SEZIONE SECONDA
«I SETTE SACRAMENTI DELLA CHIESA»
1210 I sacramenti della Nuova Legge sono
istituiti da Cristo e sono sette, ossia: il Battesimo, la Confermazione,
l'Eucaristia, la Penitenza, l'Unzione degli infermi, l'Ordine e il
Matrimonio. I sette sacramenti toccano tutte le tappe e tutti i momenti
importanti della vita del cristiano: grazie ad essi, la vita di fede dei
cristiani nasce e cresce, riceve la guarigione e il dono della missione.
In questo si dà una certa somiglianza tra le tappe della vita naturale
e quelle della vita spirituale.1
1211 Seguendo questa analogia saranno presentati
per primi i tre sacramenti dell'iniziazione cristiana (capitolo primo),
poi i sacramenti della guarigione (capitolo secondo), infine i
sacramenti che sono al servizio della comunione e della missione dei
fedeli (capitolo terzo). Quest'ordine non è certo l'unico
possibile; permette tuttavia di vedere che i sacramenti formano un
organismo nel quale ciascuno di essi ha il suo ruolo vitale. In questo
organismo l'Eucaristia occupa un posto unico in quanto è il «
sacramento dei sacramenti »: « Gli altri sono tutti ordinati a questo
come al loro specifico fine ».2
CAPITOLO PRIMO
I SACRAMENTI DELL'INIZIAZIONE CRISTIANA
1212 Con i sacramenti dell'iniziazione
cristiana, il Battesimo, la Confermazione e l'Eucaristia, sono posti i fondamenti
di ogni vita cristiana. « La partecipazione alla natura divina, che
gli uomini ricevono in dono mediante la grazia di Cristo, rivela una
certa analogia con l'origine, lo sviluppo e l'accrescimento della vita
naturale. Difatti i fedeli, rinati nel santo Battesimo, sono corroborati
dal sacramento della Confermazione e, quindi, sono nutriti con il cibo
della vita eterna nell'Eucaristia, sicché, per effetto di questi
sacramenti dell'iniziazione cristiana, sono in grado di gustare sempre
più e sempre meglio i tesori della vita divina e progredire fino al
raggiungimento della perfezione della carità ».3
ARTICOLO 1
IL SACRAMENTO DEL BATTESIMO
1213 Il santo Battesimo è il fondamento di tutta
la vita cristiana, il vestibolo d'ingresso alla vita nello Spirito («
vitae spiritualis ianua »), e la porta che apre l'accesso agli altri
sacramenti. Mediante il Battesimo siamo liberati dal peccato e
rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo; siamo
incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione:4
« Baptismus est sacramentum regenerationis per aquam in verbo – Il
Battesimo può definirsi il sacramento della rigenerazione cristiana
mediante l'acqua e la parola ».5
I. Come viene chiamato questo sacramento?
1214 Lo si chiama Battesimo dal rito
centrale con il quale è compiuto: battezzare (« baptizein » in
greco) significa « tuffare », « immergere »; l'« immersione »
nell'acqua è simbolo del seppellimento del catecumeno nella morte di
Cristo, dalla quale risorge con lui,6 quale « nuova creatura
» (2 Cor 5,17; Gal 6,15).
1215 Questo sacramento è anche chiamato il « lavacro
di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo » (Tt 3,5),
poiché significa e realizza quella nascita dall'acqua e dallo Spirito
senza la quale nessuno « può entrare nel regno di Dio » (Gv 3,5).
1216 « Questo lavacro è chiamato illuminazione,
perché coloro che ricevono questo insegnamento [catechistico] vengono
illuminati nella mente ».7 Poiché nel Battesimo ha ricevuto
il Verbo, « la luce vera che illumina ogni uomo » (Gv 1,9), il
battezzato, dopo essere stato « illuminato »,8 è divenuto
« figlio della luce »9 e « luce » egli stesso (Ef 5,8):
Il Battesimo « è il più bello e magnifico dei doni
di Dio. [...] Lo chiamiamo dono, grazia, unzione, illuminazione, veste
d'immortalità, lavacro di rigenerazione, sigillo, e tutto ciò che vi
è di più prezioso. Dono, poiché è dato a coloro che non
portano nulla; grazia, perché viene elargito anche ai
colpevoli; Battesimo, perché il peccato viene seppellito
nell'acqua; unzione, perché è sacro e regale (tali sono
coloro che vengono unti); illuminazione, perché è luce
sfolgorante; veste, perché copre la nostra vergogna; lavacro,
perché ci lava; sigillo, perché ci custodisce ed è il segno
della signoria di Dio ».10
II. Il Battesimo nell'Economia della salvezza
Le prefigurazioni del Battesimo nell'Antica Alleanza
1217 Nella liturgia della Notte pasquale, in
occasione della benedizione dell'acqua battesimale, la Chiesa fa
solenne memoria dei grandi eventi della storia della salvezza che
prefiguravano il mistero del Battesimo:
« O Dio, [...] tu operi con invisibile potenza le
meraviglie della salvezza; e in molti modi, attraverso i tempi, hai
preparato l'acqua, tua creatura, ad essere segno del Battesimo ».11
1218 Fin dalle origini del mondo l'acqua, questa
umile e meravigliosa creatura, è la fonte della vita e della fecondità.
La Sacra Scrittura la vede come « covata » dallo Spirito di Dio:12
« Fin dalle origini il tuo Spirito si librava sulle
acque perché contenessero in germe la forza di santificare ».13
1219 La Chiesa ha visto nell'arca di Noè una
prefigurazione della salvezza per mezzo del Battesimo. Infatti, per
mezzo di essa, « poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo
dell'acqua » (1 Pt 3,20):
« Nel diluvio hai prefigurato il Battesimo, perché,
oggi come allora, l'acqua segnasse la fine del peccato e l'inizio
della vita nuova ».14
1220 Se l'acqua di fonte è simbolo di vita,
l'acqua del mare è un simbolo di morte. Per questo poteva essere figura
del mistero della croce. Per mezzo di questo simbolismo il Battesimo
significa la comunione alla morte di Cristo.
1221 È soprattutto il passaggio del Mar Rosso,
vera liberazione d'Israele dalla schiavitù d'Egitto, che annunzia la
liberazione operata dal Battesimo:
« Tu hai liberato dalla schiavitù i figli di Abramo,
facendoli passare illesi attraverso il Mar Rosso, perché fossero
immagine del futuro popolo dei battezzati ».15
1222 Infine il Battesimo è prefigurato nella
traversata del Giordano, grazie alla quale il popolo di Dio riceve il
dono della terra promessa alla discendenza di Abramo, immagine della
vita eterna. La promessa di questa beata eredità si compie nella Nuova
Alleanza.
Il battesimo di Cristo
1223 Tutte le prefigurazioni dell'Antica Alleanza
trovano la loro realizzazione in Gesù Cristo. Egli dà inizio alla sua
vita pubblica dopo essersi fatto battezzare da san Giovanni Battista nel
Giordano16 e, dopo la sua risurrezione, affida agli Apostoli
questa missione: « Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni,
battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo,
insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato » (Mt 28,19-20).17
1224 Nostro Signore si è volontariamente
sottoposto al battesimo di san Giovanni, destinato ai peccatori, per
compiere ogni giustizia.18 Questo gesto di Gesù è una
manifestazione del suo « annientamento ».19 Lo Spirito che
si librava sulle acque della prima creazione, scende ora su Cristo, come
preludio della nuova creazione, e il Padre manifesta Gesù come il suo
Figlio prediletto.20
1225 È con la sua pasqua che Cristo ha aperto a
tutti gli uomini le fonti del Battesimo. Egli, infatti, aveva già
parlato della passione, che avrebbe subìto a Gerusalemme, come di un «
battesimo » con il quale doveva essere battezzato.21 Il
sangue e l'acqua sgorgati dal fianco trafitto di Gesù crocifisso22
sono segni del Battesimo e dell'Eucaristia, sacramenti della vita nuova:23
da quel momento è possibile nascere « dall'acqua e dallo Spirito »
per entrare nel regno dei cieli (Gv 3,5).
« Considera, quando sei battezzato, donde viene il
Battesimo, se non dalla croce di Cristo, dalla morte di Cristo. Tutto
il mistero sta nel fatto che egli ha patito per te. In lui tu sei
redento, in lui tu sei salvato ».24
Il Battesimo nella Chiesa
1226 Dal giorno della pentecoste la Chiesa ha
celebrato e amministrato il santo Battesimo. Infatti san Pietro, alla
folla sconvolta dalla sua predicazione, dichiara: « Pentitevi, e
ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la
remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito
Santo » (At 2,38). Gli Apostoli e i loro collaboratori offrono
il Battesimo a chiunque crede in Gesù: Giudei, timorati di Dio, pagani.25
Il Battesimo appare sempre legato alla fede: « Credi nel Signore Gesù
e sarai salvato tu e la tua famiglia », dichiara san Paolo al suo
carceriere a Filippi. Il racconto continua: « Subito il carceriere si
fece battezzare con tutti i suoi » (At 16,31-33).
1227 Secondo l'apostolo san Paolo, mediante il
Battesimo il credente comunica alla morte di Cristo; con lui è sepolto
e con lui risuscita:
« Quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù,
siamo stati battezzati nella sua morte. Per mezzo del Battesimo siamo
dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu
risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche
noi possiamo camminare in una vita nuova » (Rm 6,3-4).26
I battezzati si sono « rivestiti di Cristo ».27
Mediante l'azione dello Spirito Santo, il Battesimo è un lavacro che
purifica, santifica e giustifica.28
1228 Il Battesimo è quindi un bagno d'acqua nel
quale « il seme incorruttibile » della Parola di Dio produce il suo
effetto vivificante.29 Sant'Agostino dirà del Battesimo: «
Accedit verbum ad elementum, et fit sacramentum – Si unisce la parola
all'elemento, e nasce il sacramento ».30
III. Come viene celebrato il sacramento del
Battesimo?
L'iniziazione cristiana
1229 Diventare cristiano richiede, fin dal tempo
degli Apostoli, un cammino e una iniziazione con diverse tappe. Questo
itinerario può essere percorso rapidamente o lentamente. Dovrà in ogni
caso comportare alcuni elementi essenziali: l'annunzio della Parola,
l'accoglienza del Vangelo che provoca una conversione, la professione di
fede, il Battesimo, l'effusione dello Spirito Santo, l'accesso alla
Comunione eucaristica.
1230 Questa iniziazione ha assunto forme molto
diverse nel corso dei secoli e secondo le circostanze. Nei primi secoli
della Chiesa l'iniziazione cristiana ha conosciuto un grande sviluppo,
con un lungo periodo di catecumenato e una serie di riti
preparatori che scandivano liturgicamente il cammino della preparazione
catecumenale per concludersi con la celebrazione dei sacramenti
dell'iniziazione cristiana.
1231 Dove il Battesimo dei bambini è diventato
largamente la forma abituale della celebrazione del sacramento, questa
è divenuta un atto unico che, in modo molto abbreviato, integra le
tappe preparatorie dell'iniziazione cristiana. Per la sua stessa natura
il Battesimo dei bambini richiede un catecumenato post-battesimale.
Non si tratta soltanto della necessità di una istruzione posteriore al
Battesimo, ma del necessario sviluppo della grazia battesimale nella
crescita della persona. È l'ambito proprio del catechismo.
1232 Il Concilio Vaticano II ha ripristinato, per
la Chiesa latina, « il catecumenato degli adulti, diviso in più gradi
».31 I riti si trovano nell'Ordo initiationis christianae
adultorum (1972). Il Concilio ha inoltre permesso che « nelle terre
di missione sia acconsentito accogliere [...] anche quegli elementi di
iniziazione in uso presso ogni popolo, nella misura in cui possono
essere adattati al rito cristiano ».32
1233 Oggi, dunque, in tutti i riti latini e
orientali, l'iniziazione cristiana degli adulti incomincia con il loro
ingresso nel catecumenato e arriva al suo culmine nella celebrazione
unitaria dei tre sacramenti del Battesimo, della Confermazione e
dell'Eucaristia.33 Nei riti orientali l'iniziazione cristiana
dei bambini incomincia con il Battesimo immediatamente seguito dalla
Confermazione e dall'Eucaristia, mentre nel rito romano essa continua
durante alcuni anni di catechesi, per concludersi più tardi con la
Confermazione e l'Eucaristia, culmine della loro iniziazione cristiana.34
La mistagogia della celebrazione
1234 Il significato e la grazia del sacramento
del Battesimo appaiono chiaramente nei riti della sua celebrazione.
Seguendo con attenta partecipazione i gesti e le parole di questa
celebrazione, i fedeli sono iniziati alle ricchezze che tale sacramento
significa e opera in ogni nuovo battezzato.
1235 Il segno della croce, all'inizio
della celebrazione, esprime il sigillo di Cristo su colui che sta per
appartenergli e significa la grazia della redenzione che Cristo ci ha
acquistato per mezzo della sua croce.
