Il Santo Rosario
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Giugno

La nostra misericordia

1. Riprodurre la misericordia del Signore. - Oggi il Signore mi disse: "Figlia mia, guarda il mio cuore misericordioso e riproduci la sua misericordia nel tuo cuore, affinché tu che annunci al mondo la mia misericordia, ne arda tu stessa per le anime".

2. L'immagine del Salvatore misericordioso. - "Mediante quest'immagine elargirò grazie senza numero, ma è necessario che essa serva ugualmente a ricordare le esigenze pratiche della misericordia perché la fede, anche fortissima, a niente giova se è priva delle opere".

3. La Domenica della Divina Misericordia. - "La seconda domenica di Pasqua è il giorno destinato alla festa che io voglio venga solennemente celebrata, ma in quel giorno la misericordia deve comparire anche nelle vostre azioni".

4. Molto devi dare. - "Figlia mia, desidero che il tuo cuore si modelli sulla misura del mio cuore misericordioso. Da te deve traboccare la mia misericordia. Poiché molto ricevesti, dà a tua volta molto anche agli altri. Rifletti bene su queste mie parole e non dimenticarle mai".

5. Assorbo Dio. - Desidero immedesimarmi in Gesù per donare perfettamente me stessa alle altre anime. Senza di lui, non oserei nemmeno avvicinare le altre anime, ben conoscendo quello che io personalmente sono, ma assorbo Dio per poter darlo agli altri.

6. I tre gradi della misericordia. - Signore, tu vuoi che io pratichi i tre gradi della misericordia, come tu mi insegnasti:
1) L'opera di misericordia, di qualunque genere essa sia, spirituale o corporale.
2) La parola di misericordia, di cui mi servirò speciaimente quando non sarò in grado di operare.
3) La preghiera di misericordia, che potrò sempre usare anche quando mi mancherà l'occasIone per l'opera o per la parola: la preghiera giunge sempre anche là dove è impossibile arrivare in altro modo.

7. Passò facendo il bene. - Qualunque cosa Gesù avesse fatto, lo fece bene, come sta scritto nel Vangelo. Il suo atteggiamento esteriore traboccava di bontà, la misericordia guidava i suoi passi: ai nemici manifestava comprensione, a tutti indulgenza e cortesia; dava aiuto e consolazione ai bisognosi. Mi sono proposta di rispecchiare fedelmente in me questi tratti di Gesù, anche se ciò mi dovesse costar molto: "Mi sono graditi i tuoi sforzi, figlia mia!".

8. Quando perdoniamo. - Noi assomigliamo maggiormente a Dio, quando perdoniamo al nostro prossimo. Dio è amore, bontà e misericordia. Mi diceva Gesù: "Ogni anima deve rispecchiare in sé la mia misericordia, soprattutto le anime votate alla vita religiosa. Il mio cuore è colmo di comprensione e di misericordia verso tutti. Il cuore di ogni mia sposa deve rassomigliare al mio. Dal cuore di lei deve sgorgare la misericordia; se non fosse così, io non la riconoscerei come mia sposa".

9. Senza misericordia c'è tristezza. - Quando fui a casa per assistere mia madre ammalata, mi incontrai con molta gente perché tutti volevano vedermi e fermarsi a chiacchierare con me. Ascoltavo tutti. Mi raccontavano i loro dispiaceri. M'accorsi che non esiste un cuore lieto, se non ama Dio e gli altri con sincerità. Non stupivo perciò che tanta di quella gente, pure non cattiva, fosse triste!

10. Sostituzione per amore. - Una volta, accettai di subire la spaventosa tentazione da cui era tormentata una delle nostre alunne: tentazione di suicidio. Soffersi per una settimana. Dopo quei sette giorni, Gesù le concesse la sua grazia e, da quel momento, potei cessare anch'io di soffrire. S'era trattato di un tormento spaventoso. Dopo d'allora, prendo spesso su di me le sofferenze che affliggono le nostre alunne. Gesù me lo permette, e me lo permettono anche i miei confessori.

