| Settembre
Il
momento presente
1. Il terribile grigio quotidiano. - Il terribile grigio
quotidiano è incominciato. Sono passati i solenni
momenti delle feste, ma la grazia divina resta. Sono
incessantemente unita a Dio. Vivo ora per ora.
Desidero trarre profitto dal momento presente realizzando
con fedeltà ciò che mi offre. Mi affido a Dio con incrollabile
fiducia.
2. Dal primo momento in cui ti ho conosciuto. - Gesù
misericordioso, con quanto desiderio t'affrettavi verso
il cenacolo per consacrare l'Ostia che doveva
divenire il mio pane quotidiano! Gesù, desideravi
prendere possesso del mio cuore e fondere col mio il
tuo sangue vivo. Gesù, fammi partecipe ogni momento
della divinità della tua vita, fa che il tuo sangue
puro e generoso batta con tutta la sua forza nel mio
cuore. Che il mio cuore non conosca un altro amore
tranne il tuo. Dal primo momento che ti ho conosciuto, io t'amo.
Chi potrebbe, del resto, restare indifferente di fronte
all'abisso di misericordia che scaturisce dal tuo cuore?
3. Trasformare ogni grigiore. - È Dio che riempie la mia vita.
Con lui percorro i momenti quotidiani, grigi
e faticosi, confidando in colui che, essendo nel mio
cuore, è occupato a trasformare ogni grigiore nella
mia personale santità. Così posso diventare migliore
ed essere un vantaggio per la tua Chiesa mediante una
santità individuale, dal momento che tutti formiamo
insieme un solo organismo vitale. Ecco perché mi
sforzo affinché il terreno del mio cuore produca buoni
frutti. Anche se ciò non apparisse mai quaggiù ad
occhio umano, tuttavia un giorno si vedrà che molte
anime si sono nutrite e si nutriranno dei miei frutti.
4. Il momento attuale. - O Gesù, desidero vivere nel
momento attuale come se fosse l'ultimo della mia vita.
Desidero farlo servire alla tua gloria. Desidero che esso
sia per me un guadagno. Desidero guardare ogni momento
dal punto di vista della mia certezza che nessuna cosa
avviene senza che Dio l'abbia voluta.
5. L'istante che ti passa sotto gli occhi. - Mio sommo
bene, con te la mia vita non è né monotona né grigia,
ma varia come un giardino di fiori profumati, tra i
quali io stessa sono imbarazzata a scegliere. Sono
tesori che ogni giorno colgo in abbondanza: sofferenze,
amore del prossimo, umiliazioni. È una gran cosa
saper cogliere il momento che ti passa sotto gli occhi.
6. Gesù, ti ringrazio. - Gesù, ti ringrazio per le piccole e
invisibili croci quotidiane, per le difficoltà della vita comune,
per le contrarietà opposte ai miei progetti, per la cattiva
interpretazione data alle mie intenzioni, per le umiliazioni
che mi vengono dagli altri, per i modi aspri con cui
sono trattata, per i sospetti ingiusti, per la salute
cagionevole e l'esaurirsi delle forze, per le rinunce
alla mia propria volontà, per l'annientamento del mio proprio io,
per la mancanza di riconoscimento in ogni cosa, per l'intralcio
a tutti i piani che avevo predisposto. Gesù, ti ringrazio
per le sofferenze interiori, per le aridità dello spirito, per le
angosce, i timori e le incertezze, per il buio delle varie
prove dentro all'anima, per i tormenti che sono
difficili ad esprimere, specialmente quelli nei quali
nessuno mi capisce, per l'agonia amara e per l'ora della morte.
7. Tutto è dono. - Gesù, ti ringrazio d'aver bevuto
prima di me l'amaro calice che a me porgi già
addolcito. Ecco ho accostato le mie labbra a questo
calice della tua santa volontà. Avvenga di me ciò che,
prima di tutti i secoli, la tua sapienza ha stabilito.
Desidero vuotare fino in fondo il calice a cui fui predestinata.
Una simile predestinazione non sarà
oggetto del mio esame: la mia fiducia sta nel venir
meno di ogni mia speranza. In te, Signore, tutto è
buono; tutto è dono del tuo cuore. Non preferisco le
consolazioni alle amarezze, né le amarezze alle
consolazioni: ti ringrazio, Gesù, per ogni cosa. Sono
felice di fissare il mio sguardo su di te, Dio
incomprensibile. È in questa esistenza singolare che il
mio spirito dimora, e qui io sento di trovarmi a casa
mia. O bellezza non creata, chi ha conosciuto te una
volta sola, non può amar altro. Trovo dentro di me
una voragine e nessuno, se non Dio, la può colmare.
