back MESSAGGIO DEL PADRE

primo quaderno

1 luglio 1932

FESTA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE
DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO

Ecco finalmente il giorno per sempre benedetto della promessa del Padre celeste!

Oggi terminano i lunghi giorni della preparazione e mi sento vicina, vicinissima alla venuta del Padre mio e del Padre di tutti gli uomini.

Alcuni minuti di preghiera e, poi, delle gioie tutte spirituali! Sono stata presa da una sete di vederLo e di sentirLo.

Il mio cuore bruciante d'amore si apriva con una fiducia talmente grande da farmi constatare che fino allora non ero mai stata così fiduciosa con nessuno.

Il pensiero del Padre mio mi gettava come in una follia di allegrezza.

Finalmente dei canti cominciano a farsi udire!

Degli angeli vengono e mi annunciano questo felice arrivo! I loro canti erano così belli che mi sono proposta di scriverli appena possibile.

Questa armonia cessò un istante ed ecco il corteo degli eletti, dei cherubini e dei serafini, con DIO NOSTRO CREATORE e NOSTRO PADRE!

Prostrata, la faccia a terra, inabissata nel mio nulla, ho recitato il MAGNIFICAT.

Subito dopo il Padre mi dice di sedermi con Lui per scrivere ciò che ha deciso di dire agli uomini.

Tutta la Sua corte, che L'aveva accompagnato, è scomparsa. Solo il Padre rimane con me e prima di sedersi mi dice:

«Te l'ho già detto e te lo dico ancora: Non posso più donare un'altra volta il Mio Figlio diletto, per provare il Mio amore per gli uomini! Ora è per amarli e perché essi conoscano questo amore che Io vengo tra loro, prendendo la loro somiglianza, la loro povertà.

Guarda, depongo la Mia corona e tutta la Mia gloria, per prendere l'atteggiamento di un uomo comune!».

Dopo aver preso l'atteggiamento di un uomo comune deponendo la Sua corona e la Sua gloria ai Suoi piedi, prese il globo del mondo sul Suo cuore, sostenendolo con la mano sinistra, poi si sedette accanto a me. Sul Suo arrivo e sull'atteggiamento che si degnò assumere e sul Suo amore non posso dire che qualche parola! Nella mia ignoranza non trovo parole per esprimere ciò che mi fece capire.

«PACE e SALVEZZA, disse, a questa casa e al mondo intero: Che la MIA POTENZA, il MIO AMORE e il MIO SPIRITO SANTO tocchino i cuori degli uomini, perché l'umanità tutta intera si volga verso la salvezza e venga verso SUO PADRE che la cerca per amarla e salvarla!

Che il Mio Vicario Pio XI capisca che questi sono giorni di salvezza e di benedizione. Che non si lasci sfuggire l'occasione di richiamare l'attenzione dei figli sul LORO PADRE che viene tra loro per far loro del bene in questa vita e preparare la loro felicità eterna.

Ho scelto questo giorno per iniziare la MIA OPERA tra gli uomini, perché è la FESTA del PREZIOSISSIMO SANGUE di MIO FIGLIO GESÙ. Ho intenzione di intingere in questo Sangue l'opera che sto iniziando, perché porti grandi frutti nell'umanità intera.

ECCO IL VERO SCOPO DELLA MIA VENUTA

1) Vengo per bandire il timore eccessivo che le Mie creature hanno di Me e per far loro capire che la Mia gioia consiste nell'essere conosciuto e amato dai Miei figli, cioè da tutta l'umanità presente e futura.

2) Vengo a portare la speranza agli uomini e alle nazioni. Quanti l'hanno persa già da molto tempo! Questa speranza li farà vivere nella pace e nella sicurezza lavorando alla loro salvezza.

3) Vengo per farMi conoscere come Io sono. Perché la fiducia degli uomini cresca insieme al loro amore per Me loro PADRE, che non ho che una sola preoccupazione: quella di vegliare su tutti gli uomini e di amarli come Miei figli.

Il pittore si compiace nel contemplare il quadro che ha dipinto; così Io Mi compiaccio, gioisco nel venire tra gli uomini, capolavoro della Mia creazione.

Il tempo stringe, vorrei che l'uomo sapesse al più presto che lo amo e che provo la più grande felicità nello stare con lui e nel parlare con lui, come un Padre con i suoi figli.

Sono l'Eterno e quando vivevo solo avevo già deciso di usare la Mia onnipotenza per creare degli esseri a Mia immagine. Ma prima occorreva la creazione materiale perché questi esseri potessero trovare la loro sussistenza: allora ci fu la creazione del mondo! Lo riempivo di ciò che sapevo dover essere necessario agli uomini: l'aria, il sole e la pioggia e di tante altre cose che sapevo essere necessarie alla loro vita.

Infine l'uomo è creato! Mi sono compiaciuto della Mia opera. L'uomo commette il peccato, ma è allora che si manifesta la Mia infinita bontà.

Per vivere tra gli uomini che avevo creato, scelsi nell'Antico Testamento dei profeti ai quali comunicai i Miei desideri, le Mie pene e le Mie gioie, perché li facessero conoscere a tutti. Più il male cresceva, più la Mia bontà Mi spingeva a comunicarMi a delle anime giuste perché trasmettessero i Miei ordini a coloro che causavano il disordine. Così dovetti talvolta usare della severità per riprenderli, non per castigarli — ciò non avrebbe fatto che male —, ma per distoglierli dal vizio e volgerli verso il loro Padre e il loro Creatore che avevano dimenticato e disconosciuto nella loro ingratitudine. Più tardi il male sommerse talmente il cuore degli uomini che fui costretto a mandare delle sciagure sul mondo perché l'uomo fosse purificato mediante la sofferenza, la distruzione dei suoi beni o anche la perdita della vita; ci fu il diluvio, la distruzione di Sodoma e Gomorra, le guerre dell'uomo contro l'uomo, ecc., ecc.

