| Luglio 1. Dio non vuole che tu
senta sensibilmente il sentimento della fede, speranza e carità, né che tu ne
goda, se non quanto basta per servirsene nelle occasioni. Ahimè!, quanto siamo felici di essere noi tenuti sì strettamente dal nostro celeste tutore!
Non dobbiamo fare altro che ciò che facciamo, cioè amare
la divina provvidenza ed abbandonarci nelle sue braccia e nel suo seno.
No, mio Dio , io non desidero maggior godimento della mia fede, della mia speranza, della mia carità, solo per poter dire sinceramente,
quantunque senza gusto e senza sentimento, che vorrei piuttosto morire che abbandonare queste virtù.
2. Dammi e conservami quella fede viva che mi faccia credere ed operare per tuo solo amore. E questo è il primo dono che ti presento, ed unito ai santi magi, ai tuoi piedi prostrato, ti confesso senza alcun umano rispetto dinanzi al mondo intero per vero ed unico nostro Dio.
3. Benedico di cuore Iddio che mi ha fatto conoscere delle anime veramente buone ed anche ad esse ho annunziato che le loro anime sono la vigna di Dio; la cisterna è la fede; la torre è la speranza; il torchio è la santa carità; la siepe è la legge di Dio che le separa dai figli del secolo.
4. La fede viva, la credenza cieca e la completa adesione
all'autorità costituita da Dio sopra di te, questo è il lume che rischiarò i passi
al popolo di Dio nel deserto. Questo è il lume che risplende sempre nell'alta
punta di ogni spirito accetto al Padre. Questo è il lume che condusse i magi ad adorare il nato Messia. Questa è la stella profetizzata da Balaam. Questa è la fiaccola che dirige i passi di questi spiriti desolati.
E questo lume e questa stella e questa fiaccola sono pure ciò che illuminano la
tua anima, dirigono i tuoi passi perché tu non
vacilli; fortificano il tuo spirito nel divino affetto e senza che l'anima li conosca, si avanza sempre verso l'eterna meta.
Tu non lo vedi e non lo comprendi, ma non è necessario. Tu non vedrai che tenebre, ma esse non sono quelle che coinvolgono i figli della perdizione,
bensì sono quelle che circondano l'eterno Sole. Tieni per fermo e credi che questo Sole risplende nella tua anima; e questo
Sole è appunto quello di cui il veggente di Dio cantò:
"E nel tuo lume vedrò il lume".
5. Il più bel
credo è quello che prorompe dal tuo labbro nel
buio, nel sacrificio, nel dolore, nello sforzo supremo di una infallibile volontà di bene; è quello che, come una folgore, squarcia le tenebre dell'anima tua; è quello che, nel
balenar della tempesta, ti innalza e ti conduce a Dio.
6. Pratica, mia carissima figliuola, un particolare esercizio di dolcezza e di sottomissione alla volontà di Dio non solo nelle cose straordinarie, ma
anche in quelle piccolezze che quotidianamente avvengono. Fanne degli atti non solo la mattina, ma
anche durante il giorno e la sera con uno spirito tranquillo e
giocondo; e se ti accadesse di mancare, umiliati, proponi e poi alzati e prosegui.
7. Il nemico è assai forte, e tutto
calcolato sembra che la vittoria
dovrebbe arridere al nemico. Ahimè, chi
mi salverà dalle mani di un nemico sì
forte e sì potente, che non mi lascia libero
un istante né di giorno né di notte?
È possibile mai che il Signore permetterà
la mia caduta? Purtroppo lo meriterei,
ma sarà vero che la bontà del celeste Padre
debba essere vinta dalla mia
cattiveria? Giammai, giammai questo,
padre mio.
8. Amerei essere trafitto con una lama fredda, anziché dare dispiacere a qualcuno.
9. Cercar, sì, la solitudine, ma con il prossimo non
mancar di carità.
10. Bisogna, anche nel
riprendere, saper condire la riprensione con modi garbati e dolci.
11. Mancare di carità è come ferire Iddio nella pupilla del suo occhio.
Che cosa è più delicato della pupilla dell'occhio?
Mancare di carità è come peccare contro natura.
12. La beneficenza, da qualsiasi parte
venga, è sempre figlia della stessa madre, cioè la
provvidenza.
