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Questione
85
Lo splendore del corpo dei beati
Veniamo ora a esaminare lo splendore del corpo dei beati dopo
la resurrezione.
Sull'argomento si pongono tre quesiti: 1. Se lo splendore sarà
una dote dei corpi gloriosi; 2. Se codesto splendore potrà esser
visto da un occhio non glorificato; 3. Se i corpi gloriosi saranno
visti necessariamente dai corpi non gloriosi.
(Quali
sono le doti che adorneranno i corpi degli eletti?
Le
doti che adorneranno i corpi gloriosi degli eletti sono:...
2º la chiarezza, per cui risplenderanno a guisa del
sole e d'altrettante stelle;...
Catechismo
Maggiore di S. Pio X, 244).
ARTICOLO
1
Se lo splendore si addica ai corpi glorificati
(4
Sent., d. 44, q. 2, a. 4, qc. 1)
SEMBRA che lo splendore non si addica ai corpi glorificati.
Infatti:
1. Come nota Avicenna,
"tutti i corpi luminosi sono composti
di parti trasparenti". Ma le parti del corpo glorioso non sono
trasparenti: poiché in alcune di esse, ossia nelle carni e nelle ossa,
predomina la terra. Dunque i corpi glorificati non saranno luminosi.
2. Ogni corpo luminoso impedisce di vedere al di là di esso:
cosicché l'astro che è dietro viene eclissato, e la fiamma stessa
impedisce di vedere gli oggetti che le sono dietro. I corpi gloriosi
invece non nasconderanno quanto è dentro di essi: poiché, come
dice S. Gregorio nel commentare quel passo di Giobbe, "Non sono
paragonabili ad essa né l'oro né il vetro", nella patria celeste "la
corporeità delle membra non nasconderà il pensiero di ciascuno
alla vista dell'altro, e apparirà agli occhi corporei la stessa
armonia interiore del corpo umano". Perciò i corpi gloriosi non
saranno luminosi.
3. La luce richiede nel soggetto una disposizione contraria a
quella richiesta dal colore: perché, come spiega Aristotele, "la
luce è l'estremità di ciò che è trasparente in un corpo dai bordi
non delimitati", mentre "il colore è l'estremità di corpi delimitati".
Ma i corpi gloriosi avranno i loro colori; perché, come
dice S. Agostino, "la bellezza del corpo è l'armonia delle parti
con una certa delicatezza di colori". Ora nei corpi gloriosi non
potrà mancare la bellezza. Quindi essi non saranno luminosi.
4. Se i corpi gloriosi saranno dotati di luminosità, codesta dote
dovrà essere uguale in tutte le parti del corpo; poiché tutte codeste
parti sono ugualmente impassibili, sottili ed agili. Ma questo non
è giusto; perché certe membra hanno per la luminosità maggiore
disposizione di altre: gli occhi, p. es., vi sono più disposti delle mani,
gli spiriti vitali più delle ossa, e gli umori più della carne e
dei nervi. Perciò sembra che quei corpi non debbano essere luminosi.
IN CONTRARIO: 1. Nel Vangelo si legge:
"I giusti splenderanno
come il sole nel regno del Padre loro"; e nella Sapienza: "I giusti
brilleranno, e come scintille...".
2. S. Paolo afferma (a proposito del corpo degli eletti)
"Sarà
seminato ignobile, risorgerà nella gloria". Ora, queste parole
accennano allo splendore, come risulta dal contesto in cui paragona
la gloria dei risorti "allo splendore delle stelle". Dunque
i corpi dei santi risorgeranno luminosi.
RISPONDO: Che i corpi dei santi dopo la resurrezione saranno
splendenti è necessario ammetterlo, per l'autorità della Scrittura
che lo promette. Alcuni però ne attribuiscono la causa alla quinta
essenza, che allora prenderebbe il predominio sul corpo umano.
Ma questo è assurdo, come spesso abbiamo spiegato; perciò è
meglio affermare che codesto splendore sarà causato dalla ridondanza della gloria dell'anima sul corpo. Infatti ciò che un essere
riceve lo riceve secondo la propria natura e non secondo la natura
di chi glielo comunica. Ecco perché lo splendore che nell'anima
è spirituale viene ricevuto dal corpo come splendore corporale.
Perciò in base al grado di luminosità dovuto all'anima secondo
i suoi meriti, ci sarà pure una differenza di luminosità nei corpi,
secondo le parole di S. Paolo. Cosicché nel corpo glorioso si potrà
conoscere la gloria dell'anima, come attraverso il vetro si conosce
il colore del corpo contenuto in un vaso di vetro, come nota S. Gregorio
nell'esegesi di quel testo di Giobbe: "Non sono paragonabili
ad essa né l'oro né il vetro".
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Avicenna parla di quei corpi
che devono la loro luminosità alla natura degli elementi componenti.
