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Questione
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I segni precursori del giudizio finale
Passiamo a considerare i segni che precederanno il giudizio finale.
Intorno a questo argomento si pongono tre quesiti: 1. Se la
venuta del Signore come giudice sarà preceduta da qualche segno;
2. Se il sole e la luna si oscureranno realmente; 3. Se le potenze
celesti saranno allora sconvolte.
(Scrivi
questo: prima di venire come Giudice giusto, vengo come
Re di Misericordia. Prima che giunga il giorno della
giustizia, sarà dato agli uomini questo segno in cielo:
si spegnerà ogni luce in cielo e ci sarà una grande
oscurità su tutta la terra. Allora apparirà in cielo
il segno della Croce e dai fori, dove furono inchiodati
i piedi e le mani del Salvatore, usciranno grandi luci
che per qualche tempo illumineranno la terra. Ciò
avverrà poco tempo prima dell'ultimo giorno.
Gesù
a Santa Maria Faustina Kowalska - Diario di Santa Maria
Faustina Kowalska, I Quaderno).
ARTICOLO
1
Se la venuta del Signore come giudice sarà preceduta da qualche segno
(4
Sent., d. 48, q. 1, a. 4, qc. 1)
SEMBRA che la venuta del Signore come giudice non sarà preceduta
da qualche segno. Infatti:
1. S. Paolo ha scritto:
"Quando diranno: Pace e sicurezza,
allora li sorprenderà improvvisamente la rovina". Ma non vi
sarebbero pace e sicurezza, se gli uomini fossero atterriti da segni
premonitori. Quindi tali segni non precederanno quella venuta.
2. I segni servono a rendere una cosa manifesta. Ora, la venuta
del Signore deve invece essere occulta; perché, come dice S. Paolo, "il giorno del Signore verrà come un ladro di
notte". Dunque non
devono precederlo dei segni.
3. Il tempo della prima venuta di Cristo fu conosciuto
prima
dai profeti; non è così invece per quello della seconda venuta.
Ma per la prima venuta non ci furono segni premonitori; quindi
non ci saranno neppure per la seconda.
IN CONTRARIO: 1. Nel Vangelo si legge:
"Vi saranno segni nel
sole, nella luna e nelle stelle".
2. S. Girolamo enumera quindici segni che precederanno il
giudizio e afferma che il primo giorno il mare si solleverà di quindici cubiti
sulle montagne. - Nel secondo le acque sprofonderanno
negli abissi, fino a rendersi quasi invisibili. - Nel terzo esse torneranno
al livello di prima. - Nel quarto tutti i mostri marini
e gli abitatori delle acque si riuniranno insieme, emergendo dal
mare e muggiranno gli uni contro gli altri. - Nel quinto tutti gli
uccelli dell'aria si riuniranno nei campi e piangeranno insieme
senza mangiare, né bere. - Nel sesto torrenti di fuoco si leveranno
alti nel cielo percorrendolo dall'oriente all'occidente. - Nel settimo
tutte le stelle, erranti e fisse, saranno seguite da chiome di fuoco
simili alle comete. - Nell'ottavo vi sarà un terremoto così pauroso,
che abbatterà tutti gli animali. - Nel nono tutte le pietre,
grandi e piccole, si frantumeranno a vicenda, dividendosi in quattro
parti. - Nel decimo da tutte le piante fluirà una rugiada di
sangue. - Nell'undicesimo i monti, le colline e gli edifici saranno
ridotti in polvere. - Nel dodicesimo tutti gli animali usciranno
fuori ruggendo dalle foreste e dalle montagne per venire nei campi
senza prender cibo. - Nel tredicesimo tutti i sepolcri, dalla mattina
alla sera si apriranno per far risorgere i cadaveri. - Nel
quattordicesimo tutti gli uomini abbandoneranno le proprie case,
per correre qua e là muti e inebetiti. - Nel quindicesimo moriranno
tutti per risorgere con quelli che erano morti molto tempo prima.
RISPONDO: Quando Cristo verrà a giudicare il mondo apparirà
glorioso, come si conviene alla sua autorità di giudice. Ora il
potere giudiziario richiede alcuni indizi capaci di ispirare rispetto
e sottomissione. Perciò la venuta di Cristo giudice sarà preceduta
da molti segni; affinché i cuori degli uomini si sottomettano al
giudice venturo e si preparino al giudizio, per questi segni premonitori.
Ma non è facile sapere quali saranno. Perché i segni descritti
nel Vangelo, come nota S. Agostino, si riferiscono non solo alla
venuta di Cristo e al giudizio finale, ma anche alla distruzione
di Gerusalemme ed alla venuta continua con la quale Cristo assiste
la sua Chiesa. Cosicché, com'egli dice, se si studia bene la questione,
è probabile che nessuno dei segni descritti si riferisca all'ultima venuta;
perché i segni di cui parla il Vangelo, come le guerre,
gli spaventi e simili, ci furono sin dalle origini del genere umano;
a meno che non si dica che in quel periodo essi aumenteranno.
