Il Santo Rosario
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Questione 43

La missione delle Persone divine

Infine passiamo a trattare della missione (o invio) delle Persone divine.
Su tale argomento si pongono otto quesiti: 1. Se a qualche Persona divina spetti di essere inviata; 2. Se la missione sia eterna o soltanto temporale; 3. In qual modo avvenga la missione invisibile della Persona divina; 4. Se a qualsiasi Persona spetti di essere inviata; 5. Se tanto il Figlio che lo Spirito Santo siano mandati in modo invisibile; 6. A chi venga indirizzata la missione invisibile; 7. Sulla missione visibile; 8. Se qualche Persona mandi se stessa in modo visibile o invisibile.

ARTICOLO 1

Se a qualche Persona divina spetti di essere inviata

SEMBRA che a nessuna Persona divina spetti di essere inviata. Infatti:
1. L'inviato è minore di chi lo invia. Ma una Persona divina non è minore di un'altra. Dunque nessuna Persona è mandata da un'altra.
2. Chi è inviato si separa da chi lo invia; onde S. Girolamo dice: "Ciò che è congiunto e unito in un solo corpo non può essere inviato". Ma, come dice S. Ilario, nelle Persone divine "nulla c'è di separabile". Dunque una Persona non è mandata da un'altra.
3. Chi è mandato si allontana da un luogo e ne raggiunge un altro. Questo però non può convenire a una Persona divina, che è dovunque. Quindi a una Persona divina non spetta di essere mandata.

IN CONTRARIO: Sta scritto: "Io non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato".

RISPONDO: Il concetto di missione include due elementi: il primo dei quali è il rapporto tra inviato e mandante; il secondo è il rapporto tra l'inviato e la sua destinazione. Per ciò stesso che uno è inviato appare che egli procede in qualche modo dal mandante; o ne dipende per il comando, come un servo inviato dal padrone; o per il consiglio, come il re si dice inviato a combattere dai suoi consiglieri; o per semplice origine, come i fiori i quali si dicono emessi dalla pianta. Così pure è evidente che il rapporto (di chi è inviato) con il luogo al quale è destinato consiste nel cominciare in qualche modo ad essere ivi, o perché prima non c'era affatto, o perché non c'era in quel dato modo.
Ciò posto, ad una Persona divina può convenire la missione, in quanto missione da un lato importa origine dal mittente, e dall'altro un nuovo modo di essere in qualche luogo. E così si dice che il Figlio fu mandato nel mondo, in quanto per comando del Padre incominciò ad esserci visibilmente per l'assunzione della natura umana: tuttavia già prima "era nel mondo", come dice il Vangelo.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. La missione importa una minorazione o inferiorità nell'inviato, quando la dipendenza da chi lo manda è o per comando o per consiglio: giacché chi comanda è superiore, e chi consiglia è più sapiente. In Dio invece importa soltanto dipendenza di origine, la quale, come si è detto, comporta l'uguaglianza.
2. Se si tratta di un inviato il quale deve cominciare ad essere in un luogo dove prima non era affatto, in forza della sua missione deve muoversi localmente: perciò deve separarsi dal mittente. Questo però non avviene nella missione di una Persona divina; perché la Persona inviata, come non incomincia ad essere dove prima non era, così non lascia di essere dove era prima. Quindi questa missione è senza separazione, ma implica solo la distinzione di origine.
3. Quell'argomento riguarda la missione che avviene per un moto locale: missione che in Dio non c'è.

ARTICOLO 2

Se la missione sia eterna o soltanto temporale

SEMBRA che la missione possa essere eterna. Infatti:
1. Dice S. Gregorio: "il Figlio è mandato per lo stesso motivo per cui è generato". Ma la generazione del Figlio è eterna. Dunque anche la sua missione.
2. Riceve nel tempo una qualifica (nuova) chi va soggetto a mutamento. Ma le Persone divine non vanno soggette a mutamento. Dunque la loro missione non è temporale, ma eterna.
3. La missione implica la processione. Ma la processione delle Persone divine è eterna. Dunque anche la missione.

IN CONTRARIO: S. Paolo afferma: "Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio".

