| Novembre
I
santi
1. L'eternità! Chi potra capire quest'unica parola,
eternità che scaturisce dalla tua essenza, o Dio
incomprensibile?
Il Signore mi fece conoscere la gloria del cielo e la
felicità dei santi che si rallegrano per tutti coloro che li
raggiungono lassù. Essi amano Dio unico oggetto del loro amore ma,
in Dio, amano anche noi teneramente. È dal volto di Dio
che la gioia discende
su di tutti, perché in cielo lo si contempla faccia a
faccia. Una tale visione è così dolce, che l'anima
ricade sempre nuovamente in estasi. La gloria di Dio
è tanto grande, che non voglio lasciarmi tentare a
descriverla perché, come San Paolo, non ne sono
capace e perché non si pensi che la mia descrizione
possa essere completa.
La
morte
2. Una volta, impressionata dal pensiero dell'eternità
e dei suoi misteri, l'anima mia venne colta dall'angoscia;
mentre indugiavo sopra quell'idea, presero a tormentarmi
vari dubbi. Gesù disse: "Bambina mia, non aver paura della
dimora del Padre tuo. Lascia le vane indagini ai sapienti
di questo mondo. Voglio vederti sempre fiduciosa come una bambina.
Se ti serve, informati con semplicità dal confessore e io ti
risponderò con la sua bocca".
3. Gesù mio, gli ultimi giorni della mia vita sulla terra siano
completamente conformi alla tua santa volontà. Unisco le mie
sofferenze, le amarezze e l'agonia alla tua passione e tutto
offro per il mondo intero, per impetrare l'abbondanza della
divina misericordia sulle anime, specialmente quelle che sono
vissute accanto a me. Confido in te incrollabilmente.
Totalmente mi rimetto alla tua santa volontà, che è la
misericordia stessa. La tua misericordia sarà tutto per
me in quell'ora estrema, come tu stesso promettesti.
4. Il Signore mi disse:
"Figlia mia, scrivi. Tutte le anime
che adoreranno questa mia misericordia e ne diffonderanno il culto
fra le anime, esortandole a confidare in essa, non avranno paura
nell'ora della morte. La mia misericordia sarà la loro difesa
nell'ultima agonia".
5. Sono pronta ormai all'incontro col Signore. E non
solo da oggi, ma fino dal momento in cui posi l'intera
mia fiducia nella pura bontà di Dio, abbandonandomi
totalmente alla sua volontà, la quale è piena di
misericordia. Dio misericordioso, che mi permetti di
vivere ancora quaggiù, accresci in me la vita dello spirito,
sulla quale la morte non ha alcun potere.
6. Gesù mio, quando sarà arrivato il termine della
mia vita, ti supplico, con la massima umiltà di
accettare la mia morte in unione con te, come
sacrificio d'olocausto, che oggi, con spirito cosciente
e piena accettazione da parte della mia volontà, ti offro
per questa triplice intenzione:
1) affinché l'opera della tua misericordia si propaghi
in tutto il mondo e la sua festa venga solennemente
approvata e celebrata;
2) affinché i peccatori, specialmente quelli in
agonia, ricorrano alla tua misericordia, provandone
gli effetti inenarrabili;
3) affinché l'opera della tua misericordia venga
attuata totalmente come tu desideri, e tu soccorra le
persone che la guidano.
7. Mio Gesù, com'è facile santificarsi per l'eternità!
Occorre
un briciolo solo di buona volontà. Se Dio vede in un'anima
questo briciolo, s'affretta a darsi a lei e nulla lo trattiene, né
i difetti, né le cadute, assolutamente nulla. Dio è molto
generoso e non nega a nessuno la sua grazia. Egli dona, anzi, più
di quanto noi gli doniamo. Non analizziamo il cammino che lo
Spirito di Dio ci fa percorrere; ci basti sapere che siamo amati
da Dio e che lo amiamo a nostra volta. L'amore puro fa conoscere
Dio e apre la nostra intelligenza a un grande numero di misteri.
Il
paradiso
8. Vidi il trono dell'Agnello di Dio. Davanti al trono un grande
libro, che mi fu aperto affinché lo leggessi.
