Il Santo Rosario
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Santa Brigida

Il secolo XIV aveva visto fiorire esperienze di intenso misticismo come quelle vissute dai domenicani Meister Eckhart, Enrico Susone, Giovanni Taulero, dal fiammingo Giovanni Ruysbroeck, e illustrate nei loro scritti; però nel caso di questi celebrati autori si è trattato di un misticismo indirizzato principalmente verso forme di alta speculazione dottrinale e di contemplazione. Nella seconda metà del medesimo secolo, Brigida di Svezia ha invece saputo proporre all'attenzione della cristianità il suo cammino di vita ascetica e mistica in termini molto più pratici anche in tema di dottrina e devozione mariana. Ella ha presentato un modello comprensibile ad una massa più ampia di fedeli e capace di sollecitarli ad intraprendere un itinerario di vita cristiana in cui la Vergine santa potesse occupare un posto di rilievo e svolgere una missione reale ed importante nei loro confronti.

Cenni biografici e opere

Brigida nacque intorno al 1303, nell'Uppland, regione situata a nord di Stoccolma, da una famiglia imparentata con la casa regnante svedese. Andò sposa all'età di circa 14 anni ed ebbe nove figli. Nel 1341 fece con il marito un pellegrinaggio al santuario di San Giacomo di Compostella. Al ritorno, suo marito entrò in un monastero cistercense, dove morì poco dopo, mentre Brigida si ritirò in una dipendenza del monastero cistercense di Alvastra. Qui incominciò a ricevere delle rivelazioni soprannaturali. Nel 1346 gettò le basi dell'ordine del Santo Salvatore, comprendente un ramo maschile e uno femminile. Si recò a Roma per il giubileo del 1350 e da qui partì in pellegrinaggio verso diversi santuari italiani, affrontando con coraggio e tenacia tutte le difficoltà e i disagi di simili iniziative. L'ultimo pellegrinaggio lo fece in Terra Santa; ma rientrata a Roma in condizioni di salute molto precarie, vi morì il 23 luglio del 1373.

Il libro delle Revelationes è la sua opera più universalmente conosciuta. È proprio a questo scritto, redatto in uno stile semplice e chiaro, che Brigida ha consegnato il suo pensiero mariano, frutto delle rivelazioni straordinarie di cui fu gratificata. Una specie di supplemento a quest'opera appare il libro delle Revelationes extravagantes. In un Sermo angelicus de Virginis excellentia Brigida raccoglie 21 letture sulla vita di Maria. Tradurremo i testi dall'edizione del Durante per le rivelazioni (Revelationes sanctae Brigittae, olim a Cardinale Turrecremata recognitae, nunc a Consalvo Duranto illustratae, Romae 1606) e dell'Eklund per il Sermo angelicus (Sermo angelicus de Virginis excellentia. Opera minora, vol. II, ed. S. Eklund, Uppsala 1972).

Seguace della Scuola francescana

Brigida, che era terziaria dell'ordine di san Francesco, si sentì portata a seguire l'insegnamento mariano di Giovanni Duns Scoto, soprattutto in tema di preservazione della Vergine dal peccato originale e sul suo ruolo nell'economia divina della salvezza.

Circa la verità dell'Immacolata Concezione, attesta di averne ricevuto rivelazione dalla bocca stessa della Vergine, la quale le avrebbe fatto un discorso adatto a spiegarle il modo in cui si verificò l'evento. Come uno che vorrebbe digiunare, decide tuttavia di prendere il cibo se interviene un motivo di obbedienza, così è per obbedienza che avvenne il rapporto matrimoniale dei genitori che portò al concepimento di Maria:

La verità è che io sono stata concepita senza il peccato originale e non nel peccato.

Infatti come il Figlio mio ed io non abbiamo mai peccato, così mai vi fu rapporto matrimoniale più onesto di quello da cui io sono nata.

Con queste parole la Vergine santa sembra voler spiegare come nel suo concepimento, avvenuto senza la spinta della passione carnale ossia della concupiscenza, non vi fosse possibilità di trasmissione del peccato originale.

Un intervento divino così speciale nel primissimo istante dell'esistenza terrena della Vergine non può avere altra spiegazione che un amore incomparabile di predilezione dello stesso Dio verso di lei. Paragonando tale amore con quello che Dio aveva dimostrato verso Abramo, Brigida si rivolge alla Vergine con queste parole:

Ma di un amore ben più grande lo stesso Dio amava te, o dolcissima Vergine Maria, prima che qualsiasi cosa fosse creata, perché sapeva fin dall'eternità che la tua nascita sarebbe stata motivo di massima gioia per lui.

