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San Bernardino da Siena
Nella prima metà del XV secolo,
con san Bernardino da Siena, la dottrina e la pietà mariana si diffusero in modo
particolare attraverso le regioni italiane sull'onda dell'entusiasmo
e del fervore che la sua predicazione riusciva a destare
nelle folle di fedeli che correvano ad ascoltarlo.
Questo fenomeno non trovava spiegazione solo
nelle capacità oratorie del popolarissimo predicatore
francescano. I suoi ascoltatori si lasciavano trascinare
soprattutto dall'esempio di santità della sua vita e dal suo
amore ardente e incondizionato verso la Madre del Signore.
L'impatto eccezionale che la sua parola aveva sui
fedeli si riflette in modo speciale nella sua predicazione in
lingua volgare, in occasione della quale egli riesce a creare
una sintonia incredibile con i suoi ascoltatori, fino al
punto di diventare egli stesso un mirabile interprete dei
loro sentimenti e delle loro reazioni. Ad essi cercava di
dare risposte concernenti i loro problemi e le esigenze della loro vita cristiana.
Figlio di san Francesco e innamorato di Maria
Bernardino nacque a Massa Marittima,
presso Siena, nel 1380, dalla nobile famiglia senese degli Albizzeschi.
Rimasto orfano di ambedue i genitori allorché era ancora
in tenera età, fu educato dalle zie e da una cugina, le
quali gli inculcarono una tenera ed intensa devozione
verso la Vergine santa. A Siena, fuori Porta Camollia, vi
era un affresco raffigurante Maria assunta in cielo.
Il fanciullo si recava spesso a pregare davanti a quell'immagine;
e un giorno confidò alla cugina Tobia: «Sono innamorato
della beatissima Vergine Maria Madre di Dio; lei
ho sempre amato, lei desidero ardentemente vedere, lei
amo con tutto il cuore e perciò ho scelto lei come mia
castissima fidanzata. Vorrei tenere sempre lo sguardo fisso su di lei;
per questo ho deciso di visitare la sua immagine ogni giorno».
Dopo aver studiato retorica,
filosofia e diritto, nel 1402 rivestì il saio dei frati minori ed entrò nel noviziato
del Colombaio, convento di stretta osservanza.
Dopo la professione religiosa e l'ordinazione sacerdotale, avvenuta nel 1404,
fu destinato dai superiori alla predicazione.
Bernardino si dedicò a questo ministero iniziando dalle
campagne e dai villaggi; ma ben presto comprese che il
Signore lo chiamava ad un apostolato più esteso, e allora
si decise a percorrere le città e le regioni di tutta Italia,
focalizzando la sua predicazione su temi ben precisi: la
riforma dei costumi, la conversione a Dio, il culto dell'eucaristia,
la devozione al santissimo nome di Gesù e la devozione alla Vergine santissima.
Pur provato dalla malattia e da noiosi
disturbi, rimase fedele fino alla fine alla sua missione di ministro della parola di Dio.
Morì nel 1444 a L'Aquila, dove i suoi resti mortali riposano ancora oggi nella chiesa a lui dedicata.
Sei anni dopo la morte, il papa Niccolò V lo proclamò santo.
La sua dottrina mariana appare
prevalentemente orientata verso il conseguimento di obiettivi pratici: richiamare
alla pratica della vita cristiana e inculcare nel cuore dei credenti l'amore verso la Madre di Dio.
Essa non manca tuttavia di una notevole solidità teologica, garantita dalla
fedeltà all'insegnamento della Scrittura e della tradizione della Chiesa.
Si trova sviluppata specialmente in un Tractatus de Beata Virgine, che riunisce 11 sermoni latini,
e in 8 prediche in lingua volgare. Tutti questi scritti trattano dei misteri e degli eventi
che riguardano la vita di Maria.
Due autori francescani hanno esercitato
una particolare ispirazione sul pensiero mariano di Bernardino: sono Pietro Olivi (m. 1298)
e Ubertino da Casale (m. 1330). Dalle loro opere il nostro autore trascrive capitoli interi.
Esagerazioni dottrinali?
Non si può ignorare che certe
affermazioni del francescano senese sulla Vergine possono suonare esagerate o
addirittura strane e inaccettabili se non vengono intese nel contesto della sua dottrina mariologica
e se non si tiene conto delle circostanze in cui furono pronunciate.
Bernardino era un predicatore popolare, attento e sensibile
alla mentalità e alla religiosità dei suoi uditori.
Egli cercava in tutti i modi di farsi da loro capire e di convincerli
a praticare una devozione autentica ed intensa verso la Madre del Signore.
