Il Santo Rosario
back

L'Esempio dei Santi

Primo Mistero Gaudioso. L'Annunciazione dell'Angelo a Maria Vergine.

S. Domenico fu "pensato" dal Signore perché diventasse un apostolo di Gesù Cristo, il Verbo incarnato per la nostra salvezza. Egli accolse con gioia e impegno la chiamata di Dio, dedicandosi con tutte le sue forze alla salvezza delle anime mediante la predicazione della Verità che salva. Sapeva che la sua vita aveva senso solo se fosse stata in armonia con il progetto divino, che consiste per tutti, anche se con modalità diverse, nel conoscere e amare Dio con la totalità del proprio essere.

Secondo Mistero Gaudioso. La Visita di Maria Vergine a Santa Elisabetta.

S. Caterina da Siena ebbe un'esistenza molto travagliata e dovette superare molti ostacoli. Spesso Gesù le appariva e la confortava donandole la sua gioia. La assicurava che egli era sempre presente nella sua vita, prendendosi cura di lei, così come è sempre presente nell'esistenza di ogni uomo e di ogni donna.

Terzo Mistero Gaudioso. La Nascita di Gesù.

Quando S. Domenico era studente a Palencia, in Spagna, si diffuse per tutto il paese una spaventosa carestia. Egli allora mise in vendita tutti i suoi libri e donò il ricavato ai poveri. È rimasto memorabile quanto egli disse in quella circostanza: "A che cosa vale studiare su pelli morte quando i poveri muoiono di fame?".

Quarto Mistero Gaudioso. La Presentazione di Gesù al Tempio.

S. Caterina da Siena fin dall'infanzia consacrò tutta se stessa al Signore. Il suo fu un dono totale nella fede, tanto che Gesù, apparendole, le offrì un anello nuziale per indicarle che da quel momento la considerava sua sposa. Questa condizione privilegiata non risparmiò nessuna pena alla Santa, ma in compenso ella ebbe in cambio tutto, come succede a chi ama Dio in modo esclusivo.

Quinto Mistero Gaudioso. Il Ritrovamento di Gesù nel Tempio.

S. Domenico ebbe una grande predisposizione per l'apprendimento delle scienze, e studiò con passione. Ma il suo sapere, più che il frutto dello zelo nello studio, si rivelò come una conoscenza venuta dall'alto. Il beato Giordano di Sassonia afferma infatti che la forza dei suoi discorsi e la profondità del suo sapere derivavano dalla sua grande maturità interiore e santità di vita. Egli continua a insegnarci che l'impegno nella ricerca della verità, se non è accompagnato da una amorosa fedeltà a Dio, non conduce a possedere Dio, che è la prima Verità.

Primo Mistero Luminoso. Il Battesimo di Gesù.

Quando S. Domenico fu battezzato, una stella a otto punte apparve sulla sua fronte. Questa stella diventerà il segno distintivo del Santo e uno degli stemmi dell'Ordine Domenicano. Evidentemente quella stella preannunciava che S. Domenico sarebbe stato un faro luminoso di verità. Ma tutti i battezzati portano una stella indelebile nella loro anima: è il segno della vita divina, la vita nuova, significata dall'ottava punta della stella, mentre le altre sette indicano la vita terrena, la vita "vecchia", donata da Dio nella creazione.

Secondo Mistero Luminoso. Le Nozze di Cana.

S. Caterina da Siena è autrice del "Dialogo della Divina Provvidenza", che dettò agli scrivani sotto l'ispirazione dello Spirito Santo. Il nome di "dialogo" deriva dal fatto che la Santa dettava solo quando era rapita in estasi, in colloquio con Dio Padre. Tutto il dialogo è incentrato sulla figura di Gesù Messia e Redentore, che rivela l'immensità dell'amore divino: "Tu, Trinità eterna, sei un mare profondo: quanto più ci si immerge, più lo si trova, e quanto più lo si trova, più lo si cerca;... e io ho conosciuto, nella rigenerazione che hai fatto di me nel sangue del tuo Figlio, che tu ti sei innamorato della bellezza della tua creatura".

Terzo Mistero Luminoso. L'Annuncio del Regno di Dio.

L'abate di S. Paolo, che si trovava nel Sud della Francia, durante il processo di canonizzazione testimoniò che S. Domenico aveva una sete ardente della salvezza delle anime e si dedicava instancabilmente alla predicazione. Quando era in preghiera, piangeva così forte che lo si sentiva da ogni parte. Gemendo diceva: "Signore abbi pietà del tuo popolo. Che cosa sarà dei peccatori?". E così passava le notti insonne, piangendo e gemendo per i peccati degli uomini.

Quarto Mistero Luminoso. La Trasfigurazione.

S. Caterina da Siena è stata protagonista di molte estasi e rapimenti. Questi episodi erano così frequenti che anche il suo confessore, il Beato Raimondo da Capua, all'inizio dubitò della veracità di quelle visioni. Fu così che una volta egli vide Caterina sotto le sembianze del volto di Cristo; alla sua domanda: "Chi sei?", si sentì rispondere: "Io sono colui che è", e immediatamente rivide davanti a sé il volto dolce e umile di Caterina.

Quinto Mistero Luminoso. L'Istituzione dell'Eucaristia.

Non si può giungere alla santità senza un amore speciale per l'Eucaristia. S. Domenico, per esempio, tutte le volte che celebrava la S. Messa veniva preso da una commozione così intensa che i suoi occhi e le sue guance si rigavano di lacrime. La sua partecipazione al mistero eucaristico era così coinvolgente che tutti i presenti ne erano come rapiti.

