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Questione 63
Le seconde nozze
Veniamo ora a parlare delle seconde nozze.
Sull'argomento si pongono due quesiti: 1. Se siano lecite;
2. Se siano un sacramento.
ARTICOLO 1
Se le seconde nozze siano lecite
(4
Sent., d. 42, q. 3, a. 1)
SEMBRA che le seconde nozze non siano lecite. Infatti:
1. Le cose vanno giudicate secondo verità. Ora, il Crisostomo
afferma che "prendere un secondo marito, secondo verità è una
fornicazione".
Ma questa non è lecita. Dunque neppure è lecito il secondo matrimonio.
2. Tutto ciò che non è buono non è lecito. Ma, a detta di S. Ambrogio,
sposarsi due volte non è cosa buona. Perciò non è lecito.
3. Nessuno dev'essere distolto dal partecipare a cose oneste e
lecite. Ora, i sacerdoti, stando al testo delle Sentenze, vengono
distolti dal partecipare alle seconde nozze. Esse dunque non sono lecite. (Si
intende la festa di nozze)
4. Un castigo non viene inflitto che per una colpa. Ma per le seconde nozze
alcuni incorrono nell'irregolarità. Quindi esse non sono lecite.
IN CONTRARIO: 1. Di Abramo si legge nella Scrittura che contrasse seconde nozze.
2. L'Apostolo comanda:
"Voglio che le più giovani", e parla di vedove,
"si sposino, procreino dei figli". Dunque le seconde nozze sono lecite.
RISPONDO: Il vincolo coniugale dura soltanto fino alla morte,
come dichiara S. Paolo. Alla morte, quindi, di un coniuge il vincolo cessa.
Perciò dal matrimonio precedente uno non è impedito di contrarne un secondo,
dopo la morte del coniuge. Cosicché non solo son lecite le seconde nozze,
ma anche le terze e quelle successive.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Il Crisostomo condanna il motivo
che talora spinge alle seconde nozze, cioè la concupiscenza,
la quale spinge anche alla fornicazione.
2. Il secondo matrimonio si
dice che non è buono non perché è
illecito, ma perché manca di quel valore simbolico che si riscontra
nelle prime nozze, per il fatto che c'è l'unione di un solo uomo
con una sola donna, come tra Cristo e la Chiesa.
3. Gli uomini consacrati al servizio di Dio vengono distolti non
solo dalle cose illecite, ma anche dagli atti che presentano un'apparenza
di disonestà. Ecco perché vengono distolti dal partecipare
alle seconde nozze, che non hanno la medesima onestà delle prime.
4. L'irregolarità non sempre s'incorre per una colpa, ma
per un difetto del sacramento.
Perciò l'argomento non vale.
ARTICOLO 2
Se il secondo matrimonio sia un sacramento
(4
Sent., d. 42, q. 3, a. 2)
SEMBRA che il secondo
matrimonio non sia un sacramento. Infatti:
1.
Reiterare un sacramento equivale a disprezzarlo. Ma nessun
sacramento può essere disprezzato. Dunque, se il secondo matrimonio fosse
un sacramento, non si potrebbe reiterare in nessun modo.
2. In ogni sacramento si usa qualche benedizione. Invece nelle
seconde nozze non c'è benedizione, come dice il testo delle Sentenze.
Quindi in esse non c'è un sacramento.
3. È essenziale al sacramento significare qualche cosa.
Ma nelle seconde nozze il significato del matrimonio non si salva;
perché non c'è l'unione di un sol uomo con una sola donna, come tra
Cristo e la Chiesa. Perciò esso non è un sacramento.
4. Un sacramento non può impedire di riceverne un altro. Ora
invece il secondo matrimonio impedisce di ricevere l'ordine sacro.
Dunque non è un sacramento.
IN CONTRARIO: 1. Il coito è giustificato nelle seconde nozze
come nelle prime. Ma il coito matrimoniale è giustificato dai tre
beni del matrimonio, che sono la fedeltà, la prole e il sacramento.
Dunque anche il secondo matrimonio è un sacramento.
2. Una seconda unione non sacramentale di un uomo con un'altra
donna non provoca l'irregolarità: com'è evidente nel caso
della fornicazione. Invece nelle seconde nozze si contrae l'irregolarità.
Queste quindi son sacramentali.
RISPONDO: Dove si riscontrano gli elementi essenziali di un sacramento
c'è un vero sacramento. Ora, poiché nelle seconde nozze si riscontrano
tutti gli elementi essenziali del sacramento, cioè la debita materia
che consiste nella legittimità delle persone,
e la debita forma, vale a dire la manifestazione del consenso interiore
mediante la parola; è evidente che anche il secondo matrimonio è
un sacramento come il primo.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Ciò vale per i sacramenti che
producono un effetto perpetuo: nel cui caso, se il sacramento
viene ripetuto, si viene a dire che il primo non era valido, e quindi
a disprezzarlo; ed è il caso di tutti i sacramenti che imprimono il carattere.
Ma i sacramenti che hanno un effetto non perpetuo possono essere ripetuti,
senza fare ingiuria al sacramento: il che è evidente nel caso della confessione.
E poiché il vincolo matrimoniale è eliminato dalla morte, non si fa nessuna
ingiuria al sacramento, se la donna dopo la morte del marito si risposa.
2. Il secondo matrimonio, pur essendo in se stesso un perfetto sacramento,
posto a confronto col primo presenta un difetto di sacramentalità:
poiché non ha il suo pieno significato, non essendo il matrimonio
di un sol uomo con una sola donna come nel matrimonio tra Cristo e la Chiesa.
Per tale difetto nelle seconde nozze non si dà la benedizione.
Questo però vale quando le nozze sono seconde e da parte dell'uomo e da parte della donna,
oppure da parte della donna soltanto. Se infatti una vergine sposa un vedovo,
le nozze si benedicono ugualmente: perché allora rispetto alle prime nozze (della sposa)
in qualche modo si salva un certo simbolismo; perché Cristo, sebbene abbia in sposa
una sola Chiesa, tuttavia in essa possiede molte anime a lui sposate.
Invece l'anima non può avere altro sposo che Cristo: altrimenti abbiamo
un adulterio col diavolo, e viene a mancare il matrimonio spirituale.
Ecco perché quando si risposa la donna le nozze non si benedicono,
venendo a mancare il simbolismo del sacramento.
3. Considerato in se stesso, il secondo matrimonio possiede un
perfetto simbolismo sacramentale: non così però se si considera
in rapporto al primo matrimonio. È in questo senso che esso
manca di significazione sacramentale.
4.
Il secondo matrimonio è un impedimento per il sacramento
dell'ordine quanto a ciò che ha di difetto, e non in quanto sacramento.
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