| Dicembre
Pensieri
tratti dall'enciclica Dives in Misericordia
di Giovanni Paolo II
1.
"Dio, ricco di misericordia, per l'immenso amore
con il quale egli ci amò, da morti che eravamo a
cagione dei peccati, ci fece rivivere assieme a Cristo" (Ef 2,4).
2. Colui che Gesù Cristo ci ha rivelato come Padre è
un Dio ricco di misericordia. Fu suo Figlio, dunque, a
farcelo conoscere, manifestandolo nella propria persona.
3. In certo senso, è Cristo stesso la misericordia. Per
chi la scorge in lui - e in lui la trova - Dio si fa vedere ai
nostri occhi come Padre "ricco di misericordia".
4. La verità di Dio,
"Padre misericordioso" ci
consente di "vederlo" vicinissimo agli uomini, specialmente
quando soffrono e sono minacciati.
5. Presentare il Padre come amore e misericordia è,
nella coscienza medesima di Cristo, la verifica
fondamentale della sua missione di Messia.
6. Nel rivelare in Dio l'amore e la misericordia,
Cristo esige, al tempo stesso, che gli uomini si
facciano guidare a loro volta, nella vita, dall'amore e
dalla misericordia.
7. La misericordia, per così dire, condiziona la
giustizia la quale, in definitiva, serve la misericordia.
8. Ecco Maria che, entrata nella casa di Zaccaria,
magnifica il Signore con tutta l'anima "per la sua misericordia" di cui gli uomini divengono partecipi
"di generazione
in generazione".
9. Nella parabola del figlio prodigo, l'analogia con
l'uomo di tutti i tempi consente di comprendere il
mistero della misericordia quale dramma profondo
che si svolge tra la bontà del Padre e il peccato dei
figli.
10. Come è presentata da Cristo nella parabola del
figlio prodigo, la misericordia ha la forma interiore
dell'amore che, nel Nuovo Testamento, è chiamato "Agàpe".
Tale amore è capace di chinarsi su ogni
figlio prodigo e, quando ciò avviene, colui che è
oggetto della misericordia non si trova umiliato, ma
rivalutato: un figlio, anche se "prodigo", non cessa di
esser figlio.
11. Occorre che il vero volto della misericordia sia
sempre nuovamente rivelato. Nonostante i numerosi
pregiudizi, essa appare particolarmente necessaria al
nostro tempo.
12. La parabola del figlio prodigo esprime la realtà
della conversione. La misericordia non consiste
unicamente nello sguardo, sia pure il più penetrante e
il più benevolo, rivolto al male fisico o morale: la
misericordia manifesta il proprio vero aspetto quando
rivaluta, promuove e trae il bene da tutte le forme
del male.
13. La dimensione divina della redenzione ci consente
di svelare le profondità di quell'amore che non
indietreggia davanti allo straordinario sacrificio del
proprio figlio.
14. Credere in tale amore significa credere nella
misericordia. La misericordia infatti è la dimensione
indispensabile dell'amore, è come il suo secondo
nome.
15. Nel compimento finale (escatologico), la misericordia
si rivela come amore, mentre nella storia
attuale, che è insieme storia di peccato e di morte,
l'amore deve rivelarsi come misericordia.
16. Se dei teologi affermano che la misericordia è il
più grande fra gli attributi di Dio, la Bibbia, la
tradizione e tutta la vita di fede del popolo di Dio ne
forniscono particolare testimonianza.
17. La misericordia è quell'attributo divino, grazie al
quale l'uomo si incontra particolarmente da vicino e
particolarmente spesso con il Dio vivente.
18. La Chiesa vive una vita autentica quando professa
e proclama la misericordia - il più stupendo
attributo del Creatore e Redentore - conducendo gli
uomini alle fonti della misericordia del Salvatore
(specialmente alla parola di Dio e ai Sacramenti
dell'Eucarestia e della Riconciliazione).
19. Proprio perché esiste il peccato nel mondo, Dio
"ha tanto amato il mondo da dare per esso
l'Unigenito".
Dio, che è "amore", non può rivelarsi altrimenti
se non come misericordia.
20. La misericordia in se stessa, come perfezione di
Dio infinito, è ugualmente infinita. Inesauribile è
quindi la prontezza del Padre nell'accogliere i figli
prodighi che fanno ritorno alla sua casa. Sono infinite
la prontezza e la forza di perdono che scaturiscono
continuamente dal mirabile valore del sacrificio del
Figlio di Dio.
21. Nessun peccato umano prevale sulla forza del
perdono divino e niente lo limita se non la mancanza
di buona volontà da parte dell'uomo, contrastando la
grazia e la verità.
22. La Chiesa professa e proclama la conversione. La
conversione a Dio consiste sempre nello scoprire la
sua misericordia.
23. La conversione a Dio è sempre frutto del
"ritrovamento" del Padre, il quale è ricco di misericordia.
24. Gesù Cristo ha insegnato che non soltanto
riceviamo e sperimentiamo da Dio la sua misericordia,
ma che siamo chiamati a praticare a nostra volta
la misericordia verso gli altri.
25. Già dal momento dell'incarnazione s'apre una
nuova prospettiva nella storia della salvezza. Maria è
colei che in modo eccezionale, come nessun altro,
sperimentò la misericordia; quindi, è colei che
conosce più a fondo il mistero della divina misericordia,
ne conosce il prezzo e sa quanto sia grande. In
questo senso, la chiamano "Madre della misericordia".
26. L'uomo giunge alla divina misericordia in quanto
egli stesso interiormente si trasforma nello spirito di
un simile amore verso il prossimo, che costituisce per
lui uno stile di vita, una caratteristica essenziale della
vocazione cristiana.
27. Compito della Chiesa è di rendere testimonianza
alla misericordia di Dio, rivelata in Cristo mediante
l'intera sua missione di Messia, professandola in
primo luogo come verità salvifica di fede, cercando di
introdurla e di incarnarla tanto nei suoi fedeli, quanto - se
le è possibile - in tutti gli uomini di buona
volontà.
28. Professando la misericordia e sempre rimanendole
fedele, la Chiesa ha il diritto e il dovere di rivolgersi
alla misericordia di Dio, implorandola di fronte ai
fenomeni del male fisico e morale, contro tutte le
minacce che gravano sull'orizzonte dell'umanità
contemporanea.
29. La misericordia diventa elemento indispensabile
per plasmare i vicendevoli rapporti fra gli uomini.
Essa è sommamente indispensabile per quelli che si
trovano maggiormente vicini tra di loro: uomo e
donna, genitori e figli, amici. Di essa sono obbligati a
tener conto l'educazione e la pastorale.
30. Il mondo degli uomini diventerà più umano solo
quando, unitamente alla giustizia, nei rapporti reciproci
o che ne plasmano il volto morale, introdurranno
il momento del perdono che, per il Vangelo, è
essenziale. Il perdono attesta che nel mondo è
presente un amore più potente del peccato ed è la
condizione fondamentale affinché gli uomini si riconciglino
con Dio e fra di loro.
31. L'uomo contemporaneo si interroga spesso, con
profonda ansia, circa la soluzione delle terribili
tensioni che si sono accumulate sul mondo e s'intrecciano
in mezzo agli uomini. E, se talvolta non ha il
coraggio di pronunciare la parola "misericordia",
oppure nella sua coscienza priva di contenuto religioso
non ne trova l'equivalente, tanto più bisogna che la
Chiesa pronunci questa parola non soltanto in nome
proprio, ma anche in nome di tutti gli uomini contemporanei.
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