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Questione 81
L'uomo come causa del peccato. Trasmissione del peccato originale
Veniamo ora a trattare della causalità dell'uomo sul peccato.
L'uomo, oltre ad essere causa di peccati sollecitando altri dall'esterno,
come fa il diavolo, ha uno speciale modo di causare il
peccato mediante l'origine. Perciò dobbiamo parlare del peccato
originale. E su questo tema tre sono gli argomenti da esaminare:
primo, la trasmissione di codesto peccato; secondo, la sua natura;
terzo, la sede, o subietto di esso.
Sul primo argomento si pongono cinque problemi: 1. Se il primo
peccato dell'uomo si trasmetta ai discendenti per via di generazione; 2. Se
tutti gli altri peccati del nostro progenitore, o degli
altri antenati, si trasmettano ai posteri per generazione; 3. Se il
peccato originale si trasmetta a tutti coloro che derivano da Adamo
mediante il seme; 4. Se si trasmetterebbe a coloro che venissero
formati miracolosamente da altre parti del corpo umano; 5. Se il
peccato originale si sarebbe trasmesso, qualora avesse peccato non
l'uomo, ma la donna soltanto.
ARTICOLO
1
Se il primo peccato del nostro progenitore si trasmetta ai discendenti
per generazione
SEMBRA che il primo peccato del nostro progenitore non si trasmetta
per generazione. Infatti:
1. Sta scritto:
"Il figlio non porterà l'iniquità del padre". Invece
la porterebbe, se da lui ereditasse la colpa. Dunque nessuno
contrae un peccato per generazione dai propri antenati.
2. Un accidente non si può trasmettere per generazione, senza
la trasmissione del subietto: poiché l'accidente non passa da un
subietto all'altro. Ma l'anima razionale, subietto della colpa, non
si trasmette per generazione, come abbiamo dimostrato nella Prima
Parte. Perciò per generazione non si può trasmettere nessuna
colpa.
3. Tutto ciò che si trasmette con la generazione umana è causato
dal seme. Ora, il seme non può causare il peccato, privo com'è
della parte razionale dell'anima, che è la sola possibile causa della
colpa. Dunque nessun peccato può essere trasmesso per generazione.
4. Ciò che possiede più perfettamente una natura è più efficace
nell'operare. Ora, un corpo umano perfetto non può macchiare
l'anima cui è unito: altrimenti l'anima non potrebbe mai purificarsi
dalla colpa originale finché è unita al corpo. Molto meno,
quindi, può macchiare l'anima il seme.
5. Il Filosofo avverte, che
"nessuno rimprovera coloro che sono
deturpati per natura, ma coloro che lo sono per accidia e per negligenza".
Ma sono turpi per natura coloro che son tali in forza
della loro origine, o generazione. Dunque niente di quanto derivi per
generazione può essere riprovevole e peccaminoso.
IN CONTRARIO: L'Apostolo insegna:
"Per opera d'un sol uomo
entrò la colpa nel mondo". E questo non può intendersi di una
semplice imitazione, poiché sta scritto: "Per invidia del diavolo
entrò la morte nel mondo". Rimane dunque che il peccato è entrato
nel mondo per generazione dal nostro progenitore.
RISPONDO: Si deve ritenere, secondo la fede cattolica, che il
primo peccato del primo uomo si trasmette ai discendenti per via
di generazione. Cosicché anche i bambini appena nati vengono
portati al battesimo, per essere purificati dall'infezione della colpa.
La dottrina contraria è l'eresia di Pelagio, come risulta dagli
scritti di S. Agostino.
Ma nel determinare in che modo il peccato del nostro progenitore
possa trasmettersi ai discendenti, molti e diversi furono i tentativi.
Alcuni, infatti, considerando che la sede del peccato è l'anima razionale,
sostennero che l'anima stessa si trasmette col seme, in
modo che da un'anima infetta deriverebbero anime infette. - Altri invece,
respingendo come erronea codesta spiegazione, si sforzarono
di chiarire come la colpa del genitore passi nella prole anche
senza la trasmissione dell'anima, dal fatto che così si trasmettono
gli stessi difetti fisici: un lebbroso, p. es., genera un figlio lebbroso,
e un gottoso genera un gottoso, per una corruzione del seme, sebbene
codesta corruzione non sia né la lebbra né la gotta. Ora, essendo
il corpo proporzionato all'anima, e ridondando sul corpo i
difetti dell'anima, e viceversa, affermano che allo stesso modo viene
comunicato alla prole un difetto colpevole dell'anima mediante la
discendenza del seme, sebbene il seme non sia attualmente il subietto
della colpa.