Ma non per questa via avrà tale dote il corpo glorioso,
bensì dal merito della virtù.
2. S. Gregorio paragona i corpi gloriosi all'oro e al vetro: all'oro
per lo splendore, e al vetro per la trasparenza. Perciò essi saranno
insieme trasparenti e luminosi. Il fatto che di suo i corpi luminosi
non sono trasparenti si deve alla densità delle particelle luminose:
infatti la densità è incompatibile con la trasparenza. Ma allora la
luminosità sarà prodotta da un'altra causa, come sopra abbiamo
detto. Invece la densità dei corpi gloriosi non pregiudica la loro
trasparenza: come la densità del vetro non toglie quella del vetro.
Alcuni però dicono che i corpi gloriosi vengono paragonati al
vetro non perché sono trasparenti, ma per il fatto che come quanto
viene racchiuso nel vetro è sempre visibile, così non resterà
nascosta la gloria dell'anima racchiusa nel corpo glorificato. - Però
la prima spiegazione è migliore; perché salva meglio la dignità
del corpo glorioso, ed è più aderente alle parole di S. Gregorio.
3. La gloria del corpo non ne distruggerà la natura, ma la perfezionerà.
Quindi il colore dovuto al corpo per la natura dei suoi
componenti rimarrà in esso: ma vi si aggiungerà lo splendore
derivante dalla gloria dell'anima. Del resto già vediamo che i corpi
colorati risplendono per la loro natura, sia per lo splendore del
sole, sia per altre cause estrinseche o intrinseche.
4. Come lo splendore della gloria ridonda dall'anima sul corpo
secondo la natura di quest'ultimo, e quindi in modo diverso che
nell'anima, così in ciascuna parte del corpo esso ridonderà a suo
modo. Perciò non ci sono difficoltà ad ammettere che le varie
membra abbiano uno splendore diverso, secondo la diversa loro
disposizione a codesta luminosità. Ma non si può dire altrettanto
delle altre doti del corpo, rispetto alle quali le varie membra non
presentano diversità di disposizioni.
ARTICOLO
2
Se lo splendore dei corpi gloriosi sia visibile per occhi non glorificati
(4
Sent., d. 44, q. 2, a. 4, qc. 2)
SEMBRA che lo splendore dei corpi gloriosi non sia visibile per
occhi non glorificati. Infatti:
1. Tra la vista
e il proprio oggetto deve esserci proporzione.
Ora, un occhio non glorificato non è proporzionato alla visione
dello splendore della gloria; perché è di un genere diverso dallo
splendore naturale. Perciò lo splendore del corpo glorioso non
sarà visibile all'occhio non glorificato.
2. Lo splendore dei corpi gloriosi sarà superiore all'attuale
splendore del sole: perché allora, come si dice, anche lo splendore
del sole sarà superiore a quello di adesso; e molto più forte sarà
lo splendore dei corpi gloriosi per cagione dei quali il sole e il mondo
intero avranno uno splendore più grande. Ma gli occhi non
glorificati non sono in grado adesso di guardare il sole nella sua
pienezza, per l'intensità del suo splendore. Molto meno dunque
potranno guardare lo splendore di un corpo glorioso.
3. Un oggetto visibile posto di fronte agli occhi di chi guarda
è visto necessariamente, se non c'è una lesione degli occhi. Ora,
lo splendore dei corpi gloriosi posto di fronte a occhi non glorificati
non è visto necessariamente da essi; il che è evidente nei casi
dei discepoli i quali dopo la resurrezione videro il corpo del Signore,
senza vederne lo splendore. Dunque tale splendore non è visibile
per occhi non glorificati.
IN CONTRARIO: 1. A commento di quel testo paolino,
"conforme
al corpo del suo splendore", la Glossa spiega: "Saremo simili allo
splendore che egli ebbe nella trasfigurazione". Ma quello splendore
fu visto dagli occhi non glorificati dei discepoli. Perciò anche lo
splendore dei corpi gloriosi sarà visibile agli occhi non glorificati.
2. Gli empi nel giudizio saranno tormentati al vedere la gloria dei giusti,
come risulta dal libro della Sapienza. Ma essi non ne
vedrebbero pienamente la gloria, se non potessero scorgere lo
splendore dei loro corpi. Dunque...
RISPONDO: Alcuni affermano che lo splendore dei corpi gloriosi
non è visibile agli occhi non glorificati, se non per miracolo. Ma
questa opinione è insostenibile, a meno che codesto splendore fosse
solo metaforico. Perché la luce per sua natura è fatta per impressionare
la vista; e la vista per sua natura è fatta per percepire
la luce: ossia come il vero è fatto per l'intelligenza e il bene per
la volontà. Perciò se esistesse una vista del tutto incapace di
percepire la luce, si tratterebbe o di una vista o di una luce metaforica.
