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Questione
110
Il dominio degli angeli sugli esseri corporei
Passiamo ora a trattare del dominio degli angeli sugli esseri corporei.
Su tale questione poniamo quattro quesiti: 1. Se gli esseri corporei
siano governati per mezzo degli angeli; 2. Se obbediscano a un loro cenno;
3. Se gli angeli abbiano la capacità di muovere direttamente i corpi da un
luogo a un altro; 4. Se gli angeli, buoni o cattivi, possano fare miracoli.
ARTICOLO
1
Se gli esseri corporei siano governati per mezzo degli angeli
SEMBRA che gli esseri corporei non siano governati per mezzo degli angeli.
Infatti:
1. Gli esseri, che hanno un modo di agire ben
determinato, non
hanno bisogno di essere diretti da un sorvegliante: infatti noi abbiamo
bisogno di direzione, per non agire diversamente da come si deve.
Ma negli esseri corporei ogni operazione è determinata dalla
natura ricevuta da Dio. Quindi non serve il governo degli angeli.
2. Gli esseri inferiori sono governati per mezzo di quelli superiori.
Ora, tra i corpi, alcuni sono inferiori, altri superiori. I corpi
inferiori perciò son governati per mezzo di quelli superiori. Quindi
non è necessario che siano governati per mezzo degli angeli.
3. I vari ordini angelici si distinguono in base ai diversi uffici.
Ora, se gli esseri corporei fossero governati per mezzo degli angeli,
si avrebbero tanti uffici angelici, quante sono le specie degli esseri.
Altrettanto si dica, per conseguenza, degli ordini. Ma tale ipotesi
contraddice quanto è stato già dimostrato. Dunque gli esseri corporei
non sono governati per mezzo degli angeli.
IN CONTRARIO: S. Agostino dice che
"tutti i corpi sono governati
per mezzo dello spirito di vita razionale". - E S. Gregorio afferma
che "in questo mondo visibile niente può essere disposto, se non
per mezzo delle creature invisibili".
RISPONDO: Tanto nel mondo delle cose umane, quanto nel mondo
delle cose materiali riscontriamo questa norma universale, che un
potere più ristretto è governato e guidato da un potere più universale;
così il potere del magistrato è governato dal potere del re.
E anche a proposito degli angeli si è detto che gli angeli superiori,
che presiedono a quelli di grado inferiore, possiedono una scienza
più universale. Ora, è evidente che la virtù di qualsiasi essere corporeo è
più ristretta di quella di una sostanza spirituale: perché
ogni forma corporea viene resa individuale dalla materia, e determinata
alle condizioni del tempo e dello spazio; mentre le forme
immateriali sono sciolte da quelle condizioni e intelligibili.
Per conseguenza, come gli angeli inferiori, che hanno forme intenzionali
meno universali, sono governati per mezzo di quelli superiori; così
tutti i corpi sono governati per mezzo degli angeli. - E questa è la
sentenza non solo dei santi Dottori, ma anche di tutti i filosofi che
hanno ammesso l'esistenza delle sostanze immateriali.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. È vero che gli esseri corporei hanno
operazioni ben determinate, ma è anche vero che essi esercitano tali
azioni solo in quanto sono mossi: perché è proprio dell'essere corporeo
non agire se non in quanto è mosso. Perciò è necessario che le creature materiali
siano mosse da quelle spirituali.
2. Codesto ragionamento s'ispira all'opinione di Aristotele, il quale
sostenne che (soltanto) i corpi celesti sono mossi da sostanze spirituali,
il cui numero egli si sforzò di determinare in base al numero dei moti
apparenti nei corpi celesti. Ma egli non ammetteva l'esistenza di sostanze
spirituali che avessero immediato influsso sui corpi inferiori, se si eccettuano
forse le anime umane. E questo, perché egli, riguardo ai corpi inferiori,
considerò solo le azioni naturali, a spiegare le quali bastava il moto dei corpi
celesti. - Ma poiché noi, nei corpi inferiori, oltre alle azioni naturali,
ammettiamo il verificarsi di molte altre cose, a spiegare le quali
non bastano gli influssi dei corpi celesti, per questo, secondo noi,
è necessario ammettere che gli angeli abbiano un immediato potere
d'azione non solo sui corpi celesti, ma anche sui corpi inferiori.