Era scritto col sangue e non riuscii a interpretarvi se
non il nome di Gesù. Quando il libro fu tolto, udii
queste parole: "Testimonierai la mia misericordia, che è infinita.
In questo libro, sono segnate le anime che diedero un particolare
culto alla mia misericordia". Scorgendo quanto sia grande
la bontà di Dio, s'impadronì di me un'immensa gioia.
9. Oggi, in spirito, venni portata in paradiso. Contemplai
quell'inconcepibile bellezza e la felicità che ci aspetta dopo
la morte. Vidi tutte le creature esaltare incessantemente la
gloria di Dio. Vidi quanto sia grande la felicità che da Dio
si riversa su di esse, portando loro un'infinita gioia,
che poi fa ritorno alla sorgente. Ogni gloria e onore
provengono dal dono di una simile felicità e tutto rientra
nelle profondità divine. Le creature contemplano Dio nella
sua essenza: Padre, Figlio, Spirito Santo, che esse non penetreranno
mai fino all'esaurimento, perché un simile esaurimento non esiste.
Adesso capisco come San Paolo potè scrivere: "Occhio non vide,
orecchio non udì, né mai entrò in cuore d'uomo ciò che Dio
prepara per coloro che lo amano".
10. Incomparabile è la gloria che aspetta l'anima la quale,
sulla terra, assomiglia a Gesù nel suo soffrire: gli assomiglierà
per sempre anche nella gloria. Il Padre celeste glorificherà le
nostre anime nella misura in cui scorgerà dentro di noi una
rassomiglianza con suo Figlio.
11. Inconcepibile è la felicità del
paradiso. Non la
potrei descrivere neppure approssimativamente. Le
anime sono penetrate dalla divinità e ne vivono,
passando da uno splendore all'altro di una luce che
non cambia mai, senza per altro essere mai monotona.
È una luce che sempre si rinnova, ma non subisce
mutamenti. O Trinità divina, fatti conoscere alle anime!
12. O Trinità santissima, Dio eterno, ti ringrazio
d'avermi fatto conoscere l'immensità e la varietà di
gloria a cui pervengono le anime. Se le persone che vivono
quaggiù sapessero! Se a me fosse dato di conseguire
un grado in più di quella gloria, sopporterei volentieri
tutti insieme i tormenti che i martiri hanno sofferto.
In verità, tutte insieme queste sofferenze sembrano nulla
in paragone con la gloria che ci attende nell'eternità!
13. È così. Ogni cosa uscita da Dio a lui farà ritorno,
tributandogli una gloria perfetta. Quando rifletto al
culto che quaggiù rivolgiamo a Dio, lo trovo molto
misero: è una goccia in confronto della gloria ch'egli
riceve in cielo. Mio Dio, quanto sei buono accettando
la mia adorazione! Quanto sei clemente, volgendomi
misericordiosamente la tua faccia e facendomi conoscere
che la nostra preghiera ti è gradita!
Il
purgatorio
14. Una notte m'apparve l'angelo custode. Mi ordinò
di seguirlo. Di colpo, mi trovai in un luogo fosco,
dove scorsi un'immensa folla di anime che soffrono.
Le sentti pregare con fervore, ma senza efficacia per se stesse.
Noi soltanto le possiamo aiutare. Chiesi loro
quale fosse il maggior tormento che soffrivano.
Unanimemente mi risposero: La nostalgia di Dio! Vidi la Madonna
che scendeva a visitare quelle anime. Esse la invocavano
come "Stella del mare". La Madre di Dio portava loro sollievo.
Uscii da quella prigione di dolore. Gesù mi disse:
"La
misericordia non lo vuole, ma lo esige la giustizia". Dopo
d'allora mi trovo in un'unione più intima con le anime
sofferenti in purgatorio.
L'inferno
15. Se i peccatori, mi disse Gesù, conoscessero la mia
misericordia, non perirebbero in così grande numero.
Di' loro che non temano di avvicinarsi a me. Parla della mia
misericordia! La preghiera per la conversione delle anime in
peccato è quella che gradisco maggiormente. Essa viene sempre
esaudita.
16. Cracovia,
20.10.1935. Con la guida di un angelo,
venni condotta nell'inferno. È una voragine di indescrivibili
tormenti. Quale che sia lo spazio che occupa, è vastissimo.
