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GIOSUÈ
1
[1] Dopo
la morte di Mosč, servo del Signore, il Signore disse a Giosuč, figlio
di Nun, servo di Mosč:
[2] "Mosč mio servo č morto; orsł, attraversa questo Giordano tu
e tutto questo popolo, verso il paese che io dņ loro, agli Israeliti.
[3] Ogni luogo che calcherą la pianta dei vostri piedi, ve l'ho
assegnato, come ho promesso a Mosč.
[4] Dal deserto e dal Libano fino al fiume grande, il fiume Eufrąte,
tutto il paese degli Hittiti, fino al Mar Mediterraneo, dove tramonta il
sole: tali saranno i vostri confini.
[5] Nessuno potrą resistere a te per tutti i giorni della tua vita;
come sono stato con Mosč, cosģ sarņ con te; non ti lascerņ né ti
abbandonerņ.
[6] Sii coraggioso e forte, poiché tu dovrai mettere questo popolo in
possesso della terra che ho giurato ai loro padri di dare loro.
[7] Solo sii forte e molto coraggioso, cercando di agire secondo tutta
la legge che ti ha prescritta Mosč, mio servo. Non deviare da essa né
a destra né a sinistra, perché tu abbia successo in qualunque tua
impresa.
[8] Non si allontani dalla tua bocca il libro di questa legge, ma mčditalo
giorno e notte, perché tu cerchi di agire secondo quanto vi č scritto;
poiché allora tu porterai a buon fine le tue imprese e avrai successo.
[9] Non ti ho io comandato: Sii forte e coraggioso? Non temere dunque e
non spaventarti, perché č con te il Signore tuo Dio, dovunque tu
vada".
[10] Allora Giosuč comandņ agli scribi del popolo:
[11] "Passate in mezzo all'accampamento e comandate al popolo:
Fatevi provviste di viveri, poiché fra tre giorni voi passerete questo
Giordano, per andare ad occupare il paese che il Signore vostro Dio vi dą
in possesso".
[12] Poi Giosuč disse ai Rubeniti, ai Gaditi e alla metą della tribł
di Manąsse:
[13] "Ricordatevi di ciņ che vi ha ordinato Mosč, servo del
Signore: Il Signore Dio vostro vi concede riposo e vi dą questo paese;
[14] le vostre mogli, i vostri bambini e il vostro bestiame rimarranno
nella terra che vi ha assegnata Mosč oltre il Giordano; voi tutti
invece, prodi guerrieri, passerete ben armati davanti ai vostri
fratelli, e li aiuterete,
[15] finché il Signore conceda riposo ai vostri fratelli, come a voi, e
anch'essi siano entrati in possesso del paese che il Signore Dio vostro
assegna loro. Allora ritornerete e possederete la terra della vostra
ereditą, che Mosč, servo del Signore, diede a voi oltre il Giordano,
ad oriente".
[16] Essi risposero a Giosuč: "Faremo quanto ci hai ordinato e noi
andremo dovunque ci manderai.
[17] Come abbiamo obbedito in tutto a Mosč, cosģ obbediremo a te; ma
il Signore tuo Dio sia con te come č stato con Mosč.
[18] Chiunque disprezzerą i tuoi ordini e non obbedirą alle tue parole
in quanto ci comanderai, sarą messo a morte. Solo, sii forte e
coraggioso".
2
[1] In
seguito Giosuč, figlio di Nun, di nascosto inviņ da Sittim due spie,
ingiungendo: "Andate, osservate il territorio e Gerico". Essi
andarono ed entrarono in casa di una donna, una prostituta chiamata
Raab, dove passarono la notte.
[2] Ma fu riferito al re di Gerico: "Ecco alcuni degli Israeliti
sono venuti qui questa notte per esplorare il paese".
[3] Allora il re di Gerico mandņ a dire a Raab: "Fą uscire gli
uomini che sono venuti da te e sono entrati in casa tua, perché sono
venuti per esplorare tutto il paese".
[4] Allora la donna prese i due uomini e, dopo averli nascosti, rispose:
"Sģ, sono venuti da me quegli uomini, ma non sapevo di dove
fossero.
[5] Ma quando stava per chiudersi la porta della cittą al cader della
notte, essi uscirono e non so dove siano andati. Inseguiteli subito e li
raggiungerete".
[6] Essa invece li aveva fatti salire sulla terrazza e li aveva nascosti
fra gli steli di lino che vi aveva accatastato.
[7] Gli uomini li inseguirono sulla strada del Giordano verso i guadi e
si chiuse la porta, dopo che furono usciti gli inseguitori.
[8] Quelli non si erano ancora coricati quando la donna salģ da loro
sulla terrazza
[9] e disse loro: "So che il Signore vi ha assegnato il paese, che
il terrore da voi gettato si č abbattuto su di noi e che tutti gli
abitanti della regione sono sopraffatti dallo spavento davanti a voi,
[10] perché abbiamo sentito come il Signore ha prosciugato le acque del
Mare Rosso davanti a voi, alla vostra uscita dall'Egitto e come avete
trattato i due re Amorrči, che erano oltre il Giordano, Sicon ed Og, da
voi votati allo sterminio.
[11] Lo si č saputo e il nostro cuore č venuto meno e nessuno ardisce
di fiatare dinanzi a voi, perché il Signore vostro Dio č Dio lassł in
cielo e quaggił sulla terra.
[12] Ora giuratemi per il Signore che, come io ho usato benevolenza,
anche voi userete benevolenza alla casa di mio padre; datemi dunque un
segno certo
[13] che lascerete vivi mio padre, mia madre, i miei fratelli, le mie
sorelle e quanto loro appartiene e risparmierete le nostre vite dalla
morte".
[14] Gli uomini le dissero: "A morte le nostre vite al posto
vostro, purché non riveliate questo nostro affare; quando poi il
Signore ci darą il paese, ti tratteremo con benevolenza e lealtą".
[15] Allora essa li fece scendere con una corda dalla finestra, perché
la sua casa era addossata al muro di cinta; infatti sulle mura aveva
l'abitazione.
[16] Disse loro: "Andate verso la montagna, perché non si
imbattano in voi i vostri inseguitori e lą rimarrete nascosti tre
giorni fino al loro ritorno; poi andrete per la vostra strada".
[17] Le risposero allora gli uomini: "Saremo sciolti da questo
giuramento, che ci hai fatto fare, a queste condizioni:
[18] quando noi entreremo nel paese, legherai questa cordicella di filo
scarlatto alla finestra, per la quale ci hai fatto scendere e radunerai
presso di te in casa tuo padre, tua madre, i tuoi fratelli e tutta la
famiglia di tuo padre.
[19] Chiunque allora uscirą dalla porta di casa tua, il suo sangue
ricadrą sulla sua testa e noi non ne avremo colpa; chiunque invece sarą
con te in casa, il suo sangue ricada sulla nostra testa, se gli si
metterą addosso una mano.
[20] Ma se tu rivelerai questo nostro affare, noi saremo liberi da ciņ
che ci hai fatto giurare".
[21] Essa allora rispose: "Sia cosģ secondo le vostre
parole". Poi li congedņ e quelli se ne andarono. Essa legņ la
cordicella scarlatta alla finestra.
[22] Se ne andarono dunque e giunsero alla montagna dove rimasero tre
giorni, finché non furono tornati gli inseguitori. Gli inseguitori li
avevano cercati in ogni direzione senza trovarli.
[23] I due uomini allora tornarono sui loro passi, scesero dalla
montagna, passarono il Giordano e vennero da Giosuč, figlio di Nun, e
gli raccontarono quanto era loro accaduto.
[24] Dissero a Giosuč: "Dio ha messo nelle nostre mani tutto il
paese e tutti gli abitanti del paese sono gią disfatti dinanzi a
noi".
3
[1]
Giosuč si mise all'opera di buon mattino; partirono da Sittim e
giunsero al Giordano, lui e tutti gli Israeliti. Lģ si accamparono
prima di attraversare.
[2] Trascorsi tre giorni, gli scribi passarono in mezzo all'accampamento
[3] e diedero al popolo questo ordine: "Quando vedrete l'arca
dell'alleanza del Signore Dio vostro e i sacerdoti leviti che la
portano, voi vi muoverete dal vostro posto e la seguirete;
[4] ma tra voi ed essa vi sarą la distanza di circa duemila cłbiti:
non avvicinatevi. Cosģ potrete conoscere la strada dove andare, perché
prima d'oggi non siete passati per questa strada".
[5] Poi Giosuč disse al popolo: "Santificatevi, poiché domani il
Signore compirą meraviglie in mezzo a voi".
[6] Giosuč disse ai sacerdoti: "Portate l'arca dell'alleanza e
passate davanti al popolo". Essi portarono l'arca dell'alleanza e
camminarono davanti al popolo.
[7] Disse allora il Signore a Giosuč: "Oggi stesso comincerņ a
glorificarti agli occhi di tutto Israele, perché sappiano che come sono
stato con Mosč, cosģ sarņ con te.
[8] Tu ordinerai ai sacerdoti che portano l'arca dell'alleanza: Quando
sarete giunti alla riva delle acque del Giordano, voi vi
fermerete".
[9] Disse allora Giosuč agli Israeliti: "Avvicinatevi e ascoltate
gli ordini del Signore Dio vostro".
[10] Continuņ Giosuč: "Da ciņ saprete che il Dio vivente č in
mezzo a voi e che, certo, scaccerą dinanzi a voi il Cananeo, l'Hittita,
l'Eveo, il Perizzita, il Gergeseo, l'Amorreo e il Gebuseo.
[11] Ecco l'arca dell'alleanza del Signore di tutta la terra passa
dinanzi a voi nel Giordano.
[12] Ora sceglietevi dodici uomini dalle tribł di Israele, un uomo per
ogni tribł.
[13] Quando le piante dei piedi dei sacerdoti che portano l'arca di Dio,
Signore di tutta la terra, si poseranno sulle acque del Giordano, le
acque del Giordano si divideranno; le acque che scendono dalla parte
superiore si fermeranno come un solo argine".
[14] Quando il popolo si mosse dalle sue tende per attraversare il
Giordano, i sacerdoti che portavano l'arca dell'alleanza camminavano
davanti al popolo.
[15] Appena i portatori dell'arca furono arrivati al Giordano e i piedi
dei sacerdoti che portavano l'arca si immersero al limite delle acque -
il Giordano infatti durante tutti i giorni della mietitura č gonfio fin
sopra tutte le sponde -
[16] si fermarono le acque che fluivano dall'alto e stettero come un
solo argine a grande distanza, in Adama, la cittą che č presso Zartan,
mentre quelle che scorrevano verso il mare dell'Araba, il Mar Morto, se
ne staccarono completamente e il popolo passņ di fronte a Gerico.
[17] I sacerdoti che portavano l'arca dell'alleanza del Signore si
fermarono immobili all'asciutto in mezzo al Giordano, mentre tutto
Israele passava all'asciutto, finché tutta la gente non ebbe finito di
attraversare il Giordano.
4
[1]
Quando tutta la gente ebbe finito di attraversare il Giordano, il
Signore disse a Giosuč:
[2] "Sceglietevi dal popolo dodici uomini, un uomo per ogni tribł,
[3] e comandate loro: Prendetevi dodici pietre da qui, in mezzo al
Giordano, dal luogo dove stanno immobili i piedi dei sacerdoti;
trasportatele con voi e deponetele nel luogo, dove vi accamperete questa
notte".
[4] Allora Giosuč convocņ i dodici uomini, che aveva designati tra gli
Israeliti, un uomo per ogni tribł,
[5] e disse loro: "Passate davanti all'arca del Signore vostro Dio
in mezzo al Giordano e caricatevi sulle spalle ciascuno una pietra,
secondo il numero delle tribł degli Israeliti,
[6] perché diventino un segno in mezzo a voi. Quando domani i vostri
figli vi chiederanno: Che significano per voi queste pietre?
[7] risponderete loro: Perché si divisero le acque del Giordano dinanzi
all'arca dell'alleanza del Signore; mentre essa attraversava il
Giordano, le acque del Giordano si divisero e queste pietre dovranno
essere un memoriale per gli Israeliti, per sempre".
[8] Fecero dunque gli Israeliti come aveva comandato Giosuč, presero
dodici pietre in mezzo al Giordano, secondo quanto aveva comandato il
Signore a Giosuč, in base al numero delle tribł degli Israeliti, le
trasportarono con sé verso l'accampamento e le deposero in quel luogo.
[9] Giosuč fece collocare altre dodici pietre in mezzo al Giordano, nel
luogo dove poggiavano i piedi dei sacerdoti che portavano l'arca
dell'alleanza: esse si trovano lą fino ad oggi.
[10] I sacerdoti che portavano l'arca si erano fermati in mezzo al
Giordano, finché fosse eseguito ogni ordine che il Signore aveva
comandato a Giosuč di comunicare al popolo, e secondo tutte le
prescrizioni di Mosč a Giosuč. Il popolo dunque si affrettņ a
passare.
[11] Quando poi tutto il popolo ebbe terminato la traversata, passņ
l'arca del Signore e i sacerdoti, dinanzi al popolo.
[12] Passarono i figli di Ruben, i figli di Gad e metą della tribł di
Manąsse, ben armati, davanti agli Israeliti, secondo quanto aveva
comandato loro Mosč;
[13] circa quarantamila, armati per la guerra, passarono davanti al
Signore per il combattimento verso le steppe di Gerico.
[14] In quel giorno il Signore glorificņ Giosuč agli occhi di tutto
Israele e lo temettero, come avevano temuto Mosč in tutti i giorni
della sua vita.
[15] Disse allora il Signore a Giosuč:
[16] "Comanda ai sacerdoti che portano l'arca della testimonianza
che salgano dal Giordano".
[17] Giosuč comandņ ai sacerdoti: "Salite dal Giordano".
[18] Non appena i sacerdoti, che portavano l'arca dell'alleanza del
Signore, furono saliti dal Giordano, mentre le piante dei piedi dei
sacerdoti raggiungevano l'asciutto, le acque del Giordano tornarono al
loro posto e rifluirono come prima su tutta l'ampiezza delle loro
sponde.
[19] Il popolo salģ dal Giordano il dieci del primo mese e si accampņ
in Gąlgala, dalla parte orientale di Gerico.
[20] Quelle dodici pietre che avevano portate dal Giordano, Giosuč le
eresse in Gąlgala.