Ho sempre voluto rimanere in questo mondo tra gli uomini. Così durante il diluvio ero accanto a Noè — il solo giusto d'allora. Lo stesso nelle altre calamità, trovavo sempre un giusto accanto al quale rimanere e, attraverso di lui, rimanevo in mezzo agli uomini di quel tempo e fu sempre così.

Il mondo è stato spesso purificato dalla sua corruzione per la Mia infinita bontà verso l'umanità.

Allora continuavo a scegliere delle anime nelle quali Mi compiacevo, per poterMi attraverso di loro compiacere delle Mie creature, gli uomini.

Avevo promesso al mondo il MESSIA. Che cosa non ho fatto per preparare la Sua venuta! mostrandoMi nelle figure che Lo rappresentavano anche mille e mille anni prima della Sua venuta!

Perché chi è questo MESSIA? Da dove viene? Che cosa farà sulla terra? Chi viene a rappresentare?

Il MESSIA è DIO.

— Chi è Dio? — Dio è il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO.

— Da dove viene o meglio chi Gli ha ordinato di venire tra gli uomini? — Io, Suo PADRE, DIO.

— Chi rappresenterà sulla terra? — Suo PADRE: DIO.

— Che cosa farà sulla terra? Farà conoscere e amare il PADRE: DIO. Non ha detto:

«Non sapete che Io devo occuparmi delle cose del Padre Mio?». — «Nesciebatis quia in his, quae Patris mei sunt, oportet me esse?» (Lc 2,49).

«Sono venuto per fare la volontà del Padre Mio».

«Tutto quello che chiederete al Padre Mio nel Mio nome, ve lo concederà».

«Lo pregherete così: Padre nostro che sei nei cieli, ecc.» e altrove, siccome è venuto per glorificare il Padre e farLo conoscere agli uomini, dice:

«Chi vede Me, vede il Padre Mio».

«Io sono nel Padre e il Padre è in Me».

«Nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me». — «Nemo venit ad Patrem nisi per me» (Gv 14,6).

«Chiunque è con Me è anche col Padre Mio» ecc., ecc.

Concludete, o uomini, che da tutta l'eternità ho avuto un solo desiderio, quello di farMi conoscere dagli uomini e di farMi amare da loro, desiderando rimanere di continuo accanto a loro.

Volete una prova autentica di questo desiderio che ho appena espresso?

Perché ho ordinato a Mosè di costruire il tabernacolo e l'arca dell'alleanza, se non perché avevo il desiderio ardente di venire ad abitare, come un Padre, un fratello, un amico di fiducia, con le Mie creature, gli uomini? Malgrado ciò Mi hanno dimenticato, offeso con delle colpe senza numero. E perché si ricordassero nonostante tutto di Dio loro Padre e dell'unico desiderio che ha di salvarli, ho dato i Miei Comandamenti a Mosè, perché essendo tenuti a osservarli, potessero ricordarsi del Padre infinitamente buono, tutto intento alla loro salvezza presente ed eterna.

Tutto ciò cadde ancora nell'oblio e gli uomini sprofondarono nell'errore e nel timore. Trovando difficoltoso osservare i Comandamenti come li avevo trasmessi per mezzo di Mosè, si sono fatti altre leggi in conformità ai loro vizi, per osservarle più facilmente. Poco a poco, nel timore esagerato che avevano di Me, Mi hanno ancora dimenticato e colmato di oltraggi.

Però il Mio amore per questi uomini, Miei figli, non si è affatto fermato. Tuttavia, quando ebbi constatato che né i patriarchi né i profeti avevano potuto farMi conoscere e amare dagli uomini, ho deciso di venire Io stesso.

Ma come fare per trovarMi in mezzo agli uomini? Non vi era altro mezzo che venire Io stesso, nella seconda Persona della Mia Divinità. Gli uomini Mi conosceranno? Mi ascolteranno?

Per Me niente era nascosto del futuro come risposta a queste due domande. Rispondevo Io stesso:

«Ignoreranno la Mia presenza, pur essendo vicino a Me. In Mio Figlio Mi maltratteranno, nonostante tutto il bene che farà loro. In Mio Figlio Mi calunnieranno, Mi crocifiggeranno per farMi morire».

Mi fermerò per questo? No, il Mio amore per i Miei figli, gli uomini, è troppo grande!

Non Mi sono fermato là; ma riconoscete che vi ho amati, per così dire, più del Mio Figlio diletto, o per dire ancora meglio: più di Me stesso.

Ciò che ho appena detto è talmente vero che se fosse bastata una delle Mie creature per espiare i peccati degli altri uomini, con una vita e una morte come quella di Mio Figlio, avrei esitato. Perché? Perché avrei tradito il Mio amore facendo soffrire un'altra creatura che amo, anziché soffrire Io stesso, in Mio Figlio. Non avrei mai voluto far soffrire in questo modo i Miei figli.

Ecco dunque in breve il racconto del Mio amore fino alla Mia venuta, mediante Mio Figlio, in mezzo agli uomini. La maggior parte degli uomini conosce tutti questi avvenimenti, ma ne ignorano l'essenziale, cioè: che è l'amore che ha condotto tutto!