Si comprende allora perché certe sue intemperanze di pensiero e di espressione abbondino
specialmente nei sermoni in lingua volgare; mentre in quelli pronunciati in lingua latina
di solito Bernardino si rivela più controllato e disposto all'uso di un linguaggio
teologico improntato a maggior rigore e confortato da frequenti ricorsi alla tradizione dei Padri
e dei teologi della Chiesa.
Comunque per conoscere il genuino pensiero
mariano del predicatore senese non è corretto limitarsi alla ricerca di asserzioni
che suonano esagerate o strane. Occorre invece scrutare il suo vero intendimento, insistendo sulle
numerose e mirabili pagine nelle quali egli esalta la grandezza e la santità della Madre del Signore.
Per un amante della Vergine santa come lui valgono più che mai le parole del grande convertito
card. John Henry Newman: «Quale madre, marito o sposa, quale fanciulla o quale innamorato, nella loro
tenerezza, non si permettono mille pazzie che invece arrossirebbero di lasciar trapelare ad un estraneo!
Pazzie, diciamo noi, che tuttavia tornano graditissime a coloro ai quali sono rivolte».
Maria madre incomparabile
La devozione e l'amore filiale
spingono Bernardino ad elogiare Maria in termini entusiasti e superlativi.
La considera la creatura più nobile e più elevata dopo il Figlio suo, la regina del cielo
e della terra, il coronamento dell'intera creazione. La sua perfezione la innalza talmente al
di sopra di tutti gli esseri creati, che ella costituisce, rispetto a loro, quasi una categoria a parte.
Ella riunisce in sé, in misura unica, tutti i doni che Dio ha distribuito e
continua a distribuire alla sue creature. Commentando il saluto angelico, spiega ampiamente come la Vergine
superi ogni essere umano per l'eccellenza della sua natura, per l'abbondanza della grazia ricevuta
e per la gloria a cui è stata predestinata; e precisa:
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È stata fatta signora nella
sua assunzione, quando «fu esaltata al di sopra dei cori degli angeli nei regni celesti»;
e divenne «regina dei cieli e signora degli angeli».
Ma fu già mirabilmente illuminata nell'istante dell'infusione della sua anima nel corpo;
in misura ancora più mirabile nel concepimento del Figlio di Dio; e in modo superlativamente mirabile
nella sua assunzione e glorificazione.
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La grandezza e la perfezione della Vergine Maria
sono tali da sfuggire ad ogni nostra capacità di comprensione:
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Come le divine perfezioni sono inafferrabili
da parte di qualsiasi intelletto, così le perfezioni delle grazie che la Vergine ha ricevuto
nel concepimento del Figlio di Dio, sono comprensibili unicamente all'intelletto divino, al Cristo e a lei stessa.
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La Vergine è stata così voluta da Dio,
perché fu predestinata a diventare la madre del Verbo Incarnato; e pertanto il motivo della sua grandezza
si identifica con il mistero della sua divina maternità. La sua predestinazione appare quindi legata a quella del Cristo.
La sua ricchezza di grazia e la sua funzione nel mistero del Verbo Incarnato, oltre alla sua compassione sul Calvario
e alla sua assunzione al cielo, fanno di Maria la persona umana più vicina e più conforme a Cristo.
Santità di Maria
Bernardino da Siena ha sempre evitato di entrare nella
controversia, allora in corso, sul dogma dell'Immacolata Concezione, che vedeva contrapposti i teologi del suo ordine
e quelli dell'ordine domenicano; e bisogna anche riconoscere che le sue affermazioni non aiutano a chiarire
definitivamente il suo pensiero a questo proposito.
Egli parla della santità della Vergine
con incondizionata ammirazione, sostenendo che il Signore le ha conferito fin dalla nascita tutta la pienezza
di grazia possibile ad un essere umano, in vista della sua elezione alla maternità divina.
Considera assolutamente immacolata la sua concezione passiva e afferma l'assenza di qualsiasi forma di peccato
nella vita di lei. Nel momento dell'incarnazione si verificò in lei un intervento particolare da parte di Dio,
che la confermò nella pratica del bene, la liberò dal fomite della concupiscenza
e dalla possibilità di peccare. Tuttavia non sappiamo per certo se il nostro predicatore abbia
inteso includere, tra i doni straordinari che Dio ha fatto alla Madre sua, anche l'esenzione dal peccato originale.
