| Aprile
La
festa della divina misericordia
1. La
domenica del Salvatore misericordioso. -
"Desidero
che la domenica dopo la Pasqua (II Domenica di Pasqua,
Ottava pasquale, già Domenica in Albis) venga dichiarata
festa della misericordia.
Chiedo ai miei servi fedeli che in quel giorno predichino
sull'infinita misericordia che io nutro verso il mondo intero.
Prometto che chi, in quel giorno, s'accosterà alla sorgente
della vita (riconciliazione e eucarestia) conseguirà la remissione
delle colpe e delle pene. L'umanità non troverà la pace,
finché non si volgerà con fiducia alla mia misericordia".
2. Percorri il mondo. -
"Desidero darmi alle anime.
Desidero possedere le anime. Figlia mia, fissa il tuo
sguardo dentro all'abisso della misericordia e rendi ad
essa devozione e culto. Il giorno della mia festa, che è
giorno di misericordia, percorri il mondo e conduci
ad essa, come ad una fonte, le anime appassite nel
peccato. Riunisci tutti i peccatori dell'universo e
immergili nelle profondità del mio perdono. Io li risanerò
e darò loro nuove forze".
3. Darò nuova forza e nuova vita. -
"Desidero che
nella domenica II dopo Pasqua, che è la festa della
misericordia, l'immagine sia esposta al culto pubblico.
Alle anime, disfatte dal peccato, darò nuova forza e nuova vita.
Questa festa è uscita dalle viscere della mia misericordia e trae
tutto il suo valore dalla mia bontà infinita. Ogni anima che crede
e confida nella mia misericordia, otterrà misericordia".
4. Il grande perdono. - La presenza di Dio mi penetrò. Egli
mi fece capire che ogni cosa dipende unicamente
dalla sua volontà. Mi disse: "Voglio accordare un perdono
totale a quelle anime che, nel giorno della
festa della mia misericordia, s'accosteranno alla
confessione e alla santa comunione".
O anime umane, non sia troppo tardi quando
riconoscerete tutta la verità! O abisso della divina
misericordia, non tardare a riversarti sul mondo
intero! Ricordati, Signore, che tu stesso lo hai promesso.
5. Un rifugio ed un asilo. -
"Figlia mia, proclama al
mondo la mia insondabile misericordia. Desidero che
la festa ad essa consacrata diventi un rifugio ed un
asilo a tutte le anime, ivi compresi i più grandi
peccatori. In questo giorno, apro le viscere della mia
bontà. Riverserò un oceano di grazie sulle anime che
verranno a bere alla fonte della mia misericordia. A
quelle che si saranno accostate ai sacramenti della
riconciliazione e della santa comunione, saranno
rimesse totalmente le colpe (l'inferno) e le pene (il
purgatorio). In questo giorno, spalanco gli sbocchi
attraverso i quali scendono le mie grazie sulle anime".
6. Chi ne sa qualche cosa? - Un giorno, di primo
mattino, entrai nella cappella del convento per
rinnovare la mia intenzione quotidiana di offrire
sofferenze, mortificazioni e preghiere, affinché il Papa approvi la festa della divina misericordia.
Tuttavia aggiunsi: "Gesù, però ti devo dire ancora
una parola. Mi meraviglio molto che tu mi ordini di
pensare a questa festa, perché mi è stato detto che essa
esiste già (forse la festa di una particolare chiesetta di
Cracovia). Perché mai devo parlarne ora io?". Gesù
rispose: "Di questa festa, chi ne sa qualche cosa tra la
gente? Nemmeno quelli che devono predicare la mia
misericordia la conoscono. Ecco perché desidero che
l'immagine della mia misericordia riceva un culto pubblico. È
necessario che ogni anima la conosca".
7. Hanno paura a confidare in te! - Il mio nulla
affonda nel mare della tua misericordia, o Padre di
misericordia. Con la fiducia d'un bambino, mi getto
tra le tue braccia per ricompensarti della diffidenza di
tante anime. Quanto sono pochi quelli che ti conoscono
realmente! Hanno paura a confidare in te! Anch'io
desidero, con estremo ardore, che la festa della tua
misericordia sia da tutti conosciuta, perché essa
corona tutte le tue opere e di ciascuna ti prendi cura
con l'amore di una madre.
8. Perché la misericordia di Dio venga conosciuta. -
Gesù mi disse: "Nessun'anima sarà giustificata, se
non si rivolge con fiducia alla mia misericordia. È
perché questa misericordia venga conosciuta che,
nella seconda domenica di Pasqua, stabilisco la festa
della mia misericordia e voglio che, in quel giorno,
i sacerdoti parlino di essa. Per mezzo dell'immagine
concederò molte grazie alle anime che mi invocheranno,
ma il quadro deve venire esposto al culto pubblico".