RISPONDO: Fra i termini che indicano l'origine delle divine Persone c'è una certa differenza. Alcuni in forza del loro significato indicano soltanto un rapporto con il principio, come processione e derivazione. Altri, con il rapporto di derivazione, implicano anche il termine della processione. Di questi alcuni indicano un termine eterno, come generazione e spirazione: difatti la generazione è la derivazione di una Persona divina secondo la natura divina; e la spirazione passiva importa la processione dell'Amore sussistente. Altri invece implicano insieme al rapporto con il principio un termine temporale, come missione e donazione: infatti uno è inviato per essere in un nuovo soggetto, e una cosa è donata perché qualcuno cominci a possederla. Ora, per una Persona divina essere posseduta da una creatura, o trovarsi in una creatura in modo nuovo, è qualcosa di temporale.
Perciò in Dio missione e donazione sono denominazioni soltanto temporali. Generazione e spirazione sono denominazioni esclusivamente eterne; processione invece e uscita sono insieme temporali ed eterne; poiché il Figlio è proceduto come Dio da tutta l'eternità, e nel tempo è proceduto anche come uomo mediante la missione visibile; e mediante una missione invisibile viene ad essere nell'uomo.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. S. Gregorio (probabilmente) parla della generazione temporale del Figlio dalla Madre, e non di quella eterna dal Padre. - Oppure vuol dire che il Figlio è capace di essere mandato, per il fatto stesso che è generato dall'eternità.
2. Se una Persona divina comincia a trovarsi in qualcuno in una maniera nuova, o viene ad essere posseduta nel tempo, ciò non deve attribuirsi a una sua mutazione, ma a una mutazione della creatura: a quel modo che Dio a cominciare dal tempo si denomina Signore, per mutazione delle creature (passate dal nulla all'esistenza).
3. Missione non solo implica derivazione da un principio, ma stabilisce anche un termine temporale di tale processione. Quindi il termine missione è soltanto temporale. - O (possiamo dire che) missione include la processione eterna e le aggiunge qualcos'altro, cioè l'effetto temporale: perché la relazione della Persona divina al suo principio non può essere che dall'eternità. Quindi la processione può chiamarsi doppia, cioè eterna e temporale: non perché si raddoppi la relazione al principio, ma il raddoppiamento avviene nel termine che è insieme temporale ed eterno.

ARTICOLO 3

Se la missione invisibile di una Persona divina avvenga soltanto per il dono della grazia santificante

SEMBRA che la missione invisibile di una Persona divina non avvenga soltanto per il dono della grazia santificante. Infatti:
1. La missione di una persona divina corrisponde alla donazione della medesima. Se dunque la Persona non vien mandata se non per il dono della grazia santificante, non sarà la Persona divina ad essere donata, ma solo i suoi doni. E questo è l'errore di coloro i quali dicono che non ci viene dato lo Spirito Santo, ma i suoi doni.
2. La preposizione secundum (per) indica un rapporto di causa. Ora, la grazia non è la causa per cui noi abbiamo la Persona divina, ma, al contrario la Persona divina è la causa per cui noi abbiamo la grazia, conforme sta scritto: "la carità divina si è riversata nei nostri cuori per lo Spirito Santo che ci fu dato". Perciò non è esatto affermare che la Persona divina è mandata per il dono della grazia santificante.
3. S. Agostino insegna che il Figlio "si dice inviato, quando è percepito nel tempo dalla nostra mente". Ma il Figlio è conosciuto non solo per la grazia santificante, ma anche per le grazie gratis date, come la fede e la scienza. Perciò la Persona divina non ci è data solamente per il dono della grazia santificante.
4. Rabano Mauro dice che lo Spirito Santo fu dato agli Apostoli per compiere dei miracoli. Ora, questo non è un dono di grazia santificante, ma di grazia gratis data. Perciò la Persona divina non è data soltanto per il dono della grazia santificante.

IN CONTRARIO: Dice S. Agostino che nel tempo "lo Spirito Santo procede per santificare le creature". Ora, la missione è processione nel tempo. E poiché la santificazione della creatura non avviene se non per la grazia santificante, ne segue che la missione invisibile della Persona divina si ha in modo esclusivo per la grazia santificante.

