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Seconda
Apparizione
13
giugno 1917
Scritto
da Lucia di Fatima (Suor Maria del Cuore Immacolato) nel
1941 per ordine di sua ecc. mons. José Alves Correia da
Silva,
che le ordinò di scrivere qualsiasi altra cosa
che ricordasse sugli avvenimenti di Fatima.
Dopo aver recitato
il Rosario con Giacinta e Francesco ed altre persone
presenti, vedemmo di nuovo il riflesso della luce che si avvicinava (e che
noi chiamavamo «lampo»); e, subito dopo, la Madonna sopra l'elce, tutto
come nel mese di maggio.
- Che cosa volete da me? - domandai.
- Voglio che veniate qui il 13 del
prossimo mese, che recitiate il Rosario
tutti i giorni e che impariate a leggere. Poi dirò quello che voglio.
Chiesi la guarigione di un malato.
- Se si converte, guarirà
durante l'anno.
- Vorrei chiedervi di portarci in cielo.
- Sì, Giacinta e
Francesco li porterò presto. Ma tu resterai qua ancora
per un po'. Gesù vuol servirsi di te per farmi conoscere e amare. Lui
vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato.
-
Resto qui sola? - domandai afflitta.
- No, figlia. E tu soffri
molto per questo? Non ti scoraggiare. Io mai ti lascerò.
Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e il cammino che ti condurrà
fino a Dio. - Fu nell'istante in cui disse queste ultime parole, che aprì le
mani e ci comunicò per la seconda volta il riflesso di quella luce immensa.
In essa noi ci vedevamo come immersi in Dio. Giacinta e Francesco pareva
che stessero nella parte di quella luce che si elevava verso il cielo e io in
quella che si diffondeva sulla terra. Davanti al palmo della mano destra della
Madonna c'era un cuore circondato di spine, che pareva vi stessero conficcate.
Comprendemmo che era il Cuore Immacolato di Maria, oltraggiato dai peccati dell'umanità, che voleva riparazione.
Ecco, eccellenza reverendissima, a che cosa ci
riferivamo quando dicevamo
che la Madonna ci aveva rivelato un segreto in giugno. La Madonna non ci
ordinava ancora, questa volta, di mantenere il segreto. Ma sentivamo dentro
che Dio a questo ci spingeva.
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