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Questione
25
Rapporti
reciproci delle passioni
Passiamo ora a considerare i rapporti reciproci delle passioni.
Tratteremo in proposito quattro argomenti: 1. Rapporto delle passioni dell'irascibile
con quelle del concupiscibile; 2. Ordine reciproco
tra le passioni del concupiscibile; 3. Ordine reciproco tra le passioni
dell'irascibile; 4. Le quattro passioni principali.
ARTICOLO 1
Se le passioni dell'irascibile precedano o seguano quelle del concupiscibile
SEMBRA che le passioni dell'irascibile precedano quelle del concupiscibile. Infatti:
1. L'ordine delle passioni è fondato sull'ordine dei loro oggetti.
Ora, oggetto dell'irascibile è il bene arduo, che si presenta come il
più elevato tra gli altri beni. Dunque le passioni dell'irascibile sono
prima di quelle del concupiscibile.
2. Il motore è prima di ciò che esso muove. Ma l'irascibile sta al
concupiscibile come il motore al soggetto mosso: infatti esso è dato
all'animale, per eliminare gli ostacoli che impediscono al concupiscibile
di godere del proprio oggetto, come abbiamo spiegato; e Aristotele insegna
che "quanto elimina un ostacolo si presenta come motore". Perciò le passioni
dell'irascibile hanno una priorità su quelle del concupiscibile.
3. Il gaudio e la tristezza sono passioni del concupiscibile. Ma
gaudio e tristezza seguono le passioni dell'irascibile: infatti il Filosofo
scrive che "la punizione quieta l'impeto dell'ira, e la tristezza cede il posto alla
gioia".
Dunque le passioni del concupiscibile sono posteriori a quelle dell'irascibile.
IN CONTRARIO: Le passioni del concupiscibile hanno per oggetto il
bene incondizionato; quelle invece dell'irascibile riguardano un bene più ristretto,
cioè il bene arduo. Ora, siccome il bene incondizionato
precede il bene più ristretto, è chiaro che le passioni del concupiscibile
sono prima di quelle dell'irascibile.
RISPONDO: Le passioni del concupiscibile hanno una portata più
ampia di quelle dell'irascibile. Infatti tra le passioni del concupiscibile
ce ne sono alcune di moto, come il desiderio; e altre di quiete,
come il gaudio e la tristezza. Invece nelle passioni dell'irascibile
non ce n'è nessuna di quiete, ma son tutte di moto. E la ragione si è,
che la cosa in cui ci si acquieta non è, come l'oggetto dell'irascibile,
difficile, o ardua.
Ora, la quiete, essendo il fine del moto, è prima nell'intenzione e
ultima nell'esecuzione. Se, dunque, le passioni dell'irascibile si confrontano,
in ordine di esecuzione, con quelle del concupiscibile, che
esprimono l'acquietarsi nel bene, evidentemente le precedono: la
speranza, p. es., precede il gaudio, e difatti ne è la causa, secondo
l'espressione dell'Apostolo, "gioiosi per la speranza". Invece la
passione del concupiscibile che è la quiete nel male, cioè la tristezza,
si trova in mezzo a due passioni dell'irascibile. Essa infatti
segue il timore, poiché la tristezza viene causata dal sopravvento di
quel male che si temeva, però precede il moto dell'ira: poiché si ha
il moto dell'ira quando uno, prevenuto da una tristezza, insorge per
vendicarsi. Ma per il fatto che contraccambiare il male ricevuto si
presenta come un bene, l'uomo irritato gode di codesto effetto. Ed è
chiaro così che ogni passione dell'irascibile ha come termine una
passione del concupiscibile avente per oggetto la quiete, e cioè o il
gaudio, o la tristezza.
Se poi si confrontano le passioni
dell'irascibile con quelle del concupiscibile
che implicano un moto, allora appare evidente la priorità
di queste ultime: poiché le passioni dell'irascibile non sono che
sviluppi complementari di quelle del concupiscibile; così come l'oggetto
dell'irascibile non fa che aggiungere a quello del concupiscibile l'arduità,
ovvero la difficoltà. Infatti la speranza aggiunge al
desiderio uno sforzo e una certa elevazione dell'animo, per conseguire un bene arduo.
Così pure il timore aggiunge alla fuga, o ripugnanza, una depressione dell'animo,
per (la gravità o) difficoltà del male.