8. Nello spirito di Gesù. - Il tempo della lotta quaggiù
non è finito. Non trovo la perfezione in nessun luogo.
Penetro, però, nello spirito di Gesù e osservo le sue
azioni, la cui sintesi si trova nel Vangelo. Campassi
anche mille anni, non ne esaurirò minimamente il
contenuto. Quando s'impadronisce di me lo scoraggiamento
e m'annoia la monotonia dei miei doveri, ricordo a me stessa che
la casa dove mi trovo è al servizio del Signore. Qui nulla è
piccolo, ma da un'azione di poco conto, compiuta però con
un'intenzione che la elevi, dipende la gloria della Chiesa
e il progresso di altre anime. Non vi è, perciò, nulla di piccolo.
9. Solo il momento attuale ci appartiene. - La sofferenza è
il più grande tesoro della terra: l'anima ne viene purificata.
L'amico si conosce nelle sventure; l'amore si misura con le
sofferenze. Se l'anima sofferente sapesse quanto Dio la ama,
morirebbe di gioia. Verrà il giorno in cui conosceremo quanto
valga aver sofferto, ma allora non saremo più in grado di
soffrire. Solo il momento presente ci appartiene.
10. Il dolore e la gioia. - Quando soffriamo molto abbiamo
grandi possibilità di dimostrare a Dio che noi l'amiamo; quando
soffriamo poco, le possibilità di provargli il nostro amore
sono scarse; quando poi non soffriamo affatto, il nostro amore
non ha modo di rivelarsi né grande, né perfetto. Con la grazia
di Dio, possiamo giungere al punto in cui la sofferenza si
cambia per noi in godimento, perché l'amore è ben capace di
operare tali cose dentro ad un'anima.
11. Invisibili sacrifici quotidiani. - Giorni comuni,
pieni di grigiore, vi guardo come una festa! Quanto è
festoso questo tempo che produce dentro di noi
meriti eterni! Comprendo bene come i santi ne
traessero profitto. Minuscoli, invisibili sacrifici quotidiani,
siete per me come fiori di campo, che io getto
lungo i passi di Gesù, il mio diletto. Paragono spesso
queste piccolezze a virtù eroiche, perché ad esercitarle
con costanza occorre davvero l'eroismo.
Barriere
12.
Diffidare per amore. - Adesso vedo che l'anima da
sola non fa nulla, ma con Dio è capace d'ogni cosa.
Tuttavia, quando gli è fedele, non giudica da sola le
ispirazioni che riceve, ma le sottopone a persone
molto colte e molto sagge. Fino a che non abbia ottenuto
la certezza, conviene mantenga la propria
diffidenza per non esporsi a danni assai notevoli.
Dev'essere prudente, perché i motivi di dubitare sono
molti. Dio si compiace quando un'anima non si fida di lui
per amore di lui stesso.
13. Un pulviscolo. - Ero oppressa da varie difficoltà
causatemi dal fatto che Gesù mi parlava ed esigeva da
me l'esecuzione di quel quadro del quale ho spesso già
parlato. Gli dicevo, scongiurandolo: "Gesù, abbi
misericordia di me, non mi affidare cose tanto grandi!
Vedi bene che sono appena un pulviscolo, per nulla
all'altezza di ciò che dovrei fare". Egli mi assicurò,
dicendo: "Ti darò un aiuto visibile, il quale t'assisterà
nel compiere su questa terra il mio volere". Chiesi perdono
dei miei dubbi, e aggiunsi: "O Gesù mio, tu
sei la mia unica speranza. Parla tu, attraverso la mia
bocca, quando mi troverò con persone che hanno
autorità e dottrina, affinché conoscano che questa
causa è tua e da te proviene".
14. Illusioni? - Venuta a conoscenza dei miei rapporti
con Gesù, una delle madri mi rinfacciò di essere
un'illusa. Mi disse che Gesù tiene una simile intimità
di rapporti solo con i santi e non con le anime
peccatrici "come la sua, suora!". Dopo d'allora, presi a
diffidare di Gesù. In un mio colloquio, gli dissi
francamente: "Gesù, non saresti, per caso, un'illusione?".
Rispose: "Il mio amore non illude nessuno".
Talvolta però lo sfuggivo, perché non volevo essere
vittima dello spirito del male, come non poche volte
mi veniva detto.
