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Questione
31
Il ministro dell'estrema unzione
Passiamo ora a trattare dell'amministrazione di questo sacramento.
Sulla questione si pongono tre quesiti: 1. Se un laico possa
amministrare questo sacramento; 2. Se possa amministrarlo un
diacono; 3. Se ciò sia riservato al vescovo.
(Amministra
validamente l'unzione degli infermi ogni sacerdote e
soltanto il sacerdote (Codice di Diritto Canonico,
can. 1003)).
ARTICOLO
1
Se anche un laico possa amministrare questo sacramento
(4
Sent., d. 23, q. 2, a. 1, qc. 1)
SEMBRA che anche un laico possa amministrare questo sacramento. Infatti:
1. S.
Giacomo afferma che l'efficacia di questo sacramento deriva
dalla preghiera. Ma la preghiera del laico talvolta è gradita
a Dio come quella del sacerdote. Quindi un laico può amministrare
questo sacramento.
2. Si legge di alcuni Padri d'Egitto che ungevano con l'olio gli
infermi e questi guarivano. Come pure si narra di S. Genoveffa
che ungeva con l'olio gli infermi. Quindi anche i laici possono
amministrare l'estrema unzione.
IN
CONTRARIO: Con questo sacramento vengono assolti i peccati.
Ma i laici non hanno il potere di rimettere i peccati. Quindi...
RISPONDO: Secondo Dionigi, alcuni uomini, possono compiere
azioni gerarchiche, altri possono soltanto riceverle, e questi sono
i laici. Quindi i laici di suo non possono amministrare nessun
sacramento: che poi, in caso di necessità, possano battezzare, è
una concessione divina acciocché a nessuno manchi la possibilità
di rinascere spiritualmente.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Il sacerdote pronuncia quella
preghiera non in nome proprio, perché, nel caso che si trovasse
in peccato, non verrebbe esaudito: ma in nome di tutta la Chiesa,
come suo pubblico rappresentante; il laico invece è una persona privata.
2. Quelle
unzioni non erano un sacramento: producevano tuttavia
la salute fisica non per la grazia sacramentale, ma per "il
carisma delle guarigioni", che proveniva dalla devozione di chi
riceveva l'unzione e dai meriti di chi la operava.
ARTICOLO
2
Se i diaconi possano amministrare questo sacramento
(4
Sent., d. 23, q. 2, a. 1, qc. 2)
SEMBRA che i diaconi possano amministrare questo sacramento. Infatti:
1. I diaconi,
secondo Dionigi, possiedono la facoltà di "purificare". Ora, l'estrema
unzione è stata istituita proprio per purificare
l'anima e il corpo dalle infermità. Quindi i diaconi possono amministrarla.
2. Il sacramento del battesimo è superiore a quello dell'estrema
unzione. Ma i diaconi possono battezzare: come risulta da quanto
fece S. Lorenzo. Quindi possono amministrare anche l'estrema unzione.
IN CONTRARIO: S. Giacomo dice:
"Chiami i presbiteri della
Chiesa".
RISPONDO: Il diacono possiede la facoltà di purificare, e non
quella d'illuminare. Ora, siccome l'illuminazione avviene per mezzo
della grazia, il diacono, di suo, non può conferire nessun sacramento
che dia la grazia. Quindi neppure l'estrema unzione, giacché
con questa viene infusa la grazia.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ:
1. Questo sacramento purifica illuminando
mediante l'infusione della grazia. Perciò non spetta al
diacono il conferirlo.
2. L'estrema unzione non è necessaria come il battesimo. Perciò
anche in caso di necessità la sua amministrazione è affidata a chi
ne ha l'ufficio, non a tutti. Ai diaconi, per ufficio, non spetta
neppure battezzare.
ARTICOLO
3
Se soltanto il vescovo possa amministrare questo sacramento
(4
Sent., d. 23, q. 2, a. 1, qc. 3)
SEMBRA che soltanto il vescovo possa amministrare questo sacramento. Infatti:
1. Questo
sacramento, come la confermazione, consiste nell'unzione.
Ma solo il vescovo può confermare. Quindi solo lui può
conferire l'estrema unzione.
2. Chi non può fare il meno non può fare il più. Ma l'uso della
materia consacrata è più importante della stessa consacrazione:
in quanto quello è il fine di questa. Perciò il sacerdote non può
fare uso della materia consacrata, dato che non può neppure
consacrarla.
IN CONTRARIO: Come nota S. Giacomo, il ministro di questo
sacramento "va chiamato" vicino al malato. Ma il vescovo non
può accorrere presso tutti i suoi diocesani infermi. Perciò non è
riservata a lui l'amministrazione di questo sacramento.
RISPONDO: Il vescovo, secondo Dionigi, ha il compito
"di perfezionare",
come il sacerdote ha quello "di illuminare". Perciò è
riservata al solo vescovo l'amministrazione di quei sacramenti che
elevano colui che li riceve a uno stato di perfezione superiore agli
altri. Ciò non capita in questo sacramento: poiché viene dato a
tutti. Quindi possono amministrarlo anche i semplici sacerdoti.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. La confermazione imprime il
carattere, per mezzo del quale l'uomo viene collocato in uno stato
di perfezione, come abbiamo detto sopra. Ora, questo non avviene
nell'estrema unzione. Quindi il paragone non vale.
2. Benché nell'ordine della causalità finale l'uso della materia
consacrata sia superiore alla sua consacrazione, nell'ordine della
causalità efficiente è superiore la consacrazione: perché l'uso
stesso procede da quell'identica causa. E quindi la consacrazione
esige un potere attivo superiore a quello del semplice uso.
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