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Questione
30
L'effetto del sacramento dell'estrema unzione
Passiamo ora a parlare dell'effetto di questo sacramento.
Sull'argomento si pongono tre quesiti: 1. Se l'estrema unzione
serva a rimettere i peccati; 2. Se la guarigione fisica sia un suo
effetto; 3. Se questo sacramento imprima il carattere.
ARTICOLO
1
Se l'estrema unzione serva a rimettere i peccati
(4
Sent., d. 23, q. 1, a. 2, qc. 1)
("La
realtà e l'effetto di questo sacramento sono spiegati
dalle parole: "La preghiera fatta con fede salverà
il malato: il Signore lo rialzerà e se ha commesso dei
peccati, gli saranno perdonati" (Gc 5,15). Questo
effetto è dunque la grazia dello Spirito Santo, la cui
unzione lava i peccati, se ve ne fossero ancora da
espiare, e ciò che resta del peccato; solleva e
rafforza l'anima del malato, suscitando in lui una
grande fiducia nella divina misericordia. L'infermo per
il sollievo ricevuto sopporta più facilmente le
sofferenze e le pene della malattia, resiste più
facilmente alle tentazioni del demonio che insidia il
suo calcagno (cf. Gn 3,15), e qualche volta, se ciò
può giovare alla salvezza dell'anima, riacquista la
salute del corpo." (Concilio di Trento, Doctrina de
sacramento extremae unctionis, cap. 2)).
SEMBRA che l'estrema unzione non serva a rimettere i peccati.
Infatti:
1. Ciò che si può fare con una sola cosa non è necessario farlo
con una seconda. Ora, in chi riceve l'estrema unzione, perché
siano rimessi i peccati, è necessaria la penitenza. Quindi non è
con l'estrema unzione che vengono rimessi.
2. Nel peccato abbiamo solo tre cose: macchia, pena, e reliquie
della colpa. Ora, con l'estrema unzione non viene tolta la macchia
del peccato, se non per la contrizione; mentre, se questa c'è, uno
viene assolto anche senza l'unzione. Né viene tolta la pena; perché
l'infermo, se guarisce, è tenuto a fare la penitenza imposta.
Né vengono tolte le reliquie della colpa; perché, come si può
constatare dopo la guarigione restano nel soggetto le cattive disposizioni
lasciate dagli atti precedenti. Quindi in nessuna maniera,
con l'estrema unzione, i peccati possono essere rimessi.
3. La remissione dei peccati avviene all'istante, non per gradi.
Ma questo sacramento non si amministra in un istante; perché
sono necessarie diverse unzioni. Quindi il suo effetto non è la
remissione dei peccati.
IN CONTRARIO: 1. Così afferma S. Giacomo:
"Se ha commesso
peccati, gli saranno rimessi".
2. Tutti i sacramenti della nuova legge conferiscono la grazia.
Ma con la grazia vengono assolti i peccati. Dunque l'estrema
unzione, essendo un sacramento della nuova legge, rimette i peccati.
RISPONDO: Ogni sacramento è stato istituito per produrre un
determinato effetto, benché secondariamente ne possa produrre
anche altri. E poiché il sacramento "causa ciò che significa", il
suo effetto principale va ricercato in ciò che esso stesso significa.
Ora, l'estrema unzione si amministra a guisa di una medicazione: come
il battesimo a guisa di una lavanda. Ma la medicina si usa
per eliminare l'infermità. Perciò questo sacramento fu istituito
principalmente per guarire dall'infermità del peccato: affinché,
come il battesimo è una rigenerazione spirituale, e la penitenza
una resurrezione spirituale, anche l'estrema unzione sia una guarigione
o cura dello spirito. Come, poi, una cura corporale suppone
la vita fisica, così quella spirituale suppone nel paziente la vita
dello spirito. Quindi l'estrema unzione non è ordinata di suo a
eliminare i difetti letali della vita spirituale, cioè il peccato originale
e mortale, ma quelli che rendono l'uomo spiritualmente infermo
e lo privano del vigore necessario a compiere le azioni della
vita di grazia e di gloria. Tale difetto non è altro che una certa
debolezza e inettitudine lasciata in noi dal peccato attuale e originale.