Sì, è l'amore, ecco ciò che voglio farvi notare in questo racconto che avete appena letto.

Ora, questo amore è dimenticato. Voglio ricordarvelo perché impariate a conoscerMi come sono, perché non siate timorosi come degli schiavi nei confronti di un Padre che vi ama a tal punto.

Vedete, in questo racconto siamo solo al primo giorno del primo secolo e vorrei condurlo fino ai giorni nostri: al ventesimo secolo.

Oh! come il Mio amore di Padre è stato dimenticato tra gli uomini! Eppure vi amo così teneramente! In Mio FIGLIO, cioè nella persona di Mio Figlio fatto uomo, che cosa non ho fatto ancora! La divinità in questa umanità si è velata, piccola, povera, umiliata. Io conducevo con Mio Figlio Gesù una vita di sacrificio, di lavoro. Ricevevo le Sue preghiere perché l'uomo avesse un cammino tracciato, per camminare sempre nella giustizia, per venire al sicuro fino a Me.

Certo, so ben capire la debolezza dei Miei figli! Perciò chiedevo a Mio Figlio di donar loro dei mezzi di rialzarsi dalle loro cadute. Questi mezzi li aiuteranno a purificarsi dal loro peccato, affinché siano ancora i figli del Mio amore. Sono principalmente i sette Sacramenti e soprattutto il grande mezzo per salvarvi, nonostante le vostre cadute, è il Crocifisso, è il Sangue di Mio Figlio che ad ogni istante si riversa su di voi, purché lo vogliate, sia con il Sacramento della Penitenza, sia anche con il Santo Sacrificio della Messa.

Miei cari figli, sono venti secoli che vi colmo di questi beni con delle grazie speciali e il risultato è minimo! Quante Mie creature, divenute figlie del Mio amore per mezzo di Mio Figlio, si sono gettate molto rapidamente nell'abisso eterno! In verità, non hanno conosciuto la Mia infinita bontà. Io vi amo tanto! (espressione preferita di Suor Eugenia e che ritorna spesso).

Ah! voi almeno che sapete che vengo Io stesso per parlarvi, farvi conoscere il Mio amore, per pietà di voi stessi, non gettatevi nel precipizio. Io sono vostro Padre!

Sarebbe possibile che dopo averMi chiamato vostro Padre e averMi testimoniato il vostro amore, trovaste in Me un cuore così duro e così insensibile da lasciarvi perire? No, no! non credetelo! Io sono il migliore dei Padri. Conosco la debolezza delle Mie creature. Venite, venite a Me con fiducia e con amore! E Io perdonerò al vostro pentimento. Anche se i vostri peccati fossero ripugnanti come il fango, la vostra fiducia e il vostro amore Me li faranno dimenticare, tanto che non sarete giudicati. Io sono giusto, è vero, ma l'amore paga tutto.

Ascoltate, figli Miei, facciamo una supposizione e avrete la certezza del Mio amore. Per Me i vostri peccati sono come del ferro, per Me i vostri atti d'amore sono come dell'oro. Se Mi consegnaste mille chili di ferro, non sarebbe tanto quanto se Mi donaste dieci chili d'oro! Ciò significa che con un po' d'amore si riscattano immense iniquità.

Ecco dunque una debolissima figura del Mio giudizio sui Miei figli, gli uomini, tutti senza eccezione. Bisogna dunque arrivare fino a Me. Io sono così vicino a voi! Bisogna dunque amarMi e onorarMi perché non siate giudicati o tutt'al più giudicati con un amore infinitamente misericordioso!

Non dubitate! Se il Mio cuore non fosse fatto così, avrei già sterminato il mondo ogni volta che ha commesso il peccato! Mentre, voi ne siete testimoni, a ogni istante la Mia protezione si manifesta con grazie e benefici.

Da ciò potete concludere che c'è un Padre al di sopra di tutti i padri, che vi ama e che non cesserà mai di amarvi, purché lo vogliate.

Io vengo tra voi per due vie: la CROCE e l'EUCARISTIA.

La CROCE è la Mia via per scendere tra i Miei figli, perché è per mezzo suo che vi ho fatti riscattare da Mio Figlio. E per voi, la Croce, è la vostra via per salire verso Mio Figlio e da Mio Figlio fino a Me. Senza di essa non potreste mai venire, perché l'uomo, con il peccato, ha attirato su di sé il castigo della separazione da Dio.

Per mezzo dell'EUCARISTIA Io dimoro tra voi, come un Padre nella sua famiglia. Ho voluto che Mio Figlio istituisse l'Eucaristia per fare di ogni tabernacolo il serbatoio delle Mie grazie, delle Mie ricchezze e del Mio amore, per darle agli uomini Miei figli. È ancora per queste due vie che faccio discendere continuamente la Mia potenza e la Mia infinita misericordia.

Ora che vi ho mostrato che Mio Figlio Gesù Mi rappresenta tra gli uomini e che, per mezzo di Lui, Io dimoro continuamente tra loro, voglio mostrarvi anche che vengo tra voi per mezzo del Mio SPIRITO SANTO.

