| Agosto
1. Il Signore ci fa conoscere chi siamo un poco per volta. In verità mi sembra inconcepibile come uno, che ha intelligenza e coscienza, possa insuperbirsi.
2. Vi dico, inoltre, di amare la
vostra abiezione; ed amare la propria abiezione consiste in questo, o
figliuole, se voi siete umili, tranquille, dolci, confidenti nel tempo dell'oscurità e dell'impotenza, se voi, dico, non vi inquietate, non vi angustiate, se non vi turbate per tutto questo, ma di buon cuore, non dico già allegramente, ma dico francamente e costantemente abbracciate queste croci e state in queste tenebre, così facendo amerete la vostra abiezione, perché che cosa è l'essere
abietto se non l'essere oscuro e impotente?
3. Domandiamo anche noi al nostro caro Gesù l'umiltà, la fiducia e la fede della nostra cara santa
Chiara; come lei preghiamo Gesù fervorosamente, abbandonandoci a lui, distaccandoci da questo menzognero apparato del mondo
ove tutto è follia e vanità, tutto passa, solo Dio resta all'anima, se avrà saputo bene
amarlo.
4. Vi è qualche differenza fra la virtù dell'umiltà e dell'abiezione, perché l'umiltà è la ricognizione della propria abiezione; ora il grado sublime dell'umiltà è il non solamente riconoscere la propria abiezione, ma amarla; questo dunque è ciò
a che vi ho esortato.
5. Non vi ponete mai a letto, senza aver prima
esaminato la vostra coscienza del come avete passato la
giornata, e non prima d'aver indirizzato tutti i
vostri pensieri a Dio, seguita dall'offerta e
consacrazione della vostra persona e di tutti
i cristiani. Inoltre offrite a gloria di sua
divina maestà il riposo che state per prendere
e non dimenticate mai l'angelo custode
che è sempre con voi.
6. Principalmente devi insistere sulla base della giustizia cristiana
e sul fondamento della bontà, sulla virtù,
ossia, di cui esplicitamente
Gesù si porge a modello, voglio dire: l'umiltà
(Mt 11,29). Umiltà interna ed esterna, ma più interna che
esterna, più sentita che mostrata, più profonda che visibile.
Stimati,
o mia dilettissima figliuola, quale sei in verità: un nulla, una miseria, una debolezza, una fonte di perversità senza limiti
od attenuanti, capace di convertire il bene in male, di
abbandonare il bene per il male, di attribuirti il bene
o giustificarti nel male e, per amor dello stesso male, di disprezzare il sommo Bene.
7. Son certo che desiderate sapere quali sono le migliori abiezioni, e io vi dico essere quelle che noi non abbiamo elette, oppure essere quelle che ci sono meno
grate o, per meglio dire, quelle alle quali non abbiamo grande inclinazione; e, per parlar chiaro, quella della nostra vocazione e professione. Chi mi farà la
grazia, mie carissime figliuole, che noi amiamo bene la nostra abiezione? Nessun altro lo può fare che colui il quale amò tanto la sua, che per conservarla volle morire. E questo basti.
8. Io non sono come mi ha fatto il Signore, ma sento che mi
costerebbe maggior sforzo fare un atto di superbia che un atto di umiltà. Perché l'umiltà è la verità, e la verità è che io sono nulla, e tutto quello che di buono è in me, è di Dio. E spesso noi sciupiamo anche quello che di buono Dio ha messo in noi. Quando vedo che la gente a me chiede qualche cosa, non penso a quello che posso dare, ma a quello che non so dare, e per cui tante anime restano sitibonde, per non avere io saputo dare loro il dono di
Dio.
Pensare che ogni mattina Gesù fa l'innesto di sé in noi, ci pervade tutti, ci dona tutto, dovrebbe dunque spuntare in noi il ramo o il fiore dell'umiltà. Viceversa, il
diavolo, che non può innestarsi in noi così profondamente come Gesù, ecco che fa subito germogliare i suoi virgulti di superbia. Questo non ci fa onore. Bisogna dunque combattere e sforzarci di salire. È vero: in cima non arriveremo mai senza un incontro con Dio. Per incontrarci, noi dobbiamo salire
e lui scendere. Ma quando non ne possiamo più, allora, nella fermata, umiliamoci e in questa umiltà ci incontreremo con Dio, perché egli discende nel cuore umile.