Vi notai questi tormenti: il primo costituisce l'essenza
stessa dell'inferno e consiste nella perdita di Dio.
Il secondo, sono i continui rimorsi di coscienza. Il terzo,
sta nel fatto che un simile destino non cambierà mai più.
Il quarto, è il fuoco che tormenta l'anima senza consumarla: si
tratta di una tortura atroce, perché quel fuoco è unicamente
spirituale e viene acceso dall'ira di Dio. Il quinto tormento
consiste nelle tenebre continue e nel fetore soffocante.
Malgrado ciò, demoni ed anime dannate si scorgono reciprocamente
e constatano tutto il male degli altri e quello proprio. Il sesto
tormento è rappresentato dalla presenza continua di Satana.
Il settimo è dato da una disperazione spaventosa, la quale
scatena l'odio verso Dio e riempie tutto quello spazio di
imprecazioni, di maledizioni e di bestemmie.
17. Ho descritto le pene della dannazione in quanto
tale. Ma, non è finita. Vi sono i tormenti perticolari di
ogni anima. Si tratta del tormenti dei sensi, in cui
ciascuna è tormentata in modo spaventoso e indescrivibile
in conformità a ciò per cui ha peccato. Vi sono
voragini di torture, orribili caverne, dove un supplizio
differisce dall'altro. Sarei morta di fronte a simili orrori,
se l'onnipotenza divina non m'avesse sostenuta. Sappia il peccatore
che il senso ch'egli adopera per compiere il peccato, lo
torturerà eternamente.
18. Quanto scrissi non è che una pallida ombra delle
cose che io ho visto. Un fatto ho potuto rimarcare: il
maggior numero di anime che si trovano all'inferno è
di coloro che non credevano alla sua esistenza. Scrivo
per ordine di Dio, affinché non vi sia persona che
abbia il pretesto per dire che l'inferno non esiste, che
nessuno lo vide e che perciò nessuno può sapere la
verità su queste cose. Io, suor Faustina, per ordine di
Dio, fui nelle voragini infernali per attestare e
proclamare che l'inferno esiste. Ho ricevuto l'ordine da Dio
di lasciare queste cose per iscritto.
Quando tornai
in me stessa, non riuscivo a riavermi dal terrore.
Ora prego con maggior ardore, affinché i peccatori si convertano.
Invoco senza sosta la misericordia di Dio per essi. Gesù mio,
preferirei agonizzare fino al termine del mondo, fra le peggiori
sofferenze, piuttosto che offenderti con il minimo peccato.
Gli
angeli
19. Uno spirito bellissimo, la cui magnificenza deriva dalla sua
stretta unione con Dio, mi accompagna dovunque. Un giorno gli
domandai: "Chi sei?". Rispose: "Sono uno degli spiriti che stanno
davanti al trono di Dio e l'adorano". Una volta, durante la santa Messa, l'udii cantare le parole: "Santo, Santo, Santo". La sua
voce era come se fosse quella di migliaia, non è possibile
descriverla.
20. Partendo da Wilno alla volta di Cracovia, vidi
l'angelo che mi accompagnava lungo il viaggio. A
Varsavia, scomparve nel momento in cui entravo per
la porta del convento; quando poi risalimmo in treno
per proseguire fino a Cracovia, mi trovai nuovamente
accanto il santo angelo. Egli pregava contemplando
Dio, e il mio pensiero lo seguiva. Ancora una volta,
l'angelo scomparve quando varcammo la soglia del convento.
21. Un'altra volta, mi trovai accanto una figura luminosa.
Era uno spirito raggiante come l'avevo già visto durante
il viaggio in ferrovia. Avevo allora notato che su ognuna
delle chiese davanti a cui passavo stava un angelo, e ognuno di
quegli spiriti, custodi dei vari templi, s'inchinava davanti
allo spirito che si trovava accanto a me. Una volta varcata
la soglia del convento, questo spirito era scomparso e
io avevo ringraziato Dio per la sua bontà di avermi
dato per compagno degli angeli. Quanto pochi, tra gli
uomini, riflettono d'avere sempre al fianco un ospite del
genere, il quale è al tempo stesso un testimonio a ciascuna
delle nostre azioni!