1236 L'annunzio della Parola di Dio illumina
con la verità rivelata i candidati e l'assemblea, e suscita la risposta
della fede, inseparabile dal Battesimo. Infatti il Battesimo è in modo
tutto particolare « il sacramento della fede », poiché segna
l'ingresso sacramentale nella vita di fede.
1237 Dal momento che il Battesimo significa la
liberazione dal peccato e dal suo istigatore, il diavolo, vengono
pronunziati uno (o più) esorcismo(i) sul candidato. Questi viene
unto con l'olio dei catecumeni, oppure il celebrante impone su di lui la
mano, ed egli rinunzia esplicitamente a Satana. Così preparato, può professare
la fede della Chiesa alla quale sarà « consegnato » per mezzo del
Battesimo.35
1238 L'acqua battesimale viene quindi
consacrata mediante una preghiera di epiclesi (sia al momento stesso,
sia nella Veglia pasquale). La Chiesa chiede a Dio che, per mezzo del
suo Figlio, la potenza dello Spirito Santo discenda su quest'acqua, in
modo che quanti vi saranno battezzati nascano « dall'acqua e dallo
Spirito » (Gv 3,5).
1239 Segue poi il rito essenziale del
sacramento: il Battesimo propriamente detto, che significa e
opera la morte al peccato e l'ingresso nella vita della Santissima
Trinità attraverso la configurazione al mistero pasquale di Cristo. Il
Battesimo viene compiuto nel modo più espressivo per mezzo della
triplice immersione nell'acqua battesimale. Ma fin dall'antichità può
anche essere conferito versando per tre volte l'acqua sul capo del
candidato.
1240 Nella Chiesa latina questa triplice
infusione è accompagnata dalle parole del ministro: « N., io ti
battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo ». Nelle
liturgie orientali, mentre il catecumeno è rivolto verso l'Oriente, il
sacerdote dice: « Il servo di Dio, N., è battezzato nel nome del
Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo ». E, all'invocazione di
ogni Persona della Santissima Trinità, lo immerge nell'acqua e lo
risolleva.
1241 L'unzione con il sacro crisma, olio
profumato consacrato dal Vescovo, significa il dono dello Spirito Santo
elargito al nuovo battezzato. Egli è divenuto un cristiano, ossia «
unto » di Spirito Santo, incorporato a Cristo, che è unto Sacerdote,
Profeta e Re.36
1242 Nella liturgia delle Chiese Orientali,
l'unzione post-battesimale costituisce il sacramento della Crismazione
(Confermazione). Nella liturgia romana, essa annunzia una seconda
unzione con il sacro crisma che sarà effettuata dal Vescovo: cioè il
sacramento della Confermazione, il quale, per così dire, « conferma »
e porta a compimento l'unzione battesimale.
1243 La veste bianca significa che il
battezzato si è rivestito di Cristo,37 che egli è risorto
con Cristo. La candela, accesa al cero pasquale, significa che
Cristo ha illuminato il neofita. In Cristo i battezzati sono « la luce
del mondo » (Mt 5,14).38
Il nuovo battezzato è ora figlio di Dio nel Figlio
unigenito. Può dire la preghiera dei figli di Dio: il Padre nostro.
1244 La prima Comunione eucaristica.
Divenuto figlio di Dio, rivestito dell'abito nuziale, il neofita è
ammesso « al banchetto delle nozze dell'Agnello » e riceve il
nutrimento della vita nuova, il Corpo e il Sangue di Cristo. Le Chiese
Orientali conservano una viva coscienza dell'unità dell'iniziazione
cristiana amministrando la santa Comunione a tutti i neo-battezzati e
confermati, anche ai bambini piccoli, ricordando la parola del Signore:
« Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite » (Mc 10,14).
La Chiesa latina, che permette l'accesso alla santa Comunione solo a
coloro che hanno raggiunto l'uso di ragione, mette in luce che il
Battesimo introduce all'Eucaristia accostando all'altare il bambino
neo-battezzato per la preghiera del « Padre nostro ».
1245 La benedizione solenne conclude la
celebrazione del Battesimo. In occasione del Battesimo dei neonati la
benedizione della madre occupa un posto di rilievo.
IV. Chi può ricevere il Battesimo?
1246 « È capace di ricevere il Battesimo ogni
uomo e solo l'uomo non ancora battezzato ».39
Il Battesimo degli adulti
1247 Dalle origini della Chiesa, il Battesimo
degli adulti è la situazione più normale là dove l'annunzio del
Vangelo è ancora recente. Il catecumenato (preparazione al Battesimo)
occupa in tal caso un posto importante. In quanto iniziazione alla fede
e alla vita cristiana, esso deve disporre ad accogliere il dono di Dio
nel Battesimo, nella Confermazione e nell'Eucaristia.
1248 Il catecumenato, o formazione dei
catecumeni, ha lo scopo di permettere a questi ultimi, in risposta
all'iniziativa divina e in unione con una comunità ecclesiale, di
condurre a maturità la loro conversione e la loro fede. Si tratta di
una formazione « alla vita cristiana » mediante la quale « i
discepoli vengono in contatto con Cristo, loro Maestro. Perciò i
catecumeni siano convenientemente iniziati al mistero della salvezza e
alla pratica delle norme evangeliche, e mediante i riti sacri, da
celebrare in tempi successivi, siano introdotti nella vita della fede,
della liturgia e della carità del popolo di Dio ».40
1249 I catecumeni « sono già uniti alla Chiesa,
appartengono già alla famiglia del Cristo, e spesso vivono già una
vita di fede, di speranza e di carità ».41 « La Madre
Chiesa, come già suoi, li ricopre del suo amore e delle sue cure ».42
Il Battesimo dei bambini
1250 Poiché nascono con una natura umana
decaduta e contaminata dal peccato originale, anche i bambini hanno
bisogno della nuova nascita nel Battesimo43 per essere
liberati dal potere delle tenebre e trasferiti nel regno della libertà
dei figli di Dio,44 alla quale tutti gli uomini sono
chiamati. La pura gratuità della grazia della salvezza si manifesta in
modo tutto particolare nel Battesimo dei bambini. La Chiesa e i genitori
priverebbero quindi il bambino della grazia inestimabile di diventare
figlio di Dio se non gli conferissero il Battesimo poco dopo la nascita.45
1251 I genitori cristiani riconosceranno che
questa pratica corrisponde pure al loro ruolo di alimentare la vita che
Dio ha loro affidato.46
1252 L'usanza di battezzare i bambini è una
tradizione della Chiesa da tempo immemorabile. Essa è esplicitamente
attestata fin dal secondo secolo. È tuttavia probabile che, fin dagli
inizi della predicazione apostolica, quando « famiglie » intere hanno
ricevuto il Battesimo,47 siano stati battezzati anche i
bambini.48
Fede e Battesimo
1253 Il Battesimo è il sacramento della fede.49
La fede però ha bisogno della comunità dei credenti. È soltanto nella
fede della Chiesa che ogni fedele può credere. La fede richiesta per il
Battesimo non è una fede perfetta e matura, ma un inizio, che deve
svilupparsi. Al catecumeno o al suo padrino viene domandato: « Che cosa
chiedi alla Chiesa di Dio? ». Ed egli risponde: « La fede! ».
1254 In tutti i battezzati, bambini o adulti, la
fede deve crescere dopo il Battesimo. Per questo ogni anno, nella
Veglia pasquale, la Chiesa celebra la rinnovazione delle promesse
battesimali. La preparazione al Battesimo conduce soltanto alla soglia
della vita nuova. Il Battesimo è la sorgente della vita nuova in
Cristo, dalla quale fluisce l'intera vita cristiana.
1255 Perché la grazia battesimale possa
svilupparsi è importante l'aiuto dei genitori. Questo è pure il ruolo
del padrino o della madrina, che devono essere credenti
solidi, capaci e pronti a sostenere nel cammino della vita cristiana il
neo-battezzato, bambino o adulto.50 Il loro compito è una
vera funzione ecclesiale (« officium »).51 L'intera
comunità ecclesiale ha una parte di responsabilità nello sviluppo e
nella conservazione della grazia ricevuta nel Battesimo.
V. Chi può battezzare?
1256 I ministri ordinari del Battesimo sono il
Vescovo e il presbitero, e, nella Chiesa latina, anche il diacono.52
In caso di necessità, chiunque, anche un non battezzato, purché abbia
l'intenzione richiesta, può battezzare,53 utilizzando la
formula battesimale trinitaria. L'intenzione richiesta è di voler fare
ciò che fa la Chiesa quando battezza. La Chiesa trova la motivazione di
questa possibilità nella volontà salvifica universale di Dio54
e nella necessità del Battesimo per la salvezza.55
VI. La necessità del Battesimo
1257 Il Signore stesso afferma che il Battesimo
è necessario per la salvezza.56 Per questo ha comandato ai
suoi discepoli di annunziare il Vangelo e di battezzare tutte le
nazioni.57 Il Battesimo è necessario alla salvezza per
coloro ai quali è stato annunziato il Vangelo e che hanno avuto la
possibilità di chiedere questo sacramento.58 La Chiesa non
conosce altro mezzo all'infuori del Battesimo per assicurare l'ingresso
nella beatitudine eterna; perciò si guarda dal trascurare la missione
ricevuta dal Signore di far rinascere « dall'acqua e dallo Spirito »
tutti coloro che possono essere battezzati. Dio ha legato la salvezza
al sacramento del Battesimo, tuttavia egli non è legato ai suoi
sacramenti.
1258 Da sempre la Chiesa è fermamente convinta
che quanti subiscono la morte a motivo della fede, senza aver ricevuto
il Battesimo, vengono battezzati mediante la loro stessa morte per
Cristo e con lui. Questo Battesimo di sangue, come pure il desiderio
del Battesimo, porta i frutti del Battesimo, anche senza essere
sacramento.
1259 Per i catecumeni che muoiono prima
del Battesimo, il loro desiderio esplicito di riceverlo, unito al
pentimento dei propri peccati e alla carità, assicura loro la salvezza
che non hanno potuto ricevere mediante il sacramento.
1260 « Cristo è morto per tutti e la vocazione
ultima dell'uomo è effettivamente una sola, quella divina, perciò
dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di
venire a contatto, nel modo che Dio conosce, col mistero pasquale ».59
Ogni uomo che, pur ignorando il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, cerca
la verità e compie la volontà di Dio come la conosce, può essere
salvato. È lecito supporre che tali persone avrebbero desiderato
esplicitamente il Battesimo, se ne avessero conosciuta la necessità.
1261 Quanto ai bambini morti senza Battesimo,
la Chiesa non può che affidarli alla misericordia di Dio, come appunto
fa nel rito dei funerali per loro. Infatti, la grande misericordia di
Dio, « il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati » (1 Tm 2,4),
e la tenerezza di Gesù verso i bambini, che gli ha fatto dire: «
Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite » (Mc 10,14),
ci consentono di sperare che vi sia una via di salvezza per i bambini
morti senza Battesimo. Tanto più pressante è perciò l'invito della
Chiesa a non impedire che i bambini vengano a Cristo mediante il dono
del santo Battesimo.
VII. La grazia del Battesimo
1262 I diversi effetti operati dal Battesimo sono
significati dagli elementi sensibili del rito sacramentale. L'immersione
nell'acqua richiama i simbolismi della morte e della purificazione, ma
anche della rigenerazione e del rinnovamento. I due effetti principali
sono dunque la purificazione dai peccati e la nuova nascita nello
Spirito Santo.60
Per la remissione dei peccati
1263 Per mezzo del Battesimo sono rimessi tutti
i peccati, il peccato originale e tutti i peccati personali, come
pure tutte le pene del peccato.61 In coloro che sono stati
rigenerati, infatti, non rimane nulla che impedisca loro di entrare nel
regno di Dio, né il peccato di Adamo, né il peccato personale, né le
conseguenze del peccato, di cui la più grave è la separazione da Dio.
1264 Rimangono tuttavia nel battezzato alcune
conseguenze temporali del peccato, quali le sofferenze, la malattia, la
morte, o le fragilità inerenti alla vita come le debolezze del
carattere, ecc., e anche una inclinazione al peccato che la Tradizione
chiama la concupiscenza, o, metaforicamente, l'incentivo del
peccato (« fomes peccati »): « Essendo questa lasciata per la
prova, non può nuocere a quelli che non vi acconsentono e che le si
oppongono virilmente con la grazia di Gesù Cristo. Anzi, "non
riceve la corona se non chi ha lottato secondo le regole" (2 Tm 2,5)
».62
«Una nuova creatura»
1265 Il Battesimo non soltanto purifica da tutti
i peccati, ma fa pure del neofita una « nuova creatura » (2 Cor 5,17),
un figlio adottivo di Dio63 che è divenuto « partecipe
della natura divina » (2 Pt 1,4), membro di Cristo64
e coerede con lui,65 tempio dello Spirito Santo.66
1266 La Santissima Trinità dona al battezzato la
grazia santificante, la grazia della giustificazione che
— lo rende capace di credere in Dio, di sperare in
lui e di amarlo per mezzo delle virtù teologali;
— gli dà la capacità di vivere e agire sotto la
mozione dello Spirito Santo per mezzo dei doni dello Spirito Santo;
— gli permette di crescere nel bene per mezzo delle virtù
morali.
