Il Santo Rosario
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Questione 112

La missione degli angeli

Consideriamo, adesso, la missione degli angeli.
Su tale questione poniamo quattro quesiti: 1. Se gli angeli siano inviati per ministero; 2. Se siano inviati tutti; 3. Se anche quelli inviati siano angeli assistenti; 4. Di quali ordini siano quelli inviati.

ARTICOLO 1

Se gli angeli siano inviati per ministero

SEMBRA che gli angeli non siano inviati per ministero. Infatti:
1. Ogni invio di cose o di persone è fatto sempre a un determinato luogo. Ora, l'operazione intellettuale non è legata a un luogo determinato; perché l'intelletto astrae dal tempo e dallo spazio. Quindi, essendo l'attività degli angeli intellettuale, essi non sono inviati a svolgerla in determinati luoghi.
2. Il luogo conveniente alla dignità angelica, è il cielo empireo. Quindi, se gli angeli fossero inviati a noi per qualche ministero, ne scapiterebbe la loro dignità. Ma ciò è inammissibile.
3. Le occupazioni esteriori impediscono la contemplazione della sapienza; perciò sta scritto: "Chi ha poche faccende, acquisterà la sapienza". Ora, se qualche angelo fosse inviato a compiere dei ministeri esteriori, verrebbe distolto dalla contemplazione. E tutta la beatitudine degli angeli consiste proprio nella contemplazione di Dio. Quindi, se fossero inviati, questa verrebbe a diminuire. E anche questo non è ammissibile.
4. Servire è proprio degli inferiori, e però si legge: "Chi è più grande, colui che siede a tavola, o colui che serve? Non è forse colui che siede a tavola?". Ma gli angeli per condizione di natura sono superiori a noi. Perciò essi non sono inviati tra noi per ministero.

IN CONTRARIO: Si legge nella Scrittura: "Ecco, io manderò il mio angelo che ti precederà".

RISPONDO: Da quanto fu detto in precedenza si può già arguire che alcuni angeli sono inviati da Dio per ministero. Nel trattare delle missioni delle Persone divine, si disse che viene inviato chi, procedendo in qualche modo da un altro, incomincia a essere là dove prima non era, oppure a essere in maniera nuova là dove già si trovava. Per questo si parla della missione del Figlio, o dello Spirito Santo, perché procedendo dal Padre per via di origine, incomincia a essere in maniera nuova, cioè per grazia o per mezzo della natura assunta, dove prima era soltanto con la presenza della Deità. Infatti è proprio di Dio essere dappertutto: ché, essendo egli la causa universale, la sua virtù si estende a tutti gli enti; e però Dio è in tutte le cose, come si disse.
Invece la virtù dell'angelo, che è una causa particolare, non si estende a tutto l'universo; ma se raggiunge una cosa, non può raggiungere l'altra. Perciò se è qui, non può essere altrove. Ora è dimostrato, da quanto si è già detto, che le creature materiali sono governate per mezzo degli angeli. Quando perciò in un essere corporeo c'è da compiere qualche cosa per mezzo di un angelo, questi viene ad applicare la sua virtù a quel corpo; e quindi comincia a essere in quel corpo. Tutto questo però dipende da un comando divino. Risulta quindi che gli angeli ricevono una missione da Dio.
Ma l'attività che gli angeli inviati svolgono procede, come da primo principio, da Dio, ai cui cenni e per l'autorità del quale gli angeli agiscono; e si riconduce a Dio come a ultimo fine. Ed è questo che crea la condizione di ministro: giacché il ministro è come uno strumento intelligente; lo strumento, si sa, è mosso da altri, e la sua azione è in funzione dell'opera di un altro. Questa, dunque, è la ragione per cui le azioni degli angeli sono dette ministeri; e per questo si dice che essi sono mandati per ministero.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Un'operazione può essere intellettuale per due motivi. Primo, perché si svolge nell'intelletto stesso, come, p. es., la contemplazione. E una tale attività non esige per sé un luogo determinato: ché anzi, al dire di S. Agostino, "anche noi uomini, nella misura in cui con la mente gustiamo qualche cosa di eterno, non siamo più in questo mondo". - Secondo, un'attività può essere intellettuale, perché regolata e comandata da un intelletto. In tal caso essa esige talora un luogo determinato.
2. Il cielo empireo è luogo proprio della dignità angelica per una certa convenienza: è infatti conveniente che il supremo dei corpi sia assegnato alla natura che è al di sopra di tutti quanti i corpi. Non si creda però che agli angeli derivi un onore speciale dal trovarsi nel cielo empireo. Perciò, quando non sono presenzialmente in esso, la loro dignità non ne scapita affatto: come non ne scapita la dignità del re, quando egli non sta assiso sul trono regale.
3. In noi, le occupazioni esteriori impediscono la limpidezza della contemplazione, perché noi ci applichiamo ad esse con le potenze sensitive, la cui attività, quanto più si fa intensa, tanto più rallenta l'attività intellettiva. Gli angeli invece regolano le loro operazioni esteriori con la sola intelligenza. Quindi le occupazioni esteriori non impediscono affatto la loro contemplazione: poiché se ci sono due azioni, di cui l'una è regola e ragione dell'altra, l'una non impedisce, ma aiuta l'altra. Per questo S. Gregorio dice che "gli angeli non escono mai fuori in maniera tale, da rimaner privi delle gioie della contemplazione interiore".
4. Gli angeli con la loro attività esterna servono principalmente Dio, secondariamente noi uomini. E ci servono, non già perché noi siamo senz'altro più grandi di loro: ma perché un uomo, o un angelo qualsiasi, in quanto con l'adesione a Dio diventa un solo spirito con lui, è superiore a ogni altra creatura. Per questo l'Apostolo comanda che "ciascuno ritenga gli altri superiori a se stesso".