15. Non temere di nulla. - Gesù mi diceva:
"Si
opporranno a te da molte parti e, per tal motivo,
manifesterò in te il mio intervento in modo che si
veda come questa causa sia esclusivamente mia. Non temere
di nulla. Sono con te. Convinciti di questo, figlia mia: coscienti
o no, volenti o nolenti, io posso obbligare tutte
le creature ad ubbidire al mio volere".
16. Ostacoli. - Da una lettera del professor Sopocko,
mi convinsi che è Dio soltanto a condurre direttamente
questa causa. Come fu lui ad iniziarla, così sarà
lui a condurla a termine. Se in essa non vi fosse
predisposta una grande gloria per Iddio e un vantaggio
immenso per molte anime, non verrebbe ostacolata
in questo modo. Bisogna dire che il demonio si
rende conto di quanto perderà in avvenire dalla
sopravvivenza di questa causa della misericordia.
Adesso capisco che satana odia soprattutto la misericordia,
ma la parola del Signore non resterà inefficace.
È una parola viva, e le difficoltà non soffocheranno
l'opera voluta da Dio, ma dimostreranno che
l'opera della misericordia proviene realmente da lui.
17. Contrarietà. - Oggi ho conosciuto che il professor Sopocko,
il sacerdote assegnatomi da Dio come mia guida, va incontro
a grandi contrarietà a cagione dell'impresa che egli
assunse in collaborazione con me. Lo contrasteranno perfino
anime buone e zelanti della gloria divina. Se egli non perderà il
coraggio e non abbandonerà ogni cosa, sarà dovuto a un
particolare aiuto del Signore.
18. Persecuzioni. - Anch'io mi trovo fra persecuzioni e
sofferenze. Una delle suore fra quelle che meglio mi conoscono
ebbe a dirmi: "Sorella, ho l'impressione
che le difficoltà spuntino sotto i suoi passi, ma ho
notato che Gesù non è estraneo a un tale trattamento.
Tenga duro, sorella, e conservi la sua fedeltà al nostro
Signore. La pazienza nelle contrarietà rafforza l'anima". Mi disse Gesù:
"Tutti questi ostacoli non
serviranno ad altro che a realizzare il mio volere. Fa'
ciò che puoi, e lascia a me il resto".
19. Sono io. - Gesù, dal tabernacolo, mi fece sapere
che non devo esaminare con ansia gli avvenimenti, spaventata
dalle difficoltà ch'essi nascondono. "Sappi, mi disse,
che sono io a far sorgere gli ostacoli e
sono io a vincerli, come posso pure trasformare tutto
a un tratto le ostilità in disposizioni favorevoli verso
la causa che propongo. Nonostante la cattiva volontà
di chi ti sta d'intorno, il mio disegno si compirà in
ogni suo particolare. Non rattristarti delle opposizioni: anch'io
fui pietra d'inciampo per le anime malevoli".
20. Sicurezza. - Gesù mi fece conoscere che siamo come polvere
ai suoi piedi, e concluse: "Per questo motivo, non t'affliggere.
Vedi bene che gli avversari in sé sono impotenti e, se
permetto loro un trionfo passeggero, lo faccio per i miei
imperscrutabili disegni". Mi sentii invasa da un'immensa sicurezza,
scorgendo come tutto dipenda solo dal Signore.
Al
di là di ogni barriera
21. Misericordia, virtù divina. - Gesù mio, nel definitivo
giorno del giudizio, mi chiederai conto di quest'opera
della misericordia, che mi affidi. O giudice giusto
ma anche sposo mio, aiutami a eseguire la tua volontà.
O misericordia, virtù divina! Cuore di
Cristo, pieno di misericordia, rendi il mio cuore
simile al tuo!
22. Disegni eterni. - Oggi s'impadronì di me una
forza singolare. Provai la chiara spinta a dare
compimento all'opera che Dio mi propone già da
tempo. Ne ebbi una così precisa comprensione che se
dicessi, per scusarmi, di non sapere che cosa Dio
voglia da me, sarei bugiarda. Compresi pure che
sarebbe, da parte mia, un'estrema ingratitudine differire
ancora quanto il Signore vuol portare a termine
per la sua gloria e a beneficio di un gran numero di
anime. Sono disegni eterni della sua misericordia, che
vuole realizzare servendosi di me come strumento che non
ha in sé nessun valore. Non posso tuttavia
negare che si scatena talvolta in me una lotta così
grande che, come Gesù nell'orto, vorrei gridare anch'io verso
l'eterno Padre: "Se è possibile, passi da me questo calice!".
