Il Santo Rosario
back

Questione 39

Lo scisma

Passiamo ora a parlare di quei vizi contrari alla pace, i quali si attuano nelle opere; e che sono lo scisma, la sedizione e la guerra.
A proposito dello scisma tratteremo quattro argomenti: 1. Se lo scisma sia un peccato speciale; 2. Se sia più grave dell'incredulità; 3. Il potere degli scismatici; 4. La loro punizione.

ARTICOLO 1

Se lo scisma sia un peccato speciale

SEMBRA che lo scisma non sia un peccato speciale. Infatti:
1. Come si esprime il Papa Pelagio, "Scisma dice scissura". Ma qualsiasi peccato produce una scissura, poiché sta scritto: "I vostri peccati hanno messo la divisione tra voi e il vostro Dio". Dunque lo scisma non è un peccato speciale.
2. Scismatici sono quelli che non ubbidiscono alla Chiesa. Ma uno diviene disobbediente alla Chiesa con qualsiasi peccato: perché, a detta di S. Ambrogio, il peccato non è che "una disobbedienza ai comandamenti celesti". Perciò qualsiasi peccato è uno scisma.
3. Anche l'eresia separa l'uomo dall'unità della fede. Perciò se il termine scisma implica divisione, sembra che non differisca dal peccato dell'incredulità come un peccato speciale.

IN CONTRARIO: S. Agostino distingue tra scisma ed eresia, dicendo che "scisma è il compiacersi nella disunione dell'assemblea dei fedeli, conservando le convinzioni ed il culto di tutti gli altri; l'eresia invece ha convinzioni diverse da quelle credute dalla Chiesa Cattolica". Perciò lo scisma non è un peccato generico.

RISPONDO: Come dice S. Isidoro, scisma "è derivato dalla scissura, o separazione degli animi". E la scissura si contrappone all'unità. Perciò si chiama peccato di scisma, quello che direttamente e di per sé si contrappone all'unità: perché in campo morale, come nel mondo fisico, ciò che è per accidens non costituisce la specie. Ora, in campo morale è per se l'atto intenzionale: mentre le cose preterintenzionali sono quasi per accidens. Perciò il peccato di scisma è un peccato speciale per il fatto che con esso uno intende separarsi dall'unità prodotta dalla carità. Quest'ultima però non unisce soltanto una persona con l'altra col vincolo dell'amore, ma unisce anche tutta la Chiesa nell'unità dello spirito. Perciò propriamente si dicono scismatici coloro che spontaneamente e intenzionalmente si separano dall'unità della Chiesa, la quale costituisce l'unità principale: infatti le unioni particolari che alcuni stabiliscono tra loro sono ordinate all'unità della Chiesa, come la compagine delle singole membra è ordinata all'unità di tutto il corpo.
Ma l'unità della Chiesa risulta da due cose: dalla connessione reciproca dei suoi membri; e dall'ordine di tutti i membri della Chiesa rispetto a un unico capo, come si rileva dall'espressione di S. Paolo: "enfiato dei pensieri della sua carne, non aderendo al capo dal quale tutto il corpo ben sorretto per via delle articolazioni e dei legamenti, e insieme compatto, prende quello sviluppo che è da Dio". Ora, questo capo è Cristo medesimo, del quale fa le veci nella Chiesa il Sommo Pontefice. Perciò si dicono scismatici quelli che rifiutano di sottomettersi al Sommo Pontefice, e coloro che ricusano di comunicare con i membri della Chiesa a lui soggetti.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. La divisione dell'uomo da Dio prodotta dal peccato non è voluta da chi pecca, ma segue in modo preterintenzionale dalla sua disordinata conversione a un bene transitorio. Perciò propriamente parlando, il peccato non è uno scisma.
2. Il costitutivo dello scisma sta nel disobbedire al comando con una certa ribellione. E si ha la ribellione quando uno trasgredisce gli ordini della Chiesa con pertinacia, e ricusa di subirne il giudizio. Ora, non tutti i peccatori fanno questo. Perciò non ogni peccato è uno scisma.
3. Eresia e scisma si distinguono tra loro in base alle cose cui direttamente si contrappongono. Infatti l'eresia si contrappone alla fede; lo scisma invece si contrappone all'unità della carità esistente nella Chiesa. E poiché la fede e la carità sono virtù distinte, sebbene chi è privo di fede sia privo anche di carità; così anche lo scisma e l'eresia sono due vizi distinti, sebbene chi è eretico sia anche scismatico; non però viceversa, come nota S. Girolamo: "Penso che tra scisma ed eresia ci sia questa differenza, che l'eresia implica un dogma sbagliato, mentre lo scisma si limita a separare dalla Chiesa".
Però come la perdita della carità è la via che conduce alla perdita della fede, secondo le parole di San Paolo: "Perdendo di vista tali cose", cioè la carità e le virtù connesse, "alcuni si sono sviati a un vano parlottare"; così lo scisma è la via che conduce all'eresia. Perciò S. Girolamo aggiunge, che "lo scisma da principio può essere diverso dall'eresia; ma non c'è uno scisma il quale non si costruisca un'eresia, per giustificare la propria separazione dalla Chiesa".