L'opera di questa terza Persona della Mia Divinità si compie senza rumore e spesso l'uomo non se ne accorge. Ma per Me è un mezzo adattissimo per dimorare non solo nel tabernacolo, ma anche nell'anima di tutti quelli che sono in stato di grazia, per stabilirvi il Mio trono e dimorarvi sempre come il vero Padre che ama, protegge e aiuta suo figlio. Nessuno può comprendere la gioia che provo quando sono da solo a solo con un'anima. Nessuno ancora finora ha capito i desideri infiniti del Mio Cuore di PADRE DIO, di essere conosciuto, amato e onorato da tutti gli uomini, giusti e peccatori. Eppure sono questi tre omaggi che desidero ricevere dall'uomo, perché Io sia sempre misericordioso e buono, anche verso i più grandi peccatori.

Che cosa non ho fatto al Mio popolo da Adamo fino a Giuseppe, padre putativo di Gesù, e da Giuseppe fino ad oggi, perché l'uomo potesse renderMi il CULTO SPECIALE che Mi è dovuto come Padre, Creatore e Salvatore! Tuttavia questo culto speciale, che ho tanto desiderato e desidero, non Mi è ancora dato!

Nell'Esodo leggete che bisogna onorare Dio con un culto speciale. I Salmi di Davide, soprattutto, contengono lo stesso insegnamento. Nei Comandamenti che ho dato Io stesso a Mosè, ho messo in primo luogo: «Adorerai e amerai totalmente un solo Dio». Ora, amare e onorare qualcuno sono due cose che vanno insieme. Poiché vi ho colmati di tanti benefici, devo dunque essere onorato da voi in modo particolare!

Dandovi la vita, ho voluto crearvi a Mia somiglianza. Il vostro cuore è dunque sensibile come il Mio, il Mio come il vostro!

Che cosa non fareste se uno dei vostri parenti vi avesse fatto qualche piccolo favore per farvi piacere? L'uomo più freddo conserverebbe per questa persona una riconoscenza indimenticabile.

Ogni uomo, in generale, cercherebbe anche ciò che gli farebbe più piacere per ricompensarlo del favore fatto. Ebbene, Io sarò molto più riconoscente verso di voi, assicurandovi la vita eterna, se voi Mi farete il piccolo favore di onorarMi come vi chiedo.

Riconosco che Mi onorate attraverso Mio Figlio e ci sono quelli che sanno far salire tutto attraverso Mio Figlio fino a Me, ma è un ben piccolo numero! Tuttavia non crediate che, onorando Mio Figlio, non Mi onorate! Certo sì, Mi onorate poiché Io dimoro in Mio Figlio! Dunque tutto ciò che è gloria per Lui, lo è anche per Me.

Ma Io vorrei vedere l'uomo ONORARE SUO PADRE e il SUO CREATORE con un culto speciale. Più Mi onorerete, più onorerete anche Mio Figlio, perché, secondo la Mia volontà, si è fatto il VERBO INCARNATO ed è venuto tra voi, per farvi conoscere Colui che Lo ha mandato.

Se Mi conoscerete, Mi amerete e amerete il Mio Figlio diletto, più di quanto non fate adesso. Vedete quante Mie creature, divenute Miei figli per mezzo del mistero della Redenzione, non sono nei pascoli che ho stabilito per mezzo di Mio Figlio per tutti gli uomini. Vedete quanti altri — e voi ne conoscete — ignorano ancora questi pascoli; e tante creature uscite dalle Mie mani di cui Io so l'esistenza mentre voi la ignorate, che non conoscono nemmeno la mano che le ha create!

Ah! come vorrei farMi conoscere come il Padre onnipotente che sono per voi e che sarò anche per loro con i Miei benefici! Vorrei far loro trascorrere una vita più dolce con la Mia legge, vorrei che andaste da loro nel Mio nome e che parlaste loro di Me. Sì, dite loro che hanno un Padre che, dopo averli creati, vuole donare loro i tesori che possiede. Soprattutto dite loro che penso a loro, che li amo e che voglio donare loro la felicità eterna. Ah! ve lo prometto: gli uomini si convertiranno più in fretta!

Credete che SE AVESTE COMINCIATO FIN DALLA CHIESA PRIMITIVA a ONORARMI e a farMi onorare con un CULTO SPECIALE, dopo venti secoli, sarebbero rimasti ben pochi uomini viventi nell'idolatria, nel paganesimo e in tante sette false e cattive, nelle quali l'uomo corre a occhi chiusi a gettarsi negli abissi del fuoco eterno! E vedete quanto lavoro resta da fare!

LA MIA ORA È GIUNTA! Bisogna che Io sia conosciuto, amato e onorato dagli uomini, perché dopo averli creati possa essere il loro Padre, poi il loro Salvatore e infine l'oggetto delle loro eterne delizie!

Fin qui vi ho parlato di cose che sapevate già, ho voluto ricordarvele perché siate sempre più convinti che sono un PADRE buonissimo e non terribile, come voi credete, e ancora che sono il Padre di tutti gli uomini attualmente viventi e che creerò fino alla fine del mondo.

Sappiate anche che voglio essere conosciuto, amato e soprattutto onorato. Che tutti riconoscano la Mia bontà infinita verso tutti e soprattutto verso i peccatori, i malati, i morenti e tutti quelli che soffrono. Che sappiano che non ho che un solo desiderio: amarli tutti, donare loro le Mie grazie, perdonare al loro pentimento e, soprattutto, non giudicarli con la Mia giustizia, ma con la Mia misericordia, perché tutti siano salvi e annoverati tra i Miei eletti.

