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Questione 111
L'influsso degli angeli sugli uomini
Passiamo a studiare il potere degli angeli sugli uomini.
Considereremo: primo, sino a che punto possano influire su di essi con le
loro virtù naturali; secondo, con quale criterio siano inviati da Dio
a servizio degli uomini; terzo, come custodiscano gli uomini.
Sulla prima questione poniamo quattro quesiti: 1. Se l'angelo
possa illuminare l'intelletto dell'uomo; 2. Se possa influire sui suoi
affetti; 3. Se possa influire sulla sua fantasia; 4. Se possa influire
sui suoi sensi.
ARTICOLO
1
Se l'angelo possa illuminare l'uomo
SEMBRA che l'angelo non possa illuminare l'uomo. Infatti:
1. L'uomo è illuminato mediante la fede: per questo Dionigi attribuisce
l'illuminazione al battesimo, che è il sacramento della
fede. Ora, la fede proviene immediatamente da Dio, secondo l'insegnamento
di S. Paolo: "Per grazia siete stati salvati mediante la
fede; e ciò non è da voi, ma è dono di Dio". Dunque l'uomo non
è illuminato dagli angeli, ma immediatamente da Dio.
2. Così la Glossa commenta quell'espressione paolina,
"Dio manifestò loro": "Non soltanto la ragione naturale fu utile perché le
cose divine si manifestassero agli uomini, ma Dio stesso le rivelò
loro mediante l'opera sua", e cioè mediante la creatura. Ora, tanto
la ragione naturale quanto la creatura procedono entrambe immediatamente da Dio.
Perciò Dio illumina l'uomo immediatamente.
3. Chiunque è illuminato, sa di essere illuminato. Ma gli uomini
non hanno coscienza di essere illuminati dagli angeli. Quindi non
sono illuminati da essi.
IN CONTRARIO: Dionigi prova che le rivelazioni delle cose divine
giungono all'uomo attraverso gli angeli. Ma tali rivelazioni sono
illuminazioni, come abbiamo visto sopra. Dunque gli uomini sono
illuminati per mezzo degli angeli.
RISPONDO: L'ordine stabilito dalla divina provvidenza vuole, e si
è già visto sopra, che gli esseri inferiori siano sotto l'influsso degli
esseri superiori; quindi, come gli angeli di grado inferiore sono illuminati
da quelli di grado superiore, così gli uomini che sono inferiori
agli angeli, sono illuminati da essi.
Però il modo di queste due illuminazioni è in parte simile e in
parte diverso. Infatti, come si è detto precedentemente, si ha l'illuminazione,
che è manifestazione delle verità divine, in due funzioni: vale a dire,
nel fatto che l'intelletto inferiore è corroborato
dall'influsso di quello superiore; e nel fatto che le specie intelligibili,
presenti nell'intelletto superiore, vengono offerte all'intelletto
inferiore adattate alla capacità di esso. Negli angeli ciò si verifica
per il fatto che l'angelo superiore, come si è visto, suddivide la
verità, da lui concepita in tutta la sua universalità, secondo le capacità
dell'angelo inferiore. Ora, l'intelletto umano non può afferrare
la nuda verità intelligibile; perché è a lui connaturale intendere
mediante il ricorso ai fantasmi, come si disse. Perciò la verità
intelligibile gli angeli la presentano all'uomo sotto immagini sensibili,
secondo quanto dice Dionigi: "È impossibile che rifulga altrimenti
a noi il raggio divino, se non avvolto dalla varietà dei velami sacri". - Quanto
all'altra funzione è certo che l'intelletto umano,
data la sua inferiorità, riceve un aiuto dall'influsso dell'intelletto angelico.
Secondo questi due aspetti, dunque, va intesa l'illuminazione
dell'uomo da parte degli angeli.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Alla fede concorrono due cose.
Primo, un abito intellettivo, che rende l'intelletto disposto a obbedire
alla volontà protesa verso la verità divina. Infatti, l'intelletto
aderisce alle verità di fede, non perché convinto dalla ragione, ma
perché gli è comandato dalla volontà; come scrive S. Agostino, "nessuno crede,
se non perché lo vuole". E sotto quest'aspetto la
fede proviene solo da Dio. - Secondo, per la fede si esige che le
verità da credere siano proposte a chi deve credere. E in questo
interviene l'opera dell'uomo, poiché, come dice S. Paolo, "la fede
viene dall'ascoltare", ma principalmente intervengono gli angeli,
poiché mediante il loro ministero vennero rivelate all'uomo le verità divine.