3. Varie sono le sentenze dei fllosofi intorno alle sostanze immateriali.
Platone ritenne che le sostanze immateriali sono le essenze e le
specie (sussistenti) dei corpi sensibili, e che, tra di esse, alcune
sono più universali delle altre; perciò ammise che le sostanze immateriali
hanno un immediato influsso su tutti i corpi sensibili, e che sono diverse
secondo la diversità dei corpi. - Aristotele invece sostenne che le sostanze
immateriali non sono le essenze dei corpi sensibili, ma qualcosa di più alto
e di più universale: per questo egli non attribuì loro un immediato influsso
su tutti i singoli corpi, ma soltanto sugli agenti universali, quali sono i corpi
celesti. - Avicenna poi tenne una via di mezzo. Ritenne con Platone l'esistenza
d'una sostanza spirituale che presiede alla sfera dei principi attivi e passivi;
e ciò perché ammetteva, come Platone, che le forme
delle cose sensibili derivassero dalle sostanze immateriali. Ma differisce
da Platone, in quanto egli ammette una sola sostanza spirituale,
preposta su tutti i corpi inferiori, da lui chiamata Intelligenza agente.
Anche i santi Dottori ammisero, come i Platonici, che ai diversi
esseri corporei sono preposte diverse sostanze spirituali. Infatti scrive
S. Agostino: "In questo mondo ciascuna cosa visibile ha una potenza angelica
che le è preposta". - E il Damasceno: "Il diavolo apparteneva a quelle potenze
angeliche che erano a capo dell'ordine terrestre". - Origene, commentando
quelle parole della Scrittura "l'asina vide l'angelo", dice che "il mondo
ha bisogno degli angeli, che presiedono alle bestie, alla nascita degli animali
e alla crescita dei virgulti e delle piante e di tutte le altre cose". Ma ciò
non va inteso nel senso che un angelo per natura sia più portato a
presiedere agli animali che alle piante; perché ciascun angelo, anche
il più piccolo, possiede una virtù più alta e più universale di qualsiasi
genere di cose materiali. Ma tutto dipende dall'ordine della sapienza divina,
la quale a esseri diversi ha preposto reggitori diversi.
Da ciò non segue però che gli ordini angelici siano più di nove;
perché, come abbiamo spiegato, gli ordini angelici si distinguono
tra loro in base al genere degli uffici che esercitano. Perciò, come,
secondo S. Gregorio, appartengono all'ordine delle Potestà tutti gli angeli
che hanno un potere diretto sui demoni; così sembrano appartenere all'ordine
delle Virtù tutti gli angeli che hanno un potere sulle cose puramente corporee;
infatti è per loro mezzo che talora si compiono dei miracoli.
ARTICOLO
2
Se la materia corporea obbedisca agli angeli, a un loro cenno
SEMBRA che la materia corporea obbedisca agli angeli, a un loro cenno.
Infatti:
1. È maggiore il potere dell'angelo del potere dell'anima.
Ma la materia corporea obbedisce prontamente ai moti intellettivi dell'anima:
infatti, in virtù di certi moti dell'anima, il corpo umano
subisce trasmutazioni, scaldandosi o raffreddandosi, e qualche volta,
perfino guarendo o ammalandosi. Tanto più dunque la materia corporea potrà
subire trasmutazioni in virtù dei moti intellettivi dell'angelo.