Ma tutte queste spiegazioni sono insufficienti. Perché, pur ammettendo
che certi difetti fisici passano per generazione nella prole;
e indirettamente passano così anche dei difetti psichici, data la
cattiva disposizione del corpo, come quando da un demente nasce
un demente; tuttavia il contrarre un difetto per generazione esclude
la colpa, che è essenzialmente volontaria. Perciò, anche ammesso
che l'anima razionale si trasmetta, per il fatto che la macchia spirituale
della prole non è nella volontà di essa, perderebbe l'aspetto
di colpa che esige una pena: poiché, come dice il Filosofo, "nessuno
pensa a rimproverare il cieco nato, ma ne ha compassione".
Perciò bisogna procedere per un'altra via, ricordando che tutti
gli uomini che nascono da Adamo si possono considerare come un
uomo solo, in quanto possiedono la stessa natura ricevuta dal capostipite.
Analogamente, nella convivenza civile tutti quelli che
appartengono a una data collettività si considerano come un unico
corpo, e la collettività intera come un unico uomo. Porfirio stesso
afferma che "per la partecipazione della specie molti uomini sono
un uomo solo". Perciò i molti uomini che derivano da Adamo sono
come le membra molteplici di un unico corpo. Ora, gli atti di un
arto corporeo, di una mano, p. es., non sono volontari per la volontà
della mano, ma dell'anima, che ne è il primo motore. Perciò
l'omicidio che la mano commette non è imputato alla mano, se si
volesse considerare la mano divisa dal corpo: ma viene imputato ad
essa in quanto è una parte dell'uomo, mossa dal primo principio
motore dell'uomo stesso. Perciò il disordine, esistente in quest'uomo
generato da Adamo, non è volontario per la volontà di questo individuo,
ma per la volontà del progenitore, il quale muove mediante
la generazione tutti quelli che hanno origine da lui, come
la volontà dell'anima muove all'operazione tutte le membra. Ecco
perché il peccato che così si trasmette dal nostro progenitore ai suoi
discendenti si dice originale: mentre si dice attuale il peccato che
dall'anima si trasmette a tutte le membra del corpo. E come il
peccato attuale, commesso da una delle membra, non è un peccato
di codesto arto, se non perché questo è parte dell'uomo stesso, cosicché
si denomina peccato umano; così il peccato originale non è
un peccato di una data persona, se non in quanto questa persona
riceve la natura dal suo progenitore. Difatti viene chiamato anche
peccato di natura, secondo l'espressione di S. Paolo: "Eravamo
per natura figli d'ira".
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Si dice che il figlio non porterà
l'iniquità del padre nel senso che non sarà punito per il peccato
del padre, se non è partecipe della colpa. Così avviene invece nel
caso nostro: infatti il peccato originale si trasmette di padre in
figlio per generazione, come si trasmette per imitazione quello attuale.
2. Sebbene l'anima non si trasmetta, non potendo la virtù del
seme produrre un'anima razionale; tuttavia il seme vi coopera
come disposizione. Perciò mediante la virtù del seme si trasmette
la natura umana dai genitori ai figli, e con la natura la corruzione
di essa. Infatti l'individuo che nasce diviene partecipe della
colpa del suo progenitore; perché, in forza della generazione, da
lui riceve la natura.
3. Sebbene nel seme non si trovi attualmente la colpa, vi si trova
però virtualmente la natura umana, alla quale codesta colpa si
accompagna.
4. Il seme è principio, o causa della generazione, atto proprio
della natura, destinato alla propagazione di essa. Perciò l'anima
è più contaminata dal seme che dal corpo completo, che è già determinato
per una data persona.
5. Un difetto d'origine non è rimproverabile, se chi nasce si considera
in se stesso. Può esserlo invece, se si considera come derivante
da un dato principio: per colpa di qualche antenato, p. es.,
alcuni incorrono col nascere nell'ignominia della loro stirpe.
ARTICOLO
2
Se anche gli altri peccati di Adamo o degli altri antenati
si trasmettano ai posteri
SEMBRA che anche gli altri peccati di Adamo o degli altri antenati
più prossimi si trasmettano ai posteri. Infatti:
1. Senza una colpa non si può meritare una pena. Ora, Dio punisce
alcuni per i peccati dei genitori; poiché sta scritto: "Io sono un
Dio geloso, che visito l'iniquità dei padri nei figli, sino alla terza
e alla quarta generazione". Del resto anche dalla legge umana i
figli vengono diseredati, nel delitto di lesa maestà, per il peccato
dei genitori. Dunque anche la colpa degli antenati più prossimi
si trasmette ai posteri.