ARTICOLO 2

Se tutti gli angeli siano inviati per ministero

SEMBRA che tutti gli angeli siano inviati per ministero. Infatti:
1. S. Paolo dice: "Sono tutti spiriti al servizio (di Dio) inviati per ministero".
2. Tra gli ordini, supremo è l'ordine dei Serafini, come si è visto. Ma a mondare le labbra del profeta Isaia fu mandato un Serafino, come narra la Scrittura. Quindi tanto più sono mandati gli angeli di grado minore.
3. Le Persone divine trascendono infinitamente tutti gli ordini angelici. Ma le Persone divine sono mandate, come si disse. Molto più dunque, sono mandati, senza eccezione, gli angeli supremi.
4. Se gli angeli superiori non vengono inviati a compiere ministeri esterni, ciò accade solo perché essi, per eseguire i ministeri divini, si servono degli angeli inferiori. Ma, essendo tutti gli angeli disuguali come si è visto sopra, ciascun angelo, se si eccettui l'ultimo, ha sotto di sé un angelo inferiore. Quindi uno solo, l'ultimo, verrebbe mandato per ministero. Cosa questa contraria alla Scrittura che dice: "Mille migliaia lo servivano".

IN CONTRARIO: S. Gregorio, riferendo la sentenza di Dionigi, afferma: "Le schiere più alte non esercitano affatto il ministero esterno".