In questo modo tutto l'organismo della vita
soprannaturale del cristiano ha la sua radice nel santo Battesimo.
Incorporati alla Chiesa, corpo di Cristo
1267 Il Battesimo ci fa membra del corpo di
Cristo. « Siamo membra gli uni degli altri » (Ef 4,25). Il
Battesimo incorpora alla Chiesa. Dai fonti battesimali nasce
l'unico popolo di Dio della Nuova Alleanza che supera tutti i limiti
naturali o umani delle nazioni, delle culture, delle razze e dei sessi:
« In realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per
formare un solo corpo » (1 Cor 12,13).
1268 I battezzati sono divenuti « pietre vive
per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo »
(1 Pt 2,5). Per mezzo del Battesimo sono partecipi del sacerdozio
di Cristo, della sua missione profetica e regale, sono « la stirpe
eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è
acquistato perché proclami le opere meravigliose di lui » che li « ha
chiamati dalle tenebre alla sua ammirabile luce » (1 Pt 2,9). Il
Battesimo rende partecipi del sacerdozio comune dei fedeli.
1269 Divenuto membro della Chiesa, il battezzato
non appartiene più a se stesso,67 ma a colui che è morto e
risuscitato per noi.68 Perciò è chiamato a sottomettersi
agli altri,69 a servirli70 nella comunione della
Chiesa, ad essere « obbediente » e « sottomesso » ai capi della
Chiesa,71 e a trattarli « con rispetto e carità ».72
Come il Battesimo comporta responsabilità e doveri, allo stesso modo il
battezzato fruisce anche di diritti in seno alla Chiesa: quello di
ricevere i sacramenti, di essere nutrito dalla Parola di Dio e sostenuto
dagli altri aiuti spirituali della Chiesa.73
1270 « Rigenerati [dal Battesimo] per essere
figli di Dio, [i battezzati] sono tenuti a professare pubblicamente la
fede ricevuta da Dio mediante la Chiesa »74 e a partecipare
all'attività apostolica e missionaria del popolo di Dio.75
Il vincolo sacramentale dell'unità dei cristiani
1271 Il Battesimo costituisce il fondamento della
comunione tra tutti i cristiani, anche con quanti non sono ancora nella
piena comunione con la Chiesa cattolica: « Quelli infatti che credono
in Cristo ed hanno ricevuto debitamente il Battesimo, sono costituiti in
una certa comunione, sebbene imperfetta, con la Chiesa cattolica. [...]
Giustificati nel Battesimo dalla fede, sono incorporati a Cristo, e
perciò sono a ragione insigniti del nome di cristiani, e dai figli
della Chiesa cattolica sono giustamente riconosciuti come fratelli nel
Signore ».76 « Il Battesimo quindi costituisce il vincolo
sacramentale dell'unità che vige tra tutti quelli che per mezzo di
esso sono stati rigenerati ».77
Un sigillo spirituale indelebile
1272 Incorporato a Cristo per mezzo del
Battesimo, il battezzato viene conformato a Cristo.78 Il
Battesimo segna il cristiano con un sigillo spirituale indelebile (« carattere
») della sua appartenenza a Cristo. Questo sigillo non viene
cancellato da alcun peccato, sebbene il peccato impedisca al Battesimo
di portare frutti di salvezza.79 Conferito una volta per
sempre, il Battesimo non può essere ripetuto.
1273 Incorporati alla Chiesa per mezzo del
Battesimo, i fedeli hanno ricevuto il carattere sacramentale che li
consacra per il culto religioso cristiano.80 Il sigillo
battesimale abilita e impegna i cristiani a servire Dio mediante una
viva partecipazione alla santa liturgia della Chiesa e a esercitare il
loro sacerdozio battesimale con la testimonianza di una vita santa e con
una operosa carità.81
1274 Il « sigillo del Signore »82
è il sigillo con cui lo Spirito Santo ci ha segnati « per il giorno
della redenzione » (Ef 4,30).83 « Il Battesimo,
infatti, è il sigillo della vita eterna ».84 Il fedele che
avrà « custodito il sigillo » sino alla fine, ossia che sarà rimasto
fedele alle esigenze del proprio Battesimo, potrà morire nel « segno
della fede »,85 con la fede del proprio Battesimo,
nell'attesa della beata visione di Dio – consumazione della fede – e
nella speranza della risurrezione.
In sintesi
1275 L'iniziazione cristiana si compie
attraverso l'insieme di tre sacramenti: il Battesimo, che è l'inizio
della vita nuova; la Confermazione, che ne è il rafforzamento; e
l'Eucaristia, che nutre il discepolo con il Corpo e il Sangue di Cristo
in vista della sua trasformazione in lui.
1276 « Andate dunque e ammaestrate tutte le
nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito
Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato
» (Mt 28,19-20).
1277 Il Battesimo costituisce la nascita alla
vita nuova in Cristo. Secondo la volontà del Signore esso è necessario
per la salvezza, come la Chiesa stessa, nella quale il Battesimo
introduce.
1278 Il rito essenziale del Battesimo consiste
nell'immergere nell'acqua il candidato o nel versargli dell'acqua sul
capo, mentre si pronuncia l'invocazione della Santissima Trinità, ossia
del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
1279 Il frutto del Battesimo o grazia
battesimale è una realtà ricca che comporta: la remissione del peccato
originale e di tutti i peccati personali; la nascita alla vita nuova
mediante la quale l'uomo diventa figlio adottivo del Padre, membro di
Cristo, tempio dello Spirito Santo. Per ciò stesso il battezzato è
incorporato alla Chiesa, corpo di Cristo, e reso partecipe del
sacerdozio di Cristo.
1280 Il Battesimo imprime nell'anima un segno
spirituale indelebile, il carattere, il quale consacra il battezzato al
culto della religione cristiana. A motivo del carattere che imprime, il
Battesimo non può essere ripetuto.86
1281 Coloro che subiscono la morte a causa
della fede, i catecumeni e tutti gli uomini che, sotto l'impulso della
grazia, senza conoscere la Chiesa, cercano sinceramente Dio e si
sforzano di compiere la sua volontà, possono essere salvati anche se
non hanno ricevuto il Battesimo.87
1282 Fin dai tempi più antichi, il Battesimo
viene amministrato ai bambini, essendo una grazia e un dono di Dio che
non presuppongono meriti umani; i bambini sono battezzati nella fede
della Chiesa. L'ingresso nella vita cristiana introduce nella vera
libertà.
1283 Quanto ai bambini morti senza Battesimo,
la liturgia della Chiesa ci invita a confidare nella misericordia di
Dio, e a pregare per la loro salvezza.
1284 In caso di necessità, chiunque può
battezzare, a condizione che intenda fare ciò che fa la Chiesa, e che
versi dell'acqua sul capo del candidato dicendo: « Io ti
battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo ».
ARTICOLO 2
IL SACRAMENTO DELLA CONFERMAZIONE
1285 Con il Battesimo e l'Eucaristia, il
sacramento della Confermazione costituisce l'insieme dei « sacramenti
dell'iniziazione cristiana », la cui unità deve essere salvaguardata.
Bisogna dunque spiegare ai fedeli che la recezione di questo sacramento
è necessaria per il rafforzamento della grazia battesimale.88
Infatti, « con il sacramento della Confermazione [i battezzati] vengono
vincolati più perfettamente alla Chiesa, sono arricchiti di una
speciale forza dallo Spirito Santo, e in questo modo sono più
strettamente obbligati a diffondere e a difendere con la parola e con
l'opera la fede come veri testimoni di Cristo ».89
I. La Confermazione nell'Economia della salvezza
1286 Nell'Antico Testamento, i
profeti hanno annunziato che lo Spirito del Signore si sarebbe posato
sul Messia atteso90 in vista della sua missione salvifica.91
La discesa dello Spirito Santo su Gesù, al momento del suo Battesimo da
parte di Giovanni, costituì il segno che era lui che doveva venire, che
egli era il Messia, il Figlio di Dio.92 Concepito per opera
dello Spirito Santo, tutta la sua vita e la sua missione si svolgono in
una totale comunione con lo Spirito Santo che il Padre gli dà « senza
misura » (Gv 3,34).
1287 Questa pienezza dello Spirito non doveva
rimanere soltanto del Messia, ma doveva essere comunicata a tutto il
popolo messianico.93 Più volte Cristo ha promesso
l'effusione dello Spirito,94 promessa che ha attuato dapprima
il giorno di Pasqua95 e in seguito, in modo più
stupefacente, il giorno di Pentecoste.96 Pieni di Spirito
Santo, gli Apostoli cominciano ad annunziare « le grandi opere di Dio
» (At 2,11) e Pietro afferma che quella effusione dello Spirito
sopra gli Apostoli è il segno dei tempi messianici.97 Coloro
che allora hanno creduto alla predicazione apostolica e che si sono
fatti battezzare, hanno ricevuto, a loro volta, il dono dello Spirito
Santo.98
1288 « Fin da quel tempo gli Apostoli, in
adempimento del volere di Cristo, comunicavano ai neofiti, attraverso
l'imposizione delle mani, il dono dello Spirito, destinato a completare
la grazia del Battesimo.99 Questo spiega perché nella
lettera agli Ebrei viene ricordata, tra i primi elementi della
formazione cristiana, la dottrina dei battesimi e anche dell'imposizione
delle mani. 100 È appunto questa imposizione delle mani che
giustamente viene considerata dalla tradizione cattolica come la prima
origine del sacramento della Confermazione, il quale rende, in qualche
modo, perenne nella Chiesa la grazia della pentecoste ». 101
1289 Per meglio esprimere il dono dello Spirito
Santo, ben presto all'imposizione delle mani si è aggiunta una unzione
di olio profumato (crisma). Tale unzione spiega il nome di « cristiano
» che significa « unto » e che trae la sua origine da quello di
Cristo stesso, che « Dio consacrò [ha unto] in Spirito Santo » (At
10,38). Questo rito di unzione è rimasto in uso fino ai nostri
giorni sia in Oriente sia in Occidente. Perciò in Oriente questo
sacramento viene chiamato Crismazione, unzione con il crisma, o myron, che significa « crisma ». In Occidente il termine Confermazione
suggerisce che questo sacramento nel medesimo tempo conferma il
Battesimo e rafforza la grazia battesimale.
Due tradizioni: l'Oriente e l'Occidente
1290 Nei primi secoli la Confermazione
costituisce in genere una celebrazione unica con il Battesimo, formando
con questo, secondo l'espressione di san Cipriano, 102 un «
sacramento doppio ». Ma, tra le altre cause, il moltiplicarsi dei
Battesimi di bambini, e questo in qualsiasi periodo dell'anno, e la
crescita numerica delle parrocchie (rurali), con il conseguente
ampliamento delle diocesi, non permettono più la presenza del Vescovo a
tutte le celebrazioni battesimali. In Occidente, poiché si preferisce
riservare al Vescovo il portare a compimento il Battesimo, avviene la
separazione temporale dei due sacramenti. L'Oriente ha invece conservato
uniti i due sacramenti, così che la Confermazione è conferita dal
presbitero stesso che battezza. Questi tuttavia può farlo soltanto con
il « crisma » consacrato da un Vescovo. 103
1291 Una consuetudine della Chiesa di Roma ha
facilitato lo sviluppo della pratica occidentale: la duplice unzione con
il sacro crisma dopo il Battesimo. La prima unzione, compiuta dal
sacerdote sul neofita, al momento in cui esce dal lavacro battesimale,
è portata a compimento da una seconda unzione fatta dal vescovo sulla
fronte di ogni neo-battezzato. 104 La prima unzione con il
sacro crisma, quella data dal sacerdote, è rimasta unita al rito del
Battesimo: significa la partecipazione del battezzato alle funzioni
profetica, sacerdotale e regale di Cristo. Se il Battesimo viene
conferito ad un adulto, vi è una sola unzione post-battesimale: quella
della Confermazione.
1292 La pratica delle Chiese Orientali sottolinea
maggiormente l'unità dell'iniziazione cristiana. Quella della Chiesa
latina evidenzia più nettamente la comunione del nuovo cristiano con il
proprio Vescovo, garante e servo dell'unità della sua Chiesa, della sua
cattolicità e della sua apostolicità, e, conseguentemente, il legame
con le origini apostoliche della Chiesa di Cristo.
II. I segni e il rito della Confermazione
1293 Nel rito di questo sacramento è opportuno
considerare il segno dell'unzione e ciò che l'unzione indica e
imprime: il sigillo spirituale.
Nel simbolismo biblico e antico, l'unzione presenta
una grande ricchezza di significati: l'olio è segno di abbondanza
105 e di gioia, 106 purifica (unzione prima e dopo il
bagno), rende agile (l'unzione degli atleti e dei lottatori); è segno
di guarigione, poiché cura le contusioni e le piaghe 107 e
rende luminosi di bellezza, di salute e di forza.