2. È più facile per una cosa trasmettere ciò che ha da se stessa
che quanto riceve da altri: il fuoco, p. es., può scaldare meglio
dell'acqua calda. Ora un uomo trasmette per generazione alla prole
il peccato ricevuto da Adamo. Quindi a maggior ragione trasmette
il peccato che lui stesso ha commesso.
3. Si contrae il peccato originale dal nostro progenitore, perché
eravamo in lui come nel principio (germinale) della nostra natura,
la quale può essere ulteriormente guastata dal peccato, come si
legge nell'Apocalisse: "Chi è contaminato si contamini ancora".
Dunque i figli per generazione contraggono le colpe dei loro antenati
più prossimi, come quella dei progenitori.
IN CONTRARIO: Il bene tende a diffondersi più del male. Ora, i
meriti degli antenati più prossimi non si trasmettono. Dunque
molto meno si trasmettono i peccati.
RISPONDO: S. Agostino imposta il problema nel suo Enchiridion,
lasciandolo insoluto. Ma se uno considera attentamente, vede l'impossibilità
che si trasmettano per generazione i peccati degli altri
antenati, o i peccati del nostro progenitore a eccezione del primo.
E il motivo si è che l'uomo genera un essere identico nella specie,
ma non identico come individuo. Perciò gli elementi che direttamente
appartengono all'individuo, come sono le azioni personali
e quanto è connesso con quelle, non si trasmettono di padre in
figlio: un grammatico, p. es., non trasmette al figlio la conoscenza
della grammatica, acquistata col proprio studio. Invece i genitori
trasmettono ai figli gli elementi che appartengono alla natura della
specie, se non interviene un difetto di natura. Così chi ha gli occhi
genera dei figli che ci vedono. Anzi, se la natura è forte, vengono
comunicati ai figli anche certi accidenti individuali, che sono altrettante
disposizioni di natura, p. es., l'agilità del corpo, la bontà
dell'ingegno, e altre cose consimili: ma in nessun modo le cose
puramente personali.
Ora, come a una persona, così anche alla natura alcune cose possono
appartenere in forza di se stessa, perché causate dai principi
di essa, e altre per un dono di grazia. Ebbene, come abbiamo
detto nella Prima Parte, il dono della giustizia originale era un
dono di grazia offerto da Dio a tutta la natura umana nella persona
del nostro progenitore. E fu perduto dal primo uomo col primo
peccato. Perciò, come sarebbe stata trasmessa ai discendenti la
giustizia originale insieme con la natura, così viene trasmesso il
disordine opposto. - Invece gli altri peccati attuali, o del nostro
progenitore, o degli altri antenati, non corrompono la natura nei
suoi elementi naturali; ma solo negli elementi personali, ossia
accentuano l'inclinazione all'atto. Perciò codesti peccati non si trasmettono.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Come insegna S. Agostino, i figli
non vengono mai puniti per i genitori con una pena spirituale, se
non partecipano alla loro colpa, o per generazione, o per imitazione:
poiché tutte le anime appartengono a Dio direttamente,
come dice Ezechiele. Talora invece i figli sono puniti da Dio e dagli
uomini per i loro genitori con pene corporali, in quanto il figlio
per il suo corpo appartiene al padre.
2. Uno può comunicare meglio quanto possiede da se stesso,
purché si tratti di cose comunicabili. Ma i peccati attuali degli antenati
più prossimi non sono comunicabili: poiché, come si è visto,
sono puramente personali.
3. Il primo peccato guasta la natura umana con un disordine
che incide sulla natura; invece gli altri peccati la guastano con
disordini che incidono soltanto sulla persona.
ARTICOLO
3
Se il peccato di Adamo si trasmetta per generazione a tutti gli uomini
SEMBRA che il peccato di Adamo non si trasmetta per generazione
a tutti gli uomini. Infatti:
1. La pena del peccato originale è la morte. Ora, quelli che derivano
dal seme di Adamo non tutti muoiono; infatti quelli che
saranno vivi alla venuta del Signore non moriranno affatto,
poiché S. Paolo afferma: "Noi, rimasti vivi alla venuta del Signore,
non precederemo quelli che si sono addormentati". Perciò costoro
non contraggono il peccato originale.
2. Nessuno può dare ciò che non ha. Ma un uomo battezzato non
ha il peccato originale. Quindi non lo trasmette alla sua prole.
3. Come scrive S. Paolo, il dono di Cristo è più grande del peccato
di Adamo. Ora, il dono di Cristo non è comunicato a tutti
gli uomini. Dunque neppure il peccato di Adamo.