RISPONDO: Com'è evidente da quanto è stato già detto, l'ordine della divina provvidenza vuole che, non solo tra gli angeli, ma in tutto l'universo, gli esseri inferiori siano governati per ministero di quelli superiori: tuttavia nel mondo materiale si deroga talora per disposizione divina a quest'ordine, in vista di un ordine più alto, nella misura cioè in cui giova alla manifestazione della grazia. Così, la guarigione del cieco nato e la risurrezione di Lazzaro furono opere compiute immediatamente da Dio, senza l'intervento dei corpi celesti. E anche gli angeli, buoni o cattivi che siano, possono compiere dei fenomeni nel mondo materiale senza l'azione dei corpi celesti, p. es., condensare le nubi in pioggia, e altre cose del genere. Così non vi è da dubitare che Dio possa direttamente fare rivelazioni agli uomini, senza servirsi degli angeli; e gli angeli superiori, senza servirsi degli inferiori. Sennonché, partendo da codesta considerazione, alcuni hanno affermato che, pur essendo inviati ordinariamente soltanto gli angeli inferiori e non quelli superiori, per una speciale disposizione divina, qualche volta sarebbero inviati anche quelli superiori.
Ma tale opinione non sembra giustificata. Infatti l'ordine angelico è costituito in vista dei doni della grazia; e l'ordine della grazia non ha altro ordine sopra di sé, in funzione del quale si debba a esso derogare, come si deroga all'ordine della natura in vista dell'ordine della grazia. - Bisogna anche riflettere che si deroga all'ordine della natura con i miracoli, per recare una conferma alla fede. Ma a questa non gioverebbe proprio nulla una deroga fatta all'ordine angelico; perché essa non potrebbe essere conosciuta da noi. - Niente inoltre è così grande nei ministeri divini da non poter esser compiuto per mezzo degli angeli inferiori. Difatti S. Gregorio scrive che "si chiamano Arcangeli coloro che annunziano le cose della più alta importanza. E per questo alla Vergine Maria viene mandato l'Arcangelo Gabriele". Eppure, come nota lo stesso santo, si trattava del più sublime tra tutti i divini ministeri. - Perciò bisogna ritenere senz'altro, con Dionigi, che gli angeli superiori non sono mai inviati per ministeri esterni.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Come tra le missioni delle Persone divine ve n'è qualcuna visibile che si compie mediante creature corporee, e qualcuna invisibile che si compie solo con effetti spirituali: così tra le missioni degli angeli ve n'è qualcuna esterna, che consiste in ministeri da svolgere presso esseri corporei, e secondo la quale non tutti sono inviati; e ve n'è un'altra interna, destinata a produrre effetti spirituali, mediante l'illuminazione intellettiva, secondo la quale sono inviati tutti gli angeli.
Si potrebbe anche rispondere che l'Apostolo porta quell'argomento per provare la superiorità di Cristo sugli angeli per mezzo dei quali fu data la legge; e per mostrare, così, la superiorità della legge nuova su quella antica. Cosicché la frase andrebbe riferita ai soli angeli addetti al ministero, per mezzo dei quali fu data la legge.
2. Secondo Dionigi, l'angelo inviato a mondare le labbra del profeta apparteneva a un ordine inferiore; ed è chiamato Serafino, cioè bruciante, in senso analogico, perché era venuto a purificare col fuoco le labbra del profeta.
Si potrebbe anche rispondere che gli angeli superiori comunicano i propri doni, da cui sono denominati, mediante gli angeli inferiori. Così, è detto che un Serafino mondò col fuoco le labbra del profeta, non perché lo fece lui direttamente, ma perché lo fece un angelo inferiore in virtù di lui. Nello stesso modo si suol dire che il Papa assolve uno, anche se impartisce l'assoluzione servendosi di una terza persona.
3. Le Persone divine non vengono inviate per ministero, ma si dicono inviate in senso analogico; come risulta dalle spiegazioni date in precedenza.
4. Nei divini ministeri vi sono molti gradi. Niente quindi impedisce che anche angeli disuguali siano inviati per ministero; però ai ministeri più alti sono deputati gli angeli superiori, a quelli più bassi gli angeli inferiori.