1294 Questi significati dell'unzione con l'olio
si ritrovano tutti nella vita sacramentale. L'unzione prima del
Battesimo con l'olio dei catecumeni ha il significato di purificare e
fortificare; l'unzione degli infermi esprime la guarigione e il
conforto. L'unzione con il sacro crisma dopo il Battesimo, nella
Confermazione e nell'Ordinazione, è il segno di una consacrazione.
Mediante la Confermazione, i cristiani, ossia coloro che sono unti,
partecipano maggiormente alla missione di Gesù Cristo e alla pienezza
dello Spirito Santo di cui egli è ricolmo, in modo che tutta la loro
vita effonda il profumo di Cristo. 108
1295 Per mezzo di questa unzione il cresimando
riceve « il marchio », il sigillo dello Spirito Santo. Il
sigillo è il simbolo della persona, 109 il segno della sua
autorità, 110 della sua proprietà su un oggetto 111
– per questo si usava imprimere sui soldati il sigillo del loro capo,
come sugli schiavi quello del loro padrone –; esso autentica un atto
giuridico 112 o un documento 113 e, in certi casi,
lo rende segreto. 114
1296 Cristo stesso si dichiara segnato dal
sigillo del Padre suo. 115 Anche il cristiano è segnato con
un sigillo: « È Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo,
e ci ha conferito l'unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la
caparra dello Spirito nei nostri cuori » (2 Cor 1,21-22).
116 Questo sigillo dello Spirito Santo segna l'appartenenza totale
a Cristo, l'essere al suo servizio per sempre, ma anche la promessa
della divina protezione nella grande prova escatologica. 117
La celebrazione della Confermazione
1297 La consacrazione del sacro crisma è
un momento importante che precede la celebrazione della Confermazione,
ma che, in un certo senso, ne fa parte. È il Vescovo che, il Giovedì
Santo, durante la Messa crismale, consacra il sacro crisma per tutta la
sua diocesi. Anche nelle Chiese d'Oriente questa consacrazione è
riservata al Patriarca:
La liturgia antiochena esprime in questi termini
l'epiclesi della consacrazione del sacro crisma (myron): « [Padre
(...) manda il tuo Santo Spirito] su di noi e su questo olio che è
davanti a noi e consacralo, affinché per tutti coloro che ne verranno
unti e segnati, esso sia: myron santo, myron sacerdotale, myron
regale, unzione di letizia, la veste di luce, il manto della salvezza,
il dono spirituale, la santificazione delle anime e dei corpi, la
felicità eterna, il sigillo indelebile, lo scudo della fede e l'elmo
invincibile contro tutte le macchinazioni dell'avversario ». 118
1298 Quando la Confermazione viene celebrata
separatamente dal Battesimo, come avviene nel rito romano, la liturgia
del sacramento ha inizio con la rinnovazione delle promesse battesimali
e con la professione di fede da parte dei cresimandi. In questo modo
risulta evidente che la Confermazione si colloca in successione al
Battesimo. 119 Quando viene battezzato un adulto, egli riceve
immediatamente la Confermazione e partecipa all'Eucaristia. 120
1299 Nel rito romano, il Vescovo stende le mani
sul gruppo dei cresimandi: gesto che, fin dal tempo degli Apostoli, è
il segno del dono dello Spirito. Spetta al Vescovo invocare l'effusione
dello Spirito:
« Dio onnipotente, Padre del Signore nostro Gesù
Cristo, che hai rigenerato questi tuoi figli dall'acqua e dallo
Spirito Santo liberandoli dal peccato, infondi in loro il tuo santo
Spirito Paraclito: spirito di sapienza e di intelletto, spirito di
consiglio e di fortezza, spirito di scienza e di pietà, e riempili
dello spirito del tuo santo timore. Per Cristo, nostro Signore ».
121
1300 Segue il rito essenziale del
sacramento. Nel rito latino, « il sacramento della Confermazione si
conferisce mediante l'unzione del crisma sulla fronte, che si fa con
l'imposizione della mano, e mediante le parole: "Accipe signaculum
doni Spiritus Sancti" – "Ricevi il sigillo dello Spirito
Santo che ti è dato in dono" ». 122 Presso le Chiese
Orientali di rito bizantino, l'unzione con il myron viene fatta,
dopo una preghiera di epiclesi, sulle parti più significative del
corpo: la fronte, gli occhi, il naso, le orecchie, le labbra, il petto,
il dorso, le mani e i piedi; ogni unzione è accompagnata dalla formula: « Sigillo del dono
che è lo Spirito Santo ».
1301 Il bacio di pace che conclude il rito del
sacramento significa ed esprime la comunione ecclesiale con il Vescovo e
con tutti i fedeli. 124
III. Gli effetti della Confermazione
1302 Risulta dalla celebrazione che l'effetto del
sacramento della Confermazione è la speciale effusione dello Spirito
Santo, come già fu concessa agli Apostoli il giorno di pentecoste.
1303 Ne deriva che la Confermazione apporta una
crescita e un approfondimento della grazia battesimale:
— ci radica più profondamente nella filiazione divina
grazie alla quale diciamo: « Abbà, Padre » (Rm 8,15);
— ci unisce più saldamente a Cristo;
— aumenta in noi i doni dello Spirito Santo;
— rende più perfetto il nostro legame con la Chiesa; 125
— ci accorda una speciale forza dello Spirito Santo per diffondere e
difendere con la parola e con l'azione la fede, come veri testimoni di
Cristo, per confessare coraggiosamente il nome di Cristo e per non
vergognarci mai della sua croce: 126
« Ricorda che hai ricevuto il sigillo spirituale, lo
Spirito di sapienza e di intelletto, lo Spirito di consiglio e di
fortezza, lo Spirito di conoscenza e di pietà, lo Spirito di timore
di Dio, e conserva ciò che hai ricevuto. Dio Padre ti ha segnato, ti
ha confermato Cristo Signore e ha posto nel tuo cuore quale pegno lo
Spirito ». 127
1304 Come il Battesimo, di cui costituisce il
compimento, la Confermazione è conferita una sola volta. Essa infatti
imprime nell'anima un marchio spirituale indelebile, il «
carattere »; 128 esso è il segno che Gesù Cristo ha
impresso sul cristiano il sigillo del suo Spirito rivestendolo di
potenza dall'alto perché sia suo testimone. 129
1305 Il « carattere » perfeziona il sacerdozio
comune dei fedeli, ricevuto nel Battesimo, e « il cresimato riceve il
potere di professare pubblicamente la fede cristiana, quasi per un
incarico ufficiale (quasi ex officio) ». 130
IV. Chi può ricevere questo sacramento?
1306 Può e deve ricevere il sacramento della
Confermazione ogni battezzato, che non l'abbia ancora ricevuto. 131
Dal momento che Battesimo, Confermazione ed Eucaristia costituiscono un
tutto unitario, ne deriva che « i fedeli sono obbligati a ricevere
tempestivamente questo sacramento »; 132 senza la
Confermazione e l'Eucaristia, infatti, il sacramento del Battesimo è
certamente valido ed efficace, ma l'iniziazione cristiana rimane
incompiuta.
1307 La consuetudine latina da secoli indica come
punto di riferimento per ricevere la Confermazione « l'età della
discrezione ». Quando fossero in pericolo di morte, tuttavia, i bambini
devono essere cresimati anche se non hanno ancora raggiunto tale età.
133
1308 Se talvolta si parla della Confermazione
come del « sacramento della maturità cristiana », non si deve
tuttavia confondere l'età adulta della fede con l'età adulta della
crescita naturale, e neppure dimenticare che la grazia del Battesimo è
una grazia di elezione gratuita e immeritata, che non ha bisogno di una
« ratifica » per diventare effettiva. Lo ricorda san Tommaso:
« L'età fisica non condiziona l'anima. Quindi anche
nell'età della puerizia l'uomo può ottenere la perfezione dell'età
spirituale di cui la Sapienza (4,8) dice: "Vecchiaia veneranda
non è la longevità, né si calcola dal numero degli anni". È
per questo che molti, nell'età della fanciullezza, avendo ricevuto la
forza dello Spirito Santo, hanno combattuto generosamente per Cristo
fino al sangue ». 134
1309 La preparazione alla Confermazione
deve mirare a condurre il cristiano verso una più intima unione con
Cristo, verso una familiarità più viva con lo Spirito Santo, la sua
azione, i suoi doni e le sue mozioni, per poter meglio assumere le
responsabilità apostoliche della vita cristiana. Di conseguenza la
catechesi della Confermazione si sforzerà di risvegliare il senso
dell'appartenenza alla Chiesa di Gesù Cristo, sia alla Chiesa
universale che alla comunità parrocchiale. Su quest'ultima grava una
particolare responsabilità nella preparazione dei confermandi. 135
1310 Per ricevere la Confermazione si deve essere
in stato di grazia. È opportuno accostarsi al sacramento della
Penitenza per essere purificati in vista del dono dello Spirito Santo.
Una preghiera più intensa deve preparare a ricevere con docilità e
disponibilità la forza e le grazie dello Spirito Santo. 136
1311 Per la Confermazione, come per il Battesimo,
è conveniente che i candidati cerchino l'aiuto spirituale di un padrino
o di una madrina. È opportuno che sia la stessa persona
scelta per il Battesimo, per sottolineare meglio l'unità dei due
sacramenti. 137
V. Il ministro della Confermazione
1312 Ministro originario della
Confermazione è il Vescovo. 138
In Oriente, è ordinariamente il presbitero che
battezza a conferire subito anche la Confermazione in una sola e
medesima celebrazione. Tuttavia lo fa con il sacro crisma consacrato dal
Patriarca o dal Vescovo: ciò esprime l'unità apostolica della Chiesa,
i cui vincoli vengono rafforzati dal sacramento della Confermazione.
Nella Chiesa latina si attua la stessa disciplina nel Battesimo degli
adulti, o quando viene ammesso alla piena comunione con la Chiesa un
battezzato che appartiene ad un'altra comunità cristiana il cui
sacramento della Confermazione non è valido. 139
1313 Nel rito latino, il ministro
ordinario della Confermazione è il Vescovo. 140 Sebbene,
qualora se ne presenti la necessità, il Vescovo possa concedere ai
presbiteri la facoltà di amministrare la Confermazione, 141
è opportuno che la conferisca egli stesso, non dimenticando che appunto
per questa ragione la celebrazione della Confermazione è stata separata
temporalmente dal Battesimo. I Vescovi sono i successori degli Apostoli,
essi hanno ricevuto la pienezza del sacramento dell'Ordine. Il fatto che
questo sacramento venga amministrato da loro evidenzia che esso ha come
effetto di unire più strettamente coloro che lo ricevono alla Chiesa,
alle sue origini apostoliche e alla sua missione di testimoniare Cristo.
1314 Se un cristiano si trova in pericolo di
morte, qualsiasi presbitero può conferirgli la Confermazione. 142
La Chiesa infatti vuole che nessuno dei suoi figli, anche se in
tenerissima età, esca da questo mondo senza essere stato reso perfetto
dallo Spirito Santo mediante il dono della pienezza di Cristo.
In sintesi
1315 « Gli Apostoli, a Gerusalemme, seppero
che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e vi inviarono Pietro e
Giovanni. Essi discesero e pregarono per loro perché ricevessero lo
Spirito Santo; non era infatti ancora sceso sopra nessuno di loro, ma
erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora
imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo » (At
8,14-17).
1316 La Confermazione perfeziona la grazia
battesimale; è il sacramento che dona lo Spirito Santo per radicarci più
profondamente nella filiazione divina, incorporarci più saldamente a
Cristo, rendere più solido il nostro legame con la Chiesa, associarci
maggiormente alla sua missione e aiutarci a testimoniare la fede
cristiana con la parola accompagnata dalle opere.
1317 La Confermazione, come il Battesimo,
imprime nell'anima del cristiano un segno spirituale o carattere
indelebile; perciò si può ricevere questo sacramento una sola volta
nella vita.
1318 In Oriente questo sacramento viene
amministrato immediatamente dopo il Battesimo; è seguito dalla
partecipazione all'Eucaristia; questa tradizione sottolinea l'unità dei
tre sacramenti dell'iniziazione cristiana. Nella Chiesa latina questo
sacramento viene conferito quando si è raggiunta l'età della ragione,
e la sua celebrazione è normalmente riservata al Vescovo, significando
così che questo sacramento rinsalda il legame ecclesiale.
1319 Un candidato alla Confermazione che abbia
raggiunto l'età della ragione deve professare la fede, essere in stato
di grazia, aver l'intenzione di ricevere il sacramento ed essere
preparato ad assumere il proprio ruolo di discepolo e di testimone di
Cristo nella comunità ecclesiale e negli impegni temporali.