Gli angeli quindi cooperano all'illuminazione che viene dalla fede. - Si osservi
tuttavia che l'uomo è illuminato dagli angeli non solo sulle verità da credere,
ma anche sulle azioni da compiere.
2. La ragione naturale, che proviene immediatamente da Dio, può
essere corroborata per mezzo degli angeli, nella maniera sopra indicata. - Parimenti,
dalle specie intelligibili derivate dalle creature si
può ricavare una verità intelligibile tanto più alta, quanto l'intelletto
umano sarà più forte. Ecco come l'uomo può essere aiutato dagli angeli
nel raggiungere più perfettamente la conoscenza di Dio attraverso le creature.
3. L'operazione intellettuale e l'illuminazione possono considerarsi da due lati.
Primo, da parte dell'oggetto conosciuto: e, da questo lato, chiunque intende,
o è illuminato, conosce d'intendere e di essere illuminato,
perché conosce l'oggetto che a lui si è presentato.
Secondo, da parte del principio conoscitivo: e, da questo lato,
non chiunque intende una verità sa pure che cosa sia l'intelletto,
principio dell'operazione intellettuale. Analogamente, non chiunque è illuminato
da un angelo sa pure di essere illuminato da lui.
ARTICOLO
2
Se gli angeli possano influire sulla volontà dell'uomo
SEMBRA che gli angeli possano influire sulla volontà dell'uomo. Infatti:
1. Sopra quel testo paolino,
"Colui che gli angeli suoi fa spiriti,
e i suoi ministri, fiamma di fuoco", la Glossa dice che "essi sono
fuoco, perché ardono internamente, e bruciano i nostri vizi".
Ma ciò non si verificherebbe, senza una mutazione della volontà.
Quindi gli angeli possono mutare la volontà (dell'uomo).
2. S. Beda dice che
"il diavolo non manda i cattivi pensieri, ma
li accende soltanto". Il Damasceno invece afferma che li manda
pure, e scrive: "Ogni malizia e ogni immonda passione furono
escogitate dai demoni, a cui è concesso d'immetterle nell'uomo". Parimenti
anche gli angeli buoni possono mandare e accendere i buoni pensieri.
Ma non potrebbero farlo senza muovere la volontà. Quindi la muovono.
3. Gli angeli, come si è detto nell'articolo precedente, illuminano
l'intelletto dell'uomo mediante i fantasmi. Ora, come la fantasia,
che sta a servizio dell'intelletto, può essere mossa dagli angeli;
così può essere mosso l'appetito sensitivo, che sta a servizio della
volontà: giacché anch'esso è legato a un organo corporeo.
Quindi, come muovono l'intelletto, così possono muovere la volontà.
IN CONTRARIO: Mutare la volontà, è prerogativa esclusiva di Dio,
secondo le parole della Scrittura: "Il cuore del re è nelle mani di Dio:
a tutto ciò che vuole, Egli lo piega".
RISPONDO: La volontà può essere mossa in due modi. Primo, dall'interno.
Orbene, poiché il moto della volontà non è altro che la sua inclinazione
verso la cosa voluta, muovere la volontà nel predetto modo è proprio di Dio solo,
che conferisce alla natura intellettiva la virtù necessaria per tale inclinazione.
Come infatti l'inclinazione naturale proviene soltanto da Dio, che dà la natura
alle cose: così l'inclinazione della volontà proviene soltanto da Dio,
che causa il volere.
Secondo, la volontà può esser mossa dall'esterno.
Nell'angelo ciò è possibile in un modo soltanto, cioè mediante il bene appreso
con l'intelletto. Perciò uno può muovere la volontà di un altro, presentandogli
un oggetto come un bene desiderabile. E anche così Dio solo può muovere
irresistibilmente la volontà; l'angelo e l'uomo invece, e si è già visto,
soltanto facendo opera di persuasione. - La volontà umana pero,
può essere mossa dall'esterno anche in altra maniera,
e cioè dalla passione che sorge nell'appetito sensitivo; così la volontà
viene spinta a volere qualche cosa dalla concupiscenza o dall'ira.
E per questo verso, in quanto hanno il potere di suscitare tali passioni,
possono muovere la volontà anche gli angeli. Non è tuttavia
un moto necessitante: perché la volontà resta sempre libera di acconsentire
o resistere alla passione.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. I ministri di Dio, angeli o uomini,
bruciano i vizi e infiammano alle virtù con la persuasione.