9. Dalle profondità dell'essere infinito. -
"Nessun'anima
abbia paura di accostarsi a me, anche se i suoi peccati
fossero come lo scarlatto. La mia misericordia è infinita e nessun
angelo, nessuna creatura umana, potrà penetrarla fino in fondo
per quanto duri l'eternità. Tutto ciò che esiste uscì dal
profondo della mia misericordia per tutta l'eternità ogni anima
è chiamata a contemplare la grandezza illimitata del
mio amore e della mia misericordia. La festa della
misericordia è uscita dal profondo del mio essere
infinito e desidero che venga solennemente celebrata
nella domenica che segue alla Pasqua di risurrezione.
L'umanità non gusterà la pace, finché non verrà ad
attingerla alle sorgenti della mia misericordia".
10. Il giorno della giustizia si avvicina. -
"Segretaria
della mia misericordia, scrivi su di essa, di essa parla con
insistenza a tutte le anime, perché è vicino il giorno
della mia giustizia. Giorno terribile! Le anime periscono,
malgrado quanto soffersi nella mia passione.
Getto loro, come una tavola di salvezza, questa
festa della mia misericordia. Chi rifiuta la misericordia, perirà".
Rivolsi al Signore quest'invocazione:
"Affretta, o Signore, il giorno in cui sarà riconosciuta
la festa della tua misericordia, affinché serva a
far conoscere alle anime le sorgenti della tua bontà infinita!".
11. Le persone responsabili. - L'ardente desiderio
della festa dedicata alla divina misericordia infiamma
ora la mia anima. Trovo sollievo nel pregare con
fervore affinché la solennità desiderata possa venire
finalmente istituita. Imploro ardentemente Dio di
affrettare l'istituzione della festa e chiedo allo Spirito
divino di ispirare le persone responsabili, affinché
portino avanti con prontezza questa causa.
12. La mia volontà sarà compiuta! - Dissi a Gesù:
"Vedi quante
difficoltà insorgeranno prima che si creda che tu stesso
sei l'autore di quest'opera. Ci sarà sempre qualcuno che diffida".
Mi rispose: "Non ti turbare. Niente può opporsi alla mia
volontà e questa andrà a compimento in ogni suo particolare
come io stesso ho stabilito".
13. Visione profetica. - Un giorno vidi col mio spirito
un popolo immenso, radunato con i capi della Chiesa,
in una basilica imponente. Dall'Ostia, solennemente
esposta all'adorazione, vidi uscire e diffondersi sul
mondo gli stessi raggi che s'incontrano sull'immagine
del Salvatore misericordioso. Di colpo, scorsi sull'altare
Gesù vivo, nello stesso atteggiamento in cui è
raffigurato nel quadro della sua misericordia. Gesù guardò
con indicibile bontà e con grande gioia il Santo Padre,
i sacerdoti che lo circondavano e tutto il popolo riunito
a festeggiare la divina misericordia.
14. Un immenso dono. - O Gesù, io mi rinchiudo nel
misericordiosissimo tuo cuore come in una fortezza
inespugnabile. Qui tutta la mia anima è in preghiera e
implora Dio di affrettare quest'immenso dono che è
la festa della sua divina misericordia.
Tre
movimenti d'anime
15. Cogliete il tempo! -
"Gli sbocchi, con cui io
giungo fino a voi, ora sono spalancati. Cogliete il tempo
prima che giunga la mia giustizia. Sarà un giorno tremendo quello
del giudizio! Guai a coloro che chiuderanno colpevolmente gli occhi
davanti al tempo in cui vengo ad essi. Vi sono anime le quali
non ascoltano la mia voce che le chiama, e s'incamminano
alla perdizione. Io stesso, l'Onnipotente, non posso dare
aiuto a queste anime poiché, avendole dotate di libero
arbitrio, sono in grado di amarmi o rifiutarmi, e queste di
cui parlo mi rifiutano. Voi, che ho chiamato a dispensare la
mia misericordia, gridate al mondo che io sono buono".
16. Quest'opera della misericordia. - Si fece improvvisamente
luce dentro di me, ed ebbi una profonda
comprensione dell'opera richiesta da Gesù. Nemmeno
l'ombra di un dubbio mi rimase. Il Signore mi fece
conoscere apertamente la sua volontà e il suo disegno
in quest'opera della misericordia, di cui parla di
continuo. La vidi collocata a tre livelli per quanto, nel
suo insieme, rappresenti sempre un'unità.
17. I tre livelli. - Il primo è costituito da un gruppo
d'anime contemplative le quali, appartate dal mondo,
arderanno davanti a Dio come olocausto. Il loro
compito è implorare la divina misericordia per il
mondo e, in particolare, chiedere il favore di Dio
sull'attività dei sacerdoti. Con la loro vita d'orazione,
queste anime prepareranno l'universo all'ultima venuta di Gesù.