ARTICOLO 3

Se anche gli angeli inviati siano assistenti

SEMBRA che anche gli angeli inviati siano assistenti. Infatti:
1. Dice S. Gregorio: "Gli angeli dunque e sono inviati e sono assistenti; perché, sebbene sia circoscritto lo spirito angelico, non è tuttavia circoscritto lo Spirito sommo, che è Dio".
2. Un angelo fu mandato per ministero a Tobia. Eppure esso dichiarò di sé: "Io sono l'angelo Raffaele, uno dei sette che stanno al cospetto di Dio". Quindi, anche gli angeli che sono mandati stanno al cospetto di Dio.
3. Ogni angelo beato è più vicino a Dio di Satana. Ma Satana sta al cospetto di Dio, secondo quanto è detto nel Libro di Giobbe: "Essendo venuti i figli di Dio a presentarsi al Signore, venne tra loro anche Satana". Quindi, a più forte ragione, stanno al cospetto di Dio gli angeli che sono inviati.
4. Se gli angeli inferiori non appartengono al numero degli angeli assistenti, ciò dipenderà dal fatto che essi non ricevono le illuminazioni immediatamente da Dio, ma per mezzo degli angeli superiori. Ma ogni angelo, eccettuato quello supremo tra tutti, riceve le illuminazioni per mezzo di un angelo superiore. Quindi angelo assistente dovrebbe essere solo l'angelo supremo. Ma codesta ipotesi contrasta con quanto dice la Scrittura: "Miriadi di miriadi lo assistevano". Perciò, è da ritenere che anche gli angeli inviati per ministero siano assistenti.

IN CONTRARIO: Commentando quelle parole di Giobbe, "vi è forse un numero per i suoi soldati?", S. Gregorio dice: "Stanno alla sua presenza quelle Potestà che non escono per recare messaggi agli uomini". Dunque quelli che vengono inviati per ministero non sono assistenti.

RISPONDO: Si suole distinguere tra angeli assistenti e angeli ministranti, con un'analogia tolta dalle persone a servizio di un re. Tra queste ve ne sono alcune che stanno continuamente al suo cospetto, e apprendono immediatamente i suoi ordini. Ve ne sono altre invece alle quali gli ordini regi vengono trasmessi per mezzo delle persone assistenti, come i governatori delle varie città: e queste si chiamano ministranti, non assistenti.
Bisogna ricordare che tutti gli angeli vedono immediatamente la divina essenza: e sotto questo aspetto sono assistenti anche coloro che compiono dei ministeri. Per questo S. Gregorio dice: "Gli angeli inviati a un ministero esteriore per la nostra salvezza, sono sempre assistenti, e possono sempre vedere la faccia del Padre". Non tutti gli angeli però hanno il potere di apprendere i divini segreti negli splendori della divina essenza; ma soltanto quelli di grado superiore, per mezzo dei quali sono svelati agli angeli inferiori. E, sotto questo aspetto, son detti assistenti soltanto gli angeli superiori che appartengono alla prima gerarchia la quale, secondo Dionigi, ha il privilegio di essere illuminata immediatamente da Dio.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. 2. E con ciò sono chiarite anche le risposte alle due prime difficoltà, che argomentavano dal primo modo di essere assistenti.
3. Non è detto in quel testo che Satana fosse assistente, ma egli è descritto come intervenuto tra gli assistenti: e questo perché, come dice S. Gregorio, "sebbene egli abbia perduto la sua beatitudine, non ha però perduto la sua natura angelica".
4. Tutti gli angeli assistenti vedono alcune cose negli splendori della divina essenza; perciò si dice che è proprio di tutta la prima gerarchia essere illuminata immediatamente da Dio. Ma gli angeli superiori vedono più cose degli angeli inferiori, e su di esse illuminano gli altri: così anche tra coloro che stanno intorno al re, alcuni conoscono più segreti di altri.

ARTICOLO 4

Se gli angeli della seconda gerarchia siano tutti inviati

SEMBRA che gli angeli della seconda gerarchia siano tutti inviati. Infatti:
1. Tutti gli angeli o sono del numero degli assistenti o del numero dei ministranti, come si ricava dal Libro di Daniele. Ora, gli angeli della seconda gerarchia non appartengono al numero degli assistenti, perché sono illuminati per mezzo degli angeli della prima gerarchia, come afferma Dionigi. Quindi sono tutti quanti inviati per ministero.
2. Secondo S. Gregorio, "sono più gli angeli ministranti di quelli assistenti". Ma ciò non sarebbe vero, se gli angeli della seconda gerarchia non fossero inviati per ministero. Quindi tutti gli angeli della seconda gerarchia sono inviati per ministero.