RISPONDO: Ad una Persona divina spetta di essere inviata, perché può cominciare ad essere in un modo nuovo in qualcuno; e di essere donata perché può venire in possesso di qualcuno. Ora, senza la grazia santificante non si ha né l'una né l'altra di queste due cose. Dio infatti si trova comunemente in tutte le cose per essenza, per potenza e per presenza, come causa negli effetti che partecipano della sua bontà o perfezione. Al di sopra di questo modo comune ce n'è uno speciale riservato per le creature ragionevoli, nelle quali Dio è presente come la cosa conosciuta è in chi conosce, e la cosa amata in chi ama. E siccome la creatura ragionevole conoscendo e amando, con la sua operazione raggiunge Dio medesimo, si dice, proprio per questo suo modo speciale di essere, che Dio non solo è nella creatura ragionevole, ma anche che abita in essa come in un suo tempio. Quindi nessun altro effetto, fuori della grazia santificante, può motivare la presenza di una Persona divina in un modo nuovo nella creatura ragionevole. Dunque soltanto per la grazia santificante la Persona divina è mandata e procede nel tempo. - Così pure noi diciamo di avere o possedere solo quelle cose di cui possiamo usare e godere a nostro piacimento. Ora, il poter godere di una Persona divina si ha soltanto mediante il dono della grazia santificante. - E con questo medesimo dono della grazia santificante si riceve lo Spirito Santo, che viene ad abitare nell'uomo. Perciò lo stesso Spirito Santo viene così dato ed è inviato.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Per il dono della grazia santificante la creatura ragionevole viene elevata non solo fino ad usare liberamente del dono creato (che è la grazia), ma anche a fruire della stessa Persona divina. Perciò la missione invisibile avviene per il dono della grazia santificante, e tuttavia viene data anche la Persona divina.
2. La grazia santificante dispone l'anima a ricevere la Persona divina; ed è precisamente questo che si vuole affermare quando si dice che lo Spirito Santo si dà per il dono della grazia santificante. Tuttavia il dono della grazia viene dallo Spirito Santo; pensiero che viene espresso da quelle parole: "la carità divina si è riversata nei nostri cuori per lo Spirito Santo".
3. Sebbene il Figlio possa essere conosciuto da noi anche per altre sue opere, tuttavia egli non a motivo di esse abita in noi ed è posseduto da noi.
4. L'operazione dei miracoli serve a manifestare la grazia santificante, come il dono della profezia e qualsiasi altra grazia gratis data. Perciò S. Paolo chiama quest'ultima "manifestazione dello Spirito". Si dice dunque che agli Apostoli fu dato lo Spirito Santo per fare miracoli, perché fu loro data la grazia santificante accompagnata dal corrispondente segno manifestativo. - Se invece (a qualcuno) venisse dato solo questo segno manifestativo della grazia, senza la grazia santificante, non si potrebbe dire senz'altro che (gli) è stato dato lo Spirito Santo; ma si dovrebbe aggiungere qualche specificazione, come si fa quando si dice che a qualcuno è dato lo spirito profetico o taumaturgico, in quanto gli è stato concesso dallo Spirito Santo il potere di profetare o di operare miracoli.

ARTICOLO 4

Se il Padre possa essere inviato

SEMBRA che anche il Padre possa essere inviato. Infatti:
1. Per una Persona divina essere inviata corrisponde a essere data. Ma il Padre dà se stesso; perché non lo si potrebbe avere se egli stesso non si desse. Dunque si può dire che il Padre invia se stesso.
2. Una Persona divina è inviata in quanto abita in noi per la grazia. Ma per la grazia abita in noi tutta la Trinità, poiché sta scritto: "Verremo a lui, e faremo dimora presso di lui". Quindi tutte le Persone divine sono inviate.
3. Ciò che conviene a una Persona conviene a tutte, eccetto le nozioni e le persone. Ora, missione non indica né una persona e neppure indica una nozione, poiché le nozioni sono cinque sole, come si è spiegato. Quindi qualsiasi persona può essere inviata.

IN CONTRARIO: S. Agostino fa osservare che "solo del Padre mai si legge che sia stato mandato".