[21] Si rivolse poi agli Israeliti: "Quando domani i vostri figli
interrogheranno i loro padri: Che cosa sono queste pietre?,
[22] farete sapere ai vostri figli: All'asciutto Israele ha attraversato
questo Giordano,
[23] poiché il Signore Dio vostro prosciugņ le acque del Giordano
dinanzi a voi, finché foste passati, come fece il Signore Dio vostro al
Mare Rosso, che prosciugņ davanti a noi finché non fummo passati;
[24] perché tutti i popoli della terra sappiano quanto č forte la mano
del Signore e temiate il Signore Dio vostro, per sempre".
5
[1]
Quando tutti i re degli Amorrči, che sono oltre il Giordano ad
occidente, e tutti i re dei Cananei, che erano presso il mare, seppero
che il Signore aveva prosciugato le acque del Giordano davanti agli
Israeliti, finché furono passati, si sentirono venir meno il cuore e
non ebbero pił fiato davanti agli Israeliti.
[2] In quel tempo il Signore disse a Giosuč: "Fatti coltelli di
selce e circoncidi di nuovo gli Israeliti".
[3] Giosuč si fece coltelli di selce e circoncise gli Israeliti alla
collina Aralot.
[4] La ragione per cui Giosuč fece praticare la circoncisione č la
seguente: tutto il popolo uscito dall'Egitto, i maschi, tutti gli uomini
atti alla guerra, morirono nel deserto dopo l'uscita dall'Egitto;
[5] mentre tutto quel popolo che ne era uscito era circonciso, tutto il
popolo nato nel deserto, dopo l'uscita dall'Egitto, non era circonciso.
[6] Quarant'anni infatti camminarono gli Israeliti nel deserto, finché
fu estinta tutta la nazione, cioč gli uomini atti alla guerra usciti
dall'Egitto, i quali non avevano ascoltato la voce del Signore e ai
quali il Signore aveva giurato di non mostrare loro quella terra, dove
scorre latte e miele, che il Signore aveva giurato ai padri di darci,
[7] ma al loro posto fece sorgere i loro figli e questi circoncise Giosuč;
non erano infatti circoncisi perché non era stata fatta la
circoncisione durante il viaggio.
[8] Quando si terminņ di circoncidere tutta la nazione, rimasero al
loro posto nell'accampamento finché furono guariti.
[9] Allora il Signore disse a Giosuč: "Oggi ho allontanato da voi
l'infamia d'Egitto". Quel luogo si chiamņ Gąlgala fino ad oggi.
[10] Si accamparono dunque in Gąlgala gli Israeliti e celebrarono la
pasqua al quattordici del mese, alla sera, nella steppa di Gerico.
[11] Il giorno dopo la pasqua mangiarono i prodotti della regione,
azzimi e frumento abbrustolito in quello stesso giorno.
[12] La manna cessņ il giorno dopo, come essi ebbero mangiato i
prodotti della terra e non ci fu pił manna per gli Israeliti; in
quell'anno mangiarono i frutti della terra di Cąnaan.
[13] Mentre Giosuč era presso Gerico, alzņ gli occhi ed ecco, vide un
uomo in piedi davanti a sé che aveva in mano una spada sguainata. Giosuč
si diresse verso di lui e gli chiese: "Tu sei per noi o per i
nostri avversari?".
[14] Rispose: "No, io sono il capo dell'esercito del Signore.
Giungo proprio ora". Allora Giosuč cadde con la faccia a terra, si
prostrņ e gli disse: "Che dice il mio signore al suo servo?".
[15] Rispose il capo dell'esercito del Signore a Giosuč: "Togliti
i sandali dai tuoi piedi, perché il luogo sul quale tu stai č
santo". Giosuč cosģ fece.
6
[1] Ora
Gerico era saldamente sbarrata dinanzi agli Israeliti; nessuno usciva e
nessuno entrava.
[2] Disse il Signore a Giosuč: "Vedi, io ti metto in mano Gerico e
il suo re. Voi tutti prodi guerrieri,
[3] tutti atti alla guerra, girerete intorno alla cittą, facendo il
circuito della cittą una volta. Cosģ farete per sei giorni.
[4] Sette sacerdoti porteranno sette trombe di corno d'ariete davanti
all'arca; il settimo giorno poi girerete intorno alla cittą per sette
volte e i sacerdoti suoneranno le trombe.
[5] Quando si suonerą il corno dell'ariete, appena voi sentirete il
suono della tromba, tutto il popolo proromperą in un grande grido di
guerra, allora le mura della cittą crolleranno e il popolo entrerą,
ciascuno diritto davanti a sé".
[6] Giosuč, figlio di Nun, convocņ i sacerdoti e disse loro:
"Portate l'arca dell'alleanza; sette sacerdoti portino sette trombe
di corno d'ariete davanti all'arca del Signore".
[7] Disse al popolo: "Mettetevi in marcia e girate intorno alla
cittą e il gruppo armato passi davanti all'arca del Signore".
[8] Come Giosuč ebbe parlato al popolo, i sette sacerdoti, che
portavano le sette trombe d'ariete davanti al Signore, si mossero e
suonarono le trombe, mentre l'arca dell'alleanza del Signore li seguiva;
[9] l'avanguardia precedeva i sacerdoti che suonavano le trombe e la
retroguardia seguiva l'arca; si procedeva a suon di tromba.
[10] Al popolo Giosuč aveva ordinato: "Non urlate, non fate neppur
sentire la voce e non una parola esca dalla vostra bocca finché vi dirņ:
Lanciate il grido di guerra, allora griderete".
[11] L'arca del Signore girņ intorno alla cittą facendo il circuito
una volta, poi tornarono nell'accampamento e passarono la notte
nell'accampamento.
[12] Di buon mattino Giosuč si alzņ e i sacerdoti portarono l'arca del
Signore;
[13] i sette sacerdoti, che portavano le sette trombe di ariete davanti
all'arca del Signore, avanzavano suonando le trombe; l'avanguardia li
precedeva e la retroguardia seguiva l'arca del Signore; si marciava a
suon di tromba.
[14] Girarono intorno alla cittą, il secondo giorno, una volta e
tornarono poi all'accampamento. Cosģ fecero per sei giorni.
[15] Al settimo giorno essi si alzarono al sorgere dell'aurora e
girarono intorno alla cittą in questo modo per sette volte; soltanto in
quel giorno fecero sette volte il giro intorno alla cittą.
[16] Alla settima volta i sacerdoti diedero fiato alle trombe e Giosuč
disse al popolo: "Lanciate il grido di guerra perché il Signore
mette in vostro potere la cittą.
[17] La cittą con quanto vi č in essa sarą votata allo sterminio per
il Signore; soltanto Raab, la prostituta, vivrą e chiunque č con lei
nella casa, perché ha nascosto i messaggeri che noi avevamo inviati.
[18] Solo guardatevi da ciņ che č votato allo sterminio, perché,
mentre eseguite la distruzione, non prendiate qualche cosa di ciņ che
č votato allo sterminio e rendiate cosģ votato allo sterminio
l'accampamento di Israele e gli portiate disgrazia.
[19] Tutto l'argento, l'oro e gli oggetti di rame e di ferro sono cosa
sacra per il Signore, devono entrare nel tesoro del Signore".
[20] Allora il popolo lanciņ il grido di guerra e si suonarono le
trombe. Come il popolo udģ il suono della tromba ed ebbe lanciato un
grande grido di guerra, le mura della cittą crollarono; il popolo
allora salģ verso la cittą, ciascuno diritto davanti a sé, e
occuparono la cittą.
[21] Votarono poi allo sterminio, passando a fil di spada, ogni essere
che era nella cittą, dall'uomo alla donna, dal giovane al vecchio, e
perfino il bue, l'ariete e l'asino.
[22] Ai due uomini che avevano esplorato il paese, Giosuč disse:
"Entrate nella casa della prostituta, conducete fuori lei e quanto
le appartiene, come le avete giurato".
[23] Entrarono i giovani esploratori e condussero fuori Raab, suo padre,
sua madre, i suoi fratelli e tutto quanto le apparteneva; fecero uscire
tutta la sua famiglia e li stabilirono fuori dell'accampamento di
Israele.
[24] Incendiarono poi la cittą e quanto vi era, soltanto l'argento,
l'oro e gli oggetti di rame e di ferro deposero nel tesoro della casa
del Signore.
[25] Giosuč perņ lasciņ in vita Raab, la prostituta, la casa di suo
padre e quanto le apparteneva, ed essa abita in mezzo ad Israele fino ad
oggi, perché aveva nascosto gli esploratori che Giosuč aveva inviato a
Gerico.
[26] In quella circostanza Giosuč fece giurare: "Maledetto davanti
al Signore l'uomo che si alzerą e ricostruirą questa cittą di Gerico!
Sul suo primogenito ne getterą le fondamenta e sul figlio minore ne
erigerą le porte!".
[27] Il Signore fu con Giosuč, la cui fama si sparse in tutto il paese.
7
[1] Gli
Israeliti si resero colpevoli di violazione quanto allo sterminio: Acan,
figlio di Carmi, figlio di Zabdi, figlio di Zerach, della tribł di
Giuda, si impadronģ di quanto era votato allo sterminio e allora la
collera del Signore si accese contro gli Israeliti.
[2] Giosuč inviņ uomini di Gerico ad Ai, che č presso Bet-Aven, ad
oriente di Betel. Disse loro: "Andate a esplorare la regione".
Gli uomini andarono a esplorare Ai.
[3] Poi ritornarono da Giosuč e gli dissero: "Non vada tutto il
popolo; vadano all'assalto due o tremila uomini per espugnare Ai; non
impegnateci tutto il popolo, perché sono pochi".
[4] Vi andarono allora del popolo circa tremila uomini, ma si diedero
alla fuga dinanzi agli uomini di Ai.
[5] Gli uomini di Ai ne uccisero circa trentasei, li inseguirono davanti
alla porta fino a Sebarim e li colpirono nella discesa. Allora al popolo
venne meno il cuore e si sciolse come acqua.
[6] Giosuč si stracciņ le vesti, si prostrņ con la faccia a terra
davanti all'arca del Signore fino alla sera e con lui gli anziani di
Israele e sparsero polvere sul loro capo.
[7] Giosuč esclamņ: "Signore Dio, perché hai fatto passare il
Giordano a questo popolo, per metterci poi nelle mani dell'Amorreo e
distruggerci? Se avessimo deciso di stabilirci oltre il Giordano!
[8] Perdonami, Signore: che posso dire, dopo che Israele ha voltato le
spalle ai suoi nemici?
[9] Lo sapranno i Cananei e tutti gli abitanti della regione, ci
accerchieranno e cancelleranno il nostro nome dal paese. E che farai tu
per il tuo grande nome?".
[10] Rispose il Signore a Giosuč: "Alzati, perché stai prostrato
sulla faccia?
[11] Israele ha peccato. Essi hanno trasgredito l'alleanza che avevo
loro prescritto e hanno preso ciņ che era votato allo sterminio: hanno
rubato, hanno dissimulato e messo nei loro sacchi!
[12] Gli Israeliti non potranno resistere ai loro nemici, volteranno le
spalle ai loro nemici, perché sono incorsi nello sterminio. Non sarņ
pił con voi, se non eliminerete da voi chi č incorso nello sterminio.
[13] Orsł, santifica il popolo.
Dirai: Santificatevi per domani, perché dice il Signore, Dio di
Israele: Uno votato allo sterminio č in mezzo a te, Israele; tu non
potrai resistere ai tuoi nemici, finché non eliminerete da voi chi č
votato allo sterminio.
[14] Vi accosterete dunque domattina secondo le vostre tribł; la tribł
che il Signore avrą designato con la sorte si accosterą per famiglie e
la famiglia che il Signore avrą designata si accosterą per case; la
casa che il Signore avrą designata si accosterą per individui;
[15] colui che risulterą votato allo sterminio sarą bruciato dal fuoco
con quanto č suo, perché ha trasgredito l'alleanza del Signore e ha
commesso un'infamia in Israele".
[16] Giosuč si alzņ di buon mattino e fece accostare Israele secondo
le sue tribł e fu designata dalla sorte la tribł di Giuda.
[17] Fece accostare le famiglie di Giuda e fu designata la famiglia
degli Zerachiti; fece accostare la famiglia degli Zerachiti per case e
fu designato Zabdi;
[18] fece accostare la sua casa per individui e fu designato dalla sorte
Acan, figlio di Carmi, figlio di Zabdi, figlio di Zerach, della tribł
di Giuda.
[19] Disse allora Giosuč ad Acan: "Figlio mio, dą gloria al
Signore, Dio di Israele, e rendigli omaggio e raccontami ciņ che hai
fatto, non me lo nascondere".
[20] Rispose Acan a Giosuč: "In veritą, proprio io ho peccato
contro il Signore, Dio di Israele, e ho fatto questo e quest'altro.
[21] Avevo visto nel bottino un bel mantello di Sennaar, duecento sicli
d'argento e un lingotto d'oro del peso di cinquanta sicli; ne sentii
bramosia e li presi ed eccoli nascosti in terra in mezzo alla mia tenda
e l'argento č sotto".
[22] Giosuč mandņ allora messaggeri che corsero alla tenda, ed ecco
tutto era nascosto nella tenda e l'argento era sotto.
[23] Li presero dalla tenda, li portarono a Giosuč e a tutti gli
Israeliti e li deposero davanti al Signore.
[24] Giosuč allora prese Acan di Zerach e l'argento, il mantello, il
lingotto d'oro, i suoi figli, le sue figlie, il suo bue, il suo asino,
le sue pecore, la sua tenda e quanto gli apparteneva. Tutto Israele lo
seguiva ed egli li condusse alla valle di Acņr.
[25] Giosuč disse: "Come tu hai portato sventura a noi, cosģ il
Signore oggi la porti a te!". Tutto Israele lo lapidņ, li
bruciarono tutti e li uccisero tutti a sassate.
[26] Eressero poi sul posto un gran mucchio di pietre, che esiste fino
ad oggi. Il Signore allora desistette dal suo tremendo sdegno. Per
questo quel luogo si chiama fino ad oggi Valle di Acņr.
8
[1] Il
Signore disse a Giosuč: "Non temere e non abbatterti. Prendi con
te tutti i guerrieri. Su, vą contro Ai. Vedi, io ti metto in mano il re
di Ai, il suo popolo, la sua cittą e il suo territorio.
