Il Santo Rosario
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Questione 82

Natura del peccato originale

Passiamo a considerare la natura del peccato originale.
Sull'argomento si pongono quattro quesiti: 1. Se il peccato originale sia un abito; 2. Se sia un peccato solo per ogni uomo; 3. Se si identifichi con la concupiscenza; 4. Se sia uguale in tutti.

ARTICOLO 1

Se il peccato originale sia un abito

SEMBRA che il peccato originale non sia un abito. Infatti:
1. Il peccato originale, come dice S. Anselmo, è la carenza della giustizia originale: perciò è una privazione. Ma la privazione è l'opposto dell'abito. Dunque il peccato originale non è un abito.
2. Il peccato attuale ha più di quello originale l'aspetto di colpa, perché maggiormente volontario. Eppure l'abito dei peccati attuali non ha natura di colpa; altrimenti un uomo peccherebbe anche dormendo.
3. Nel male l'abito è sempre preceduto da qualche atto: poiché gli abiti cattivi non sono infusi, ma acquisiti. Ora nessun atto può precedere il peccato originale. Dunque il peccato originale non è un abito.

IN CONTRARIO: S. Agostino insegna che in forza del peccato originale i bambini hanno propensione alla concupiscenza, sebbene non la sentano in maniera attuale. Ora, una propensione rivela l'esistenza di un abito. Dunque il peccato originale è un abito.

RISPONDO: Come abbiamo già spiegato, l'abito può essere di due tipi. Primo, ci sono abiti (operativi) che dispongono le facoltà ad agire, e tali sono le scienze e le virtù: ebbene, il peccato originale non è di questo tipo. - Secondo, l'abito può essere la disposizione di certe nature, composte di elementi molteplici, atta a renderle disposte bene o male in rapporto a qualche cosa; specialmente se codesta disposizione diviene una seconda natura: il che è evidente nel caso della malattia e della salute. Il peccato originale è precisamente un abito di questo genere. Infatti esso è una disposizione disordinata derivante dal turbamento di quell'armonia che costituiva la giustizia originale: esattamente come la malattia del corpo è una disposizione disordinata di esso, la quale turba l'equilibrio che costituisce la salute. Perciò si dice che il peccato originale è "un'infermità della natura".

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Come nell'infermità fisica, in quanto toglie l'equilibrio della salute, c'è l'aspetto di privazione, e c'è quello di entità positiva, in quanto implica degli umori mal disposti; così anche nel peccato originale c'è la privazione della giustizia originale, e insieme c'è la cattiva disposizione delle facoltà dell'anima. Perciò esso non è pura privazione, ma un abito corrotto.
2. Il peccato attuale è un disordine dell'atto: invece il peccato originale, essendo peccato di natura, è una disposizione disordinata della natura stessa, ed ha l'aspetto di colpa, come si è visto, in quanto deriva da Adamo. Ora, codesta disposizione disordinata della natura si presenta come un abito: mentre non può essere un abito la cattiva disposizione di un atto. Ecco perché può essere un abito il peccato originale, e non quello attuale.
3. L'obiezione argomenta dall'abito operativo: e il peccato originale non può essere un abito di questo tipo. Sebbene anche dal peccato originale derivi, non direttamente, ma indirettamente, una certa inclinazione ad atti disordinati, in quanto toglie il freno che li impediva, cioè la giustizia originale, che impediva i moti disordinati: cioè come indirettamente derivano da una malattia moti disordinati nel corpo. E non si dica che il peccato originale è un abito infuso, o acquisito con qualche atto personale, a eccezione di quello di Adamo; ché è innato per un difetto di origine.

ARTICOLO 2

Se in ogni uomo ci siano più peccati originali

SEMBRA che in ogni uomo ci siano più peccati originali. Infatti:
1. Scrive il Salmista: "Ecco infatti nelle iniquità fui concepito, e nei peccati mi concepì mia madre". Ora, il peccato in cui l'uomo viene concepito è il peccato originale. Quindi in ogni uomo ci sono più peccati originali.
2. Un identico abito non può inclinare ad atti contrari: infatti l'abito inclina come la natura, la quale tende a un effetto unico. Invece il peccato originale, anche in un individuo particolare, spinge a peccati diversi e contrari. Dunque il peccato originale non è un abito unico, ma è molteplice.

3. Il peccato originale inquina tutte le potenze dell'anima. Ora, le varie potenze dell'anima sono sedi distinte del peccato, come sopra abbiamo spiegato. Perciò, non potendo un unico peccato risiedere in subietti diversi, è chiaro che il peccato originale non è unico ma molteplice.

IN CONTRARIO: Sta scritto: "Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo". Ed è detto al singolare, perché, come spiega la Glossa, "Il peccato del mondo", cioè il peccato originale, è uno solo.