RISPONDO: Missione nel suo concetto implica processione da altri; e in Dio, come fu detto, implica processione di origine. Quindi in nessun modo può essere inviato il Padre che non deriva da altri; ma soltanto il Figlio e lo Spirito Santo, i quali derivano da altri.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Se col termine dare si vuole esprimere la spontanea comunicazione di qualcosa, si può dire che il Padre dà se stesso, perché con liberalità si offre alla fruizione delle creature. Se invece (col dare) si vuole esprimere l'autorità del donatore sul dono, allora l'essere dato come l'essere mandato, parlandosi di Dio, spetta soltanto a una Persona che deriva da un'altra.
2. La produzione della grazia spetta anche al Padre, che per la grazia abita in noi come il Figlio e lo Spirito Santo; tuttavia, siccome egli non deriva da altri, non si può dire che è inviato. È quanto insegna S. Agostino: "il Padre non si dice inviato quando nel tempo da qualcuno viene conosciuto; perché egli non ha uno da cui possa procedere".
3. La missione, poiché implica l'idea di processione dell'inviato dal mandante, include nel suo significato anche nozione, non in particolare, ma in genere, in quanto cioè essere da altri è comune a due nozioni.

ARTICOLO 5

Se il Figlio possa essere inviato in modo invisibile

SEMBRA che il Figlio non possa essere inviato in modo invisibile. Infatti:
1. La missione di una Persona divina avviene attraverso i doni di grazia. Ma tutti questi doni appartengono allo Spirito Santo, poiché sta scritto: "Tutti questi effetti li produce l'unico e medesimo Spirito". Dunque la missione invisibile non conviene che allo Spirito Santo.
2. La missione di una Persona divina avviene per il dono della grazia santificante. Ma i doni che perfezionano l'intelletto non sono doni di grazia santificante; perché si possono avere anche senza la carità, come dice S. Paolo: "E se avessi il dono della profezia, e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e se avessi tutta la fede, sì da trasportare le montagne, e poi mancassi di carità, non sarei nulla". Perciò, siccome il Figlio procede come Verbo mentale, sembra che egli non debba essere inviato in modo invisibile.
3. La missione di una Persona divina, come si è spiegato sopra, è una specie di processione. Ora, la processione del Figlio è diversa da quella dello Spirito Santo. Perciò, se ambedue sono mandati, ne è diversa anche la missione. E così o l'una o l'altra è superflua, perché una sola è sufficiente per santificare le creature.

IN CONTRARIO: È detto della Sapienza divina: "Mandala giù dal cielo tuo santo, e dal trono della tua gloria".

RISPONDO: Per la grazia santificante tutta la Trinità dimora nell'anima, secondo la parola del Cristo: "Verremo a lui, e faremo dimora presso di lui". Ora, la missione di una Persona divina presso qualcuno mediante la grazia invisibile, sta a indicare un nuovo modo di inabitazione della medesima, e la sua origine da altra Persona. Quindi, siccome tanto al Figlio che allo Spirito Santo conviene di inabitare per la grazia e di derivare da altri, tutti e due possono essere mandati invisibilmente. Il Padre invece, sebbene possa anch'egli inabitare per la grazia, tuttavia non può derivare da altri, e quindi neppure può essere mandato.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Tutti i doni, perché doni, si attribuiscono allo Spirito Santo, per il fatto che egli, come si è detto, in quanto Amore è il primo dono; tuttavia alcuni doni, a motivo di quanto hanno di speciale, si appropriano al Figlio, e sono quelli che riguardano l'intelletto. E in vista di tali doni si ha la missione del Figlio. Perciò S. Agostino insegna che in modo invisibile il Figlio "allora è mandato a ciascuno, quando da ciascuno viene conosciuto e percepito".
2. L'anima mediante la grazia diviene conforme a Dio. Quindi perché (si possa dire che) una Persona divina è inviata mediante la grazia a una creatura, è necessario che quest'ultima per qualche dono di grazia diventi simile alla Persona divina inviata. Ora, poiché lo Spirito Santo è Amore, mediante il dono della carità l'anima diventa simile a lui: quindi in vista del dono della carità si ha la missione dello Spirito Santo. Invece il Figlio è Verbo, ma non un verbo qualunque, bensì un verbo che spira l'Amore: cosicché S. Agostino può affermare: "Il Verbo di cui ragioniamo è una cognizione piena di amore". Quindi il Figlio non è inviato per un perfezionamento qualsiasi dell'intelletto: ma solo per quell'insegnamento da cui prorompe l'amore, come dice la Scrittura: "chiunque ha udito il Padre ed ha appreso, viene a me"; e altrove: "un fuoco divampò nelle mie considerazioni". Per questo S. Agostino espressamente afferma: "il Figlio è mandato quando da qualcuno è conosciuto e percepito"; e qui percezione indica una certa cognizione sperimentale. E questa propriamente viene chiamata sapienza, quasi sapida scientia, (ossia scienza gustosa), come sta scritto: "la sapienza della dottrina corrisponde al suo nome".
3. La missione, come si è detto sopra, importa l'origine della Persona inviata e la sua inabitazione per la grazia, perciò se parliamo delle missioni considerando le origini che esse implicano, la missione del Figlio si distingue da quella dello Spirito Santo, come la generazione si distingue dalla spirazione. Se invece si considera la produzione della grazia, le due missioni hanno in comune la stessa radice che è la grazia, ma si distinguono quanto agli effetti della medesima, che sono rispettivamente l'illuminazione dell'intelletto e l'eccitazione degli affetti. Anche per questo è evidente che l'una non può stare senza l'altra: perché né l'una né l'altra missione può aver luogo senza la grazia santificante, né una Persona può separarsi dall'altra.