[2] Farai ad Ai e al suo re come hai fatto a Gerico e al suo re;
tuttavia prenderete per voi il suo bottino e il suo bestiame. Tendi un
agguato contro Ai, dietro ad essa".
[3] Giosuč dunque e tutti quelli del popolo atti alla guerra si
accinsero ad assalire Ai; Giosuč scelse trentamila uomini, guerrieri
valenti, li inviņ di notte
[4] e comandņ loro: "State attenti: voi tenderete un agguato
contro la cittą, dietro ad essa. Non allontanatevi troppo dalla cittą
e state tutti pronti.
[5] Io, con tutta la gente, mi avvicinerņ alla cittą. Ora, quando essi
usciranno contro di noi come l'altra volta, noi fuggiremo davanti a
loro.
[6] Essi usciranno ad inseguirci finché noi li avremo tirati lontani
dalla cittą, perché diranno: Fuggono davanti a noi come l'altra volta!
Mentre noi fuggiremo davanti a loro,
[7] voi balzerete dall'agguato e occuperete la cittą e il Signore
vostro Dio la metterą in vostro potere.
[8] Come l'avrete in potere, appiccherete il fuoco alla cittą: farete
secondo il comando del Signore. Fate attenzione! Questo č il mio
comando".
[9] Giosuč allora li inviņ ed essi andarono al luogo dell'agguato e si
posero fra Betel e Ai, ad occidente di Ai; Giosuč passņ quella notte
in mezzo al popolo.
[10] Si alzņ di buon mattino, passņ in rassegna il popolo e andņ con
gli anziani di Israele alla testa del popolo verso Ai.
[11] Tutti quelli del popolo atti alla guerra, che erano con lui,
salendo avanzarono e arrivarono di fronte alla cittą e si accamparono a
nord di Ai. Tra Giosuč e Ai c'era di mezzo la valle.
[12] Prese circa cinquemila uomini e li pose in agguato tra Betel e Ai,
ad occidente della cittą.
[13] Il popolo pose l'accampamento a nord di Ai mentre l'agguato era ad
occidente della cittą; Giosuč andņ quella notte in mezzo alla valle.
[14] Non appena il re di Ai si accorse di ciņ, gli uomini della cittą
si alzarono in fretta e uscirono per il combattimento incontro ad
Israele, il re con tutto il popolo, verso il pendio di fronte all'Araba.
Egli non s'accorse che era teso un agguato contro di lui dietro la cittą.
[15] Giosuč e tutto Israele si diedero per vinti dinanzi a loro e
fuggirono per la via del deserto.
[16] Tutta la gente che era dentro la cittą corse ad inseguirli;
inseguirono Giosuč e furono attirati lontano dalla cittą.
[17] Non ci rimase in Ai nessuno che non inseguisse Israele e cosģ
lasciarono aperta la cittą per inseguire Israele.
[18] Disse allora il Signore a Giosuč: "Tendi verso la cittą il
giavellotto che tieni in mano, perché io te la metto nelle mani".
Giosuč tese il giavellotto, che teneva in mano, verso la cittą.
[19] Come ebbe stesa la mano, quelli che erano in agguato balzarono
subito dal loro nascondiglio, entrarono di corsa nella cittą, la
occuparono e s'affrettarono ad appiccarvi il fuoco.
[20] Gli uomini di Ai si voltarono indietro ed ecco videro che il fumo
della cittą si alzava verso il cielo. Allora non ci fu pił possibilitą
per loro di fuggire in alcuna direzione, mentre il popolo che fuggiva
verso il deserto si rivolgeva contro quelli che lo inseguivano.
[21] Infatti Giosuč e tutto Israele s'erano accorti che il gruppo in
agguato aveva occupata la cittą e che il fumo della cittą si era
levato; si voltarono dunque indietro e colpirono gli uomini di Ai.
[22] Anche gli altri uscirono dalcirono dalla cittą contro di loro, e
cosģ i combattenti di Ai si trovarono in mezzo agli Israeliti, avendoli
da una parte e dall'altra. Li colpirono finché non rimase nessun
superstite e fuggiasco.
[23] Il re di Ai lo presero vivo e lo condussero da Giosuč.
[24] Quando Israele ebbe finito di uccidere tutti i combattenti di Ai
nella campagna, nel deserto, dove quelli li avevano inseguiti, e tutti
fino all'ultimo furono caduti sotto i colpi della spada, gli Israeliti
si riversarono in massa in Ai e la colpirono a fil di spada.
[25] Tutti i caduti in quel giorno, uomini e donne, furono dodicimila,
tutti di Ai.
[26] Giosuč non ritirņ la mano, che brandiva il giavellotto, finché
non ebbero votato allo sterminio tutti gli abitanti di Ai.
[27] Gli Israeliti, secondo l'ordine che il Signore aveva dato a Giosuč,
trattennero per sé soltanto il bestiame e il bottino della cittą.
[28] Poi Giosuč incendiņ Ai e ne fece una rovina per sempre, una
desolazione fino ad oggi.
[29] Fece appendere il re di Ai ad un albero fino alla sera. Al calar
del sole Giosuč comandņ che il suo cadavere fosse calato dall'albero;
lo gettarono all'ingresso della porta della cittą e vi eressero sopra
un gran mucchio di pietre, che dura fino ad oggi.
[30] In quell'occasione Giosuč costruģ un altare al Signore, Dio di
Israele, sul monte Ebal,
[31] secondo quanto aveva ordinato Mosč, servo del Signore, agli
Israeliti, come č scritto nel libro della legge di Mosč, un altare di
pietre intatte, non toccate dal ferro; vi si sacrificarono sopra
olocausti e si offrirono sacrifici di comunione.
[32] In quel luogo scrisse sulle pietre una copia della legge di Mosč,
che questi aveva scritto per gli Israeliti.
[33] Tutto Israele, i suoi anziani, i suoi scribi, tutti i suoi giudici,
forestieri e cittadini stavano in piedi da una parte e dall'altra
dell'arca, di fronte ai sacerdoti leviti, che portavano l'arca
dell'alleanza del Signore, una metą verso il monte Garizim e l'altra
metą verso il monte Ebal, come aveva prima prescritto Mosč, servo del
Signore, per benedire il popolo di Israele.
[34] Giosuč lesse tutte le parole della legge, la benedizione e la
maledizione, secondo quanto č scritto nel libro della legge.
[35] Non ci fu parola, di quante Mosč aveva comandate, che Giosuč non
leggesse davanti a tutta l'assemblea di Israele, comprese le donne, i
fanciulli e i forestieri che soggiornavano in mezzo a loro.
9
[1] Non
appena ebbero udito questi fatti, tutti i re che si trovavano oltre il
Giordano, nella zona montuosa, nel bassopiano collinoso e lungo tutto il
litorale del Mar Mediterraneo verso il Libano, gli Hittiti, gli Amorrči,
i Cananei, i Perizziti, gli Evei, i Gebusei,
[2] si allearono per far guerra di comune accordo contro Giosuč e
Israele.
[3] Invece gli abitanti di Gąbaon, quando ebbero sentito ciņ che Giosuč
aveva fatto a Gerico e ad Ai,
[4] ricorsero da parte loro ad un'astuzia: andarono a rifornirsi di
vettovaglie, presero sacchi sdrusciti per i loro asini, otri di vino
consunti, rotti e rappezzati,
[5] si misero ai piedi sandali strappati e ricuciti, addosso vestiti
logori. Tutto il pane della loro provvigione era secco e sbriciolato.
[6] Andarono poi da Giosuč all'accampamento di Gąlgala e dissero a lui
e agli Israeliti: "Veniamo da un paese lontano; stringete con noi
un'alleanza".
[7] La gente di Israele rispose loro: "Forse abitate in mezzo a noi
e come possiamo stringere alleanza con voi?".
[8] Risposero a Giosuč: "Noi siamo tuoi servi!" e Giosuč
chiese loro: "Chi siete e da dove venite?".
[9] Gli risposero: "I tuoi servi vengono da un paese molto lontano,
a causa del nome del Signore Dio tuo, poiché abbiamo udito della sua
fama, di quanto ha fatto in Egitto,
[10] di quanto ha fatto ai due re degli Amorrči, che erano oltre il
Giordano, a Sicon, re di Chesbņn, e ad Og, re di Basan, che era ad
Astarot.
[11] Ci dissero allora i nostri vecchi e tutti gli abitanti del nostro
paese: Rifornitevi di provviste per la strada, andate loro incontro e
dite loro: Noi siamo servi vostri, stringete dunque un'alleanza con noi.
[12] Questo č il nostro pane: caldo noi lo prendemmo come provvista
nelle nostre case quando uscimmo per venire da voi e ora eccolo secco e
ridotto in briciole;
[13] questi otri di vino, che noi riempimmo nuovi, eccoli rotti e questi
nostri vestiti e i nostri sandali sono consunti per il cammino molto
lungo".
[14] La gente allora prese le loro provviste senza consultare l'oracolo
del Signore.
[15] Giosuč fece pace con loro e stipulņ l'alleanza di lasciarli
vivere; i capi della comunitą s'impegnarono verso di loro con
giuramento.
[16] Tre giorni dopo avere stipulato con essi il patto, gli Israeliti
vennero a sapere che quelli erano loro vicini e abitavano in mezzo a
loro.
[17] Allora gli Israeliti partirono e il terzo giorno entrarono nelle
loro cittą: le loro cittą erano Gąbaon, Chefira, Beerot e
Kiriat-Iarim.
[18] Ma gli Israeliti non li uccisero, perché i capi della comunitą
avevano loro giurato per il Signore, Dio di Israele, e tutta la comunitą
si lamentņ dei capi.
[19] Dissero allora tutti i capi dell'intera comunitą: "Noi
abbiamo loro giurato per il Signore, Dio di Israele, e ora non possiamo
colpirli.
[20] Faremo loro questo: li lasceremo vivere e cosģ non ci sarą su di
noi lo sdegno, a causa del giuramento che abbiamo loro prestato".
[21] Ma aggiunsero i capi: "Vivano pure, siano perņ tagliatori di
legna e portatori d'acqua per tutta la comunitą". Come i capi
ebbero loro parlato,
[22] Giosuč chiamņ i Gabaoniti e disse loro: "Perché ci avete
ingannati, dicendo: Noi abitiamo molto lontano da voi, mentre abitate in
mezzo a noi?
[23] Orbene voi siete maledetti e nessuno di voi cesserą di essere
schiavo e di tagliar legna e di portare acqua per la casa del mio
Dio".
[24] Risposero a Giosuč e dissero: "Era stato riferito ai tuoi
servi quanto il Signore Dio tuo aveva ordinato a Mosč suo servo, di
dare cioč a voi tutto il paese e di sterminare dinanzi a voi tutti gli
abitanti del paese; allora abbiamo avuto molto timore per le nostre vite
a causa vostra e perciņ facemmo tal cosa.
[25] Ora eccoci nelle tue mani, trattaci pure secondo quanto č buono e
giusto ai tuoi occhi".
[26] Li trattņ allora in questo modo: li salvņ dalla mano degli
Israeliti, che non li uccisero;
[27] e in quel giorno, Giosuč li costituģ tagliatori di legna e
portatori di acqua per la comunitą e per l'altare del Signore, nel
luogo che Egli avrebbe scelto, fino ad oggi.
10
[1]
Quando Adoni-Zedek, re di Gerusalemme, venne a sapere che Giosuč aveva
preso Ai e l'aveva votata allo sterminio, e che, come aveva fatto a
Gerico e al suo re, aveva fatto ad Ai e al suo re e che gli abitanti di
Gąbaon avevano fatto pace con gli Israeliti e si trovavano ormai in
mezzo a loro,
[2] ebbe grande paura, perché Gąbaon, una delle cittą regali, era pił
grande di Ai e tutti i suoi uomini erano valorosi.
[3] Allora Adoni-Zedek, re di Gerusalemme, mandņ a dire a Oam, re di
Ebron, a Piream, re di Iarmut, a Iafia, re di Lachis e a Debir, re di
Eglon:
[4] "Venite da me, aiutatemi e assaltiamo Gąbaon, perché ha fatto
pace con Giosuč e con gli Israeliti".
[5] Quelli si unirono e i cinque re amorrči, il re di Gerusalemme, il
re di Ebron, il re di Iarmut, il re di Lachis ed il re di Eglon, vennero
con tutte le loro truppe, si accamparono contro Gąbaon e le diedero
battaglia.
[6] Allora gli uomini di Gąbaon mandarono a dire a Giosuč,
all'accampamento di Gąlgala: "Non privare del tuo aiuto i tuoi
servi. Vieni presto da noi; salvaci e aiutaci, perché si sono alleati
contro di noi tutti i re degli Amorrči, che abitano sulle
montagne".
[7] Giosuč partģ da Gąlgala con tutta la gente di guerra e tutti i
prodi guerrieri.
[8] Allora il Signore disse a Giosuč: "Non aver paura di loro,
perché li metto in tuo potere; nessuno di loro resisterą davanti a
te".
[9] Giosuč piombņ su di loro d'improvviso: tutta la notte aveva
marciato, partendo da Gąlgala.
[10] Il Signore mise lo scompiglio in mezzo a loro dinanzi ad Israele,
che inflisse loro in Gąbaon una grande disfatta, li inseguģ verso la
salita di Bet-Coron e li battč fino ad Azeką e fino a Makkeda.
[11] Mentre essi fuggivano dinanzi ad Israele ed erano alla discesa di
Bet-Coron, il Signore lanciņ dal cielo su di essi come grosse pietre
fino ad Azeką e molti morirono. Coloro che morirono per le pietre della
grandine furono pił di quanti ne uccidessero gli Israeliti con la
spada.
[12] Allora, quando il Signore mise gli Amorrči nelle mani degli
Israeliti, Giosuč disse al Signore sotto gli occhi di Israele:
"Sole, fčrmati in Gąbaon
e tu, luna, sulla valle di Aialon".
[13] Si fermņ il sole
e la luna rimase immobile
finché il popolo non si vendicņ dei nemici.
Non č forse scritto nel libro del Giusto: "Stette fermo il sole in
mezzo al cielo e non si affrettņ a calare quasi un giorno intero.