23. Accetto tutto. Non ignoro quanto sarò costretta a
sopportare eppure, con piena consapevoezza delle cose ,
o Signore, accetto tutto quello che mi manderai: le
contrarietà, gli scherni, le minacce, l'odio dell'inferno.
Confido nella tua misericordia. Sarò io, per prima, a dimostrarti
la fiducia che tu chiedi a tutte le anime. Gesù mio,
tu da una parte mi solleciti, mentre
dall'altra erigi barriere inaspettate. Anche in questo, sia fatta
la tua santa volontà. Altro non bramo se non di
compiere l'opera che esigi. Vedo chiaramente che
nulla più mi lega a questa terra, se non quest'opera
della tua misericordia.
24. L'intero inferno. - Gesù a Maria Faustina:
"Vigila
incessantemente, perché l'intero inferno raccoglie contro di te
i propri sforzi a motivo di quest'opera, ben sapendo che molte anime
volteranno le spalle all'eterna perdizione e glorificheranno
la mia misericordia. Tuttavia, ricorda che da sola non potrai
raggiungere lo scopo".
25. L'immensità di questo compito. - Vedo che
quest'opera sorpassa le mie forze in tutti i sensi. Sono
un'infante in paragone con l'immensità di questo
compito e solo per ordine di Dio lo sto affrontando.
Scorgo l'incredulità dei superiori, per cui è evidente
anche ai miei occhi la loro mancanza di fiducia nel
trattarmi. Capisco, però, la necessità di queste sofferenze
come segno, per me, che è Dio ad agire e mi rendo conto che,
se Dio medesimo non mi rafforzasse in queste prove,
la mia virtù da sola non vi reggerebbe. Riflettendo oggi
su una tale mescolanza di grazie e di sofferenze, udii ad un
tratto la voce di Maria: "Sebbene fossi la madre del mio Dio,
la spada del dolore non mi risparmiò. Non fare nulla per
difenderti, sopporta con umiltà: verrà Dio stesso in tua difesa".
26. Uno strumento nelle sue mani. - Gesù mi fece conoscere oggi
chiaramente l'irremovibilità dei suoi disegni. Vedo, fino
all'evidenza, che nessuno mi può
esonerare dal compiere la volontà che Dio mi fa
conoscere. La mia mancanza di salute e la mia
assenza di capacità non sono motivi sufficienti per
dispensarmi da quest'opera. Essa appartiene a Dio,
mentre io non sono altro che uno strumento nelle sue mani.
Dammi, o Signore, la forza di esserti fedele.
27. Molte anime si salveranno. - Oggi udii queste
parole: "Ti aspettano persecuzioni e soffefenze, ma ti
conforti il pensiero che, per mezzo di quest'opera,
molte anime si salveranno e giungeranno alla santità. Fa' ciò
che è in tuo potere. Con quest'opera della mia
misericordia, porgo all'umanità un'ultima tavola di salvezza".
28. Un sacerdote secondo il mio cuore. - Il Signore mi
disse: "Michael Sopocko è un sacerdote secondo il mio cuore.
Il lavoro che si assume mi è gradito. Per suo mezzo, spargo
consolazioni sulle anime e divulgo il culto della mia
misericordia. In questo modo, le anime che farà accostare
a me saranno più numerose che se avesse impartito
l'assoluzione giorno e notte
per tutta la sua vita. Facendo ciò, avrebbe lavorato
fino alla fine dei suoi giorni; invece con quest'opera,
lavorerà fino alla fine del mondo".
29. È necessario pregare ancora molto. - Ricevetti
nuova luce riguardo a don Sopocko. Conobbi che dai
comuni nostri sforzi Dio ricava molta gloria. Malgrado
la lontananza vicendevole, siamo spiritualmente
insieme, riuniti dalla stessa opera per la quale
lavoriamo. È necessario, però, pregare ancora molto,
affinché tutte le difficoltà scompaiano.
30. Essere messa alla prova. - Chiesi a Gesù:
"Per la
tua misericordia, Gesù dolcissimo, ti supplico di
farmi sapere se non vi sia qualche cosa che, per mia
colpa, non ti piaccia nel modo con cui porto avanti la
tua opera".
Mi fu risposto che l'opera deve essere messa alla prova
e che io devo raddoppiare le mie preghiere, affinché
l'opera stessa abbia a riuscire.
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