In secondo luogo risulta dal progresso nel bene. Infatti nella sua prima santificazione ottenne la grazia che la inclinava al bene; nel concepimento del Figlio di Dio ebbe la consumazione della grazia che la confermava nel bene; nella glorificazione ebbe il coronamento della grazia che la costituiva nel godimento di ogni bene.
3. Non si può dubitare che la Beata Vergine, come Cristo, abbia ricevuto in modo eccellente sia il dono della sapienza, sia la grazia dei miracoli e della profezia. Ma l'uso di queste e di altre grazie simili non fu concesso a lei nel medesimo modo che a Cristo, bensì come conveniva alla sua condizione. Ebbe infatti l'esercizio del dono della sapienza nella contemplazione: "Maria serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore". Non ebbe invece l'uso della sapienza nell'insegnare, perché non si addiceva ad una donna, secondo le parole di S. Paolo: "Non permetto alla donna d'insegnare". Non era poi opportuno che compisse miracoli in vita, perché allora i miracoli avevano il compito di confermare la dottrina di Cristo; perciò era bene che facessero miracoli soltanto Cristo e i suoi discepoli, che erano i portatori dell'insegnamento cristiano. Per questo anche di S. Giovanni Battista è detto, che "non fece alcun miracolo", perché tutti si volgessero a Cristo. - Ebbe invece l'uso della profezia, come risulta dal "Magnificat" che essa compose.

ARTICOLO 6

Se la santificazione nel seno materno sia stata, a parte quella di Cristo, un privilegio della Beata Vergine

(La Beata Vergine non è stata santificata nel seno materno, ma concepita senza peccato originale, e questo, a parte Cristo, è un suo privilegio).

SEMBRA che la santificazione nel seno materno sia stata, a parte quella di Cristo, un privilegio della Beata Vergine. Infatti:
1. Abbiamo detto che la Beata Vergine fu santificata nel seno materno, per essere idonea alla maternità divina. Ma questo è un suo privilegio. Dunque essa sola fu santificata nel seno materno.
2. Altri personaggi sembrano essere stati più vicini a Cristo di Geremia e di Giovanni Battista, che si dicono santificati nel seno materno. Infatti Cristo si dice propriamente figlio di Davide e di Abramo, per la promessa esplicita loro fatta. Isaia poi ha fatto sul Cristo le profezie più esplicite. Gli Apostoli inoltre hanno vissuto con Cristo in persona. Eppure nessuno di questi si dice che sia stato santificato nel seno materno. Dunque neanche Geremia e Giovanni Battista lo dovettero essere.
3. Giobbe dice di se stesso: "La misericordia mi allevò fin dall'infanzia e dal seno di mia madre mi ha guidato". Eppure per questo non si dice che sia stato santificato nel seno materno. Dunque neanche di Giovanni Battista e di Geremia siamo obbligati a dire che sono stati santificati nel seno materno.

IN CONTRARIO: Di Geremia si legge: "Prima che tu uscissi dal seno materno ti ho santificato". E di Giovanni Battista sta scritto: "Sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre".

RISPONDO: S. Agostino sembra mostrare qualche incertezza sulla santificazione dei due profeti nel seno materno. Scrive infatti che l'esultanza di Giovanni nel seno materno "poteva significare il grande avvenimento", che una donna era madre di Dio, "per farlo conoscere ai grandi, senza che lo conoscesse il bambino. Il Vangelo infatti non dice: "Credette il bambino nel seno di lei", ma "esultò", e questo non è solo dei bambini, ma anche degli animali. Però era un fatto straordinario che esultasse nel seno. Allora diciamo che, come tutti i miracoli è stato un miracolo compiuto da Dio nel bambino e non un atto umano del bambino stesso. Sebbene tra i miracoli della potenza divina ci può essere anche questo che quel bambino abbia ricevuto con tale anticipo l'uso della ragione e della volontà da poter conoscere, credere e assentire nelle viscere materne, mentre gli altri devono aspettare l'età per farlo".
Ma siccome il Vangelo dice espressamente di Giovanni che "sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre"; e di Geremia si legge: "Prima che tu uscissi dal seno materno ti ho santificato", dobbiamo affermare che essi furono santificati nel seno materno, sebbene non avessero allora l'uso del libero arbitrio (e di questo discute S. Agostino), come non l'hanno subito i bambini santificati dal battesimo.
Né è da credere che siano stati santificati nel seno materno altri di cui la Scrittura non parla. Poiché i privilegi di grazia, che vengono dati ad alcuni fuori della legge comune sono destinati al bene del prossimo, secondo l'affermazione di S. Paolo: "La manifestazione dello Spirito è data a ciascuno per l'utilità comune"; ora, non proverrebbe nessuna utilità dalla santificazione di alcuni nel seno materno, se ciò non fosse conosciuto dalla Chiesa.
E sebbene sia impossibile indovinare la ragione delle decisioni di Dio, perché cioè conferisca la grazia a questo e non a quello, tuttavia sembra che Giovanni e Geremia siano stati santificati nel seno materno a prefigurare la santificazione che Cristo avrebbe compiuto. Primo, per mezzo della sua passione, secondo le parole di S. Paolo: "Gesù per santificare con il suo sangue il popolo patì fuori della porta". Ebbene, Geremia rappresenta la passione di Cristo, perché l'ha preannunziata nella maniera più esplicita con parole e con simboli, e l'ha perfettamente prefigurata con le sue sofferenze personali. - Secondo, per mezzo del battesimo: "Ma siete stati lavati e siete stati santificati". Ebbene, Giovanni preparò gli uomini a codesto battesimo mediante il proprio battesimo.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. La Beata Vergine, la quale fu scelta ad essere la madre di Dio, ebbe una grazia santificante superiore a quella di Giovanni Battista e di Geremia, che furono scelti come simboli anticipatori della santificazione operata da Cristo. Segno di tale superiorità è che alla Beata Vergine fu concesso di non peccare mai né mortalmente né venialmente; agli altri due invece si crede che sia stato concesso soltanto di non peccare mortalmente, sotto la protezione della grazia divina.
2. Sotto altri aspetti ci poterono essere dei santi uniti a Cristo più di Geremia e di Giovanni Battista. Ma questi furono più vicini a lui, perché essi, come abbiamo detto, prefigurarono più espressamente la santificazione che egli ha operato.
3. La misericordia, di cui parla Giobbe, non è la virtù infusa, ma un'inclinazione naturale all'esercizio di questa virtù.