IN CONTRARIO: Dionigi afferma che "le Dominazioni sono al di sopra di ogni soggezione". Invece, l'essere inviato per ministero importa soggezione. Quindi le Dominazioni non vengono inviate per ministero.

RISPONDO: In base alle spiegazioni date, l'essere inviato per ministero esterno compete propriamente agli angeli, in quanto compiono qualche opera sulle creature materiali per comando di Dio; ciò che appartiene all'esecuzione del ministero divino. Ora, le proprietà degli angeli vengono rivelate dai loro nomi, come insegna Dionigi. Perciò vengono inviati per ministero gli angeli di quegli ordini, i cui nomi denotano una (pratica) esecuzione. Il nome invece delle Dominazioni non denota alcuna esecuzione, ma solo disposizione e comando sulle cose da fare. Al contrario, nei nomi degli ordini inferiori è chiaramente espressa l'esecuzione: difatti, gli Angeli e gli Arcangeli sono così denominati perché annunziano; le Virtù e le Potestà, perché dicono rapporto con qualche azione da compiere; e, come dice S. Gregorio, "è proprio del Principe essere il primo tra coloro che operano". Quindi, l'essere inviati per ministeri esterni appartiene a questi cinque ordini, e non ai quattro superiori.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Le Dominazioni sono annoverate tra gli angeli ministranti, non come esecutrici del ministero, ma come ideatori e committenti di ciò che deve essere eseguito dagli altri. Come fanno appunto gli architetti, i quali non prendono parte al lavoro manuale, ma solo dispongono e ordinano quello che gli altri debbono fare.
2. Nell'assegnare il numero degli angeli assistenti e ministranti si segue un doppio criterio. S. Gregorio sostiene che sono più gli angeli ministranti di quelli assistenti. Egli infatti interpreta le parole della Scrittura, "Migliaia di migliaia lo servivano", non in senso moltiplicativo, ma in senso partitivo, come se dicesse, "migliaia del numero di quelle migliaia". In questo senso il numero degli angeli ministranti è indefinito, per denotarne la cifra stragrande; mentre rimane definito il numero degli assistenti dalle altre parole, "diecimila volte centomila (un miliardo) lo assistevano". Questa opinione si fonda su una tesi dei Platonici, secondo i quali quanto più gli esseri si avvicinano a un primo principio, tanto più piccolo è il loro numero: infatti un numero tanto più è piccolo, quanto più si accosta all'unità. E tale criterio è esatto relativamente al numero degli ordini, perché mentre sei sono di angeli ministranti, tre soli sono di angeli assistenti.
Dionigi invece sostiene che il numero degli angeli sorpassa ogni moltitudine di cose materiali; di guisa che, come i corpi celesti superano per grandezza quasi infinitamente i corpi inferiori, così le nature superiori incorporee superano per numero tutte le nature corporee: poiché le cose migliori sono maggiormente volute e moltiplicate da Dio. E poiché gli angeli assistenti sono superiori agli angeli ministranti, saranno più numerosi gli assistenti dei ministranti. Quindi, secondo tale opinione, la formula numerica "migliaia di migliaia" va presa in senso moltiplicativo, come se dicesse "mille per mille" (un milione). E poiché cento per dieci fa mille, dicendo "centomila per dieci" (un milione), si sarebbe potuto intendere che tanti erano gli angeli assistenti, quanti i ministranti; invece dice "diecimila volte centomila" (un miliardo), in modo da significare che gli assistenti erano molto più dei ministranti. - Si badi però che tali cifre non vanno prese materialmente, quasi che gli angeli siano tanti e non più: perché il loro numero è molto maggiore, superando qualunque moltitudine materiale. E ciò viene indicato dalla moltiplicazione dei numeri massimi per se stessi, e cioè dei numeri dieci, cento e mille, come fa osservare Dionigi.