IN CONTRARIO: S. Paolo scrive:
"A tutti gli uomini s'è estesa
la morte, in quanto che in lui tutti peccarono".
RISPONDO: Secondo la fede cattolica si deve ritenere fermamente
che tutti gli uomini, i quali discendono da Adamo, eccettuato
Cristo soltanto, contraggono il peccato originale: altrimenti non
tutti avrebbero bisogno della redenzione di Cristo; il che è falso.
E ciò si dimostra col fatto, già notato in precedenza, che il peccato
del nostro progenitore si trasmette nei discendenti quale colpa
originale, come il peccato attuale si trasmette dalla volontà dell'anima,
attraverso la mozione delle membra, alle membra del
corpo. Ora è evidente che il peccato attuale può trasmettersi a
tutte le membra fatte per subire la mozione della volontà. Dunque
anche il peccato originale si trasmette a tutti quelli che da Adamo
subiscono il moto di generazione.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. L'opinione più probabile e comune
afferma che tutti coloro, i quali si troveranno alla venuta del Signore,
moriranno per poi risorgere quasi subito, come meglio
vedremo nella Terza Parte. - E se anche fosse vera l'opinione
contraria, secondo la quale quei superstiti non morirebbero affatto,
si risponde all'obiezione che sebbene costoro non subiscono
la morte, tuttavia ne contraggono il debito, che però Dio condona,
come può condonare la pena anche dei peccati attuali.
2. Il battesimo toglie il peccato originale quanto alla colpa,
poiché l'anima nella parte superiore ricupera la grazia. Ma il
peccato originale rimane in atto quanto al fomite, che è il disordine
delle parti inferiori dell'anima e del corpo medesimo, alle
quali spetta la generazione umana. Perciò i battezzati trasmettono
il peccato originale: infatti essi non generano in quanto rinnovati
dal battesimo, bensì in quanto conservano ancora qualche elemento
decadente del primo peccato.
3. Come il peccato di Adamo si trasmette a tutti quelli che da
Adamo sono corporalmente generati, così la grazia di Cristo si
trasmette a tutti coloro che sono da lui spiritualmente rigenerati
con la fede e col battesimo: questa però non si limita a togliere
il peccato di Adamo, ma giunge a togliere anche i peccati attuali,
e a introdurre nella gloria.
ARTICOLO 4
Se un uomo formato miracolosamente da un corpo umano,
contrarrebbe il peccato originale
SEMBRA che se uno venisse formato miracolosamente da un corpo
umano, contrarrebbe anch'egli il peccato originale. Infatti:
1. La Glossa afferma, che
"nei lombi di Adamo tutta la posterità
fu corrotta perché questa nel paradiso non aveva cominciato
a separarsi, ma cominciò dopo in terra d'esilio". Ora, se
un uomo venisse formato in tal modo, la sua carne verrebbe separata
in luogo d'esilio. Perciò contrarrebbe il peccato originale.
2. Il peccato originale viene causato in noi in quanto l'anima
viene contaminata dal corpo. Ma nell'uomo tutto il corpo è infetto.
Quindi da qualunque parte del corpo venisse formato un
uomo, la sua anima verrebbe contaminata dal peccato originale.
3. Il peccato originale da Adamo si propaga a tutti, perché tutti
erano in lui nell'atto del peccato. Ma quelli che venissero formati
da un corpo umano sarebbero stati anch'essi in Adamo. Dunque
dovrebbero contrarre anch'essi il peccato originale.
IN CONTRARIO: Costoro non si sarebbero trovati in Adamo
"secondo
la ragione seminale"; e questa, a detta di S. Agostino, è la
causa unica della trasmissione del peccato originale.
RISPONDO: Abbiamo già detto che il peccato originale si trasmette
dal nostro progenitore ai discendenti in quanto questi in
forza della generazione ne sentono l'influsso; come le membra
subiscono l'influsso dell'anima nel peccato attuale. Ora, l'influsso
causale si esercita sulla generazione solo mediante la virtù attiva
del generante. Perciò contraggono il peccato originale soltanto
quelli che discendono da Adamo mediante codesta virtù attiva,
che originariamente deriva da Adamo: e questo significa discendere
da lui secondo la ragione seminale. Infatti la ragione seminale
non è altro che la virtù attiva nella generazione. Ora, se
uno venisse formato da un corpo umano per virtù divina, è chiaro
che la virtù attiva non deriverebbe da Adamo. Quindi costui non
contrarrebbe il peccato originale: come non sarebbe un peccato
umano l'atto delle mani, se queste non fossero mosse dalla volontà
dell'uomo, ma da un agente estrinseco.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Adamo non venne a trovarsi in
terra d'esilio che dopo il peccato. Perciò la colpa originale si propaga
a quelli che egli raggiunge con la generazione attiva, non
per il luogo d'esilio, ma per il (valore o la portata del) suo peccato.