2. Una virtù superiore è in grado di compiere tutto quello di cui
è capace una virtù inferiore. Ora, la virtù dell'angelo è superiore
a quella dei corpi. Ma i corpi con la loro virtù sono in grado di portare
la materia corporea a una nuova forma; come quando, p. es., il fuoco genera
altro fuoco. Molto più agevole sarà dunque per la virtù degli angeli portare
la materia a una nuova forma.
3. Tutto il mondo corporeo è governato per mezzo degli angeli,
come si è detto: i corpi quindi, in rapporto agli angeli, sono come
tanti strumenti; poiché diciamo strumento una cosa che muove
perché mossa. Ora, negli esseri così prodotti si riscontrano degli
effetti che si devono alla virtù degli agenti principali, e che non
dipendono affatto dalla virtù dello strumento; e si tratta degli effetti
principali. Così, p. es., la digestione degli alimenti si compie
per virtù del calore naturale, che è lo strumento dell'anima nutritiva;
ma la generazione della carne viva (mediante quel calore) è dovuta solo
alla virtù dell'anima. Parimenti, la segatura del legname dipende dalla sega;
ma che si giunga così a ottenere la forma di un tetto, dipende dall'arte.
Quindi la forma sostanziale, che è la cosa principale nei fenomeni corporei,
proviene dalla virtù degli angeli. La materia perciò obbedisce agli angeli
quanto alla ricezione della forma.
IN CONTRARIO: Dichiara S. Agostino:
"Non è da credere che questa
materia delle cose visibili serva, a un loro cenno, a codesti angeli
trasgressori, ma a Dio solo".
RISPONDO: I Platonici sostenevano che le forme esistenti nella materia
fossero causate da forme immateriali: perché ritenevano che le forme materiali
fossero partecipazioni di quelle immateriali. Avicenna li seguì in parte,
ammettendo che tutte le forme esistenti nella materia procedono dai concetti
di una Intelligenza, e che le cause fisiche hanno solo la funzione di disporre
(la materia) alle nuove forme. - L'errore di costoro sembra derivato dall'avere
essi ritenuto la forma una cosa fattibile per se stessa, per derivazione
da una causa formale. Ma, come dimostra il Filosofo, ciò che propriamente è fatto,
è il composto: poiché esso soltanto, a tutto rigore, è una realtà sussistente.
Invece la forma si dice ente non perché essa stessa ha l'esistenza, ma perché è
un principio mediante il quale una data cosa esiste: quindi non è la forma
che propriamente viene prodotta; poiché viene prodotta soltanto la cosa cui
appartiene l'essere, e il divenire non è che la via all'essere.
È evidente
poi che le cose prodotte devono avere una somiglianza con la propria causa,
poiché ogni agente produce un essere consimile. Quindi la causa produttrice
delle cose materiali deve avere una somiglianza col composto: o perché è essa
stessa un composto, come nel caso del fuoco che genera il fuoco; o perché tutto
il composto prodotto, sia quanto alla forma, sia quanto alla materia, è
contenuto nella sua virtù; prerogativa questa esclusiva di Dio. Donde segue che
ogni produzione di nuove forme nella materia, o proviene immediatamente da Dio,
o da un agente corporeo; mai però immediatamente da un angelo.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. L'anima nostra è unita al corpo quale sua forma;
non è quindi da stupire se il corpo subisca trasformazioni in forza dei moti
intellettivi dell'anima; tanto più che i moti dell'appetito sensitivo,
che si compiono con una certa trasmutazione fisica, sono soggetti all'impero
della ragione. Ma non è di tal genere il rapporto dell'angelo con i corpi.
Perciò l'obiezione non regge.
2. Una virtù superiore può tutto quello di cui è capace una virtù
inferiore, non però nell'identico modo, ma in maniera più eminente: così
l'intelletto conosce gli oggetti sensibili in modo più
eminente dei sensi. Analogamente, l'angelo trasmuta la materia corporea
in maniera più nobile delle cause materiali, cioè movendo le stesse cause materiali,
come causa superiore.