[14] Non ci fu giorno come quello, né prima né dopo, perché aveva
ascoltato il Signore la voce d'un uomo, perché il Signore combatteva
per Israele"?
[15] Poi Giosuč con tutto Israele ritornņ all'accampamento di Gąlgala.
[16] Quei cinque re erano fuggiti e si erano nascosti nella grotta in
Makkeda.
[17] Fu portata a Giosuč la notizia: "Sono stati trovati i cinque
re, nascosti nella grotta in Makkeda".
[18] Disse loro Giosuč: "Rotolate grosse pietre contro l'entrata
della grotta e fate restare presso di essa uomini per sorvegliarli.
[19] Voi perņ non fermatevi, inseguite i vostri nemici, attaccateli
nella retroguardia e non permettete loro di entrare nelle loro cittą,
perché il Signore Dio vostro li mette nelle vostre mani".
[20] Quando Giosuč e gli Israeliti ebbero terminato di infliggere loro
una strage enorme cosģ da finirli, e i superstiti furono loro sfuggiti
ed entrati nelle fortezze,
[21] ritornņ tutto il popolo all'accampamento presso Giosuč, in
Makkeda, in pace. Nessuno mosse pił la lingua contro gli Israeliti.
[22] Disse allora Giosuč: "Aprite l'ingresso della grotta e fatemi
uscire dalla grotta quei cinque re".
[23] Cosģ fecero e condussero a lui fuori dalla grotta quei cinque re,
il re di Gerusalemme, il re di Ebron, il re di Iarmut, il re di Lachis e
il re di Eglon.
[24] Quando quei cinque re furono fatti uscire dinanzi a Giosuč, egli
convocņ tutti gli Israeliti e disse ai capi dei guerrieri che avevano
marciato con lui: "Accostatevi e ponete i vostri piedi sul collo di
questi re!". Quelli s'accostarono e posero i piedi sul loro collo.
[25] Disse loro Giosuč: "Non temete e non spaventatevi! Siate
forti e coraggiosi, perché cosģ farą il Signore a tutti i nemici,
contro cui dovrete combattere".
[26] Dopo di ciņ, Giosuč li colpģ e li uccise e li fece impiccare a
cinque alberi, ai quali rimasero appesi fino alla sera.
[27] All'ora del tramonto, per ordine di Giosuč, li calarono dagli
alberi, li gettarono nella grotta dove si erano nascosti e posero grosse
pietre all'ingresso della grotta: vi sono fino ad oggi.
[28] Giosuč in quel giorno si impadronģ di Makkeda, la passņ a fil di
spada con il suo re, votņ allo sterminio loro e ogni essere vivente che
era in essa, non lasciņ un superstite e trattņ il re di Makkeda come
aveva trattato il re di Gerico.
[29] Giosuč poi, e con lui Israele, passņ da Makkeda a Libna e mosse
guerra contro Libna.
[30] Il Signore mise anch'essa e il suo re in potere di Israele, che la
passņ a fil di spada con ogni essere vivente che era in essa; non vi
lasciņ alcun superstite e trattņ il suo re come aveva trattato il re
di Gerico.
[31] Poi Giosuč, e con lui tutto Israele, passņ da Libna a Lachis e si
accampņ contro di essa e le mosse guerra.
[32] Il Signore mise Lachis in potere di Israele, che la prese il
secondo giorno e la passņ a fil di spada con ogni essere vivente che
era in essa, come aveva fatto a Libna.
[33] Allora, per venire in aiuto a Lachis, era partito Oam, re di
Ghezer, e Giosuč battč lui e il suo popolo, fino a non lasciargli
alcun superstite.
[34] Poi Giosuč, e con lui tutto Israele, passņ da Lachis ad Eglon, si
accamparono contro di essa e le mossero guerra.
[35] In quel giorno la presero e la passarono a fil di spada e votarono
allo sterminio, in quel giorno, ogni essere vivente che era in essa,
come aveva fatto a Lachis.
[36] Giosuč poi, e con lui tutto Israele, salģ da Eglon ad Ebron e le
mossero guerra.
[37] La presero e la passarono a fil di spada con il suo re, tutti i
suoi villaggi e ogni essere vivente che era in essa; non lasciņ alcun
superstite; come aveva fatto ad Eglon, la votņ allo sterminio con ogni
essere vivente che era in essa.
[38] Poi Giosuč, e con lui tutto Israele, si rivolse a Debir e le mosse
guerra.
[39] La prese con il suo re e tutti i suoi villaggi; li passarono a fil
di spada e votarono allo sterminio ogni essere vivente che era in essa;
non lasciņ alcun superstite. Trattņ Debir e il suo re come aveva
trattato Ebron e come aveva trattato Libna e il suo re.
[40] Cosģ Giosuč battč tutto il paese: le montagne, il Negheb, il
bassopiano, le pendici e tutti i loro re. Non lasciņ alcun superstite e
votņ allo sterminio ogni essere che respira, come aveva comandato il
Signore, Dio di Israele.
[41] Giosuč li colpģ da Kades-Barnea fino a Gaza e tutto il paese di
Gosen fino a Gąbaon.
[42] Giosuč prese tutti questi re e il loro paese in una sola volta,
perché il Signore, Dio di Israele, combatteva per Israele.
[43] Poi Giosuč con tutto Israele tornņ all'accampamento di Gąlgala.
11
[1]
Quando Iabin, re di Cazor, seppe queste cose, ne informņ Iobab, il re
di Madon, il re di Simron, il re di Acsaf
[2] e i re che erano al nord, sulle montagne, nell'Araba a sud di
Chinarot, nel bassopiano e sulle colline di Dor dalla parte del mare.
[3] I Cananei erano a oriente e a occidente, gli Amorrči, gli Hittiti,
i Perizziti, i Gebusei erano sulle montagne e gli Evei erano al di sotto
dell'Ermon nel paese di Mizpa.
[4] Allora essi uscirono con tutti i loro eserciti: un popolo numeroso,
come la sabbia sulla riva del mare, con cavalli e carri in gran quantitą.
[5] Si unirono tutti questi re e vennero ad accamparsi insieme presso le
acque di Merom, per combattere contro Israele.
[6] Allora il Signore disse a Giosuč: "Non temerli, perché domani
a quest'ora io li mostrerņ tutti trafitti davanti ad Israele. Taglierai
i garretti ai loro cavalli e appiccherai il fuoco ai loro carri".
[7] Giosuč con tutti i suoi guerrieri li raggiunse presso le acque di
Merom d'improvviso e piombņ su di loro.
[8] Il Signore li mise in potere di Israele, che li battč e li inseguģ
fino a Sidone la Grande, fino a Misrefot-Maim e fino alla valle di Mizpa
ad oriente. Li batterono fino a non lasciar loro neppure un superstite.
[9] Giosuč fece loro come gli aveva detto il Signore: tagliņ i
garretti ai loro cavalli e appiccņ il fuoco ai loro carri.
[10] In quel tempo Giosuč ritornņ e prese Cazor e passņ a fil di
spada il suo re, perché prima Cazor era stata la capitale di tutti quei
regni.
[11] Passņ a fil di spada ogni essere vivente che era in essa,
votandolo allo sterminio; non lasciņ nessuno vivo e appiccņ il fuoco a
Cazor.
[12] Giosuč prese tutti quei re e le oro cittą, passandoli a fil di
spada; li votņ allo sterminio, come aveva comandato Mosč, servo del
Signore.
[13] Tuttavia Israele non incendiņ nessuna delle cittą erette sui
colli, fatta eccezione per la sola Cazor, che Giosuč incendiņ.
[14] Gli Israeliti presero tutto il bottino di queste cittą e il
bestiame; solo passarono a fil di spada tutti gli uomini fino a
sterminarli; non lasciarono nessuno vivo.
[15] Come aveva comandato il Signore a Mosč suo servo, Mosč ordinņ a
Giosuč e Giosuč cosģ fece: non trascurņ nulla di quanto aveva
comandato il Signore a Mosč.
[16] Giosuč si impadronģ di tutto questo paese: le montagne, tutto il
Negheb, tutto il paese di Gosen, il bassopiano, l'Araba e le montagne di
Israele con il loro bassopiano.
[17] Dal monte Calak, che sale verso Seir, a Baal-Gad nella valle del
Libano sotto il monte Ermon, prese tutti i loro re, li colpģ e li mise
a morte.
[18] Per molti giorni Giosuč mosse guerra a tutti questi re.
[19] Non ci fu cittą che avesse fatto pace con gli Israeliti, eccetto
gli Evei che abitavano Gąbaon: si impadronirono di tutti con le armi.
[20] Infatti era per disegno del Signore che il loro cuore si ostinasse
nella guerra contro Israele, per votarli allo sterminio, senza che
trovassero grazia, e per annientarli, come aveva comandato il Signore a
Mosč.
[21] In quel tempo Giosuč si mosse per eliminare gli Anakiti dalle
montagne, da Ebron, da Debir, da Anab, da tutte le montagne di Giuda e
da tutte le montagne di Israele. Giosuč li votņ allo sterminio con le
loro cittą.
[22] Non rimase un Anakita nel paese degli Israeliti; solo ne rimasero a
Gaza, a Gat e ad Asdņd.
[23] Giosuč si impadronģ di tutta la regione, come aveva detto il
Signore a Mosč, e Giosuč la diede in possesso ad Israele, secondo le
loro divisioni per tribł. Poi il paese non ebbe pił la guerra.
12
[1]
Questi sono i re del paese, che gli Israeliti sconfissero e del cui
territorio entrarono in possesso, oltre il Giordano, ad oriente, dal
fiume Arnon al monte Ermon, con tutta l'Araba orientale.
[2] Sicon, re degli Amorrči che abitavano in Chesbņn; il suo dominio
cominciava da Aroer, situata sul margine della valle del torrente Arnon,
incluso il centro del torrente, e comprendeva la metą di Gąlaad fino
al torrente Iabbok, lungo il confine dei figli di Ammon
[3] e inoltre l'Araba fino alla riva orientale del mare di Kinarot e
fino alla riva orientale dell'Araba, cioč il Mar Morto, in direzione di
Bet-Iesimot e pił a sud, fin sotto le pendici del Pisga.
[4] Inoltre Og, re di Basan, proveniente da un residuo di Refaim, che
abitava in Astarot e in Edrei,
[5] dominava le montagne dell'Ermon e Salca e tutto Basan sino al
confine dei Ghesuriti e dei Maacatiti, inoltre metą di Gąlaad sino al
confine di Sicon re di Chesbņn.
[6] Mosč, servo del Signore, e gli Israeliti li avevano sconfitti e Mosč,
servo del Signore, ne diede il possesso ai Rubeniti, ai Gaditi e a metą
della tribł di Manąsse.
[7] Questi sono i re del paese che Giosuč e gli Israeliti sconfissero,
al di qua del Giordano ad occidente, da Baal-Gad nella valle del Libano
fino al monte Calak, che sale verso Seir, e di cui Giosuč diede il
possesso alle tribł di Israele secondo le loro divisioni,
[8] sulle montagne, nel bassopiano, nell'Araba, sulle pendici, nel
deserto e nel Negheb: gli Hittiti, gli Amorrči, i Cananei, i Perizziti,
gli Evei e i Gebusei:
[9] il re di Gerico, uno; il re di Ai, che č presso Betel, uno;
[10] il re di Gerusalemme, uno; il re di Ebron, uno;
[11] il re di Iarmut, uno; il re di Lachis, uno;
[12] il re di Eglon, uno; il re di Ghezer, uno;
[13] il re di Debir, uno; il re di Gheder, uno;
[14] il re di Corma, uno; il re di Arad, uno;
[15] il re di Libna, uno; il re di Adulląm, uno;
[16] il re di Makkeda, uno; il re di Betel, uno;
[17] il re di Tappuach, uno; il re di Efer, uno;
[18] il re di Afek, uno; il re di Sarom, uno;
[19] il re di Madon, uno; il re di Cazor, uno;
[20] il re di Simron-Meroon, uno; il re di Acsaf, uno;
[21] il re di Taanach, uno; il re di Meghiddo, uno;
[22] il re di Kades, uno; il re di Iokneam del Carmelo, uno;
[23] il re di Dor, sulla collina di Dor, uno;
il re delle genti di Gąlgala, uno;
[24] il re di Tirza, uno. In tutto trentun re.
13
[1]
Quando Giosuč fu vecchio e avanti negli anni, il Signore gli disse:
"Tu sei diventato vecchio, avanti negli anni e rimane molto
territorio da occupare.
[2] Questo č il paese rimasto: tutti i distretti dei Filistei e tutto
il territorio dei Ghesuriti,
[3] dal Sicor, che č sulla frontiera dell'Egitto, fino al territorio di
Ekron, al nord, che č ritenuto cananeo, i cinque principati dei
Filistei: quello di Gaza, di Asdņd, di Ascalņn, di Gat e di Ekron; gli
Avviti
[4] al mezzogiorno; tutto il paese dei Cananei, da Ara che č di quelli
di Sidņne, fino ad Afek, sino al confine degli Amorrči;
[5] il paese di quelli di Biblos e tutto il Libano ad oriente, da
Baal-Gad sotto il monte Ermon fino all'ingresso di Amat.
[6] Tutti gli abitanti delle montagne dal Libano a Misrefot-Maim, tutti
quelli di Sidņne, io li scaccerņ davanti agli Israeliti. Perņ tu
assegna questo paese in possesso agli Israeliti, come ti ho comandato.
[7] Ora dividi questo paese a sorte alle nove tribł e a metą della
tribł di Manąsse".
[8] Insieme con l'altra metą di Manąsse, i Rubeniti e i Gaditi avevano
ricevuto la loro parte di ereditą, che Mosč aveva data loro oltre il
Giordano, ad oriente, come aveva concesso loro Mosč, servo del Signore.
[9] Da Aroer, che č sulla riva del fiume Arnon, e dalla cittą, che č
in mezzo alla valle, tutta la pianura di Madaba fino a Dibon;
[10] tutte le cittą di Sicon, re degli Amorrči, che regnava in Chesbņn,
sino al confine degli Ammoniti.
[11] Inoltre Gąlaad, il territorio dei Ghesuriti e dei Maacatiti, tutte
le montagne dell'Ermon e tutto Basan fino a Salca;
[12] tutto il regno di Og, in Basan, il quale aveva regnato in Astarot e
in Edrei ed era l'ultimo superstite dei Refaim, Mosč li aveva debellati
e spodestati.
