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Questione
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I precetti relativi alla fortezza
Passiamo quindi a trattare dei precetti relativi alla fortezza:
1. Dei precetti riguardanti la fortezza medesima; 2. Dei precetti
che riguardano le sue parti (potenziali).
ARTICOLO
1
Se i precetti relativi alla fortezza siano ben formulati nella legge divina
SEMBRA che nella legge divina i precetti relativi alla fortezza non
siano ben formulati. Infatti:
1. La nuova legge è più perfetta della legge antica. Ora, nell'antica
legge, come appare dal Deuteronomio, non mancavano precetti
relativi alla fortezza. Dunque essi non dovevano mancare nella
nuova legge.
2. I precetti affermativi valgono più di quelli negativi: perché
i precetti affermativi includono anche quelli negativi, ma non viceversa.
Quindi è una cosa sconveniente che nella legge divina
siano stati posti solo i precetti negativi che proibiscono il timore.
3. La fortezza, abbiamo visto, è una delle virtù principali, o cardinali.
Ma i precetti sono ordinati alle virtù: e quindi devono adeguarsi
ad esse. Perciò i precetti sulla fortezza dovevano essere inclusi
tra i precetti del decalogo, che sono i precetti principali della legge.
IN CONTRARIO: I testi della Scrittura insegnano diversamente.
RISPONDO: I precetti della legge corrispondono all'intenzione del
legislatore. Perciò la diversità dei fini, che il legislatore persegue,
impone una diversità tra i precetti che vengono istituiti. Infatti
nell'ordine umano le leggi si distinguono in democratiche, regali
e tiranniche. Ora, il fine della legge divina è che l'uomo aderisca
a Dio. Perciò i precetti della legge divina, sia relativi alla fortezza
che a ogni altra virtù, sono dati in modo da favorire questo orientamento
dell'anima verso Dio. Di qui le parole del Deuteronomio: "Non temete
i vostri nemici, perché il Signore Dio vostro è in mezzo a voi,
e combatterà con voi contro i nemici". - Invece le leggi
umane sono ordinate a dei beni temporali. Perciò nelle leggi umane
si riscontrano precetti sulla fortezza proporzionati alla condizione
di codesti beni.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. L'antico Testamento prometteva
beni temporali, mentre il nuovo promette beni spirituali ed eterni,
come ricorda S. Agostino. Ecco perché nell'antica legge era necessario
che il popolo fosse istruito sul modo di combattere anche
materialmente, per conquistare i beni terreni. Invece nel nuovo
Testamento gli uomini dovevano essere istruiti sul modo di combattere
spiritualmente, per giungere al possesso della vita eterna,
secondo le parole evangeliche: "Il regno dei cieli si acquista con
la forza, e i violenti se ne impadroniscono". Di qui il comando di
S. Pietro: "Il vostro avversario, il diavolo, vi gira attorno come
un leone ruggente, cercando chi divorare: resistetegli forti nella fede"; e quello di S. Giacomo:
"Resistete al diavolo, ed egli fuggirà
da voi". - Ma siccome gli uomini nel tendere ai beni spirituali
possono essere distolti dai pericoli del corpo, nella legge divina
non potevano mancare dei precetti, che comandassero di affrontare
con fortezza i mali temporali, secondo le parole evangeliche: "Non
temete coloro che uccidono il corpo".
2. La legge con i suoi precetti mira
all'istruzione di tutti. Ora,
nei pericoli gli atti da compiersi non possono ridursi a delle norme
comuni per tutti, come gli atti da evitarsi. Ecco perché i precetti
sulla fortezza son dati in forma negativa e non affermativa.
3. I precetti del decalogo, l'abbiamo visto sopra, sono tra le leggi
come i primi principi i quali devono essere per tutti d'immediata
evidenza. Per questo i precetti del decalogo dovevano riguardare
principalmente gli atti della giustizia, la cui obbligatorietà è più
evidente; non già gli atti della fortezza, poiché non è ugualmente
evidente che uno sia obbligato a non temere i pericoli di morte.
ARTICOLO
2
Se nella legge divina siano ben formulati i precetti riguardanti
le virtù annesse alla fortezza
SEMBRA che nella legge divina non siano ben formulati i precetti
riguardanti le virtù annesse alla fortezza. Infatti:
1. Magnificenza e magnanimità, secondo le spiegazioni date, sono
virtù annesse alla fortezza come la pazienza e la perseveranza.
Ora, nella legge di Dio ci sono dei precetti relativi alla pazienza
e alla perseveranza. Dunque per gli stessi motivi si dovevano
dare dei precetti sulla magnificenza e sulla magnanimità.
2. La pazienza è una virtù sommamente necessaria, essendo essa,
a detta di S. Gregorio, "la custode delle altre virtù". Ora,
sulle altre virtù son dati dei precetti incondizionati. Perciò non
si dovevano dare sulla pazienza dei precetti da intendersi solo "come predisposizioni
d'animo", secondo l'espressione di S. Agostino.
3. Pazienza e perseveranza sono parti potenziali della fortezza,
come sopra abbiamo visto. Ora, sulla fortezza non si danno precetti
affermativi, ma solo negativi, come abbiamo ricordato. Dunque
anche sulla pazienza e sulla perseveranza non si dovevano dare
precetti affermativi, ma solo negativi.
IN CONTRARIO: I testi della sacra Scrittura insegnano diversamente.
RISPONDO: La legge di Dio istruisce perfettamente l'uomo sulle
cose necessarie al ben vivere. Ora, per vivere onestamente, l'uomo
non solo ha bisogno delle virtù principali, ma anche di quelle annesse
e secondarie. Perciò come è giusto che nella legge divina vi
siano dei precetti riguardanti gli atti delle virtù principali, così è
giusto che ve ne siano di quelli riguardanti gli atti delle virtù
annesse e secondarie.
SOLUZIONE
DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Magnificenza e magnanimità appartengono
alla fortezza solo perché nella loro materia mirano a
un'eccellenza di grandezza. Ora, le cose eccellenti, o straordinarie,
sono materia più dei consigli di perfezione che dei precetti. Perciò
non era giusto dare dei precetti relativi alla magnificenza e alla
magnanimità, ma solo dei consigli. Invece i dolori e le fatiche della
vita presente appartengono alla pazienza e alla perseveranza,
non in quanto sono particolarmente gravi, ma nel loro stesso genere.
Ecco perché si dovevano dare dei precetti sulla pazienza e
sulla perseveranza.
2. I precetti affermativi, come sopra abbiamo visto, sebbene obblighino
sempre, tuttavia non obbligano ad agire in tutti i momenti,
ma a tempo e luogo. Perciò come i precetti affermativi riguardanti
le altre virtù sono da intendersi nel senso di predisposizioni
d'animo, essi cioè obbligano a prepararsi ad agire quando occorre,
allo stesso modo obbligano anche i precetti relativi alla pazienza.
3. La fortezza, in quanto si distingue dalla pazienza e dalla perseveranza,
ha per oggetto i più gravi pericoli: e in questi bisogna
agire con più cautela, e quindi non è opportuno determinare nei
particolari il da farsi. Invece la pazienza e la perseveranza hanno
per oggetto sofferenze e travagli più ordinari. Perciò a loro riguardo
si può con maggior sicurezza determinare il da farsi, specialmente
in termini generali.
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