ARTICOLO 6

Se la missione invisibile sia diretta a tutti coloro che sono in grazia

SEMBRA che la missione invisibile non sia diretta a tutti coloro che sono in grazia. Infatti:
1. I Padri dell'Antico Testamento erano partecipi della grazia santificante. Ma, come pare, a loro non fu diretta la missione invisibile, infatti sta scritto: "Lo Spirito Santo non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora stato glorificato". Dunque la missione invisibile non è diretta a tutti quelli che sono in grazia.
2. Il progresso nella virtù non si ha senza la grazia. Ora, la missione divina non può dipendere dal progresso nella virtù: perché essendo questo continuo, e dato che la carità ora cresce, e ora diminuisce, anche la missione sarebbe in continuo movimento. Dunque la missione invisibile non è diretta a tutti quelli (che vengono resi) partecipi della grazia.
3. Cristo e i beati hanno la pienezza della grazia. Ma evidentemente non viene indirizzata ad essi questa missione, perché la missione si indirizza a chi è distante; mentre Cristo come uomo ed i beati sono perfettamente uniti a Dio. Quindi la missione invisibile non è indirizzata a tutti i partecipi della grazia.
4. I Sacramenti della nuova legge contengono la grazia. Eppure nessuno dice che ad essi sia diretta la missione invisibile. Perciò non a tutto ciò che ha la grazia viene diretta la missione invisibile.

IN CONTRARIO: S. Agostino insegna che la missione invisibile vien fatta per santificare la creatura. Ora ogni creatura che ha la grazia è da essa santificata. Dunque a ognuna di queste creature è diretta la missione invisibile.

RISPONDO: Come già si è spiegato, la missione importa nel suo concetto che l'inviato, o incominci ad essere dove prima non era, come avviene tra le creature, oppure incominci ad essere in un modo nuovo dove già prima si trovava: in questo secondo senso si attribuisce alle Persone divine. Perciò (per conoscere chi è) colui al quale è indirizzata la missione, bisogna considerare due cose: (se esiste) l'inabitazione mediante la grazia, e un qualche rinnovamento causato dalla grazia. La missione invisibile è diretta precisamente a tutti coloro nei quali ci sono queste due cose.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. La missione invisibile fu diretta anche ai Padri dell'Antico Testamento. Difatti insegna S. Agostino che il Figlio, come inviato invisibile, "viene ad essere negli uomini o con gli uomini; e questo era già avvenuto anche prima nei Patriarchi e nei Profeti". Perciò quelle parole "lo Spirito non era ancora stato dato", si devono intendere di quella donazione che fu fatta nel giorno di Pentecoste, accompagnata da segni visibili.
2. Anche per il progresso nella virtù e per l'aumento della grazia avviene la missione invisibile. Dice infatti S. Agostino che il Figlio, "allora viene inviato, quando da qualcuno viene ad essere conosciuto e percepito, per quel tanto che può essere conosciuto e percepito secondo la capacità dell'anima che progredisce o che ha raggiunto la perfezione in Dio". Tuttavia la missione invisibile avviene principalmente per quell'aumento di grazia che si produce quando uno si eleva a nuovi atti o ad un nuovo stato di grazia; quando uno, p. es., giunge a fare miracoli o a profetare, oppure quando in fervore di carità si espone al martirio, o rinuncia a quanto possiede, o mette mano a qualsiasi altra opera straordinaria.
3. Ai beati fu diretta la missione invisibile all'inizio della loro beatitudine. In seguito avviene ancora nei loro riguardi questa missione invisibile, non per una intensificazione della grazia, ma a motivo di nuove rivelazioni che vengono loro fatte: questo avverrà fino al giudizio finale. Si tratta quindi di un aumento estensivo della grazia. - Al Cristo (come uomo) la missione invisibile fu diretta all'inizio del suo concepimento, e mai più in seguito; poiché fin dall'inizio del suo concepimento fu colmato di sapienza e di grazia.
4. Nei Sacramenti della nuova legge la grazia c'è in modo strumentale, come la forma di un'opera può trovarsi nello strumento che si usa per produrla, cioè quasi di passaggio, dall'agente al paziente. Ora, la missione è diretta soltanto al termine. Perciò la missione della Persona divina non viene indirizzata ai Sacramenti, ma a coloro che attraverso i Sacramenti ricevono la grazia.