Il secondo livello è formato da un altro gruppo
d'anime, le quali uniscono alla preghiera le varie opere
di misericordia. Si uniranno in congregazione religiosa
e avranno il compito di difendere le anime dal male,
in primo luogo quelle dei fanciulli. L'orazione
e le opere di misericordia rappresentano la
missione che tocca a queste anime. È lo scopo della
loro consacrazione a Dio. Nella congregazione di cui
parlo vi sarà posto anche per persone poverissime e
tutte assieme si uniranno a risvegliare, in questo
mondo d'egoisti, l'amore per la misericordia di Gesù.
Il terzo livello consiste in un gruppo, vasto più dei
precedenti, che si propone di pregare e praticare la misericordia,
senza il vincolo dei voti religiosi. Le persone che
si associeranno in questo modo parteciperanno
al merito anche degli altri gruppi, perché fanno parte
della stessa opera. A questo vasto
movimento d'anime apparterranno le persone laiche
senza una distinzione gerarchica tra loro. Si impegneranno,
in particolare, a compiere almeno un'opera di misericordia
al giorno. Tuttavia, di opere della misericordia
se ne possono compiere, volendo, un grande numero
e nelle forme più svariate. Anche il
più povero e incapace è sempre in grado di attuarne
qualcuna in qualche modo.
18. Come si esercita la misericordia. - La misericordia
si esercita in tre modi:
1) Con le opere esterne di misericordia, che sono le
opere di misericordia propriamente dette;
2) con le parole di misericordia, portando agli altri
il proprio perdono ed il conforto;
3) con il ricorso alla misericordia di Dio pregando per gli
altri, specialmente dove l'azione e la parola non possono
arrivare.
Quando ci coglierà l'ultimo giorno e Dio pronuncerà
su tutti noi il suo giudizio, per tali opere saremo
giudicati e, in base ad esse, riceveremo la sentenza
eterna (Mt. c. 25).
19. Fra la terra e il cielo. - La santa
Messa era iniziata
proprio in quel momento. Vidi Gesù splendente di
bellezza. Mi disse che esigeva si fondasse quel
movimento d'anime e quell'unione tra di esse, di cui
m'aveva parlato. "Penetra nei miei segreti - proclamò - e
scopri l'abisso della mia misericordia. Fa' conoscere
al mondo ciò che voglio. Con la loro preghiera,
questi movimenti d'anime faranno da mediatori di
misericordia fra la terra e il cielo".
20. Eccoti me stessa! - Mio Creatore e Signore, eccoti
me stessa! Disponi di me secondo il tuo volere. Attua i tuoi
disegni eterni di misericordia. Conosca ogni anima
quanto è buono il Signore. Nessuna tema il
rapporto con lui; non vi si sottragga con la scusa della
propria indegnità. Non rimandi a più tardi l'adesione
agli inviti del Signore, perché questo lo contrista. Non
vi è anima più miserabile di me, e ben conosco ciò che
realmente sono, ma non mi stupisco ormai più che la
divina maestà si abbassi fino a me e di me voglia
servirsi. O eternità, tu stessa mi sembri troppo breve
perché io riesca a proclamare la misericordia infinita
del Signore.
Tracce
di splendore
21. Lo strumento. - Oggi, 5.10.1936, ricevetti una
lettera, del prof. Sopocko, dalla quale appresi che farà
stampare una immaginetta con la figura del Cristo
misericordioso. Il mio cuore scoppia di gioia, perché
Dio mi permette finalmente di vedere l'inizio di
quest'opera della sua misericordia. È un'opera grande
e io, misera, ne sono solo lo strumento. Bramo vedere
anche la festa della divina misericordia. Se, però,
fosse volontà di Dio che essa venga celebrata nella
Chiesa soltanto dopo la mia morte, me ne rallegro già
fin d'ora e comincio a celebrarla interiormente con il
permesso del mio confessore.
22. Collaborazione. - Madre Irene, che fu mia
superiora a Wilno ed ora lo è a Cracovia, riceve da Dio
una luce singolare per tutto ciò che riguarda quest'opera
della misericordia del Signore. Essa fu la prima
ad autorizzare l'esecuzione dei desideri di Gesù. Per
prima, infatti, mi accompagnò quando si trattava di
dipingere il quadro del Salvatore misericordioso ad
opera del pittore Kazimierowski e adesso, che si
comincia a dare alle stampe quel lavoro, essa nuovamente
mi accompagna con l'intento sincero di promuovere
la causa voluta da Gesù. Dio ha mirabilmente
disposto tali cose e lo ringrazio per avermi dato una
superiora come questa. È per essa che prego maggiormente,
perché fu lei ad assumersi il più delle fatiche a
favore di quest'opera.