[13] Perņ gli Israeliti non avevano scacciato i Ghesuriti e i
Maacatiti; cosģ Ghesur e Maaca abitano in mezzo ad Israele fino ad
oggi.
[14] Soltanto alla tribł di Levi non aveva assegnato ereditą: i
sacrifici consumati dal fuoco per il Signore, Dio di Israele, sono la
sua ereditą, secondo quanto gli aveva detto il Signore.
[15] Mosč aveva dato alla tribł dei figli di Ruben una parte secondo
le loro famiglie
[16] ed essi ebbero il territorio da Aroer, che č sulla riva del fiume
Arnon, e la cittą che č a metą della valle e tutta la pianura presso
Madaba;
[17] Chesbņn e tutte le sue cittą che sono nella pianura, Dibon,
Bamot-Baal, Bet-Baal-Meon,
[18] Iaaz, Kedemot, Mefaat,
[19] Kiriataim, Sibma e Zeret-Sacar sulle montagne che dominano la
valle;
[20] Bet-Peor, i declivi del Pisga, Bet-Iesimot,
[21] tutte le cittą della pianura, tutto il regno di Sicon, re degli
Amorrči, che aveva regnato in Chesbņn e che Mosč aveva sconfitto
insieme con i capi dei Madianiti, Evi, Rekem, Zur, Cur e Reba, vassalli
di Sicon, che abitavano nella regione.
[22] Quanto a Balaam, figlio di Beor, l'indovino, gli Israeliti lo
uccisero di spada insieme a quelli che avevano trafitto.
[23] Il confine per i figli di Ruben fu dunque il Giordano e il
territorio limitrofo. Questa fu l'ereditą dei figli di Ruben secondo le
loro famiglie: le cittą con i loro villaggi.
[24] Mosč poi aveva dato una parte alla tribł di Gad, ai figli di Gad
secondo le loro famiglie
[25] ed essi ebbero il territorio di Iazer e tutte le cittą di Gąlaad
e metą del paese degli Ammoniti fino ad Aroer, che č di fronte a
Rabba,
[26] e da Chesbņn fino a Ramat-Mizpe e Betonim e da Macanaim fino al
territorio di Lodebar;
[27] nella valle: Bet-Aram e Bet-Nimra, Succot e Zafon, il resto del
regno di Sicon, re di Chesbņn. Il Giordano era il confine sino
all'estremitą del mare di Genčsaret oltre il Giordano, ad oriente.
[28] Questa č l'ereditą dei figli di Gad secondo le loro famiglie: le
cittą con i loro villaggi.
[29] Mosč aveva dato una parte a metą della tribł dei figli di Manąsse,
secondo le loro famiglie
[30] ed essi ebbero il territorio da Macanaim, tutto il Basan, tutto il
regno di Og, re di Basan, e tutti gli attendamenti di Iair, che sono in
Basan: sessanta cittą.
[31] La metą di Gąlaad, Astarot e Edrei, cittą del regno di Og in
Basan furono dati ai figli di Machir, figlio di Manąsse, anzi alla metą
dei figli di Machir, secondo le loro famiglie.
[32] Questo distribuģ Mosč nelle steppe di Moab, oltre il Giordano di
Gerico, ad oriente.
[33] Alla tribł di Levi perņ Mosč non aveva assegnato alcuna ereditą:
il Signore, Dio di Israele, č la loro ereditą, come aveva loro detto.
14
[1]
Questo invece ebbero in ereditą gli Israeliti nel paese di Cąnaan: lo
assegnarono loro in ereditą il sacerdote Eleazaro e Giosuč, figlio di
Nun, e i capi dei casati delle tribł degli Israeliti.
[2] La loro ereditą fu stabilita per sorte, come aveva comandato il
Signore per mezzo di Mosč, per le nove tribł e per la mezza tribł;
[3] infatti Mosč aveva assegnato l'ereditą di due tribł e della mezza
tribł oltre il Giordano; ai leviti non aveva dato alcuna ereditą in
mezzo a loro;
[4] perņ i figli di Giuseppe formano due tribł, Manąsse ed Efraim,
mentre non si diede parte alcuna ai leviti del paese, tranne le cittą
dove abitare e i loro contadi per i loro greggi e gli armenti.
[5] Come aveva comandato il Signore a Mosč, cosģ fecero gli Israeliti
e si divisero il paese.
[6] Si presentarono allora i figli di Giuda da Giosuč a Gąlgala e
Caleb, figlio di Iefunne, il Kenizzita gli disse: "Tu conosci la
parola che ha detto il Signore a Mosč, l'uomo di Dio, riguardo a me e a
te a Kades-Barnea.
[7] Avevo quarant'anni quando Mosč, servo del Signore, mi inviņ da
Kades-Barnea a esplorare il paese e io gliene riferii come pensavo.
[8] I compagni che vennero con me scoraggiarono il popolo, io invece fui
pienamente fedele al Signore Dio mio.
[9] Mosč in quel giorno giurņ: Certo la terra, che ha calcato il tuo
piede, sarą in ereditą a te e ai tuoi figli, per sempre, perché sei
stato pienamente fedele al Signore Dio mio.
[10] Ora, ecco il Signore mi ha fatto vivere, come aveva detto, sono cioč
quarantacinque anni da quando disse questa parola a Mosč, mentre
Israele camminava nel deserto, e oggi, ecco ho ottantacinque anni;
[11] io sono ancora oggi come quando Mosč mi inviņ: come il mio vigore
allora, cosģ il mio vigore ora, sia per la battaglia, sia per ogni
altro servizio;
[12] ora concedimi questi monti, di cui il Signore ha parlato in quel
giorno, poiché tu hai allora saputo che vi sono gli Anakiti e cittą
grandi e fortificate; spero che il Signore sia con me e io le conquisterņ
secondo quanto ha detto il Signore!".
[13] Giosuč lo benedisse e diede Ebron in ereditą a Caleb, figlio di
Iefunne.
[14] Per questo Caleb, figlio di Iefunne, il Kenizzita, ebbe in ereditą
Ebron fino ad oggi, perché pienamente fedele al Signore, Dio di
Israele. Ebron si chiamava prima Kiriat-Arba: Arba era stato l'uomo pił
grande tra gli Anakiti. Poi il paese non ebbe pił la guerra.
15
[1] La
porzione che toccņ in sorte alla tribł dei figli di Giuda, secondo le
loro famiglie, si trova ai confini di Edom, dal deserto di Sin verso il
Negheb, all'estremo sud.
[2] Il loro confine a mezzogiorno cominciava alla parte estrema del Mar
Morto, dalla punta rivolta verso mezzodģ,
[3] poi procedeva a sud della salita di Akrabbim, passava per Sin e
risaliva a sud di Kades-Barnea; passava poi da Chezron, saliva ad Addar
e girava verso Karkaa;
[4] passava poi da Azmon e raggiungeva il torrente d'Egitto e faceva
capo al mare. Questo sarą il vostro confine meridionale.
[5] A oriente il confine era costituito dal Mar Morto fino alla foce del
Giordano. Dal lato settentrionale il confine partiva dalla lingua di
mare presso la foce del Giordano,
[6] saliva a Bet-Ogla e passava a nord di Bet-Araba e saliva alla Pietra
di Bocan, figlio di Ruben.
[7] Poi il confine saliva a Debir, per la valle di Acņr e, a nord,
girava verso le curve, che sono di fronte alla salita di Adummin, a
mezzogiorno del torrente; passava poi alle acque di En-Semes e faceva
capo a En-Roghel.
[8] Saliva poi la valle di Ben-Innom a sud del fianco dei Gebusei, cioč
di Gerusalemme; poi il confine saliva sulla vetta della montagna che
domina la valle di Innom ad ovest ed č alla estremitą della pianura
dei Refaim, al nord.
[9] Poi il confine piegava dalla vetta della montagna verso la fonte
delle Acque di Neftoach e usciva al monte Efron; piegava poi verso
Baala, che č Kiriat-Iearim.
[10] Indi il confine girava da Baala, ad occidente, verso il monte Seir,
passava sul pendio settentrionale del monte Iearim, cioč Chesalon,
scendeva a Bet-Semes e passava a Timna.
[11] Poi il confine raggiungeva il pendio settentrionale di Ekron,
quindi piegava verso Siccaron, passava per il monte Baala, raggiungeva
Iabneel e terminava al mare.
[12] La frontiera occidentale era il Mar Mediterraneo. Questo era da
tutti i lati il confine dei figli di Giuda, secondo le loro famiglie.
[13] A Caleb figlio di Iefunne fu data una parte in mezzo ai figli di
Giuda, secondo l'ordine del Signore a Giosuč: fu data Kiriat-Arba,
padre di Anak, cioč Ebron.
[14] Caleb scacciņ di lą i tre figli di Anak, Sesai, Achiman e Talmai,
discendenti di Anak.
[15] Di lą passņ ad assalire gli abitanti di Debir. Si chiamava Debir
Kiriat-Sefer.
[16] Disse allora Caleb: "A chi colpirą Kiriat-Sefer e se ne
impadronirą, io darņ in moglie Acsa, mia figlia".
[17] Se ne impadronģ Otniel, figlio di Kenaz, fratello di Caleb; a lui
diede in moglie sua figlia Acsa.
[18] Quand'essa arrivņ presso il marito, questi la persuase a chiedere
un campo al padre. Allora essa smontņ dall'asino e Caleb le disse:
"Che fai?".
[19] Gli disse: "Concedimi un favore. Poiché tu mi hai dato il
paese del Negheb, dammi anche alcune sorgenti d'acqua". Le diede
allora la sorgente superiore e la sorgente inferiore.
[20] Questa fu l'ereditą della tribł dei figli di Giuda, secondo le
loro famiglie.
[21] Le cittą poste all'estremitą della tribł dei figli di Giuda,
verso il confine di Edom, nel Negheb, erano Kabseel, Eder, Iagur,
[22] Kina, Dimona, Arara,
[23] Kedes, Cazor-Itnan,
[24] Zif, Telem, Bealot,
[25] Caroz-Adatta, Keriot-Chezron, cioč Cazor,
[26] Amam, Sema, Molada,
[27] Cazar-Gadda, Esmon, Bet-Pelet,
[28] Cazar-Sual, Bersabea e le sue dipendenze,
[29] Baala, Iim, Ezem,
[30] Eltolad, Chesil, Corma,
[31] Ziklag, Madmanna, Sansanna,
[32] Lebaot, Silchim, En-Rimmon: in tutto ventinove cittą e i loro
villaggi.
[33] Nella Sefela: Estaol, Sorea, Asna,
[34] Zanoach, En-Gannim, Tappuach, Enam,
[35] Iarmut, Adulląm, Soco, Azeką,
[36] Saaraim, Aditaim, Ghedera e Ghederotaim: quattordici cittą e i
loro villaggi;
[37] Senan, Cadasa, Migdal-Gad,
[38] Dilean, Mizpe, Iokteel,
[39] Lachis, Boskat, Eglon,
[40] Cabbon, Lacmas, Chitlis,
[41] Ghederot, Bet-Dagon, Naama e Makkeda: sedici cittą e i loro
villaggi;
[42] Libna, Eter, Asan,
[43] Iftach, Asna, Nesib,
[44] Keila, Aczib e Maresa: nove cittą e i loro villaggi;
[45] Ekron, le cittą del suo territorio e i suoi villaggi;
[46] da Ekron fino al mare, tutte le cittą vicine a Asdņd e i loro
villaggi;
[47] Asdņd, le cittą del suo territorio e i suoi villaggi; Gaza, le
cittą del suo territorio e i suoi villaggi fino al torrente d'Egitto e
al Mar Mediterraneo, che serve di confine.
[48] Sulle montagne: Samir, Iattir, Soco,
[49] Danna, Kiriat-Sanna, cioč Debir,
[50] Anab, Estemoa, Anim,
[51] Gosen, Olon e Ghilo: undici cittą e i loro villaggi.
[52] Arąb, Duma, Esean,
[53] Ianum, Bet-Tappuach, Afeka,
[54] Umta, Kiriat-Arba, cioč Ebron e Sior: nove cittą e i loro
villaggi.
[55] Maon, Carmelo, Zif, Iutta,
[56] Izreel, Iokdeam, Zanoach,
[57] Kain, Ghibea e Timna: dieci cittą e i loro villaggi.
[58] Calcul, Bet-Sur, Ghedor,
[59] Maarat, Bet-Anot e Eltekon: sei cittą e i loro villaggi. Tekoa,
Efrata, cioč Betlemme, Peor, Etam, Culon, Tatam, Sores, Carem, Gallim,
Beter, Manak: undici cittą e i loro villaggi.
[60] Kiriat-Baal, cioč Kiriat-Iearim, e Rabba: due cittą e i loro
villaggi.
[61] Nel deserto: Bet-Araba, Middin, Secaca,
[62] Nibsan, la cittą del sale e Engaddi: sei cittą e i loro villaggi.
[63] Quanto ai Gebusei che abitavano in Gerusalemme, i figli di Giuda
non riuscirono a scacciarli; cosģ i Gebusei abitano a Gerusalemme
insieme con i figli di Giuda fino ad oggi.
16
[1] La
parte toccata in sorte ai figli di Giuseppe si estendeva dal Giordano
presso Gerico verso le acque di Gerico a oriente, seguendo il deserto
che per la montagna sale da Gerico a Betel.
[2] Il confine continuava poi da Betel-Luza e passava per la frontiera
degli Architi ad Atarot;
[3] scendeva a occidente verso il confine degli Iafletiti fino al
confine di Bet-Coron inferiore e fino a Ghezer e faceva capo al mare.
[4] I figli di Giuseppe, Manąsse ed Efraim ebbero ciascuno la loro
ereditą.
[5] Questi furono i confini dei figli di Efraim, secondo le loro
famiglie. Il confine della loro ereditą era a oriente Atarot-Addar,
fino a Bet-Coron superiore;
[6] continuava fino al mare, dal lato di occidente, verso Micmetat al
nord, girava a oriente verso Taanat-Silo e le passava davanti a oriente
di Ianoach.
[7] Poi da Ianoach scendeva ad Atarot e a Naara, toccava Gerico, e
faceva capo al Giordano.