3. Niente impedisce che per virtù degli angeli si operino nel mondo
fisico certi fenomeni, che gli agenti naturali non sarebbero mai in
grado di produrre da sé. Ma ciò non significa che la materia corporea obbedisce
agli angeli, a un loro cenno; come non si potrebbe dire che la materia
obbedisce al cenno del cuoco, quando questi si serve del fuoco per cuocere
le vivande, moderandolo con arte, in una maniera che il fuoco non potrebbe
fare da sé. Ora invece, portare la materia all'atto della forma sostanziale
non supera le capacità degli agenti corporei, giacché ogni agente è fatto
per produrre effetti a sé consimili.
ARTICOLO
3
Se i corpi obbediscano agli angeli quanto al moto locale
SEMBRA che i corpi non obbediscano agli angeli quanto al moto locale. Infatti:
1. Il moto locale dei corpi fisici dipende dalle loro forme. Ora, gli
angeli non causano le forme dei corpi, come si è visto. Quindi non possono
causare in essi neppure il moto locale.
2. Aristotele dimostra che, primo tra tutti i moti, è il moto locale.
Ma gli angeli non possono causare gli altri moti trasmutando la forma
della materia. Quindi neppure possono causare il moto locale.
3. Le membra del corpo obbediscono per il moto locale ai pensieri dell'anima,
perché possiedono in se stesse un principio vitale. Ma i corpi inanimati
non possiedono alcun principio vitale. Quindi essi non obbediscono agli angeli
quanto al moto locale.
IN CONTRARIO: S. Agostino dice che gli angeli usano dei semi corporei
per produrre certi effetti. Ora, essi non potrebbero farlo, senza
muoverli localmente. Quindi i corpi obbediscono loro quanto al moto locale.
RISPONDO: Come insegna Dionigi,
"la sapienza divina congiunge i limiti inferiori
dei primi con i limiti superiori dei secondi": dal che risulta che la natura
inferiore entra a contatto con la natura superiore con quanto ha di più alto.
Ora, la natura materiale è al di sotto della natura spirituale. Ebbene, fra tutti
i moti dei corpi il più perfetto è il moto locale, come dimostra Aristotele:
e questo perché un corpo, in quanto mobile di moto locale, non ha una potenzialità
intrinseca, ma soltanto estrinseca: è in potenza al luogo. Quindi la natura
corporea è fatta per esser mossa immediatamente dalle nature spirituali,
quanto al moto locale. Ecco perché anche i filosofi ammisero che i corpi superiori
sono mossi localmente da sostanze spirituali. E noi stessi constatiamo che l'anima
muove il corpo, in maniera primaria e principale, secondo il luogo.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Oltre a quelli che dipendono dalle
forme, esistono nei corpi altri moti locali: così il moto dell'alta e
bassa marea non dipende dalla forma sostanziale dell'acqua marina,
ma dall'influsso della luna. A più forte ragione, dunque, alcuni moti
locali possono dipendere dall'influsso di sostanze spirituali.
2. Gli angeli, causando per primo il moto locale, possono per mezzo
di esso causare altri moti, servendosi cioè di agenti corporei
per produrre tali effetti; come un fabbro che usa il fuoco per rendere
malleabile il ferro.
3. La virtù dell'angelo è meno ristretta di quella dell'anima. Infatti
la virtù motrice dell'anima si restringe al corpo ad essa unito,
che essa vivifica e mediante il quale può muovere gli altri corpi.
Invece la virtù dell'angelo non è ristretta a un corpo determinato.
Perciò essa può muovere di moto locale corpi estranei.
ARTICOLO
4
Se gli angeli possano operare miracoli
SEMBRA che gli angeli possano operare miracoli. Infatti:
1. Dice S. Gregorio:
"Si chiamano Virtù quegli spiriti per mezzo
dei quali si compiono spesso prodigi e miracoli".