ARTICOLO 7

Se si possa attribuire allo Spirito Santo una missione visibile

SEMBRA che allo Spirito Santo non si possa attribuire una missione visibile. Infatti:
1. Il Figlio, in quanto visibilmente inviato, è detto minore del Padre. Ma dello Spirito Santo non si trova mai affermato che sia minore del Padre. Dunque egli non può dirsi inviato in modo visibile.
2. La missione visibile richiede l'assunzione di qualche creatura, la missione del Figlio, p. es., fu fatta mediante l'incarnazione. Ora lo Spirito Santo non ha mai assunto creature visibili. Quindi non si può dire che egli si trovi in modo speciale in alcune creature visibili piuttosto che nelle altre, escluso il caso che si tratti di segni; come sono i Sacramenti e le figure dell'antica legge. Dunque o si nega che lo Spirito Santo sia inviato visibilmente: o si viene ad affermare che la sua missione visibile avviene mediante tutte queste cose.
3. Ogni creatura visibile è un effetto che manifesta tutta la Trinità. Perciò mediante le creature visibili non si manifesta lo Spirito Santo più di un'altra Persona.
4. Il Figlio fu inviato mediante la più nobile delle creature visibili, cioè mediante la natura umana. Se dunque lo Spirito Santo fosse stato inviato visibilmente, avrebbe dovuto esserlo mediante una creatura ragionevole.
5. Secondo S. Agostino, le cose visibili compiute per virtù divina vengono prodotte per ministero di angeli. Se dunque apparvero (soprannaturalmente) delle immagini visibili, ciò fu per opera degli angeli. In tal caso sono inviati gli angeli, non già lo Spirito Santo.
6. Se lo Spirito Santo è mandato visibilmente, ciò non si fa che per manifestare la missione invisibile, essendo le cose visibili manifestatrici di quelle invisibili. Perciò a coloro ai quali non è stata diretta la missione invisibile, non si dovrebbe neppur indirizzare quella visibile: e al contrario questa dovrebbe essere diretta a tutti quelli, sia dell'Antico che del Nuovo Testamento, ai quali era stata indirizzata la missione invisibile; cosa questa evidentemente falsa. Dunque non deve dirsi che lo Spirito Santo è inviato in maniera visibile.

IN CONTRARIO: La Scrittura afferma che lo Spirito Santo discese sotto forma di colomba sopra il Signore dopo il suo battesimo.

