Il Santo Rosario
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Agosto

I disegni di Dio

1. Prima di tornare come giudice. - Anche se i suoi peccati fossero neri come la notte, il peccatore che ricorre alla divina misericordia dà gioia a Dio e onora la passione di Gesù. Quando un'anima accoglie il perdono del Signore e glorifica la sua misericordia, il demonio trema e si rifugia nel profondo dell'inferno.
Che Dio sia infinitamente misericordioso, nessuno può negarlo. Egli desidera che tutti lo vengano a sapere. Prima di ritornare come giudice, vuole che le anime conoscano ch'egli è il sovrano della misericordia.

2. La gloria della tua misericordia. - Gesù, desidero la gloria della tua misericordia. Per essere felice, mi basta ammirare questa gloria. Cadano pure su di me le umiliazioni, tutte le critiche e i disprezzi; a me basta che il culto della tua misericordia diventi universale e dappertutto risuoni l'osanna alla tua misericordia.

3. Non lasciarti impressionare. - Gesù mi comunicò una grande sicurezza nei confronti dell'opera della sua misericordia: "Ascolta, disse, sebbene tutte le mie opere siano sempre esposte a degli ostacoli, una vi fu che venne maggiormente contrastata, ed è la redenzione degli uomini. Non lasciarti impressionare dai contrasti. Il mondo non è tanto potente quanto sembra e le sue forze sono rigorosamente controllate".

4. Come nebbia al sole. - "Sappi - mi disse Gesù - che, se la tua anima arde del fuoco dell'amore, tutte le difficoltà dilegueranno come la nebbia al sole. Per quest'opera della mia misericordia fa' quanto ti permette l'obbedienza, ma esponi chiaramente al confessore fino al più piccolo dei miei desideri e sappi bene che non ti sarà lecito sottrarti a quanto io stesso avrò deciso. Sii fedele nel portare le cose a compimento, altrimenti accetterò malvolentieri che tu collabori con me".

5. Malgrado le prove. - L'assicurazione da parte di Dio che i suoi disegni non saranno cancellati, mi comunica una pace imperturbabile malgrado le prove che mi aspettano. Non ho timori: è Dio medesimo a dirigere ogni cosa. Mio Dio, quanto è grande la tua misericordia! Prostrandomi ai tuoi piedi, con la fronte a terra, confesso francamente che non sono merito mio le grazie che ricevo; ciò che faccio è dovuto, o Signore, unicamente alla tua incomprensibile bontà. Per tal motivo, quanto più sono grandi le grazie che ricevo, tanto maggiore è l'umiltà in cui mi sprofondo.

6. Con lo sguardo all'avvenire. - Quando suonerà l'ora del trionfo della misericordia di Dio nella sua Chiesa, noi (Sopocko e Kowalska) saremo già nell'altra vita. Prima che questo avvenga, però, l'anima tua (si rivolge a don Sopocko, che vivrà parecchi anni dopo di lei) verrà saturata d'amarezze e vedrai la rovina dei tuoi sforzi. È vero che tale rovina sarà solo apparente perché Dio non muta ciò che una volta ha stabilito, tuttavia la sofferenza non sarà meno reale. Quando ciò avverrà lo ignoro, quanto tempo durerà non mi fu detto. So che Dio promise una grande grazia particolarmente a me e a tutti quelli che faranno conoscere la sua infinita misericordia.

7. Il sigillo della pura bontà. - Sia onore e gloria a te, o Trinità Santissima, Dio eterno! La misericordia, che proviene dalla tua stessa essenza, ci difende dalla tua giusta collera. Risuoni, nelle voci delle tue creature, il culto verso la tua incomprensibile misericordia, poiché tutte le tue opere recano su di sé il suo sigillo.