1320 Il rito essenziale della Confermazione è
l'unzione con il sacro Crisma sulla fronte del battezzato (in Oriente
anche su altre parti del corpo), accompagnata dall'imposizione delle
mani da parte del ministro e dalle parole: « Accipe signaculum
doni Spiritus Sancti » – « Ricevi il sigillo dello Spirito
Santo che ti è dato in dono », nel rito romano, « Signaculum
doni Spiritus Sancti » – « Sigillo del dono dello Spirito
Santo », nel rito bizantino.
1321 Quando la Confermazione viene celebrata
separatamente dal Battesimo, il suo legame con questo è espresso, tra
l'altro, dalla rinnovazione delle promesse battesimali. La celebrazione
della Confermazione durante la liturgia eucaristica contribuisce a
sottolineare l'unità dei sacramenti dell'iniziazione cristiana.
ARTICOLO 3
IL SACRAMENTO DELL'EUCARISTIA
1322 La santa Eucaristia completa l'iniziazione
cristiana. Coloro che sono stati elevati alla dignità del sacerdozio
regale per mezzo del Battesimo e sono stati conformati più
profondamente a Cristo mediante la Confermazione, attraverso
l'Eucaristia partecipano con tutta la comunità allo stesso sacrificio
del Signore.
1323 « Il nostro Salvatore nell'ultima
Cena, la notte in cui veniva tradito, istituì il sacrificio eucaristico
del suo Corpo e del suo Sangue, col quale perpetuare nei secoli, fino al
suo ritorno, il sacrificio della croce, e per affidare così alla sua
diletta Sposa, la Chiesa, il memoriale della sua morte e risurrezione:
sacramento di pietà, segno di unità, vincolo di carità, convito
pasquale, nel quale si riceve Cristo, l'anima viene ricolmata di grazia
e viene dato il pegno della gloria futura ». 143
I. L'Eucaristia - fonte e culmine della vita
ecclesiale
1324 L'Eucaristia è « fonte e culmine di
tutta la vita cristiana ». 144 « Tutti i sacramenti, come
pure tutti i ministeri ecclesiastici e le opere di apostolato, sono
strettamente uniti alla sacra Eucaristia e ad essa sono ordinati.
Infatti, nella santissima Eucaristia è racchiuso tutto il bene
spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua ».
145
1325 « La comunione della vita divina e
l'unità del popolo di Dio, su cui si fonda la Chiesa, sono
adeguatamente espresse e mirabilmente prodotte dall'Eucaristia. In essa
abbiamo il culmine sia dell'azione con cui Dio santifica il mondo in
Cristo, sia del culto che gli uomini rendono a Cristo e per lui al Padre
nello Spirito Santo ». 146
1326 Infine, mediante la celebrazione
eucaristica, ci uniamo già alla liturgia del cielo e anticipiamo la
vita eterna, quando Dio sarà « tutto in tutti » (1 Cor 15,28).
1327 In breve, l'Eucaristia è il compendio e la
somma della nostra fede: « Il nostro modo di pensare è conforme
all'Eucaristia, e l'Eucaristia, a sua volta, si accorda con il nostro
modo di pensare ». 147
II. Come viene chiamato questo sacramento?
1328 L'insondabile ricchezza di questo sacramento
si esprime attraverso i diversi nomi che gli si danno. Ciascuno di essi
ne evoca aspetti particolari. Lo si chiama:
Eucaristia, perché è rendimento di grazie a
Dio. I termini « eucharistein » (Lc 22,19; 1 Cor 11,24)
e « eulogein » (Mt 26,26; Mc 14,22) ricordano le
benedizioni ebraiche che – soprattutto durante il pasto – proclamano
le opere di Dio: la creazione, la redenzione e la santificazione.
1329 Cena del Signore, 148
perché si tratta della Cena che il Signore ha consumato con i
suoi discepoli la vigilia della sua passione e dell'anticipazione della cena
delle nozze dell'Agnello 149 nella Gerusalemme celeste.
Frazione del pane, perché questo rito, tipico
della cena ebraica, è stato utilizzato da Gesù quando benediceva e
distribuiva il pane come capo della mensa, 150 soprattutto
durante l'ultima Cena. 151 Da questo gesto i discepoli lo
riconosceranno dopo la sua risurrezione, 152 e con tale
espressione i primi cristiani designeranno le loro assemblee
eucaristiche. 153 In tal modo intendono significare che tutti
coloro che mangiano dell'unico pane spezzato, Cristo, entrano in
comunione con lui e formano in lui un solo corpo. 154
Assemblea eucaristica (« synaxis »), in
quanto l'Eucaristia viene celebrata nell'assemblea dei fedeli,
espressione visibile della Chiesa. 155
1330 Memoriale della passione e della
risurrezione del Signore.
Santo sacrificio, perché attualizza l'unico
sacrificio di Cristo Salvatore e comprende anche l'offerta della Chiesa;
o ancora santo sacrificio della Messa, « sacrificio di lode
» (Eb 13,15), 156 sacrificio spirituale,
157 sacrificio puro 158 e santo, poiché
porta a compimento e supera tutti i sacrifici dell'Antica Alleanza.
Santa e divina liturgia, perché tutta la
liturgia della Chiesa trova il suo centro e la sua più densa
espressione nella celebrazione di questo sacramento; è nello stesso
senso che lo si chiama pure celebrazione dei santi misteri. Si
parla anche del Santissimo Sacramento, in quanto costituisce il
sacramento dei sacramenti. Con questo nome si indicano le specie
eucaristiche conservate nel tabernacolo.
1331 Comunione, perché, mediante questo
sacramento, ci uniamo a Cristo, il quale ci rende partecipi del suo
Corpo e del suo Sangue per formare un solo corpo; 159 viene
inoltre chiamato le cose sante (« ta hagia; sancta »)
160 – è il significato originale dell'espressione « comunione
dei santi » di cui parla il Simbolo degli Apostoli –, pane degli
angeli, pane del cielo, farmaco d'immortalità, 161 viatico...
1332 Santa Messa, perché la liturgia,
nella quale si è compiuto il mistero della salvezza, si conclude con l'invio
dei fedeli (« missio ») affinché compiano la volontà di Dio
nella loro vita quotidiana.
III. L'Eucaristia nell'Economia della salvezza
I segni del pane e del vino
1333 Al centro della celebrazione dell'Eucaristia
si trovano il pane e il vino i quali, per le parole di Cristo e per
l'invocazione dello Spirito Santo, diventano il Corpo e il Sangue di
Cristo. Fedele al comando del Signore, la Chiesa continua a fare, in
memoria di lui, fino al suo glorioso ritorno, ciò che egli ha fatto la
vigilia della sua passione: « Prese il pane... », « Prese il calice
del vino... ». Diventando misteriosamente il Corpo e il Sangue di
Cristo, i segni del pane e del vino continuano a significare anche la
bontà della creazione. Così, all'offertorio, rendiamo grazie al
Creatore per il pane e per il vino, 162 « frutto del lavoro
dell'uomo », ma prima ancora « frutto della terra » e « della vite
», doni del Creatore. Nel gesto di Melchisedek, re e sacerdote, che «
offrì pane e vino » (Gn 14,18) la Chiesa vede una
prefigurazione della sua propria offerta. 163
1334 Nell'Antica Alleanza il pane e il vino sono
offerti in sacrificio tra le primizie della terra, in segno di
riconoscenza al Creatore. Ma ricevono anche un nuovo significato nel
contesto dell'Esodo: i pani azzimi, che Israele mangia ogni anno a
Pasqua, commemorano la fretta della partenza liberatrice dall'Egitto; il
ricordo della manna del deserto richiamerà sempre a Israele che egli
vive del pane della Parola di Dio. 164 Il pane quotidiano,
infine, è il frutto della Terra promessa, pegno della fedeltà di Dio
alle sue promesse. Il « calice della benedizione » (1 Cor 10,16),
al termine della cena pasquale degli Ebrei, aggiunge alla gioia festiva
del vino una dimensione escatologica, quella dell'attesa messianica
della restaurazione di Gerusalemme. Gesù ha istituito la sua Eucaristia
conferendo un significato nuovo e definitivo alla benedizione del pane e
del calice.
1335 I miracoli della moltiplicazione dei pani,
allorché il Signore pronunciò la benedizione, spezzò i pani e li
distribuì per mezzo dei suoi discepoli per sfamare la folla,
prefigurano la sovrabbondanza di questo unico pane che è la sua
Eucaristia. 165 Il segno dell'acqua trasformata in vino a
Cana 166 annunzia già l'Ora della glorificazione di Gesù.
Manifesta il compimento del banchetto delle nozze nel regno del Padre,
dove i fedeli berranno il vino nuovo 167 divenuto il Sangue
di Cristo.
1336 Il primo annunzio dell'Eucaristia ha
provocato una divisione tra i discepoli, così come l'annunzio della
passione li ha scandalizzati: « Questo linguaggio è duro; chi può
intenderlo? » (Gv 6,60). L'Eucaristia e la croce sono pietre
d'inciampo. Si tratta dello stesso mistero, ed esso non cessa di essere
occasione di divisione: « Forse anche voi volete andarvene? » (Gv 6,67):
questa domanda del Signore continua a risuonare attraverso i secoli,
come invito del suo amore a scoprire che è lui solo ad avere « parole
di vita eterna » (Gv 6,68) e che accogliere nella fede il dono
della sua Eucaristia è accogliere lui stesso.
L'istituzione dell'Eucaristia
1337 Il Signore, avendo amato i suoi, li amò
sino alla fine. Sapendo che era giunta la sua Ora di passare da questo
mondo al Padre, mentre cenavano, lavò loro i piedi e diede loro il
comandamento dell'amore. 168 Per lasciare loro un pegno di
questo amore, per non allontanarsi mai dai suoi e renderli partecipi
della sua pasqua, istituì l'Eucaristia come memoriale della sua morte e
della sua risurrezione, e comandò ai suoi Apostoli di celebrarla fino
al suo ritorno, costituendoli « in quel momento sacerdoti della Nuova
Alleanza ». 169
1338 I tre Vangeli sinottici e san Paolo ci hanno
trasmesso il racconto dell'istituzione dell'Eucaristia; da parte sua,
san Giovanni riferisce le parole di Gesù nella sinagoga di Cafarnao,
parole che preparano l'istituzione dell'Eucaristia: Cristo si definisce
come il pane di vita, disceso dal cielo. 170
1339 Gesù ha scelto il tempo della Pasqua per
compiere ciò che aveva annunziato a Cafarnao: dare ai suoi discepoli il
suo Corpo e il suo Sangue.
« Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva
immolare la vittima di Pasqua. Gesù mandò Pietro e Giovanni dicendo:
"Andate a preparare per noi la Pasqua, perché possiamo
mangiare". [...] Essi andarono [...] e prepararono la Pasqua.
Quando fu l'ora, prese posto a tavola e gli Apostoli con lui, e disse:
"Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi,
prima della mia passione, poiché vi dico: non la mangerò più, finché
essa non si compia nel regno di Dio". [...] Poi, preso un pane,
rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: "Questo è il
mio Corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me".
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese il calice dicendo:
"Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio Sangue, che viene
versato per voi" » (Lc 22,7-20). 171
1340 Celebrando l'ultima Cena con i suoi Apostoli
durante un banchetto pasquale, Gesù ha dato alla Pasqua ebraica il suo
significato definitivo. Infatti, la nuova Pasqua, il passaggio di Gesù
al Padre attraverso la sua morte e la sua risurrezione, è anticipata
nella Cena e celebrata nell'Eucaristia, che porta a compimento la Pasqua
ebraica e anticipa la Pasqua finale della Chiesa nella gloria del Regno.
«Fate questo in memoria di me»
1341 Quando Gesù comanda di ripetere i suoi
gesti e le sue parole « finché egli venga » (1 Cor 11,26), non
chiede soltanto che ci si ricordi di lui e di ciò che ha fatto. Egli ha
di mira la celebrazione liturgica, per mezzo degli Apostoli e dei loro
successori, del memoriale di Cristo, della sua vita, della sua
morte, della sua risurrezione e della sua intercessione presso il Padre.
1342 Fin dagli inizi la Chiesa è stata fedele al
comando del Signore. Della Chiesa di Gerusalemme è detto:
« Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli
Apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle
preghiere. [...] Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e
spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità
di cuore » (At 2,42.46).
1343 Soprattutto « il primo giorno della
settimana », cioè la domenica, il giorno della risurrezione di Gesù,
i cristiani si riunivano « per spezzare il pane » (At 20,7). Da
quei tempi la celebrazione dell'Eucaristia si è perpetuata fino ai
nostri giorni, così che oggi la ritroviamo ovunque nella Chiesa, con la
stessa struttura fondamentale. Essa rimane il centro della vita della
Chiesa.
1344 Così, di celebrazione in celebrazione,
annunziando il mistero pasquale di Gesù « finché egli venga » (1
Cor 11,26), il popolo di Dio avanza « camminando per l'angusta via
della croce » 172 verso il banchetto celeste, quando tutti
gli eletti si siederanno alla mensa del Regno.