Assunta in cielo
Sul dogma dell'Assunzione corporea di Maria in cielo,
Bernardino è talmente chiaro ed esauriente che da qualcuno è stato acclamato
come "dottore dell'Assunzione". Mentre nelle opere latine egli presenta questa verità con
una certa metodologia teologica, nelle prediche volgari descrive l'evento con vivacità di stile e di fantasia e con
intensa partecipazione affettiva. Ne abbiamo un esempio bellissimo nel primo dei sermoni pronunciati nella Piazza
del Campo a Siena nel 1427. Certamente sotto l'influsso dello pseudo-Agostino, il francescano senese scriveva:
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La santissima carne della Madre, dalla quale
era stata presa la carne del Figlio, non doveva soffrire la corruzione, né essere
incenerita o ridotta in polvere.
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In una predica in volgare Bernardino,
quasi ispirandosi alla salita dell'Alighieri da un cielo all'altro nella Divina Commedia,
segue il corteo della Vergine che, passando attraverso i vari cieli, raggiunge finalmente l'empireo:
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Anco va più in alto; saglie
e giogne al cielo impirio, con tanta festa e letizia, con tanta gloria, con tanto canto, con
tante danze, che è una letizia pure a pensarlo. Doh, considera tu quanta letizia vi si fece.
Nella Cantica n'è conta alcuna particella di dolcezza al sicondo capitolo (cfr. Ct 2,3 ss.).
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Lo stesso Pio XII, nella costituzione
apostolica Munificentissimus Deus per la definizione dell'Assunzione di Maria in cielo come verità di fede,
loda la dottrina del santo senese su questo punto.
Regina e mediatrice universale
La regalità universale di Maria si evidenzia
in seguito alla sua assunzione gloriosa in cielo; ma Bernardino ne sottolinea anche il fondamento, che egli identifica
con il ruolo da lei svolto come Madre di Dio:
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Il concepimento del Figlio di Dio ha conferito
alla beata Vergine il diritto di amministrare e di reggere tutto ciò che è stato concesso al Figlio.
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La regalità di Maria si esprime soprattutto
nell'esercizio della misericordia e della distribuzione della grazia, per il fatto che ella è madre di Cristo,
che è la sorgente stessa della misericordia e della grazia. Il legame tra mediazione della grazia
e maternità divina richiama il forte influsso esercitato da san Bernardo sulla dottrina mariana
di Bernardino da Siena, del quale vogliamo riportare un'asserzione fra le tante su questo argomento:
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Da quando ella ha concepito Dio
nel suo seno, ha avuto, se mi è concessa l'espressione, una certa giurisdizione e autorità
su tutte le processioni temporali dello Spirito Santo, cosicché nessuna creatura riceve
una qualche grazia di virtù se non attraverso la distribuzione che ne fa la medesima Vergine Maria.
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Pertanto, come mediatrice, la Vergine
santa è chiamata ad amministrare, per così dire, anche le ricchezze dello Spirito Santo,
dal momento che il Paraclito rientra fra i doni che Gesù ha fatto alla sua Chiesa. Scrive il nostro autore:
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Dal momento che ella è la Madre
del Figlio di Dio, il quale è colui che dona lo Spirito Santo, ne consegue che tutti i doni,
le virtù e le grazie del medesimo Spirito Santo sono accordate attraverso le mani di lei a chi ella vuole,
quando vuole e nella misura in cui vuole.
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Il nostro francescano ovviamente non ignora
che Gesù è l'unico mediatore per natura; tuttavia questa fondamentale verità non gli impedisce
di vedere che accanto a lui siede la Madre quale interceditrice e mediatrice in favore di tutti noi.
Egli le riconosce esplicitamente questa funzione anche davanti ai fedeli più semplici e meno forniti
di preparazione teologica, che venivano ad ascoltare le sue prediche in lingua volgare:
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O reina del cielo, genitrice di Dio,
madonna del mondo, advocata di questa nostra città, fontana di misericordia, in cui si posa ciascuna
virtù, e da cui tutte le grazie vengono, dirizza il mio dire per tal modo che io dica cosa
che sia laude e gloria e onore del tuo dolce Figliuolo, nostro creatore e redentore...
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In conclusione va ribadito che, nonostante
le sue intemperanze espressive, sulle quali abbiamo già richiamato l'attenzione
e che si spiegano come sfoghi verbali con cui il santo francescano esternava il suo amore appassionato e la
sua devozione entusiasta verso la Vergine santa, Bernardino da Siena merita sicuramente di essere annoverato
tra i grandi maestri della dottrina mariana negli ultimi scorci del Medioevo. La sua predicazione ha fortemente
inciso sullo sviluppo della pietà popolare dei secoli successivi.
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