Per concludere questa breve esposizione, VI FACCIO UNA PROMESSA il cui effetto sarà eterno:

CHIAMATEMI col NOME DI PADRE, con fiducia e amore e riceverete tutto da questo Padre, con amore e misericordia.

Che Mio figlio, il tuo padre spirituale, sappia occuparsi della Mia gloria e mettere frase per frase ciò che ti ho fatto scrivere e anche ciò che ti farò scrivere ancora, perché gli uomini trovino facile e piacevole da leggere l'esposizione di ciò che voglio che sappiano, senza tuttavia aggiungere nulla.

Un po' per giorno ti parlerò dei Miei desideri sugli uomini, delle Mie gioie, delle Mie pene e, soprattutto, mostrerò agli uomini la Mia infinita bontà e la tenerezza del Mio amore compassionevole.

Vorrei anche che le tue Superiore ti permettessero di impiegare i tuoi momenti di libertà a intrattenerti con Me e che tu potessi una mezz'ora al giorno consolarMi e amarMi e ottenere così che i cuori degli uomini, Miei figli, siano ben disposti a lavorare per estendere questo culto, di cui vi rivelo la forma, perché giungiate a una grande fiducia verso questo Padre che vuole essere amato dai Suoi figli.

Perché quest'opera che vorrei fare tra gli uomini possa estendersi in seno a tutte le nazioni il più rapidamente possibile, senza tuttavia che quelli che saranno incaricati di estenderla commettano la minima imprudenza, ti chiedo di passare le tue giornate in un grande raccoglimento. Sarai felice di parlare poco con le creature e nel segreto del tuo cuore, anche quando sarai in mezzo a loro, parlerai con Me e Mi ascolterai.

Ecco del resto ciò che voglio che tu faccia: quando talvolta ti parlerò per te, scriverai le Mie confidenze in un piccolo quaderno speciale. Ma qui, intendo parlare agli uomini: Io vivo con gli uomini in più grande intimità che una madre con i suoi figli.

Dalla creazione dell'uomo non ho mai smesso un solo istante di vivere accanto a lui. Come Creatore e Padre dell'uomo sento come un bisogno di amarlo. Non è che abbia bisogno di lui, ma il Mio amore di Padre e di Creatore Mi fa sentire questo bisogno di amare l'uomo. Vivo dunque vicino all'uomo, lo seguo dappertutto, lo aiuto in tutto, supplisco a tutto. Vedo i suoi bisogni, le sue pene, tutti i suoi desideri e la Mia più grande felicità è di soccorrerlo e di salvarlo.

Gli uomini credono che Io sia un Dio terribile e che precipiti tutta l'umanità nell'inferno. Che sorpresa alla fine dei tempi quando vedranno tante anime che credevano perdute godere la felicità eterna tra gli eletti.

Vorrei che tutte le Mie creature avessero la convinzione che c'è un Padre che veglia su di loro e che vorrebbe dar loro, anche fin da quaggiù, un assaggio della felicità eterna.

Una madre non dimentica mai la piccola creatura che ha appena messo al mondo. Non è ancora più bello da parte Mia, che Mi ricordi di tutte le creature che ho messo al mondo! Ora, se la madre ama questo piccolo essere che le ho donato, Io lo amo più di lei, perché l'ho creato. Se anche talvolta accadesse che una madre amasse meno suo figlio, a causa di un difetto che potrebbe esistere in lui, Io al contrario lo amerei ancora di più. Giungesse lei anche a dimenticarlo o a non pensarvi che raramente, soprattutto quando la sua età lo avrà tolto alla sua vigilanza, Io non lo dimenticherò mai. Io lo amo sempre, anche se non si ricordasse più di Me, suo Padre e suo Creatore, Io Mi ricordo di lui e lo amo ancora.

Vi ho detto prima che vorrei darvi, anche quaggiù, la felicità eterna, ma voi non avete compreso queste parole di cui ecco il senso:

Se Mi amate e se Mi chiamate con fiducia con questo dolce nome di Padre, cominciate, fin da quaggiù, l'amore e la fiducia che faranno la vostra felicità nell'eternità e che canterete in cielo in compagnia degli eletti. Non è questa un'anticipazione della felicità del cielo che durerà eternamente?

Desidero dunque che l'uomo si ricordi spesso che Io sono lì dove lui è. Che non potrebbe vivere se Io non fossi con lui, vivente come lui. Nonostante la sua incredulità, Io non smetto mai di essere accanto a lui.

Ah! Come desidero veder realizzarsi il progetto che voglio comunicarvi e che è questo:

Finora l'uomo non ha pensato di fare a Dio, suo Padre, questo piacere che sto per dire.

Vorrei veder stabilirsi una grande confidenza tra l'uomo e il Padre suo dei cieli, un vero spirito di familiarità e di delicatezza nello stesso tempo, per non abusare della Mia grande bontà.

Conosco i vostri bisogni, i vostri desideri e tutto ciò che vi è in voi. Ma quanto sarei felice e riconoscente, se vi vedessi venire a Me e confidarMi i vostri bisogni, come un figlio molto fiducioso fa con suo Padre. Come potrei rifiutarvi qualunque cosa, di minima o di grande importanza, se Me la domandate? Anche se non Mi vedete, non Mi sentite vicinissimo a voi, negli avvenimenti che accadono in voi e attorno a voi? Come sarà meritorio per voi, un giorno, aver creduto in Me senza averMi visto!

