Il Santo Rosario
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Questione 48

Le parti della prudenza

Passiamo ora a parlare delle parti della prudenza. Su questo tema tratteremo quattro argomenti: primo, quali siano le parti della prudenza; secondo, delle sue parti quasi integranti; terzo, delle sue parti subiettive; quarto, delle parti potenziali.

ARTICOLO UNICO

Se siano ben dererminate le parti della prudenza

SEMBRA che non siano ben determinate le parti della prudenza. Infatti:
1. Cicerone assegna tre parti alla prudenza, e cioè: memoria, intelligenza e provvidenza. - Macrobio invece, seguendo Plotino, ne assegna sei, e cioè: ragione, intelletto, circospezione, previdenza, docilità e cautela. - Aristotele poi dice che alla prudenza appartengono l'eubulia, la synesis e la gnome. E a proposito della prudenza ricorda pure l'eustochia e la solerzia, il senso e l'intelletto. - Invece un altro Filosofo greco afferma che alla prudenza appartengono dieci parti, e cioè: eubulia, sagacia, previdenza, regnativa, militare, politica, economica, dialettica, retorica, fisica. - Dunque alcuni di codesti elenchi o sono eccessivi, o sono insufficienti.
2. La prudenza si contrappone alla scienza. Ora, politica, economia, dialettica, retorica e fisica sono altrettante scienze. Quindi non sono parti della prudenza.
3. Le parti non sono più estese del tutto. Invece la memoria intellettiva, o intelligenza, la ragione, il senso e la docilità non appartengono soltanto alla prudenza, ma a tutti gli abiti conoscitivi. Dunque non devono essere poste tra le parti della prudenza.
4. Come sono atti della ragion pratica deliberazione, giudizio e comando, così lo è pure l'uso, secondo le spiegazioni date in precedenza. Perciò come alla prudenza si aggiungono l'eubulia, che si riferisce alla deliberazione, nonché la synesis e la gnome, le quali si riferiscono al giudizio; così bisognava assegnare qualche cosa per l'uso.
5. Come sopra abbiamo visto, la sollecitudine appartiene alla prudenza. Dunque tra le parti della prudenza non doveva mancare la sollecitudine.

RISPONDO: Le parti possono essere di tre generi: integranti, come pareti, tetto e fondamenta sono parti di una casa; soggettive, come bue e leone sono parti del genere animale; potenziali, come le facoltà della nutrizione e della sensazione sono parti dell'anima. Perciò in tre maniere si possono determinare le parti di una virtù. Primo, per analogia con le parti integranti: e allora sono parti della virtù quelle funzioni che sono indispensabili all'atto perfetto di essa. E in tale senso tra tutte le cose enumerate si possono determinare otto parti della prudenza: e sono le sei enumerate da Macrobio, cui bisogna aggiungere la memoria ricordata da Cicerone, e l'eustochia o sagacia di cui parla Aristotele (infatti il senso della prudenza s'identifica con l'intelletto, secondo l'esplicita ammissione del Filosofo: "Di questi dunque ci deve essere un senso, e questo è l'intelletto"). Di queste otto parti cinque appartengono alla prudenza in quanto è una virtù conoscitiva, e cioè: memoria, ragione, intelletto, docilità e sagacia; le altre appartengono alla prudenza in quanto comanda, applicando la conoscenza all'operazione, e cioè: previdenza, circospezione e cautela. - Il motivo della loro distinzione risulta evidente dal fatto che nella conoscenza si devono considerare tre cose. Primo, la conoscenza stessa: la quale se riguarda il passato è memoria, e se riguarda il presente, necessario o contingente che sia, si denomina intelletto o intelligenza. - Secondo, l'acquisto della conoscenza: acquisto che può farsi, o mediante l'insegnamento, e allora abbiamo la docilità; oppure con la ricerca personale, ed ecco l'eustochia, che è il ben congetturare. Fa parte di questa la solerzia, come nota Aristotele, la quale a suo dire è "la pronta congettura del medio (dimostrativo)". - Terzo, si deve considerare l'uso della conoscenza: cioè il passaggio che uno fa dalle cose che conosce alla conoscenza e al giudizio di altre cose. E questo appartiene alla ragione. - Perché poi la ragione possa ben comandare, deve badare a tre cose. Primo, a ordinare ciò che è proporzionato al fine: e allora abbiamo la previdenza. Secondo, a osservare le circostanze dell'impresa: e allora abbiamo la circospezione. Terzo, a evitare gli ostacoli: ed ecco la cautela.
Parti soggettive di una virtù sono le sue varie specie. E in tal guisa sono parti della prudenza in senso proprio: la prudenza con la quale uno governa se stesso, e la prudenza con la quale uno governa una collettività, le quali, come abbiamo detto, differiscono specificamente. A sua volta la prudenza fatta per il governo della collettività si suddivide in varie specie secondo i diversi tipi di collettività. Infatti c'è una collettività riunita per un'impresa speciale, come l'esercito, p. es., radunato per combattere: il buon governo di esso costituisce la prudenza militare. Invece altre collettività sono unite per la vita nel suo insieme: la collettività di una casa, o di una famiglia, p. es., il cui governo richiede la prudenza economica, o domestica; e la collettività di una città o di un regno, il cui principio direttivo nel re si chiama prudenza di governo, e nei sudditi prudenza politica, o politica in senso assoluto. - Se invece si prende il termine prudenza in senso lato, in quanto include anche la conoscenza speculativa, come sopra abbiamo notato, allora tra le sue parti troviamo anche la dialettica, la retorica e la fisica, in base ai tre metodi in uso nelle scienze. Il primo dei quali consiste nel procurare la scienza con la dimostrazione: e questo appartiene alla fisica, intendendo per fisica tutte le scienze dimostrative. Il secondo metodo è quello di produrre delle opinioni con argomenti probabili: e abbiamo allora la dialettica. Il terzo metodo consiste nell'insinuare un sospetto, o nel creare una persuasione da semplici congetture: e questo appartiene alla retorica. - Tuttavia si potrebbe anche affermare che queste tre cose appartengono anche alla prudenza propriamente detta, la quale talora argomenta su principi necessari, talora su cose probabili, e talora su semplici congetture.

Finalmente si dicono parti potenziali di una virtù quelle virtù supplementari che sono ordinate a materie e ad atti secondari, che non hanno tutta la forza della virtù principale. Sotto questo aspetto sono parti della prudenza l'eubulia, che riguarda la deliberazione; la synesis, che riguarda il giudizio di quanto avviene ordinariamente; e la gnome, la quale riguarda il giudizio su cose che esigono un'eccezione alla legge ordinaria. Invece la prudenza ha di mira l'atto principale, che è il comandare.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. I vari elenchi differiscono secondo i vari tipi di parti su cui sono impostati; oppure perché in una parte di un dato elenco vengono incluse molte parti che in altri elenchi sono distinte. Cicerone, p. es., nella previdenza include anche la cautela e la circospezione; e nell'intelligenza include ragione, docilità e sagacia.
2. Economia e politica non sono prese qui come scienze; ma come tipi di prudenza. Per il resto basta quanto abbiamo già detto.
3. Tutte codeste facoltà sono elencate come parti della prudenza non nella loro totalità, ma in quanto si riferiscono a cose che appartengono alla prudenza.
4. Comandare bene e ben usare, o eseguire vanno sempre di pari passo: perché al comando della ragione segue l'obbedienza delle facoltà inferiori, che appartengono all'uso.
5. La sollecitudine è inclusa nel concetto di previdenza.