Contro tale debolezza l'uomo viene corroborato mediante
l'estrema unzione.
Siccome però tale energia viene dalla grazia, la quale è incompatibile
col peccato, ne segue che, se essa trova (nell'anima) un
peccato mortale o veniale, lo cancella quanto alla colpa, purché
non vi sia ostacolo da parte di chi la riceve, com'è stato già detto
anche dell'Eucarestia e della confermazione. Ecco perché anche
S. Giacomo parla della remissione dei peccati in modo condizionale,
quando afferma: "Se ha commesso peccati, gli saranno rimessi" quanto
alla colpa. Infatti non sempre cancella il peccato, perché
non sempre lo trova: mentre sempre elimina la suddetta debolezza,
da alcuni chiamata "reliquie del peccato".
Altri invece affermano che l'estrema unzione è stata istituita
soprattutto contro il peccato veniale, per il quale, in questa vita,
non esiste rimedio efficace; e perciò il sacramento dei moribondi
è ordinato proprio a cancellare questo peccato. - Tale opinione
è falsa. Perché la colpa del peccato veniale viene sufficientemente
cancellata con la penitenza, anche in questa vita. Il fatto poi
che i peccati veniali non si possono evitare dopo la penitenza,
non toglie l'effetto di quest'ultima. - Ciò, ripetiamo, appartiene alla
predetta debolezza.
In conclusione, l'effetto principale dell'estrema unzione è di
cancellare le reliquie del peccato; mentre effetto secondario è di
cancellare la colpa, quando c'è.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Benché l'effetto principale di
un sacramento si possa ottenere senza l'attuale recezione del sacramento
stesso, cioè senza sacramento alcuno oppure come conseguenza
di un altro, mai tuttavia si può avere senza l'intenzione
di volerlo ricevere. Poiché, dunque, la penitenza è stata istituita
contro il peccato attuale, essa è necessaria anche se altri sacramenti
ottengono la cancellazione del peccato.
2. L'estrema unzione cancella in qualche modo il peccato in tutti
quei tre elementi. Benché infatti la colpa non venga eliminata
senza la contrizione, questo sacramento, mediante la grazia che
conferisce, fa sì che quel moto del libero arbitrio verso il peccato
diventi contrizione: lo stesso può succedere anche per l'Eucarestia
e per la confermazione. - Diminuisce anche la pena temporale:
ma solo indirettamente, in quanto elimina la debolezza; infatti
una stessa pena la sopporta più facilmente un forte che un debole.
Perciò non è questa una ragione sufficiente per ridurre la soddisfazione. - Per
reliquie del peccato non s'intendono qui le cattive
disposizioni lasciate dagli atti viziosi compiuti, le quali sono abiti
allo stato iniziale: ma piuttosto significano una certa debolezza
spirituale, senza la quale l'anima più difficilmente è portata alla
colpa, benché restino ancora tali abiti o disposizioni cattive.
3. Concorrendo a un medesimo effetto azioni diverse, l'ultima
di queste completa l'opera in forza delle precedenti. Perciò la grazia,
la quale conferisce al sacramento il suo effetto, viene infusa
nell'ultima delle unzioni.
ARTICOLO
2
Se la guarigione fisica sia effetto di questo sacramento
(4
Sent., d. 23, q. 1, a. 2, qc. 2)
SEMBRA che la guarigione fisica non sia effetto di questo sacramento. Infatti:
1. I
sacramenti sono medicine spirituali ordinate alla salute
dell'anima, come quelle corporali alla salute del corpo. Quindi
quest'ultima non è effetto dell'estrema unzione.
2. Se il soggetto è ben disposto, il sacramento produce sempre
il suo effetto. Ma spesso l'infermo quando riceve l'estrema unzione
non guarisce fisicamente, anche se ben disposto. Dunque la salute
fisica non è effetto di questo sacramento.
3. L'efficacia dell'estrema unzione è indicata nella Lettera di
S. Giacomo. Ivi però l'effetto della guarigione è attribuito non
all'unzione, ma alla preghiera; si dice infatti: "L'orazione della
fede guarirà l'infermo". Quindi la guarigione fisica non è effetto
di questo sacramento.