Anche ora che sono qui, in persona, in mezzo a tutti voi, che vi parlo, ripetendovi di continuo, sotto tutte le forme che vi amo e che voglio essere conosciuto, amato e onorato con un culto speciale, voi non Mi vedete, eccetto una sola persona, colei alla quale detto questo messaggio! Una sola in tutta l'umanità! Tuttavia ecco che vi parlo e in colei che vedo e alla quale parlo, vi vedo tutti e parlo a tutti e a ciascuno e vi amo come se Mi vedeste!

Desidero dunque che gli uomini possano conoscerMi e sentire che sono accanto a ognuno di loro! Ricordatevi, o uomini, che vorrei essere la speranza dell'umanità. Non lo sono già? Se non fossi la speranza dell'uomo, l'uomo sarebbe perduto! Ma bisogna che Io sia conosciuto come tale, perché la pace, la fiducia e l'amore entrino nel cuore degli uomini e giungano a metterli in relazione con il loro Padre del cielo e della terra!

Non crediate che Io sia quel terribile vecchio che gli uomini rappresentano nelle loro immagini e nei loro libri! No! no! Io non sono né più giovane né più vecchio di Mio Figlio e del Mio Spirito Santo. Perciò vorrei che tutti, dal bambino fino al vecchio, Mi chiamassero col nome familiare di Padre e di amico, poiché sono sempre con voi, e di fratello, poiché Mi faccio simile a voi, per farvi simili a Me.

Quanto sarebbe grande la Mia gioia nel vedere i genitori insegnare ai loro figli a chiamarMi spesso col nome di Padre come Io sono! Quanto desidererei veder infondere in queste giovani anime una fiducia, un amore filiale verso di Me! Io ho fatto tutto per voi. Non farete questo per Me?

Vorrei stabilirMi in ogni famiglia come nel Mio dominio, affinché tutti possano dire in tutta sicurezza: «Abbiamo un Padre che è infinitamente buono, immensamente ricco e largamente misericordioso. Pensa a noi, è vicino a noi, ci ama, ci guarda, ci sostiene Lui stesso, ci darà tutto ciò che ci manca, se glieLo domandiamo. Tutte le Sue ricchezze sono nostre, noi avremo tutto ciò che ci occorre». Io sono lì apposta perché Mi domandiate quello che che vi occorre: «Chiedete e otterrete». Nella Mia paterna bontà vi darò tutto, purché tutti sappiano considerarMi come un vero Padre vivente in mezzo ai miei, come Io faccio in verità.

Desidero anche che ogni famiglia esponga alla vista di tutti l'immagine che più tardi farò conoscere alla Mia «figlioletta». Desidero che ogni famiglia possa mettersi così sotto la Mia protezione speciale, per poterMi onorare più facilmente. Lì ogni giorno la famiglia Mi farà partecipe dei suoi bisogni, dei suoi lavori, delle sue pene, delle sue sofferenze, dei suoi desideri e anche delle sue gioie, perché un Padre deve conoscere tutto ciò che riguarda i suoi figli.

Io lo so senza dubbio poiché sono lì, ma amo tanto la semplicità. So abbassarMi alla vostra condizione. Mi faccio piccolo con i piccoli, Mi faccio adulto con gli adulti, con i vecchi Mi faccio simile a loro perché tutti comprendano ciò che voglio dir loro per la loro santificazione e per la Mia gloria.

La prova di ciò che vi ho appena detto, non l'avete in Mio Figlio che si è fatto piccolo e debole come voi? Non l'avete ancora adesso, vedendoMi qui a parlarvi? E perché possiate comprendere ciò che voglio dirvi, non ho scelto, per parlarle, una povera creatura come voi? Adesso non Mi faccio simile a voi?

Vedete, ho messo la Mia corona ai Miei piedi, il mondo sul Mio cuore, ho lasciato la Mia gloria nel cielo e sono venuto qui, facendoMi tutto a tutti, povero con i poveri e ricco con i ricchi.

Voglio proteggere la gioventù, come un tenero Padre. C'è tanto male nel mondo! Queste povere anime inesperte si lasciano sedurre dalle attrattive del vizio che, a poco a poco, le conducono alla rovina totale. O voi che specialmente avete bisogno di qualcuno che vi custodisca nella vita, perché possiate evitare il male, venite a Me! Sono vostro Padre che vi ama più che qualunque altra creatura vi amerà mai! Rifugiatevi vicino a Me, confidateMi i vostri pensieri e i vostri desideri. Io vi amerò teneramente. Vi darò grazie per il presente e benedirò il vostro futuro. Siate certi che non vi dimentico, dopo quindici o venti o venticinque o trent'anni che vi ho creati. Venite! Vedo che avete un grande bisogno di un Padre dolce e infinitamente buono come Me.

Senza dilungarmi in tante altre cose che sarebbe opportuno dire qui ma che potrò dire più tardi, voglio ora parlare in modo particolare alle anime di coloro che Mi sono scelto, sacerdoti e religiosi: a voi, figli cari del Mio amore, ho grandi progetti su di voi.

AL PAPA

Prima che a tutti gli altri Mi rivolgo a te, Mio figlio diletto, a te Mio Vicario, per mettere nelle tue mani quest'opera che dovrebbe essere la prima di tutte e che, per il timore che il demonio ha ispirato all'uomo, si compirà solo in questo tempo.