[8] Da Tappuach il confine andava verso occidente fino al torrente di
Kana e le sue foci erano al mare. Tale era l'ereditą della tribł dei
figli d'Efraim, secondo le loro famiglie;
[9] incluse le cittą, tutte le cittą con i loro villaggi, riservate ai
figli di Efraim in mezzo all'ereditą dei figli di Manąsse.
[10] Essi non scacciarono i Cananei che abitavano a Ghezer; i Cananei
hanno abitato in mezzo ad Efraim fino ad oggi, ma sono costretti ai
lavori forzati.
17
[1]
Questa era la parte toccata in sorte alla tribł di Manąsse, perché
egli era il primogenito di Giuseppe. Quanto a Machir, primogenito di Manąsse
e padre di Gąlaad, poiché era guerriero, aveva ottenuto Gąlaad e
Basan.
[2] Fu dunque assegnata una parte agli altri figli di Manąsse secondo
le loro famiglie: ai figli di Abiezer, ai figli di Elek, ai figli
d'Asriel, ai figli di Sichem, ai figli di Efer, ai figli di Semida.
Questi erano i figli maschi di Manąsse, figlio di Giuseppe, secondo le
loro famiglie.
[3] Ma Zelofcad, figlio di Efer, figlio di Gąlaad, figlio di Machir,
figlio di Manąsse, non ebbe figli maschi; ma ebbe figlie, delle quali
ecco i nomi: Macla, Noa, Ogla, Milca e Tirza.
[4] Queste si presentarono al sacerdote Eleazaro, a Giosuč figlio di
Nun e ai capi dicendo: "Il Signore ha comandato a Mosč di darci
una ereditą in mezzo ai nostri fratelli". Giosuč diede loro
un'ereditą in mezzo ai fratelli del padre loro, secondo l'ordine del
Signore.
[5] Toccarono cosģ dieci parti a Manąsse, oltre il paese di Gąlaad e
di Basan che č oltre il Giordano,
[6] poiché le figlie di Manąsse ebbero un'ereditą in mezzo ai figli
di lui.
[7] Il confine di Manąsse era dal lato di Aser, Micmetat, situata di
fronte a Sichem, poi il confine girava a destra verso Iasib alla fonte
di Tappuach. A Manąsse apparteneva il territorio di Tappuach, mentre
Tappuach, al confine di Manąsse, era dei figli di Efraim.
[9] Quindi la frontiera scendeva al torrente Kana. A sud del torrente vi
erano le cittą di Efraim, oltre quelle che Efraim possedeva in mezzo
alle cittą di Manąsse. Il territorio di Manąsse era a nord del
torrente e faceva capo al mare.
[10] Il territorio a sud era di Efraim, a nord era di Manąsse e suo
confine era il mare. Con Aser erano contigui a nord e con Issacar ad
est.
[11] Inoltre in Issacar e in Aser appartenevano a Manąsse: Beisan e i
suoi villaggi, Ibleam e i suoi villaggi, gli abitanti di Dor e i suoi
villaggi, gli abitanti di En-Dor e i suoi villaggi, gli abitanti di
Taanach e i suoi villaggi, gli abitanti di Meghiddo e i suoi villaggi,
un terzo della regione collinosa.
[12] Non poterono perņ i figli di Manąsse impadronirsi di queste cittą
e il Cananeo continuņ ad abitare in questa regione.
[13] Poi, quando gli Israeliti divennero forti, costrinsero il Cananeo
ai lavori forzati, ma non lo spodestarono del tutto.
[14] I figli di Giuseppe dissero a Giosuč: "Perché mi hai dato in
possesso una sola parte, una sola porzione misurata, mentre io sono un
popolo numeroso, tanto mi ha benedetto il Signore?".
[15] Rispose loro Giosuč: "Se sei un popolo numeroso, sali alla
foresta e disbosca a tuo piacere lassł nel territorio dei Perizziti e
dei Refaim, dato che le montagne di Efraim sono troppo anguste per
te".
[16] Dissero allora i figli di Giuseppe: "Le montagne non ci
bastano; inoltre tutti i Cananei che abitano nel paese della valle hanno
carri di ferro, tanto in Beisan e nelle sue dipendenze, quanto nella
pianura di Izreel".
[17] Allora Giosuč disse alla casa di Giuseppe, a Efraim e a Manąsse:
"Tu sei un popolo numeroso e possiedi una grande forza; la tua non
sarą una porzione soltanto,
[18] perché le montagne saranno tue. Č una foresta, ma tu la
disboscherai e sarą tua da un estremo all'altro; spodesterai infatti il
Cananeo, benché abbia carri di ferro e sia forte".
18
[1]
Allora tutta la comunitą degli Israeliti si radunņ in Silo, e qui
eresse la tenda del convegno. Il paese era stato sottomesso a loro.
[2] Rimanevano tra gli Israeliti sette tribł che non avevano avuto la
loro parte.
[3] Disse allora Giosuč ai figli di Israele: "Fino a quando
trascurerete di andare ad occupare il paese, che vi ha dato il Signore,
Dio dei padri vostri?
[4] Sceglietevi tre uomini per tribł e io li invierņ. Essi si
alzeranno, gireranno nella regione, la descriveranno secondo la loro
ereditą e torneranno da me.
[5] Essi se la divideranno in sette parti: Giuda rimarrą sul suo
territorio nel meridione e quelli della casa di Giuseppe rimarranno sul
loro territorio al settentrione.
[6] Voi poi farete una descrizione del paese in sette parti e me la
porterete qui e io getterņ per voi la sorte qui dinanzi al Signore Dio
nostro.
[7] Infatti non vi č parte per i leviti in mezzo a voi, perché il
sacerdozio del Signore č la loro ereditą, e Gad, Ruben e metą della
tribł di Manąsse hanno gią ricevuta la loro ereditą oltre il
Giordano, ad oriente, come ha concesso loro Mosč, servo del
Signore".
[8] Si alzarono dunque gli uomini e si misero in cammino; Giosuč a
coloro che andavano a descrivere il paese ordinņ: "Andate, girate
nella regione, descrivetela e tornate da me e qui io getterņ per voi la
sorte davanti al Signore, in Silo".
[9] Gli uomini andarono, passarono per la regione, la descrissero
secondo le cittą in sette parti su di un libro e vennero da Giosuč
all'accampamento, in Silo.
[10] Allora Giosuč gettņ per loro la sorte in Silo, dinanzi al
Signore, e lģ Giosuč spartģ il paese tra gli Israeliti, secondo le
loro divisioni.
[11] Fu tirata a sorte la parte della tribł dei figli di Beniamino,
secondo le loro famiglie; la parte che toccņ loro aveva i confini tra i
figli di Giuda e i figli di Giuseppe.
[12] Dal lato di settentrione, il loro confine partiva dal Giordano,
saliva il pendio settentrionale di Gerico, saliva per la montagna verso
occidente e faceva capo al deserto di Bet-Aven.
[13] Di lą passava per Luza, sul versante meridionale di Luza, cioč
Betel, e scendeva ad Atarot-Addar, presso il monte che č a mezzogiorno
di Bet-Coron inferiore.
[14] Poi il confine si piegava e, al lato occidentale, girava a
mezzogiorno dal monte posto di fronte a Bet-Coron, a mezzogiorno, e
faceva capo a Kiriat-Baal, cioč Kiriat-Iearim, cittą dei figli di
Giuda. Questo era il lato occidentale.
[15] Il lato meridionale cominciava all'estremitą di Kiriat-Iearim. Il
confine piegava verso occidente fino alla fonte delle acque di Neftoach;
[16] poi scendeva all'estremitą del monte di fronte alla valle di
Ben-Innom, nella valle dei Refaim, al nord, e scendeva per la valle di
Innom, sul pendio meridionale dei Gebusei, fino a En-Roghel.
[17] Si estendeva quindi verso il nord e giungeva a En-Semes; di lą si
dirigeva verso le Curve di fronte alla salita di Adummim e scendeva al
sasso di Bocan, figlio di Ruben;
[18] poi passava per il pendio settentrionale di fronte all'Araba e
scendeva all'Araba.
[19] Il confine passava quindi per il pendio settentrionale di Bet-Ogla
e faceva capo al golfo settentrionale del Mar Morto, alla foce
meridionale del Giordano. Questo era il confine meridionale.
[20] Il Giordano serviva di confine dal lato orientale.
Questo il possedimento dei figli di Beniamino, secondo le loro famiglie,
con i suoi confini da tutti i lati.
[21] Le cittą della tribł dei figli di Beniamino, secondo le loro
famiglie erano: Gerico, Bet-Ogla, Emek-Kesis,
[22] Bet-Araba, Semaraim, Betel,
[23] Avvim, Para, Ofra,
[24] Chefar-Ammonai, Ofni e Gheba; dodici cittą e i loro villaggi;
[25] Gąbaon, Rama, Beerot,
[26] Mizpe, Chefira, Mosa,
[27] Rekem, Irpeel, Tareala,
[28] Sela-Elef, Iebus, cioč Gerusalemme, Gabaa, Kiriat-Iearim:
quattordici cittą e i loro villaggi.
Questo fu il possesso dei figli di Beniamino, secondo le loro famiglie.
19
[1] La
seconda parte sorteggiata toccņ a Simeone, alla tribł dei figli di
Simeone secondo le loro famiglie. Il loro possesso era in mezzo a quello
dei figli di Giuda.
[2] Ebbero nel loro territorio: Bersabea, Seba, Molada,
[3] Cazar-Susa, Bala, Asem,
[4] Eltolad, Betul, Corma,
[5] Ziklag, Bet-Marcabot, Cazar-Susa,
[6] Bet-Lebaot e Saruchen: tredici cittą e i loro villaggi;
[7] En, Rimmon, Eter e Asan: quattro cittą e i loro villaggi;
[8] tutti i villaggi che stavano intorno a queste cittą, fino a
Baalat-Beer, Ramat-Negheb.
Questo fu il possesso della tribł dei figli di Simeone, secondo le loro
famiglie.
[9] Il possesso dei figli di Simeone fu preso dalla parte dei figli di
Giuda, perché la parte dei figli di Giuda era troppo grande per loro;
perciņ i figli di Simeone ebbero il loro possesso in mezzo al possesso
di quelli.
[10] La terza parte sorteggiata toccņ ai figli di Ząbulon, secondo le
loro famiglie. Il confine del loro territorio si estendeva fino a Sarid.
[11] Questo confine saliva a occidente verso Mareala e giungeva a
Dabbeset e poi toccava il torrente che č di fronte a Iokneam.
[12] Da Sarid girava ad oriente, dove sorge il sole, sino al confine di
Chislot-Tabor; poi continuava verso Daberat e saliva a Iafia.
[13] Di lą passava verso oriente, dove sorge il sole, per Gat-Efer, per
Et-Kazin, usciva verso Rimmon, girando fino a Nea.
[14] Poi il confine piegava dal lato di settentrione verso Annaton e
faceva capo alla valle d'Iftach-El.
[15] Esso includeva inoltre: Kattat, Naalal, Simron, Ideala e Betlemme:
dodici cittą e i loro villaggi.
[16] Questo fu il possesso dei figli di Ząbulon, secondo le loro
famiglie: queste cittą e i loro villaggi.
[17] La quarta parte sorteggiata toccņ a Issacar, ai figli di Issacar,
secondo le loro famiglie.
[18] Il loro territorio comprendeva: Izreel, Chesullot, Sunem,
[19] Afaraim, Sion, Anacarat,
[20] Rabbit, Kision, Abes,
[21] Remet, En-Gannim, En-Chadda e Bet-Passes.
[22] Poi il confine giungeva a Tabor, Sacasim, Bet-Semes e faceva capo
al Giordano: sedici cittą e i loro villaggi.
[23] Questo fu il possesso della tribł dei figli d'Issacar, secondo le
loro famiglie: queste cittą e i loro villaggi.
[24] La quinta parte sorteggiata toccņ ai figli di Aser secondo le loro
famiglie.
[25] Il loro territorio comprendeva: Elkat, Ali, Beten, Acsaf,
[26] Alammelech, Amead, Miseal. Il loro confine giungeva, verso
occidente, al Carmelo e a Sicor-Libnat.
[27] Poi piegava dal lato dove sorge il sole verso Bet-Dagon, toccava Ząbulon
e la valle di Iftach-El al nord, Bet-Emek e Neiel, e si prolungava verso
Cabul a sinistra
[28] e verso Ebron, Recob, Ammon e Cana fino a Sidņne la Grande.
[29] Poi il confine piegava verso Rama fino alla fortezza di Tiro,
girava verso Osa e faceva capo al mare; incluse Macleb, Aczib,
[30] Acco, Afek e Recob: ventidue cittą e i loro villaggi.
[31] Questo il possesso della tribł dei figli di Aser, secondo le loro
famiglie: queste cittą e i loro villaggi.
[32] La sesta parte sorteggiata toccņ ai figli di Nčftali, secondo le
loro famiglie.
[33] Il loro confine si estendeva da Elef e dalla quercia di Besaannim
ad Adami-Nekeb e Iabneel fino a Lakkum e faceva capo al Giordano,
[34] poi il confine piegava a occidente verso Aznot-Tabor e di lą
continuava verso Ukkok; giungeva a Ząbulon dal lato di mezzogiorno, ad
Aser dal lato d'occidente e a Giuda del Giordano dal lato di levante.
[35] Le fortezze erano Siddim, Ser, Ammat, Rakkat, Genčsaret,
[36] Adama, Rama, Cazor,
[37] Kedes, Edrei, En-Cazor,
[38] Ireon, Migdal-El, Orem, Bet-Anat e Bet-Semes: diciannove cittą e i
loro villaggi.
[39] Questo fu il possesso della tribł dei figli di Nčftali, secondo
le loro famiglie: queste cittą e i loro villaggi.
[40] La settima parte sorteggiata toccņ alla tribł dei figli di Dan,
secondo le loro famiglie.
[41] Il confine del loro possesso comprendeva Sorea, Estaol, Ir-Semes,
[42] Saalabbin, Aialon, Itla,
[43] Elon, Timna, Ekron,
[44] Elteke, Ghibbeton, Baalat,
[45] Ieud, Bene-Berak, Gat-Rimmon,
[46] Me-Iarkon e Rakkon con il territorio di fronte a Giaffa.
[47] Ma il territorio dei figli di Dan si estese pił lontano, perché i
figli di Dan andarono a combattere contro Lesem; la presero e la
passarono a fil di spada; ne presero possesso, vi si stabilirono e la
chiamarono Dan, dal nome di Dan loro padre.