IN CONTRARIO: 1. L'azione della Chiesa dopo la passione di Cristo
ha maggiore efficacia di prima. Ma, come dice S. Marco, prima
(della passione) coloro che gli Apostoli ungevano con l'olio venivano
guariti. Quindi anche ora l'estrema unzione deve avere
anche l'effetto di rendere la salute fisica.
2. I sacramenti producono ciò che significano. Ma il battesimo
operando il lavacro fisico, significa e causa quello spirituale. Quindi
anche l'estrema unzione significa e produce la guarigione spirituale
mediante quella fisica.
RISPONDO: Come il battesimo, per mezzo del lavacro fisico,
cancella interiormente le macchie dell'anima, così l'estrema unzione
opera la guarigione interiore attraverso l'esterna medicazione
sacramentale: e come il lavacro del battesimo ha per effetto la
mondezza fisica, perché lava anche il corpo; così l'estrema unzione
ha per effetto la medicazione del corpo, cioè la guarigione fisica.
Con questa differenza che il lavacro fisico lava il corpo per la natura
stessa dell'acqua: e quindi sempre. L'estrema unzione invece
guarisce il corpo, non per le proprietà naturali dell'olio, ma per
virtù divina, la quale opera con criteri di ragione. E poiché chi
opera razionalmente cerca l'effetto secondario soltanto quando è
consono a quello principale, l'estrema unzione non produce sempre
la guarigione fisica, ma soltanto quando questa giova a quella
spirituale. In tal caso, la produce sempre; purché non vi sia
impedimento da parte di chi la riceve.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Tale obiezione prova soltanto
che la guarigione fisica non è effetto principale dell'estrema unzione.
E questo è vero.
2. La seconda difficoltà resta chiarita da quanto s'è già detto.
3. Come
abbiamo detto, quella preghiera è la forma dell'estrema unzione.
Quindi questo sacramento, e la sua forma, ha
in sé l'efficacia di causare la guarigione fisica.
ARTICOLO
3
Se questo sacramento imprima il carattere
(4
Sent., d. 23, q. 1, a. 2, qc. 3)
SEMBRA che questo sacramento imprima il carattere. Infatti:
1. Il carattere è
un segno distintivo. Ma come il battezzato
si distingue da chi non lo è, così chi è unto si deve distinguere
da chi non è unto. Quindi anche l'estrema unzione imprime il
carattere, come il battesimo.
2. In questo sacramento c'è l'unzione come in quelli dell'ordine
e della confermazione. Ma in questi ultimi viene impresso il carattere.
Quindi anche nell'estrema unzione.
3. In ogni sacramento riscontriamo tre elementi: res tantum, sacramentum tantum,
res et sacramentum. Ma nell'estrema unzione
come corrispondente alla res et sacramentum troviamo solo il carattere.
Quindi con questo sacramento viene conferito il carattere.
IN CONTRARIO: 1. Nessun sacramento che imprime il carattere
si ripete. Ma l'estrema unzione si ripete. Quindi non imprime il
carattere.
2. La distinzione secondo il carattere sacramentale vale per la
Chiesa militante. Ma l'estrema unzione viene amministrata a
coloro che escono dalla Chiesa. Perciò non è necessario che imprima
il carattere.
RISPONDO: Il carattere viene impresso soltanto in quei sacramenti
con i quali all'uomo viene conferito qualcosa di sacro. Ma
l'estrema unzione è soltanto un rimedio, in forza del quale all'uomo
non è demandato né di compiere né di ricevere niente di sacro.
Perciò non imprime il carattere.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Il carattere causa una distinzione
di stati per quanto riguarda le opere da compiere nella Chiesa.
Ma per il fatto di ricevere l'(estrema) unzione l'uomo non acquista
tale speciale distinzione dagli altri.
2. L'unzione che uno riceve nella cresima e nell'ordine è consacratoria,
e per mezzo di essa viene destinato a una mansione sacra.
Ma l'unzione di questo sacramento è medicinale. Perciò il paragone
non regge.
3. Nell'estrema unzione res et sacramentum non è il carattere,
ma solo una certa devozione interiore, che è un'unzione spirituale.
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