Ma rimane sempre incerto in quale misura il loro aumento voglia
significare l'imminenza del giudizio.
I segni poi elencati
da S. Girolamo, da lui non sono dati per certi,
ma egli dice di averli trovati descritti negli annali degli Ebrei.
Ed essi sono ben poco verosimili.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Avvicinandosi la fine del mondo,
secondo quanto afferma S. Agostino, vi sarà una persecuzione
dei cattivi contro i buoni, i quali saranno nel timore,
mentre i cattivi si sentiranno sicuri. Le parole quindi, "Quando
diranno: Pace e sicurezza, ecc.", si riferiscono ai cattivi,
che prenderanno alla leggera i segni del giudizio. Ai buoni invece
si addicono le altre parole di S. Luca: "Gli uomini tramortiranno dalla
paura, ecc.".
Oppure si può rispondere che tutti i segni del giudizio si
manifesteranno nel periodo e nel giorno stesso del giudizio, cosicché
il giorno del giudizio li abbraccerebbe tutti. Perciò, sebbene gli
uomini sbigottiranno al loro apparire, prima che essi si manifestino
gli empi si crederanno tranquilli e sicuri, non vedendo la fine del mondo
subito dopo la morte dell'Anticristo, come essi prima pensavano.
2. È detto che il giorno del Signore verrà
"come un ladro",
perché se ne ignora il momento esatto e non si potrà arguirlo da
quei segni. Anche perché, come si è detto sopra, tutti quei segni
evidentissimi che immediatamente lo precedono, faranno parte del
giorno del giudizio.
3. La prima venuta di Cristo doveva essere occulta, benché il
tempo preciso di essa fosse stato conosciuto prima dai profeti.
Non c'era dunque bisogno che si manifestassero quei segni, che
non mancheranno invece nella seconda venuta, quando, pur rimanendone
nascosto il momento, Cristo verrà manifestamente (nella sua gloria).
ARTICOLO
2
Se il sole e la luna realmente si oscureranno nell'imminenza del giudizio
(4
Sent., d. 48, q. 1, a. 4, qc. 2)
SEMBRA che nell'imminenza del giudizio il sole e la luna realmente si oscureranno.
Infatti:
1. Secondo Rabano Mauro,
"nulla vieta di credere che in quel tempo,
il sole con la luna e le altre stelle, saranno realmente privati
della loro luce; come è già avvenuto del sole durante la passione del Signore".
2. La luce dei corpi celesti è ordinata alla generazione di quelli
inferiori; perché è con essa che quei corpi influiscono sui corpi
inferiori, e non solamente col moto come vorrebbe Averroè. Ma
al tempo del giudizio la generazione avrà termine. Dunque verrà
a cessare anche la luce dei corpi celesti.
3. Le sostanze inferiori o materiali saranno purificate, secondo
il parere di alcuni, da quelle qualità che sono principio delle loro
operazioni. Ora, i corpi celesti agiscono non solo mediante il moto,
ma anche con la luce, come ora abbiamo visto. Se quindi cesserà
il moto dei corpi celesti, verrà meno anche la loro luce.
IN CONTRARIO: 1. Dicono gli astrologi che non è possibile una
eclissi simultanea del sole e della luna. Invece alla venuta del
Signore sole e luna si oscureranno simultaneamente. Non si tratterà
perciò di un oscuramento vero e proprio mediante un'eclissi naturale.
2. Non può la stessa cosa essere causa di mancamento e di crescita
di uno stesso fenomeno. Ma alla venuta del Signore si
avrà un aumento della luminosità negli astri, come è predetto da Isaia:
"La luce della luna sarà come la luce del sole e
la luce del sole sarà sette volte di più". Quindi non è conveniente che
la luce di codesti astri si spenga alla venuta del Signore.
RISPONDO: Se intendiamo parlare del momento stesso
dell'apparizione del Cristo, non è credibile che il sole e la luna si oscurino
e siano privati della loro luce; perché tutto il mondo si rinnoverà
alla venuta di lui e quando i santi risorgeranno. Se invece
parliamo del tempo che precederà il giudizio, può darsi che il sole,
la luna e gli altri astri si oscurino e perdano la loro luce l'uno dopo
l'altro, oppure simultaneamente, per un miracolo della virtù divina,
destinato a incutere agli uomini spavento.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Rabano Mauro parla del tempo
che precede il giudizio.
2. La luce non è ordinata esclusivamente a causare la generazione
nei corpi inferiori, ma è pure complemento e decoro dei
corpi celesti. Non segue dunque che, venendo a cessare la generazione,
cessi anche la luce negli astri, ma piuttosto dovrebbe aumentare.