IV. La celebrazione liturgica dell'Eucaristia
La Messa lungo i secoli
1345 Fin dal secondo secolo, abbiamo la
testimonianza di san Giustino martire riguardo alle linee fondamentali
dello svolgimento della celebrazione eucaristica. Esse sono rimaste
invariate fino ai nostri giorni in tutte le grandi famiglie liturgiche.
Ecco ciò che egli scrive, verso il 155, per spiegare all'imperatore
pagano Antonino Pio (138-161) ciò che fanno i cristiani:
« Nel giorno chiamato del sole ci si raduna tutti
insieme, abitanti delle città o delle campagne.
Si leggono le memorie degli Apostoli o gli scritti dei profeti, finché
il tempo consente.
Poi quando il lettore ha terminato, il preposto con un discorso ci
ammonisce ed esorta ad imitare questi buoni esempi.
Poi tutti insieme ci alziamo in piedi ed innalziamo preghiere »
173 « sia per noi stessi [...] sia per tutti gli altri,
dovunque si trovino, affinché, appresa la verità, meritiamo di
essere nei fatti buoni cittadini e fedeli custodi dei precetti, e di
conseguire la salvezza eterna.
Finite le preghiere, ci salutiamo l'un l'altro con un bacio.
Poi al preposto dei fratelli vengono portati un pane e una coppa
d'acqua e di vino temperato.
Egli li prende ed innalza lode e gloria al Padre dell'universo nel
nome del Figlio e dello Spirito Santo, e fa un rendimento di grazie
(in greco: eucharistian), per essere stati fatti degni da lui
di questi doni.
Quando egli ha terminato le preghiere ed il rendimento di grazie,
tutto il popolo presente acclama: Amen.
Dopo che il preposto ha fatto il rendimento di grazie e tutto il
popolo ha acclamato, quelli che noi chiamiamo diaconi distribuiscono a
ciascuno dei presenti il pane, il vino e l'acqua
"eucaristizzati" e ne portano agli
assenti ». 174
1346 La liturgia dell'Eucaristia si svolge
secondo una struttura fondamentale che, attraverso i secoli, si è
conservata fino a noi. Essa si articola in due grandi momenti, che
formano un'unità originaria:
— la convocazione, la liturgia della Parola,
con le letture, l'omelia e la preghiera universale;
— la liturgia eucaristica, con la presentazione del pane e del
vino, l'azione di grazie consacratoria e la Comunione.
Liturgia della Parola e liturgia eucaristica
costituiscono insieme « un solo atto di culto »; 175 la
mensa preparata per noi nell'Eucaristia è infatti ad un tempo quella
della Parola di Dio e quella del Corpo del Signore. 176
1347 Non si è forse svolta in questo modo la
Cena pasquale di Gesù risorto con i suoi discepoli? Lungo il cammino
spiegò loro le Scritture, poi, messosi a tavola con loro, « prese il
pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro » (Lc 24,30).
177
Lo svolgimento della celebrazione
1348 Tutti si riuniscono. I cristiani
accorrono in uno stesso luogo per l'assemblea eucaristica. Li precede
Cristo stesso, che è il protagonista principale dell'Eucaristia. È il
Sommo Sacerdote della Nuova Alleanza. È lui stesso che presiede in modo
invisibile ogni celebrazione eucaristica. Proprio in quanto lo
rappresenta, il Vescovo o il presbitero (agendo in persona Christi
Capitis – nella persona di Cristo Capo) presiede l'assemblea,
prende la parola dopo le letture, riceve le offerte e proclama la
preghiera eucaristica. Tutti hanno la loro parte attiva nella
celebrazione, ciascuno a suo modo: i lettori, coloro che presentano le
offerte, coloro che distribuiscono la Comunione, e il popolo intero che
manifesta la propria partecipazione attraverso l'Amen.
1349 La liturgia della Parola comprende «
gli scritti dei profeti », cioè l'Antico Testamento, e « le memorie
degli Apostoli », ossia le loro lettere e i Vangeli; all'omelia, che
esorta ad accogliere questa parola come è veramente, quale Parola di
Dio 178 e a metterla in pratica, seguono le intercessioni per
tutti gli uomini, secondo la parola dell'Apostolo: « Raccomando dunque,
prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e
ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che
stanno al potere » (1 Tm 2,1-2).
1350 La presentazione dei doni (l'offertorio):
vengono recati poi all'altare, talvolta in processione, il pane e il
vino che saranno offerti dal sacerdote in nome di Cristo nel sacrificio
eucaristico, nel quale diventeranno il suo Corpo e il suo Sangue. È il
gesto stesso di Cristo nell'ultima Cena, « quando prese il pane e il
calice ». « Soltanto la Chiesa può offrire al Creatore questa
oblazione pura, offrendogli con rendimento di grazie ciò che proviene
dalla sua creazione ». 179 La presentazione dei doni
all'altare assume il gesto di Melchisedek e pone i doni del Creatore
nelle mani di Cristo. È lui che, nel proprio sacrificio, porta alla
perfezione tutti i tentativi umani di offrire sacrifici.
1351 Fin dai primi tempi, i cristiani, insieme
con il pane e con il vino per l'Eucaristia, presentano i loro doni perché
siano condivisi con coloro che si trovano in necessità. Questa
consuetudine della colletta, 180 sempre attuale, trae
ispirazione dall'esempio di Cristo che si è fatto povero per arricchire
noi: 181
« I facoltosi e quelli che lo desiderano, danno
liberamente ciascuno quello che vuole, e ciò che si raccoglie viene
depositato presso il preposto. Questi soccorre gli orfani, le vedove,
e chi è indigente per malattia o per qualche altra causa; e i
carcerati e gli stranieri che si trovano presso di noi: insomma, si
prende cura di chiunque sia nel bisogno ». 182
1352 L'anafora. Con la preghiera
eucaristica, preghiera di rendimento di grazie e di consacrazione,
arriviamo al cuore e al culmine della celebrazione:
Nel prefazio la Chiesa rende grazie al Padre, per
mezzo di Cristo, nello Spirito Santo, per tutte le sue opere, per la
creazione, la redenzione e la santificazione. In questo modo l'intera
comunità si unisce alla lode incessante che la Chiesa celeste, gli
angeli e tutti i santi cantano al Dio tre volte Santo.
1353 Nell'epiclesi essa prega il Padre di
mandare il suo Santo Spirito (o la potenza della sua benedizione
183) sul pane e sul vino, affinché diventino, per la sua potenza,
il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo e perché coloro che partecipano
all'Eucaristia siano un solo corpo e un solo spirito (alcune tradizioni
liturgiche situano l'epiclesi dopo l'anamnesi).
Nel racconto dell'istituzione l'efficacia delle
parole e dell'azione di Cristo, e la potenza dello Spirito Santo,
rendono sacramentalmente presenti sotto le specie del pane e del vino il
suo Corpo e il suo Sangue, il suo sacrificio offerto sulla croce una
volta per tutte.
1354 Nell'anamnesi che segue, la Chiesa fa
memoria della passione, della risurrezione e del ritorno glorioso di Gesù
Cristo; essa presenta al Padre l'offerta di suo Figlio che ci riconcilia
con lui.
Nelle intercessioni, la Chiesa manifesta che
l'Eucaristia viene celebrata in comunione con tutta la Chiesa del cielo
e della terra, dei vivi e dei defunti, e nella comunione con i Pastori
della Chiesa, il Papa, il Vescovo della diocesi, il suo presbiterio e i
suoi diaconi, e tutti i Vescovi del mondo con le loro Chiese.
1355 Nella Comunione, preceduta dalla
preghiera del Signore e dalla frazione del pane, i fedeli ricevono « il
pane del cielo » e « il calice della salvezza », il Corpo e il Sangue
di Cristo che si è dato « per la vita del mondo » (Gv 6,51).
Poiché questo pane e questo vino sono stati «
eucaristizzati », 184 come tradizionalmente si dice, «
questo cibo è chiamato da noi Eucaristia, e a nessuno è
lecito parteciparne, se non a chi crede che i nostri insegnamenti sono
veri, si è purificato con il lavacro per la remissione dei peccati e
la rigenerazione, e vive così come Cristo ha insegnato ». 185
V. Il sacrificio sacramentale: azione di grazie,
memoriale, presenza
1356 Se i cristiani celebrano l'Eucaristia fin
dalle origini e in una forma che, sostanzialmente, non è cambiata
attraverso la grande diversità dei tempi e delle liturgie, è perché
ci sappiamo vincolati dal comando del Signore, dato la vigilia della sua
passione: « Fate questo in memoria di me » (1 Cor 11,24-25).
1357 A questo comando del Signore obbediamo
celebrando il memoriale del suo sacrificio. Facendo questo,
offriamo al Padre ciò che egli stesso ci ha dato: i doni della
creazione, il pane e il vino, diventati, per la potenza dello Spirito
Santo e per le parole di Cristo, il Corpo e il Sangue di Cristo: in
questo modo Cristo è reso realmente e misteriosamente presente.
1358 Dobbiamo dunque considerare l'Eucaristia
— come azione di grazie e lode al Padre,
— come memoriale del sacrificio di Cristo e del suo corpo,
— come presenza di Cristo in virtù della potenza della sua parola e
del suo Spirito.
L'azione di grazie e la lode al Padre
1359 L'Eucaristia, sacramento della nostra
salvezza realizzata da Cristo sulla croce, è anche un sacrificio di
lode in rendimento di grazie per l'opera della creazione. Nel sacrificio
eucaristico, tutta la creazione amata da Dio è presentata al Padre
attraverso la morte e la risurrezione di Cristo. Per mezzo di Cristo, la
Chiesa può offrire il sacrificio di lode in rendimento di grazie per
tutto ciò che Dio ha fatto di buono, di bello e di giusto nella
creazione e nell'umanità.
1360 L'Eucaristia è un sacrificio di
ringraziamento al Padre, una benedizione con la quale la Chiesa esprime
la propria riconoscenza a Dio per tutti i suoi benefici, per tutto ciò
che ha operato mediante la creazione, la redenzione e la santificazione.
Eucaristia significa prima di tutto: « azione di grazie ».
1361 L'Eucaristia è anche il sacrificio della
lode, con il quale la Chiesa canta la gloria di Dio in nome di tutta la
creazione. Tale sacrificio di lode è possibile unicamente attraverso
Cristo: egli unisce i fedeli alla sua persona, alla sua lode e alla sua
intercessione, in modo che il sacrificio di lode al Padre è offerto da
Cristo e con lui per essere accettato in lui.
Il memoriale del sacrificio di Cristo e del suo
corpo, la Chiesa
1362 L'Eucaristia è il memoriale della pasqua di
Cristo, l'attualizzazione e l'offerta sacramentale del suo unico
sacrificio, nella liturgia della Chiesa, che è il suo corpo. In tutte
le preghiere eucaristiche, dopo le parole della istituzione, troviamo
una preghiera chiamata anamnesi o memoriale.
1363 Secondo la Sacra Scrittura, il memoriale non
è soltanto il ricordo degli avvenimenti del passato, ma la
proclamazione delle meraviglie che Dio ha compiuto per gli uomini.
186 Nella celebrazione liturgica di questi eventi, essi diventano
in certo modo presenti e attuali. Proprio così Israele intende la sua
liberazione dall'Egitto: ogni volta che viene celebrata la Pasqua, gli
avvenimenti dell'Esodo sono resi presenti alla memoria dei credenti
affinché conformino ad essi la propria vita.
1364 Nel Nuovo Testamento il memoriale riceve un
significato nuovo. Quando la Chiesa celebra l'Eucaristia, fa memoria
della pasqua di Cristo, e questa diviene presente: il sacrificio che
Cristo ha offerto una volta per tutte sulla croce rimane sempre attuale:
187 « Ogni volta che il sacrificio della croce, col quale
"Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato" (1 Cor 5,7),
viene celebrato sull'altare, si effettua l'opera della nostra redenzione
». 188
1365 In quanto memoriale della pasqua di Cristo, l'Eucaristia
è anche un sacrificio. Il carattere sacrificale dell'Eucaristia si
manifesta nelle parole stesse dell'istituzione: « Questo è il mio
Corpo che è dato per voi » e: « Questo calice è la nuova alleanza
nel mio Sangue, che viene versato per voi » (Lc 22,19-20).
Nell'Eucaristia Cristo dona lo stesso corpo che ha consegnato per noi
sulla croce, lo stesso sangue che egli ha « versato per molti, in
remissione dei peccati » (Mt 26,28).
1366 L'Eucaristia è dunque un sacrificio perché
ripresenta (rende presente) il sacrificio della croce, perché ne
è il memoriale e perché ne applica il frutto:
Cristo « Dio e Signore nostro, [...] si è immolato a
Dio Padre una sola volta morendo sull'altare della croce per compiere
una redenzione eterna: poiché, tuttavia, il suo sacerdozio non doveva
estinguersi con la morte (Eb 7,24.27), nell'ultima Cena,
"nella notte in cui veniva tradito" (1 Cor 11,23),
[...] [volle] lasciare alla Chiesa, sua amata Sposa, un sacrificio
visibile (come esige l'umana natura), con cui venisse significato
quello cruento che avrebbe offerto una volta per tutte sulla croce,
prolungandone la memoria fino alla fine del mondo, e applicando la sua
efficacia salvifica alla remissione dei nostri peccati quotidiani ».