ARTICOLO 2

Se lo scisma sia un peccato più grave dell'incredulità

SEMBRA che lo scisma sia un peccato più grave dell'incredulità. Infatti:
1. Più grave è il peccato più grave ne è la pena; poiché sta scritto: "Secondo la gravità del peccato sarà la misura della pena". Ma il peccato di scisma è stato punito (da Dio) più gravemente che il peccato d'incredulità, o di idolatria. Nell'Esodo infatti si legge che per l'idolatria alcuni furono uccisi di spada per mano di uomini; invece per il peccato di scisma sta scritto nel Libro dei Numeri: "Se il Signore farà una cosa nuova, cioè che la terra aprendo la sua bocca inghiottisca loro e tutto quello che loro appartiene, così che scendano vivi all'inferno, conoscerete che essi avevano bestemmiato il Signore". Inoltre le dieci tribù scismatiche, le quali si separarono dal regno di David, furono punite nel più grave dei modi. Dunque il peccato di scisma è peccato più grave del peccato d'incredulità.
2. Come dice il Filosofo, "il bene comune è più alto e divino del bene di un solo". Ora, lo scisma si oppone al bene comune, cioè all'unità della Chiesa; mentre l'incredulità si oppone al bene particolare, cioè alla fede di una persona singola. Perciò lo scisma è un peccato più grave dell'incredulità.
3. Un male più grave ha come contrario, stando all'insegnamento di Aristotele, un bene maggiore. Ora, lo scisma si contrappone alla carità, la quale è una virtù superiore alla fede, il cui contrario è l'incredulità, come sopra abbiamo detto. Dunque lo scisma è un peccato più grave dell'incredulità.

IN CONTRARIO: Ciò che consiste in un'aggiunta fatta ad un'altra cosa è superiore a questa, sia nel bene come nel male. Ma l'eresia consiste in un'aggiunta che si fa allo scisma, come risulta evidente dal testo citato di S. Girolamo. Dunque lo scisma è un peccato meno grave dell'incredulità.