Primo Mistero Doloroso. L'Agonia di Gesù nell'orto degli ulivi.

Imitando Gesù, S. Domenico insegna la preghiera di accettazione della volontà di Dio. Scrive il suo primo biografo, il Beato Giordano: "Spesso egli veniva trovato in preghiera, eretto, tutto proteso verso il cielo come una freccia scagliata dritta verso l'alto...; alzava le mani tenendole fortemente tese e congiunte sopra la testa, o un po' aperte, come se dovesse ricevere qualcosa dal cielo".

Secondo Mistero Doloroso. La Flagellazione di Gesù alla colonna.

Santa Caterina da Siena, volendo imitare il suo Fondatore S. Domenico, si flagellava con una catena di ferro tre volte al giorno: una volta per sé, una volta per i vivi, una volta per i defunti. Sapeva che l'arma della penitenza ripara i peccati e vince il nemico dell'anima. In un'occasione in cui si era lamentata delle molte sofferenze che era costretta a subire, le apparve Gesù sanguinante e le disse: "Caterina, vedi quanto ho patito per te?".

Terzo Mistero Doloroso. La Coronazione di spine.

L'umiltà è la porta attraverso cui riceviamo tutti i doni di Dio. S. Domenico ha insegnato, con la pratica e con l'esortazione, che l'umiltà inizia davanti a Gesù crocifisso. Così egli si prostrava profondamente davanti al crocifisso, come se Cristo fosse lì presente realmente, oppure chinava il capo e la schiena con molta devozione. E diceva ai suoi Frati di fare altrettanto perché Cristo, che tanto si era umiliato per noi, vedesse noi umiliati davanti alla sua maestà.

Quarto Mistero Doloroso. Il Viaggio al Calvario di Gesù carico della Croce.

Santa Caterina da Siena ricorda che Gesù ha portato la croce per noi, e che egli ha sofferto più di tutti noi che portiamo le nostre croci, perché Dio, nel suo disegno misericordioso, ha fatto ricadere sul suo Figlio unigenito le nostre colpe. Così Gesù Cristo, che era innocente, ha dovuto sopportare il peso della croce non solo nel corpo, ma anche nell'anima, portando una croce che non era sua.

Quinto Mistero Doloroso. La Crocifissione e Morte di Gesù.

Il crocifisso svela non solo l'amore di Dio, ma anche la gravità del peccato. S. Domenico contemplava e venerava il crocifisso con totale partecipazione, perché vedeva nelle braccia aperte di Gesù l'amore immenso di Dio che vuole salvare tutta l'umanità dal peccato. Perciò egli si genufletteva ripetutamente davanti al crocifisso, anche centinaia di volte nella giornata, ed esortava i suoi Frati a fare altrettanto.

Primo Mistero Glorioso. La Risurrezione di Gesù.

S. Domenico spese la parte più significativa della sua vita a predicare senza soste la salvezza portata da Gesù. Nel "Dialogo della Divina Provvidenza" Dio stesso si rivolge a S. Caterina da Siena dicendole che S. Domenico aveva assunto il compito che era stato di Gesù, "tanta era la verità e il lume con cui seminava la mia parola, togliendo via le tenebre e donando la luce". Che cosa era questa luce se non la luce della risurrezione di Gesù?

Secondo Mistero Glorioso. L'Ascensione di Gesù al Cielo.

S. Domenico ha fondato il suo Ordine religioso perché i suoi figli e figlie fossero predicatori della buona novella. S. Caterina da Siena sentì così viva l'ansia di annunciare il Vangelo che prese l'abito delle "Sorelle della penitenza di S. Domenico". Volendo imitare da vicino il suo Padre Fondatore, che parlava "o con Dio (nella preghiera) o di Dio (nella predicazione)", Caterina visse intensamente i suoi trentatré anni di vita, con nessun altro scopo se non quello di amare Dio e di predicare le sue meraviglie perché anche gli altri, tutti gli altri, giungessero ad amarlo.

Terzo Mistero Glorioso. La Discesa dello Spirito Santo.

S. Domenico amava appassionatamente la Chiesa, soprattutto il Papa, che è il capo della Chiesa. Il Papa non è solo il Vicario di Gesù Cristo e il successore dell'apostolo Pietro, ma è anche il "maestro" che deve insegnare la fede a tutti i credenti in Cristo. Come poteva S. Domenico, predicatore della Verità cristiana, non ascoltare e non amare l'unico maestro e l'unica guida lasciataci da Gesù Cristo stesso?

Quarto Mistero Glorioso. L'Assunzione di Maria Vergine al Cielo.

Il giorno della morte di Caterina, la sua discepola Semia vide la Santa entrare in cielo. Le apparve un Re coronato di gemme, con un libro aperto nella destra. Egli disse: "Sia benvenuta la mia dilettissima sposa e figliola Caterina". Poi venne la Regina del cielo, Maria, con un coro di vergini: le diede il benvenuto e la baciò. Così fecero anche le altre vergini, che la collocarono tra loro incoronata di gloria.

Quinto Mistero Glorioso. L'Incoronazione di Maria Vergine.

S. Domenico ha sempre nutrito una filiale devozione per la Vergine Maria, e la pregava con insistenza, usando soprattutto una formula che preannunciava il Santo Rosario. Una volta ebbe la visione del Paradiso, dove vide il Signore Gesù, la Madonna e molti rappresentanti di tutti gli Ordini religiosi, ma nessuno del suo. Allora cominciò a piangere sconsolatamente; ma la Vergine Maria aprì il manto di cui era rivestita, e il Santo vide che sotto di esso era custodita una grande moltitudine di suoi figli e figlie.