2. I demoni non possono immettere i pensieri, causandoli internamente;
poiché l'uso della potenza intellettiva è sottoposto alla volontà.
Si suol dire tuttavia che il diavolo accende i pensieri, in quanto
incita a pensare e a desiderare le cose pensate, o mediante la persuasione,
o mediante l'eccitazione delle passioni. Ed è questo accendere
che il Damasceno chiama "mandare", perché tale operazione
si svolge internamente. - I buoni pensieri invece vengono riferiti
a un principio più alto, e cioè a Dio; benché siano procurati per
ministero di angeli.
3. Nello stato presente l'intelletto umano non può intendere senza
volgersi ai fantasmi: la volontà umana invece può volere qualche
cosa seguendo il giudizio della ragione, senza secondare la passione
dell'appetito sensitivo. Perciò il caso è diverso.
ARTICOLO
3
Se gli angeli possano influire sull'immaginativa dell'uomo
SEMBRA che gli angeli non possano influire sull'immaginativa dell'uomo.
Infatti:
1. Il fenomeno fantasia, dice Aristotele,
"è un moto causato dal
senso in atto". Ma se avvenisse per un mutamento prodotto dagli
angeli, non sarebbe più causato dal senso in atto. Quindi è contro
la natura del fenomeno fantastico, che è l'atto dell'immaginativa,
essere causato da un influsso degli angeli.
2. Le forme che stanno nell'immaginativa, essendo spirituali,
sono più nobili delle forme che stanno nella materia sensibile.
Ma gli angeli non possono imprimere le forme nella materia sensibile,
come si è visto. Quindi tanto meno possono imprimere le forme
nell'immaginativa. E quindi non possono influire su di essa.
3. Secondo S. Agostino,
"l'unione di uno spirito con l'altro fa sì
che l'uno possa, mediante siffatte immagini, mostrare all'altro
quanto egli conosce, sia che questi sia capace d'intenderle, sia che
gli vengano mostrate come conosciute da altri". Ora, non si vede
come uno spirito angelico possa unirsi all'immaginativa umana; né
come l'immaginativa possa comprendere quel che l'angelo conosce.
Quindi, l'angelo non può influire sull'immaginativa.
4. Nelle visioni immaginarie l'uomo aderisce alle parvenze delle
cose, come fossero le cose stesse. Ma in ciò vi è una specie d'inganno.
Quindi, poiché gli angeli buoni non possono essere causa
d'inganno, sembra che essi non possano causare le visioni immaginarie,
alterando l'immaginativa.
IN CONTRARIO: Le cose che appaiono in sogno, son viste in una
visione immaginaria. Ora, gli angeli fanno alcune rivelazioni nel
sogno; come fece l'angelo che apparve a S. Giuseppe. Quindi gli
angeli possono influire sull'immaginativa.
RISPONDO: Tanto gli angeli buoni che quelli cattivi possono, in
forza del potere della loro natura, influire sull'immaginativa dell'uomo.
E la cosa si può spiegare così. Si è detto che la natura corporea
obbedisce agli angeli quanto al moto locale. Perciò, tutti i
fenomeni derivanti dal moto locale dei corpi, rientrano nel potere
naturale degli angeli. Ora, è chiaro che le immagini della fantasia
sono talvolta causate in noi dagli spostamenti degli spiriti (vitali)
e degli umori. Difatti Aristotele, nell'assegnare la causa dei sogni,
afferma che "quando l'animale dorme, all'affluire copioso del sangue
al principio (o radice) della sensibilità, vi affluiscono insieme i moti",
cioè le impressioni lasciate dalle mozioni degli oggetti sensibili,
che si conservano negli spiriti vitali, "e muovono il principio
della sensibilità", in modo da produrvi delle apparizioni, come se
allora tale principio fosse stimolato dagli oggetti esterni. E può
essere tanto forte l'agitazione degli spiriti e degli umori, da produrre
tali apparizioni anche nello stato di veglia: come accade ai pazzi
e ad altri alienati. Quindi, come siffatti fenomeni possono verificarsi
per un turbamento naturale degli umori, e talvolta per mezzo della
stessa volontà dell'uomo, che volontariamente riproduce con l'immaginazione
quanto aveva percepito con i sensi; così possono anche
verificarsi per influsso di un angelo buono o cattivo, a volte con
astrazione dai sensi corporei, a volte senza tale astrazione.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Il principio primo del fenomeno
fantastico è il senso in atto: infatti, noi non possiamo immaginare
quel che non abbiamo in nessun modo percepito, in tutto o in parte,
con i sensi; difatti un cieco nato non riesce a formarsi un'immagine dei colori.