L'Eucarestia

8. L'onnipotenza della sua misericordia. - Signore, quando tu diventasti invisibile per noi partendo dalla terra, volesti rimanere con noi nel Santissimo Sacramento dell'altare, spalancandoci in esso la tua misericordia. A questa sorgente d'amore hai chiamato tutti. Qui è il tempio della tua bontà, qui il rimedio della nostra infermità. Alla tua misericordia tendono tutte le anime: alcune come cervi assetati del tuo amore, altre per detergere le piaghe dei peccati, altre ancora per riprender forza nelle fatiche della vita. Dalla tua morte riversasti su noi la vita eterna, nel momento in cui il tuo fianco fu squarciato. Ecco l'onnipotenza della tua misericordia, dalla quale scorrono l'acqua e il sangue e, con essi, tutte le tue grazie!

9. È il mio maestro. - Dai più teneri anni, Gesù nel Santissimo Sacramento mi attirò a sé. Da quel tempo fino ad oggi, il mio amore per il Dio nascosto raggiunse la più stretta intimità. Tutta la forza che io posseggo deriva da questo Sacramento. Trascorro i miei momenti liberi a colloquio con lui. È il mio Maestro.

10. Prigioniero d'amore. - Gesù, per quanto tu tenga nascosta la tua bellezza, lo sguardo tuttavia della mia anima lacera il velo. Vedo i cori degli angeli tributarti un incessante onore e tutte le potenze celesti adorarti senza posa, mentre all'infinito ti proclamano: Santo, Santo, Santo! Chi potrà comprendere il tuo amore e la tua inscrutabile misericordia verso di noi, o amore eterno? O prigioniero d'amore, chiudo il mio povero cuore in questo tabernacolo per continuare ad adorarti giorno e notte. Non conosco ostacoli a tale adorazione e, per quanto potrò esserti fisicamente lontana, il mio cuore rimarrà sempre con te. O Gesù, desidero ardere come offerta e consumarmi davanti al trono del tuo nascondimento.

11. Come una madre. - Mi disse Gesù: "Aspetto le anime ed esse rimangono indifferenti. Le amo con tenerezza e con sincerità ed esse non si fidano di me. Voglio colmarle di grazie, e le rifiutano. Mi trattano come una cosa morta; eppure ho un cuore. Per quanto sia debole il paragone con una madre che ama intensissimamente i propri figli i quali non le corrispondono, questa realtà è l'immagine di come io vi amo".

12. Nel cenacolo - Ora santa. Giovedì. Gesù mi concesse d'entrare nel cenacolo e fui presente a quanto vi avveniva. Il momento più commovente per me fu quando, prima di consacrare il pane e il vino, Gesù levò lo sguardo al cielo e incominciò un arcano colloquio con il Padre. Solo nell'eternlta penetreremo nell'intimità di quell'istante. Vidi gli occhi di Gesù che ardevano come due fiamme. Il volto sfavillava. La sua persona, avvolta di maestà, mi appariva dello splendore della neve sotto il sole. Una brama inesprimibile dominava la sua anima. Nel momento in cui consacrò il pane, il suo amore appagato trovò pace. Il suo sacrificio era già perfettamente consumato. Se il rito esteriore della morte non era avvenuto ancora, tuttavia il sacrificio interiore, che ne è l'essenza, già aveva avuto luogo nel cenacolo. In seguito, per tutta la mia vita, non ottenni più una così profonda conoscenza del mistero eucaristico. Ardentemente bramo che il mondo intero giunga a comprendere il mistero di tutta la misericordia che si svolse tra le pareti del cenacolo.

13. La santa Messa. Grandi misteri si producono durante la santa Messa! Con quanta devozione dovremmo prender parte a questa rinnovata morte di Gesù! Verrà un giorno, in cui conosceremo ciò che Dio fa per noi in ogni santa Messa e quale dono ci offre per suo mezzo. Solo una misericordia che è divina potè concepire un simile progetto. Gesù mio, quanto dolore provo nel veder scaturire la sorgente della vita con tanta dolcezza e tanta forza, mentre vi sono anime che, per propria colpa, vivono accanto ad essa come appassite e inaridite! O Gesù mio, impadronisciti di tutte queste anime con l'onnipotenza della tua misericordia.