Concludendo, le passioni dell'irascibile sono inserite tra le passioni del concupiscibile,
cioè tra quelle che consistono in un moto verso il bene o verso il male,
e quelle che consistono nell'acquietarsi nel bene e nel male. È chiaro quindi
che le passioni dell'irascibile hanno in quelle del concupiscibile
il loro principio e il loro termine.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. L'argomento sarebbe valido, se l'oggetto del concupiscibile
fosse l'opposto del bene arduo, oggetto dell'irascibile.
Ma l'oggetto del concupiscibile è il bene incondizionato; perciò in ordine di natura
esso precede l'oggetto dell'irascibile, come l'universale precede il particolare.
2. Quanto elimina un ostacolo non è un motore per se, ma solo per accidens.
Ma qui parliamo dell'ordine per se delle passioni. - Inoltre l'irascibile non fa
che togliere gli ostacoli che impediscono al concupiscibile di quietarsi nel proprio oggetto.
Perciò da questo segue soltanto che le passioni dell'irascibile precedono le passioni
del concupiscibile aventi per oggetto la quiete.
3. Entro questi limiti va accettata la conclusione della terza difficoltà.
ARTICOLO 2
Se l'amore sia la prima tra le passioni del concupiscibile
SEMBRA che l'amore non sia la prima tra le passioni del concupiscibile. Infatti:
1. La facoltà del concupiscibile è denominata dalla concupiscenza,
che si identifica con la passione del desiderio. Poiché "la denominazione
si desume da ciò che è principale", come insegna Aristotele.
Dunque la concupiscenza è prima dell'amore.
2. L'amore implica una certa unione; esso infatti, come scrive Dionigi, è
"una forza
unitiva e aggregativa". Ma la concupiscenza, o desiderio, è un moto verso
l'unione con la cosa desiderata. Quindi la concupiscenza precede l'amore.
3. La causa è prima dell'effetto. Ora, il piacere è causa dell'amore;
infatti alcuni, secondo Aristotele, amano per il piacere.
Dunque il piacere è prima dell'amore. E quindi l'amore non è la prima
tra le passioni del concupiscibile.
IN CONTRARIO: Secondo S. Agostino, tutte le passioni sono causate dall'amore:
infatti "l'amore aspirando ad avere quanto si ama, è
concupiscenza; e avendolo e godendone è gioia". Dunque l'amore è
la prima tra le passioni del concupiscibile.
RISPONDO: Il concupiscibile ha per oggetto il bene e il male.
In ordine di natura, però, il bene è prima del male: poiché il male non è
che privazione di bene. E quindi tutte le passioni che hanno per oggetto
il bene precedono in ordine di natura quelle che hanno per
oggetto il male, ciascuna cioè precede la sua contraria: infatti la ricerca
di un bene determina il rifiuto del male opposto.
Ora, il bene ha ragione di fine, il quale è primo nell'intenzione e
ultimo nel conseguimento. E quindi l'ordine delle passioni del concupiscibile
si può considerare, o secondo l'intenzione, o secondo il conseguimento.
Nell'ordine di conseguimento è primo ciò che si determina per primo nel soggetto
che tende verso il fine. Ora, è chiaro che chi tende verso il fine,
per prima cosa deve avere attitudine o proporzione verso di esso;
poiché non si può tendere verso un fine, senza esservi proporzionati;
in secondo luogo deve muoversi verso il fine; e in terzo luogo raggiungere
la quiete nel fine al suo conseguimento.
Ma l'attitudine, o proporzione, dell'appetito rispetto al fine è l'amore,
il quale consiste nella semplice compiacenza per il bene;
invece il moto verso il bene costituisce il desiderio, o concupiscenza;
la quiete nel bene, poi, è il godimento, ossia la gioia o il piacere.
Perciò in quest'ordine l'amore precede il desiderio, e il desiderio
precede il piacere. - Invece secondo l'ordine di intenzione è il rovescio:
poiché il piacere che attira causa il desiderio, e quindi l'amore.
Infatti il piacere è la fruizione del bene, e questa in qualche modo è fine
come il bene stesso, secondo le spiegazioni date in precedenza.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Le cose sono denominate seguendo
il modo col quale vengono da noi conosciute: infatti, come il Filosofo
scrive, "le parole sono i segni delle nostre intellezioni". Ora, noi per
lo più conosciamo le cause dagli effetti. Ed effetto dell'amore, quando
si possiede l'oggetto amato, è il piacere; e quando non si possiede
è il desiderio, o concupiscenza. Però, come osserva S. Agostino, "l'amore si sente di più quando il bisogno lo
rivela". Ecco perché,
tra tutte le passioni del concupiscibile, la concupiscenza è la più sentita.
