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Questione
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Il libro della vita
Ed ora veniamo a trattare del libro della vita. In proposito si pongono
tre quesiti: 1. Che cosa sia il libro della vita; 2. Di quale vita
sia libro; 3. Se qualcuno possa essere cancellato dal libro della vita.
ARTICOLO
1
Se il libro della vita sia la stessa cosa
della predestinazione
SEMBRA che il libro della vita non sia la stessa cosa della predestinazione.
Infatti:
1. Nella Scrittura si legge:
"Tutte queste cose sono il libro della vita";
"cioè", commenta la Glossa, "il nuovo e il vecchio
Testamento".
Ora, ciò non è la predestinazione. Dunque il libro della
vita non si identifica con la predestinazione.
2. S. Agostino dice che il libro della vita
"è una certa forza divina,
che farà tornare in mente ad ognuno tutte le proprie opere
buone e cattive". Ora, la forza divina non pare che si riallacci alla
predestinazione, ma piuttosto all'attributo della potenza. Dunque il
libro della vita non è la medesima cosa della predestinazione.
3. Alla predestinazione si oppone la riprovazione. Se dunque il
libro della vita fosse la predestinazione, dovrebbe esserci anche il
libro della morte.
IN CONTRARIO: La Glossa,
commentando il seguente versetto dei Salmi, "siano cancellati
dal libro dei viventi", afferma: "Questo libro è la conoscenza di Dio,
per la quale egli ha predestinato alla
vita quelli che ha preconosciuto".
RISPONDO: Si parla in senso metaforico del libro della vita in
Dio, per un'analogia desunta dalle cose umane. C'è l'uso tra gli
uomini di iscrivere in un libro coloro che sono eletti a qualche ufficio,
come i soldati o i consiglieri che una volta erano chiamati
Padri coscritti. Ora, appare chiaro da quel che abbiamo già detto,
che tutti i predestinati sono eletti da Dio ad avere la vita eterna.
Dunque l'iscrizione dei predestinati si chiama libro della vita.
D'altra parte si dice, con una metafora, che è scritto nella mente
di qualcuno ciò che egli tiene fisso nella memoria; così, p. es., quando
si dice nei Proverbi: "Non dimenticare il mio insegnamento e il
tuo cuore custodisca i miei precetti", poco dopo si aggiunge: "Scrivili
sulle tavole del tuo cuore". Del resto si scrivono le cose sui libri per
venire
in aiuto della memoria. Perciò la conoscenza stessa di Dio,
con la quale egli ricorda fermamente di aver destinato certuni alla
vita eterna, si chiama libro della vita. Come le parole scritte in un
libro sono un segno di quanto deve essere effettuato, così la conoscenza
divina è per Dio un segno che sta a indicare coloro i quali
devono essere condotti alla vita eterna; proprio come dice S. Paolo: "Il fondamento
gettato da Dio sta saldo e porta questo sigillo: Il
Signore conosce i suoi".
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. (L'espressione) il libro della vita
si può prendere in due sensi. Primo, per designare l'iscrizione di
coloro che sono eletti alla vita: ed ora parliamo in tal senso del
libro della vita. Secondo, si può dire libro della vita la trascrizione
delle cose che conducono alla vita. E anche questo in due sensi.
O delle cose che bisogna fare: e così possiamo chiamare libro della
vita il Nuovo ed il Vecchio Testamento. O delle cose che già furono
compiute: e allora possiamo chiamare libro della vita quella forza
divina, che farà tornare in mente a ciascuno i propri atti. Così si
può chiamare libro della milizia sia quello in cui sono iscritti coloro
che sono scelti per il servizio militare, sia quello in cui si insegna
l'arte militare, sia quello in cui si narrano le gesta militari.
2. È sciolta così anche la seconda difficoltà.
3. Non c'è l'uso di iscrivere gli scartati, ma solo gli eletti. Perciò
alla riprovazione non corrisponde il libro della morte, come alla predestinazione
il libro della vita.