14. La santa Comunione. - Mi vedo debole, che solo la santa comunione mi sostiene. In essa trovo l'attuazione delle mie possibilità. Gesù nell'ostia è per me tutto. Non riuscirei a dar gloria a Dio, se non avessi l'eucarestia dentro al mio cuore. I giorni, in cui non ricevo la santa comunione, mi fanno paura. Questo pane dei forti mi dà ogni energia per condurre a termine quanto ho intrapreso; grazie ad esso, acquisto il coraggio d'eseguire ciò che il Signore esige da me. Il coraggio e la forza dentro di me non sono miei, ma di colui che dimora assieme a me: l'eucarestia. Gesù, se non fosse per l'eucarestia, mi mancherebbe l'ardire di andar oltre lungo la strada che hai tracciato.

Maria la mediatrice

15. La mediatrice è in cielo. - Un giorno vidi Gesù come sovrano universale, circondato da un'immensa maestà. Gettava alla terra uno sguardo severo, ma per intercessione di sua Madre prolungò il tempo della misericordia.
Una volta, per istruirmi sulla vita interiore, Maria mi disse: "La vera grandezza dell'anima sta nell'amare Dio e nell'essere umili davanti a lui, dimenticando completamente se stessi, perché Dio solo è grande".

16. Una sera all'Ostra Brama, il santuario mariano di Wilno. - Una sera all'Ostra Brama, dopo il canto delle litanie, uno dei sacerdoti collocò l'Ostia dentro all'ostensorio e l'espose solennemente sull'altare. Di colpo, scorsi nell'Ostia il Bambino Gesù, il quale alzava le sue piccole mani verso sua Madre. Maria, nel quadro, mi appariva viva. La Madonna mi raccomandò d'accettare con animo infantile tutto ciò che Dio m'avrebbe chiesto senza mai indagarne le ragioni, perché questo non sarebbe piaciuto a Dio. In quel momento, il Bambino Gesù scomparve e la Madonna riprese l'aspetto che aveva nel quadro in precedenza. Felice di quanto avevo appreso, dissi al Signore: "Sono pronta a tutto, fa' di me ciò che ti piace!".

17. Il tuo compito. - Un giorno vidi la Madonna, che mi disse: "L'anima cara al Signore è quella che segue fedelmente le ispirazioni della grazia. Io diedi al mondo il Salvatore; il tuo compito è proclamare la sua infinita misericordia. Preparerai il mondo alla seconda venuta di Cristo, quand'egli apparirà non più come Salvatore misericordioso, ma come giusto Giudice. Sarà terribile quel giorno: giorno della giustizia e della collera divina. Già è stato stabilito, e gli angeli ne tremano. Parla alle anime dell'infinita misericordia divina, finché perdura il tempo della misericordia. Se adesso taci, risponderai tu stessa d'un grande numero di anime. Non temere e sii fedele fino al termine. Io seguo i tuoi sforzi con il mio amore".

18. La pura volontà di Dio. - La Madonna mi disse che dovevo attuare nella vita la pura volontà di Dio, sottomettendomi a lui dall'intimo dell'anima mia. "È impossibile - continuò - piacere a Dio, se non si compie la sua volontà. Desidero vivamente che ti distingua nella fedeltà ai suoi voleri e che tu preferisca questa divina volonta a tutti i sacrifici e agli olocausti di tua scelta". Mentre la madre di Dio mi parlava, entrava in me una profonda comprensione di ciò che è la volontà di Dio.

19. Consacrazione a Maria. - Maria, Madre mia e mia Signora, a te affido la mia anima e il mio corpo, la mia vita e la mia morte e tutto ciò che la seguirà. Metto tutto nelle tue mani e tu concedimi la purezza del cuore, dell'anima e del corpo. Difendimi da tutti i nemici, specialmente da quelli che nascondono la loro malvagità sotto la maschera della virtù. Sii tu lo specchio nel quale mi guardo, o Madre mia.