11. La pattumiera. - Maestro mio, fa in modo che il mio cuore non s'aspetti aiuto da nessuno, mentre io so che, per parte mia, dovrò venire continuamente in aiuto degli altri, cercando di consolarli in ogni modo. E poiché ognuno può gettare nel mio cuore le proprie sofferenze, sono chiamata da alcune per ironia, la "pattumiera". Possono dire quello che vogliono, ma i diritti dell'amore non troveranno mai in me un cuore che si chiude. È Gesù che mi stimola ad amare tutti gli altri.

12. Bambini uccisi prima di essere nati. - Sono in sanatorio. Oggi fui presa da dolori di tanta violenza, che mi dovetti immediatamente coricare. Per tre ore, non feci altro che contorcermi. Rigettavo qualunque cosa avessi preso. In qualche momento, gli spasimi mi tolsero perfino la coscienza. I medici non furono in grado di diagnosticare quel fenomeno. Né iniezioni, né medicine mi portavano il minimo sollievo e io stessa non riuscivo a capire la natura delle mie sofferenze. Dissi al medico che non avevo mai provato in vita mia dolori simili; egli dichiarò di ignorare la loro provenienza. Di che cosa si tratti lo capii soltanto dopo che il Signore stesso mi spiegò che mi mandava quelle sofferenze, affinché facessi una riparazione a Dio per i bambini uccisi nel grembo delle loro madri.
Quando penso che dovrò forse soffrire ancora quei dolori, rabbrividisco. Ma accetterò qualunque cosa piacerà a Dio di mandarmi, purché, con tali sofferenze, possa impedire che almeno una di quelle innocenti creature venga assassinata.

13. Dal giardino alla portineria. - Oggi ho cambiato occupazione: dal giardino alla portineria. Chiesi al Signore la sua benedizione e la grazia di compiere con fedeltà i miei nuovi obblighi. Mi disse: "Ti volli dare la possibilità di esercitarti nelle opere di misericordia, che eseguirai senza uscire dall'ambito dell'obbedienza. Mi farà piacere se, ogni sera, mi parlerai in particolare della bontà che avrai potuto usare verso gli altri".

14. L'offerta sia colma d'amore. - Gesù disse: "Bisogna che l'offerta sia colma d'amore, perché soltanto l'amore ha valore per me. Grandi sono i debiti che gli uomini contraggono con me; li possono saldare le anime che mi amano, praticando con sacrificio la misericordia spirituale". Risposi: "Capisco l'ampiezza della misericordia, di cui l'anima mia deve risplendere". E Gesù: "So che tu capisci e fai quello che puoi, ma scrivi per le molte anime che credono necessari i beni materiali per compiere opere di misericordia. Sappiano che la misericordia spirituale è possibile a tutti e ha più valore. Aggiungi che, se l'anima non compie opere di misericordia in un modo o nell'altro, non conseguirà la mia misericordia nel giorno del giudizio. Se le anime sapessero accumulare per sé questi tesori, non subirebbero condanne. Si può prevenire con la misericordia il mio giudizio".

15. Dio non abbandona mai. - Nei momenti in cui mi sento interiormente abbandonata, non mi turbo perché so che Dio non abbandona mai un'anima se non quando l'anima stessa spezza il nodo dell'amore con la propria infedeltà. Ma che sforzi enormi occorrono per compiere bene dei doveri, quando si ha una salute cagionevole! Cristo lo sa.

16. In conversazione. - È bene invocare l'aiuto del Signore mentre si sta conversando con una persona. Ho molta paura di conversazioni, le quali sembrano confidenziali: occorre da parte di Dio che ci dia luce affinché tali discorsi riescano utili alle anime. Dio viene in aiuto ma bisogna chiederlo, e non fidarsi totalmente della propria abilità. O mio Gesù, so che per essere utili alle anime bisogna unirsi strettamente a te. O amore eterno, una parola sola di un'anima unita strettamente a te procura alle altre un bene assai maggiore di quanto non lo facciano i grandi discorsi ed i sermoni di un'anima imperfetta.