9. La vera umiltà del cuore è quella sentita e vissuta più che mostrata. Bisogna umiliarsi sempre davanti a Dio, ma non con
quell'umiltà falsa che porta allo scoraggiamento, generando sconforto e disperazione.
Dobbiamo avere un basso concetto di noi stessi. Crederci inferiori a tutti. Non anteporre il proprio utile a quello degli altri.
10. In questo mondo nessuno di noi merita nulla; è il Signore che è benevolo nei nostri confronti, ed è la sua infinita bontà che concede, perché tutto perdona.
11. Se dobbiamo avere pazienza e sopportare le miserie altrui, tanto più dobbiamo sopportare noi stessi.
Nelle
tue quotidiane infedeltà umiliati, umiliati, umiliati sempre. Quando Gesù ti vedrà umiliato fino a terra, ti stenderà la mano e penserà
lui stesso ad attirarti fino a sé.
12. Tu hai costruito
male. Distruggi e ricostruisci bene.
13. Che
cos'è la felicità se non il possedimento
di ogni sorta di bene, che rende l'uomo del tutto pago?
Ma su questa terra si trova mai qualcuno che sia pienamente
felice? No, certamente. L'uomo sarebbe stato tale, se si
fosse mantenuto fedele al suo Dio. Ma giacché
l'uomo è pieno di delitti, cioè pieno di peccati, non
può mai essere pienamente felice. Quindi solo in cielo si trova
la felicità: ivi non pericoli di perdere Dio, non
patimenti, non morte, ma sempiterna vita con Gesù Cristo.
14. Padre,
voi siete tanto buono!
- Io non sono buono, solo Gesù è buono. Non so come quest'abito di
san Francesco che indosso non scappi via da me! L'ultimo delinquente della
terra è d'oro al pari di me.
15. L'umiltà e la carità vanno di pari passo. L'una glorifica e l'altra santifica.
L'umiltà e la purezza dei costumi sono ali che elevano fino a Dio e quasi divinizzano.
16.
Umiliati sempre e amorosamente davanti a Dio e agli uomini, perché Dio parla a chi tiene veramente umile il suo cuore davanti a lui e l'arricchisce dei suoi doni.
17. Guardiamo prima in alto e poi guardiamo noi stessi. L'infinita distanza che intercorre tra l'azzurro e l'abisso genera umiltà.
18. Se lo stare in piedi dipendesse da noi, sicuramente
al primo soffio noi cadremmo nelle mani dei nemici di
nostra salute. Confidiamo sempre nella divina pietà
e così sperimenteremo sempre più quanto buono sia il Signore.
19. Devi piuttosto umiliarti davanti a Dio anziché abbatterti
d'animo, se
egli ti riserva le sofferenze del suo Figlio e vuol farti
sperimentare la tua debolezza; tu devi levare a lui la preghiera della rassegnazione e della speranza,
allorché per fragilità si cade, e ringraziarlo dei tanti benefici di cui ti va arricchendo.
20. Che cosa posso fare io?
Tutto viene da Dio. Io sono ricco di una sola cosa,
d'una infinita miseria.
21. Se Dio ci togliesse tutto quello che ci ha dato, rimarremmo con i nostri stracci.
22. - Quanta malizia c'è in me!... - Resta pure in questa convinzione, umiliati ma non ti agitare.
23. Stai attenta a non scoraggiarti mai nel vederti circondata da infermità spirituali. Se Iddio ti lascia cadere in qualche debolezza non è per abbandonarti, ma solo per stabilirti in umiltà e renderti più
attenta per l'avvenire.
24. Il mondo non ci stima perché figli di Dio; consoliamocene che, almeno una volta tanto, esso conosce la verità e non dice bugie.
25. Siate amante e praticante della semplicità e
dell'umiltà, e non vi curate dei giudizi del mondo, perché se questo
mondo non avesse nulla da dire contro di noi, non saremmo veri servi di Dio.
26. L'amor proprio, figlio della superbia, è più malizioso della madre stessa.
27. L'umiltà è verità, la verità è umiltà.
28. Dio arricchisce l'anima, che di tutto si spoglia.
29. Sottomessi non significa essere schiavi, ma solo liberi per un santo consiglio.
30. Facendo noi la volontà degli altri, dobbiamo far conto di fare la volontà di Dio, che ci viene manifestata in quella dei nostri
superiori e del nostro prossimo.
31. Tieniti sempre stretta alla
santa Chiesa cattolica, perché ella sola ti può dare la vera pace, perché
ella sola possiede Gesù sacramentato, che è il vero principe della pace.
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