Il Sacramento del Perdono

20. Sacramento di misericordia. - Oggi udii queste parole: "Prega per le anime, affinché non temano di accostarsi al Sacramento della mia misericordia. Non stancarti di intercedere per chi vive nel peccato. Tu sai quanto valgono le loro anime per me. Attirale alla mia misericordia e consolerai la mia tristezza. Sappi che, se tu trascurassi l'opera della misericordia che ti chiedo, dovrai rispondere d'un grande numero di anime nel giorno del giudizio".

21. I miracoli più grandi. - "Scrivi, parla della mia misericordia. Di' alle anime che cerchino il conforto nel Sacramento della Riconciliazione. È qui che avvengono in continuazione i miracoli più grandi. Per ottenerli, non è necessario intraprendere lontani pellegrinaggi, né celebrare esteriormente grandi riti. Basta porsi con fede ai piedi di un uomo che tiene il mio posto, confessandogli la propria miseria: allora s'attua il miracolo della mia misericordia. Anche se un'anima fosse come un cadavere in decomposizione e umanamante non le rimanesse più alcuna possibilità d'una risurrezione, tanto da sembrare che tutto sia perduto, non è così che Dio la intende: un miracolo della divina misericordia potrà sempre intervenire e quell'anima avere nuova vita. Infelice chi non approfitta di un simile prodigio! Lo invocherà quando sarà troppo tardi!".

22. Sono io, in realtà, ad agire. - Mi disse il Signore: "Figlia, quando t'accosti al Sacramento della Riconciliazione, a questa sorgente della mia misericordia, si riversano sulla tua anima il sangue e l'acqua scaturiti dal mio cuore. Perciò, ogni volta che tu vieni a riconciliarti con me per mezzo della confessione, immergiti in una fiducia illimitata e io riverserò in pieno la mia grazia su di te. Sappi che, quando t'accosti alla santa confessione, sono io ad aspettarti anche se mi servo del prete come schermo. Sono io, in realtà, ad agire dentro alla tua anima. Di' a tutti di attingere la mia grazia da una simile sorgente, usando il recipiente della fiducia più totale. Se la fiducia sarà grande, non metterò limiti alla mia misericordia".

23. Il serafino. (Riassunto). - Mi trovavo all'ospedale. Il medico mi aveva vietato di scendere in cappella. Nella sua bontà infinita, Dio dispose che la santa Comunione me la portasse un serafino. Una volta, in quest'occasione, prima di comunicarmi mi prese un dubbio all'improvviso. Rivolsi a Gesù la mia preghiera, affinché risolvesse il mio dubbio ma, non avendo ottenuto una risposta, dissi direttamente al serafino: "Non mi potresti confessare?" Mi rispose: "A nessun spirito celeste è dato un simile potere".

24. Due vantaggi. - Dal Sacramento della Riconciliazione, dobbiamo ricavare due vantaggi:
1) ci confessiamo per venire risanati;
2) ci confessiamo per essere educati perché, alla pari d'un bambino, la nostra anima ha bisogno di continua educazione.
Gesù mio, per esperienza so che l'anima non va lontana con le proprie forze, s'affatica molto e non conclude. Abbiamo bisogno della confessione, perché commettiamo continuamente degli errori, avendo noi una mente che non sa discernere ciò che giova. Una cosa però ho anche capito, cioè che devo pregare molto per il confessore affinché lo illumini lo spirito di Dio. Quando mi confesso senza prima aver pregato per lui, egli mi capisce poco.

25. Sincerità, umiltà, obbedienza. - Tre parole all'anima che desidera trovare vantaggio nel Sacramento della Riconciliazione:
La prima parola è la sincerità. Il confessore più santo e più saggio non può forzare un'anima. Essa deve spontaneamente aprirsi a lui: deve, cioè, essere sincera.
La seconda parola é l'umiltà. La superbia mantiene un'anima nel buio. Essa rifiuta di penetrare con tutta la verità e fino in fondo dentro alla propria miseria. Si nasconde dietro ad una maschera, così, fugge a ciò che potrebbe risanarla.
Terza parola: l'obbedienza. L'anima disobbediente non riporterà vittoria, anche se fosse direttamente Gesù a confessarla. Chi con sincerità vuol migliorare, deve stare a quanto gli dice il confessore. Dio si mostra generoso solo con l'anima obbediente.