2. Il corpo non contamina l'anima, se non in quanto principio
attivo nella generazione, secondo le spiegazioni date.
3. Chi venisse formato da carne umana sarebbe stato in Adamo
"secondo la sostanza corporea", ma non secondo la ragione seminale,
di cui abbiamo parlato. E quindi non contrarrebbe il peccato originale.
ARTICOLO 5
Se peccando Eva, e non Adamo, i figli avrebbero contratto
il peccato originale
SEMBRA che peccando Eva, e non Adamo, i figli avrebbero contratto
il peccato originale. Infatti:
1. Si contrae il peccato originale dai nostri antenati in quanto
già si esisteva in essi, secondo l'espressione dell'Apostolo: "In
lui tutti peccarono". Ora, un uomo preesiste nella madre come nel
padre. Dunque egli contrae il peccato originale dal peccato
della madre, come da quello del padre.
2. Se avesse peccato Eva, e non Adamo, i figli sarebbero nati
ugualmente passibili e mortali: infatti, a detta del Filosofo, "la
madre fornisce la materia nella generazione"; e la morte, come
qualsiasi passibilità, deriva dalle condizioni della materia. Ma la
passibilità e la morte sono pena del peccato originale. Quindi, se
avesse peccato Eva, e non Adamo; i figli avrebbero contratto il
peccato originale.
3. Il Damasceno insegna che
"lo Spirito Santo ha prevenuto
la Vergine", da cui senza peccato originale doveva nascere il Cristo,
"purificandola". Ora, codesta purificazione non sarebbe stata necessaria,
se la macchia del peccato originale non derivasse dalla
madre. E quindi sarebbe bastato il peccato di Eva, perché i figli
contraessero il peccato originale; anche se Adamo non fosse caduto
nella colpa.
IN CONTRARIO: L'Apostolo scrive:
"Per opera di un sol uomo
entrò la colpa nel mondo". Ora, se la donna trasmettesse il peccato
originale nei figli, bisognava dire piuttosto che vi è entrato
per opera di due, avendo peccato entrambi; o addirittura per
opera della donna, che fu la prima a cadere. Dunque il peccato
originale non è trasmesso ai figli dalla madre, ma dal padre.
RISPONDO: La soluzione di questo problema dipende da quanto
abbiamo già detto. Infatti abbiamo visto che il peccato originale
viene trasmesso da Adamo, in quanto questi influisce sulla generazione
dei figli: e quindi abbiamo concluso che se uno venisse
prodotto solo materialmente da un corpo umano, non contrarrebbe
il peccato originale. Ora è noto, secondo la dottrina dei naturalisti,
che nella generazione il principio attivo deriva dal padre
mentre la madre somministra la materia. Perciò il peccato originale
non si contrae dalla madre, ma dal padre. E quindi, se Eva
soltanto avesse peccato, e non Adamo, i figli non avrebbero contratto
il peccato originale. Se invece avesse peccato Adamo, e non
Eva, l'avrebbero contratto.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Il figlio preesiste nel padre come
in un principio attivo, nella madre come un principio materiale
e passivo. Perciò il paragone non regge.
2. Alcuni pensano che se avesse peccato Eva e non Adamo, i
figli sarebbero stati immuni dalla colpa, ma soggetti alla morte
e a tutte le passibilità dovute alle condizioni della materia, somministrata
dalla madre, non come ad altrettante pene, bensì
come a dei difetti naturali. - Ma questo non convince. Infatti l'immortalità
e l'impassibilità dello stato primitivo non dipendevano
dalla condizione della materia, come abbiamo spiegato nella Prima
Parte; ma dalla giustizia originale, che sottometteva (pienamente)
il corpo all'anima, finché l'anima era sottomessa a Dio. E la mancanza
della giustizia originale è il peccato originale. Perciò, se col
peccato di Eva, senza quello di Adamo, il peccato originale non si
fosse trasmesso nei posteri, è chiaro che nei figli non sarebbe
mancata la giustizia originale. E quindi non ci sarebbe stata in
essi la passibilità e la necessità di morire.
3. La purificazione previa della beata Vergine non era richiesta
per scongiurare la trasmissione del peccato originale; ma perché
era necessario che la Madre di Dio splendesse del massimo candore.
Infatti nessun essere è degno ricettacolo di Dio, se non è
puro; secondo l'espressione del salmista: "Alla tua casa, o Signore,
conviene la santità".
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