E per questo essa domina la facoltà.
2. Duplice è l'unione di colui che ama con l'oggetto amato. La
prima effettiva, mediante il conseguimento della cosa stessa. E tale
unione rientra nel godimento o piacere, che segue il desiderio. - La
seconda invece è un'unione affettiva, che consiste in un'attitudine o
proporzione: essa cioè è dovuta al fatto che una cosa, dal momento
che ha attitudine e inclinazione verso un'altra, già in qualche modo
ne partecipa. È questa l'unione propria dell'amore. E questa unione
precede il moto del desiderio.
3. Il piacere causa l'amore, in quanto lo precede in ordine di intenzione.
ARTICOLO 3
Se la speranza sia la prima tra le passioni dell'irascibile
SEMBRA che la speranza non sia la prima tra le passioni dell'irascibile. Infatti:
1. La potenza dell'irascibile è denominata dall'ira. E siccome
"la denominazione
si fa da ciò che è principale"; sembra che l'ira sia prima della speranza.
2. Oggetto dell'irascibile è l'arduo. Ora, sembra cosa più ardua
il tentativo di superare il male contrario imminente, oggetto dell'audacia,
ovvero il male già inflitto e presente, oggetto dell'ira, che
il semplice tentativo di conquistare il bene. Così pure sembra più
arduo il tentativo di vincere un male presente che quello di vincere
un male futuro. Dunque l'ira sembra essere una passione superiore all'audacia,
e l'audacia superiore alla speranza. Quindi la speranza non è al primo posto.
3. Nel moto verso il fine viene prima l'allontanamento da un termine,
che l'avvicinamento al termine successivo. Ora, il timore e
la disperazione implicano allontanamento; mentre l'audacia e la
speranza implicano avvicinamento. Perciò il timore e la disperazione
precedono la speranza e l'audacia.
IN CONTRARIO: Più una cosa si avvicina alla prima (del suo genere),
più acquista di priorità. Ora, la speranza è più vicina all'amore, che è la prima
delle passioni. Dunque la speranza è la prima tra le passioni dell'irascibile.
RISPONDO: Come abbiamo già detto, tutte le passioni dell'irascibile
implicano un moto verso qualche cosa. Ora codesto moto potrebbe essere causato
in due maniere nell'irascibile: primo, dalla sola attitudine o proporzione verso
il fine, il che interessa l'amore o l'odio; secondo, dalla presenza
stessa del bene o del male, il che forma l'oggetto del gaudio o della tristezza.
Ma dalla presenza del bene non viene causata nessuna passione nell'irascibile,
come abbiamo già visto; invece dalla presenza del male viene causata la passione dell'ira.
Ma in ordine genetico, o di esecuzione, la proporzione o attitudine al fine
precede il conseguimento; perciò l'ira, fra tutte le passioni dell'irascibile,
è l'ultima in codesto ordine. Invece tra le passioni dell'irascibile,
che implicano un moto derivante dall'amore o dall'odio rispettivamente verso il bene
o verso il male, è necessario ammettere la priorità della speranza e della disperazione,
aventi per oggetto il bene, sulle altre passioni aventi per oggetto il male, e cioè
sull'audacia e sul timore. Sta il fatto, però, che la speranza è prima
della disperazione; poiché è un moto verso il bene in quanto bene,
cioè in quanto è attraente: è quindi un moto verso il bene per se.
Invece la disperazione è un allontanamento dal bene, e ciò non si
addice al bene in quanto bene, ma per altro motivo (per l'arduità);
quindi è quasi un per accidens. Per la stessa ragione il timore è prima
dell'audacia, essendo un allontanamento dal male. - Che poi la speranza
e la disperazione sono per natura prima del timore e dell'audacia, è dimostrato
dal fatto che la speranza e la disperazione spiegano il timore e l'audacia,
come la brama del bene giustifica la fuga dal male: infatti l'audacia
nasce dalla speranza di vincere, e il timore deriva dal disperare della vittoria.
L'ira finalmente nasce dall'audacia: poiché, come fa osservare Avicenna, nessuno si adira
desiderando la vendetta, senza l'audacia di vendicarsi.