26. Nelle mie confessioni. - Nelle mie confessioni, ricorderò sempre la passione di Gesù. In questo modo, risveglierò in me la contrizione. Quando mi preparo a confessarmi, proprio alla contrizione del mio cuore dedicherò il tempo più lungo.
Non m'inginocchierò davanti al confessore senz'essere convinta innanzitutto della misericordia del mio Salvatore: il suo cuore è presente e sempre aperto. Quanto più un'anima è miserabile, tanto più la divina misericordia la sommerge comunicandole, con una nuova volontà, anche nuove forze.

27. Questo prete fra me e te. - Una volta, prima d'andare a confessarmi, udii dentro di me queste parole: "Figlia mia, al tuo confessore apri l'anima con la stessa confidenza che hai con me. Non esaminare chi sia il sacerdote nel quale mi nascondo: è per darti maggior serenità, non per turbarti, che io colloco questo prete fra me e te".

28. Chiesa di Dio. - Chiesa di Dio, tu sei la madre mia migliore. Tuo compito è educare le anime e farle crescere.
Gesù, ti prego per la Chiesa intera. Concedile l'amore e la luce del tuo Spirito. Rendi efficaci le parole dei sacerdoti, affinché spezzino anche i cuori più induriti e li facciano tornare a te. Signore, dacci sacerdoti santi. Tu stesso conservali nella santità. La potenza della tua misericordia li accompagni e li custodisca contro le insidie che il demonio non cessa di tendere all'anima di ogni sacerdote. La potenza della tua misericordia, o Signore, distrugga tutto ciò che offusca la santità del prete. In particolare ti chiedo, Gesù, di benedire i sacerdoti dai quali mi confesserò nella mia vita.

Invito al culto della divina misericordia

29. Le mani colme. - Oggi, dopo la santa Comunione, Gesù mi spiegò quanto desideri di venire nel cuore degli uomini: "Bramo di unirmi con le anime umane. È mia delizia vivere con esse. Sappi che quando vengo in un cuore umano, tengo le mani colme di grazie d'ogni sorta e desidero donarle, ma le anime nemmeno mi prestano attenzione, mi lasciano solo e s'occupano d'altro. Mi rattrista che esse non conoscano l'amore e che mi trattino come un oggetto senza vita!".

30. Tu solo dai te stesso. - O mio Signore, la tua misericordia fa scomparire l'abisso che divide il Creatore dalla creatura. Tu solo puoi darmi, al di là di tutti i doni, anche te stesso. In questo modo, i nostri cuori si comprendono, senza dover cercar parole. Nessuno può interrompere il nostro colloquio, in cui ti parlo dei perdoni segreti della tua misericordia. La tua misericordia abbraccia personalmente ogni anima. Per tale inconcepibile bontà, ti adoro, pur conoscendo quanto la mia adorazione sia meschina.

31. Desidero che chiedano molto. Le anime che aspirano alla vera santità abbiano un culto speciale per la mia misericordia, poiché da essa scaturisce la sovrabbondanza di grazie che concedo. Desidero che soprattutto queste anime dimostrino una fiducia illimitata nella mia misericordia. Più l'anima confida, più riceve. Desidero che chiedano molto, perché io, a mia volta, desidero donare loro molto. Mi rattristo quando chiedono cose prive di valore: vi sono cuori ristretti fino alla grettezza. Incontrarmi nell'ipocrisia è ciò che mi fa soffrire più di tutto. Mi occupo della santità delle anime sincere e procuro ad esse tutto ciò che è indispensabile allo scopo.