23. La prima riproduzione dell'immagine. - Oggi la
superiora, Madre Irene, scese con me in città da una
persona che si assunse di stampare le piccole immagini
unitamente alla pubblicazione delle invocazioni
alla divina misericordia e della coroncina. Già venne
ottenuta l'approvazione del vescovo. Dovevamo anche
vedere le correzioni da apportare all'immagine
più grande, la quale, del resto, è molto somigliante al
quadro originale e ciò mi fa piacere. Contemplando
quest'immagine mi trafisse un amore tanto vivo per
Iddio, che ci fu un momento in cui non sapevo dove
mi trovassi.
24. La generosità divina. - Ci recammo poi nella
chiesa di Santa Maria e vi ascoltammo la santa
Messa. Durante la celebrazione, il Signore mi fece
conoscere il grande numero di anime che, mediante
quest'opera della misericordia, giungerà a salvare.
Entrai allora interiormente in colloquio col Signore,
ringraziandolo d'aver potuto vedere coi miei occhi gli
inizi del culto alla sua infinita misericordia. M'immersi
in una profonda preghiera di ringraziamento.
Quant'è grande la generosità di Dio! Sia benedetto il
Signore, che è fedele alle sue promesse.
25. Proclama al mondo. - Disse Gesù:
"Proclama al
mondo che le fiamme della misericordia mi divorano:
desidero riversarle sugli uomini, e grande dolore mi
procurano quando rifiutano di accoglierle. Figlia mia,
fa' ciò che puoi per diffondere il culto della divina misericordia.
Completerò io quello che ti manca.
Dirai all'umanità che soffre di stringersi al mio cuore
misericordioso e io la colmerò di pace. Proclama che
sono l'amore e la misericordia. Quando un'anima
s'accosta a me con fiducia, la colmo di tanta quantità
di grazie, che non può contenerle e le riversa su altre anime".
26. Non sono capace! - Scorsi ancora una volta,
davanti a me, Gesù in quell'aspetto con il quale vuole
essere dipinto sull'immagine. Mi disse: "Ardentemente
bramo che si attui l'unione di anime, di cui spesso
ti ho parlato!". Io esclamai: "Non sono capace di
portare a termine un'impresa tanto grande!". Mi parve
strano, ma fu come se Gesù non prestasse attenzione
alle mie parole. In cambio, mi diede la chiara
cognizione di quanto l'opera fosse a lui gradita.
Evidentemente, non teneva conto della mia debolezza,
pur lasciandomi intravedere le difficoltà che
avrei incontrato.
27. Come una madre. -
"Tutto ciò che esiste è
racchiuso nelle viscere della mia misericordia più di
quanto lo sia l'infante nel grembo della madre. Proteggerò
per tutta la loro vita, come una madre fa col suo
bambino, le anime che diffondono il culto della misericordia e,
nell'ora della loro morte, non sarò per esse giudice ma salvatore.
Un'anima giunta all'ultima sua ora non ha nient'altro in sua difesa se
non la mia misericordia. Felice quella che, durante la
sua vita, si sarà immersa nella fonte della mia
misericordia, perché la giustizia non la raggiungerà".
28. Queste parole sono per te. - Oggi il prete predicò
un ritiro spirituale. Spiegò quanto il mondo abbia
bisogno della misericordia di Dio, perché i nostri
tempi hanno dell'eccezionale. Ad un tratto, udii
dentro di me una voce che diceva: "Queste parole
sono per te. Fa' tutto ciò che ti è possibile per
diffondere quest'opera della mia misericordia. Porgo
all'umanità una tavola di salvezza, affinché cerchi in
essa il proprio scampo. Il mio cuore si rallegra del
culto che date alla mia misericordia".
29. Uno sguardo all'avvenire. - Ora so. Verrà il momento
in cui quest'opera, tanto cara a Dio, sembrerà
distrutta quasi completamente ma, all'improvviso,
per intervento di Dio, essa riapparirà con gran vigore
a testimonio della verità. L'opera della misericordia,
allora, aggiungerà alla Chiesa nuovo splendore, sebbene
il contenuto di quest'opera da molto tempo esista
già, come addormentato, dentro di essa.
30. Tracce di splendore. - Vidi Gesù. Si chinò su di
me e mi disse dolcemente: "Hai qualche desiderio, figlia mia?".
Risposi: "Desidero la gloria e il culto della tua misericordia".
Disse: "Il culto mi viene tributato con l'istituzione
e la celebrazione della festa. Che cosa desideri
oltre a questo?". Guardai in spirito le folle che adorano Dio
nella sua misericordia e dissi: "Gesù, benedici tutti quelli che si
uniscono per adorarti e per glorificare la tua misericordia". Gesù
tracciò allora con la mano il segno della croce e la sua
benedizione lasciò su ciascun'anima una traccia di splendore.
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