RISPONDO: Dio provvede a tutte le cose secondo il modo proprio di ciascuna. Ora, come si è detto sopra, è connaturale all'uomo giungere alle cose invisibili per mezzo di quelle visibili: perciò era necessario che le cose invisibili di Dio fossero mostrate all'uomo mediante quelle visibili. Quindi come Dio, servendosi di certi indizi tratti dalle cose visibili, ha manifestato agli uomini in qualche modo se stesso e le eterne processioni delle Persone; così era giusto manifestasse le missioni invisibili delle Persone divine per mezzo di creature visibili. - Diverse però dovevano essere le manifestazioni del Figlio e dello Spirito Santo. Infatti allo Spirito Santo, che procede come Amore, spetta di essere il dono della santificazione; al Figlio invece, che è principio dello Spirito Santo, spetta di essere l'Autore di questa stessa santificazione. Perciò il Figlio fu mandato visibilmente come Autore della santificazione: lo Spirito Santo invece come testimonianza di questa santificazione.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Il Figlio unì a sé in una unità di persona la creatura visibile in cui apparve, fino al punto che quanto si dice di tale creatura si può attribuire al Figlio di Dio. Quindi a motivo della natura che ha assunto, del Figlio si dice che è minore del Padre. Lo Spirito Santo invece, non assunse in una unità di persona la creatura in cui apparve, sicché a lui si possa attribuire quanto si predica di essa. Quindi non si può dire minore del Padre a motivo di questa creatura visibile.
2. La missione visibile dello Spirito Santo non è stata una visione immaginaria, come quella profetica. Perché, come spiega S. Agostino: "la visione profetica non fu presentata agli occhi del corpo per mezzo di forme corporali; ma avvenne nello spirito per mezzo di immagini spirituali tratte dai corpi: invece la colomba e le lingue di fuoco furono viste con gli occhi del corpo da quanti le videro. Né lo Spirito Santo ebbe con quelle apparizioni lo stesso rapporto che il Figlio ha con la pietra, in quel passo in cui si dice: la pietra era Cristo. Infatti quella famosa pietra esisteva già in natura e per la sua funzione particolare fu denominata Cristo, di cui era una figura: invece la colomba e il fuoco furono formati lì per lì per significare lo Spirito Santo. Sembrano piuttosto simili alla fiamma che apparve a Mosè nel roveto, o alla colonna che guidava il popolo nel deserto, e ai fulmini e ai tuoni che si udirono quando sul monte fu data la legge: perché le apparizioni di queste cose corporee ebbero luogo soltanto per significare qualche cosa per poi scomparire". - È chiaro dunque che la missione visibile non avviene né per le visioni profetiche, essendo esse immaginarie e non corporee, e neppure per i segni sacramentali sia del Vecchio che del Nuovo Testamento; poiché in questi casi, sono prese come segni cose preesistenti. Mentre lo Spirito Santo si dice che fu inviato visibilmente in quanto fu manifestato mediante alcune creature formate espressamente per indicarlo.
3. Quantunque tutta la Trinità abbia formato quelle creature visibili, tuttavia le ha formate per mostrare l'una o l'altra Persona in particolare. Difatti come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo vengono indicati con diversi nomi, così essi poterono essere manifestati mediante cose diverse, benché tra loro non ci sia separazione né diversità alcuna.
4. Come si è già detto, era giusto che la persona del Figlio fosse presentata come Autore della santificazione: perciò era necessario che la sua missione visibile avvenisse mediante una creatura ragionevole, capace di azione e di santificazione. Invece indizio di santificazione poteva essere qualsiasi altra creatura. E non era necessario che la creatura visibile formata a questo scopo fosse assunta dallo Spirito Santo in unità di persona, non essendo stata assunta per agire, ma solo per significare. - E anche per questo non c'era bisogno che durasse, dopo aver compiuto la sua funzione.
5. Quelle creature visibili furono formate per ministero di angeli, non per manifestare la loro persona, ma quella dello Spirito Santo. Tuttavia, siccome lo Spirito Santo si trovava in quelle creature visibili come la cosa rappresentata si trova nel segno corrispondente, perciò si dice che per mezzo di esse fu mandato visibilmente lo Spirito Santo e non un angelo.
6. Non si richiede che la missione invisibile si manifesti sempre esternamente mediante un segno visibile: perché, come osserva S. Paolo "le manifestazioni dello Spirito vengono concesse per utilità" della Chiesa. E tale utilità consiste nella conferma e nella propagazione della fede mediante segni sensibili. E ciò avvenne in modo speciale in Cristo e negli Apostoli, come dice la Scrittura: "(la salvezza,) annunziata prima dal Signore, è stata confermata in mezzo a noi da quelli che l'avevano udita". Perciò la missione visibile dello Spirito Santo giustamente fu diretta in modo particolare a Cristo, agli Apostoli e ad alcuni Santi dei primi tempi sui quali in certa maniera si stava fondando la Chiesa; in modo però che la missione visibile diretta al Cristo manifestasse la missione invisibile fatta a lui, non allora, ma all'inizio del suo concepimento. Nel battesimo di Cristo si compì la missione visibile sotto forma di colomba, animale prolifico, per dimostrare che Cristo aveva il potere di conferire la grazia mediante la rigenerazione spirituale; onde la voce del Padre proclamò: "questo è il mio Figlio diletto", per indicare che altri sarebbero stati rigenerati a immagine dell'unigenito. Nella trasfigurazione (la missione visibile avvenne) sotto forma di nube splendente per dimostrare la sovrabbondanza della sua dottrina; onde fu intimato: "ascoltatelo". Agli Apostoli poi fu diretta (la missione visibile dello Spirito Santo) sotto forma di alito per indicare il conferimento della potestà di ordine nell'amministrazione dei Sacramenti; onde fu loro detto: "a chi rimetterete i peccati, saranno rimessi"; e sotto forma di lingue di fuoco per indicare il magistero della dottrina; onde sta scritto: "incominciarono a parlare in varie lingue". - Non era invece opportuno che ai Padri dell'antico Testamento fosse diretta la missione visibile dello Spirito Santo: perché prima doveva compiersi la missione visibile del Figlio, giacché lo Spirito Santo ha l'ufficio di manifestare il Figlio, come il Figlio il Padre. Vi furono tuttavia apparizioni sensibili delle Persone divine ai Padri del vecchio Testamento. Ma esse non si possono chiamare missioni visilbili: perché, secondo S. Agostino, non avvennero per mostrare l'inabitazione di una Persona divina mediante la grazia, ma per indicare qualche altra cosa.