RISPONDO: La gravità di un peccato si può determinare da due punti di vista: primo, in base alla specie; secondo, in base alle circostanze. E poiché le circostanze sono particolari, e possono variare all'indefinito, quando di due peccati si domanda quale sia il più grave, il quesito va circoscritto alla gravità risultante nel genere dei peccati. Ora, il genere o la specie di un peccato si desume dall'oggetto, come abbiamo già spiegato. Perciò il peccato che si contrappone ad un bene maggiore è per il suo genere più grave: il peccato contro Dio, p. es., è più grave di quello contro il prossimo. Ora, è evidente che l'incredulità è un peccato contro Dio stesso, in quanto egli è la prima verità su cui poggia la fede. Invece lo scisma si contrappone all'unità della Chiesa, che è un bene partecipato, inferiore a Dio stesso. Perciò è evidente che il peccato di incredulità è più grave per il suo genere del peccato di scisma: sebbene possa capitare che uno scismatico pecchi più gravemente di un incredulo, o per un maggiore disprezzo, o per una maggiore gravità del danno che arreca, o per altre cose del genere.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Il popolo ebreo sapeva già dalla legge ricevuta che c'è un solo Dio e che non si dovevano adorare altri dei: e ciò era stato confermato da molti miracoli. E quindi non era necessario punire con un castigo straordinario chi peccava contro questa fede con l'idolatria, ma bastava uno dei soliti castighi. Invece non era altrettanto chiaro per gli ebrei che Mosè doveva essere sempre il loro capo. Perciò bisognava punire i ribelli con un castigo miracoloso e straordinario.
Oppure si può rispondere che il peccato di scisma in certi casi fu punito più gravemente presso codesto popolo, perché esso era proclive alle sedizioni e agli scismi; in Esdra infatti si legge: "Questa città fin dagli antichi tempi fu ribelle al suo re, e sedizioni e guerre si suscitano in essa". Ora, sopra abbiamo notato che talora per i peccati più frequenti si impongono castighi più gravi: infatti i castighi sono delle medicine per ritrarre gli uomini dal male; e quindi dove c'è una maggiore proclività alla colpa bisogna applicare un castigo più severo. - Quanto alle dieci tribù, esse non furono così punite solo per il peccato di scisma, ma anche per quello di idolatria, come nota la Scrittura.
2. Il bene di una comunità, come è superiore al bene di un individuo che ad essa appartiene, così è inferiore al bene estrinseco al quale codesta comunità è ordinata: in un esercito, p. es., il bene consistente nell'ordine di esso è inferiore al bene del suo comandante. Così il bene consistente nell'unità della Chiesa, al quale si contrappone lo scisma, è inferiore al bene consistente nella verità divina, al quale si contrappone l'incredulità.
3. La carità ha due oggetti: uno principale, cioè la bontà divina, e l'altro secondario, cioè il bene del prossimo. Ora, lo scisma e gli altri peccati, che si commettono contro il prossimo, si contrappongono alla carità rispetto al bene secondario, che è inferiore all'oggetto della fede il quale è Dio stesso. Ecco perché questi peccati sono meno gravi dell'incredulità. Invece l'odio di Dio, che si contrappone alla carità rispetto all'oggetto principale, non è davvero meno grave. - Tuttavia, tra i peccati contro il prossimo, il peccato di scisma è quello più grave; perché va contro il bene spirituale della collettività.

ARTICOLO 3

Se gli scismatici conservino qualche potere

SEMBRA che gli scismatici conservino qualche potere. Infatti:
1. S. Agostino insegna: "Come i convertiti che erano stati battezzati prima di separarsi dalla Chiesa non vengono ribattezzati, così i convertiti che prima di separarsi erano stati ordinati non devono essere di nuovo ordinati". Ma l'ordine sacro è un potere. Dunque gli scismatici hanno dei poteri, poiché conservano l'ordine.
2. S. Agostino inoltre afferma: "Uno scismatico può conferire i sacramenti, come ha il potere di riceverli". Ma il potere di conferire i sacramenti è il potere più grande. Perciò gli scismatici, che sono separati dalla Chiesa, hanno la potestà spirituale.
3. Il Papa Urbano II dichiara che: "Coloro i quali sono stati consacrati da vescovi cattolicamente ordinati, ma separati dalla Chiesa Cattolica, se tornano alla Chiesa, devono essere accolti con misericordia, conservando i loro ordini, quando la scienza e la condotta li raccomandano". Ora, questo non potrebbe stare, se negli scismatici non si conservasse la potestà spirituale. Dunque gli scismatici conservano un potere spirituale.

IN CONTRARIO: S. Cipriano afferma: "Chi non osserva né l'unità dello spirito, né la pace della nostra comunità, e si separa dai vincoli della Chiesa e dal collegio dei sacerdoti, non può avere né il potere né gli onori di vescovo".