189
1367 Il sacrificio di Cristo e il sacrificio
dell'Eucaristia sono un unico sacrificio: « Si tratta infatti di
una sola e identica vittima e lo stesso Gesù la offre ora per il
ministero dei sacerdoti, egli che un giorno offrì se stesso sulla
croce: diverso è solo il modo di offrirsi ». 190 « E poiché
in questo divino sacrificio, che si compie nella Messa, è contenuto e
immolato in modo incruento lo stesso Cristo, che "si offrì una
sola volta in modo cruento" sull'altare della croce, [...] questo
sacrificio [è] veramente propiziatorio ». 191
1368 L'Eucaristia è anche il sacrificio della
Chiesa. La Chiesa, che è il corpo di Cristo, partecipa all'offerta
del suo Capo. Con lui, essa stessa viene offerta tutta intera. Essa si
unisce alla sua intercessione presso il Padre a favore di tutti gli
uomini. Nell'Eucaristia il sacrificio di Cristo diviene pure il
sacrificio delle membra del suo corpo. La vita dei fedeli, la loro lode,
la loro sofferenza, la loro preghiera, il loro lavoro, sono uniti a
quelli di Cristo e alla sua offerta totale, e in questo modo acquistano
un valore nuovo. Il sacrificio di Cristo riattualizzato sull'altare
offre a tutte le generazioni di cristiani la possibilità di essere
uniti alla sua offerta.
Nelle catacombe la Chiesa è spesso raffigurata come una
donna in preghiera, con le braccia spalancate, in atteggiamento di
orante. Come Cristo ha steso le braccia sulla croce, così per mezzo di
lui, con lui e in lui essa si offre e intercede per tutti gli uomini.
1369 Tutta la Chiesa è unita all'offerta e
all'intercessione di Cristo. Investito del ministero di Pietro nella
Chiesa, il Papa è unito a ogni celebrazione dell'Eucaristia
nella quale viene nominato come segno e servo dell'unità della Chiesa
universale. Il Vescovo del luogo è sempre responsabile
dell'Eucaristia, anche quando viene presieduta da un presbitero;
in essa è pronunziato il suo nome per significare che egli presiede la
Chiesa particolare, in mezzo al suo presbiterio e con l'assistenza dei diaconi.
La comunità a sua volta intercede per tutti i ministri che, per lei
e con lei, offrono il sacrificio eucaristico:
« Si ritenga legittima solo quell'Eucaristia che
viene celebrata dal Vescovo, o da chi è stato da lui autorizzato ».
192
« È attraverso il ministero dei presbiteri che il
sacrificio spirituale dei fedeli viene reso perfetto perché viene
unito al sacrificio di Cristo, unico mediatore; questo sacrificio,
infatti, per mano dei presbiteri e in nome di tutta la Chiesa, viene
offerto nell'Eucaristia in modo incruento e sacramentale, fino al
giorno della venuta del Signore ». 193
1370 All'offerta di Cristo si uniscono non
soltanto i membri che sono ancora sulla terra, ma anche quelli che si
trovano già nella gloria del cielo. La Chiesa offre infatti il
sacrificio eucaristico in comunione con la santissima Vergine Maria,
facendo memoria di lei, come pure di tutti i santi e di tutte le sante.
Nell'Eucaristia la Chiesa, con Maria, è come ai piedi della croce,
unita all'offerta e all'intercessione di Cristo.
1371 Il sacrificio eucaristico è offerto anche per
i fedeli defunti « che sono morti in Cristo e non sono ancora
pienamente purificati », 194 affinché possano entrare nella
luce e nella pace di Cristo:
« Seppellite questo corpo dove che sia, senza darvene
pena. Di una sola cosa vi prego: ricordatevi di me, dovunque siate,
innanzi all'altare del Signore ». 195
« Poi [nell'anafora] preghiamo anche per i santi
Padri e Vescovi e in generale per tutti quelli che si sono
addormentati prima di noi, convinti che questo sia un grande vantaggio
per le anime, per le quali viene offerta la supplica, mentre qui è
presente la vittima santa e tremenda. [...] Presentando a Dio le
preghiere per i defunti, anche se peccatori, [...] presentiamo il
Cristo immolato per i nostri peccati, cercando di rendere clemente per
loro e per noi il Dio amico degli uomini ». 196
1372 Sant'Agostino ha mirabilmente riassunto
questa dottrina che ci sollecita ad una partecipazione sempre più piena
al sacrificio del nostro Redentore che celebriamo nell'Eucaristia:
« Tutta quanta la città redenta, cioè l'assemblea e
la società dei santi, offre un sacrificio universale [...] a Dio per
opera di quel Sommo Sacerdote che nella passione ha offerto anche se
stesso per noi, assumendo la forma di servo, e costituendoci come
corpo di un Capo tanto importante. [...] Questo è il sacrificio dei
cristiani: "Pur essendo molti, siamo un solo corpo in
Cristo" (Rm 12,5); e la Chiesa lo rinnova continuamente
nel sacramento dell'altare, noto ai fedeli, dove si vede che, in ciò
che offre, offre anche se stessa ». 197
La presenza di Cristo operata dalla potenza della sua
Parola e dello Spirito Santo
1373 « Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è
risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi » (Rm 8,34),
è presente in molti modi alla sua Chiesa: 198 nella sua
parola, nella preghiera della Chiesa, « dove sono due o tre riuniti nel
mio nome, io sono in mezzo a loro » (Mt 18,20), nei poveri, nei
malati, nei prigionieri, 199 nei sacramenti di cui egli è
l'autore, nel sacrificio della Messa e nella persona del ministro. Ma «
soprattutto [è presente] sotto le specie eucaristiche ».
200
1374 Il modo della presenza di Cristo sotto le
specie eucaristiche è unico. Esso pone l'Eucaristia al di sopra di
tutti i sacramenti e ne fa « quasi il coronamento della vita spirituale
e il fine al quale tendono tutti i sacramenti ». 201 Nel
Santissimo Sacramento dell'Eucaristia è contenuto veramente,
realmente, sostanzialmente il Corpo e il Sangue di nostro Signore
Gesù Cristo, con l'anima e la divinità e, quindi, il Cristo tutto
intero. 202 « Tale presenza si dice "reale"
non per esclusione, quasi che le altre non siano "reali", ma
per antonomasia, perché è sostanziale, e in forza di essa
Cristo, Dio e uomo, tutto intero si fa presente ». 203
1375 È per la conversione del pane e del
vino nel suo Corpo e nel suo Sangue che Cristo diviene presente in
questo sacramento. I Padri della Chiesa hanno sempre espresso con
fermezza la fede della Chiesa nell'efficacia della parola di Cristo e
dell'azione dello Spirito Santo per operare questa conversione. San
Giovanni Crisostomo, ad esempio, afferma:
« Non è l'uomo che fa diventare le cose offerte
Corpo e Sangue di Cristo, ma è Cristo stesso, che è stato crocifisso
per noi. Il sacerdote, figura di Cristo, pronunzia quelle parole, ma
la virtù e la grazia sono di Dio. Questo è il mio Corpo,
dice. Questa parola trasforma le cose offerte ». 204
E sant'Ambrogio, parlando della conversione eucaristica,
dice:
Dobbiamo essere convinti che « non si tratta
dell'elemento formato dalla natura, ma della sostanza prodotta dalla
formula della consacrazione, ed è maggiore l'efficacia della
consacrazione di quella della natura, perché, per l'effetto della
consacrazione, la stessa natura viene trasformata ». 205
« La parola di Cristo, che poté creare dal nulla ciò che non
esisteva, non può trasformare in una sostanza diversa ciò che
esiste? Non è minore impresa dare una nuova natura alle cose che
trasformarla ». 206
1376 Il Concilio di Trento riassume la fede
cattolica dichiarando: « Poiché il Cristo, nostro Redentore, ha detto
che ciò che offriva sotto la specie del pane era veramente il suo
Corpo, nella Chiesa di Dio vi fu sempre la convinzione, e questo santo
Concilio lo dichiara ora di nuovo, che con la consacrazione del pane e
del vino si opera la conversione di tutta la sostanza del pane nella
sostanza del Corpo del Cristo, nostro Signore, e di tutta la sostanza
del vino nella sostanza del suo Sangue. Questa conversione, quindi, in
modo conveniente e appropriato è chiamata dalla santa Chiesa cattolica transustanziazione
». 207
1377 La presenza eucaristica di Cristo ha inizio
al momento della consacrazione e continua finché sussistono le specie
eucaristiche. Cristo è tutto e integro presente in ciascuna specie e in
ciascuna sua parte; perciò la frazione del pane non divide Cristo.
208
1378 Il culto dell'Eucaristia. Nella
liturgia della Messa esprimiamo la nostra fede nella presenza reale di
Cristo sotto le specie del pane e del vino, tra l'altro, con la
genuflessione, o con un profondo inchino in segno di adorazione verso il
Signore. « La Chiesa cattolica professa questo culto latreutico al
sacramento eucaristico non solo durante la Messa, ma anche fuori della
sua celebrazione, conservando con la massima diligenza le ostie
consacrate, presentandole alla solenne venerazione dei fedeli cristiani,
portandole in processione con gaudio della folla cristiana ». 209
1379 La santa riserva (tabernacolo) era
inizialmente destinata a custodire in modo degno l'Eucaristia perché
potesse essere portata agli infermi e agli assenti, al di fuori della
Messa. Approfondendo la fede nella presenza reale di Cristo
nell'Eucaristia, la Chiesa ha preso coscienza del significato
dell'adorazione silenziosa del Signore presente sotto le specie
eucaristiche. Perciò il tabernacolo deve essere situato in un luogo
particolarmente degno della chiesa, e deve essere costruito in modo da
evidenziare e manifestare la verità della presenza reale di Cristo nel
Santissimo Sacramento.
1380 È oltremodo conveniente che Cristo abbia
voluto rimanere presente alla sua Chiesa in questa forma davvero unica.
Poiché stava per lasciare i suoi nel suo aspetto visibile, ha voluto
donarci la sua presenza sacramentale; poiché stava per offrirsi sulla
croce per la nostra salvezza, ha voluto che noi avessimo il memoriale
dell'amore con il quale ci ha amati « sino alla fine » (Gv 13,1),
fino al dono della propria vita. Nella sua presenza eucaristica,
infatti, egli rimane misteriosamente in mezzo a noi come colui che ci ha
amati e che ha dato se stesso per noi, 210 e vi rimane sotto
i segni che esprimono e comunicano questo amore:
« La Chiesa e il mondo hanno grande bisogno del culto
eucaristico. Gesù ci aspetta in questo sacramento dell'amore. Non
risparmiamo il nostro tempo per andare ad incontrarlo nell'adorazione,
nella contemplazione piena di fede e pronta a riparare le grandi colpe
e i delitti del mondo. Non cessi mai la nostra adorazione ». 211
1381 « Che in questo sacramento sia presente il
vero Corpo e il vero Sangue di Cristo, come dice san Tommaso, "non
si può apprendere coi sensi, ma con la sola fede, la quale si appoggia
all'autorità di Dio. Per questo, commentando il passo di san Luca
22,19: Questo è il mio Corpo che viene dato per voi, san Cirillo
dice: Non mettere in dubbio se questo sia vero, ma piuttosto accetta con
fede le parole del Salvatore: perché essendo egli la verità, non
mentisce" »: 212
« Adoro te devote, latens Deitas...
Ti adoro con devozione, o Dio che ti nascondi,
che sotto queste figure veramente ti celi:
a te il mio cuore si sottomette interamente,
poiché, nel contemplarti, viene meno.
La vista, il tatto e il gusto si ingannano a tuo riguardo,
soltanto alla parola si crede con sicurezza.
Credo tutto ciò che disse il Figlio di Dio:
nulla è più vero della sua parola di verità ». 213
VI. Il banchetto pasquale
1382 La Messa è ad un tempo e inseparabilmente
il memoriale del sacrificio nel quale si perpetua il sacrificio della
croce, e il sacro banchetto della Comunione al Corpo e al Sangue del
Signore. Ma la celebrazione del sacrificio eucaristico è totalmente
orientata all'unione intima dei fedeli con Cristo attraverso la
Comunione. Comunicarsi è ricevere Cristo stesso che si è offerto per
noi.