4. Il libro della vita differisce
dalla predestinazione concettualmente,
perché vi aggiunge l'idea di conoscenza, come appare
anche dalla Glossa riportata.
ARTICOLO
2
Se il libro della vita riguardi soltanto la vita gloriosa
dei predestinati
SEMBRA che il libro della vita non riguardi soltanto la vita gloriosa
dei predestinati. Infatti:
1. Il libro della vita è la conoscenza della vita. Ora, Dio mediante
la sua vita conosce ogni altra vita. Dunque il libro della vita concerne
la vita divina, e non soltanto la vita dei predestinati.
2. La vita della gloria viene da Dio come la vita naturale. Se dunque
la conoscenza della vita gloriosa si chiama libro della vita,
dovrà chiamarsi libro della vita anche la conoscenza della vita naturale.
3. Sono eletti alla grazia alcuni che pure non sono eletti alla vita
della gloria, come appare chiaro da ciò che è scritto nel Vangelo: "Non
ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un
diavolo".
Ora, il libro della vita è, come abbiamo detto, l'iscrizione
divina degli eletti. Dunque riguarda anche la vita della grazia.
IN CONTRARIO: Il libro della vita è la conoscenza della predestinazione,
come abbiamo già detto. Ora, la predestinazione non riguarda
la vita della grazia se non in quanto è ordinata alla gloria: giacché
non sono predestinati quelli che hanno la grazia e non giungono
alla gloria. Il libro della vita dunque riguarda soltanto la gloria.
RISPONDO: Come abbiamo detto, il libro di vita importa una certa
iscrizione e conoscenza di coloro che sono eletti alla vita. Ora, uno
ha bisogno di essere eletto per ciò che non gli compete secondo la
sua natura. E la funzione per la quale viene eletto ha ragione di
fine: infatti un soldato non è arruolato o iscritto per portare le armi,
ma per combattere; poiché questo è appunto l'ufficio al quale è ordinata
la milizia. Ora, il fine che trascende la natura è la vita della
gloria, come sopra si è detto. Perciò, a rigore, il libro della vita riguarda
la vita della gloria.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. La vita divina, anche in quanto è
vita gloriosa, è naturale per Dio. Quindi riguardo a lui non vi è
elezione, e per conseguenza neppure un libro della vita. Noi, infatti,
non diciamo che un uomo è eletto ad avere i sensi, o a qualche cosa
connessa con la sua natura.
2. Questo chiarisce anche la soluzione della seconda difficoltà. Infatti
non si dà elezione, né libro della vita per ciò che riguarda l'esistenza
naturale.
3. La vita della grazia non ha ragione di fine, ma di mezzo al fine.
Quindi alla vita della grazia uno non si dice eletto se non in quanto
la vita della grazia è ordinata alla gloria. E per questo motivo coloro
che hanno la grazia e non raggiungono la gloria, non si dicono
eletti semplicemente, ma solo sotto un certo aspetto. Così pure
non si dicono senz'altro iscritti nel libro della vita, ma solo in qualche
modo, in quanto cioè nel disegno e nella conoscenza di Dio è
stabilito che essi abbiano un certo ordine alla vita eterna, in forza
della partecipazione alla grazia.
ARTICOLO
3
Se qualcuno possa essere cancellato dal libro della vita
SEMBRA che nessuno possa essere cancellato dal libro della vita. Infatti:
1. S. Agostino
dice che "la prescienza di Dio, la quale non può
fallire, è il libro della vita". Ora, alla previsione di Dio, come anche alla predestinazione, niente può essere sottratto. Dunque
neanche dal libro della vita uno può essere cancellato.
2. Ciò che si trova in un soggetto segue il modo di essere di
quest'ultimo. Ora, il libro della vita è qualche cosa di eterno e di
immutabile. Dunque tutto ciò che è in esso, non vi si trova temporalmente,
ma in maniera immutabile e indelebile.