2. S. Agostino scrive:
"I maghi operano miracoli mediante contratti
privati, i buoni Cristiani mediante la pubblica giustizia, i cattivi
Cristiani mediante i segni della pubblica giustizia". Ora, i maghi
fanno miracoli perché "sono esauditi dai demoni", come scrive
lo stesso S. Agostino. Quindi i demoni possono operare miracoli.
Molto più, dunque, gli angeli buoni.
3. Dice ancora S. Agostino:
"Tutto ciò che accade in questo mondo
visibile non è assurdo credere che possa esser fatto anche dalle potenze
inferiori di questa nostra atmosfera". Ma quando un fenomeno naturale
viene prodotto fuori dell'ordine della sua causa naturale, noi diciamo
che è un miracolo: quando uno, p. es., guarisce da febbre senza l'opera della natura.
Dunque gli angeli e i demoni possono operare miracoli.
4. Una virtù superiore non è soggetta all'ordine proprio di una causa inferiore.
Ma la natura dei corpi è inferiore all'angelo. Quindi l'angelo può
operare fuori dell'ordine proprio agli agenti corporei. E ciò è fare miracoli.
IN CONTRARIO: Sta scritto di Dio nei Salmi:
"Egli solo fa i grandi portenti".
RISPONDO: Si dice miracolo in senso stretto un fatto che si verifichi
fuori dell'ordine della natura. Tuttavia, per parlare di miracolo
non basta che il fatto si compia fuori dell'ordine d'una natura
particolare: perché altrimenti scagliare una pietra in alto sarebbe
un miracolo perché è contrario alla natura della pietra. Ma si dice
che una cosa è un miracolo, se è al di là dell'ordine di tutta la natura creata.
E una tale cosa può compierla soltanto Dio; perché tutto
quello che opera un angelo, o qualunque altra creatura, con la propria virtù,
rientra nell'ordine della natura creata; e quindi non è miracolo.
Resta dunque che Dio solo può operare miracoli.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Si suol dire che alcuni angeli fanno
miracoli, o perché Dio li compie dietro i loro desideri, come si dice
che fanno miracoli i santi; oppure perché essi prestano la loro
opera nei miracoli che si compiono; come faranno, p. es., nella resurrezione
finale, raccogliendo le ceneri, o facendo qualche cos'altro del genere.
2. Come si è detto, miracoli veri e propri sono i fatti che trascendono l'ordine
di tutta la natura creata. Ma poiché noi non conosciamo tutte le forze
della natura, ne segue che un fatto compiutosi fuori dell'ordine della natura
da noi conosciuta, per mezzo di una virtù creata, ma occulta, si dica miracolo,
non in senso assoluto, ma relativamente a noi. Perciò, quando i demoni compiono
delle opere con le loro forze naturali, queste opere non sono miracoli
in senso assoluto, ma soltanro relativamente a noi. Tali, dunque, sono i
miracoli che i maghi compiono per mezzo dei demoni. Si dice poi che siffatti
miracoli son compiuti "mediante contratti privati"; perché una qualsiasi virtù
della creatura sta all'universo come la virtù d'una persona privata
sta alla società civile; quindi, allorché un mago compie una cosa per un patto
stipulato col demonio, lo fa quasi in forza di un contratto privato.
Invece la giustizia divina sta nell'universo come la legge pubblica sta alla
società. Perciò, quando i buoni Cristiani fanno miracoli mediante la giustizia
divina, si dice che li fanno "mediante la giustizia pubblica".
I cattivi Cristiani poi li fanno "mediante i segni della giustizia pubblica",
p. es., invocando il nome di Cristo, o usando cose sacre.
3. Le potenze spirituali possono compiere i fenomeni visibili di questo mondo,
servendosi di semi corporei mediante il moto locale.
4. Sebbene gli angeli possano operare qualche cosa fuori dell'ordine della
natura materiale, non possono tuttavia trascendere l'ordine di tutto il creato:
che è quanto propriamente si esige per il vero miracolo, come si è detto.
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