3. Alcuni, è vero, l'hanno affermato; ma non sembra probabile
che gli elementi perdano le loro qualità elementari. Se poi accettiamo
l'ipotesi, non regge il paragone tra esse e la luce; perché
le qualità elementari sono tra loro contrarie ed agiscono provocando
la corruzione: invece la luce non agisce per via di contrarietà,
ma come principio che armonizza e regola i contrari. - Né la luce
si può paragonare al moto degli astri: perché il moto è "un atto derivante da una realtà
imperfetta", che cessa col superamento
dell'imperfezione. Il che non si può dire della luce.
ARTICOLO
3
Se le potenze celesti saranno sconvolte alla venuta del Signore
(4
Sent., d. 48, q. 1, a. 4, qc. 3)
(Le
potenze celesti non sono gli angeli, la frase indica
cose che succederanno nel cielo).
SEMBRA che le potenze celesti non saranno sconvolte alla venuta del Signore.
Infatti:
1. Si chiamano potenze celesti solo gli spiriti beati.
Ma l'immobilità è tra i costitutivi della beatitudine. Quindi tali potenze
non potranno essere sconvolte.
2. Causa dell'ammirazione, come si dimostra all'inizio della
metafisica è l'ignoranza. Ma gli angeli sono immuni dal timore
come dall'ignoranza; perché, come nota S. Gregorio, "che cos'è
che non vedono, se vedono chi tutto vede?". Non potranno quindi essere
scossi dall'ammirazione, come si legge nel testo (delle Sentenze).
3. Secondo quanto è scritto nell'Apocalisse tutti gli angeli saranno
presenti al giudizio: "Tutti gli angeli saranno davanti al trono". Ma le virtù sono un ordine speciale di angeli. Perciò non è giusto
dire che, a preferenza degli altri angeli, queste saranno sconvolte.
IN CONTRARIO: 1. Sta scritto:
"Le colonne del cielo paventeranno
la sua venuta". Ma tali colonne non possono essere che le
potenze celesti. Quindi esse saranno sconvolte.
2. Nel Vangelo si legge:
"Le stelle cadranno dal cielo e le potenze
dei cieli saranno sconvolte".
RISPONDO: La parola virtù, come spiega Dionigi, ha due significati:
talvolta significa un particolare ordine angelico che, secondo
lo stesso Dionigi, è il secondo della seconda gerarchia; mentre
per S. Gregorio è il primo della gerarchia più bassa. Ma ordinariamente
con questo termine vengono designati tutti gli spiriti celesti.
Ebbene, nel caso nostro il termine può valere in tutti e due i sensi.
Nel testo delle Sentenze esso è adoperato a significare tutti gli
angeli. E in tal senso si afferma che gli angeli saranno presi d'ammirazione
per ciò che avverrà di nuovo nel mondo.
Ma si può intendere anche nell'altro senso, in quanto cioè la
parola virtù significa un determinato ordine angelico. Ebbene di
codesto ordine si afferma che sarà mosso a preferenza degli altri
per gli effetti che seguiranno. Infatti a detta di S. Gregorio, si
attribuisce a codesto ordine il potere di compiere i miracoli, che
avverranno appunto in gran copia nell'imminenza del giudizio. - Oppure
nel senso che, essendo quell'ordine della seconda gerarchia,
non ha un potere limitato, e perciò la sua attività si svolge intorno
alle cause universali. Perciò sembra che il muovere i corpi celesti
sia un ufficio proprio delle virtù, le quali esercitano il loro potere
sugli esseri terrestri: del resto ciò significa il loro stesso nome di
virtù dei cieli. Al tempo del giudizio esse saranno sconvolte, perché
cesseranno la loro attività e non daranno più movimento ai
corpi celesti; come del resto anche gli angeli deputati alla custodia
degli uomini, cesseranno dal loro ufficio.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Il mutamento in questione
non intacca qualcosa di essenziale del loro stato; ma si riferisce
agli effetti, che possono cambiare senza la mutazione del soggetto;
oppure a una nuova conoscenza delle cose che era loro impossibile
con le sole loro idee innate. Questo mutar di pensiero non impedisce
la loro beatitudine. Infatti S. Agostino afferma che "Dio muove
la creatura spirituale nel tempo".
2. L'ammirazione nasce da ciò che supera la nostra condizione
o le nostre capacità. In tal senso le virtù celesti ammireranno la
divina potenza che compirà tali meraviglie, che essi sono incapaci
di imitare e di comprendere. In tal senso S. Agnese diceva: "Il sole
e la luna ammirano la sua bellezza". Ciò non suppone negli angeli
l'ignoranza, ma solo l'incapacità a comprendere Dio.
3. Le risposte già date valgono a risolvere anche la terza difficoltà.
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