ARTICOLO 8

Se una Persona divina sia mandata soltanto da quella da cui eternamente procede

SEMBRA che una Persona divina sia mandata soltanto da quella da cui eternamente procede. Infatti:
1. S. Agostino afferma che "il Padre non è mandato da nessuno, perché non deriva da nessuno". Se dunque una Persona è mandata da un'altra, deve derivare da essa.
2. Chi manda ha potere sull'inviato. Ma rispetto a una Persona divina non c'è potere: se non a motivo dell'origine. Dunque è necessario che la Persona divina inviata derivi dalla Persona che la manda.
3. Se una Persona divina potesse essere mandata anche da uno dal quale non procede, si potrebbe affermare che lo Spirito Santo è dato dall'uomo quantunque da lui non derivi. Ma questo è contro l'insegnamento di S. Agostino. Dunque una Persona divina non è mandata se non da quella da cui procede.

IN CONTRARIO: Secondo la Scrittura il Figlio è mandato dallo Spirito: "E adesso mi ha mandato il Signore Dio, e il suo Spirito". Ora, il Figlio non deriva dallo Spirito Santo. Dunque una Persona divina può essere mandata anche da quella da cui non procede.

RISPONDO: Su questo punto vi sono diversi pareri. Secondo alcuni, una Persona divina non è mandata se non da quella da cui procede ab aeterno. Secondo questo modo di vedere, i testi in cui si afferma che il Figlio è mandato dallo Spirito Santo, vanno riferiti alla sua natura umana, secondo la quale fu inviato dallo Spirito Santo a predicare. - Invece S. Agostino insegna che il Figlio è mandato da se stesso e dallo Spirito Santo; ed anche lo Spirito Santo viene inviato da se stesso e dal Figlio: cosicché non tutte le Persone divine possono essere mandate ma soltanto quelle che derivano da altre; mentre tutte hanno il potere di inviare.
Le due opinioni hanno qualche cosa di vero. Infatti quando si dice che una Persona è mandata, si indica e la Persona che deriva da un'altra, e l'effetto visibile o invisibile da cui si desume la missione di quella Persona divina. Se dunque la Persona mittente si indica come principio della Persona inviata, allora non qualsiasi Persona manda, ma soltanto quella che è principio della Persona mandata; e in tal senso il Figlio è mandato soltanto dal Padre, lo Spirito Santo dal Padre e dal Figlio. Se invece la Persona mittente si considera soltanto come causa degli effetti a cui mira la missione, allora tutta la Trinità manda la Persona inviata. - Da ciò non segue però che anche l'uomo possa dare lo Spirito Santo: perché egli non può causare la grazia.
Così rimangono sciolte le difficoltà.