[48] Questo fu il possesso della tribł dei figli di Dan, secondo le
loro famiglie: queste cittą e i loro villaggi.
[49] Quando gli Israeliti ebbero finito di ripartire il paese secondo i
suoi confini, diedero a Giosuč, figlio di Nun, una proprietą in mezzo
a loro.
[50] Secondo l'ordine del Signore, gli diedero la cittą che egli
chiese: Timnat-Serach, sulle montagne di Efraim. Egli costruģ la cittą
e vi stabilģ la dimora.
[51] Tali sono le ereditą che il sacerdote Eleazaro, Giosuč, figlio di
Nun, e i capifamiglia delle tribł degli Israeliti distribuirono a sorte
in Silo, davanti al Signore all'ingresso della tenda del convegno. Cosģ
compirono la divisione del paese.
20
[1] Poi
il Signore disse a Giosuč:
[2] "Parla agli Israeliti e dģ loro: Stabilitevi le cittą di
rifugio, delle quali vi ho parlato per mezzo di Mosč,
[3] perché l'omicida che avrą ucciso qualcuno per errore o per
inavvertenza, vi si possa rifugiare; vi serviranno di rifugio contro il
vendicatore del sangue.
[4] L'omicida fuggirą in una di quelle cittą e, fermatosi all'ingresso
della porta della cittą, esporrą il suo caso agli anziani di quella
cittą; questi lo accoglieranno presso di loro dentro la cittą, gli
assegneranno una dimora ed egli si stabilirą in mezzo a loro.
[5] Se il vendicatore del sangue lo inseguirą, essi non gli daranno
nelle mani l'omicida, perché ha ucciso il prossimo senza averne
l'intenzione, senza averlo prima odiato.
[6] L'omicida rimarrą in quella cittą finché, alla morte del sommo
sacerdote, che sarą in funzione in quei giorni, comparirą in giudizio
davanti all'assemblea. Allora l'omicida potrą tornarsene e rientrare
nella sua cittą e nella sua casa, nella cittą da dove era
fuggito".
[7] Consacrarono dunque Kades in Galilea sulle montagne di Nčftali,
Sichem sulle montagne di Efraim e Kiriat-Arba, cioč Ebron sulle
montagne di Giuda.
[8] Oltre il Giordano, a oriente di Gerico, stabilirono Bezer della tribł
di Ruben, nel deserto, sull'altipiano; Ramot in Gąlaad nella tribł di
Gad e Golan in Basan, nella tribł di Manąsse.
[9] Queste furono le cittą stabilite per tutti gli Israeliti e per lo
straniero che abita in mezzo a loro, perché chiunque avesse ucciso
qualcuno per inavvertenza, potesse rifugiarvisi e non morisse per mano
del vendicatore del sangue, prima d'essere comparso davanti
all'assemblea.
21
[1] I
capifamiglia dei leviti si presentarono al sacerdote Eleazaro, a Giosuč
figlio di Nun e ai capifamiglia delle tribł degli Israeliti
[2] e dissero loro a Silo, nel paese di Cąnaan: "Il Signore ha
comandato, per mezzo di Mosč, che ci fossero date cittą da abitare con
i loro pascoli per il nostro bestiame".
[3] Gli Israeliti diedero ai leviti, sorteggiandole dal loro possesso,
le seguenti cittą con i loro pascoli, secondo il comando del Signore.
[4] Si tirņ a sorte per le famiglie dei Keatiti; fra i leviti, i figli
del sacerdote Aronne ebbero in sorte tredici cittą della tribł di
Giuda, della tribł di Simeone e della tribł di Beniamino.
[5] Al resto dei Keatiti toccarono in sorte dieci cittą delle famiglie
della tribł di Efraim, della tribł di Dan e di metą della tribł di
Manąsse.
[6] Ai figli di Gherson toccarono in sorte tredici cittą delle famiglie
della tribł d'Issacar, della tribł di Aser, della tribł di Nčftali e
di metą della tribł di Manąsse in Basan.
[7] Ai figli di Merari, secondo le loro famiglie, toccarono dodici cittą
della tribł di Ruben, della tribł di Gad e della tribł di Ząbulon.
[8] Gli Israeliti diedero dunque a sorte queste cittą con i loro
pascoli ai leviti, come il Signore aveva comandato per mezzo di Mosč.
[9] Diedero, cioč, della tribł dei figli di Giuda e della tribł dei
figli di Simeone le cittą qui nominate.
[10] Esse toccarono ai figli d'Aronne tra le famiglie dei Keatiti, figli
di Levi, perché il primo sorteggio fu per loro.
[11] Furono dunque date loro Kiriat-Arba, padre di Anak, cioč Ebron,
sulle montagne di Giuda, con i suoi pascoli tutt'intorno;
[12] ma diedero i campi di questa cittą e i suoi villaggi come possesso
a Caleb, figlio di Iefunne.
[13] Diedero ai figli del sacerdote Aronne Ebron, cittą di rifugio per
l'omicida, con i suoi pascoli; poi Libna e i suoi pascoli,
[14] Iattir e i suoi pascoli, Estemoa e i suoi pascoli,
[15] Debir e i suoi pascoli, Colon e i suoi pascoli,
[16] Ain e i suoi pascoli, Iutta e i suoi pascoli, Bet-Semes e i suoi
pascoli: nove cittą di queste tribł.
[17] Della tribł di Beniamino, Gąbaon e i suoi pascoli, Ghega e i suoi
pascoli,
[18] Anatot e i suoi pascoli, Almon e i suoi pascoli: quattro cittą.
[19] Totale delle cittą dei sacerdoti figli d'Aronne: tredici cittą e
i loro pascoli.
[20] Alle famiglie dei Keatiti, cioč al resto dei leviti, figli di
Keat, toccarono cittą della tribł di Efraim.
[21] Fu loro data, come cittą di rifugio per l'omicida, Sichem e i suoi
pascoli sulle montagne di Efraim; poi Ghezer e i suoi pascoli,
[22] Chibsaim e i suoi pascoli, Bet-Coron e i suoi pascoli: quattro cittą.
[23] Della tribł di Dan: Elteke e i suoi pascoli, Ghibbeton e i suoi
pascoli,
[24] Aialon e i suoi pascoli, Gat-Rimmon e i suoi pascoli: quattro cittą.
[25] Di metą della tribł di Manąsse: Taanach e i suoi pascoli, Ibleam
e i suoi pascoli: due cittą.
[26] Totale: dieci cittą con i loro pascoli, che toccarono alle
famiglie degli altri figli di Keat.
[27] Ai figli di Gherson, che erano tra le famiglie dei leviti, furono
date: di metą della tribł di Manąsse, come cittą di rifugio per
l'omicida, Golan in Basan e i suoi pascoli, Astarot con i suoi pascoli:
due cittą;
[28] della tribł d'Issacar, Kision e i suoi pascoli, Daberat e i suoi
pascoli,
[29] Iarmut e i suoi pascoli, En-Gannim e i suoi pascoli: quattro cittą;
[30] della tribł di Aser, Miseal e i suoi pascoli, Abdon e i suoi
pascoli;
[31] Elkat e i suoi pascoli, Recob e i suoi pascoli: quattro cittą;
[32] della tribł di Nčftali, come cittą di rifugio per l'omicida,
Kades in Galilea e i suoi pascoli, Ammot-Dor e i suoi pascoli, Kartan
con i suoi pascoli: tre cittą.
[33] Totale delle cittą dei Ghersoniti, secondo le loro famiglie:
tredici cittą e i loro pascoli.
[34] Alle famiglie dei figli di Merari, cioč al resto dei leviti,
furono date: della tribł di Ząbulon, Iokneam e i suoi pascoli, Karta e
i suoi pascoli,
[35] Dimna e i suoi pascoli, Naalal e i suoi pascoli: quattro cittą;
[36] della tribł di Ruben, come cittą di rifugio per l'omicida, Bezer
e i suoi pascoli, Iaas e i suoi pascoli,
[37] Kedemot e i suoi pascoli, Mefaat e i suoi pascoli: quattro cittą;
[38] della tribł di Gad, come cittą di rifugio per l'omicida, Ramot in
Gąlaad e i suoi pascoli, Macanaim e i suoi pascoli,
[39] Chesbņn e i suoi pascoli, Iazer e i suoi pascoli: in tutto quattro
cittą.
[40] Totale delle cittą date in sorte ai figli di Merari, secondo le
loro famiglie, cioč il resto delle famiglie dei leviti: dodici cittą.
[41] Totale delle cittą dei leviti in mezzo ai possessi degli
Israeliti: quarantotto cittą e i loro pascoli.
[42] Ciascuna di queste cittą aveva intorno il pascolo; cosģ era di
tutte queste cittą.
[43] Il Signore diede dunque a Israele tutto il paese che aveva giurato
ai padri di dar loro e gli Israeliti ne presero possesso e vi si
stabilirono.
[44] Il Signore diede loro tranquillitą intorno, come aveva giurato ai
loro padri; nessuno di tutti i loro nemici potč resistere loro; il
Signore mise in loro potere tutti quei nemici.
[45] Di tutte le belle promesse che il Signore aveva fatte alla casa
d'Israele, non una andņ a vuoto: tutto giunse a compimento.
22
[1]
Allora Giosuč convocņ i Rubeniti, i Gaditi e metą della tribł di Manąsse
[2] e disse loro: "Voi avete osservato quanto Mosč, servo del
Signore, vi aveva ordinato e avete obbedito alla mia voce, in tutto
quello che io vi ho comandato.
[3] Non avete abbandonato i vostri fratelli durante questo lungo tempo
fino ad oggi e avete osservato il comando del Signore vostro Dio.
[4] Ora che il Signore vostro Dio ha dato tranquillitą ai vostri
fratelli, come aveva loro promesso, tornate e andate alle vostre tende,
nel paese che vi appartiene, e che Mosč, servo del Signore, vi ha
assegnato oltre il Giordano.
[5] Soltanto abbiate gran cura di eseguire i comandi e la legge che Mosč,
servo del Signore, vi ha dato, amando il Signore vostro Dio, camminando
in tutte le sue vie, osservando i suoi comandi, restando fedeli a lui e
servendolo con tutto il cuore e con tutta l'anima".
[6] Poi Giosuč li benedisse e li congedņ ed essi tornarono alle loro
tende.
[7] Mosč aveva dato a metą della tribł di Manąsse un possesso in
Basan e Giosuč diede all'altra metą un possesso tra i loro fratelli,
di qua del Giordano, a occidente.
Quando Giosuč li rimandņ alle loro tende e li benedisse,
[8] aggiunse: "Voi tornate alle vostre tende con grandi ricchezze,
con bestiame molto numeroso, con argento, oro, rame, ferro e con grande
quantitą di vesti; dividete con i vostri fratelli il bottino, tolto ai
vostri nemici".
[9] I figli di Ruben, i figli di Gad e metą della tribł di Manąsse
dunque tornarono, dopo aver lasciato gli Israeliti a Silo, nel paese di
Cąnaan, per andare nel paese di Gąlaad, il paese di loro proprietą,
che avevano ricevuto in possesso, in forza del comando del Signore, per
mezzo di Mosč.
[10] Quando furono giunti alle Curve del Giordano, che sono nel paese di
Cąnaan, i figli di Ruben, i figli di Gad e metą della tribł di Manąsse
vi costruirono un altare, presso il Giordano: un altare di forma
grandiosa.
[11] Gli Israeliti udirono che si diceva: "Ecco i figli di Ruben, i
figli di Gad e metą della tribł di Manąsse hanno costruito un altare
di fronte al paese di Cąnaan, alle Curve del Giordano, dalla parte
degli Israeliti".
[12] Quando gli Israeliti seppero questo, tutta la loro comunitą si
riunģ a Silo per muover loro guerra.
[13] Gli Israeliti mandarono ai figli di Ruben, ai figli di Gad e metą
della tribł di Manąsse nel paese di Gąlaad, Pincas, figlio del
sacerdote Eleazaro,
[14] e con lui dieci capi, un capo per ciascun casato paterno di tutte
le tribł d'Israele:
[15] tutti erano capi di un casato paterno fra i gruppi di migliaia
d'Israele; essi andarono dai figli di Ruben, dai figli di Gad e da metą
della tribł di Manąsse nel paese di Gąlaad e dissero loro:
[16] "Dice tutta la comunitą del Signore: Che č questa infedeltą,
che avete commessa contro il Dio d'Israele, desistendo oggi dal seguire
il Signore, costruendovi un altare per ribellarvi oggi al Signore?
[17] Non ci basta l'iniquitą di Peor, della quale non ci siamo ancora
purificati oggi e che attirņ quel flagello sulla comunitą del Signore?
[18] Voi oggi desistete dal seguire il Signore! Poiché oggi vi siete
ribellati al Signore, domani egli si adirerą contro tutta la comunitą
d'Israele.
[19] Se ritenete immondo il paese che possedete, ebbene, passate nel
paese che č possesso del Signore, dove č stabilita la Dimora del
Signore, e stabilitevi in mezzo a noi; ma non ribellatevi al Signore e
non fate di noi dei ribelli, costruendovi un altare oltre l'altare del
Signore nostro Dio.
[20] Quando Acan figlio di Zerach commise un'infedeltą riguardo allo
sterminio, non venne forse l'ira del Signore su tutta la comunitą
d'Israele sebbene fosse un individuo solo? Non dovette egli morire per
la sua colpa?".
[21] Allora i figli di Ruben, i figli di Gad e metą della tribł di Manąsse
risposero e dissero ai capi dei gruppi di migliaia d'Israele:
[22] "Dio, Dio, Signore! Dio, Dio, Signore! Lui lo sa, ma anche
Israele lo sappia. Se abbiamo agito per ribellione o per infedeltą
verso il Signore, che Egli non ci salvi oggi!
[23] Se abbiamo costruito un altare per desistere dal seguire il
Signore; se č stato per offrire su di esso olocausti od oblazioni e per
fare su di esso sacrifici di comunione, il Signore stesso ce ne chieda
conto!
[24] In veritą l'abbiamo fatto preoccupati di questo: pensando cioč
che in avvenire i vostri figli potessero dire ai nostri figli: Che avete
in comune voi con il Signore Dio d'Israele?