1383 L'altare, attorno al quale la Chiesa
è riunita nella celebrazione dell'Eucaristia, rappresenta i due aspetti
di uno stesso mistero: l'altare del sacrificio e la mensa del Signore, e
questo tanto più in quanto l'altare cristiano è il simbolo di Cristo
stesso, presente in mezzo all'assemblea dei suoi fedeli sia come vittima
offerta per la nostra riconciliazione, sia come alimento celeste che si
dona a noi. « Che cosa è l'altare di Cristo se non l'immagine del
Corpo di Cristo? », dice sant'Ambrogio, 214 e altrove: «
L'altare è l'immagine del corpo, e il Corpo di Cristo sta sull'altare
». 215 La liturgia esprime in molte preghiere questa unità
del sacrificio e della Comunione. La Chiesa di Roma, ad esempio, prega
così nella sua anafora:
« Ti supplichiamo, Dio onnipotente: fa' che questa
offerta, per le mani del tuo angelo santo, sia portata sull'altare del
cielo davanti alla tua maestà divina, perché su tutti noi che
partecipiamo di questo altare, comunicando al santo mistero del Corpo
e Sangue del tuo Figlio, scenda la pienezza di ogni grazia e
benedizione del cielo ». 216
«Prendete e mangiatene tutti»: la Comunione
1384 Il Signore ci rivolge un invito pressante a
riceverlo nel sacramento dell'Eucaristia: « In verità, in verità vi
dico: se non mangiate la Carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo
Sangue, non avrete in voi la vita » (Gv 6,53).
1385 Per rispondere a questo invito dobbiamo prepararci
a questo momento così grande e così santo. San Paolo esorta a un
esame di coscienza: « Chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il
calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore.
Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva
di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo
del Signore, mangia e beve la propria condanna » (1 Cor 11,27-29).
Chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il
sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla Comunione.
1386 Davanti alla grandezza di questo sacramento,
il fedele non può che fare sua con umiltà e fede ardente la supplica
del centurione: 217 « Domine, non sum dignus ut intres
sub tectum meum: sed tantum dic verbo, et sanabitur anima mea » –
« O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma di'
soltanto una parola e io sarò salvato ». 218 Nella divina
liturgia di san Giovanni Crisostomo i fedeli pregano con lo stesso
spirito:
« O Figlio di Dio, fammi oggi partecipe del tuo
mistico convito. Non svelerò il mistero ai tuoi nemici, e neppure ti
darò il bacio di Giuda. Ma, come il ladrone, io ti dico: Ricordati di
me, Signore, quando sarai nel tuo regno ». 219
1387 Per prepararsi in modo conveniente a
ricevere questo sacramento, i fedeli osserveranno il digiuno prescritto
nella loro Chiesa. 220 L'atteggiamento del corpo (gesti,
abiti) esprimerà il rispetto, la solennità, la gioia di questo momento
in cui Cristo diventa nostro ospite.
1388 È conforme al significato stesso
dell'Eucaristia che i fedeli, se hanno le disposizioni richieste,
221 si comunichino quando partecipano alla Messa: 222
« Si raccomanda molto quella partecipazione più perfetta alla Messa,
per la quale i fedeli, dopo la Comunione del sacerdote, ricevono il
Corpo del Signore dal medesimo sacrificio ». 223
1389 La Chiesa fa obbligo ai fedeli di «
partecipare alla divina liturgia la domenica e le feste » 224
e di ricevere almeno una volta all'anno l'Eucaristia, possibilmente nel
tempo pasquale, 225 preparati dal sacramento della
Riconciliazione. La Chiesa tuttavia raccomanda vivamente ai fedeli di
ricevere la santa Eucaristia la domenica e i giorni festivi, o ancora più
spesso, anche tutti i giorni.
1390 In virtù della presenza sacramentale di
Cristo sotto ciascuna specie, la Comunione con la sola specie del pane
permette di ricevere tutto il frutto di grazia dell'Eucaristia. Per
motivi pastorali questo modo di fare la Comunione si è legittimamente
stabilito come il più abituale nel rito latino. Tuttavia « la santa
Comunione esprime con maggior pienezza la sua forma di segno, se viene
fatta sotto le due specie. In essa risulta infatti più evidente il
segno del banchetto eucaristico ». 226 Questa è la forma
abituale di comunicarsi nei riti orientali.
I frutti della Comunione
1391 La Comunione accresce la nostra unione a
Cristo. Ricevere l'Eucaristia nella Comunione reca come frutto
principale l'unione intima con Cristo Gesù. Il Signore infatti dice: «
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui »
(Gv 6,56). La vita in Cristo ha il suo fondamento nel banchetto
eucaristico: « Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo
per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me » (Gv
6,57):
« Quando, nelle feste [del Signore], i fedeli
ricevono il Corpo del Figlio, essi annunziano gli uni agli altri la
Buona Notizia che è stata donata la caparra della vita, come quando
l'angelo disse a Maria [di Magdala]: "Cristo è risorto!".
Ecco infatti che già ora la vita e la risurrezione sono elargite a
colui che riceve Cristo ». 227
1392 Ciò che l'alimento materiale produce nella
nostra vita fisica, la Comunione lo realizza in modo mirabile nella
nostra vita spirituale. La Comunione alla Carne del Cristo risorto, «
vivificata dallo Spirito Santo e vivificante », 228
conserva, accresce e rinnova la vita di grazia ricevuta nel Battesimo.
La crescita della vita cristiana richiede di essere alimentata dalla
Comunione eucaristica, pane del nostro pellegrinaggio, fino al momento
della morte, quando ci sarà data come viatico.
1393 La Comunione ci separa dal peccato.
Il Corpo di Cristo che riceviamo nella Comunione è « dato per noi »,
e il Sangue che beviamo è « sparso per molti in remissione dei peccati
». Perciò l'Eucaristia non può unirci a Cristo senza purificarci,
nello stesso tempo, dai peccati commessi e preservarci da quelli futuri:
« Ogni volta che lo riceviamo, annunziamo la morte
del Signore. 229 Se annunziamo la morte, annunziamo la
remissione dei peccati. Se, ogni volta che il suo sangue viene sparso,
viene sparso per la remissione dei peccati, devo riceverlo sempre,
perché sempre mi rimetta i peccati. Io che pecco sempre, devo sempre
disporre della medicina ». 230
1394 Come il cibo del corpo serve a restaurare le
forze perdute, l'Eucaristia fortifica la carità che, nella vita di ogni
giorno, tende ad indebolirsi; la carità così vivificata cancella i
peccati veniali. 231 Donandosi a noi, Cristo ravviva il
nostro amore e ci rende capaci di troncare gli attaccamenti disordinati
alle creature e di radicarci in lui:
« Cristo è morto per noi per amore. Perciò quando
facciamo memoria della sua morte, durante il sacrificio, invochiamo la
venuta dello Spirito Santo quale dono di amore. La nostra preghiera
chiede quello stesso amore per cui Cristo si è degnato di essere
crocifisso per noi. Anche noi, mediante la grazia dello Spirito Santo,
possiamo essere crocifissi al mondo e il mondo a noi. [...] Avendo
ricevuto il dono dell'amore, moriamo al peccato e viviamo per Dio ».
232
1395 Proprio per la carità che accende in noi,
l'Eucaristia ci preserva in futuro dai peccati mortali. Quanto più
partecipiamo alla vita di Cristo e progrediamo nella sua amicizia, tanto
più ci è difficile separarci da lui con il peccato mortale.
L'Eucaristia non è ordinata al perdono dei peccati mortali. Questo è
proprio del sacramento della Riconciliazione. Il proprio dell'Eucaristia
è invece di essere il sacramento di coloro che sono nella piena
comunione della Chiesa.
1396 L'unità del corpo mistico: l'Eucaristia
fa la Chiesa. Coloro che ricevono l'Eucaristia sono uniti più
strettamente a Cristo. Per ciò stesso, Cristo li unisce a tutti i
fedeli in un solo corpo: la Chiesa. La Comunione rinnova, fortifica,
approfondisce questa incorporazione alla Chiesa già realizzata mediante
il Battesimo. Nel Battesimo siamo stati chiamati a formare un solo
corpo. 233 L'Eucaristia realizza questa chiamata: « Il
calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con
il Sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione
con il Corpo di Cristo? Poiché c'è un solo pane, noi, pur essendo
molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell'unico pane
» (1 Cor 10,16-17):
« Se voi siete il corpo e le membra di Cristo, sulla
mensa del Signore è deposto il vostro mistero, ricevete il vostro
mistero. A ciò che siete rispondete: Amen, e rispondendo lo
sottoscrivete. Ti si dice infatti: Il Corpo di Cristo e tu rispondi:
Amen. Sii membro del corpo di Cristo, perché sia veritiero il tuo
Amen ». 234
1397 L'Eucaristia impegna nei confronti dei
poveri. Per ricevere nella verità il Corpo e il Sangue di Cristo
offerti per noi, dobbiamo riconoscere Cristo nei più poveri, suoi
fratelli: 235
« Tu hai bevuto il Sangue del Signore e non riconosci
tuo fratello. [...] Tu disonori questa stessa mensa, non giudicando
degno che condivida il tuo cibo colui che è stato ritenuto degno di
partecipare a questa mensa. [...] Dio ti ha liberato da tutti i tuoi
peccati e ti ha invitato a questo banchetto. E tu, nemmeno per questo,
sei divenuto più misericordioso ». 236
1398 L'Eucaristia e l'unità dei cristiani.
Davanti alla sublimità di questo sacramento, sant'Agostino esclama: « O
sacramentum pietatis! O signum unitatis! O vinculum caritatis! – O
sacramento di pietà! O segno di unità! O vincolo di carità! ».
237 Quanto più dolorosamente si fanno sentire le divisioni della
Chiesa che impediscono la comune partecipazione alla mensa del Signore,
tanto più pressanti sono le preghiere al Signore perché ritornino i
giorni della piena unità di tutti coloro che credono in lui.
1399 Le Chiese Orientali che non sono nella piena
comunione con la Chiesa cattolica celebrano l'Eucaristia con grande
amore. « Quelle Chiese, quantunque separate, hanno veri sacramenti e
soprattutto, in forza della successione apostolica, il sacerdozio e
l'Eucaristia, per mezzo dei quali restano ancora unite a noi da
strettissimi vincoli ». 238 Quindi « una certa
comunicazione nelle cose sacre, presentandosi opportune circostanze e
con l'approvazione dell'autorità ecclesiastica, non solo è possibile,
ma anche consigliabile ». 239
1400 Le comunità ecclesiali sorte dalla Riforma,
separate dalla Chiesa cattolica, « specialmente per la mancanza del
sacramento dell'Ordine, non hanno conservato la genuina ed integra
sostanza del mistero eucaristico ». 240 Per questo motivo,
non è possibile, per la Chiesa cattolica, l'intercomunione eucaristica
con queste comunità. Tuttavia, queste comunità ecclesiali, « mentre
nella santa Cena fanno memoria della morte e della risurrezione del
Signore, professano che nella Comunione di Cristo è significata la vita
e aspettano la sua venuta gloriosa ». 241
1401 In presenza di una grave necessità, a
giudizio dell'Ordinario, i ministri cattolici possono amministrare i
sacramenti (Eucaristia, Penitenza, Unzione degli infermi) agli altri
cristiani che non sono in piena comunione con la Chiesa cattolica, purché
li chiedano spontaneamente: è necessario in questi casi che essi
manifestino la fede cattolica a riguardo di questi sacramenti e che si
trovino nelle disposizioni richieste. 242
VII. L'Eucaristia - «Pegno della gloria futura»
1402 In un'antica preghiera, la Chiesa acclama il
mistero dell'Eucaristia: « O sacrum convivium in quo Christus sumitur:
recolitur memoria passionis eius, mens impletur gratia et futurae
gloriae nobis pignus datur – O sacro convito nel quale ci nutriamo di
Cristo: si fa memoria della sua passione, l'anima è ricolmata di grazia
e ci è donato il pegno della gloria futura ». 243 Se
l'Eucaristia è il memoriale della pasqua del Signore, se mediante la
nostra Comunione all'altare veniamo ricolmati « di ogni grazia e
benedizione del cielo », 244 l'Eucaristia è pure
anticipazione della gloria del cielo.
1403 Nell'ultima Cena il Signore stesso ha fatto
volgere lo sguardo dei suoi discepoli verso il compimento della pasqua
nel regno di Dio: « Io vi dico che da ora non berrò più di questo
frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel
regno del Padre mio » (Mt 26,29). 245 Ogni volta che
la Chiesa celebra l'Eucaristia, ricorda questa promessa e il suo sguardo
si volge verso « Colui che viene » (Ap 1,4). Nella preghiera,
essa invoca la sua venuta: « Marana tha » (1 Cor 16,22),
« Vieni, Signore Gesù » (Ap 22,20), « Venga la tua grazia e
passi questo mondo! ». 246
1404 La Chiesa sa che, fin d'ora, il Signore
viene nella sua Eucaristia, e che egli è lì, in mezzo a noi. Tuttavia
questa presenza è nascosta. È per questo che celebriamo l'Eucaristia
« expectantes beatam spem et Adventum Salvatoris nostri Iesu Christi
– nell'attesa che si compia la beata speranza e venga il nostro
Salvatore Gesù Cristo », 247 chiedendo « di ritrovarci
insieme a godere della tua gloria quando, asciugata ogni lacrima, i
nostri occhi vedranno il tuo volto e noi saremo simili a te, e canteremo
per sempre la tua lode, in Cristo, nostro Signore ». 248