RISPONDO: In ogni uomo c'è un unico peccato originale. E ciò si può spiegare con due argomenti. Primo, partendo dalla causa del peccato originale. Infatti sopra abbiamo dimostrato che si trasmette ai posteri solo il primo peccato del nostro progenitore. Perciò in ogni uomo il peccato originale è numericamente unico; e in tutti gli uomini è unico per analogia (di attribuzione), in quanto ha come punto di riferimento un unico primo principio.
Secondo, partendo dalla stessa natura del peccato originale. Infatti in ogni disposizione disordinata l'unità specifica si desume dalla causalità di essa; mentre l'unità numerica si desume dal subietto. Ciò è evidente nel caso delle infermità fisiche. Infatti tante sono specificatamente le infermità, quante sono le cause da cui derivano: eccesso di calore o di frigidità, affezioni di polmoni, di fegato, e così via. Ma una malattia specificatamente unica non può essere che unica in un determinato individuo. Ora, la causa di quella cattiva disposizione, che si dice peccato originale, è una soltanto: la privazione della giustizia originale, da cui fu distrutta la sottomissione a Dio dell'anima umana. Perciò il peccato originale è specificatamente unico. E non può essere che numericamente unico in ogni uomo: mentre in uomini distinti è unico specificatamente e per analogia (di attribuzione), ma numericamente molteplice.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. In quel testo si parla al plurale di peccati, secondo l'uso della Sacra Scrittura, in cui spesso il plurale sostituisce il singolare; come quando si dice nel Vangelo: "Sono morti coloro che attentavano alla vita del bambino". Oppure si può spiegare col fatto che nel peccato originale preesistono virtualmente tutti i peccati attuali, come nel loro principio: e quindi è un peccato virtualmente molteplice. O anche dal fatto che nel peccato di Adamo, trasmesso per generazione, molti erano i traviamenti: c'era la superbia, la disobbedienza, la gola, e altro ancora. Oppure si vuole alludere alla contaminazione delle varie potenze dell'anima dovuta al peccato originale.
2. Un abito, di per sé e direttamente, cioè in forza della sua forma, non può inclinare le facoltà verso cose contrarie. Ma può farlo indirettamente e per accidens, cioè in quanto esso elimina un ostacolo: spezzata, p. es., l'armonia di un corpo misto, i vari elementi tendono verso luoghi naturali contrari. Così pure, spezzata l'armonia della giustizia originale, le varie potenze dell'anima si dirigono verso oggetti disparati.
3. Il peccato originale contamina le diverse potenze dell'anima in quanto sono parti di un tutto: esattamente come la giustizia originale le guidava come un tutto unico. Perciò il peccato originale è uno soltanto. Come è unica la febbre di un paziente, sebbene siano diverse le membra del corpo che ne sono colpite.

ARTICOLO 3

Se il peccato originale si identifichi con la concupiscenza

SEMBRA che il peccato originale non sia la concupiscenza. Infatti:
1. Come insegna il Damasceno, tutti i peccati sono contro natura. La concupiscenza, invece, è secondo natura poiché è l'atto del concupiscibile, che è una facoltà naturale. Dunque il peccato originale non si identifica con la concupiscenza.
2. Col peccato originale nascono in noi "le passioni peccaminose", come si esprime l'Apostolo. Ora, oltre la concupiscenza ci sono molte altre passioni, di cui abbiamo già trattato. Perciò il peccato originale non deve identificarsi più con la concupiscenza che con le altre passioni.
3. Il peccato originale guasta tutte le facoltà dell'anima, come abbiamo notato. Ma, a dire del Filosofo, la facoltà più alta è l'intelletto. Quindi il peccato originale è più ignoranza che concupiscenza.

IN CONTRARIO: S. Agostino insegna: "La concupiscenza è il reato del peccato originale".