RISPONDO: Il potere spirituale è di due specie: potere sacramentale, e potere di giurisdizione. Il potere sacramentale è quello che viene conferito mediante una consacrazione. Ebbene, tutte le consacrazioni della Chiesa sono permanenti, finché rimane ciò che viene consacrato, come è evidente per le cose inanimate: infatti l'altare una volta consacrato non riceve una nuova consacrazione a meno che non sia stato demolito. Perciò questa specie di potere rimane essenzialmente nell'uomo che l'ha ricevuta con la consacrazione per tutta la vita, anche se cade nell'eresia, o nello scisma: se ne ha la riprova nel fatto che se torna alla Chiesa non viene riconsacrato. Siccome però un potere inferiore non può passare all'atto, se non in quanto è mosso dal potere superiore, com'è evidente anche negli esseri corporei; codesti scismatici perdono l'uso del potere, cosicché non è lecito per essi esercitarlo. Però se lo esercitano, il loro potere produce il suo effetto, sul piano sacramentale; poiché nei sacramenti l'uomo non opera che come strumento di Dio; cosicché gli effetti sacramentali non vengono mai compromessi dalla colpa di chi dà il sacramento. - Invece il potere di giurisdizione è quello che viene conferito dal semplice incarico di un uomo. E tale potere non è indelebile. Dunque esso non rimane negli scismatici e negli eretici. E quindi costoro non possono né assolvere, né scomunicare, né dare indulgenze, né fare altre cose del genere. E se lo fanno non ha nessun valore.
Perciò quando si dice che costoro non hanno un potere spirituale, si deve intendere di quest'ultimo: oppure se l'affermazione si riferisce al primo, non va riferita alla sostanza di codesto potere, ma al suo uso legittimo.
Sono così risolte anche le difficoltà.

ARTICOLO 4

Se sia giusto punire gli scismatici con la scomunica

SEMBRA che non sia giusto punire gli scismatici con la scomunica. Infatti:
1. La scomunica separa un uomo specialmente dal partecipare ai sacramenti. Ma S. Agostino insegna che il battesimo si può ricevere anche da uno scismatico. Dunque la scomunica non è la punizione conveniente per gli scismatici.
2. I fedeli di Cristo hanno il compito di radunare i dispersi; infatti ad alcuni si fa questo rimprovero: "Non avete ricondotto le pecore sbandate, né cercato le smarrite". Ora, gli scismatici sono meglio ricondotti da quelli che comunicano con essi. Perciò non sono da scomunicarsi.
3. Per un medesimo peccato non si devono dare due punizioni; poiché sta scritto: "Dio non punirà due volte la stessa colpa". Ora, per il peccato di scisma alcuni sono puniti con una pena temporale, secondo quella disposizione dei Canoni: "Le leggi divine e quelle civili hanno stabilito che quanti sono divisi dall'unità della Chiesa e che turbano la sua pace, siano repressi dalle autorità civili". E quindi non vanno puniti con la scomunica.

IN CONTRARIO: Sta scritto: "Allontanatevi dalle tende degli empi", cioè dei responsabili dello scisma, "e non toccate le cose che loro appartengono, per non essere coinvolti nei loro peccati".

RISPONDO: Come dice la Scrittura, è giusto che uno sia punito nelle cose in cui pecca. Ora, uno scismatico pecca in due cose, come abbiamo detto. Primo, separandosi dalla comunione degli altri membri della Chiesa. E rispetto a questo è giusto che gli scismatici siano puniti con la scomunica. Secondo, perché si rifiutano di sottostare al capo della Chiesa. E, quindi, siccome non vogliono la coercizione del potere spirituale della Chiesa, è giusto che sperimentino quella del potere civile.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Non è lecito ricevere il battesimo dagli scismatici, se non in caso di necessità: poiché è meglio uscire da questa vita col segno di Cristo, da chiunque esso sia dato, fosse pure un giudeo o un pagano, che senza questo segno, il quale viene conferito mediante il battesimo.
2. La scomunica non proibisce quella comunicazione con la quale si richiamano i separati all'unità della Chiesa. Tuttavia la stessa segregazione ve li riconduce in qualche modo, perché umiliati talora sono indotti al pentimento.
3. Le pene della vita presente sono medicinali; perciò quando non basta una pena per tenere a freno un uomo, se ne adopera un'altra: anche i medici, del resto, usano diverse medicine corporali quando una non fa effetto. Così anche la Chiesa quando certuni non vengono efficacemente corretti con la scomunica, ricorre alla coercizione del braccio secolare. Ma se una pena è sufficiente, non se ne deve adoperare una seconda.