22. Quanto è grande la maestà di Dio, che è adorata
dagli spiriti celesti! Essi lo fanno secondo il grado di
grazia delle gerarchie in cui si suddividono. Ho molta venerazione
per l'arcangelo Michele. Nel compiere la volontà divina,
egli non ebbe davanti a sé un esempio da seguire, eppure realizzò
con estrema fedeltà i desideri di Dio. Il giorno di San
Michele (29 settembre), scorsi questo principe celeste accanto a me.
Egli mi disse: "Il Signore mi ha ordinato di prendermi cura di
te in particolare. Sappi che sei odiata dal demonio, ma non
aver paura. Chi è come Dio?". Scomparve, ma sento la sua presenza
ed il suo aiuto. Mio Dio, quanta pena mi fa la gente
che non crede nel soprannaturale!
Ti prego, perché anch'essi vengano raggiunti dalla tua
misericordia.
23. Mio Dio, hai usato la tua misericordia anche con
gli angeli, quando creasti quegli spiriti celesti e li
ammettesti alla tua divina intimità, rendendoli capaci
a loro volta di un amore eterno. E quantunque tu,
Signore, li abbia così generosamente dotati dello
splendore della bellezza dell'amore, tu non diminuisci
la pienezza che ti è propria come del resto, la loro
bellezza e il loro amore nulla aggiunsero a te, poiché
in te stesso tu sei tutto. Se desti ad altri di partecipare
alla tua felicità, ciò è dovuto esclusivamente all'immensità
della tua misericordia. Nel momento dell'incarnazione, ti
servisti dell'angelo per annunciare il tuo mistero, ma fosti tu
a darvi esecuzione.
24. Meditavo sul peccato degli angeli e come fosse stata immediata
la loro punizione. Chiesi a Gesù il perché, e la sua voce mi
rispose: "A cagione della profonda conoscenza che avevano di Dio.
Nessun uomo sulla terra, fosse pure un grande santo, è dotato
di una capacità intellettuale quanto un angelo". Risposi con
ammirazione: "Nei miei riguardi ti sei mostrato misericordioso.
Mi porti in seno alla tua misericordia e mi perdoni sempre
quando, con cuore pentito, chiedo la tua indulgenza".
I
demoni
25. Camminavo verso la mia cella. All'improvviso,
venni circondata da una quantità di esseri simili a cani neri,
enormi urlanti, quasi che coi loro balzi contro di me mi
volessero sbranare. Compresi che erano demoni.
Uno di essi parlò ringhiando con furore: "Poiché tu questa notte
ci hai sottratto molte anime pregando in favore
di quei peccatori che hanno perduto la speranza,
noi ti faremo a brani!". Risposi: "Sbranatemi pure,
se questa è la volontà di Dio. Vuol dire che l'ho meritato; ma,
esercitando la giustizia, egli non perde la misericordia".
A queste parole, i demoni ringhiarono tutti insieme: "Via, via!
È con lei l'Onnipotente!". Scomparvero come la polvere, come
il rumore della strada. Ripresi il cammino verso la
mia cella, riflettendo sull'imperscrutabile misericordia
divina. Udii la voce di Gesù: "Satana odia ogni anima,
ma per te si strugge d'una rabbia forsennata, perché
strapperai molte anime all'inferno diffondendo il culto della
mia misericordia".
26. Quando Dio mette un'anima alla prova,
satana
ride di lei: "Vedi come Dio ti tratta. Continua pure
ad essergli fedele, eccoti il premio! Ora sei in nostro potere!
Dio ti ha rigettata!". Queste ultime. parole diventano
fuoco che penetra la carne, che si insinua nelle midolla
delle ossa, che trafigge da parte a parte tutto l'essere.
È un'agonia per l'anima. Ma l'influenza
di satana giunge solo fin dove Dio glielo permette. Un
giorno, una delle Madri si irritò nei miei confronti,
umiliandomi a tal punto che pensai non sarei riuscita
a sopportarlo. Mi gridò: "Stravagante, visionaria, isterica!
Vammi fuori dai piedi e non farti veder più!". In simili occasioni,
satana è sempre pronto a tirar l'acqua al suo mulino.