RISPONDO: Ogni cosa riceve la specie dalla propria forma. Sopra però abbiamo detto che il peccato originale desume la sua specie dalla propria causa. Perciò è necessario desumere la parte formale di questo peccato dalla causa di esso. Ora, le cause degli opposti sono opposte tra loro. Quindi per definire la causa del peccato originale, si deve osservare la causa della giustizia originale, che è l'opposto di essa. Ebbene, tutto l'ordine della giustizia originale si doveva al fatto che la volontà umana era sottomessa a Dio. Sottomissione che consisteva principalmente nella volontà che ha il compito di muovere tutte le altre facoltà verso il fine, come abbiamo detto nei trattati precedenti. Percio la volontà, con la sua aversione da Dio, ha portato il disordine in tutte le altre facoltà dell'anima.
Ecco quindi che la privazione della giustizià originale, che assicurava la sottomissione della volontà a Dio, è la parte formale del peccato d'origine: mentre tutto il disordine delle altre facoltà ne è come l'elemento materiale. Quest'ultimo disordine consiste soprattutto nel fatto che queste facoltà si volgano disordinatamente ai beni transitori: e tale disordine con nome generico si può chiamare concupiscenza. Perciò il peccato originale materialmente è la concupiscenza; formalmente è la mancanza della giustizia originale.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. L'Appetito concupiscibile nell'uomo è per natura sotto il governo della ragione. Perciò la concupiscenza è naturale per l'uomo in quanto è secondo l'ordine della ragione. Quando invece essa passa codesti limiti, nell'uomo è contro natura. E questa è la concupiscenza del peccato originale.
2. Come abbiamo già spiegato, tutte le passioni dell'irascibile derivano da quelle del concupiscibile, che sono più importanti. E tra queste abbiamo notato che la concupiscenza è la più virulenta, e la più sentita. Perciò nella concupiscenza sono incluse in qualche modo tutte le altre passioni, che ad essa vengono attribuite, data la sua preminenza.
3. In ordine al bene il primo posto spetta all'intelletto e alla ragione; ma in ordine al male il compito principale spetta alla parte inferiore dell'anima, la quale annebbia e trascina la ragione, come abbiamo visto sopra. Perciò è più giusto affermare che il peccato originale è concupiscenza piuttosto che ignoranza; sebbene anche l'ignoranza sia tra i difetti materiali del peccato originale.

ARTICOLO 4

Se il peccato originale sia uguale in tutti

SEMBRA che il peccato originale non sia uguale in tutti. Infatti:
1. Il peccato originale, come si è detto nell'articolo precedente, è la concupiscenza disordinata. Ora, non tutti sono ugualmente portati alla concupiscenza. Dunque il peccato originale non è uguale in tutti.
2. Il peccato originale è una disposizione disordinata dell'anima, come la malattia lo è del corpo. Ma la malattia può avere dei gradi. Perciò deve averli anche il peccato originale.
3. S. Agostino insegna che "la libidine trasmette il peccato originale nella prole". Ora, avviene che la libidine è più forte in uno che in un altro nell'atto della generazione. Quindi il peccato originale può essere in uno più che in un altro.

IN CONTRARIO: Abbiamo detto sopra che il peccato originale è il peccato della natura. Ma la natura è uguale in tutti. Dunque anche il peccato originale.

RISPONDO: Nel peccato originale si devono distinguere due aspetti: la privazione della giustizia originale, e la relazione di codesta carenza al peccato del nostro progenitore, dal quale deriva in forza di una generazione viziata. Rispetto al primo il peccato originale non può avere gradazioni: poiché il dono della giustizia originale è stato sottratto per intero; e sopra abbiamo visto che le privazioni totali, come la morte e le tenebre, non ammettono gradazioni. Lo stesso avviene rispetto al secondo: tutti infatti abbiamo un'identica relazione al primo principio della nostra origine viziata, dal quale il peccato originale prende l'aspetto di colpa; e le relazioni non ammettono gradazioni. Perciò il peccato originale non può trovarsi in uno più che in un altro.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Spezzato il vincolo della giustizia originale, che abbracciava in un certo ordine tutte le potenze dell'anima, ciascuna di queste si abbandona al proprio impulso; e in modo tanto più virulento, quanto più essa è forte. Ora, avviene che certe potenze dell'anima, per la diversa complessione fisica, sono più forti in uno che in un altro. Perciò la maggiore predisposizione che uno sente alla concupiscenza a differenza di altri, non è a motivo del peccato originale, poiché in tutti è spezzato ugualmente il vincolo della giustizia originale, e tutte le parti inferiori dell'anima sono lasciate a se stesse; ma ciò si deve alla diversa disposizione delle potenze, di cui si parla.
2. La malattia del corpo non ha in tutti una causa identica, anche se è della medesima specie: in una febbre, p. es., dovuta alla putrefazione della bile, la putrefazione può essere maggiore o minore, e più vicina, o più lontana al centro vitale. Invece la causa del peccato originale è uguale per tutti. Perciò il paragone non regge.
3. La libidine che trasmette il peccato originale nella prole non è la libidine in atto: poiché anche se per divina virtù si concedesse a qualcuno di non sentire nessuna libidine disordinata nell'atto della generazione, costui trasmetterebbe ugualmente il peccato originale nella prole. La libidine suddetta deve intendersi allo stato abituale, in quanto l'appetito sensitivo, spezzato il vincolo della giustizia originale, non è sotto il controllo della ragione. E codesta libidine è uguale in tutti.