17. La prudenza. - La virtù senza prudenza non è virtù. Dobbiamo pregare spesso lo Spirito Santo, chiedendo la grazia della prudenza. La prudenza è fatta di riflessione, di saggezza e di ferma risoluzione. La decisione ultima ci appartiene e ne siamo responsabili. Spetta a noi la scelta, ma possiamo e anche dobbiamo domandare luce e consiglio. Ho fatto dei propositi anche in altro campo: godere dei successi altrui come se io stessa li avessi ottenuti.

18. La santità. - Oggi ho compreso in che cosa stia la santità. Non sono né le rivelazioni, né le estasi, né alcun altro dono a rendere la mia anima perfetta, ma l'unione intima con Dio. I doni sono un ornamento, non l'essenza della perfezione. La santità e la perfezione stanno nella mia stretta unione con la volontà di Dio. Egli non fa mai violenza al nostro arbitrio. Dipende da noi accettare la grazia di Dio o rifiutarla, collaborare con essa o farne spreco.

19. La nostra santità e gli altri. - "Sappi, mi disse Gesù, che sforzandoti alla tua perfezione, santificherai molte altre anime. Se non cerchi la santità, invece, anche altre anime rimarranno nella loro imperfezione. Sappi che la loro santità dipende dalla tua e che gran parte della responsabilità in questo campo ricadrà sopra di te. Non impaurirti: basta che tu sia fedele alla mia grazia".

20. Il nemico della misericordia. - Il diavolo mi confessò ch'egli mi odiava. Mi disse che mille anime insieme gli recavano meno danno di me, quando parlavo della misericordia infinita di Dio. Diceva lo spirito del male: "Quando capiscono che Dio è misericordioso, i peggiori peccatori riprendono fiducia e si convertono, mentre io perdo tutto; tu mi tormenti, quando fai conoscere che Dio è misericordioso all'infinito". Mi resi conto quanto satana odia la divina misericordia. Egli non vuole riconoscere che Dio sia buono. Il suo regno diabolico viene limitato da ogni nostro atto di bontà.

21. Alla porta del convento. - Quando avviene che i medesimi poveri si presentano più volte alla porta del convento, li tratto con dolcezza anche maggiore delle altre volte e non faccio capir loro che mi ricordo di averli già veduti. Questo, per non metterli nell'imbarazzo. Così, mi parlano più liberamente delle loro pene e delle necessità in cui si trovano. Sebbene la suora portinaia mi dica che non è questo il modo d'agire con dei mendicanti e sbatta loro la porta sulla faccia, quando essa è assente li tratto al modo stesso con cui li avrebbe trattati il mio Maestro. Alle volte, si dona di più non dando nulla, che dando molto in modo sgarbato.

22. Pazienza. - La suora che in chiesa ha il suo posto accanto al mio, si schiarisce la gola e tossicchia di continuo per tutto il tempo della meditazione. Oggi mi passò il pensiero per la testa di cambiar posto in tempo di meditazione. Tuttavia, pensai pure che, se avessi fatto questo, la consorella se ne sarebbe accorta e avrebbe potuto provarne dispiacere. Decisi quindi di restare al mio solito posto e offersi a Dio quest'atto di pazienza. Sul finire della meditazione, il Signore mi fece conoscere che, se mi fossi allontanata, avrei allontanato da me anche le grazie che intendeva darmi in seguito.

23. Gesù tra i poveri. - Gesù si presentò oggi alla porta del convento sotto l'aspetto di un giovane povero. Era malconcio e intirizzito dal freddo. Chiese di mangiare qualche cosa di caldo, ma, in cucina, non trovai nulla che fosse destinato ai poveri. Dopo aver cercato, rimediai un poco di minestra, la riscaldai e vi sminuzzai dentro del pane raffermo. Il povero la mangiò e, nel momento in cui mi restituiva la scodella, si fece riconoscere per il Signore del cielo e della terra...
Dopo d'allora, il mio cuore s'accese d'un amore ancor più puro per i poveri. L'amore verso Dio ci apre gli occhi e fa vedere attorno a noi continuamente la necessità di darci agli altri con le azioni, le parole e la preghiera.