Maria e la Redenzione

Brigida insiste ripetutamente sul ruolo avuto da Maria nell'opera della nostra salvezza, quale socia del Cristo redentore. Le parole che ella asserisce di aver udito dalla bocca della Madre di Dio sono forti ed esplicite:

Per questo dico con una certa audacia che il suo dolore era il mio dolore e che il suo cuore era il mio cuore. Come Adamo ed Eva vendettero il mondo per un frutto, così mio Figlio ed io abbiamo redento il mondo quasi con un solo cuore. Perciò, figlia mia, immagina come mi sentivo nell'istante della morte del Figlio mio e allora non ti parrà cosa pesante abbandonare il mondo.

Le parole della Madre trovano conferma in quelle del Figlio, il quale sembra confermare inequivocabilmente la partecipazione di lei alla redenzione oggettiva del genere umano:

Perciò posso bene affermare che mia Madre e io abbiamo salvato l'uomo come con un solo cuore, io soffrendo nel mio cuore e nella mia carne, lei con il dolore e con l'amore del suo cuore.

La partecipazione di Maria alla Redenzione non avviene sul piano fisico, ma soltanto su quello spirituale e morale; tuttavia ciò non toglie nulla al suo carattere reale, e pertanto Brigida non esita a chiamare la Madre del Salvatore «speranza della nostra salvezza».

La santa ha ricevuto rivelazioni dettagliate ed ampie sulle sofferenze sopportate da Maria lungo il corso della sua esistenza. La loro causa è sempre il Figlio e il suo sommo amore verso di lui, tanto era il legame che univa i loro cuori e le loro vite:

Considera, figlia, la passione del Figlio mio, le cui membra erano per me come le mie membra e il mio cuore. Come infatti gli altri figli sogliono essere nelle viscere delle loro madri, così egli fu dentro di me. Egli però fu concepito dall'ardente carità dell'amore divino, mentre gli altri lo sono dalla concupiscenza della carne. Per questo bene dice Giovanni: «Il Verbo si fece carne» (Gv 1,14). Egli venne infatti per amore e dimorò in me. Il Verbo e l'amore lo crearono dentro di me ed egli era per me come il mio cuore. Perciò quando nacque da me, mi è sembrato che fosse come la metà del mio cuore a nascere e ad uscire da me; e quando egli soffriva, mi sembrava che fosse il mio cuore a soffrire. Era come se una metà di me fosse fuori e l'altra metà fosse dentro; e se si punge ciò che sta fuori, sente dolore anche ciò che sta dentro.

La Vergine rivela a Brigida come la sua unione con il Figlio fosse così intima a tal punto da poter dire che il dolore della passione e il cuore di lui si identificavano con il dolore e con il cuore di lei.

I sei dolori della Madre di Dio

Brigida sintetizza in sei punti i fattori che provocarono le sofferenze sopportate da Maria durante la sua vita terrena: 1. il dolore derivante dalla conoscenza anticipata che ella aveva della futura passione del Figlio; 2. il dolore dell'udito, causato dagli insulti, dalle accuse menzognere e dalle insidie tese a Gesù; 3. il dolore della vista, quando vide il Figlio legato, flagellato e appeso alla croce; 4. il dolore del tatto, quando poté toccare il Figlio, deposto dalla croce e ridotto ad un corpo sfigurato; 5. la sofferenza del desiderio, derivante cioè dalla forza del desiderio di raggiungere il Figlio in cielo dopo la sua ascensione; 6. il dolore provocato dalle prove e dalle tribolazioni alle quali andò incontro la Chiesa primitiva. Tuttavia la Vergine stessa confidò a Brigida che il suo dolore, benché continuo, era sempre alleviato dalla consolazione, fino al momento della sua assunzione corporea in cielo.

Mediatrice della grazia

Questa partecipazione così intima e forte di Maria alla passione redentrice del Figlio comporta ovviamente un suo ruolo preciso nella distribuzione della grazia. Pur non attribuendole il titolo di mediatrice, Brigida non esita a ripetere che tutte le grazie ci vengono tramite lei, perché la sua intercessione è potente, essendo la regina del cielo, la madre degli eletti e la madre della misericordia.

La mediazione di Maria si estende al mondo intero, senza distinzioni tra le umane creature. Ella stessa illustrò a Brigida questa realtà ricorrendo alla figura dell'arcobaleno:

Io sono colei che veglia sul mondo in continua preghiera, come l'arcobaleno che sta in cielo al di sopra delle nubi, il quale sembra chinarsi verso terra e toccarla con le sue due estremità. Perciò io mi considero un arco celeste che si china verso gli abitanti del mondo, interessandomi, con la mia preghiera, sia dei buoni che dei cattivi. Mi chino infatti verso i buoni affinché si rafforzino in essi i precetti della santa Chiesa; verso i cattivi, affinché non perseverino nella loro malizia, diventando così peggiori.