13. Ricordati di Gesù, mitis et
humilis corde. L'irascimini et nolite peccare è dei santi. Io non mi sono mai pentito della dolcezza usata, ma mi sono sentito un rimorso di coscienza e mi sono dovuto confessare, quando ho usato un po' di durezza. Però, quando dico mitezza, non dico quella che lascia tutto andare. Quella no! Ma intendo quella che rende dolce la disciplina, la quale non va mai trascurata.
14. Dove non c'è ubbidienza, non c'è virtù.
Dove non c'è virtù, non c'è bene, non c'è amore e dove non c'è amore non c'è Dio e senza Dio non si va in paradiso.
Queste formano
come una scala e se manca uno scalino della scala, si casca giù.
15.
Vi scongiuro, per la mansuetudine di Gesù e per
le viscere di misericordia del Padre celeste, di non
raffreddarvi mai nella via del bene. Correte
sempre e non vogliate mai fermarvi,
sapendo che in questa strada lo star fermo
equivale al ritorno sui propri passi.
16. Mi dispiace tanto veder soffrire!
Per togliere un dispiacere a qualcuno, non troverei difficoltà a tirarmi una pugnalata al cuore!... Sì, questo mi sarebbe più
facile!
17.
Mi è dispiaciuto moltissimo nel sapere che sei stata ammalata, ma ho goduto moltissimo nel sapere che ti vai rimettendo e più ancora ho goduto nel veder rifiorire in mezzo a voi la vera pietà e cristiana carità
dimostrata nella tua infermità.
18. Io non posso patire il criticare e il
dir male dei fratelli. È vero, a volte, mi diverto a punzecchiarli, ma la mormorazione mi mette nausea. Abbiamo tanti difetti da criticare in noi, perché perdersi contro i fratelli? E noi, mancando alla carità, si intacca la radice dell'albero della vita, col pericolo di farlo seccare.
19. La carità è la regina delle virtù. Come le perle sono tenute insieme dal filo, così le virtù dalla carità. E come, se si rompe il filo, le perle cadono; così, se viene meno la carità, le virtù si disperdono.
20. La carità è il metro col quale il Signore ci giudicherà tutti.
21. Ricordati che il perno della perfezione è la carità; chi vive di carità, vive in Dio, perché Dio è carità, come disse
l'Apostolo.
22. Benedico il buon Dio dei santi sentimenti che ti dà la sua grazia. Fai bene a non incominciare mai nessuna opera senza
aver prima implorato l'aiuto divino. Ciò ti otterrà la grazia della santa perseveranza.
23. Soffro e soffro assai; ma grazie al buon Gesù
sento ancora un po' di forza; e di che cosa non è capace la
creatura aiutata da Gesù?
24. Combattete, figliuola, da forte, se vi preme di avere il premio delle anime forti.
25. Non vogliate ricusarvi in nessun
modo e per nessun motivo dal fare la carità a chi che sia,
non solo ma, presentandosi delle favorevoli occasioni,
di offrirla voi stesso. Tanto vuole il Signore e tanto
dovete sforzarvi di fare.
26. Devi avere sempre prudenza ed amore. La prudenza ha gli occhi, l'amore le gambe. L'amore che ha le gambe vorrebbe correre a Dio, ma il suo impulso di slanciarsi verso di
lui è cieco, e qualche volta potrebbe inciampare se non fosse guidato dalla prudenza che ha gli occhi. La prudenza, quando vede che l'amore potrebbe essere sfrenato, gli presta gli occhi.
27. La semplicità è una virtù, però fino ad un certo punto. A questa non deve mai mancare la prudenza; la furberia e la scaltrezza, invece, sono diaboliche e fanno tanto male.
28. La vanagloria è un nemico proprio delle anime che
si sono consacrate al Signore e che si sono date
alla vita spirituale; e perciò a ben ragione
può dirsi la tignuola dell'anima che tende alla perfezione.
Essa vien detta dai santi tarlo della santità.
29. Fa' che non turbi l'anima tua
il triste spettacolo dell'ingiustizia umana; anche questa,
nell'economia delle cose, ha il suo valore. È su di essa che vedrai sorgere un giorno l'immancabile trionfo della giustizia di Dio!
30. Il Signore per allettarci, ci fa tante grazie e noi crediamo di toccare il cielo con un dito. Non sappiamo, invece, che per crescere abbiamo bisogno di
pan duro: le croci, le umiliazioni, le prove, le contraddizioni.
31. I cuori forti e generosi non si dolgono che per grandi motivi,
e anche tali motivi non li fanno troppo penetrare nel loro intimo.
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