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Umiltà interna
ed esterna; più interna che esterna; più sentita che
mostrata;
più profonda che visibile. Stimiamoci qual siamo in verità, un nulla,
una miseria, una debolezza, una fonte di perversità senza
limite ed attenuante, capaci di convertire il bene in male, di abbandonare il bene per il male, di attribuirci
il bene che non abbiamo o quel bene che abbiamo ricevuto in prestito e
giustificarci nel male e, per amore dello stesso male, di disprezzare il sommo Bene.
Con questa persuasione fissa nella mente, tu:
1º non ti compiacerai mai di te stesso per
qualunque bene tu possa in te scorgere, perché il tutto
ti viene da Dio e a lui
ne darai l'onore e la gloria;
2º non ti lamenterai mai delle offese, da qualunque
parte ti vengono fatte;
3º scuserai tutti con la carità cristiana,
tenendo a te presente l'esempio del Redentore che scusò persino i suoi
crocifissori dinanzi al Padre suo;
4º gemerai sempre come povero dinanzi a Dio;
5º non ti meraviglierai affatto delle tue debolezze
e imperfezioni, ma, riconoscendoti per quello che tu sei, arrossirai
della tua
incostanza e infedeltà a Dio, e in lui proponendo e confidando,
ti abbandonerai tranquillamente sulle braccia del celeste Padre come un tenero
bambino su quelle materne. (Epist. IV, 309-310) |