È perciò evidente
che la speranza è la prima tra tutte le passioni dell'irascibile. - E, se vogliamo,
ecco descritto l'ordine genetico di tutte le passioni: al primo posto amore e odio;
al secondo desiderio e fuga; al terzo speranza e disperazione; al quarto timore e audacia;
al quinto l'ira; al sesto ed ultimo gioia e tristezza, le quali vengono
dopo tutte le altre, come Aristotele insegna. Tuttavia l'amore precede l'odio,
il desiderio la fuga, la speranza precede la disperazione,
il timore l'audacia e il gaudio la tristezza, come si può concludere
da quanto abbiamo detto in precedenza.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. L'ira è causata da altre passioni,
quale effetto da cause precedenti; perciò da essa, quale effetto più
evidente, viene denominata la facoltà.
2. Non l'arduo, ma il bene piuttosto è il motivo del tendere e del desiderare.
Perciò viene prima la speranza, che riguarda direttamente
il bene: anche se talvolta l'audacia e l'ira hanno per oggetto cose più ardue.
3. L'appetito di per sé e in primo luogo si muove verso il bene,
che ne costituisce l'oggetto proprio; di qui nasce il suo allontanarsi dal male.
Infatti il moto della parte appetitiva non si uniforma al moto fisico,
ma all'intenzione della natura; la quale ha di mira prima il fine che la rimozione
del suo contrario, rimozione che è cercata unicamente per il conseguimento del fine.
ARTICOLO 4
Se gaudio, tristezza, speranza e timore siano le quattro passioni principali
SEMBRA che gaudio e tristezza, speranza e timore non siano le quattro
passioni principali. Infatti:
1. S. Agostino al posto della speranza mette la concupiscenza.
2. Tra le passioni c'è un duplice ordine: l'ordine di intenzione, e
quello genetico o di esecuzione. Perciò, o le passioni principali sono
scelte in base all'ordine di intenzione, e allora soltanto il gaudio e
la tristezza, come finali, sono principali; oppure sono scelte in base
all'ordine genetico o di esecuzione, e allora la passione principale è l'amore.
Dunque in nessun modo si devono chiamare principali le quattro passioni
del gaudio e della tristezza, della speranza e del timore.
3. Il timore è causato dalla disperazione, come l'audacia dalla speranza.
Quindi, o si devono porre tra le passioni principali, come cause, la speranza
e la disperazione; oppure, come affini, la speranza e l'audacia.
IN CONTRARIO: Boezio, enumerando le quattro passioni principali, scrive:
"togli
il gaudio, scaccia il timore, metti in fuga la speranza, escludi il dolore".
RISPONDO: Si dice comunemente che queste quattro passioni sono le principali.
Gaudio e tristezza, per il fatto che danno compimento e fine a tutte le passioni:
e difatti, come nota Aristotele, vengono dopo tutte le altre.
Il timore e la speranza sono invece principali, non perché danno l'ultimo compimento,
ma perché danno compimento al moto dell'appetito verso un oggetto:
infatti rispetto al bene il moto comincia con l'amore, passa attraverso il desiderio,
e termina nella speranza; rispetto al male comincia dall'odio, passa attraverso la fuga,
e termina nel timore. - Perciò il numero di queste quattro passioni risulta dalla
distinzione tra presente e futuro: infatti il moto dice ordine al futuro,
mentre la quiete consiste in qualche cosa di presente.
Del bene presente, dunque, sentiamo gaudio, del male presente sentiamo tristezza;
per il bene futuro nutriamo speranza, e per il male futuro timore.
Ora, tutte le altre passioni che riguardano il bene o il male, presente o futuro,
si riducono e si completano in queste. Perciò codeste
quattro passioni si dicono principali, anche perché sono generali. Il che è vero,
se speranza e timore si prendono per indicare genericamente il moto dell'appetito
verso un oggetto da desiderare o da fuggire.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. S. Agostino mette il desiderio, o concupiscenza,
al posto della speranza, perché si riferiscono entrambi al bene futuro.
2. Le passioni indicate si dicono principali in ordine di intenzione e di perfezione.
E sebbene il timore e la speranza non siano ultime in modo assoluto,
tuttavia sono ultime tra le passioni tendenti verso una cosa futura.
Si potrebbe fare eccezione per l'ira.
Ma questa non può essere una passione principale, perché effetto dell'audacia,
la quale, come diremo, non può essere tra le principali.
3. La disperazione dice abbandono di un bene, il che è quasi un
per accidens; l'audacia poi dice avvicinamento a un male, altra cosa per accidens. Perciò queste passioni non possono essere principali:
poiché una cosa per accidens non può mai dirsi principale. E quindi non
si può considerare principale neppure l'ira, che è un effetto dell'audacia.
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