[25] Il Signore ha posto il Giordano come confine tra noi e voi, figli
di Ruben e figli di Gad; voi non avete parte alcuna con il Signore! Cosģ
i vostri figli farebbero desistere i nostri figli dal temere il Signore.
[26] Perciņ abbiamo detto: Costruiamo un altare, non per olocausti, né
per sacrifici,
[27] ma perchčma perché sia testimonio fra noi e voi e fra i nostri
discendenti dopo di noi, dimostrando che vogliamo servire al Signore
dinanzi a lui, con i nostri olocausti, con le nostre vittime e con i
nostri sacrifici di comunione. Cosģ i vostri figli non potranno un
giorno dire ai nostri figli: Voi non avete parte alcuna con il Signore.
[28] Abbiamo detto: Se in avvenire essi diranno questo a noi o ai nostri
discendenti, noi risponderemo: Guardate la forma dell'altare del
Signore, che i nostri padri fecero, non per olocausti, né per
sacrifici, ma perché fosse di testimonio fra noi e voi.
[29] Lungi da noi l'idea di ribellarci al Signore e di desistere dal
seguire il Signore, costruendo un altare per olocausti, per oblazioni o
per sacrifici, oltre l'altare del Signore nostro Dio, che č davanti
alla sua Dimora!".
[30] Quando Pincas e i capi della comunitą, i capi dei gruppi di
migliaia d'Israele che erano con lui, udirono le parole dette dai figli
di Ruben, dai figli di Gad e dai figli di Manąsse, ne rimasero
soddisfatti.
[31] Pincas, figlio del sacerdote Eleazaro, disse ai figli di Ruben, ai
figli di Gad e ai figli di Manąsse: "Oggi riconosciamo che il
Signore č in mezzo a noi, poiché non avete commesso questa infedeltą
verso il Signore; cosģ avete preservato gli Israeliti dal castigo del
Signore".
[32] Pincas, figlio del sacerdote Eleazaro, e i capi lasciarono i figli
di Ruben e i figli di Gad e tornarono dal paese di Gąlaad al paese di Cąnaan
presso gli Israeliti, ai quali riferirono l'accaduto.
[33] La cosa piacque agli Israeliti, i quali benedissero Dio e non
parlarono pił di muover guerra ai figli di Ruben e di Gad, per
devastare il paese che essi abitavano.
[34] I figli di Ruben e i figli di Gad chiamarono quell'altare
Testimonio perché dissero: "Esso č testimonio fra di noi che il
Signore č Dio".
23
[1]
Molto tempo dopo che il Signore aveva dato riposo a Israele, liberandolo
da tutti i nemici che lo circondavano, Giosuč, ormai vecchio e molto
avanti negli anni,
[2] convocņ tutto Israele, gli anziani, i capi, i giudici e gli scribi
del popolo e disse loro: "Io sono vecchio, molto avanti negli anni.
[3] Voi avete visto quanto il Signore vostro Dio ha fatto a tutte queste
nazioni, scacciandole dinanzi a voi; poiché il Signore vostro Dio ha
combattuto per voi.
[4] Ecco io ho diviso tra voi a sorte, come possesso per le vostre tribł,
il paese delle nazioni che restano e di tutte quelle che ho sterminate,
dal Giordano fino al Mar Mediterraneo, ad occidente.
[5] Il Signore vostro Dio le disperderą egli stesso dinanzi a voi e le
scaccerą dinanzi a voi e voi prenderete possesso del loro paese, come
il Signore vostro Dio vi ha detto.
[6] Siate forti nell'osservare ed eseguire quanto č scritto nel libro
della legge di Mosč, senza deviare né a destra, né a sinistra,
[7] senza mischiarvi con queste nazioni che rimangono fra di voi; non
pronunciate neppure il nome dei loro dei, non ne fate uso nei
giuramenti; non li servite e non vi prostrate davanti a loro:
[8] ma restate fedeli al Signore vostro Dio, come avete fatto fino ad
oggi.
[9] Il Signore ha scacciato dinanzi a voi nazioni grandi e potenti;
nessuno ha potuto resistere a voi fino ad oggi.
[10] Uno solo di voi ne inseguiva mille, perché il Signore vostro Dio
combatteva per voi come aveva promesso.
[11] Abbiate gran cura, per la vostra vita, di amare il Signore vostro
Dio.
[12] Perché, se fate apostasia e vi unite al resto di queste nazioni
che sono rimaste fra di voi e vi imparentate con loro e vi mescolate con
esse ed esse con voi,
[13] allora sappiate che il Signore vostro Dio non scaccerą pił queste
genti dinanzi a voi, ma esse diventeranno per voi una rete, una
trappola, un flagello ai vostri fianchi; diventeranno spine nei vostri
occhi, finché non siate periti e scomparsi da questo buon paese che il
Signore vostro Dio vi ha dato.
[14] Ecco io oggi me ne vado per la via di ogni abitante della terra;
riconoscete con tutto il cuore e con tutta l'anima che neppur una di
tutte le buone promesse, che il Signore vostro Dio aveva fatto per voi,
č caduta a vuoto; tutte sono giunte a compimento per voi: neppure una
č andata a vuoto.
[15] Ma, come ogni buona parola che il Signore vostro Dio vi aveva detta
č giunta a compimento per voi, cosģ il Signore farą giungere a vostro
danno tutte le sue parole di minaccia, finché vi abbia sterminati da
questo buon paese che il vostro Dio, il Signore, vi ha dato.
[16] Se trasgredite l'alleanza che il Signore vostro Dio vi ha imposta,
e andate a servire altri dei e vi prostrate davanti a loro, l'ira del
Signore si accenderą contro di voi e voi perirete presto, scomparendo
dal buon paese che egli vi ha dato".
24
[1]
Giosuč radunņ tutte le tribł d'Israele in Sichem e convocņ gli
anziani d'Israele, i capi, i giudici e gli scribi del popolo, che si
presentarono davanti a Dio.
[2] Giosuč disse a tutto il popolo: "Dice il Signore, Dio
d'Israele: I vostri padri, come Terach padre di Abramo e padre di Nacor,
abitarono dai tempi antichi oltre il fiume e servirono altri dei.
[3] Io presi il padre vostro Abramo da oltre il fiume e gli feci
percorrere tutto il paese di Cąnaan; moltiplicai la sua discendenza e
gli diedi Isacco.
[4] Ad Isacco diedi Giacobbe ed Esał e assegnai ad Esał il possesso
delle montagne di Seir; Giacobbe e i suoi figli scesero in Egitto.
[5] Poi mandai Mosč e Aronne e colpii l'Egitto con i prodigi che feci
in mezzo ad esso; dopo vi feci uscire.
[6] Feci dunque uscire dall'Egitto i vostri padri e voi arrivaste al
mare. Gli Egiziani inseguirono i vostri padri con carri e cavalieri fino
al Mare Rosso.
[7] Quelli gridarono al Signore ed egli pose fitte tenebre fra voi e gli
Egiziani; poi spinsi sopra loro il mare, che li sommerse; i vostri occhi
videro ciņ che io avevo fatto agli Egiziani. Dimoraste lungo tempo nel
deserto.
[8] Io vi condussi poi nel paese degli Amorrči, che abitavano oltre il
Giordano; essi combatterono contro di voi e io li misi in vostro potere;
voi prendeste possesso del loro paese e io li distrussi dinanzi a voi.
[9] Poi sorse Balak, figlio di Zippor, re di Moab, per muover guerra a
Israele; mandņ a chiamare Balaam, figlio di Beor, perché vi
maledicesse;
[10] ma io non volli ascoltare Balaam; egli dovette benedirvi e vi
liberai dalle mani di Balak.
[11] Passaste il Giordano e arrivaste a Gerico. Gli abitanti di Gerico,
gli Amorrči, i Perizziti, i Cananei, gli Hittiti, i Gergesei, gli Evei
e i Gebusei combatterono contro di voi e io li misi in vostro potere.
[12] Mandai avanti a voi i calabroni, che li scacciarono dinanzi a voi,
com'era avvenuto dei due re amorrči: ma ciņ non avvenne per la vostra
spada, né per il vostro arco.
[13] Vi diedi una terra, che voi non avevate lavorata, e abitate in cittą,
che voi non avete costruite, e mangiate i frutti delle vigne e degli
oliveti, che non avete piantati.
[14] Temete dunque il Signore e servitelo con integritą e fedeltą;
eliminate gli dei che i vostri padri servirono oltre il fiume e in
Egitto e servite il Signore.
[15] Se vi dispiace di servire il Signore, scegliete oggi chi volete
servire: se gli dei che i vostri padri servirono oltre il fiume oppure
gli dei degli Amorrči, nel paese dei quali abitate. Quanto a me e alla
mia casa, vogliamo servire il Signore".
[16] Allora il popolo rispose e disse: "Lungi da noi l'abbandonare
il Signore per servire altri dei!
[17] Poiché il Signore nostro Dio ha fatto uscire noi e i padri nostri
dal paese d'Egitto, dalla condizione servile, ha compiuto quei grandi
miracoli dinanzi agli occhi nostri e ci ha protetti per tutto il viaggio
che abbiamo fatto e in mezzo a tutti i popoli fra i quali siamo passati.
[18] Il Signore ha scacciato dinanzi a noi tutti questi popoli e gli
Amorrči che abitavano il paese. Perciņ anche noi vogliamo servire il
Signore, perché Egli č il nostro Dio".
[19] Giosuč disse al popolo: "Voi non potrete servire il Signore,
perché č un Dio santo, č un Dio geloso; Egli non perdonerą le vostre
trasgressioni e i vostri peccati.
[20] Se abbandonerete il Signore e servirete dei stranieri, Egli vi si
volterą contro e, dopo avervi fatto tanto bene, vi farą del male e vi
consumerą".
[21] Il popolo disse a Giosuč: "No! Noi serviremo il
Signore".
[22] Allora Giosuč disse al popolo: "Voi siete testimoni contro
voi stessi, che vi siete scelto il Signore per servirlo!".
Risposero: "Siamo testimoni!".
[23] Giosuč disse: "Eliminate gli dei dello straniero, che sono in
mezzo a voi, e rivolgete il cuore verso il Signore, Dio
d'Israele!".
[24] Il popolo rispose a Giosuč: "Noi serviremo il Signore nostro
Dio e obbediremo alla sua voce!".
[25] Giosuč in quel giorno concluse un'alleanza con il popolo e gli
diede uno statuto e una legge a Sichem.
[26] Poi Giosuč scrisse queste cose nel libro della legge di Dio; prese
una grande pietra e la rizzņ lą, sotto il terebinto, che č nel
santuario del Signore.
[27] Giosuč disse a tutto il popolo: "Ecco questa pietra sarą una
testimonianza per noi; perché essa ha udito tutte le parole che il
Signore ci ha dette; essa servirą quindi da testimonio contro di voi,
perché non rinneghiate il vostro Dio".
[28] Poi Giosuč rimandņ il popolo, ognuno al proprio territorio.
[29] Dopo queste cose, Giosuč figlio di Nun, servo del Signore, morģ a
centodieci anni
[30] e lo seppellirono nel territorio di sua proprietą a Timnat-Serach,
che č sulle montagne di Efraim, a settentrione del monte Gaas.
[31] Israele servģ il Signore per tutta la vita di Giosuč e tutta la
vita degli anziani che sopravvissero a Giosuč e che conoscevano tutte
le opere che il Signore aveva compiute per Israele.
[32] Le ossa di Giuseppe, che gli Israeliti avevano portate dall'Egitto,
le seppellirono a Sichem, nella parte della montagna che Giacobbe aveva
acquistata dai figli di Camor, padre di Sichem, per cento pezzi
d'argento e che i figli di Giuseppe avevano ricevuta in ereditą.
[33] Poi morģ anche Eleazaro, figlio di Aronne, e lo seppellirono a Gąbaa
di Pincas, che era stata data a suo figlio Pincas, sulle montagne di
Efraim.
GIUDICI
1
[1] Dopo
la morte di Giosuč, gli Israeliti consultarono il Signore dicendo:
"Chi di noi andrą per primo a combattere contro i Cananei?".
[2] Il Signore rispose: "Andrą Giuda: ecco, ho messo il paese
nelle sue mani".
[3] Allora Giuda disse a Simeone suo fratello: "Vieni con me nel
paese, che mi č toccato in sorte, e combattiamo contro i Cananei; poi
anch'io verrņ con te in quello che ti č toccato in sorte".
Simeone andņ con lui.
[4] Giuda dunque si mosse e il Signore mise nelle loro mani i Cananei e
i Perizziti; sconfissero a Bezek diecimila uomini.
[5] Incontrato Adoni-Bezek a Bezek, l'attaccarono e sconfissero i
Cananei e i Perizziti.
[6] Adoni-Bezek fuggģ, ma essi lo inseguirono, lo catturarono e gli
amputarono i pollici delle mani e dei piedi.
[7] Adoni-Bezek disse: "Settanta re con i pollici delle mani e dei
piedi amputati, raccattavano gli avanzi sotto la mia tavola. Quello che
ho fatto io, Dio me lo ripaga". Lo condussero poi a Gerusalemme
dove morģ.
[8] I figli di Giuda attaccarono Gerusalemme e la presero; la passarono
a fil di spada e l'abbandonarono alle fiamme.
[9] Poi andarono a combattere contro i Cananei che abitavano le
montagne, il Negheb e la Sefela.
[10] Giuda marciņ contro i Cananei che abitavano a Ebron, che prima si
chiamava Kiriat-Arba, e sconfisse Sesai, Achiman e Talmai.
[11] Di lą andņ contro gli abitanti di Debir, che prima si chiamava
Kiriat-Sefer.
[12] Allora Caleb disse: "A chi batterą Kiriat-Sefer e la prenderą
io darņ in moglie Acsa mia figlia".
[13] La prese Otniel, figlio di Kenaz, fratello minore di Caleb, e
questi gli diede in moglie sua figlia Acsa.
[14] Ora, mentre andava dal marito, egli la indusse a chiedere un campo
a suo padre. Essa scese dall'asino e Caleb le disse: "Che
hai?".
[15] Essa rispose: "Fammi un dono; poiché tu mi hai dato una terra
arida, dammi anche qualche fonte d'acqua". Egli le donņ la
sorgente superiore e la sorgente inferiore.
[16] I figli del suocero di Mosč, il Keni |