Ah! vorrei che tu comprendessi la dimensione di quest'opera, la sua grandezza, la sua larghezza, la sua profondità, la sua altezza. Vorrei che tu comprendessi i desideri immensi che ho sull'umanità presente e futura! Se tu sapessi quanto desidero essere conosciuto, amato e onorato dagli uomini con un culto speciale! Questo desiderio l'ho in Me da tutta l'eternità e fin dalla creazione del primo uomo. Questo desiderio l'ho espresso parecchie volte agli uomini soprattutto nell'Antico Testamento. Ma l'uomo non l'ha mai compreso. Ora questo desiderio Mi fa dimenticare tutto il passato, purché sia realizzato adesso nelle Mie creature del mondo intero.

Mi abbasso fino alla più povera delle Mie creature per poter, nella sua ignoranza, parlarle e per mezzo di lei poter parlare agli uomini, senza che lei si accorga della grandezza dell'opera che vorrei fare tra loro!

Non posso parlare di teologia con lei, sarei sicuro di fallire, non capirebbe.

Permetto che lei sia così per poter fare la Mia opera mediante la semplicità e l'innocenza. Ma tocca a te ora far studiare quest'opera e realizzarla molto presto.

Per essere conosciuto, amato e onorato con un culto speciale non chiedo niente di straordinario. Desidero soltanto questo:

1) Che un giorno, o almeno una domenica, sia consacrato a onorarMi in modo particolare sotto il NOME DI PADRE DELL'UMANITÀ tutta intera.

Vorrei per questa festa una Messa e un Ufficio propri. Non è difficile trovarne i testi nella Sacra Scrittura. Se preferite renderMi questo culto speciale una domenica, scelgo la prima domenica di agosto: se prendete un giorno della settimana, preferisco che sia il 7 dello stesso mese.

2) Che tutto il clero si impegni a sviluppare questo culto e soprattutto che Mi faccia conoscere agli uomini come sono e come sarò sempre presso di loro, cioè il Padre più tenero e più affettuoso di tutti i padri.

3) Desidero che Mi faccia entrare in tutte le famiglie, negli ospedali, anche nei laboratori e nelle fabbriche, nelle caserme, nelle sale ove i ministri delle nazioni prendono decisioni, dappertutto infine dove si trovano le Mie creature, anche se ce ne fosse una sola! Che il segno sensibile della Mia invisibile presenza sia un'immagine che mostri che sono realmente là presente, così tutti gli uomini faranno tutte le loro azioni sotto lo sguardo del loro Padre e avrò Io stesso anche sotto gli occhi la creatura che ho adottato dopo averla creata, così tutti i Miei figli saranno sotto lo sguardo del loro tenero Padre.

Indubbiamente sono dappertutto anche adesso, ma vorrei essere rappresentato in una maniera sensibile.

4) Che durante l'anno il clero e i fedeli adottino alcuni esercizi di pietà in Mio onore, senza nuocere alle loro occupazioni ordinarie.

Che senza timore i nostri sacerdoti vadano dappertutto, in tutte le nazioni, a portare agli uomini la fiaccola del Mio amore paterno. Allora le anime saranno illuminate, conquistate — non solo tra gli infedeli — ma in tutte le sette che non sono della vera Chiesa. Sì, che anche questi uomini, che sono Miei figli, vedano splendere questa fiaccola davanti a loro, che conoscano la verità, che l'abbraccino e pratichino tutte le virtù cristiane.

5) Vorrei essere onorato in modo particolare nei seminari, nei noviziati, nelle scuole e nei collegi. Che tutti, dal più piccolo al più grande, possano conoscerMi e amarMi come loro Padre, loro Creatore e loro Salvatore.

6) Che i sacerdoti si impegnino a cercare nelle Sacre Scritture ciò che ho detto un tempo e che è rimasto finora ignorato, relativamente al culto che desidero ricevere dagli uomini. Che lavorino anche per far giungere i Miei desideri e la Mia volontà a tutti i fedeli e a tutti gli uomini, specificando ciò che dirò per tutti gli uomini in generale e per i sacerdoti, i religiosi e le religiose in particolare. Quelle sono le anime che scelgo per renderMi grandi omaggi più che gli uomini del mondo.

Certo occorrerà del tempo per arrivare a una completa realizzazione di questi desideri che ho concepito sull'umanità e che ti ho fatto conoscere! Ma un giorno con le preghiere e i sacrifici delle anime generose che si immoleranno per quest'opera del Mio amore, sì un giorno sarò soddisfatto. Ti benedirò, Mio figlio diletto, e ti darò il centuplo di tutto ciò che farai per la Mia gloria.

AL VESCOVO

Voglio dire una parola anche a te! Mio figlio Alessandro perché i Miei desideri siano realizzati nel mondo.

Bisogna che con il padre spirituale della «pianticella» di Mio Figlio Gesù, siate i promotori di quest'opera, cioè di questo culto speciale che attendo dagli uomini. A voi, figli Miei, affido quest'opera e il suo avvenire così importante.

Parlate, insistete, fate conoscere ciò che dirò perché Io sia conosciuto, amato e onorato da tutte le Mie creature e avrete fatto ciò che attendo da voi: cioè la Mia volontà, e avrete realizzato i desideri che per molto tempo ho custodito nel silenzio.

Di tutto ciò che farete per la Mia gloria, farò il doppio per la vostra salvezza e per la vostra santificazione. Infine sarà in cielo e solamente in cielo che vedrete la grande ricompensa che vi darò, a voi in modo particolare e a tutti quelli che lavoreranno per questo scopo.