Prese a ispirarmi pensieri d'irritazione e di scoraggiamento: "Questo
guadagni ad essere sincera! Come puoi continuare se nessuno ti
comprende e la verità che dici vien stravolta?". Una voce
allora risuonò dentro di me all'improvviso: "Non temere,
ci sono io insieme a te!". Compresi che non dovevo
farmi schiacciare dal demonio e, con coraggio rinnovato,
uscii dalla mia cella per affrontare nuove lotte.
27. Satana vuol farmi credere che, se i superiori
affermano che tutta la mia vita interiore è un'illusione,
sia perfettamente inutile affliggerli oltre col
ripetere le stesse cose. Mi suggerisce: "Non ti ha detto
forse la madre X, che Gesù non si comunica ai
miserabili pari tuo? Se tornerai a parlarne anche al
confessore, ti ripeterà le stesse cose. Guarda quante
umiliazioni ti sono già toccate, e molte altre ti toccheranno
ancora. Tutte le tue consorelle sanno che sei solo un'isterica!
Meglio per te respingere ogni cosa in blocco come un'illusione!".
Inaspettatamente, s'impadronì di me una strana disaffezione
per tutto ciò che è sacro. Udii satana dirmi: "Non pensare più
a quell'opera. Non è vero che Dio sia tanto misericordioso.
Non pregare per i peccatori, essi saranno ugualmente dannati!
Con quest'opera della misencordia, finirai col dannare anche
te stessa. Non parlare di questa misericordia divina con nessuno!".
La sua voce era suadente come quella delle sue parole.
Gli gridai: "Tu sei il padre della menzogna", e feci il segno
della croce. Udii quello spirito malvagio scomparire con
enorme fracasso e con furore.
28. Una volta, costrinsi un demonio a confessare chi
andasse cercando furtivamente tra le suore. Con estrema ripugnanza
e con fatica, mi confessò che andava a caccia di anime pigre nel
lavoro e accidiose nello spirito. Potei notare che non ne trovò.
Si rallegrino tutte le persone alle prese col lavoro e la fatica!
Un'altra volta, una delle nostre suore stava per morire.
Vidi gran quantità di tenebrosi spiriti, i quali tentavano
di avvicinarsi a lei. Corsi all'aspersorio e gettai
sugli spiriti malvagi dell'acqua benedetta.
Scomparvero all'istante. La superiora mi rimproverò
di un atto che le sembrò sconsiderato. Accettai il
biasimo con spirito di penitenza. Rimane il fatto che l'acqua
benedetta porta un grande sollievo ai moribondi.
29. Satana fu costretto da Dio a confessarmi che ero
l'oggetto del suo odio. Mi disse che mille altre persone
gli recavano meno danno di me, quando scrivevo
sulla divina misericordia. "I peggiori peccatori riprendono
fiducia e fanno ritorno a Dio - concluse lo
spirito del male - così perdo ogni cosa e, per di più,
aumenti le mie sofferenze con quella misericordia
senza fondo dell'Onnipotente!". Mi resi conto quanto
satana odia l'idea della divina misericordia. Egli non
vuole riconoscere che Dio è infinitamente buono.
Un'altra volta, mentre scrivevo sulla fiducia in Dio,
lo udii urlare: "Non scrivere sulla fiducia della divina
misericordia! Dio è giusto! Dio è soltanto giusto!". Con un urlo di collera, scomparve.
30. La sera del giorno in cui l'immagine del Salvatore
misericordioso era stata solennemente esposta all'Ostra Brama,
vidi Gesù come è raffigurato sul quadro
della sua misericordia trasvolare sopra la città che era
avvolta in molte reti, benedisse la città, e scomparve.
Io mi vidi circondata da numerose figure dall'aspetto
orribile e malvagio, brucianti d'odio verso la mia
persona; dalle loro bocche uscivano insulti e minacce
d'ogni sorta. Nessuna per altro mi toccò. Allora mi
feci coraggio e chiesi loro: "Da dove venite in così grande numero?". Quelle forme maledette mi risposero:
"Dai cuori
degli uomini! Non ci torturare con altre tue domande!".
O Gesù, sono pronta ad affaticarmi ed a soffrire per
tutta la mia vita in cambio di quell'istante all'Ostra
Brama, dove potei mirare la tua gloria e la salvezza
ricevuta dalle anime.
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