Ma altre volte, come si è detto, l'immaginativa viene
disposta a produrre delle fantasie dalle impressioni conservate internamente.
2. L'angelo muove l'immaginativa, non imprimendo immagini
mai viste attraverso i sensi (difatti non potrebbe fare immaginare
i colori a un cieco nato); ma mediante il moto locale degli spiriti
e degli umori, come si è spiegato.
3. L'unione che avviene tra lo spirito angelico e l'immaginativa
umana non riguarda l'essenza, ma soltanto gli effetti che l'angelo produce,
nel modo predetto, nell'immaginativa; alla quale mostra ciò che egli conosce,
ma non nel modo come egli lo conosce.
4. L'angelo che causa una visione immaginaria, talvolta illumina
anche l'intelletto affinché comprenda quello che tali immagini vogliono
significare: e allora non v'è nessun inganno. Altre volte invece,
per opera dell'angelo, appaiono nell'immaginativa solo le immagini
delle cose: ma neppure allora l'angelo è responsabile dell'inganno,
bensì la poca intelligenza di colui al quale sono apparse le visioni.
Così non fu certo Cristo causa d'inganno alle turbe,
per il fatto che propose loro molte verità per mezzo di parabole,
senza darne la spiegazione.
ARTICOLO
4
Se gli angeli possano influire sui sensi dell'uomo
SEMBRA che gli angeli non possano influire sui sensi dell'uomo. Infatti:
1. L'operazione sensitiva è un'operazione vitale. Ma le operazioni
vitali non procedono da principi estrinseci. Perciò non è possibile
che l'operazione sensitiva sia causata dagli angeli.
2. La potenza sensitiva è più nobile di quella nutritiva. Ora, gli
angeli, così pare, non possono muovere la potenza nutritiva; come
non possono influire sulle altre forme naturali. Quindi non possono
influire neppure sulle potenze sensitive.
3. I sensi sono mossi naturalmente dagli oggetti sensibili. Ma gli
angeli non possono mutare l'ordine naturale, come si disse. Quindi
gli angeli non possono muovere i sensi, ma questi son mossi sempre
dagli oggetti sensibili.
IN CONTRARIO: Gli angeli che distrussero Sodoma
"colpirono di cecità (o
di aorasia) i Sodomiti, così che non potevano più trovare la
porta della casa". E un fatto analogo si legge dei Siri che Eliseo
condusse in Samaria.
RISPONDO: I sensi possono esser mossi in due modi. Primo, dall'esterno;
come quando son mossi dagli oggetti sensibili. Secondo, dall'interno:
vediamo infatti che essi si alterano, quando si turbano
gli spiriti vitali e gli umori organici; così il gusto del malato,
avendo la lingua cosparsa di umore bilioso, sente tutto amaro;
e lo stesso accade per gli altri sensi. Ora, gli angeli, col loro potere
naturale, sono in grado di muovere i sensi dell'uomo in ambedue i modi.
Infatti, dall'esterno possono presentare ai sensi oggetti sensibili,
o esistenti già nella natura, o formati da loro stessi, come
fanno quando assumono un corpo, secondo quanto si disse. Dall'interno poi,
si è detto, possono muovere gli spiriti vitali e gli umori, e,
per mezzo di essi, produrre alterazioni varie nei sensi.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Non può darsi un principio estrinseco
dell'operazione sensitiva che escluda il principio intrinseco, che
è la potenza sensitiva: ma questo principio intrinseco può esser
mosso in più modi dalle cause estrinseche, come si è spiegato.
2. Per mezzo dell'alterazione interiore degli spiriti e degli umori
l'angelo può influire anche sugli atti della potenza nutritiva.
Altrettanto si dica delle potenze appetitive e sensitive, e di ogni altra
potenza che fa uso di organi corporei.
3. Gli angeli non possono agire fuori dell'ordine di tutto il creato:
tuttavia possono agire fuori dell'ordine di una particolare natura,
non essendo essi soggetti a tale ordine. Quindi possono, in una maniera
particolare, muovere i sensi, fuori del consueto.
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