3. Cancellare è il contrario di scrivere. Ora, nessuno può essere
iscritto nuovamente nel libro della vita. Dunque non può esserne neppure
cancellato.
IN CONTRARIO: Sta scritto:
"Siano cancellati dal libro dei viventi".
RISPONDO: Alcuni sostengono che dal libro della vita nessuno può
essere veramente cancellato: ma si usa dire che uno è cancellato
secondo l'opinione degli uomini. Nella Sacra Scrittura, infatti comunemente
si dice che una cosa accade quando viene ad essere conosciuta.
E secondo questo modo di parlare, si afferma che alcuni
sono iscritti nel libro della vita, in quanto gli uomini credono che
vi siano iscritti, a motivo dello stato di grazia che al presente scorgono
in essi. E quando si vede, in questo mondo o nell'altro, che
son decaduti dallo stato di grazia, allora si dice che ne sono cancellati.
Tale cancellamento è spiegato così anche nella Glossa alle
parole del Salmo: "Siano cancellati dal libro dei viventi".
Ma siccome tra i premi dei giusti vien posto anche quello di non
essere cancellato dal libro della vita, secondo il detto dell'Apocalisse, "Chi
vince sarà dunque vestito di bianche vesti e non cancellerò il suo nome
dal libro della vita"; e le promesse fatte ai santi non esistono soltanto
nell'opinione degli uomini; perciò si può dire che essere cancellato,
o non essere cancellato dal libro della vita, non va riferito
soltanto all'opinione degli uomini, ma anche alla realtà. Il libro
della vita, infatti, è l'iscrizione degli esseri destinati alla vita
eterna. Ora, uno può essere ordinato alla vita eterna in due maniere: cioè,
in forza d'una predestinazione divina, e questo ordinamento
non può mancare; e in forza della grazia. Difatti chiunque
ha la grazia di suo è degno della vita eterna. Ma questa connessione
talora fallisce: perché alcuni, pur essendo ordinati, a motivo
della grazia ricevuta, a possedere la vita eterna, tuttavia non la
raggiungono per il peccato mortale. Quelli, perciò, che sono ordinati
ad avere la vita eterna in forza della divina predestinazione, sono
iscritti senz'altro nel libro della vita: perché vi sono iscritti come
persone che avranno la vita eterna in se stessa. E questi non saranno
mai cancellati dal libro della vita. Ma quelli che sono ordinati
a possedere la vita eterna, non per divina predestinazione, ma solo
in forza della grazia, non si dicono senz'altro iscritti nel libro della
vita, ma solo in certo senso: perché iscritti come chiamati ad avere
la vita eterna, non in se stessa, ma nella sua causa. E questi ultimi
possono essere cancellati dal libro della vita: non nel senso che tale
cancellatura si riferisca alla conoscenza di Dio, come se Dio prima
conosca qualche cosa e poi non la conosca più; ma relativamente
alla cosa conosciuta, vale a dire perché Dio sa che uno prima era
ordinato alla vita eterna e poi non lo sarà più, per aver perso
la grazia.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. La cancellatura (che si può verificare)
nel libro della vita non va riferita alla prescienza (divina),
come se in Dio avvenisse un mutamento; ma alle persone preconosciute,
le quali possono cambiare, come si è spiegato.
2. Sebbene le cose esistano in Dio in maniera immutabile, in se
stesse sono mutevoli. E a questa mutabilità si riferisce l'essere cancellati
dal libro della vita.
3. Come si dice che uno è cancellato dal libro della vita, così si
può dire che vi è nuovamente iscritto: o secondo l'opinione degli
uomini, o in quanto comincia, per la grazia, ad avere nuovamente
ordine alla vita eterna. Tutto ciò cade sotto la conoscenza divina,
ma non come cosa nuova.
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