Il Santo Rosario
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Questione 120

L'epicheia, o equità

Passiamo ora a parlare dell'epicheia, o equità.
Sull'argomento si pongono due quesiti: 1. Se l'epicheia sia una virtù; 2. Se sia parte della giustizia.

ARTICOLO 1

Se l'epicheia sia una virtù

SEMBRA che l'epicheia non sia una virtù. Infatti:
1. Una virtù non ne esclude mai un'altra. Invece l'epicheia esclude un'altra virtù: poiché scarta quello che è giusto secondo la legge; ed è in contrasto con la severità. Dunque l'epicheia non è una virtù.
2. S. Agostino afferma: "Sebbene gli uomini possano giudicare le leggi umane mentre le istituiscono, tuttavia una volta che esse sono istituite e sancite il giudice non ha facoltà di giudicarle, ma solo di applicarle". Ora, chi fa un'epicheia giudica la legge, dichiarando che non va osservata in un caso particolare. Perciò l'epicheia è un vizio e non una virtù.
3. A detta del Filosofo, l'epicheia ha il compito di richiamarsi all'intenzione del legislatore. Ma interpretare l'intenzione del legislatore spetta solo all'autorità suprema; infatti l'Imperatore (Giustiniano) così si esprime: "Interpretare, o risolvere le divergenze tra l'equità e la legge è un diritto e un dovere a noi riservato". Dunque l'atto dell'epicheia è illecito. E quindi l'epicheia non è una virtù.

IN CONTRARIO: Il Filosofo la considera una virtù.

RISPONDO: Come abbiamo detto sopra nel trattato sulla legge, non è possibile fissare una norma che in qualche caso non sia inadeguata; perché gli atti umani, che sono oggetto della legge, consistono in fatti contingenti e singolari, che possono variare in infiniti modi: perciò il legislatore nel fare la legge considera quello che capita nella maggior parte dei casi. Ma osservare codeste leggi in certi casi sarebbe contro la giustizia e contro il bene comune, che è lo scopo della legge. La legge, p. es., stabilisce che la roba lasciata in deposito venga restituita, perché questo nella maggior parte dei casi è giusto; ma capita il caso in cui sarebbe nocivo: p. es., restituire la spada a un pazzo furioso mentre è fuori di sé, oppure nel caso in cui uno la richieda per combattere contro la patria. Perciò in simili casi sarebbe peccato seguire materialmente la legge; è bene invece seguire quello che esige il senso della giustizia e il bene comune, trascurando la lettera della legge. E tale è il compito dell'epicheia, che noi latini chiamiamo equità. Dunque l'epicheia è una virtù.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. L'epicheia non esclude ciò che è giusto assolutamente parlando, ma quanto è giusto solo per una determinazione di legge. - E neppure è in contrasto con la severità, la quale segue la lettera della legge quando è opportuno; stare invece alla lettera della legge quando non è opportuno costituisce un peccato. Di qui le parole del Codice: "Non c'è dubbio che agisce contro le leggi chi stando alla lettera della legge ne viola lo spirito".
2. Chi giudica di una legge afferma che essa non era da farsi. Chi invece dichiara che quella data norma non è da osservarsi in un caso particolare, non giudica della legge, ma del caso particolare che è capitato.
3. L'interpretazione ha luogo nei dubbi, in cui non si può abbandonare il testo della legge senza una dichiarazione dell'autorità suprema. Ma nei casi evidenti non c'è bisogno di interpretare, bensì di agire.

ARTICOLO 2

Se l'epicheia sia tra le parti della giustizia

SEMBRA che l'epicheia non sia tra le parti della giustizia. Infatti:
1. Stando alle spiegazioni già date, esistono due tipi di giustizia: particolare e legale. Ora, l'epicheia non è parte della giustizia particolare; poiché si estende a tutte le virtù come la giustizia legale. E neppure è parte della giustizia legale; poiché porta ad agire al di là della legge. Dunque l'epicheia non è parte della giustizia.
2. Una virtù più importante non può essere attribuita come parte a una virtù inferiore: infatti alle virtù cardinali, in quanto sono principali, vengono attribuite come parti le virtù secondarie. Ma l'epicheia è una virtù più importante della giustizia, come risulta dal termine stesso: esso infatti deriva da επι e δικαιον, cioè sopra il giusto. Perciò l'epicheia non è tra le parti della giustizia.

3. L'epicheia sembra identificarsi con la modestia. Infatti nell'epistola ai Filippesi si legge: "La vostra modestia sia nota a tutti gli uomini", ma il testo greco dice epicheia. Ora, secondo Cicerone la modestia è tra le parti della temperanza. Dunque l'epicheia non è parte della giustizia.

IN CONTRARIO: Il Filosofo insegna che "l'epicheia è un certo tipo di giustizia".

RISPONDO: Come abbiamo visto in precedenza, una virtù può avere tre tipi di parti: soggettive, integranti e quasi potenziali. Soggettiva è quella parte cui può essere attribuito il tutto del quale è una parte. E questo può avvenire in due modi: talora mediante predicazione univoca, cioè secondo un identico valore, ossia come il termine animale è attribuito al cavallo e al bue; talora mediante predicazione analogica secondo vari gradi, cioè come il termine ente è attribuito alla sostanza e agli accidenti. Ebbene, l'epicheia è parte della giustizia presa in senso generale, come "un dato tipo di giustizia", per usare le parole di Aristotele. Dunque essa è parte soggettiva della giustizia. E il termine giustizia si applica ad essa in grado più eminente che alla giustizia legale: la quale è giusta solo se regolata dall'epicheia. Perciò l'epicheia è come una regola superiore degli atti umani.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Propriamente l'epicheia corrisponde alla giustizia legale, che in un senso la include, mentre in un altro senso ne viene inclusa. Infatti se per giustizia legale s'intende la virtù che segue la legge, sia letteralmente, sia secondo l'intenzione del legislatore, il che è più importante, allora l'epicheia non è che la parte principale della giustizia legale. Se invece per giustizia legale s'intende solo quella che segue letteralmente la legge, allora l'epicheia non fa parte della giustizia legale, ma è parte della giustizia in generale entrando nella sua divisione come termine contrario della giustizia legale in quanto superiore ad essa.
2. Come dice il Filosofo, l'epicheia è "superiore a un certo tipo di giustizia", cioè alla giustizia legale, che si limita a osservare letteralmente la legge. Siccome però anch'essa è un tipo di giustizia, non si può dire che è superiore a qualsiasi giustizia.
3. L'epicheia ha il compito di moderare l'osservanza materiale della legge. Ora, la modestia che è posta tra le parti della temperanza, modera la vita esteriore dell'uomo, nel modo di camminare, di vestire, ecc. Tuttavia può darsi che i greci per una certa analogia abbiano esteso il termine epicheia a tutti i tipi di moderazione.