Ma ciò non può applicarsi al caso nostro; perché allora
l'affermazione che i corpi glorificati saranno luminosi non potrebbe
dirci nulla; come l'affermazione che c'è il cane nei cieli non dice
nulla a chi non conosce altro che l'animale di codesto nome.
Quindi è necessario concludere che lo splendore dei corpi gloriosi
potrà essere naturalmente visibile anche per occhi non glorificati.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Lo splendore della gloria sarà
di un genere diverso da quello della natura a motivo della sua
causa, non già a motivo della sua specie. Perciò come è proporzionato
alla vista per il suo essere specifico lo splendore naturale, così è proporzionato lo splendore della gloria.
2. Un corpo glorioso come non può subire nulla per una passione
fisica e naturale, ma solo per una passione dell'anima, così
con le sue doti di gloria non può agire che mediante l'azione dell'anima.
Ebbene lo splendore nella sua intensità non ferisce la
vista in quanto agisce sotto l'influsso dell'anima, che sotto quest'aspetto
piuttosto rallegra; ma ferisce in quanto agisce sotto
l'influsso della natura, bruciando e rovinando l'organo della vista,
e disgregandone gli spiriti. Perciò lo splendore del corpo glorioso,
pur superando lo splendore del sole, per la sua natura non ferisce
la vista, ma la rallegra. Ecco perché codesto splendore dall'Apocalisse è
paragonato a quello del diaspro.
3. Lo splendore dei corpi gloriosi proviene dal merito della volontà.
Perciò sarà governato dalla volontà, in modo da esser visto
o non visto secondo il suo arbitrio: e sarà in potere del corpo
glorioso mostrare o nascondere la propria luminosità. Tale era l'opinione
del Prepositino.
ARTICOLO
3
Se i corpi gloriosi debbano esser visti necessariamente dai corpi non gloriosi
(4
Sent., d. 44, q. 2, a. 4, qc. 3)
SEMBRA che i corpi gloriosi debbano esser visti necessariamente
dai corpi non gloriosi. Infatti:
1. I corpi gloriosi saranno luminosi.
Ora, un corpo luminoso manifesta se stesso e le altre cose.
Quindi i corpi gloriosi saranno visti necessariamente.
2. Un corpo che nasconde altri corpi situati dietro a lui viene
necessariamente percepito dalla vista, proprio per il fatto che
nasconde le cose retrostanti. Ora, il corpo glorioso nasconderà
alla vista i corpi situati al di là di esso, perché è un corpo colorato.
Dunque esso sarà visto necessariamente.
3. La qualità per cui un corpo è visibile risiede in esso come
la quantità. Ma la quantità, o estensione non sarà soggetta alla
volontà, in modo che il corpo glorioso possa essere a piacimento
più o meno esteso. Perciò neppure la qualità per cui è visibile
può dipendere dalla volontà.
IN CONTRARIO: 1. Il nostro corpo verrà glorificato alla maniera
del corpo di Cristo dopo la sua resurrezione. Ma allora il corpo
di Cristo non era necessariamente visibile; anzi esso disparve dagli
occhi dei due discepoli ad Emmaus, come narra S. Luca. Quindi
anche i corpi glorificati non saranno necessariamente visibili.
2. Allora il corpo sarà assolutamente obbediente all'anima.
Perciò esso sarà visibile o invisibile secondo il volere dell'anima.
RISPONDO: Un oggetto visibile è visto in quanto esercita un
influsso sulla vista. Ma per il fatto che un essere esercita o non
esercita un influsso sulle cose estrinseche non avviene in esso nessuna
mutazione. Perciò, senza nessuna mutazione di qualsiasi
proprietà richiesta dalla perfezione di un corpo glorificato, può
capitare che esso sia visto e non visto. Resterà quindi in potere
dell'anima glorificata far sì che il suo corpo sia visibile o non visibile,
come sarà in suo potere qualsiasi azione del corpo: altrimenti
il corpo glorioso non sarebbe uno strumento del tutto obbediente
all'agente principale.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Di quella luminosità sarà arbitro
il corpo glorioso, così da poterla manifestare o nascondere.
2. Il colore di un corpo ne impedisce la trasparenza solo perché
impressiona la vista, non potendo questa essere impressionata
contemporaneamente in modo perfetto da due oggetti colorati.
Ma il colore del corpo glorioso è lasciato all'arbitrio dell'anima,
in modo da impressionare o non impressionare la vista. Perciò
sarà in potere dell'anima il fatto di nascondere o meno i corpi retrostanti.
3. La quantità è inerente al corpo glorificato, e quindi non
potrebbe essere modificata, senza una mutazione intrinseca del
corpo glorioso, incompatibile con la sua impassibilità. Perciò la
quantità non si può paragonare alla visibilità. Del resto la qualità
stessa che rende visibile il corpo non dipende dall'arbitrio dell'anima;
ma solo viene sospeso l'influsso di codesta qualità, così da
nascondere il corpo secondo il volere dell'anima.
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