24. L'amore e il sentimento. - Gesù mi rivolse la parola: "Mia discepola, devi nutrire un grande amore per coloro che ti affliggono; fa' del bene a quelli che ti vogliono del male". Risposi: "Mio Maestro, vedi bene che non sento per essi alcun amore, e ciò mi addolora". Gesù rispose: "Il sentimento non è sempre in tuo potere. Riconoscerai d'avere amore quando, dopo aver ricevuto ostilità e dispiaceri, non perderai la pace, ma pregherai per quelli che ti fanno soffrire e desidererai per essi il loro bene".

25. Dio solo è tutto. - O Gesù mio, tu sai che sforzi occorrono per comportarsi con sincerità e semplicità verso quelli dai quali la nostra indole rifugge e che, coscienti o no, fanno soffrire. Umanamente parlando, sono insopportabili. In momenti del genere, più che in ogni altro, cerco di scoprire Gesù in quelle persone e, per Gesù che scopro in esse, faccio qualsiasi cosa pur di renderle contente. Dalle creature non mi aspetto nulla e, per ciò stesso, non vado incontro a delle delusioni. So che la creatura è povera di per sé; che cosa posso dunque aspettarmi da lei? Dio solo è tutto e valuto ogni cosa in base al suo disegno.

26. Lo sforzo di amare non è piccolo. - O Gesù mio, com'è difficile sopportare la sofferenza che ci procurano persone ostili e dispettose. Peggio, se sembrano mostrare un tipo di benevolenza che ha il solo scopo di metterti pali fra le ruote ad ogni passo. Qualche volta, l'anima deve spingersi fino all'eroismo per amare queste persone come piace a Dio. Se i rapporti con loro non fossero frequenti, la cosa potrebbe anche riuscire, ma quando si vive insieme e ci si urta di continuo, lo sforzo di amare non è piccolo.

27. Rispecchiarti in tutta la mia vita. - Mio Gesù, entra in me completamente, affinché io possa rispecchiarti in tutta la mia vita e dimostrare amore misericordioso e comprensivo ad ogni anima. Gesù, ciascuno dei tuoi santi ha riprodotto in sé, con maggior rilievo, l'una o l'altra delle tue virtù. Io scelgo di rispecchiare in me la tua misericordia. Essa si è impressa nell'anima mia e nel mio cuore come un segno. Sarà questo segno a designare la mia personalità, dapprima in questa vita e poi nell'altra. Glorificare la tua misericordia sia il compito esclusivo per cui esisto.

28. In una comunità conventuale o familiare. - Gesù mio, quando arriveremo a guardare le persone mossi da ragioni più elevate? Quando pronunzieremo dei giudizi sulle basi della verità? Tu ci dai l'occasione di esercitarci nelle opere di misericordia, e noi ci esercitiamo a giudicare! Per sapere se fiorisce l'amore di Dio in una casa, basta osservare come vi vengono trattati gli ammalati, gli invalidi e gli inetti.

29. Povera casa! - Nelle persone ammalate o sofferenti, dobbiamo scorgere Gesù inchiodato in croce e non un parassita o un membro improduttivo. L'anima che soffre e accetta la volontà di Dio attira più benedizioni che non le persone che lavorano. Povera casa, dove tutti stanno bene! Dio concede molto spesso grazie grandi e numerose in considerazione delle persone sofferenti e allontana molti castighi unicamente per riguardo a loro.

30. Come io vi ho amato! - Ringraziavo Dio per un incontro con una persona, in cui poteva avermi sorretta solo la sua grazia. Se non fosse stato per un dono del Signore, non sarei riuscita ad agire come avevo fatto. Improvvisamente udii queste parole: "Mi fa piacere che tu abbia agito come hai fatto. Ti sei comportata come se, al tuo posto, ci fossi stato io. Sii sempre misericordiosa, come misericordioso sono anch'io. Ama tutti per amor mio. Ama anche i peggiori tuoi nemici, affinché in te si rifletta tutta la mia misericordia".
O Cristo, per quanto vi siano da impiegare molti sforzi, con la tua misericordia si può tutto.