Ho creato l'uomo per Me ed è ben giusto che Io sia TUTTO per l'uomo. L'uomo non proverà vere gioie all'infuori del Padre suo e del suo Creatore, perché il suo cuore è fatto solo per Me. Da parte Mia anche, il Mio amore per le Mie creature è così grande che non provo nessuna gioia pari a quella di essere tra gli uomini. La Mia gloria in cielo è infinitamente grande, ma la Mia gloria è ancora più grande quando Mi trovo tra i Miei figli: gli uomini di tutto il mondo. Il vostro cielo per voi, Mie creature, è in Paradiso con i Miei eletti, perché è lassù in cielo che Mi contemplerete in una visione perpetua e che godrete di una gloria eterna. Il Mio cielo per Me è sulla terra con tutti voi, o uomini! Sì, è sulla terra e nelle vostre anime che cerco la Mia felicità e la Mia gioia. Voi potete darMi questa gioia ed è anche un dovere per voi farlo per il vostro Creatore e Padre che lo desidera e lo attende da voi.

La Mia gioia di essere tra voi non è meno grande di quella che provavo quand'ero con Mio Figlio Gesù durante la Sua vita mortale; Mio Figlio, ero Io che Lo mandavo. Era concepito per opera del Mio Spirito Santo, che sono ancora Io, in una parola ero sempre Io.

A voi, Mie creature, amandovi come Mio Figlio, che sono Io, dico come a Lui: voi siete i Miei figli diletti nei quali Mi compiaccio; perciò gioisco in vostra compagnia e desidero restare con voi. La Mia presenza tra voi è come il sole sul mondo terrestre. Se siete ben disposti a riceverMi, verrò vicino a voi, entrerò in voi, vi illuminerò, vi riscalderò col Mio amore infinito.

Quanto a voi, anime in stato di peccato, o che ignorate la verità religiosa, non potrò entrare in voi, ma sarò lo stesso accanto a voi perché non smetto mai di chiamarvi, di invitarvi a desiderare ricevere i beni che vi porto perché vediate la luce e guariate dal peccato.

Ora vi guardo con compassione per l'infelice stato nel quale vi trovate, ora vi guardo con amore per disporvi a cedere alle attrattive della grazia. Passo talvolta dei giorni, degli anni anche, accanto ad alcune anime, per poter assicurare loro la felicità eterna. Ignorano che sono lì che le aspetto, che le chiamo ad ogni istante del giorno.

Tuttavia non Mi stanco e provo lo stesso gioia nel restare accanto a voi, sempre con la speranza che un giorno ritornerete al Padre vostro e Mi farete almeno qualche atto d'amore prima di morire.

Ecco, per esempio, un'anima che sta per morire: quest'anima è sempre stata per Me come il figliol prodigo.

(Nota di Madre Eugenia: questo esempio l'ho visto compiersi, come nostro Padre dice e io scrivo).

Io la colmavo di beni, lei sprecava tutti questi beni, questi doni gratuiti del Padre suo amantissimo, e per di più Mi offendeva gravemente. La attendevo; la seguivo dappertutto, le davo nuovi benefici come la salute e i beni che facevo fruttare dai suoi lavori così bene che aveva del superfluo. Talvolta la Mia Provvidenza gliene procurava ancora di nuovi. Era dunque nell'abbondanza ma non vedeva che al triste barlume dei suoi vizi e tutta la sua vita fu un tessuto di errori per il peccato mortale abituale. Ma il Mio amore non si è mai stancato. La seguivo lo stesso; la amavo; e soprattutto, malgrado i rifiuti che Mi opponeva, ero contento di vivere pazientemente accanto a lei, nella speranza che forse un giorno avrebbe ascoltato il Mio amore e sarebbe tornata a Me, suo Padre e suo Salvatore.

Infine il suo ultimo giorno si avvicina: le mando una malattia perché possa raccogliersi e ritornare a Me suo Padre. Ma il tempo passa ed ecco il Mio povero figlio di 74 anni alla sua ultima ora. Sono ancora lì, come sempre: gli parlo con più bontà che mai. Insisto, chiamo i Miei eletti, perché preghino per lui affinché domandi il perdono che gli offro... A questo punto, prima di rendere l'ultimo respiro, apre gli occhi, riconosce i suoi errori e quanto si sia allontanato dal vero cammino che conduce fino a Me. Rientra in se stesso, poi con la sua debole voce, che nessuno intorno a lui sente, Mi dice:

«Mio Dio, adesso vedo come il Vostro amore per me è stato grande e io Vi ho offeso continuamente con una così cattiva vita. Io non pensavo mai a Voi, mio Padre e mio Salvatore. Adesso vedete tutto e per tutto questo male che vedete in me e che riconosco nella mia confusione, Vi domando perdono e Vi amo, mio Padre e mio Salvatore».

Morì in quel momento ed eccolo davanti a Me. Io lo giudico con l'amore di un Padre, come Mi ha chiamato; ed è salvo. Resterà qualche tempo nel luogo di espiazione, poi sarà felice per l'eternità. E Io, dopo esserMi compiaciuto durante la sua vita nella speranza di salvarlo con il suo pentimento, gioisco ancora di più con la Mia corte celeste di aver realizzato il Mio desiderio e di essere suo Padre per tutta l'eternità.

Quanto alle anime che vivono nella giustizia e nella grazia santificante, provo felicità nello stabilirMi in loro. Mi dono a loro. Affido loro l'USO DELLA MIA POTENZA e CON IL MIO AMORE trovano un'anticipazione del Paradiso in Me, loro Padre e loro Salvatore!».

Così finisce il primo quaderno del Messaggio.